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EcoFuturo Tv: settima puntata

People For Planet - Mer, 06/12/2019 - 10:48

In questo episodio Licia Colò ci invita a riflettere sul fotovoltaico; scopriamo insieme a PEF, fornitore di energie rinnovabili, la campagna “Sigilla il tubo”; Michele Dotti ci spiega in modo ironico “come sprecare energia” nelle nostre case; il professor Valerio Rossi Albertini ci presenta un’alternativa possibile agli inceneritori; un servizio sulle medicine complementari con Vanda-omeopatica; il mago Walter Klinkon con un gioco di prestigio e una riflessione sulla CO2; Jacopo Fo ci parla, illustrandolo con la sua penna, di auto elettriche; un servizio sull’idrogeno con Solid Power; Lucia Cuffaro ci spiega come autoprodurre un detersivo dalla liscia di cenere; Sergio Ferraris ci accompagna in una riflessione sugli accumuli di energia; Fabio Roggiolani analizza i vantaggi delle ecotecnologie presentate in questa puntata.

Aiuta Italia Sicilia Gela di Iacopo Patierno a vincere l’International Online Web Fest

People For Planet - Mer, 06/12/2019 - 10:18

Ciao,
ti chiediamo un momento di attenzione per aiutare Italia Sicilia Gela di Iacopo Patierno a vincere l’International Online Web Fest.
Per vincere, abbiamo bisogno del tuo voto.
È possibile votare tramite Facebook, collegandosi al link official Facebook Fan Page.
Basta mettere Mi piace al post e scrivere nei commenti “Italia Sicilia Gela”, grazie!

C’è tempo fino a giovedì 13 giugno alle ore 19.00!

8 consigli per una casa più ecologica e sostenibile

People For Planet - Mer, 06/12/2019 - 08:00

Avere una casa ecologica e sostenibile migliora la qualità della nostra vita e diminuisce nettamente il nostro impatto sull’ambiente. Il 63% degli italiani ne desidera una e il 57% ha previsto o sta pensando a interventi di ristrutturazione energetica (fonte Casa.it). Fare architettura sostenibile significa saper costruire e gestire un’edilizia in grado di soddisfare le richieste dei clienti e che, allo stesso tempo, riesca a inserirsi armoniosamente nel contesto senza arrecare danno all’ambiente. Progettare una casa ecologica è il sogno di molti e, a partire da fine 2017, sono nettamente aumentate le richieste di architetti professionisti specializzati in bioedilizia per impostare studi di fattibilità in tutta Italia.

Tutto questo è fantastico, qualcosa nel nostro paese si sta muovendo nel verso giusto, ma non sempre è possibile attuare interventi così radicali e costosi. Quello che, invece, è alla portata di tutti sono dei piccoli accorgimenti per rendere la nostra casa più eco-friendly. 

Controllate l’impianto di riscaldamento – Perché il vostro riscaldamento sia efficiente da un punto di vista energetico è necessario effettuare controlli periodici dell’impianto e sostituirli ogni dieci anni. Se state valutando di effettuare lavori di ristrutturazione valutate il riscaldamento a pavimento.

Elettrodomestici efficienti – Gli elettrodomestici sono classificati con l’uso di lettere, in una scala dalla A alla G. A partire dal 2010 sono stati introdotte le sigle A+, A++ e A+++ a indicare i prodotti a maggiore risparmio energetico. Si tratta di prodotti con costi maggiori, ma la loro efficienza è altissima e permettono di avere un risparmio diretto in bolletta. Un frigorifero A+++ consuma in media il 50% in meno rispetto a uno in classe A+. Per un utilizzo adeguato dei vostri elettrodomestici fate attenzione a utilizzarli sempre a pieno carico ed evitate di lasciarli in stand-by.

Cambiate le vecchie lampadine – Sostituite le vostre vecchie lampadine e preferite quelle con tecnologia a Led. La loro vita media è di 5 anni e mezzo e vi permetteranno di risparmiare fino al 50% in bolletta. A fronte di un costo iniziale più alto (il loro costo medio è di 22 euro) la loro resa sarà ottima: basti pensare che illuminare una stanza per 5 anni e mezzo vi costerà 122 euro con una lampadina Led e 254 euro con altre lampadine (fonte ItaliaLED). 

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Dermatologia: ecco la lista delle eccellenze sanitarie

People For Planet - Mer, 06/12/2019 - 07:30

È l’organo più esteso del corpo umano, il tessuto che copre tutto l’organismo: in un individuo adulto arriva a misurare tra 1,5 e 2 metri quadrati, per un peso totale di circa 10 Kg. Insieme ai cosiddetti “annessi cutanei” (peli, ghiandole sudoripare e unghie) forma l’apparato tegumentario. È formata da tre strati che, dall’esterno verso l’interno, assumono il nome di epidermide, derma e ipoderma (o strato sottocutaneo).

La pelle assolve a diverse funzioni: per citarne solo alcune, protegge l’organismo dagli agenti esterni (traumi, radiazioni ultraviolette, ecc); partecipa al meccanismo della termoregolazione; impedisce la perdita di liquidi e, non da ultimo, con il suo strato più superficiale registra e trasmette stimoli tattili, dolorifici e termici. L’area specialistica principale deputata alla cura e alla salute di questo particolare organo è la dermatologia.

Per sapere quali sono in Italia i migliori ospedali a cui rivolgersi per le problematiche relative alla cura della pelle abbiamo realizzato una classifica dopo aver consultato il portale www.doveecomemicuro.it, motore di ricerca sulla salute a cui i cittadini possono far riferimento per mettere in fila le strutture.

