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Contro le zanzare adotta un pipistrello

People For Planet - Ven, 07/05/2019 - 21:10

Zampironi? Fornelletti? Insetticidi? Roba vecchia e anche tossica. Se volete liberarvi delle zanzare in modo rapido, eco sostenibile e alla moda procuratevi un… pipistrello.

Volete sbarazzarvi delle zanzare in modo rapido, eco sostenibile e alla moda? Procuratevi un… pipistrello o magari un’intera famigliola di questi piccoli (dalle nostre parti, ma altrove possono essere giganteschi) mammiferi volanti. Che in una notte possono mangiarsi fino a 2.000 zanzare a testa (sperando che non siano tutte accalcate nella vostra camera da letto).

Ma come fare ad attirare sul proprio terrazzo o nel proprio giardino questi simpatici killer alati?

NON C’È BISOGNO DI UNA CAVERNA. Basta offrire loro un rifugio adeguato. E non c’è bisogno di trasformare la casa in una bat caverna. Basta una scatoletta a forma di parallelepipedo in legno di betulla di circa 35 cm per 60, spesso 5 assemblato senza collanti e coloranti che respingerebbero l’utilissimo ospite.

Le bat box – come sono state ribattezzate –  esistono da qualche anno: sono la declinazione pratica del progetto “Un pipistrello per amico” sviluppato dal Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze e finalizzato alla protezione dei chirotteri. 

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Taranto: l’artista che colora le strade e illumina le periferie

People For Planet - Ven, 07/05/2019 - 17:00
A Taranto un artista di quasi 70 anni che colora le periferie

In quelle periferie spesso grigie e un po’ sottotono, ci pensa Domenico Campagna, un artista di 69 anni, originario di Adelfia (Bari) a riportare colore e vita, in particolare nel quartiere Tramontone, nella periferia Sud est di Taranto, dove tra grandi palazzi e la campagna che ancora spunta qua e là.

Da un giorno all’altro anonimi attraversamenti pedonali e spartitraffico diventano installazioni artistiche tutte colorate, Campagna ravviva così incroci e piazze, con delle performance temporanee, fatte di carta colorata applicata sull’asfalto a secco con della carta adesiva.

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Del Mare. Di questo abbiamo bisogno

People For Planet - Ven, 07/05/2019 - 15:00

Di cosa abbiamo bisogno, dunque? Del Mare.

«Ma ecco! ecco che giungono altri gruppi, che van diritti all’acqua e con l’intenzione, pare, di fare un tuffo. Strano! Nulla li soddisfa, se non il limite estremo della terraferma; […] Bisogna ch’essi s’avvicinino all’acqua quant’è possibile senza caderci dentro». Così scrisse, tra le prime righe del suo miracoloso Moby Dick, il grande Melville*. Il Mare dischiude le grandi cataratte del mondo delle meraviglie, conserva i nostri fantasmi, nascosti, giganti e occhiuti come processioni di balene.

Al Mare i greci dedicarono un dio particolare, fratello di Zeus. «Certamente tutto ciò non è senza significato. E ancora più profondo di significato è quel racconto di Narciso che, non potendo stringere l’immagine tormentosa e soave che vedeva nella fonte, vi si tuffò e annegò. Ma quella stessa immagine noi la vediamo in tutti i fiumi e negli oceani. Essa è l’immagine dell’inafferrabile fantasma della vita; e questo è la chiave di tutto». Certo, quando Melville scriveva, Mare era soprattutto viaggio senza garanzia di ritorno. Era ricerca, volontà e disperazione, necessità e scoperta, ancora lontana dall’annacquamento del turismo planetario.

Ma quel Mare non ha cambiato linguaggio, esso rimane la grammatica di ogni nostro racconto umano, il tessuto che garantisce la vera globalizzazione da più di duemila anni. Esiste una koiné ed è l’acqua di ogni città di Mare. Ho visto, a Odessa, intere scolaresche festeggiare l’ultimo giorno di lezione scendendo sulla spiaggia di Lanzheron, precipitandosi lungo la scalinata Potëmkin – con insieme  l’intensità di Ėjzenštejn e la leggerezza di Paolo Villaggio – gettandosi dai moli senza neppure svestirsi delle divise, nuotando in un’acqua tappezzata di decine di innocue e lattiginose meduse del Mar Nero. Erano gli stessi ragazzi che gridano alla vita mentre partono traghetti a giugno dal porto di Napoli, gli stessi dei giorni di calura a Genova.

Nel Breviario mediterraneo, Predrag Matvejevic scriveva: «L’età del molo si misura dallo stato delle bitte o da quanto ne è rimasto. La bitta del molo ha preso nome dallo stesso oggetto che si trova sulla coperta della nave: anche per questo aspetto nave e molo vengono a unificarsi. La città restituisce al porto un po’ di quel che ne ha ricevuto per poter essere qualcosa di più di quanto sarebbe senza di esso. Anche un porto da carico può diventare il porto dell’oblio. In un porto così le donne acquistano di prezzo, e i marinai talvolta vivono un’altra vita».**

Il Mare, dall’inizio dei tempi, è una zona di dissoluzione dei confini, un ausilio prezioso per chiunque desideri tramutarsi in qualcosa di diverso da ciò che è. La follia della cronaca degli ultimi anni lo ha trasformato in un cimitero, cercando di applicare agli specchi d’acqua la logica arida e precisa della terra. Il Mare continua a vivere, infatti,  sospeso tra due parole latine sorelle, il limes – la linea fortificata che traccia il confine violento ed artefatto tra due terre – e il limen – la soglia di un passaggio tra un interno ed un esterno. La prima dona l’idea del limite netto, del bastione fortificato a sorvegliare un confine che se valicato porterà all’assassinio. La seconda suggerisce l’immagine di un limite mai completamente raggiunto e mai totalmente sorpassato, fluido, che osserva come fa l’occhio di una balena, indifferente e gigantesco. Dunque marino.

* Moby Dick, Herman Melville (Adelphi edizioni, traduzione di Cesare Pavese)
** Breviario mediterraneo, Predrag Matvejevic

Immagine di copertina: Odessa, di Raniero Virgilio

La grigliata fa male alla salute?

