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Attraversare l’Africa in bicicletta: la Vueltecita

People For Planet - Sab, 08/22/2020 - 17:00

Il 25 settembre montano in sella decisi ad attraversare tutta l’Africa in bicicletta. Partenza da Città del Capo, estremo sud del continente, arrivo a Roma.

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Quando a 50 giovani spartani fu ordinato di fare sesso con tutte le spartane

People For Planet - Sab, 08/22/2020 - 13:00

Tra il 743 e il 724 a.C. (la data esatta è incerta) Sparta decise di vendicarsi di tutte le violenze subite dai Messeni. Si dice che l’assedio di Messene durò almeno 10 anni, per alcuni storici addirittura 20.

Gli spartani avevano da vendicare angherie che avevano avuto inizio secoli prima quando loro erano poco efficienti in guerra… Si narra addirittura che Elena (quella che divenne famosa come pretesto per la guerra di Troia) venne aggredita da un gruppo di predatori messeni, mentre nel tempio pregava la Dea, e stuprata.

L’assedio di Messene non fu impresa facile e ad un certo punto si decise che i guerrieri giurassero di non tornare più alle loro case fino a quando la città non fosse stata espugnata. Ma siccome l’assedio si prolungava, dopo qualche anno la situazione diventò grave perché a Sparta non nascevano più figli, visto che le donne erano senza uomini.

Raccontano Antioco di Siracusa e Eforo di Cuma: «Poiché gli Spartani erano impegnati ormai da dieci lunghi anni nella guerra contro la città di Messene, le donne fecero sapere che la mancanza prolungata di uomini poteva compromettere il futuro stesso della città…».

Urgeva che le donne avessero incontri intimi con i loro mariti, ma come fare? Non era proprio possibile che il giuramento di non tornare più a casa venisse infranto. Forse gli spartani avrebbero potuto risolvere la questione facendo venire all’accampamento di guerra le loro donne… Ma per qualche ragione questo venne giudicato troppo pericoloso o indecoroso.

La decisione che il comando spartano prese fu molto strana e certamente conferma che presso quel popolo i concetti patriarcali di proprietà assoluta delle mogli, da parte dei mariti, erano veramente deboli.

Erano arrivati all’acquartieramento un gruppo di giovanissimi che avevano appena raggiunto l’età considerata adatta per partecipare alla guerra, probabilmente avevano appena compiuto i 18 anni. E si mormora che fossero soltanto 50. A queste reclute, che non avevano ancora giurato di non tornare a casa prima di aver conquistato Messene, e quindi non erano vincolate all’assedio, fu ordinato di far ritorno a casa e con il compito di dare una discendenza agli spartani, unendosi con tutte le donne in età fertile dell’aristocrazia.

Immagina di essere un giovane focoso guerriero spartano, arrivi a Massene assediata e il tuo generale ti ordina di tornartene a Sparta per far l’amore!
E immagina che una volta ritornato a Spara le donne ti chiedano per quale eccesso di vigliaccheria sei di nuovo in città invece di essere là a combattere e tu devi spiegare che l’idea sarebbe quella di far figli con loro. E, suppongo, i giovani avessero anche un ordine scritto che incitava le donne ad accettare quei partner sessuali e garantiva (questo le fonti lo affermano) che i figli nati da quelle unioni avrebbero avuto tutti i diritti degli appartenenti all’aristocrazia.
Non si sa invece come fu organizzata la campagna di accoppiamenti: si stabilirono dei turni? Si procedette per ordine di età o per ordine alfabetico? Oppure quartiere per quartiere? E quanti accoppiamenti poteva sostenere in un giorno un diciottenne spartano avvezzo a 8 ore quotidiane di allenamento ginnico e guerriero? Quanto ci misero i 50 eroi a ingravidare tutte le femmine? Alcune fonti dicono che gli aristocratici spartani fossero circa 9 mila a quei tempi. E visto che la durata media della vita era piuttosto bassa, possiamo ipotizzare almeno 3 mila donne in età fertile. Non sappiamo se i maschi ingaggiati per l’oneroso compito fossero veramente solo 50. Il numero che mi pare esiguo per una leva militare, ma forse si trattava di una leva relativa solo a chi avesse raggiunto i 18 anni negli ultimi mesi.

Mi sono alambiccato con vari calcoli, cercando di dividere i 4.500 spartani maschi per classi d’età, ma mi mancano dati statistici sulla longevità e sui morti in guerra per valutare il numero dei diciottenni ogni anno… E neppure il dato dei 9mila spartani è solido… Quindi lasciamo perdere…

Possiamo in ogni caso ipotizzare, alla grossa e a braccio e alla sansfasan, che toccassero almeno 60 partner per ogni guerriero demografico. E visto che la percentuale di copule che vanno a buon fine per la continuazione della specie è abbastanza bassa (ma non sappiamo come andassero ovuli e spermatozoi all’epoca) possiamo di certo ipotizzare che le relazioni, non si quanto fugaci, andassero avanti per qualche mese prima di raggiungere lo stato interessante globale.

Altra ipotesi che mi balena in testa è che gli ordini militari prevedessero di non dare in sorte quella donna specifica a quel giovane; in effetti sarebbe stato più saggio evitare che si potessero identificare i padri e i loro figli, per evitare situazioni imbarazzanti e vincoli di paternità mischiati…

Quindi si potrebbe ipotizzare che gli ordini ricevuti dai 50 eroi prevedessero di non dedicarsi ad accoppiamenti individuali ma di svolgere l’ardua pugna collettivamente incontrando ogni volta un centinaio di femmine collettivamente. E l’impresa non dovrebbe essere stata impossibile per giovani sani, tonici e eticamente motivati da scopi civici superiori.

Fatto sta che alla fine nacquero un buon numero di bimbi e l’odiata Messene fu espugnata. Ma quando i figli crebbero non venne mantenuto il patto che prevedeva che facessero parte a tutti i titoli dell’aristocrazia militare. Essi se la presero a male e ordirono un complotto allo scopo di prendere il controllo della città (evidentemente erano parecchi e di molto incazzati).

Ma venne scoperto il piano golpista. La pena doveva essere la morte per tutti i ribelli, ma, forse consci del loro comportamento iniquo, i capi di Sparta decisero di dar loro salva la vita esiliandoli. Così, si mormora nel 706 a. C., partì da Sparta un convoglio di navi che raggiunsero l’Italia, che allora era una specie di far west e là fondarono Taranto.

Non è dato di sapere se tra i coloni erano presenti anche le femmine figlie dei 50 eroi. Alcune fonti parlano di poche donne e del fatto che i coloni dovettero combattere contro le popolazioni locali, uccidere i maschi e impossessarsi delle femmine, come grossomodo nello stesso periodo fecero i briganti che avevano fondato Roma con i Sabini.

Chiarisco a scanso di equivoci che gli attuali abitanti di Taranto non hanno nessun legame di sangue e di discendenza con quei primi fondatori della loro città. Infatti nel 209 a.C., il console romano Quinto Fabio Massimo punì la città di Taranto per la sua alleanza con i cartaginesi, la città fu depredata e i suoi 30mila abitanti ridotti in schiavitù e deportati; quindi gli attuali tarantini non discendono in nessun modo dagli spartani ma dai coloni romani, per lo più ex soldati, che colonizzarono quelle terre.

Quindi spero di non aver offeso nessuno narrando come la prima Taranto nacque. Evitate di insultarmi, grazie!

Ovviamente ci sono anche altre versioni di questa storia. 2700 anni son tanti e i racconti si mischiano e si confondono.

Alcuni sostengono che i 50 giovani avessero avuto il permesso di copulare solo con le vergini spartane. Altri insinuano che le cose siano andate ben diversamente e i figli non “regolarizzati” fossero stati generati da aristocratici spartani rimasti a casa perché si erano rifiutati di combattere e quindi declassati al livello degli Iloti, casta composta dai discendenti dei popoli vinti da Sparta e asserviti.

Su Archeotaranto trovi un dotto e ben scritto articolo che cita anche le fonti storiche più antiche: http://archeotaranto.altervista.org/archeota/taras78/lastoria.htm

Leggi anche:
Donne spartane, istruite, nude, ricche, bisessuali e guerriere
Sparta impero del male

Earth Overshoot Day slittato a oggi per via del Covid-19

People For Planet - Sab, 08/22/2020 - 10:06
Il covid-19 fa slittare l’Earth Overshoot Day, ma c’è il “trucco”

Nulla di complicato, niente parole difficili, poche variabili, solo un fatto: oggi è l’Earth Overshoot Day. Oggi, 22 agosto 2018, la popolazione mondiale ha consumato tutte le risorse che la Terra ha prodotto nell’intero anno. Più concretamente: la carne, il pesce, l’acqua, la legna, la frutta e la verdura prodotti nel corso dell’anno sono stati consumati. Domani, 23 agosto, iniziano i giorni in overshoot, i giorni letteralmente “andati oltre”, in eccesso. E questa era la notizia brutta.