Valutazioni e parametri

Nello stilare le classifiche delle strutture sanitarie migliori alle quali rivolgersi per curare per una certa patologia oppure per sottoporsi a una visita specialistica il portale incrocia diverse informazioni (più di 800 mila) e si basa su valutazioni istituzionali (come quelle effettuate dal Programma nazionale valutazione esiti realizzato dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali per conto del ministero della Salute), di certificazioni provenienti da fonti scientificamente accreditate (tra cui il Centro Nazionale Trapianti e il Breast Center Certification), e su parametri dettagliati (numero dei ricoveri, tassi di mortalità, casi in cui è stato necessario un secondo intervento, ecc).

Gli ospedali migliori in dermatologia

La classifica dei primi 10 centri per la cura delle problematiche della pelle è stata realizzata sulle valutazioni dell’area specialistica nelle varie strutture effettuate dagli utenti.

1) IRCCS Neuromed, Azienda Ospedaliera Universitaria integrata
SSNvia Atinense, 18 – 86077 Pozzilli (IS)
per info e prenotazioni chiamare il numero 0865 929 600
sito web http://www.neuromed.it/

2) Presidio Ospedaliero Dermatologico San Lazzaro – A.O.U. Città della Salute e della Scienza, Azienda Ospedaliera integrata con l’Università 
via Cherasco, 23 – 10126 Torino 
per info e prenotazioni chiamare il numero 011 6335810
sito web http://www.cittadellasalute.to.it/index.php?option=com_content&view=article&id=95%3Aospedale-san-lazzaro&catid=37&Itemid=309

3) Presidio Ospedaliero Sant’Andrea, Ospedale a gestione direttacorso Abbiate Mario, 21 – 13100 Vercelli (VC)
per info e prenotazioni chiamare il numero 0161 593111
sito web  http://www.aslvc.piemonte.it/strutture/strutture-ospedaliere/p-o-vercelli

4) Ospedale Vito Fazzi, Ospedale a gestione diretta
piazza Filippo Muratore – 73100 Lecce (LE)
per info e prenotazioni chiamare il numero 0832 661111
sito web https://www.sanita.puglia.it/web/asl-lecce/ospedali_det/-/journal_content/56/25176/ospedale-vito-fazzi-

5) Villa Tiberia Hospital – GVM Care & Research, Ospedale privato accreditato SSN
via Emilio Praga, 26 – 00137 Roma (RM)
per info e prenotazioni chiamare il numero 06 82098040
sito web https://www.gvmnet.it/strutture/villa-tiberia-hospital-roma.aspx

6) Casa di Cura Villa Sandra, Casa di Cura privata accreditata SSN
via Portuense, 798 – 00148 Roma (RM)
per info e prenotazioni chiamare il numero 06 655951
sito web https://www.villasandra.it/

7) Poliambulatorio di Paullo, Poliambulatorio pubblico 
via Mazzini, 17/19 – 20067 Paullo (MI) 
per info e prenotazioni chiamare il numero 02 90638003
sito web http://www.aomelegnano.it/images/stories/poliambulatori/orari_poliambulatori_2016.pdf

8) Poliambulatorio Farini, Poliambulatorio pubblico 
via Farini, 9 – 20154 Milano (MI)
per info e prenotazioni chiamare il numero 02 57994700
sito web http://www.icp.mi.it/farini

9) Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, Azienda Ospedaliera
circonvallazione Gianicolense, 87 – 00152 Roma (RM)
per info e prenotazioni chiamare il numero 06 58701
sito web http://www.scamilloforlanini.rm.it/

10) Istituto Dermatologico San Gallicano, IRCCS pubblico
via Elio Chianesi, 53 – 00144 Roma (RM)
per info e prenotazioni chiamare il numero 06 52661
sito web http://www.ifo.it/index.html

Immagine di copertina: Photo by lucas clarysse on Unsplash

Mesa Noa, la sfida alla grande distribuzione arriva da una piccola coop sarda

People For Planet - Mar, 06/11/2019 - 21:30

Il progetto nasce a Cagliari con l’obiettivo di diffondere il modello di economia solidale e sostenibile nell’isola. Le produzioni locali sono al centro del progetto, che segue il modello del socio-consumatore e dove finalmente è il produttore a dettare i prezzi.

Che rapporto c’è oggi tra un consumatore e un banco di frutta al supermercato? Si direbbe più attento, senza dubbio, all’etichetta rispetto ai magnifici anni ’90. O meglio, gli anni d’oro dei fast food e del consumo tout courtspinto da martellanti campagne pubblicitarie delle grandi catene di distribuzione che non badavano troppo alla salute del consumatore, anzi. A farla da padrone erano merendine, snack, confezionati e dolciumi vari. In due parole: junk food, il “cibo spazzatura” con scarso valore nutritivo e alto contenuto calorico.

Oggi le merendine resistono, è vero, ma è sempre più diffusa una maggiore attenzione al prodotto, la sua origine di provenienza e, sopra ogni cosa, le modalità di produzione. Quelle uova sono allevate a terra? Quel salmone da dove arriva? I pomodori sono di serra? Il biologico è diventato pop, uno stile di vita vero e proprio che si è portato dietro tutta una serie di simboli e contenuti – chi non ha una shopper a casa? – che hanno rivoluzionato il rapporto tra consumatore e il banco di frutta di cui sopra.

È il “consumo critico”, la possibilità di scegliere, consapevolmente, cosa si sta mettendo sotto i denti. E non poteva andare diversamente, oggi che l’“onda verde” sembra aver trovato un posto di rilevanza anche a livello politico, in particolare tra le nuove generazioni che scelgono quotidianamente di essere sempre più green: si va dalla cosmetica al food, per arrivare alle auto, l’edilizia, il design e l’abbigliamento.