People For Planet - Ven, 07/05/2019 - 12:15

Tempo di vacanze e di pasti all’aperto, la grigliata è una tradizione ma bisogna fare attenzione. Quando si fa un barbecue infatti la cottura della carne può provocare la formazione di sostanze cancerogene: lo ricorda l’American Institute for Cancer Research, secondo cui con alcuni accorgimenti è possibile ridurre i rischi.

Diverse ricerche hanno mostrato che una dieta ricca di carne rossa e lavorata aumenta il rischio di tumori del colon – spiega Alice Bender, Senior Director of Nutrition Programs dell’istituto – e grigliare carne, sia bianca che rossa, ad alte temperature forma sostanze fortemente cancerogene“.

Il primo consiglio degli esperti è grigliare diversi tipi di alimenti, non solo le carni rosse ma anche quelle bianche, il pesce e la verdura. Anche la marinatura, prosegue il decalogo, aiuta a diminuire i rischi. Alternare carne e verdure su uno spiedo, avvertono ancora gli esperti, diminuisce l’area esposta alla fiamma ed è quindi più salutare.

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Da Ecofuturo 2019, intervento di Stefano Bozzetto: l’agroecologia

People For Planet - Ven, 07/05/2019 - 10:59

Stefano Bozzetto è dottore agronomo, laureato a Bologna nel 1982. Fa l’imprenditore agricolo da oltre 40 anni, curioso e appassionato della terra. Convinto sostenitore della necessità e della possibilità di coniugare sostenibilità ambientale e redditività, ha nel tempo approfondito, sia dal punto di vista tecnico-scientifico sia imprenditoriale, le potenzialità del suolo come carbon sink alimentate da tecniche agricole che derivano dall’integrazione in azienda agricola dell’impianto biogas.
Su questo tema ha al suo attivo numerosi articoli scientifici. Attualmente è anche titolare di uno studio professionale e consigliere di amministrazione di Agricola biometano e di Biogas refinery development BRD srl.

Le ecotecnologie prossime venture che cambieranno il Mondo

People For Planet - Ven, 07/05/2019 - 10:30
L’accumulo al via

La prima è quella dell’accumulo. Che c’è di nuovo nelle batterie, direte voi? Tutto. Le batterie di nuova generazione e i sistemi di gestione delle stesse (Bms) sono completamente nuove. Oggi un normale computer portatile arriva facilmente alle otto, nove ore di lavoro, impensabili solo dieci anni fa. E mettere in casa batterie per stoccare la propria energia rinnovabile oggi è una cosa accessibile alle famiglie e non a qualche nerd verde. L’auto elettrica, inoltre, sta diventando una “batteria con le ruote” in grado di fare cose redditizie anche da ferma. Il suo pacco batterie è in grado di fornire servizi di rete quando è carica e collegata alla colonnina, producendo reddito. Si calcola che una vettura elettrica allacciata alla rete per 12 ore al giorno possa “produrre” servizi di rete per 600 euro ogni anno. E le nostre auto, oggi, stanno ferme 23 ore al giorno. Oltre a ciò il nostro accumulatore su ruote potrà fornire energia alla casa. In questa maniera l’auto diventerà un vettore che ci permetterà di acquistare energia a un prezzo basso, magari sotto forma di welfare aziendale o di promozione commerciale, usandola successivamente per far funzionare la lavatrice (ne abbiamo parlato anche qui).

Blockchain che spezza le catene

La blockchain, di cui si parla molto, altro non è che un indice, anche chiamato data base, – letteralmente catena a blocchi – che però per la sua costituzione è immodificabile, per cui non falsificabile. È importante perché si tratta di un sistema gestito dal basso che da garanzie più robuste di quelle del sistema bancario di oggi, e infatti è alla base delle criptovalute. Il motivo per cui è importante per tutti noi è il fatto che questa tecnologia sarà alla base della produzione familiare di energia rinnovabile – nel momento in cui una famiglia voglia vendere questa energia, oltre che consumarla – e per le comunità energetiche. Due modalità di produzione che si diffonderanno molto nei prossimi anni e la blockchain sarà la tecnologia sulla quale si appoggeranno le transazioni d’energia. Il fatto che le blockchain siano immodificabili e possano essere pubbliche aumenterà la fiducia da parte delle persone verso i soggetti che le utilizzano. Saremo certi, quindi, che ogni elettrone da noi prodotto o consumato avrà una sua carta d’identità chiara e limpida che ne determinerà, prezzo, provenienza e destinazione.

Eolico off shore galleggiante. E il vento galleggia

Una delle nuove tecnologie per le rinnovabili più prossime e promettenti è l’eolico off shore galleggiante. Si tratta di un sistema che risolverà una serie di problemi legati all’eolico off shore di oggi. Prima di tutto sarà possibile mettere pale eoliche lontane dalla linea dell’orizzonte, il che le renderà invisibili da terra, risolvendo in tal modo i problemi legati alla deturpazione del paesaggio. E si potranno mettere queste pale anche in mari dai fondali profondi, come la maggior parte del Mar Mediterraneo. Queste due caratteristiche consentiranno di andare a “prendere il vento” in tratti di mare dove ce ne è di più e che ora sono inaccessibili, installando pale di grandi potenza e dimensioni. Già oggi si stanno progettando pale galleggianti da 10 MWe.

Agricoltura di precisione, per il bio

L’agricoltura di precisione è quella che utilizza sistemi digitali e troppo spesso viene inserita nel novero delle pratiche agricole industriali e tacciata d’insostenibilità. Sbagliando. Questo tipo d’agricoltura, infatti consente pratiche agricole che aumentano la produttività – cosa che sarà necessaria visto che nel giro dei prossimi trenta anni ci saranno sul pianeta due miliardi di bocche in più da sfamare – salvaguardando risorse. Alcuni agricoltori della Pianura Padana – sì, per trovare l’innovazione basta scendere sotto casa e non è necessario arrivare al Mit di Boston – coltivano il mais per le loro mucche da latte usando l’agricoltura di precisione. Vediamo come. Prima di tutto si effettua la semina a sodo, che elimina l’aratura, per cui la CO2 presente nel terreno lì rimane, registrando la posizione Gps di ogni singolo seme. Successivamente si concima il seme usando il digestato prodotto da un impianto a biogas alimentato dalle deiezioni animali e dallo scarto del mais, iniettandolo a quattro centimetri di distanza dal seme la cui posizione è nota. Dopo ciò si posizionano le tubazioni per l’irrigazione goccia a goccia. In questa maniera si usa solo concime di provenienza certa e a chilometri zero, non si usano pesticidi e si risparmia il 30% dell’acqua per l’irrigazione. Il tutto con un incremento della produzione del 30%, e con un reddito aggiuntivo dovuto al biogas. Il cui utilizzo, tra parentesi, è a emissioni zero. Il mais è bio, quindi anche il latte è bio e con questo latte si produce un formaggio di qualità. In questo caso un Grana Padano bio 2.0.