La “bella” notizia è che quest’anno l’Earth Overshoot Day arriva con un ritardo di oltre tre settimane rispetto al 2019 (2 agosto) e al trend degli ultimi anni. Era dal 25 agosto del 2005 che l’Overshoot Day non si verificava così tardi, e il merito è del lockdown innestato dalla pandemia di Covid-19 più o meno ovunque nel mondo. C’è poco da esserne contenti: un merito del tutto incidentale e passeggero che ha portato a un “miglioramento” slegato dalle scelte etiche dei cittadini e dalle agende dei Paesi. Anzi, limitando il campo d’indagine ai soli alimenti, nonostante la chiusura dei ristoranti abbia bloccato la distribuzione alimentare, non sono state registrate inflessioni significative in termini di consumo. Consumatori sempre e comunque, anche senza ristoranti.

Global Footprint Network dagli anni ’70 a oggi

Chi fa i calcoli e registra medie e previsioni? Il Global Footprint Network, l’organizzazione no-profit internazionale per la sostenibilità che, come ogni anno, ha valutato l’impronta ecologica e la biocapacità di oltre 200 Paesi nel mondo, stimando la data che segna l’esaurimento del budget messo a disposizione annualmente dagli ecosistemi naturali. “L’umanità – ha dichiarato Laurel Hanscom, Ceo di Global Footprint Network – è stata unita dalla comune esperienza della pandemia e ha mostrato quanto siano intrecciato le nostre vite. Allo stesso tempo  non possiamo ignorare la profonda diseguaglianza delle nostre esperienze né le tensioni sociali, economiche e politiche che non state esacerbate da questo disastro globale”.

I consumi delle risorse naturali sono maggiori e corrono più velocemente rispetto alla capacità degli ecosistemi di rigenerarsi. Così ogni anno, con cadenze sempre più ristrette, sempre più drammatiche, ormai dagli anni Settanta, da quando cioè il Global Footprint Network ha iniziato a calcolare il numero dei giorni che la biocapacità terrestre è in grado di fornire all’impronta ecologica umana, ossia alla porzione di terra fertile destinata ai consumi dell’uomo. Nel 1971 l’Earth Overshoot cadeva il 21 dicembre e i giorni in overshoot erano 10. Oggi cade l’1 agosto e i giorni in overshoot sono quasi 150. Il confronto non necessita di calcolatrice.

Inquinamento indoor e pittura assorbente: Airlite la vernice che purifica l’aria

People For Planet - Sab, 08/22/2020 - 08:00

Quando si parla di inquinamento atmosferico ci viene subito in mente uno scenario di nuvole di fumo, polveri e smog che coprono la città. Ma sono importanti anche i livelli di inquinamento negli ambienti interni che sono più insidiosi perchè invisibili (e non monitorati) e che comportano comunque danni alla salute di varia natura.

La modifica, avviata dagli anni ’70, di alcune pratiche di costruzione che hanno privilegiato i sistemi di isolamento termico ha via via peggiorato la qualità dell’aria interna. La diminuzione della ventilazione infatti aumenta la concentrazione degli inquinanti indoor e ha dato origine ad una serie di patologie fisiche, più o meno gravi. Tra queste anche la riduzione delle capacità cognitive per chi ci vive o lavora.

La progettazione che segue criteri di sostenibilità e i sistemi di classificazione del green building ha origine in gran parte come risposta ai problemi sanitari provocati da una scarsa qualità dell’aria interna.
Questi sistemi valutano infatti l’efficienza energetica e l’impronta ambientale, ma anche la ventilazione, la filtrazione, le emissioni nocive dei materiali edili, gli inquinanti interni, le condizioni termiche e di illuminazione.

Gli edifici verdi rilevano minori concentrazioni di particelle, biossido di azoto, composti organici volatili (VOC) e allergeni rispetto alle strutture convenzionali.
I benefici degli edifici verdi non sono trascurabili. Tra le varie implicazioni sulla salute e sul benessere, alcuni studi hanno dimostrato una migliore qualità del sonno, migliori funzioni cognitive e di produttività, sia nelle abitazioni sia negli uffici e scuole.
In uno di questi, effettuato da un team di ricercatori dell’Università di Harvard, SUNY e Syracuse, sono stati simulati tre ambienti presso il laboratorio di Qualità Ambientale Interna di Willis H. Carrier: low-VOC (Green), high-VOC (Tradizionale) e higher ventilation low-VOC (Green +). L’esperimento è stato svolto per quantificare l’impatto dell’ambiente interno sulla funzioni cognitive.
Ventiquattro professionisti sono stati reclutati dopo essere stati sottoposti a uno screening medico. Sono stati controllati tre parametri di prova: ventilazione, CO2 e VOC.
In media, i punteggi cognitivi sono risultati del 61% più alti quando i professionisti hanno lavorato in spazi verdi e 101% più alti negli spazi Green + rispetto a quelli convenzionali.

Sicuramente il primo passo per ridurre l’inquinamento indoor è migliorare i sistemi di ventilazione e filtrazione, ma poi un’altra scelta importante riguarda anche cosa mettiamo sulle pareti: intonaco, vernici, carte da parati.
Optare per un composto a base di calce naturale (anziché cemento) è una buona base di partenza. Inserire una parete sgargiante o lucida può comportare senza dubbio un aumento della presenza di inquinanti, per cui sicuramente meglio le tinte tenui.
Parlando di prodotti, bisogna dire che ce ne sono molti e che quelli citati ne costituiscono solo una parte; per esempio Naturalia Bau (certificato Biosafe) propone intonaci a base calce e argilla, di facile applicazione e che non rilasciano sostanze chimiche e nocive. Ma anche grandi player (dalla Rofix alla Mapei) investono sulla riduzione di sostanze tossiche.
Marchi come Durga, Spring Color, Thermovital, Primat o Solas propongono vernici e biopitture a basse emissioni.

Ed infine Airlite che commercializza addirittura una vernice in grado di “mangiare” letteralmente lo sporco nell’aria, all’aperto o all’interno di un edificio, depurandola dall’88% dell’inquinamento.

Ma cos’è Airlite? Come nasce? Come agisce e quali sono i suoi benefici?

Vediamo di approfondire un prodotto che possiede molteplici linee di azione, perchè stando ai risultati Airlite ha effetto sia sugli inquinanti che fanno male alla salute, sia su quelli che causano l’effetto serra: in particolare elimina i pericolosi gas, gli ossidi di azoto (NOx) e di zolfo (SOx). La riduzione dell’inquinante NO2, per esempio,  è di oltre l’80% in laboratorio e del 50% in ambiente reale.

L’Airlite è una vernice in polvere che, aggiungendo una soluzione liquida che contiene biossido di titanio, è in grado di attivarsi a contatto con la luce, sia naturale sia artificiale, riuscendo a trasformare gli agenti inquinanti in molecole di sale. Questa tecnologia innovativa nasce nel 2013 dalla start up Advanced Materials che oggi è un’azienda presente in tre continenti diversi. Nel 2000 uno dei soci fondatori inizia a a studiare le proprietà dei materiali fotosensibili che si attivano con la luce e senza mai scoraggiarsi, dopo molti anni e continui esperimenti sviluppa una nuova tecnologia al 100% naturale che si applica come una pittura; deposita quindi i brevetti e sviluppa le applicazioni della sua scoperta.

Cosa riesce a fare Airlite?

  • neutralizzare gli odori,
  • eliminare il 99,9% dei batteri,
  • eliminare e previenire le muffe,
  • respingere la polvere e lo sporco,
  • ridurre l’inquinamento fino all‘88,8%
  • aiutare a ridurre i consui energetici.

Per capire quanto questa pittura riesca a contrastare l’impatto ambientale, basti pensare che dipingere una superficie di 100 m2 con Airlite riduce l’inquinamento dell’aria al pari di un’area di 100 m2 coperta da alberi ad alto fusto: lo stesso effetto di un bosco.

Ma tra i benefici di Airlite c’è anche il fatto di eliminare il 99,9% di batteri e virus, si è dimostrata efficacie sia su quei batteri resistenti agli antibiotici, come lo Staphylococcus Aureus, sia su altri batteri pericolosi per la salute umana come l’Escherechia Coli, peritonite, meningite e molti altri,  creando ambienti più sani e sicuri ed evitando inoltre la formazione di possibili allergie, pruriti, mal di testa, tosse, asma e altri disturbi delle vie respiratorie.
Questo permette di ridurre in modo significativo la carica batterica totale in ogni ambiente, rendendo possibile una elevata salubrità ambientale, unita a un maggiore benessere e confort abitativo. Una soluzione particolarmente indicata per ambienti, come quelli ospedalieri, che necessitano di essere sterili.