In questo contesto nasce in Sardegna l’emporio collaborativoMesa Noa (in sardo “tavola nuova”, ndr), costituitosi formalmente il primo giorno di primavera del 2019, con l’obiettivo di estendere il modello eco solidale nel cagliaritano.

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“Basta palloncini in volo, inquinano i mari”, la lotta alla plastica anche nei cieli

People For Planet - Mar, 06/11/2019 - 18:24

Dopo monouso e cannucce, il “balloons ban”: divieto di palloncini. Ultima una cittadina vicino a New York. Gli ambientalisti: “Il lattice con cui vengono realizzati può durare anche fino a quattro anni in mare”

SI VIETA il cielo per salvare il mare. I palloncini, da sempre simbolo di gioia e divertimento non solo per i più piccini, senza volere hanno “fatto la festa” a troppi animali negli ultimi decenni: dopo il volo infatti plastica e lattice, spesso non biodegradabili, sono finiti nelle strade, fra i rami degli alberi e soprattutto negli oceani dove decine di creature sono morte cibandosi, soffocando o rimanendo intrappolati nei resti degli stessi palloncini.

Una conseguenza a cui per molto tempo non si è dato peso, ma la nuova cultura e sensibilità relativa alla lotta all’inquinamento da plastiche adesso stanno invertendo la rotta: decine di città nel mondo stanno infatti bandendo i palloncini.

Una delle ultime ad aver applicato il “balloons ban” è Rhode Island, poco distante da New York. Lì sarà vietato come altrove usare i palloncini ad elio e venderli: per i trasgressori una salata multa da 200 dollari. Lo hanno deciso le autorità locali dopo aver raccolto (e visto) i danni provocati dai resti dei palloncini su tartarughe, pesci, uccelli e altri animali rimasti vittime dell’inquinamento “da party”. All’iniziativa plaude Balloons Blow, organizzazione che mira proprio a sensibilizzare i cittadini sui danni da palloncino. L’esempio della cittadina usa ricalca quelli, sempre negli States, di Provincetown e Nantucket nel Massachusetts, ma anche di diversi centri di Florida o California dove le piccole camere d’aria sono già bandite.

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Agricolus: la piattaforma agtech che ottimizza le pratiche agronomiche

People For Planet - Mar, 06/11/2019 - 17:11

Agricolus è anche il nome della piattaforma creata dall’azienda per supportare e ottimizzare il lavoro in campo di agricoltori, agronomi e altri operatori del mondo agricolo utilizzando tecnologie innovative di raccolta e analisi dati.

La piattaforma cloud (cioè accessibile direttamente da web con la creazione di un semplice account) è composta da funzionalità per l’agricoltura di precisione: mappatura dei campi, connessione a stazioni agrometeo, Sistemi di Supporto alle Decisioni, modelli previsionali, lotta intelligente alle fitopatie e telerilevamento da satellite o da drone.

Grazie ad Agricolus l’utente è in grado di:

  • Ottimizzare la produttività
  • Prevenire e monitorare le avversità climatiche e parassitarie delle colture
  • Ridurre i costi economici per l’utilizzo di risorse (acqua, trattamenti, fertilizzanti)
  • Tracciare la qualità della produzione
  • Migliorare la gestione delle colture
  • Diminuire l’impatto ambientale

La piattaforma è declinabile attualmente in tre versioni:
Agricolus Free > la soluzione gratuita fino a 10 ettari per approcciarsi alle nuove tecnologie
Agricolus Essential > la soluzione per gestire i propri campi senza limiti di ettari
Agricolus Plus > la soluzione professionale per le aziende agricole.

Curiosi? Provate la versione gratuita Agricolus Free!
Visita il sito www.agricolus.com o scrivici su discover@agricolus.com

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La sezione “Consigli per gli acquisti” ospita tramite il metodo dell’affiliazione prodotti ritenuti validi da People For Planet e che pensiamo possano risultare interessanti anche per i nostri utenti. Per questo servizio People For Planet riceve un compenso in denaro dalle imprese presenti nella sezione senza che questo comporti maggiorazioni di prezzo per l’utente che acquisti.

Chernobyl, la migliore serie di sempre che non piace alla Russia

People For Planet - Mar, 06/11/2019 - 15:39

Del disastro Chernobyl, il più grave incidente mai verificatosi in una centrale nucleare, la produzione HBO (USA) ha dedicato una miniserie di 5 episodi, già acclamata della stampa internazionale, che ha già speso ottime parole. La prima puntata è stata trasmessa in Italia il 10 giugno da Sky Atlantic con un indice di apprezzamento da parte del pubblico altissimo, con 550.00 spettatori, è la miglior serie di sempre di Sky. La storia è ambientata nei giorni immediatamente successivi al disastro e vede in scena tre persone, le quali, per motivi e con ruoli differenti, si sono trovate a dover fronteggiare l’incidente.

“Sono curioso di scoprire con quanta obiettività è stata realizzata. Ho paura che diventi uno strumento anti-russo. Che vogliano colpire Breznev per fottere Putin” aveva detto qualche giorno fa Carlo Rossella, nel 1986 inviato per Panorama (“facevo su e giù con Mosca”), oggi Presidente della casa di produzione cinematografica Medusa. E in effetti la risposta della Russia di Putin alla serie televisiva non si è fatta attendere. È polemica sul ritratto che il regista svedese Johan Renck dà dell’Unione Sovietica. Il governo sarebbe così seccato dal fatto che l’URSS appaia, a suo dire, inefficiente, arretrata tecnologicamente e anti democratica, da avere fatto in modo che nessuno in Russia abbia acquistato i diritti per trasmettere la serie. In compenso, l’emittente filogovernativa ha fatto sapere di stare per produrre una serie televisiva di risposta, con tanto di ingentilimento del regime di Gorbaciov e sabotaggio degli americani, occulti artefici del disatro di Chernobyl. 