Geotermia, calore sotto terra

Che siate seduti su un vulcano o no, nel vostro futuro c’è la geotermia. In buona parte d’Italia, ovunque ci siano delle terme, infatti sarà possibile produrre energia con centrali elettriche geotermiche binarie di nuova generazione che non emettono i fluidi e pertanto sono a inquinamento zero. Per le abitazioni domestiche e gli uffici, invece è possibile sfruttare la stabilità termica del sottosuolo che, coniugata alla temperatura in superficie, consentirà con la stessa macchina di avere riscaldamento o raffrescamento a seconda dei bisogni. Si tratta di sistemi di un certo costo, quelli domestici, che si stanno installando per ora negli edifici nuovi ma che si diffonderanno mano a mano che cala il prezzo. Ovviamente questi due tipi di geotermia sono a impatto zero.

5G per comunicare

Il 5G è il nuovo protocollo di comunicazione per i dispositivi mobili che rivoluzionerà anche il mondo dell’ecologia. Grazie alla sua velocità e diffusione, infatti, saranno migliaia gli oggetti che si scambieranno i dati in automatico aumentando l’efficienza del loro funzionamento. Le rinnovabili distribuite potranno accedere a dati di mercato dell’energia decidendo se conviene vendere l’elettricità o consumarla in un dato momento. E con la stessa dinamica si potranno gestire gli elettrodomestici di casa, auto elettrica compresa. Il 5G sarà essenziale, visto il suo basso tempo di latenza, per le auto a guida autonoma i cui viaggi saranno ottimizzati in base ai flussi di traffico, magari ottimizzando anche il car pooling. In alcune università si sta già studiando l’abolizione dei semafori grazie all’ottimizzazione dei flussi di traffico. L’automazione della logistica sarà incrementata e il 5G consentirà l’utilizzo di droni per la consegna delle merci, che hanno un consumo molto più basso del classico furgone, consentendo di rintracciare il destinatario, grazie allo smartphone, anche se è in movimento.

Immagine: Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Anziani, continuità assistenziale e cure domiciliari

People For Planet - Ven, 07/05/2019 - 09:45

Prof. Roberto Bernabei, Italia Longeva: “Un oliato percorso di continuità assistenziale è una forma di efficientamento del sistema, ma soprattutto un servizio concreto per il cittadino: c’è qualcuno che gli semplifica la vita nel passaggio fra ospedale e territorio, senza abbandonarlo a se stesso”.Presentata al Ministero della Salute la prima Indagine sulla continuità assistenziale in Italia

Roma, 3 luglio 2019 – La rete dell’assistenza a lungo termine agli anziani, per funzionare bene, deve disporre di servizi di assistenza domiciliare (ADI) e residenzialità assistita (RSA) adeguati e diffusi sul territorio. Essi rappresentano uno dei pilastri su cui si fondano sostegno e cure offerte agli anziani, eppure risultano ancora carenti rispetto ai 14 milioni di anziani residenti in Italia.

Lo dicono i dati del Ministero della Salute che ha ricalcolato al ribasso il numero dei cittadini che nel 2018 hanno beneficiato di questi servizi: solo il 2% degli over-65 è stato accolto in RSA e solo 2,7 anziani su 100 hanno ricevuto cure a domicilio, con incredibili divari regionali: in Molise e in Sicilia più del 4% degli anziani può contare sull’ADI, mentre in Calabria e Valle d’Aosta si stenta ad arrivare all’1%.

“L’ADI, che in Italia cresce troppo lentamente, più lentamente di quanto crescano i cittadini che ne avrebbero bisogno, è il vero cortocircuito di una buona continuità assistenziale. È evidente il ritardo dell’Italia in questo campo, anche rispetto agli altri Paesi europei: per ogni ora di assistenza a domicilio erogata nel nostro Paese, all’estero si arriva anche a 8-10 ore”, spiega Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva, la Rete Nazionale di Ricerca sull’invecchiamento e la longevità attiva.

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Vedi anche: Sanità: alcune Regioni italiane risparmiano il 67% sull’acquisto dei farmaci, altre no, perché?!?

Foto di Steve Buissinne da Pixabay 

I bambini li porta la cicogna?

People For Planet - Ven, 07/05/2019 - 09:29

Martina De Polo è andata a scoprire come funziona il Centro Lipu Le Cicogne del Sile. Intervista a Paolo Vacilotto.

Scopo principale del Centro è la reintroduzione in Italia della cicogna bianca. Ad oggi siamo a 300 coppie di cicogne bianche che nidificano in Italia. Trent’anni fa erano zero.

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Estate e pressione bassa: i rimedi naturali per star bene

People For Planet - Ven, 07/05/2019 - 08:00

Pressione bassa e alte temperature – Con le alte temperature è giusto adottare i giusti accorgimenti per vivere al meglio la stagione estiva. Chi soffre di pressione bassa sa che il caldo non aiuta ma purtroppo peggiora la sensazione di astenia e stanchezza.

Le alte temperature sono nemiche dichiarate della pressione bassa! Chi ne soffre deve conoscere come gestirla e salvaguardarsi. La medicina naturale ci viene in soccorso dandoci qualche aiuto.

La pressione bassa viene accentuata dalle alte temperature e sintomi abituali di stanchezza e astenia vengono accentuati. In estate chi soffre di pressione bassa viene accompagnato più di frequente da debolezza, malessere, spossatezza, sudorazione e capogiri. Queste reazioni accentuate sono una difesa che l’organismo mette in atto per disperdere l’eccessivo calore all’interno del corpo e salvaguardare l’omeostasi, ovvero l’equilibrio interno corporeo.