Altra caratteristica della vernice mangia smog è quella di impedire allo sporco di depositarsi sulle pareti. Come? L’azione di Airlite, da una parte decompone le sostanze oleose depositate sulla superficie, impedendo alle polveri e alla sabbia di aderire alla parete. Dall’altra, crea un sottile strato superficiale di acqua (grazie a una proprietà chiamata idrofilia), che impedisce alle polveri e alle altre particelle di sedimentare sulla superficie, facendole rimbalzare via. In poche parole l’innovazione smog e pittura assorbente crea un invisibile film protettivo che impedisce allo sporco e alla polvere presenti nell’aria di depositarsi sulle superfici.

La vernice può anche essere vista come un ottimo alleato per ridurre i consumi energetici legati al raffrescamento.  Airlite riflette la maggior parte della radiazione solare infrarossa, impedendo il passaggio eccessivo di calore. Questo si traduce in ambienti molto più freschi nella stagione estiva con un risparmio di energia elettrica per il condizionamento dell’aria stimato tra il 15 e il 50%.

Per citare alcune applicazioni in grandi ambienti, ad oggi, Airlite stata utilizzata per dipingere il complesso “Office of the Future” a Dubai, il “Davines Village” a Vicenza, la “Halcyon London International School” a Londra, la “Triennale” di Milano e “Garage Italia Customs” in Piazzale Accursio.

 

Fonti:

AIRLITE, la pittura che purifica l’aria!

https://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/airlite-pittura

Maria Chiara Voci, Il Sole 24 ore- http://www.ilsole24ore.com/art/casa/2018-03-23/cosi-casa-non-diventa-tossica-la-salute-174611.shtml?uuid=AEkqjzJE

Smog e pittura assorbente: Airlite, la vernice che purifica l’aria

http://www.casaeclima.com/ar_32381__Una-scarsa-qualit-dellaria-interna-diminuisce-le-facolt-cognitive.html?mc_cid=bf34a8eb46&mc_eid=3d99698118

 

Photo by: Kaboompics .com from Pexels

Oms: pandemia finita forse tra due anni | De Luca: «Valutiamo la chiusura della Campania» | L’appello dei costituzionalisti: no al taglio dei parlamentari

People For Planet - Sab, 08/22/2020 - 06:25

Corriere della Sera: L’Oms: pandemia finita forse tra due anni | In Francia 4.500 nuovi casi in un giorno;

Il Giornale: I poliziotti senza tamponi nell’inferno di Lampedusa;

Il Mattino: Coronavirus, De Luca pronto alla stretta: «Valutiamo la chiusura della Campania» | Ma Caldoro: «Bisogna rinchiudere lui»;

Il Manifesto: Un appello di costituzionalisti per il no al taglio dei parlamentari;

Il Messaggero: Focolaio Billionaire: 6 positivi tra il personale, in quarantena in 100 |  Briatore furioso  «Io sto chiuso e in altri posti si balla sui tavoli, ho le prove»;

llsole24ore: A che punto siamo con il vaccino anti-Covid? Sei «candidati» in finale, 12 in semifinale;

Il Fatto Quotidiano: Incinta di 6 mesi, muore insieme al bimbo due giorni dopo essere stata dimessa. Aperta un’inchiesta;

La Repubblica: Alunno con sintomi va isolato, i genitori devono misurare la febbre: le regole dell’Iss per far ripartire la scuola;

Leggo: Coronavirus, in Italia è boom di contagi: 947 nuovi positivi e 9 morti. In tre regioni oltre 100 casi | Nel Lazio 137 nuovi positivi (105 a Roma e provincia). «Uno su tre dalla Sardegna» In Lombardia 6 morti e 174 nuovi positivi. Boom di casi a Milano: +54 La cura col plasma lascia ancora dubbi. Nature: «Costoso, servono studi più rigorosi»;

Tgcom24: Lula: “Un errore concedere l’asilo politico in Brasile a Cesare Battisti, chiedo scusa a familiari vittime”;

Campi Aperti: comprare da mangiare e sentirsi bene

People For Planet - Ven, 08/21/2020 - 19:00

Campi Aperti è “un’associazione per la sovranità alimentare”, un mercato ortofrutticolo dove si trovano solo ed esclusivamente prodotti locali di altissima qualità.
Cos’è la “sovranità alimentare”? Il diritto di ogni cittadino di scegliere cosa mangiare, di conoscere la provenienza e il ciclo produttivo dei propri alimenti, di avere accesso a prodotti agricoli sani.

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Link di approfondimento: http://www.campiaperti.org/

Video di Martina De Polo e Francesco Saverio Valentino.

Covid-19, Panza: “Lo studio sui bimbi diffusori è stato frainteso”

People For Planet - Ven, 08/21/2020 - 16:07

Se c’è una cosa che ci ha insegnato il coronavirus è che di scienza ne sappiamo poco, specialmente quando tocca divulgarla. Sembra essere il caso della questione bambini e coronavirus: perfidi e silenti untori o angelici e santi dispensati dal male? Ondeggiamo da marzo, come le onde misteriose del mare, tra l’una e l’altra versione. Sembravamo sicuri, e invece no: al primo studio contrario si levano gli strali. E il Corriere della Sera fa da capro espiatorio – colpa la diffusione e il prestigio – di una tendenza che ha toccato tutti i media mainstream riguardo lo studio pubblicato giorni fa sul Journal of Pediatrics e al quale solo Corriere.it dedica un articolo e un lungo commento disperato: “I bambini non sono affatto immuni al Covid. I ragazzi men che meno. Ora che la nostra più grande speranza si rovescia nella più tremenda disillusione, enormi responsabilità attendono ciascuno di noi e gravi decisioni attendono la classe dirigente” piange un Antonio Scurati liberato dai dubbi.

Scrive al Corriere, in risposta, Costantino Panza, che con orgoglio si firma “pediatra” ma che è anche un noto esperto di Neonatologia e Patologia neonatale. Socio dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP), è redattore della rivista Quaderni ACP e coordina la rivista Pagine Elettroniche di Quaderni ACP. Inoltre lavora nella redazione della Newsletter pediatrica, una rete di journal club pediatrici presenti in tutta Italia per la lettura critica delle pubblicazioni scientifiche internazionali secondo la medicina basata sulle prove di efficacia. Dal 2008 è tutor del journal club pediatrico di Reggio Emilia. Membro del coordinamento nazionale di “Nati per la musica”, partecipa alle attività di diffusione e promozione delle buone pratiche genitoriali fin dalla nascita. È autore o coautore di oltre 70 pubblicazioni scientifiche italiane e internazionali peer-reviewed, e collabora con UPPA da diversi anni con articoli di divulgazione pediatrica.

Questo il suo messaggio al Corriere della Sera:

Buongiorno,

sono un pediatra e ho sono rimasto perplesso leggendo l’articolo di Antonio Scurati “I bambini, la minaccia COVID e le nostre responsabilità” del 21 agosto 2020.

Dire che i bambini “sono tra i principali veicoli di contagio” e questa è “la terribile evidenza scientifica” non è corretto. I bambini testati in ospedale (quindi un campione selezionato di bambini) possono presentare cariche virali elevate ma questo non significa che i bambini siano potenti diffusori della malattia: questo, ad oggi, non è stato dimostrato; anzi, tutte le misurazioni effettuate in comunità dicono il contrario. Una indagine pubblicata 10 giorni fa dall’ ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control, la più importante agenzia di salute europea) riporta testualmente che “solo sei nazioni hanno registrato focolai di infezione nelle scuole, molto limitati in numero, con il coinvolgimento di pochissimi casi secondari; una sola nazione ha segnalato un cluster di 13 casi (4 studenti e 9 adulti): un’eccezione e non la regola”.

Le diverse indagini epidemiologiche sulla suscettibilità e trasmissibilità dell’infezione nell’età pediatrica hanno rilevato una scarsa importanza dei bambini, soprattutto al di sotto dei 10 anni, nella diffusione del virus nell’ambiente domestico; in altre parole, le misurazioni ad oggi dicono che sono stati gli adulti a trasmettere il virus, molto più dei bambini. Mentre sembra non essere più così negli adolescenti (dai 10 anni in su), i quali hanno più probabilità di infettarsi e trasmettere il virus.