In tutto ciò, Chernobyl è una serie con ascolti e apprezzamenti stellari, perché semplicemente è un piccolo capolavoro. Regia magistrale, ricostruzioni spettacolari, resa accuratissima dell’estetica Sovietica degli anni ’80, sia negli interni che negli esterni, riproduzione fedele dell’atmosfera politica, e del clima sociale e addirittura psicologico dell’Unione Sovietica, sceneggiatura poetica che non toglie un grammo di drammaticità all’accaduto e un “take-home message” su tutti: il mix di nazionalismo e incompetenza propri di tutti i regimi, sia di sinistra che di destra, rappresentato nel disastro di Chernobyl, deve servire come monito a imperitura memoria di cosa succede quando si spegne il cervello: i disastri epocali.

Quel famoso 26 aprile 1986 è cosa nota. Durante un test di sicurezza fallito, una serie di eventi dettati da incompetenza umana, errori strutturali e incapacità di fermare l’effetto domino, determinarono un’esplosione all’interno del reattore nucleare N°4, cui seguì la fuoriuscita di una nube radioattiva. Le morti accertate furono solo 66, più discusse furono invece le stime delle morti dovute alle malattie causate dalla nube, poche migliaia per l’ONU, fino a 6 milioni per Greenpeace. Parte dell’inquinamento radioattivo giunse anche in Italia (dove si decise in via referendiaria di chiudere le centrali nucleari) e le contaminazioni in Europa furono migliaia.  Passati 33 anni dal disastro, oggi Cernobyl è una città deserta.

In passato ci fu un altro rifacimento artistico del disastro nucleare a opera di Francisco Sanchez e Natacha Bustos, che fecero un graphic novel, Černobyl. La Zona, nel 2011 segnalato come miglior fumetto all’Imaginamálaga Festival e nel 2012 vincitore del Prix Tournesol. Lì i protagonisti erano i componenti di una delle tante famiglie fatte evacuare alle quali fu detto che la misura era “cautelare” e “provvisoria”. L’evacuazione di Chernobyl, Prypjat e dei villaggi limitrofi coinvolse circa centomila persone, alla popolazione venne detto che era necessario portare solo poche cose appresso e qualche genere alimentare fino al rientro. Nessuno, in realtà, tornò mai più a Prypjat, né a Chernobyl, né nei villaggi della zona per un raggio di circa 30 km intorno alla centrale. In compenso, dopo 30 anni di totale abbandono, la natura si sta prendendo gli spazi vuoti lasciati dall’uomo. Le strade di Prypjat sono così ingombre di alberi che è difficile anche solo camminare sull’asfalto, e i palazzi a malapena non si distinguono dal fogliame. A riprova che la bellezza è dura da estirpare.

Travel dating all’italiana: come viaggiare e risparmiare condividendo l’esperienza

People For Planet - Mar, 06/11/2019 - 15:30

Di travel dating si è iniziato a parlare qualche anno fa, riprendendo una moda nata negli Stati Uniti fra gli habitué dei siti di incontro: misstravel.com, lanciato nel 2010, è stato uno dei pionieri in questo settore offrendo un sistema semplice e veloce per andare in vacanza (anche gratis) accompagnati a sconosciuti. Oggi è uno dei portali online più frequentati nel suo genere, con oltre 200mila viaggi gestiti e oltre 680mila viaggiatori che hanno utilizzato la piattaforma. Si crea il proprio profilo, si caricano le proprie foto e in pochi minuti si è dentro una delle più grandi community del travel dating del pianeta, con la possibilità di fare amicizia con milioni di altri single (uomini e donne) e organizzare con il soggetto prescelto il proprio viaggio.

Ecco i siti più frequentati nel mondo 
Di siti simili, come si può facilmente intuire, ce ne sono parecchi e fra questi uno dei più noti è MillionaireMatch, che al suo attivo ha qualcosa come 3,7 milioni di membri registrati e il vanto di “offrire” come possibili compagni di viaggio veri milionari, fra medici, manager, avvocati, atleti professionisti, top model e celebrità varie. Altre piattaforme, nella maggior parte dei casi ad accesso completamente gratuito, accomunate dal fatto di operare da piazza virtuale per riunire persone amanti dei viaggi e in cerca di compagnia sono YourTravelMates.com e Girlstravelling.com, Travelfriendsdate.com e Travelhostdate.com (che permette di scegliere una destinazione sulla mappa interattiva e in funzione della località scelta si è consigliati circa la presenza di altri membri della community da poter incontrare). Meetattheairport.com, invece, è un sito di incontri unico nel suo genere, perché mette in connessione persone attraverso gli aeroporti, sfruttando cioè la possibilità di fissare gli appuntamenti in città diverse dalla propria, in tutto il mondo.

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Leonardo DiCaprio ce l’ha fatta: ha salvato una foresta in Guatemala

People For Planet - Mar, 06/11/2019 - 11:03

Un attore dal cuore grande e verde. Leonardo DiCaprio da tempo impegnato nella salvaguardia del nostro Pianeta è riuscito in una “piccola” grande impresa, salvare una foresta in Guatemala.

A riferirlo la Rainforest Alliance che ha fatto sapere che per la prima volta dopo 20 anni la giungla guatemalteca sta crescendo.