I rimedi naturali per la pressione bassa – Il rimedio naturale per eccellenza per la pressione bassa è la liquirizia, da tenere sempre a portata di mano, soprattutto fuori di casa. Ha un effetto immediato e dona subito sollievo in caso di capogiri, astenia o spossatezza. Un altro rimedio casalingo che funziona bene e in tempi rapidi per la pressione bassa è il sale grosso: sciolto sotto la lingua permette alla pressione sanguigna di crescere velocemente.

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L’auto che dà energia alla casa

People For Planet - Ven, 07/05/2019 - 06:30

Abbiamo installato il nostro impianto fotovoltaico con le batterie per l’accumulo dell’energia che serve per il consumo nelle ore notturne e per caricare la nostra splendida auto elettrica nella colonnina che abbiamo nel vialetto di casa. Basta così?

No, in uno – speriamo prossimo – futuro si potrà fare ancora di più e meglio. Per esempio, come scrive Francesco del Conte su Ecofuturo, nuova rivista bimestrale in edicola da maggio di quest’anno: «Nello scenario descritto l’auto elettrica sarebbe semplicemente un altro elemento passivo, che attinge energia dall’impianto fotovoltaico per ricaricare le sue batterie. Per fare cosa? In media (in Italia) per essere usata una sola ora al giorno per fare 32 chilometri».

E cosa ne facciamo di tutta l’energia accumulata della batteria dell’auto?

Potrebbe essere possibile restituire questa energia alla casa? Possiamo immaginare che sia anche l’auto a ricaricare la casa?

È quello che sono chiesti i fautori del progetto V2H: “Vehicle to Home l’auto elettrica come vettore di energia nella smart grid urbana”.

All’interno del Fenice Green Energy Park di Padova è stata costruita una casa in canapa e calce naturale, è stato installato un impianto fotovoltaico da 1,6 kWp e la casa è stata dotata dei più comuni elettrodomestici. All’esterno è stata costruita una colonnina di ricarica per l’auto con una colonnina di allaccio bidirezionale. E funziona!

Arrivati a casa la sera, sarà l’auto a sostenere la richiesta di energia serale per poi ricaricarsi per prima la mattina seguente, pronta a riportavi dove desiderate.

Ma come faremo a calcolare quanta energia ci serve giorno per giorno sia per la casa che per l’auto? Ci saranno giorni in cui dovremmo fare un tragitto più lungo del solito e quindi ci servirà la macchina carica al massimo oppure serate in casa in cui pare si siano messi tutti d’accordo a usare più energia possibile.

A fare tutti i conti (a noi, solo a pensarci, verrebbe un bel mal di testa) ci penserà un’app che monitorerà l’energia che entra e che esce, quella che si produce e che si consuma, che sarà in grado di fare previsioni sui nostri consumi energetici sempre più accurate. Viva l’intelligenza artificiale!

E non basta, i progettisti stanno anche ragionando sull’auto stessa. I costi di una delle macchine elettriche oggi in circolazione sono ancora molto alti, quindi la parola d’ordine è retrofit elettrico, cioè convertire un’auto con motore a scoppio in elettrica sostituendo il motore, serbatoio e centraline elettroniche con un motore elettrico, batterie al litio e sistema di gestione.

I costi sono ancora elevati ma la storia dei pannelli fotovoltaici – che sono calati di prezzo dell’80% in un decennio – ci insegna che possiamo ben sperare anche per il retrofit elettrico.

Fonte: Ecofuturo Magazine Maggio/Giugno 2019 pag. 40/43
http://ecofuturo.eu/news/
http://ecofuturo.eu/news/e-in-edicola-la-nuova-rivista-l-ecofuturo-magazine

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Come curare i capelli in estate

People For Planet - Gio, 07/04/2019 - 21:15

Il sole e il mare sono in grado di indebolire i capelli e di danneggiarli. Fondamentale quindi proteggerli in maniera adeguata, dalle radici alle punte.

COME CURARE I CAPELLI IN ESTATE

Il calore ma anche l’aria condizionata, la sabbia, l’acqua salata e il cloro delle piscine, possono indebolire e disidratare anche i capelli più curati rendendoli anche difficili da pettinare. Che siano corti, lunghi, lisci o ricci, i capelli necessitano della cura necessaria come se fossero un fiore. (…)

RIMEDI PER PROTEGGERE I CAPELLI IN ESTATE

Ecco allora alcuni consigli pratici per curare e proteggere i propri capelli durante la stagione estiva.

  • Per cominciare, ogni volta che vi esponete al sole ricordate sempre di coprire i capelli con un cappello o un foulard. Un cappello di paglia o cotone è in grado di garantire un fattore di protezione pari al 60 per cento. In alternativa, puntate su uno spray protettivo specifico per capelli: sceglietene uno realizzato con ingredienti naturali e contenente semi di lino, perfetti per donare lucentezza ai capelli. Utilizzando sia il cappello che lo spray protettivo si arriva addirittura a una copertura pari al 90 per cento.
  • Anche il mare è in grado di condizionare il benessere dei capelli sia perché l’acqua salata o il cloro per chi va in piscina danneggiano i capelli e sia perché andando ogni giorno al mare aumenta il numero dei lavaggi che si fanno durante la settimana. È importante quindi, dopo il bagno in mare, sciacquare sempre i capelli con acqua dolce e se possibile con aceto bianco. Eviterete così anche di fare troppi lavaggi a casa: se poi proprio non riuscite a rinunciarvi, sciacquate i capelli solo con acqua e poi passate il balsamo. Ricordate di scegliere il più possibile prodotti preparati con ingredienti naturali.
  • Per evitare stress meccanici o termici, lavate i capelli con acqua tiepida e fate un ultimo risciacquo con acqua fredda: li renderete così più lisci e lucenti. Per non rovinarli sostituite pettini e spazzole in plastica con quelli in legno.
  • Se possibile, evitate l’uso del phon o almeno utilizzatelo a basse temperature e soprattutto, almeno d’estate, cercate di non adoperare la piastra. Facendo attenzione agli spifferi d’aria si può tranquillamente ricorrere all’asciugatura naturale.

