Mario Pirovano recita Lu Santo Jullare Françesco

1 Settembre 2008
Isola d'Elba Capoliveri (LI)
"Lu Santo Jullare Françesco" di Dario Fo
Piazza Matteotti,  Festival Intenazionale "Le Voci Della Poesia 2008"
Ore 21.30 - Per info Claudia Lanzoni Tel. 328.70.21.984

5 Settembre 2008
Padova
"Lu Santo Jullare Françesco" di Dario Fo
22a Stagione Teatrale della Promovies Arena Romana di Padova (ingresso da Piazza Eremitani)
Ore 21.30 - Per info Tel. 049.871.86.17 www.promovies.it

“LU SANTO JULLARE FRANÇESCO”

 di Dario Fo

Era lo stesso Francesco, tanto diverso in realtà dall’immagine agiografica che ci è stata per secoli trasmessa, a definirsi “jullare di Dio”. E questo proprio negli anni in cui l’imperatore Federico II promulgava un editto contro i “Jugulatores” considerandoli buffoni osceni!

Della giullarata Francesco conosceva la tecnica, il mestiere e le regole assolute. Non teneva mai prediche secondo la convenzione ecclesiastica, anzi, rifiutava l’andamento del sermone. Sappiamo pure che cantava, recitava, si muoveva con tutto il corpo, braccia, gambe, piedi, suscitando divertimento ma anche commozione fra i presenti. E’ questo l’aspetto di Francesco che Fo ha ricostruito e ci restituisce sulla base di documenti e di testimonianze scritte.

Particolarmente attuale, tra i vari episodi che compongono il testo, è “la concione di Bologna”. Il 15 agosto 1222 il Santo si trovava a Bologna, dove era stato invitato a tenere un’orazione sul tema che stava più a cuore in quel momento ai Bolognesi: la guerra, che di nuovo era esplosa contro gli Imolesi, con il suo seguito di crudeltà, stragi e distruzione. Francesco sceglie di rivolgersi ai presenti con una concione giullaresca, una predica basata sulla classica “provocazione a rovescio” dei giullari, con l’esaltazione della guerra e la condanna della pace.

L’amore per la natura, il rifiuto della ricchezza, lo spirito di fratellanza tra gli uomini, l’umiltà di Francesco comunicata attraverso la gioia e l’ironia: a questo ci riporta con forza lo spettacolo di Fo.