Sono d’accordo con le conclusioni di Scurati sulla necessità di modificare i comportamenti dei giovani (“Andrai a ballare la prossima estate”). Tuttavia l’errore è stato commesso in primo luogo dal decisore politico che ha permesso, in modo immorale, di tenere aperto servizi non essenziali mettendo a rischio la futura apertura delle agenzie educative prescolastiche e della scuola primaria, comunità fondamentali per permettere non solo l’apprendimento, ma lo sviluppo pieno dei bambini che, a queste età, hanno bisogno della presenza fisica, faccia a faccia, corpo a corpo, dell’adulto e degli altri bambini.

Un ultimo punto: del SARS-CoV-2, questo temibile coronavirus, conosciamo ancora molto poco: poche sono le certezze, tantissimi i dubbi. Affermazioni che descrivono i bambini come i principali responsabili di questa epidemia non sono giustificate e possono portare a diminuire la fiducia dei genitori verso le scuole primarie e dell’infanzia. E la mancata frequenza nelle comunità educative senza giustificate motivazioni, già verificatasi in questi mesi, non è associato solo a una mancanza di apprendimento, ma porta a un aumento del rischio di danni alla salute psico-fisica e un aumento dei casi di maltrattamento, eventi che cambiano la traiettoria di vita del bambino in modo permanente. Di seguito una breve recente bibliografia:

– European Centre for Disease Prevention and Control. COVID-19 in children and the role of school settings in COVID-19 transmission. 6 august 2020. https://www.ecdc.europa.eu/en/publications-data/children-and-school-settings-covid-19-transmission

– Goldstein E, Lipsitch M, Cevik M. On the effect of age on the transmission of SARS-CoV-2 in households, schools and the community. Preprint. medRxiv. 2020;2020.07.19.20157362. Published 2020 Jul 24. doi:10.1101/2020.07.19.20157362

– Park YJ, Choe YJ, Park O et al.  Contact Tracing during Coronavirus Disease Outbreak, South Korea, 2020. Emerging Infectious Disease , 2020; 26(10)

– Dattner I, Goldberg Y, Katriel G, et al. The role of children in the spread of COVID-19: Using household data from Bnei Brak, Israel, to estimate the relative susceptibility and infectivity of children. medRxiv. 2020 June 5.

– Patrick SW, Henkhaus LE, Zickafoose JS, et al. Well-being of Parents and Children During the COVID-19 Pandemic: A National Survey [published online ahead of print, 2020 Jul 24]. Pediatrics. 2020;e2020016824

– Levinson M, Cevik M, Lipsitch M. Reopening Primary Schools during the Pandemic. N Engl J Med. 2020 Jul 29

Covid-19, ci si può distanziare in spiaggia solo pagando?

People For Planet - Ven, 08/21/2020 - 15:16

Se l’andamento dei contagi è in forte aumento e preoccupa gli esperti tutti hanno – e giustamente – accusato la scelta di riaprire le discoteche al chiuso, a scapito della tranquillità di poter riaprire adesso le scuole.

Qualche responsabilità ce l’ha forse anche il fatto che l’Italia sia – e sia rimasta nonostante tutto – l’unico Stato europeo con oltre il 50% delle spiagge a gestione privata. Inoltre, paradossalmente proprio a “causa del coronavirus” molte amministrazioni cittadine hanno ristretto l’accesso alle spiagge private e molti stabilimenti hanno aumentato a dismisura i prezzi.

Il risultato l’abbiamo vissuto in molti e lo si legge nella foto, scattata questa mattina alle 9.30 su una delle pochissime spiagge libere di Marina di Massa (Ms).

Leggi anche:

Lo scandalo delle spiagge private italiane

Coronavirus, discoteche e rientri dall’estero: manca il senso del ridicolo

Covid-19, nuovo aumento dei contagi. Età media 30 anni. L’Umbria la più colpita

La scuola è noiosa perché non parla dei misteri della scienza – Lettera alla ministra Azzolina

People For Planet - Ven, 08/21/2020 - 13:00

Gentile Ministra,

ai bambini piace sapere che quando la mamma dice: “Stai fermo!”, dice una sciocchezza perché la Terra gira su se stessa a più di mille chilometri all’ora, e contemporaneamente gira intorno al Sole a più di 100 mila kmh e il sistema solare gira intorno alla galassia a più di 700mila kmh; senza contare che anche la nostra galassia si muove a più di 2 milioni di chilometri all’ora… Quindi come fa un bambino a stare fermo?!?

Questo interessa ai ragazzini. Me ne accorgo ogni volta che vado a recitare in una scuola il mio spettacolo sulla meravigliosa assurdità delle scoperte scientifiche.

Un compito essenziale dell’insegnamento dovrebbe essere comunicare lo stupore immenso che vivono gli scienziati di fronte alla realtà: più ne sappiamo e più siamo stupefatti.

libri di scienze sono veramente avvilenti, perché sostanzialmente trattano gli studenti come imbecilli fornendo loro una banalizzazione della realtà che non può appassionare perché è priva della vertigine che dà l’incomprensibile, l’incommensurabile, l’inconoscibile.

Il messaggio dei libri di scienze è: sappiamo tutto e adesso te lo spieghiamo.

Si censura la scienza che ci dice che questo universo è qualche cosa di veramente folle (come ebbe a dire Einstein).

E quando si censura la scienza è grave, soprattutto se lo si fa a scuola.

Pensa te che fino alle superiori non si parla neanche di Teoria dei Quanti, che invece quando la racconto ai bambini di terza elementare si rotolano per terra dal ridere. È entusiasmante sapere che vivi su un pianeta dove forse ti capita di non esistere per un miliardesimo di secondo ogni tanto: per un micro istante sei solo una nuvola di vibrazioni e poi ritorni ad avere un corpo solido che se caschi ti fai male. Che poi non è che sbatti veramente per terra. È solo un effetto calamita al contrario che ti dà la sensazione di prendere una culata per terra. Per non parlare del fatto che in ogni singolo secondo ci sono dei fantamiliardi di fotoni che ti attraversano da parte a parte con degli altri aggeggini molto piccoli, tipo protoni, gluconi, mesoni, nasoni che anche loro ti passano attraverso.

Tanto che per fermarli e cercare di fotografare un bosone che era difficile da prendere, gli scienziati hanno dovuto fare un tunnel sotto il Gran Sasso, che già di per sé è parecchio grande – sennò lo chiamavano Piccolo Sasso – ma siccome non bastava poi hanno scavato una grotta immensa, poi hanno costruito uno scudo fermaparticelle spesso 12 metri, con uno strato di piombo, poi cemento, plastica, sabbia, palline di ferro, calzini usati, sbarrette di rame, fogli di zinco, fette di formaggio e un sacco di altra roba. Solo così diminuivano i miliardi di particelle subatomiche che passavano comunque e c’era meno casino e potevi sperare di beccare il bosone di Higgs e fargli la foto.

E che dire della biologia? Perché non far sapere ai giovani che la vita era veramente una cosa improbabile? Tant’è che solo una volta in miliardi di anni è successo che una cellula si sia assemblata. Alcuni milioni di molecole si sono trovate nello stesso punto, grande poco più di un millesimo del puntino che sta alla fine di questa frase, c’erano proteine, un involucro oleoso, il dna, i mitocondri e migliaia di altri aggeggi. Uno può pensare che un involucro oleoso non sia molto solido ma al livello delle misure della cellula l’olio è resistente come il ferro. È assurdo ma è così. E tutta questa roba si è messa assieme una volta sola; ed è stata capace di replicarsi e ha dato vita a tutti gli esseri viventi. Tutte le piante, i microbi, gli insetti e gli animali, funghi, muffe e giraffe comprese, hanno lo stesso linguaggio del dna, perché tutte discendono dalla stessa unica prima cellula. Incredibile, eh? Pare proprio che sia così! Teoricamente possiamo scambiare pezzi di dna con una pianta di lattuga e farci crescere delle foglioline sui polsi per quando hai fame. È una cosa da non fare perché fa schifo ma è interessante sapere si potrebbe fare!

Ma la cellula è incredibile anche perché dentro c’è il dna che contiene tutte le informazioni su come la cellula deve essere, in ogni cellula umana, che è invisibile, c’è addirittura più di un metro di doppio filamento di dna… Immagina quanto è sottile questo filamento perché in un millesimo di millimetro ne entri un metro e ci sia posto anche per milioni di altre cose.

Jacopo Fo

Autore, attore e scrittore

SCUOLA- 19 AGOSTO 2020 La scuola è noiosa perché non parla dei misteri della scienza – Lettera alla ministra Azzolina

Gentile Ministra,

ai bambini piace sapere che quando la mamma dice: “Stai fermo!”, dice una sciocchezza perché la Terra gira su se stessa a più di mille chilometri all’ora, e contemporaneamente gira intorno al Sole a più di 100 mila kmh e il sistema solare gira intorno alla galassia a più di 700mila kmh; senza contare che anche la nostra galassia si muove a più di 2 milioni di chilometri all’ora… Quindi come fa un bambino a stare fermo?!?