Una notizia davvero importante se si pensa che negli ultimi anni si stanno perdendo giorno dopo giorno ettari di verde senza che nessuno alzi un dito, con enorme impatto sull’ambiente e l’uomo.

Su Instagram  la Rainforest Alliance ha comunicato così questo importante traguardo: “Questo risultato fondamentale è parte di una storia ancora più impressionante: nel mezzo della foresta, in condizioni estremamente difficili. Le comunità hanno creato fiorenti aziende forestali che creano posti di lavoro, combattono la povertà e consentono agli abitanti di proteggere e ripristinare le foreste”.

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Copertina: foto di David Mark da Pixabay

La geografia è la materia più sottovalutata a scuola

People For Planet - Mar, 06/11/2019 - 08:00

In occasione di uno dei Fridays for Future di febbraio, i docenti del Regno Unito si sono uniti agli studenti in sciopero per chiedere una riforma che dia più peso al tema del cambiamento climatico nei programmi scolastici. Mentre le linee guida del governo britannico affermano che gli studenti devono ricevere dallo studio delle scienze a scuola la nozione dell’“evidenza e dell’incertezza del contributo dell’uomo al cambiamento climatico”, queste affermazioni generiche si traducono nei fatti in qualche accenno veloce, stretto tra le scadenze dell’anno scolastico. Troppo poco per le generazioni di ragazzi che crescono nella consapevolezza dell’emergenza ambientale e dell’impatto che avrà sulla loro vita futura.

La geografia in quanto studio dei luoghi fisici e della relazione delle popolazioni con l’ambiente in cui abitano, potrebbe dare una grossa mano per sensibilizzare sulla minaccia del cambiamento climatico. Lo sottolinea Steve Brace, responsabile del settore Educazione della Royal Geographical Societyche ha scritto: “Combinando lo studio del mondo fisico e di quello umano, la geografia fornisce un contesto unico per studiare come il clima sta cambiando e come dobbiamo adattarci per mitigare i suoi effetti”.

Eppure in materia dilaga l’ignoranza a livello globale, se è vero che, come emerso da un’indagine delNational Geographic, ai tempi della seconda guerra del Golfo, il 63% degli americani tra i 18 e i 24 anni non sapeva collocare l’Iraq su un planisfero e il 50% nemmeno lo Stato di New York. Il 30% sovrastimava il peso demografico globale degli Stati Uniti e il 74% la diffusione della lingua inglese. John Fahey, Ceo di National Geographicha commentato i risultati: “Eppure la conoscenza geografica è ciò che ci permette di legare persone, luoghi ed eventi. È così che diamo senso al mondo”. 

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Vettel pensi più al suo errore che alla giuria

People For Planet - Mar, 06/11/2019 - 07:26

Ci hanno rubato la partita. Il senso è quello, calcistico. E’ il significato profondo della reazione di Sebastian Vettel al termine del Gran Premio di Montreal. Fino all’inversione dei cartelloni del primo e del secondo posto, un gesto plateale ovviamente figlio della rabbia.

Il pilota della Ferrari si è visto negare la prima vittoria stagionale da una squalifica di 5 secondi per aver ostacolato Lewis Hamilton. Se n’è discusso tanto, se ne discuterà ancora. In Formula Uno se ne discute da sempre. Uno sport il cui titolo mondiale è stato più di una volta assegnato da incidenti che definire involontari suona davvero come una barzelletta.

Basterebbe pensare alle scorrettezze che si scambiarono reciprocamente Prost e Senna, o anche al tentativo di Michael Schumacher di sbattere fuori pista Jacques Villeneuve che invece venne fuori vincitore da quel tentativo ai limiti del regolamento (e siamo buoni definendolo al limite) e conquistò il Mondiale.

Qualcuno ha ricordato lo storico duello di Digione tra Arnoux e Villeneuve (Gilles). In confronto a quel che storicamente abbiamo visto sui circuiti, l’episodio è effettivamente un’inezia. Vettel va leggermente fuori strada, rientra e nel farlo ostacola Hamilton che stava sopraggiungendo e che lo avrebbe certamente superato.

Compresa la rabbia del pilota tedesco, va però anche lasciato spazio a un altro tipo di ragionamento. C’è il tempo della rabbia e della contestazione, e sia. Ma dev’esserci, per Vettel e la Ferrari, anche il tempo della riflessione. In Canada, Vettel ha conquistato la pole position e ha condotto in testa tutta la gara riuscendo a tenere testa all’aggressività del britannico campione del mondo. Settanta giri davanti a tutti, con quella defaillance al giro numero 48.

Possiamo anche essere dalla parte di Vettel, probabilmente la decisione della giuria è eccessiva. Ma senza quell’errore, Vettel avrebbe vinto. Il tedesco non ha perso soltanto perché la giuria lo ha squalificato. Ha perso anche perché un suo errore ha messo Hamilton nelle condizioni di sorpassarlo. Se poi la sua manovra possa essere considerata regolare o meno, non lo sapremo mai.

L’importante è che la reazione calcistica duri lo spazio di un’oretta, del post-gara. Poi si ritorna a essere concentrati su sé stessi e a comprendere perché non si è riusciti a condurre in porto un week-end che sarebbe potuto essere trionfale. Siamo certi che Vettel e la Ferrari – al di là del ricorso presentato – lo stiano già facendo. Soltanto così la scuderia di Maranello può pensare che sia ancora possibile riaprire il Mondiale e può guardare con ottimismo alle tante gare (quattordici) ancora in programma.