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Dalla green economy in 5 anni 800mila nuovi posti di lavoro e 682 miliardi di Pil

People For Planet - Gio, 07/04/2019 - 17:00

Circa 190 miliardi di investimenti con 682 miliardi di aumento della produzione, 242 mld di valore aggiunto e circa 800.000 nuovi posti di lavoro al 2025. Questi sono i benefici che l’economia italiana potrebbe ottenere, puntando su obiettivi di sostenibilità tra cui uno sviluppo delle rinnovabili e una riduzione dei consumi energetici in linea con la sfide climatiche globali.

Il calcolo arriva da un nuovo rapporto della Fondazione per lo sviluppo sostenibileRilanciare l’economia e l’occupazione in Italia con misure e politiche al 2025 per 5 obiettivi strategici di green economy”, presentato a Roma in occasione del Meeting di primavera, in preparazione degli Stati generali della green economy del 2019 (allegato in basso).

Uno studio nel quale, in collaborazione con gli economisti di Cles Srl, si sono calcolati gli impatti economici dell’azione su 5 sfide: oltre alla citata crisi climatica, da affrontare con rinnovabili ed efficienza energetica, il necessario cambiamento verso l’economia circolare, il miglioramento delle città con un programma di rigenerazione urbana e infine un percorso per una mobilità sostenibile.

Ecco una sintesi degli obiettivi, delle misure per raggiungerli e dei loro impatti economici e occupazionali:

Primo obiettivo: una più efficace riduzione dei consumi di energia in edifici, scuole e uffici ristrutturando 35 milioni di metri quadrati di cui un terzo a bassissimi consumi energetici.

Oltre il 40% dei consumi energetici finali in Italia, spiega il rapporto, è riconducibile al settore residenziale e terziario: si tratta del comparto più energivoro del Paese. Per compiere questa vasta operazione di risparmio energetico sia su edilizia pubblica che privata sono necessari investimenti pari a 19,3 mld in sei anni (8 mld per i pubblici e 11,3 mld per i privati).

I primi – si suggerisce – potrebbero essere finanziati spostando l’intera dotazione del conto termico su questi interventi. Per quanto riguarda il settore privato, abitazioni e uffici, si potrà continuare ad utilizzare il meccanismo dell’ecobonus che potrebbe arrivare a finanziare il 75% degli interventi.

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Il cambiamento climatico si combatte anche a tavola

People For Planet - Gio, 07/04/2019 - 15:00

No agli imballaggi, privilegiare i prodotti sfusi e di stagione, quando possibile acquistare “alla spina“, bere acqua di rubinetto anziché di bottiglia, scegliere saponi ecologici per l’igiene personale e della casa: sono alcuni dei suggerimenti che arrivano dall’app contro lo spreco alimentare Too Good To Go, che ha raccolto dieci consigli per combattere il cambiamento climatico tra le mura domestiche. Perché la spesa e l’alimentazione hanno un ruolo importante nel ridurre l’inquinamento: basti pensare che gli sprechi di cibo costituiscono l’8% delle emissioni di anidride carbonica.

Un problema attuale più che mai, se si considera che la temperatura media europea di giugno 2019 è stata la più alta mai registrata a livello globale, con uno 0,1ºC  in più rispetto al valore più elevato annunciato nel 2016.

Ecco cosa possiamo fare nel nostro piccolo, tutti i giorni:

1. Acquistare prodotti di stagione. Seguire il ciclo naturale e stagionale degli alimenti permette di evitare l’inquinamento dovuto al trasporto dei prodotti dall’estero, nonché l’eventuale uso di fertilizzanti e prodotti chimici.

2. Comprare a km zero. Preferire i prodotti a chilometro zero o a miglio zero (se si parla di quelli ittici) è una buona pratica nei confronti dell’ambiente, oltre che un incentivo a supporto dell’economia locale e delle proprie tasche: i trasporti via terra, aria o mare hanno infatti un elevato impatto sull’inquinamento e influiscono anche in termini economici.

3. Ridurre gli imballaggi e privilegiare prodotti alla spina. La maggior parte dei prodotti in commercio, anche verdure e frutta, è avvolta in confezioni di plastica, polistirolo o carta, spesso del tutto inutili. Prediligere prodotti alla spina (o sfusi) è uno dei primi passi da compiere in termini di salvaguardia ambientale, poiché consente anche di moderare le quantità e di acquistare solo ciò di cui si ha realmente bisogno.

4. Preferire l’acqua del rubinetto a quella in bottiglia. In Italia ogni anno vengono utilizzate tra i 7,2 e gli 8,4 miliardi di bottiglie di plastica (dossier Legambiente). È fondamentale quindi limitare il consumo di acqua in bottiglia utilizzando quella di rubinetto, potabile in quasi tutte le città italiane. Si può valutare anche l’utilizzo di un depuratore che, collegato direttamente alla rete idrica, purifichi l’acqua prima che arrivi nel bicchiere. Dove possibile, andrebbe valutata l’ipotesi di usare bottiglie di vetro e riempirle alla fonte ogni volta che serve. Per quando si è fuori casa, infine, portare con sé una borraccia al posto delle bottigliette di plastica.

5. Occhio allo spreco. Prima di considerare un prodotto non più buono, verificarne la freschezza. Un esempio sono le uova. Per scoprire se possono ancora essere mangiate basta seguire il vecchio metodo del bicchiere d’acqua, in cui l’uovo va immerso: se va a fondo poggiandosi su un lato è ancora fresco, mentre se rimane dritto va consumato il prima possibile. Se invece galleggia non può più essere consumato.

6. Scarti e avanzi possono essere utilizzati per preparare ricette originali. Le bucce di patate, ben lavate, possono essere fritte, mentre le foglie di ravanelli, normalmente scartate, possono essere utilizzate per creare un pesto. Non buttare mai il pane secco, che può essere grattugiato. Altre belle idee si trovano in questo video.

7. Raccogliere in modo differenziato gli scarti organici. Gli scarti organici vanno differenziati correttamente per poterli avviare alla trasformazione in compost, fertilizzante naturale che restituisce sostanza organica alla terra, adatto anche per l’orto e le piante di casa, e in biometano.