Questo interessa ai ragazzini. Me ne accorgo ogni volta che vado a recitare in una scuola il mio spettacolo sulla meravigliosa assurdità delle scoperte scientifiche.

Un compito essenziale dell’insegnamento dovrebbe essere comunicare lo stupore immenso che vivono gli scienziati di fronte alla realtà: più ne sappiamo e più siamo stupefatti.

libri di scienze sono veramente avvilenti, perché sostanzialmente trattano gli studenti come imbecilli fornendo loro una banalizzazione della realtà che non può appassionare perché è priva della vertigine che dà l’incomprensibile, l’incommensurabile, l’inconoscibile.

Il messaggio dei libri di scienze è: sappiamo tutto e adesso te lo spieghiamo.

Si censura la scienza che ci dice che questo universo è qualche cosa di veramente folle (come ebbe a dire Einstein).

E quando si censura la scienza è grave, soprattutto se lo si fa a scuola.

Pensa te che fino alle superiori non si parla neanche di Teoria dei Quanti, che invece quando la racconto ai bambini di terza elementare si rotolano per terra dal ridere. È entusiasmante sapere che vivi su un pianeta dove forse ti capita di non esistere per un miliardesimo di secondo ogni tanto: per un micro istante sei solo una nuvola di vibrazioni e poi ritorni ad avere un corpo solido che se caschi ti fai male. Che poi non è che sbatti veramente per terra. È solo un effetto calamita al contrario che ti dà la sensazione di prendere una culata per terra. Per non parlare del fatto che in ogni singolo secondo ci sono dei fantamiliardi di fotoni che ti attraversano da parte a parte con degli altri aggeggini molto piccoli, tipo protoni, gluconi, mesoni, nasoni che anche loro ti passano attraverso.

Tanto che per fermarli e cercare di fotografare un bosone che era difficile da prendere, gli scienziati hanno dovuto fare un tunnel sotto il Gran Sasso, che già di per sé è parecchio grande – sennò lo chiamavano Piccolo Sasso – ma siccome non bastava poi hanno scavato una grotta immensa, poi hanno costruito uno scudo fermaparticelle spesso 12 metri, con uno strato di piombo, poi cemento, plastica, sabbia, palline di ferro, calzini usati, sbarrette di rame, fogli di zinco, fette di formaggio e un sacco di altra roba. Solo così diminuivano i miliardi di particelle subatomiche che passavano comunque e c’era meno casino e potevi sperare di beccare il bosone di Higgs e fargli la foto.

E che dire della biologia? Perché non far sapere ai giovani che la vita era veramente una cosa improbabile? Tant’è che solo una volta in miliardi di anni è successo che una cellula si sia assemblata. Alcuni milioni di molecole si sono trovate nello stesso punto, grande poco più di un millesimo del puntino che sta alla fine di questa frase, c’erano proteine, un involucro oleoso, il dna, i mitocondri e migliaia di altri aggeggi. Uno può pensare che un involucro oleoso non sia molto solido ma al livello delle misure della cellula l’olio è resistente come il ferro. È assurdo ma è così. E tutta questa roba si è messa assieme una volta sola; ed è stata capace di replicarsi e ha dato vita a tutti gli esseri viventi. Tutte le piante, i microbi, gli insetti e gli animali, funghi, muffe e giraffe comprese, hanno lo stesso linguaggio del dna, perché tutte discendono dalla stessa unica prima cellula. Incredibile, eh? Pare proprio che sia così! Teoricamente possiamo scambiare pezzi di dna con una pianta di lattuga e farci crescere delle foglioline sui polsi per quando hai fame. È una cosa da non fare perché fa schifo ma è interessante sapere si potrebbe fare!

Ma la cellula è incredibile anche perché dentro c’è il dna che contiene tutte le informazioni su come la cellula deve essere, in ogni cellula umana, che è invisibile, c’è addirittura più di un metro di doppio filamento di dna… Immagina quanto è sottile questo filamento perché in un millesimo di millimetro ne entri un metro e ci sia posto anche per milioni di altre cose.

Senza contare che ci sono anche i mitocondri che hanno un loro dna, diverso da quello della cellula. I mitocondri sono pazzeschi perché sono protoesseri, che non sono proprio cellule ma hanno il loro dna e senza di loro la cellula non può esistere. Praticamente la cellula è una cooperativa dove si sono uniti due portatori di un diverso dna. Una cooperativa!!!

La Coop sei tu!

Sei una cooperativa anche perché hai decine di miliardi di cellule dentro, e anche decine di miliardi di batteri buoni, che ti amano e credono che tu sia Dio. E senza di loro non potresti vivere. Ad esempio, sono loro che ti predigeriscono quel che mangi. Lo so che è disgustoso sapere che ci nutriamo di cacca di batteri ma la realtà è dura e tu, bambino, è meglio che lo scopri subito così cresci più tosto.

Sapere che sei una moltitudine aumenta l’autostima, che, come ben Lei sa, cara ministra, è un fattore sociale che galvanizza il Pil!

A questo punto Le vorrei parlare delle bugie dei libri di testo sugli atomi, cara ministra, non so se ha idea di quanto siano falsi sugli atomi, e sui quark poi… Ma lo spazio è finito. Ne riparliamo appena mi permettono di pubblicare un altro post.

Articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano

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Come sbloccare il tuo metabolismo in 2 azioni

People For Planet - Ven, 08/21/2020 - 11:00

Quante volte hai sentito dire “ho il metabolismo bloccato”? In questo video, dal canale YouTube Dr. Filippo Ongaro, vediamo come risolvere questo comune problema!

Fonte: Dr. Filippo Ongaro

Le informazioni contenute in questo video sono puramente divulgative. Tutte le terapie, i trattamenti e i consigli di qualsiasi natura, prima di essere seguiti, devono essere sottoposti al diretto giudizio di un medico.

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Covid-19, ma quindi cani e gatti possono contagiarci?

People For Planet - Ven, 08/21/2020 - 09:00

La novità più rilevante sul tema è che in questa strana estate siano aumentati e di molto gli abbandoni di cani e gatti. Nel napoletano negli ultimi mesi la crescita è stata del 70%. Anche a Roma si è registrato un triste boom. “Durante il lockdown si faceva a gara per adottare i cani – ha spiegato il Consigliere Regionale campano Francesco Emilio Borrelli – per avere compagnia in casa e anche per avere una scusa per poter uscire di casa per una passeggiata. Passata questa fase è subentrata la paura, un timore immotivato che i cani e i gatti possano trasmettere il virus agli uomini, cosa non verificata, e così tanti cani sono stati abbandonati in strada”. Immotivato, sì. Tuttavia è vero che questa estate sono stati in forte aumento i casi di cani e gatti contagiati nel mondo, ed è utile oltreché lecito domandarsi quali rischi possiamo correre.

Possono contagiarci?

“Si tratta di un tema molto importante per le persone, ma il rischio di contagio da animali domestici è molto ridotto“, ha detto Soumya Swaminathan, Chief Scientist dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel corso di una conferenza stampa a Ginevra per fare il punto sulla ricerca sul coronavirus. “I felini, ovvero i gatti e persino le tigri possono essere contagiati da Sars-Cov-2 dall’uomo, come pure i furetti. E c’è stato il caso degli allevamenti di visoni. Ma il ruolo degli animali domestici come fonte di contagio sembra trascurabile”, ha detto.

L’analisi di Science

La più presitigiosa rivista scientifica al mondo, Science, ha trattato di recente il tema, ripreso da Internazionale qualche giorno fa, con l’articolo “What does the COVID-19 summer surge mean for your cats and dogs?” ovvero come dobbiamo interpretare l’aumento di cani e gatti positivi al coronavirus?

Cosa non sappiamo

Non è ancora chiaro, tra le altre cose, quanto spesso cani e gatti siano contagiati dal virus, ovvero quale sia il loro tipo di suscettibilità al virus, non sappiamo quali siano i loro sintomi e quali le probabilità che possano contagiare altri animali, compresi gli esseri umani.

Cosa sappiamo

Sappiamo però che noi siamo molto più pericolosi per i nostri animali domestici di quanto loro non lo siano per noi. Mancando ovviamente studi sufficienti, ci si basa sull’esperienza: e tutto ciò che gli scienziati hanno osservato fino ad oggi suggerisce che è molto improbabile che cani e gatti trasmettano il Sars-CoV-2 agli umani. “È molto più rischioso andare dal fruttivendolo che passare del tempo con il proprio animale domestico”, ha detto a Science Scott Weese, un veterinario della facoltà di veterinaria all’università di Guelph, in Ontario, esperto di nuove malattie infettive che sul suo blog ha passato in rassegna quasi tutte le ricerche sul covid-19 e gli animali domestici.