Fvg pride, commovente elisa: «vengo da una famiglia che molti non hanno accettato»

People For Planet - Lun, 06/10/2019 - 21:30

«Grazie di tutti per essere qui, prima di tutto vorrei ringraziare la sindaca di Muggia per aver ospitato me ed il Pride qui. Il mio pensiero è un po’ lungo ma penso sia giusto così. Non volevo esprimere delle parole superficiali ed il risultato è il seguente che vi leggerò con il cuore». Sono le prime parole dette ieri sera, sabato 8 giugno 2019, da Elisa, la madrina di Fvg Pride sul palco di Muggia.

«Io vengo – continua la cantante – da una famiglia che molti non hanno accettato. Mia mamma a metà degli anni ’60 a Monfalcone si è innamorata di un uomo di 12 anni più grande di lei. sposato e con due figli. Mio padre non ha mai abitato con noi. I miei genitori sono rimasti assieme per 25 anni. So cosa significa essere invisibili e giudicati e discriminati. Uno dei miei più cari amici di mia madre durante la mia infanzia era un parrucchiere gay e spesso quando ero piccola uscivamo tutti assieme si travestiva ed era una bellissima ed elegante donna. Lui è stato vicino a mia madre nei momenti più difficili, senza giudicarla mai ,con una lealtà e delicatezza che poche altre volte ho visto. Siamo ancora molto legati».

«L’amore è amore, – ancora Elisa –  e non ci sarebbe neanche bisogno di un arcobaleno, di una musica o di un corteo che poi sorride e non si sa se ne esiste uno più bello. Non ci sarebbe bisogno di dire che amore e amore. Invece ancora oggi non siamo tutti uguali. Questi sono tempi in cui spesso l’umanità delle persone viene a mancare. Allora tocca sfilare, sorridere, amare, ballare, abbracciarci più forte. Tocca far vedere da che parte si sta, fino a quando non saremo tutti uniti davanti a questa vita, in cui veniamo e ce ne andiamo tutti nello stesso modo. Rispettosi ed anzi pieni di gratitudine semmai dovremmo essere davanti ai sentimenti.

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Amazon svela il nuovo drone ibrido per le consegne

People For Planet - Lun, 06/10/2019 - 18:45

Sono anni che Amazon sogna di poter sostituire i corrieri con i droni (un po’ come sembra voler fare con tutti i suoi dipendenti umani).

In tutto questo tempo s’è scontrata con difficoltà burocratichee normative, per non parlare di quelle tecniche e logistiche, fino a riuscire ad eseguire la prima consegna con un drone alla fine del 2016.

Da allora, anche se il servizionon ha mai debuttato, sono stati fatti ulteriori passi in avanti soprattutto per quanto riguarda la realizzazione di droni che siano sicuri, autonomi ed efficienti.

Il colosso dell’e-commerce è così arrivato a poter svelare l’ultimissima versione del drone Prime Air, un velivolo ibrido in grado di decollare in verticale come un elicottero per poi volare con un aereo.

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EcoFuturo Tv: sesta puntata

People For Planet - Lun, 06/10/2019 - 15:43

In questo episodio Licia Colò ci invita a riflettere sulle energie rinnovabili; scopriamo insieme ad Angelo Baronchelli i vantaggi del Biogas; il professor Valerio Rossi Albertini spiega con un esperimento le bioplastiche; un servizio sui fontanelli d’acqua, una strategia fondamentale per azzerare le bottiglie di plastica, con la tecnologia Sidea, e anche il mago Walter Klinkon con un prestigio e una riflessione su questo tema; Jacopo Fo ci parla, illustrandolo con la sua penna, di geotermia; un servizio sul teleriscaldamento con l’esperienza straordinaria di Legno Energia; Lucia Cuffaro ci spiega come autoprodurre un dentifricio naturale; Michele Dotti ci invita a riflettere sul consumismo con un curioso “elogio del vuoto”; Sergio Ferraris con una riflessione sui prosumer e Fabio Roggiolani analizza i vantaggi delle ecotecnologie presentate in questa puntata.

Quando è estinta una specie?

People For Planet - Lun, 06/10/2019 - 15:30

Animali e piante estinte localmente, funzionalmente, nel loro ambiente naturale: una guida per capire meglio alcuni termini e concetti usati dagli esperti quando parlano di estinzione

L’estinzione è un fenomeno naturale: dopotutto, oltre il 90% degli organismi che hanno abitato la Terra oggi non è più in vita. Ma noi abbiamo peggiorato le cose, accelerando l’estinzione naturale con il nostro ruolo nella perdita di habitat, nei cambiamenti climatici, nella diffusione di specie invasive e di patologie, ma anche con la pesca eccessiva e la caccia. “Stiamo perdendo interi gruppi di specie che hanno ruoli ecologici ben precisi da svolgere”, dice Stuart Pimm, professore di conservazione alla Duke University. I predatori apicali come le lontre marine e gli squali, ad esempio, sono in calo, il che mette a repentaglio tutti i loro ecosistemi.

Decine di specie si estinguono ogni giorno e secondo gli scienziati più di 20.000 specie tra piante e animali sono sul punto di sparire per sempre. Un quarto dei mammiferi noti è a rischio di estinzione.

L’ente principale che monitora il declino delle specie è l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, IUCN. Si occupa di valutare lo stato delle specie in natura e, combinando dati da diverse fonti, di attribuire loro un livello di vulnerabilità nella Lista Rossa delle Specie Minacciate. Di seguito, alcuni termini e concetti dei quali si servono i biologi quando parlano di estinzione.

In pericolo critico – Questi animali hanno un’alta probabilità di estinguersi. Si tratta di specie che includono il rinoceronte di Sumatra e l’orango di Sumatra, perché stiamo distruggendo il loro habitat con la deforestazione e la conversione in terreni agricoli.