8. Fare la spesa con le shopper riutilizzabili. Non dimenticare di fare i propri acquisti con– le buste per la spesa riutilizzabili, possibilmente di stoffa.

9. Per l’igiene personale e delle stoviglie utilizzare prodotti ecologici. Esistono in commercio molti saponi e detersivi ecologici, di facile reperibilità: per fare la nostra parte nei confronti dell’ambiente basta solo fare la scelta giusta.

10. Salvare cibo fresco invenduto. Per contribuire alla lotta contro lo spreco, l’app Too Good To Go ha creato le Magic Box, grazie alla quale bar e ristoranti possono mettere in vendita il cibo invenduto a fine giornata a prezzi ridotti. I consumatori non devono far altro che geolocalizzarsi, cercare i locali aderenti, ordinare la propria Magic Box, pagarla tramite l’app e andarla a ritirare nella fascia oraria specificata per scoprire cosa c’è dentro.

Foto di LEEROY Agency da Pixabay

Perché negli Stati Uniti si festeggia il 4 luglio

People For Planet - Gio, 07/04/2019 - 12:15

Il 4 luglio è festa nazionale negli Stati Uniti. Si ricorda infatti l’indipendenza dal Regno Unito delle tredici colonie che hanno poi formato gli Stati Uniti.

Ogni 4 luglio negli Stati Uniti è festa nazionale perché si celebra il giorno dell’Indipendenza.

Il 4 luglio 1776, infatti, le Tredici Colonie, ovvero New Hampshire, Massachusetts, Rhode Island, Connecticut, New York, New Jersey, Pennsylvania, Delaware, Maryland, Virginia, Carolina del Nord, Carolina del Sud e Georgia, si distaccarono dall’Impero britannico di cui facevano parte attraverso la ratifica della dichiarazione d’Indipendenza.

Questo episodio è considerato l’atto di nascita degli Stati Uniti d’America. La dichiarazione fu scritta da Thomas Jefferson (poi divenuto nel 1801 presidente degli Stati Uniti) e nel suo testo vi sono diversi riferimenti a diversi principi dell’illuminismo, tra cui quello di uguaglianza, e si fa riferimento al diritto del popolo di ribellarsi all’autorità costituita, in questo caso il re d’Inghilterra Giorgio III.

La dichiarazione fu votata dai rappresentanti delle colonie il 2 luglio 1776, ma il 4 luglio è il giorno in cui venne ratificata ufficialmente.

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Corte USA ostacola Trump su aborto e muro con il Messico

People For Planet - Gio, 07/04/2019 - 10:55

Una Corte d’appello di San Francisco ha confermato il congelamento dei fondi del Pentagono dirottati verso la costruzione della barriera antimigranti – Annullata anche una sentenza che permetteva di imporre ulteriori restrizioni alle strutture per abortire

Nuovo schiaffo dei giudici a Donald Trump sul muro col Messico: una corte d’appello di San Francisco ha infatti confermato la decisione di congelare i fondi del Pentagono destinati alla lotta antidroga e dirottati con un ordine esecutivo del presidente USA verso la costruzione della barriera antimigranti.

«Quanto all’interesse pubblico, concludiamo che è meglio servito rispettando l’assegnazione costituzionale del potere di spesa al Congresso», hanno scritto due dei tre giudici.

Stop forzato anche alle restrizioni sugli aborti. La corte d’appello di San Francisco ha annullato anche una precedente sentenza che consentiva all’amministrazione Trump di imporre ulteriori restrizioni alle strutture cui si rivolgono le donne con basso reddito per abortire. Continua a leggere (Fonte: “La corte usa ostacola Trump su aborti e muro” CDT.CH)

Dalla stampa nazionale:

  • USA, SCHIAFFO A TRUMP: STOP AI FONDI DEL PENTAGONO PER LA COSTRUZIONE DEL MURO SUL CONFINE CON IL MESSICO. Una Corte d’appello di San Francisco conferma il congelamento degli stanziamenti.

(…) Trump aveva dichiarato un’emergenza nazionale per dirottare verso il muro i fondi del Pentagono che gli erano stati negati dal Congresso, facendo scattare una serie di ricorsi. Alla fine di marzo il Pentagono aveva notificato al Congresso la decisione di autorizzare lo stanziamento di un miliardo di dollari per iniziare il nuovo muro. La cifra, ottenuta stornando le risorse da altri fondi, rappresentava solo una prima tranche di risorse che sarebbero arrivate per il muro dopo la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, con l’amministrazione che ha in programma di recuperare ancora 1,5 miliardi di dollari. Continua a leggere (Fonte: REPUBBLICA.IT)

PERCHÉ QUESTE LEGGI CONTRO L’ABORTO NEGLI STATI UNITI. Solo quest’anno ne sono state approvate in quattro stati, pur sapendo che sono incostituzionali: lo scopo è arrivare alla Corte Suprema.

Solo quest’anno in quattro stati degli Stati Uniti sono stati approvate leggi che vietano l’aborto oltre le sei settimane dal concepimento, un termine che di fatto limita moltissimo la possibilità di interrompere una gravidanza. Il 15 maggio l’Alabama ha approvato un disegno di legge che vieta l’aborto in tutto lo stato, anche nei casi di stupro e incesto, un divieto quasi totale in qualsiasi fase della gravidanza. Il giorno dopo il Senato del Missouri ha approvato una legge che vieta l’aborto dopo le otto settimane. Dopo qualche giorno ancora, il Senato della Louisiana ha approvato l’introduzione di un emendamento alla Costituzione statale che abolisce il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza.

Negli Stati Uniti l’aborto resta legale a livello federale, come stabilito dalla sentenza della Corte Suprema conosciuta come Roe v. Wade del 1973, ma non c’è una legge unica che ne regoli le modalità in tutto il paese: ogni stato ha le proprie norme che stabiliscono quali sono i criteri e i limiti entro i quali poter interrompere una gravidanza. Il fatto che l’aborto sia diventato legale grazie a una sentenza e non a una legge, unito alla presenza di movimenti antiabortisti molto più forti di quanto siamo abituati a vedere in Europa, rende l’aborto una questione molto dibattuta: e negli ultimi mesi c’è stato un definitivo salto di qualità contro la libertà di scelta delle donne che ha un obiettivo finale preciso: capovolgere la sentenza Roe v. Wade e vietare completamente l’aborto.