Nessun caso di umani contagiati

Anzi, gli animali domestici corrono molti più rischi di contrarre il virus dagli umani che non il contrario. “Quasi tutti gli animali risultati positivi al virus sono entrati in contatto con umani infetti”, afferma Jane Sykes, direttrice di medicina veterinaria all’università della California, Davis, e fondatrice della International society for companion animal infectious diseases, che offre informazioni sul covid-19 sia ai proprietari di animali domestici sia ai veterinari. Uno studio genetico delle sequenze virali nei primi due cani noti per aver contratto il covid-19 indica che lo hanno contratto dai loro proprietari. Pare che perfino le tigri e i leoni infettati al Bronx Zoo di New York ad aprile abbiano contratto il virus dagli umani.

A dirla tutta però…

Alcuni ricercatori però avvertono che queste scoperte potrebbero essere in parte dovute al numero limitato di test eseguiti: la maggior parte degli animali esaminati è stata testata perché viveva con umani positivi. “È un risultato falsato”, scrive a Science Shelley Rankin, microbiologa della facoltà di veterinaria all’università della Pennsylvania. Certo: poiché i test sugli animali domestici sono rari, non si sa ancora quanti cani e gatti siano stati contagiati dal Sars-CoV-2. Ma ascoltate questa: secondo una bozza di articolo su una ricerca sierologica pubblicata lo scorso mese, una percentuale compresa tra il 3 e il 4% di cani e gatti è stata esposta al virus in Italia nel picco della pandemia, paragonabile cioè a quella riscontrata tra le persone. Ma mentre le persone si sono ammalate a forte velocità, riempiendo gli ospedali, non c’è stato un concomitante crescendo nei sintomi tra gli animali domestici. L’azienda di Seattle Trupanion, che fornisce l’assicurazione sanitaria a più di mezzo milione di gatti e cani in Nordamerica e in Australia, ha dichiarato di non aver rilevato alcun aumento di disturbi respiratori o di qualsiasi altro genere dall’inizio della pandemia. “Non emergono tendenze rilevanti”, dichiara Mary Rothlisberger, vicepresidente dell’analisi dati per l’azienda, e questo vale anche se si considerano i focolai epidemici. Due ricerche recenti hanno inoltre dimostrato che quanto meno i gatti solitamente non mostrano sintomi di alcun tipo. “Ho la sensazione che in loro la malattia sia molto meno grave che negli umani”, afferma Sykes.

Comunque sia, non ha senso sottoporli a tampone

Esistono test per animali domestici, ma non sono diffusi perché è stata data priorità ai test sugli umani. Inoltre, il dipartimento per l’agricoltura negli Stati Uniti ha messo in guardia dall’effettuare test di routine su cani e gatti. Se il vostro animale domestico fosse positivo, afferma Weese, “cosa fareste poi?”. Se ha il covid-19 probabilmente è perché lo avete (o avete avuto) anche voi, prosegue e “non cambia nulla per l’animale domestico, né per la famiglia”. E visto che non ci sono medicine per la malattia, “non prescriveremmo nulla”.

Niente panico e distanziati

Come dicevamo all’inizio di questo articolo, dunque, l’unica vera notizia sono gli incoscienti che senza motivo abbandonano i loro animali domestici. Per il resto, tutto ciò che resta da fare corrisponde a quanto già noto. Sia che si tratti di portare il vostro cane nell’area cani al parco, o di accarezzare un gatto che incontrate per strada, valgono i soliti consigli: indossate una mascherina, lavatevi le mani e mantenete il distanziamento sociale anche da loro (cioè dagli animali domestici non vostri con cui vi capita di interagire). “Se non prendete precauzioni mettete a rischio voi e poi il vostro animale”, afferma Rankin, che però aggiunge: “Se siete dei padroni responsabili, probabilmente il vostro animale corre meno rischi di essere contagiato rispetto a voi”.

Preoccupiamoci delle persone

Weese è d’accordo nel dire che le persone dovrebbero preoccuparsi più delle altre persone che degli animali domestici. “Il rischio rappresentato dalle persone nelle aree cani dei parchi o nelle cliniche veterinarie è molto più alto di quello rappresentato dai cani in quegli stessi luoghi”, conclude.

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Covid-19, nuovo aumento dei contagi. Età media 30 anni. L’Umbria la più colpita

People For Planet - Ven, 08/21/2020 - 07:47

Nuovo aumento dei casi di covid-19 segnalati in Italia per la terza settimana consecutiva, con una incidenza cumulativa (dati flusso ISS) negli ultimi 14 giorni (periodo 03/8-16/8) di 9.65 per 100 000 abitanti, in aumento dal periodo 6/7-19/7 e simile ai livelli osservati all’inizio di giugno. Lo riporta l’analisi dei dati relativi al periodo 10-16 agosto 2020 diffusa ieri sera dal Ministero della Salute.

Il contagio dipende anche dai rientri

La maggior parte dei casi è stata contratta sul territorio nazionale (risulta importati da uno stato estero comunque un bel 28,3% dei nuovi casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio).

Malati più giovani e meno gravi

In Italia, come in Europa e globalmente, si è verificata una transizione epidemiologica dell’epidemia da SARS-CoV-2 con un forte abbassamento dell’età media della popolazione che contrae l’infezione. “Nell’ultima settimana è di 30 anni“, fa sapere il Ministero. “La circolazione avviene oggi con maggiore frequenza nelle fasce di età più giovani, in un contesto di avanzata riapertura delle attività commerciali (inclusi luoghi di aggregazione) e di aumentata mobilità”.

Si riscontra un cambiamento nelle dinamiche di trasmissione (con emergenza di casi e focolai associati ad attività ricreative sia sul territorio nazionale che all’estero) “e una minore gravità clinica dei casi diagnosticati che, nella maggior parte dei casi, sono asintomatici”.

Bambini e ragazzi molto contagiosi per pochi giorni

Tra l’altro, secondo uno studio appena pubblicato sul Journal of Pediatrics da un gruppo di ricercatori del Massachusetts General Hospital e dal Mass General Hospital for Children i bambini e i ragazzi giocano un ruolo molto più ampio nella diffusione di Sars CoV-2 rispetto a quanto si pensasse.

Nella ricerca svolta su 192 bambini e ragazzi tra 0 e 22 anni è emerso che gli infetti, anche asintomatici o pre sintomatici, avevano una carica virale nelle via aeree superiore molto più alta rispetto agli adulti in terapia intensiva per Covid-19. E questo nonostante i giovani sviluppino meno la malattia perché hanno un minor numero di recettori immunitari per Sars-CoV-2. La carica virale risultava particolarmente alta nei due giorni precedenti alla manifestazione dei sintomi, per chi li presentava: erano dunque estremamente contagiosi. Cosa che va a contraddire quanto si dava finora per certo.

Rt a 0.83 per i sintomatici, forse sottostimato

L’indice di trasmissione nazionale (Rt) calcolato sui casi sintomatici e riferito al periodo 30 luglio – 12 agosto 2020, è pari a 0.83 (0.67 – 1.06). Questo indica che il numero di casi sintomatici diagnosticati nel nostro paese è stato finora sostanzialmente stazionario, considerando le scorse settimane. Tuttavia, il ministero spiega che “l’indice di trasmissione (Rt), calcolato sui casi sintomatici, pur rimanendo l’indicatore più affidabile, potrebbe sottostimare leggermente la reale trasmissione del virus”. Comunque sia, il valore più alto di Rt è stato rilevato in Umbria (1,34), seguita da Abruzzo (1,24), Veneto (1,21), Lombardia (1,17) e Campania (1.02). L’indice Rt risulta invece pari a zero in Basilicata e Molise.

Aumenti in tutte le Regioni

In tutte le Regioni, anche in questa settimana di monitoraggio, sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione da SARS-CoV-2. Il 63% dei nuovi casi è stato diagnosticato “grazie alla intensa attività di screening e indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti. Nove Regioni hanno riportato un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente.

L’invito alla cautela

Sebbene il numero di nuovi casi in molte Regioni rimanga contenuto, in altre realtà regionali continuano a essere segnalati un numero elevato di nuovi casi. Questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di SARS-CoV-2 è ancora rilevante.

1.077 focolai attivi di cui 281 nuovi

Nella settimana di monitoraggio sono stati riportati complessivamente 1.077 focolai attivi di cui 281 nuovi, entrambi in aumento per la terza settimana consecutiva. “Questo comporta un forte impegno dei servizi territoriali nelle attività di ricerca dei contatti, che si sta dimostrando efficace nel contenere la trasmissione.