Estinta in ambiente selvatico – Queste specie non vivono più nel loro areale nativo e sopravvivono solamente in cattività, ad esempio negli zoo o nei centri che si occupano di farle riprodurre. Nel 1987 i 27 condor della California superstiti sono stati trasferiti in cattività, rendendoli estinti in ambiente selvatico. Il rallo di Guam, un piccolo uccello non volatore, è stato condotto sull’orlo dell’estinzione dal serpente bruno arboricolo, importato accidentalmente sull’isola dalle forze armate americane. I ralli oggi sopravvivono solo in cattività, ad esempio al National Aviary di Pittsburgh.

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«L’autorevolezza di un governo si basa su competenze ed esperienza politica»

People For Planet - Lun, 06/10/2019 - 15:00

Non sto lanciando una notizia, né, tantomeno, una provocazione. Il mio è un invito. Di Maio, nel momento peggiore del suo partito, dimostri di conoscere quantomeno la metodologia del problem solving.
Da quando ho abbandonato le banche, mi occupo di consulenza aziendale e posso assicurarvi che un capo deve avere consapevolezza dei problemi, la sua stessa vita è caratterizzata dalla costante soluzione di questi.

Bene, i pentastellati sono pieni zeppi di problemi e o fanno finta di non vederli o, ancora peggio, davvero non se ne rendono conto.

Il partito del cambiamento ha perso sei milioni di voti, solo meno della metà di chi aveva votato nel 2018 i pentastellati ha confermato il proprio consenso, un voto su quattro di quegli elettori è andato a Salvini.
Tutto questo perché il leghista ha giurato su Maria? Non cadiamo nel ridicolo.
Di Maio dice di essere stato penalizzato dall’astensionismo. Per favore.
È così difficile rendersene conto? E’ cosi difficile capire perché i comunisti sono diventati fascisti? Si, perché tra i milioni di persone che hanno votato Lega c’è sicuramente chi in passato ha votato PCI, PD, PSI.

I comunisti sono diventati fascisti perché hanno capito il vero punto di forza (in questo caso punto debole) del movimento: una grande abilità nel dichiarare i problemi, non seguita da quella di risolvere gli stessi.
I problemi si risolvono con competenza ed esperienza. Il Movimento 5 Stelle non è scolarizzato, è inesperto, non ha la struttura per mantenere ciò che promette, la tempra e la personalità per opporsi ai coinquilini di legislatura.

Tra i sei milioni di elettori persi ci sono i truffati dalle banche, ci sono quelli che credevano finalmente di vedere facce pulite negli organi di controllo, c’è chi ci aveva sperato.
Queste erano le premesse e le promesse. Ma i risultati sono deludenti.

I proclami del contratto di governo sono scomparsi dai radar mediatici.

Tema malafinanza: l’unico strumento utilizzato per calmierare la delusione dei cittadini in merito è stata la dilazione.
La tutela dei risparmiatori è stata rafforzata? Chiedetelo ai rappresentati delle associazioni dei truffati dalle banche fallite, hanno ricevuto tanti inviti a sedersi ai tavoli e hanno ricevuto tante e grosse rassicurazioni.
Riforma delle banche di credito cooperativo, cosa è cambiato? Nulla.
Per quanto riguarda una maggiore responsabilizzazione del management bancario e delle autorità di controllo? Niente, anzi a Natale le banche hanno ricevuto due regali: deroga del rispetto dei principi contabili internazionali Ifrs 9 e sterilizzazione dell’effetto spread, che (in pratica) legittimano il falso in bilancio.

Nulla di fatto anche per i parametri dei protocolli di rating di Basilea, così come non è mai nata la Banca per gli investimenti e lo sviluppo economico delle imprese italiane, che tra l’altro avrebbe dovuto essere cardine per la lotta al sacco bancario. Nessuno inasprimento delle pene per i fallimenti dolosi, nessuna revisione della normativa antiriciclaggio e ai processi interni della banche che occultano ingenti patrimoni derivanti dall’evasione fiscale del clero, dei commercianti cinesi e degli speculatori immobiliari.
Tutti questi punti non sono stati trattati a caso. Non sono stati trattati da loro, quelli che li avevano inseriti nel programma finanziario.

Non hanno rispettato le premesse e le promesse. Non hanno rispettato gli italiani.

Lo si era capito da subito, quando quanto ritenuto d’importanza vitale in tema di economia e di banche fu destinato nelle mani del Professor Savona. Rappresentante di tutto ciò che volevano combattere.
Chiudiamo il cerchio. Vadano a lezione, mascherino l’inesperienza con la competenza.

Se posso, caro Di Maio, le indico un percorso a tappe tipico del problem solving:
– Identificare e capire i problemi (non è difficile, alcuni li abbiamo già e lencati);
– Analizzare i problemi;
– Generare soluzioni (molte!), meglio fare che non fare nulla!
– Valutare la alternative con una analisi costi-benefici (i pro e i contro);
– Scegliere la soluzione migliore, quella che fa la differenza;
– FARE, FARE, FARE ;
– ascoltare i feedback per capire se “quella” era la soluzione migliore

P.s. ho visto fior d’aziende chiudere i battenti per non aver affrontato, seppur consapevoli dell’esistenza, i problemi perché avrebbero dovuto lavorare sulle proprie competenze. Non fate lo stesso errore.

