DARIO FO: FINI E' CORAGGIOSO. CONTRO DI LUI FURFANTERIA BELLA E BUONA

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, è vittima di una "furfanteria bella e buona" compiuta da qualcuno che prima o poi dovrà "pagare" anche con il "carcere". E' l'opinione del premio Nobel Dario Fo che giudica la terza carica dello Stato una persona "coraggiosa". "Ho l'impressione davvero che le carte che hanno in mano siano molto serie e che non c'entrino niente in questa manovra - dice Dario Fo, dopo aver partecipato alla Woodstock del Movimento 5 Stelle a Cesena -. E' stato molto intelligente e coraggioso Fini quando ha detto: se mio cognato è responsabile di questa situazione ed è davvero lui il proprietario dell'appartamento, io do le dimissioni". "Non è che bleffa - aggiunge - lì ci rimetti la credibilità. Allora si capisce che razza di manovra, di furfanteria c'è dall'altra parte. E' furfanteria bella e buona". Dopo aver duettato sul palco con Beppe Grillo, il Nobel si sofferma sul caso del giorno e le polemiche sulla casa di Montecarlo: "Questo clima che si sta portando in evidenza" dove si intravedono "delle truffe vere e proprie" che "stanno venendo fuori", sono il segno che "ormai siamo alla fine". "Ebbene - continua - i responsabili di questa patacca dovranno pur pagare una volta, no? Anche con il carcere.

 

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Perché hanno messo in piedi una 'manovra barbetta' come si diceva nel medioevo proprio per cercare di buttare giù un contendente, eliminarlo fisicamente, così ammazzi una persona, lo hanno già fatto altre volte".


ECCO IL FINTO MINZOLINI DI "PARLA CON ME" . SE LA RAI LO HA BLOCCATO SIGNIFICA CHE E' BRAVO...

Non andrà in onda, almeno per il momento, lo spot di 'Parla con me', la trasmissione condotta da Serena Dandini, nel quale Serena Dandini dialoga con un 'finto' Augusto Minzolini nello studio del Tg1. Lo spot, a quanto si apprende, è ancora fermo sul tavolo del dg Mauro Masi mentre sono partiti quelli aziendali: la Dandini è in attesa di chiusura del contratto, che dovrebbe essere approvato nel cda di giovedì In questo video, l'imitazione di Minzolini nella scorsa edizione di 'Parla con me' . repubblica.tv


ROMA - AGGHIACCIANTE: NEGATA MANIFESTAZIONE PER PORTA PIA IN FAVORE DEI FONDAMENTALISTI DI MILITIA CHRISTI

La Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni quest’anno non potrà commemorare la presa di Porta Pia, il 20 Settembre.
Il 6 luglio, infatti, è stata presentata alla Questura di Roma la richiesta dell’autorizzazione, peraltro dovuta secondo la Costituzione Italiana, a commemorare l’evento.
Nonostante la disponibilità dei funzionari della Questura, non autorizzati per evidenti ordini superiori a dare un assenso esplicito, si è arrivati fino al giorno 14 settembre per essere informati che, dopo l’evento istituzionale alla presenza del Presidente Napolitano, non era possibile nessuna commemorazione, a causa della priorità data all’evento organizzato dall’associazione politico cattolica Militia Christi “a 140 anni dai tragici eventi che portarono le truppe del liberal-massonico Regno sabaudo ad invadere lo Stato Pontificio, allora libero, sovrano e popolare”.  La Consulta Laica prende atto che le decisioni politiche che sottintendono questa scelta vanno nella direzione di un riconoscimento ufficiale di Militia Christi, un’associazione fondamentalista, già condannata da un tribunale per offese e falsità e condannata ad eliminare dal suo sito internet dichiarazioni e commenti.
La Consulta prende atto che al contrario un’associazione come la Consulta Romana, che coordina altre 22 associazioni che hanno come scopo il rispetto e l’applicazione della Costituzione Italiana, in questo momento politico, e in particolare in una città come Roma, è vista con fastidio.