“Tendiamo a un progressivo peggioramento”

Il documento diffuso dal Ministero conclude con molte raccomandazioni. “L’Italia si trova in una fase epidemiologica di transizione con tendenza a un progressivo peggioramento. Anche in questa settimana si rileva la trasmissione diffusa del virus su tutto il territorio nazionale che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti. Il numero di nuovi casi di infezione rimane nel complesso contenuto ma con una tendenza all’aumento, da tre settimane”.

“Si raccomanda alla popolazione di prestare particolare attenzione alla possibilità di contrarre l’infezione in situazioni di affollamento, in cui si osservi un mancato rispetto delle misure raccomandate”.

Covid-19, Cts: “In aula con la mascherina dai 6 anni”

Covid-19. A Melbourne dove il virus sembrava sconfitto torna il lockdown

Covid: i giovani i più colpiti | Bergoglio: il vaccino sia universale | Scuola, Azzolina: Nessun rischio per il ritorno in classe

People For Planet - Ven, 08/21/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Forte aumento dei contagi: 845 nuovi casi | I giovani i più colpiti: età media a 30 anni;

Il Giornale: “Smembrato e trascinato qui” | Il corpo di Gioele era sepolto?;

Il Mattino: Treno fantasma, sospesi macchinista e capotreno:«Non dovevano fermarsi»;

Il Manifesto: Bergoglio: il Covid spinge le disparità, il vaccino sia universale per tutti;

Il Messaggero: Bannon, arrestato ex stratega Trump | «Frode per fondi per muro Messico»;

llsole24ore: Auto, ripartono gli ecoincentivi: più soldi per ibride e nuovi fondi (ma finiranno) – I mercati più caldi per le vetture alla spina – Tutti i modelli elettrici scontati fino a 10.000 euro;

Il Fatto Quotidiano: Alexei Navalny in coma, ipotesi avvelenamento. Verrà trasferito in Germania per essere curato;

La Repubblica: Lampedusa, il grido del sindaco: “Sull’isola non garantite norme sanitarie e sicurezza”;

Leggo: Scuola, Azzolina: «Nessun rischio per il ritorno in classe. La mascherina si potrà togliere al banco»;

Tgcom24: Bonus, la Lega sospende la senatrice Casolati per aver preso il contributo per l’attività di gioielliera;

Un’eccellenza italiana: il Centro Antiveleni di Pavia

People For Planet - Gio, 08/20/2020 - 17:00
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Perché Avvenire è l’unico giornale di sinistra oggi

People For Planet - Gio, 08/20/2020 - 16:00

A scanso di equivoci, sia messa subito in chiaro la tesi: anche oggi, 20 agosto, Avvenire si riconferma il miglior giornale cartaceo in Italia. E l’unico di sinistra. Sinistra intesa come attitudine etica, non posa politica.

“Il 17 agosto 45 persone hanno perso la vita nel più tragico naufragio registrato al largo delle coste libiche quest’anno. È necessario rafforzare con urgenza le capacità di ricerca e soccorso nel Mediterraneo”, a riferirlo in un comunicato congiunto sono stati l’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (Oim) e l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr). Tra le vittime, cinque sarebbero minori. Stando alle prime ricostruzioni, i migranti sarebbero morti a causa dell’esplosione del motore dell’imbarcazione avvenuta al largo della costa di Zuara, città sulla costa occidentale della Libia.

“Il più tragico naufragio registrato al largo della costa libica quest’anno”, una tragedia finita sulla prima pagina di un solo quotidiano italiano: l’Avvenire. Non La Repubblica, che dà in pasto ai lettori lo strazio di un padre, Daniele Mondello, accasciato sulla bara di suo figlio, morto ad appena 4 anni. Non il Manifesto, che preferisce indagare i retroscena della delicata alleanza tra Pd e M5S.

Grazie ai soccorsi di alcuni pescatori locali, al naufragio sono sopravvissuti 37 migranti, la maggior parte provenienti da Senegal, Mali, Ciad e Ghana. Una volta soccorsi, sono stati arrestati dalle autorità libiche e rispediti presso i centri di detenzione. La Libia, è bene ricordarlo, non ha mai firmato la convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati, e sugli abusi e violenze e racket all’interno dei centri di detenzione dei migranti sappiamo abbastanza per avere cognizione dell’orrore che si consuma quotidianamente in quei luoghi. Lo sappiamo grazie alle inchieste dei giornalisti. Quali? Soprattutto quelli di Avvenire, uno su tutti, Nello Scavo. Sia prima, con il Governo Conte I, quando i giornalisti cosiddetti ‘progressisti’ mal tolleravano il decreto sicurezza perché c’era Salvini al Governo, sia ora, nonostante il Governo Conte II non abbia ancora abrogato il decreto, che nel frattempo pare abbia smesso di turbare il sonno dei suddetti giornalisti.

Come dimenticare poi la prima pagina del 6 maggio, quando Confindustria, ubiqua, occupava pressoché ogni spazio pubblico e di informazione:

Queste potrebbero essere le prime pagine di un giornale (che non c’è) della sinistra. Non il voyeurismo nei confronti di un padre straziato dal dolore. E invece? E invece niente, alla fine bisogna dire: grazie, Avvenire. Almeno tu, dicci qualcosa di sinistra.

(Immagine in copertina tratta dalla scena “Le parole sono importanti” di Palombella rossa, film del 1989 diretto e interpretato da Nanni Moretti)

Germania: cani a passeggio almeno un’ora al giorno

People For Planet - Gio, 08/20/2020 - 15:06

In Germania dal 2021 i padroni di cani e gli allevatori saranno obbligati dalla legge a portare fuori i cani almeno due volte al giorno, per un totale di almeno un’ora.

Allevatori attenti ai viaggi

Il governo federale vuole anche migliorare il benessere degli animali durante il trasporto da allevamenti e fattorie, che non potranno più superare le quattro ore e mezza “se non è garantito che in qualsiasi momento durante il trasporto ci sia una temperatura massima di 30 gradi”.

Obbligo di tener loro compagnia

Emerge dalla bozza di un’ordinanza del ministero federale dell’agricoltura, che riporta: “Un cane deve poter fare esercizio fuori da un canile almeno due volte al giorno per un totale di almeno un’ora all’aria aperta”. In futuro, i cani non potranno più essere lasciati soli tutto il giorno: in casa o in allevamento.

La scienza alla base

Secondo il nuovo regolamento, un accompagnatore dovrebbe prendersi cura dell’animale “più volte al giorno”. La motivazione, spiega il ministero, sta in “nuove conoscenze scientifiche sui bisogni dei cani”, che necessitano appunto di un “un sufficiente grado di movimento e contatto con stimoli ambientali”.

No alla catena e niente mostre con cani mutilati

Vietato poi tenere i cani alla catena e organizzare mostre con cani allevati in modo irrispettoso delle loro necessità biologiche, e che per questo non sono più in grado di comportarsi in modo appropriato o le cui parti del corpo come orecchie e coda sono state “completamente o parzialmente amputate” in violazione del benessere degli animali.

Attenzione alle mamme

Requisiti ancora più severi per gli allevatori di cani. Ad esempio un singolo allevatore potrà prendersi cura di un massimo di tre femmine con cuccioli contemporaneamente. Nuove regole in arrivo anche per le dimensioni e la temperatura delle cuccie: i cuccioli in particolare dovrebbero stare ad almeno 18 gradi di temperatura nelle prime due settimane di vita e dovrebbero fare esercizio fisico almeno una volta al giorno.

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Greta Thunberg: “dopo due anni di scioperi, il mondo continua a negare la crisi climatica”

People For Planet - Gio, 08/20/2020 - 14:00

Esattamente due anni dopo il primo sciopero per il clima, Greta Thunberg è tornata a far sentire la sua voce per chiedere ai leader europei un piano d’azione immediato e concreto per combattere la crisi climatica.

Nella giornata di oggi, l’attivista ambientale incontrerà la cancelliera tedesca Angela Merkel per consegnarle una lettera aperta, firmata da più di 125.000 persone (tra cui scienziati, attivisti, civili e influencers) e inviata a tutti i leader europei lo scorso 16 luglio. Nel documento sono elencati i punti essenziali per affrontare la crisi climatica ed ecologica in atto, affinché l’emergenza venga finalmente riconosciuta come tale.

La crisi climatica è reale. Perché continuiamo a negarla?