Intanto, qualche dato – Visti i recenti sforzi dei legislatori per limitare la procedura, si potrebbe pensare che gli aborti negli Stati Uniti siano in aumento. In realtà sono ai minimi storici: tra il 2006 e il 2015 il tasso di aborti negli Stati Uniti è diminuito del 26 per cento, raggiungendo il livello più basso mai registrato (i dati sono dei Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie, un importante organismo di controllo sulla sanità pubblica degli Stati Uniti). La principale ragione del calo, dicono gli esperti, non è una legislazione più severa in materia: è un migliore accesso alla contraccezione. Continua a leggere(Fonte: ILPOST.IT)

  • ELEZIONI PRESIDENZIALI USA 2020: TUTTI I CANDIDATI ALLE PRIMARIE.  Il 3 Novembre 2020 si terranno le elezioni presidenziali negli Stati Uniti per scegliere il successore dell’attuale inquilino della Casa Bianca, Donald Trump, che potrebbe comunque essere rieletto per un secondo mandato.

Trump sarà il protagonista indiscusso nel bene e nel male, perché queste elezioni sono un verdetto sulla sua prima presidenza.

Negli Usa ci sono due grandi partiti: i Repubblicani e i Democratici, che in vista delle elezioni dovranno scegliere il proprio candidato per le presidenziali attraverso primarie interne.

Le primarie dei Democratici e dei Repubblicani vengono gestite in maniera autonoma in ognuno dei 50 stati Usa, ma il meccanismo ha sempre lo stesso risultato ovvero portare all’elezione di un numero di delegati per ogni stato, in numero proporzionale alla popolazione e all’influenza politica. Ciascun delegato sostiene un candidato durante le convention dei rispettivi partiti, scegliendo così il candidato alla Casa Bianca.

Le convention si tengono nel periodo tra le primarie e le elezioni, generalmente nell’estate precedente alle elezioni. Il candidato più votato di ciascun partito si sfiderà con i candidati degli altri partiti. Continua a leggere (Fonte: TPI.IT di Veronica Di Benedetto Montaccini)

Grande barriera corallina, gli scienziati la ‘coltivano’ in laboratorio

People For Planet - Gio, 07/04/2019 - 10:07

Grande Barriera Corallina a rischio? La soluzione alla minaccia che pesa su questo prezioso ecosistema, e rappresentata dal fenomeno dello sbiancamento dovuto ai cambiamenti climatici, potrebbe essere quella di coltivare coralli di nuova generazione in laboratorio. Ha iniziato a farlo un team di scienziati dell’Australian Institute of Marine Science, un’agenzia di ricerca governativa, con i primi test del progetto “Assisted Gene Flow”.

I coralli prodotti in un laboratorio sono stati ottenuti mescolando due specie diverse: quella proveniente dalle acque calde del nord e quella della regione centrale più fredda. L’obiettivo è di creare dei coralli in grado di resistere alle ondate di calore marine, e questo primo test – fanno sapere gli scienziati – sembra promettere bene.

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Foto di AliceKeyStudio da Pixabay

Più controllo, meno consumo!

People For Planet - Gio, 07/04/2019 - 08:29

Grazie al progetto “ + controllo, – consumo ”, realizzato da Eni Gas e luce, da febbraio a maggio 150 studenti di Roma, tra i 7 e i 10 anni, hanno potuto scoprire come risparmiare energia elettrica e ridurre gli sprechi utilizzando la robotica, il pensiero computazionale e quello che tecnicamente si chiama “coding” (programmazione).
Molti gli incontri e i laboratori. Coinvolti nel progetto anche gli insegnanti e i genitori, i primi in un vero e proprio percorso formativo, i secondi in incontri informativi.

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Addio anelli di plastica rischiosi per i pesci: Corona ha inventato le lattine che si avvitano

People For Planet - Gio, 07/04/2019 - 08:00

Un design ecologico tutto nuovo per le lattine di Corona, in grado di eliminare la necessità degli anelli di plastica.

Ogni lattina ha una filettatura in alto e in basso in modo che la parte superiore possa essere avvitata alla parte inferiore di un’altra lattina. Con il sistema studiato per la famosa birra “sale e limone”, si possono impilare fino a 10 lattine, consentendo l’eliminazione di uno dei rischi maggiori per la fauna marina.

Corona insieme a Leo Burnett per il fit pack ecologico

Il “fit pack“, questo il nome della novità introdotta dal brand di birra, nasce dalla collaborazione tra Corona e l’agenzia di Chicago di Leo Burnett. Il progetto ha anche vinto il Leone di Bronzo al recente Cannes Lions Festival.

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5 +1 labirinti italiani in cui viaggiare nel tempo

People For Planet - Gio, 07/04/2019 - 07:30

Ma nel mondo, secolo dopo secolo, sono stati realizzati altri labirinti, di cui alcuni ancora visitabili sotto forma di giardini dalla conformazione misteriosa e dalla pianta complicata, luoghi in cui si può giocare a perdere l’orientamento per immergersi nella natura e in atmosfere da fiaba. L’Italia ne ospita parecchi, eccone 5+1 per i viaggiatori che vogliono trascorrere qualche ora a contatto con la natura, sentendosi catapultati in epoche perdute.