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Quel fastidio che piccole fiammelle di libertà hanno sempre creato, e continuano a creare nei regimi antidemocratici e fondamentalisti.
Roma 16-9-2010
Carlo Costelli
Coordinatore della Consulta Laica Romana


Russi: San Giacomo, Palazzo da Nobel . Con Dario Fo

Può succedere che un Artista di fama internazionale  per caso scopra dell’esistenza di un Palazzo seicentesco, un “elefante bianco” che giace ai margini dei ricordi di chi vive a Russi, città che ora gli sta negando la considerazione che meriterebbe; metti pure il caso che si tratti un Premio Nobel che, insieme alla sua compagna di palcoscenico e di vita, abbia da sempre dimostrato interesse per il bene comune e manifestato spiccata sensibilità nei confronti dell’ambiente. La nostra Associazione Clan-Destino li ha raggiunti: ha coinvolto Dario Fo e Franca Rame in questa battaglia a difesa della cultura, dell’arte, del territorio;  e loro, come di consueto,  non si sono certo negati.Con la grande energia che li contraddistingue hanno accolto l’invito ad ergersi come paladini a difesa di questo sito, minacciato dall’assalto della prepotenza industriale, in nome di un “fantomatico” sviluppo e di un “immaginario” progresso. L’indignazione mossa dall’apprendere che a poca distanza dalla sontuosa Dimora i poteri della politica stanno  sostenendo la costruzione di un inceneritore, è stata la scintilla che ha generato in Dario Fo passione e rabbia tanto da fare di San Giacomo un luogo di profonda ispirazione artistica, istintivamente  sfociata nella creazione di quattro straordinarie opere raffiguranti ricostruzioni di affreschi e fantasiose scene di vita del Palazzo.

 

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E proprio in occasione della Fira di Sett Dulur, nel corso dell’ apertura domenicale delle fastose sale della residenza dei conti Rasponi e della Villa Romana , Dario Fo e Franca Rame, accettando il nostro invito, visiteranno personalmente Palazzo San Giacomo e la Villa Romana,
Luoghi tanto cari ai russiani e non solo.  
 
In questa circostanza verranno poi presentate le opere create appositamente da Fo,  e messe in vendita le litografie del Maestro, a tiratura limitata,  donate da Fo e FRANCA RAME all’Associazione Clan-Destino che si batte per  salvare questi splendidi siti.
 
Cinzia Pasi    -   Roberta Babini
 

DARIO FO: "SONO CONTRARIO A CANDIDATURA DI BOERI A MILANO, E' COINVOLTO IN INTERVENTI CONTROVERSI"

«Diciamo così: è uno che ha un bel po' di piedi, è dentro molte manovre». «Il centrosinistra sbaglia metodo». Il premio Nobel Fo su Boeri candidato: sono contrario,
è coinvolto in interventi controversi«Diciamo così: è uno che ha un bel po' di piedi, è dentro molte manovre». «Il centrosinistra sbaglia metodo». «Pollice verso, valutazione assolutamente negativa».
Dario Fo, perché non apprezza la candidatura di Stefano Boeri?
«È una persona carente dal punto di vista del rigore politico».
Perché ha lavorato con l'amministrazione Moratti?
«Diciamo così: è uno che ha un bel po' di piedi, è dentro molte manovre, dentro tanti progetti a dir poco controversi. Ma non è solo un problema di persona». Boeri è considerato un grande architetto.
«Sul piano tecnico sarà anche un ottimo architetto. Mi preoccupa molto di più come si muove il Pd. Con la stessa logica dell'altra volta».
Si riferisce alle comunali del 2006? «Sì e mi riferisco al comportamento del centrosinistra. È sbagliato il metodo, la logica, tutto».
Ma ci sono le primarie e Boeri sarà appoggiato da una lista civica. E dall'altra parte c'è Giuliano Pisapia.
«L'altra volta si è formato una specie di cartello che tirava tutti nella stessa direzione perché si era deciso che Ferrante era l'uomo giusto. Non c'è mai stato dibattito come non c'è stato questa volta».

 
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Che doveva fare il Pd?
«Se uno lavora con certi gruppi, se è inserito in certe operazioni, tu partito non lo accetti. Boeri lavora con i più grandi organizzatori di azioni poco chiare nell'ambito della storia urbanistica di Milano. Io partito, guardo con chi vivi, con chi operi e sulla base di questo scelgo. Non è che apro l'elenco del telefono e vado avanti ba, be, bi, bo... Boeri. Scelgo».