Greta ha dichiarato al The Guardian che, nonostante siano trascorsi due anni dal primo sciopero per il clima e milioni di persone siano scese in strada a manifestare per la giustizia climatica e sociale,

il mondo ha emesso più di 80 gigatonnellate di CO2. Abbiamo assistito a continui disastri naturali in tutto il mondo: incendi, ondate di caldo, inondazioni, uragani, tempeste, disgelo del permafrost e collasso di ghiacciai e interi ecosistemi. Molte vite e mezzi di sussistenza sono stati persi. E questo è solo l’inizio. Oggi i leader di tutto il mondo parlano di “crisi esistenziale”. L’emergenza climatica è discussa in innumerevoli meeting e vertici. Si prendono impegni, si tengono grandi discorsi. Tuttavia, quando si tratta di agire siamo ancora in uno stato di negazione. La crisi climatica ed ecologica non è mai stata trattata come una crisi. Il divario tra ciò che dobbiamo fare e ciò che viene effettivamente fatto si amplia di minuto in minuto. In effetti, abbiamo perso altri due anni cruciali a causa dell’inazione politica.”

L’Unione Europea deve agire adesso, in quanto, insieme al Regno Unito, è responsabile del 22% delle emissioni globali cumulative storiche, seconde solo agli Stati Uniti. Per questo motivo l’incontro con Angela Merkel è cruciale, affinché vengano mantenute le promesse prese durante gli Accordi di Parigi si contribuisca ad abbassare la temperatura media globale al di sotto dei 2 °C.

I cambiamenti avverranno ai nostri termini o ai termini della natura?

Il cambiamento è necessario e urgente ma i leader mondiali continuano a fare promesse senza mantenerle. Bisogna agire nell’immediato per evitare la catastrofe che è già in atto: sciogimento dei ghiacciai, aumento delle temperature, scomparsa della biodiversità, diffusione di malattie virali. Un cambiamento di rotta è necessario e può avvenire soltanto attraverso l’adozione di politiche mirate ad arginare la crisi climatica.

Le nostre richieste includono l’arresto di tutti gli investimenti e le sovvenzioni sui combustibili fossili, rendere l’ecocidio un crimine internazionale, progettare politiche che proteggano i lavoratori e i più vulnerabili, salvaguardare la democrazia e stabilire bilanci annuali vincolanti per il carbonio”, ha affermato la giovane attivista.

La negazione della crisi climatica ed ecologica ci sta conducendo verso il baratro.

Esiste ancora la speranza per un mondo più equo e sostenibile?

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Coronavirus: non dimentichiamo gli altri malati

People For Planet - Gio, 08/20/2020 - 13:00
Non si muore solo di coronavirus

Oggi l’ennesimo paziente è deceduto per complicanze legate al cancro.    
Certamente si deve essere prudenti, indossare la mascherina ed evitare situazioni di folla per la salute collettiva e singola. Ma sembra molto strano che ogni problematica sanitaria diversa dal coronavirus sia passata in secondo piano, anzi, peggio, NON ESISTA, perché tutta l’attenzione è assorbita dal nuovo coronavirus di cui cerchiamo i contatti degli asintomatici, terapie, vaccini, a cui dedichiamo interi ospedali e reparti, dipartimenti di prevenzione, per cui blocchiamo le visite specialistiche e i controlli sanitari programmati di tutte le altre terribili e diffuse patologie.

Ancora poca informazione ai medici del territorio

Coronavirus: come mai a noi medici non è stato ancora inviato un protocollo preciso per il covid con la maggior percentuale di sintomi, linee guida, età dei deceduti e comorbilità eventuale mese per mese e così via?
Quanto ci vuole ad avere delle chiare risposte?
Mi sembra che i mesi siano passati… e che i dati ora ci siano.

Non bisogna dimenticare le altre malattie e avere il coraggio di cambiare

Nello stesso tempo bisognerebbe impegnare le stesse energie anche per combattere il cancro e le altre malattie. Il fatto che almeno un paziente oncologico sia presente in quasi ogni famiglia non vuol dire che ciò vada accettato come normale.
Il fatto che ci sia associazione con inquinamento, cibo, alcool, stress e sostanze tossiche non vuol dire che si debba mettere l’economia al primo posto avendo paura di indagare per modificare lo stato delle cose, perché chiaramente non si può andare avanti così.
Dobbiamo porre attenzione alla nostra salute in modo globale e così dovrebbero fare anche il governo e i mezzi di informazione.             
Non si può banalizzare una pandemia ma non si può neanche dimenticare il resto.
E la popolazione dovrebbe essere informata a 360 gradi sulla sua salute per non dimenticare o lasciare indietro nessuno.

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I primi 5 esercizi da fare con un cucciolo di cane

People For Planet - Gio, 08/20/2020 - 11:00

Come si legge dal canale YouTube AmDogTraining Marco Annovi: L’arrivo di un cucciolo nella nostra vita rappresenta motivo di gioia ed entusiasmo. Anni fa si credeva che fosse fuori luogo e prematuro iniziare ad educare un cucciolo fin dai primi giorni e si consigliava di aspettare l’anno d’età per iniziare poi un vero e proprio addestramento.

Ecco un video che oltre a fare chiarezza su quando iniziare ad educare il cucciolo vi darà 5 esercizi con i quali iniziare fin dai primi giorni del suo arrivo.

Fonte: AmDogTraining Marco Annovi

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Chi chiacchiera con le balene alzi la mano

People For Planet - Gio, 08/20/2020 - 08:00

Gli scienziati stanno dando credito crescente agli antichi popoli che preparano rituali comunicativi per cacciare le balene. O meglio: per accordarsi con loro.

È noto infatti che le balene comunicano tra loro in modo raffinato, e che, grazie a una lunga infanzia in cui i cuccioli restano a stretto contatto con la madre, che impartisce loro regole e comportamenti, questi animali possiedono e tramandano una vera e propria cultura, cosa che fino a pochi anni fa si pensava essere prerogativa unicamente umana. Ci sono stati poi negli scorsi anni balene addestrate a parlare, per imitazione, o beluga utilizzati come spie.

Il linguaggio delle balene resta comunque non del tutto comprensibile a noi; si ritiene che questi animali si chiamino per nome, segnalino cibo e nemici, e non molto altro è noto. Ma ci sono culture – recentemente oggetto di studio da parte della scienza – che da secoli, per tradizione, comunicano con questi superbi animali su temi addirittura astratti, filosofici o religiosi.

Ne sono un esempio gli Yupik che vivono tra l’estremo oriente della Russia e l’Alaska centro meridionale, sull’isola di St. Lawrence. Si nutrono di balene per tradizione e necessità, ma nel modo più affascinante che si possa immaginare.

Le loro barche hanno speciali incisioni sul fondo, per renderle visibili agli animali. Secondo la tradizione Yupik, oggi oggetto di ricerca scientifica, le balene nuotano sotto le barche e ispezionano le incisioni. Se sono belle e danno fiducia sul rispetto che quegli uomini portano loro, la balena permetterà ai cacciatori di arpionarla. Altrimenti, nuoterà via.

Questo può sembrare strano, e ingenuo, per un osservatore esterno, ma nella cultura Yupik ha un senso preciso. La balena si sarebbe sviluppata da un animale terrestre – e in effetti si sa che il feto di una balena abbozza delle piccole gambe poi destinate a scomparire – e sarebbe sua aspirazione tornare a diventarlo. Per questo, dopo aver ucciso e mangiato una balena beluga, gli Yupik eseguono un rituale sulle sue ossa che consente all’animale di reincarnarsi come animale terrestre. Gli Yupik credono che le balene beluga vogliano subire questo processo per tornare sulla terra, e che questa “comunicazione spirituale” tra uomini e animali si concretizzi in uno scambio di favori.

Una cosa simile avviene tra i popoli Makah e Nuu-chah-nulth, che vivono rispettivamente nello Stato di Washington e nell’isola di Vancouver. Passano otto mesi eseguendo antichi rituali per comunicare con le balene: preghiere, bagni in speciali piscine e canzoni sacre puntano a ottenere il sacrificio della balena. Proprio come gli Yupik, anche queste popolazioni – lontane e in passato isolate tra loro – credono da sempre che una balena cederà la sua vita ai cacciatori di proposito, per poter rinascere. Anche loro decorano il fondo delle barche per lusingarle.

Se la scienza riuscirà in questa quasi paradossale missione di assegnare anche agli altri animali capacità mistiche e una sensibilità religiosa, al momento non è dato sapersi. Quello che è certo è che c’è stato un tempo – e in parte c’è ancora – in cui il rispetto segnava il rapporto tra cacciatore e preda, e la morte di un altro essere senziente non era mai considerata meno di un sacrificio. Per una cultura come la nostra, che accetta e si nutre di animali allevati in batteria, sebbene siano condivise le numerose prove sulla capacità animali di pensiero e sentimento, sembra questo l’insegnamento più importante.

Immagine di copertina: Disegno di Armando Tondo