1 – Labirinto della Masone, Fontanellato (Parma)

È il più grande labirinto del suo genere esistente, composto da un totale di circa 200 mila piante di bambù alte tra i 30 centimetri e i 15 metri, appartenenti a 20 specie diverse. Il progetto è di Franco Maria Ricci, che nel 2015 lo apre al pubblico. Gli edifici all’interno sono sede della Fondazione omonima, progettati secondo i canoni della tradizione italiana ed europea. A idearli è stato Pier Carlo Bontempi, architetto di Parma, che con Franco Maria Ricci condivideva l’amore per le forme classiche, per una tradizione italiana ed europea fatta di opere concluse, definitive, ma anche di visioni e fantasie rimaste sospese e come in attesa. Nel concepire il disegno del dedalo, Ricci si è ispirato ai mosaici delle ville e delle terme romane; per le opere murarie sono stati scelti come punto di riferimento, d’accordo con Bontempi, i grandi architetti del periodo della Rivoluzione Francese. Tutti gli edifici sono realizzati in mattoni a mano, materiale da costruzione tipico del territorio padano, in modo da creare armonia tra le strutture architettoniche e il paesaggio circostante.
Info utili: www.labirintodifrancomariaricci.it

2 – Il labirinto di Kränzelhof, Merano

La particolarità di questo labirinto è il fatto di trovarsi all’interno di una tenuta: Kränzel è infatti una cantina dove da secoli si producono vini e che oggi ospita anche 7 giardini, di cui uno è proprio un labirinto vinicolo. Nell’autunno del 2000 furono spiantati i primi frutteti, in primavera fu costruita la struttura del labirinto progettata da Gernot Candolini e spiantate le vigne. Alla creazione di questo “cuore” seguirono altri interventi su altre strutture della tenuta: il teatro, le terrazze, lo stagno ed altri elementi che formano l’intero organismo del parco. Il labirinto è composto da oltre 10 specie di vitigni e ogni anno ospita opere d’arte diverse.
Info utili: http://www.kraenzelhof.it

Fonte foto: Erlebnis Kränzelhof su Facebook

3- Parco della Preistoria, Cremona

Il Parco della preistoria si trova sulla sponda sinistra del fiume Adda, immerso in un’area naturale di oltre 100 ettari costituita da un bosco secolare. Lungo il suo itinerario ombreggiato, intercalato da acque e laghetti, sono state inserite circa 50 ricostruzioni a grandezza naturale appartenenti a 31 specie preistoriche. Il Parco offre anche un itinerario botanico con piante segnalate; si può ammirare anche ciò che resta dell’antica foresta di latifoglie che ricopriva queste zone.
L’ecosistema comprende anche una grande varietà di fauna, dagli animali che vivono liberi nel bosco come scoiattoli, lepri, ricci, talpe, ghiri, tassi, innumerevoli insetti e anfibi a quelli in semi-libertà come cervidi, asini, cavalli, pecore e pappagalli.
Nella seconda parte del percorso è inserito un labirinto costituito da siepi di circa 1,80 metri di altezza, che si estende per quasi 1000 mq. Il labirinto di siepi nasce in Europa nel tardo Rinascimento, evolvendosi dai giardini all’italiana; i primi labirinti di siepi furono realizzati intorno al Cinquecento e la maggior parte di essi furono creati tra il XVI e il XVIII secolo.
Info utili: www.parcodellapreistoria.it

4 – Castello di Donnafugata, Ragusa

Il castello di Donnafugata si trova a circa 15 chilometri dalla città. Si tratta di una dimora nobiliare del tardo Ottocento, che all’epoca sovrastava i possedimenti della ricca famiglia Arezzo De Spuches. L’edificio copre un’area di circa 2500 metri quadrati. Un’ampia facciata in stile neogotico, coronata da due torri laterali, accoglie i visitatori.
Il labirinto era uno dei vari divertimenti pensati per gli ospiti del barone. È composto da pareti in muratura realizzate con pietra locale e malta, mentre all’ingresso fu posto un soldato di pietra a sorvegliarlo. Il labirinto è di forma trapezoidale come il labirinto inglese di Hampton Court, vicino Londra, che probabilmente il barone stesso aveva visto durante uno dei suoi viaggi. Sui muri si stendevano siepi di rose rampicanti che impedivano la vista e impedivano lo scavalcamento delle corsie.
Info utili: www.comune.ragusa.gov.it/turismo/castello/

5 – Labirinto del Castello di San Pelagio a Padova e labirinto di Villa Pisani a Stra (Ve)

Il Castello di San Pelagio ha origini medievali (XIV sec.), come testimonia la torre costruita dai Da Carrara, Signori di Padova, nella prima metà del Trecento, che aveva una funzione di prima difesa dai numerosi attacchi da parte degli Scaligeri, Signori di Verona. Nella metà del Settecento la proprietà passa ai Conti Zaborra, che ampliano l’edificio e rimodernano l’ala padronale per adattarla a residenza signorile. Proprio da qui il 9 agosto 1918 il poeta Gabriele d’Annunzio partì per il “folle” volo su Vienna e il lancio di migliaia di volantini inneggianti alla resa sopra la capitale austro-ungarica. Nelle stanze del poeta tutto è rimasto come allora.
Dal 1970 la villa è stata ripensata per assumere le sembianze attuali, vale a dire un Museo del Volo, inaugurato nel 1980 per ripercorre l’intera storia del volo umano facendo perno sull’impresa dannunziana. Il percorso comprende sale dedicate a Leonardo, ai Montgolfier, ai Wright, a Ferrarin, a Lindbergh, a Nobile, a Balbo, a Forlanini, a Gagarin e Armstrong. All’esterno degli edifici è possibile passeggiare tra rose e labirinti. Tra le piante più antiche è possibile vedere una Lagestroemia Indica del 1700. È nel 2000 che viene creato un labirinto verde di 1200 mq per raccontare il mito del volo di Icaro, senza tuttavia dimenticare la funzione dei labirinti delle ville venete. Nel 2007 è poi nato il labirinto del “Forse che Si Forse che No” per sottolineare il concetto dannunziano di doppio.
Info utili: www.castellosanpelagio.it

Sempre in Veneto si trova un altro labirinto legato a D’Annunzio, quello di Villa Pisani a Stra (Ve), realizzato nel XVIII secolo come luogo di divertimento e corteggiamento. Pare infatti che in corrispondenza della torretta centrale una dama mascherata aspettasse il suo cavaliere e si rivelasse soltanto quando costui terminava il complicato percorso. Così lo descrive D’Annunzio ne “Il fuoco”: “Non si scorgeva di là dal cancello se non il principio di un tramite e una sorta di selva intricata e dura, un’apparenza misteriosa e folta. Dal centro dell’intrico s’alzava una torre, e in cima alla torre la statua di un guerriero pareva stesse alle vedette”.
Info utili: www.villapisani.beniculturali.it

In cover: Disegno di Armando Tondo