Maurizio Giannattasio


8 SETT 2010: MARIO PIROVANO IN 'Francis The Holy Jester' DI DARIO FO NEL CUORE DI LONDRA

Dopo il successo di Edimburgo nel 2009, Mario Pirovano  porta a Londra il racconto della vita di San Francesco di Assisi scritto e diretto dal premio Nobel Dario Fo: si tratta di 'Francis The Holy Jester', lo spettacolo che Pirovano ha tradotto in inglese e metterà in scena nella Chiesa di Saint James ( Piccadilly) la sera dell'8 Settembre. Tutta una serie di personaggi dell'Italia medievale sfila dinanzi a noi: Papi e Cardinali, Duchi e Duchesse, viaggiatori, contadini, soldati sui campi di battaglia. Francesco porta al popolo la parola di Dio alla sua particolare maniera, predicando nelle piazze, nei mercati, nei campi… Le sue parole, gioiose e provocatorie, sono così potenti e risonanti che cambiano il corso della storia. Già un anno fa la stampa britannica ha sottolineato la ricchezza e la bellezza del testo quando Pirovano ha portato al Finge Edinburgh Festival questo lavoro. L'entusiasmo della critica e del pubblico sono stati tali che ora Pirovano è di nuovo qui: l' appuntamento alla Saint James's Church apre la tournée che porterà lo spettacolo in numerose città inglesi per tutto il mese di Settembre.

Mario Pirovano da quasi trent'anni lavora con Dario Fo e Franca Rame; lo stesso Dario Fo lo ha definito 'fabulatore di grande talento'. Pirovano diffonde il teatro di Dario Fo traducendo e recitando i suoi testi in inglese e in spagnolo in tutto il mondo.

 


DARIO FO: "IL MIO NUOVO SPETTACOLO E' DAL SACRO ALL'OSCENO, DA BOCCACCIO A L'AQUILA DEL TRECENTO"

Il turpiloquio e il sacro, il sesso e la Chiesa, il popolo e l'istituzione che da sempre ne reprime le pulsioni erotiche. Dario Fo torna a picchiare sui temi che fecero scandalo ai tempi di Mistero buffo con un nuovo spettacolo che lo vedrà in scena insieme a Franca Rame il prossimo gennaio, debutto al Nuovo di Milano. Il testo ha appena finito di scriverlo nella sua casa delle vacanze a Cesenatico, dove sta ancora lavorando alle duecento illustrazioni che correderanno il libro in uscita in autunno. Il titolo, che più programmatico di così non si può, è L'osceno è sacro. Questo progetto va ad affiancarsi ad altri due: una lezione-show su Boccaccio e un monologo teatrale sui terremoti che colpirono l'Aquila nel Trecento. Com'è nato L'osceno è sacro?
«Da uno studio sul lessico e dalla lettura di testi di linguisti relativi all'origine dei termini, origine non solo geografica ma anche politica. Noi italiani abbiamo subito invasioni a non finire ma ho notato che quelle peggiori sono venute dalla Chiesa. Andando a vedere le espressioni popolari in fatto di parolacce, ho osservato quelle che coinvolgono il sesso maschile e femminile: a Roma per esempio il sesso femminile è trattato con una pesantezza spaventosa, la parola “sorca” indica il ratto che vive nelle fogne. È il disprezzo più alto che ci sia in tutto il continente».

C'è differenza rispetto a regioni dove l'influenza dello Stato Pontificio non si è sentita?
«Nel Nord è il contrario: non solo non si usava il termine che indica il sesso femminile per offendere, ma lo si usava in senso positivo, vedi il termine “sfigato” che vuol dire senza fortuna, cioè senza sesso femminile. L'analisi mi ha anche portato in Francia dove, come sappiamo, c'è stata grande influenza del clero e dove l'epiteto “con”, legato anche questo al sesso femminile, è un insulto. Invece in Lombardia non ho mai sentito impiegare il sesso femminile come espressione di offesa. E poi le antiche divinità del nord Italia erano tutte femminili, c'erano le tre madri».

Quali autori ha consultato?
«Per vedere come si è sviluppato il senso dell'osceno sono andato a vedere le opere di molti poeti, compresi Boccaccio e Dante. Poi quest'estate ho scritto L'osceno è sacro, di cui sto terminando le illustrazioni. Nel lavoro siamo arrivati all'antica Grecia, all'Egitto, all'India, al Giappone, alla Cina. Ora vediamo come funziona a teatro, andiamo in scena a Milano a gennaio, io e Franca».

Il nuovo spettacolo per molti versi sembra riprendere il filo di Mistero buffo.
«È un filone continuo: c'è il rito della religione e c'è questo spingere verso l'osceno, verso l'orgia, che è una costante sia fra i greci che nelle antiche manifestazioni religiose popolari italiane, che esaltano gioia e sessualità con l'arrivo della primavera e la rinascita di Cristo».