Fonte immagine: Cisiamo.info

Disturbi del sonno, un rimedio naturale

People For Planet - Lun, 06/10/2019 - 13:00

Svegliarsi più stanchi di quando ci si è coricati. Avere l’impressione di non aver dormito affatto. Iniziare la giornata scarichi, tutt’altro che pronti per affrontare gli impegni quotidiani. Sarà capitato a tutti almeno una volta nella vita. E c’è a chi succede continuamente. Una sensazione logorante. La causa? Potrebbe essere un’alterazione del ritmo circadiano, il naturale ciclo sonno-veglia che regola l’organismo nell’arco delle 24 ore, legato all’alternanza luce-buio, ovvero giorno-notte.

Lo studio effettuato da tre ricercatori, Hall, Rosbash e Young, che gli è valso il Nobel per la Medicina, ne ha svelato il meccanismo e ha dimostrato che la circadianità è soggetta sia a fattori esterni, come appunto luce-buio, sia al bagaglio genetico proprio degli esseri umani. In pratica, siamo tutti “geneticamente programmati” su un certo ciclo. Sono tre le tipologie di persone individuate dagli scienziati: i cosiddetti “normali”, che rappresentano circa il 60% degli esseri umani, sincronizzati sull’alternanza naturale luce-buio che va circa dalle 23 alle 7 del mattino, i “gufi”, ovvero coloro che hanno un orologio interno spostato leggermente in avanti rispetto allo standard, e rappresentano circa il 30% della popolazione, e le “allodole” che, al contrario, hanno un ritmo anticipato, e si attestano sul 10% circa della popolazione.

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L’epidemia di Ebola in Congo: oltre 2000 casi, tra sfiducia e violenze

People For Planet - Lun, 06/10/2019 - 12:30

La popolazione di un territorio da tempo teatro di conflitti diffida del personale sanitario, che è spesso sotto attacco e non riesce a operare in sicurezza.

Gli sforzi messi in campo per contenere la nuova epidemia di Ebola che da luglio 2018 interessa la Repubblica Democratica del Congo non stanno andando nella direzione sperata. Al 3 giugno 2019 erano 2.020 i casi accertati, 1.354 i decessi: numeri che segnano una rapida avanzata del virus, dato che la soglia dei 1.000 contagi era stata raggiunta poco più di due mesi fa, il 24 marzo.

Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, si è detto “profondamente preoccupato” e ha attribuito il fallimento dei tentativi di gestione dell’emergenza alla sfiducia della popolazione nei confronti degli operatori sanitari, che faticano a entrare in sintonia con le comunità locali e sono spesso vittime di episodi di violenza.

DIFFIDENZA. Il fattore culturale era stato determinante durante la precedente epidemia di Ebola in Africa orientale, ma questa volta, in questo territorio ferito dalla guerra, la situazione è ancora più complessa. La provincia di North , dove si trova un focolaio del virus, è teatro di conflitti da decenni e il divieto di voto imposto dall’ex Presidente nell’ultimo anno, per impedire che un milione di persone convergessero nei seggi, ufficialmente per contenere i casi di contagio, è stato visto come una manovra politica.

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Onda Pride 2019: i gay sfilano e i cattolici pregano

People For Planet - Lun, 06/10/2019 - 12:03

ROMA PRIDE, ORGANIZZATORI: “SIAMO 700MILA”. FAMIGLIE ARCOBALENO: “PER NOI GENITORI CHIEDIAMO DOVERI, NON DIRITTI”

Settecentomila. Per gli organizzatori sono questi i partecipanti del Roma Pride, che oggi (8 giugno ndr) ha inondato le strade della Capitale. Quello di oggi è stato “il 25° Pride in Italia dal primo pride lanciato da Arcigay nel 1994 ed il 50° Pride dal primo di New York del 1968. In Italia quest’anno ci saranno oltre 40 Pride, ha detto Fabrizio Marrazzo, portavoce Gay Center e portavoce Lazio Pride, che ricorda come “ogni anno oltre 20mila persone che chiamano il servizio di Gay Help Line sono vittime di omofobia“. Presente al corteo anche il presidente delle Famiglie arcobaleno Gianfranco Goretti, che ha detto: “Noi non chiediamo diritti ma doveri. I nostri bambini non hanno riconoscimento, noi invece vogliamo essere inchiodati alle nostre responsabilità genitoriali”. Poi ha sottolineato la “volontà di cancellarci di questo governo“, dove “l’attacco alle famiglie arcobaleno è stato fin da subito, con il ministro Fontana, con il decreto sul ripristino di ‘mamma e papà’ sui documenti”. E anche Marrazzo ha sollecitato l’esecutivo di “portare in aula al più presto almeno la proposta di legge contro l’omofobia presentata dalla stessa maggioranza”[Fonte: ILFATTOQUOTIDIANO.IT]

Il panorama in Italia

“PRIDE BLASFEMI”: I CATTOLICI FANNO LE MESSE DI RIPARAZIONE. Mentre sabato 8 giugno erano in corso i Pride 2019 in diverse città (Roma, a 25 anni dalla prima manifestazione dell’”orgoglio gay”, Trieste, Ancona, Messina e Pavia) i cattolici che non si sono piegati all’agenda gay mondiale hanno pregato (e lo faranno anche nei prossimi giorni) per “riparare lo scandalo pubblico”, che i Pride sono accusati di creare, a “danno dell’Ordine naturale.

Basandosi sull’inequivocabile Dottrina della Chiesa Cattolica, compendiata nel Catechismo, ricordando che la Preghiera di Riparazione è un atto di culto e non una manifestazione politica (vietando, quindi, l’esibizione di bandiere di partiti o movimenti politici), ed è anche la partecipazione “all’atto espiatore di Cristo da parte dei cristiani, i quali, mentre si uniscono al suo sacrificio redentore, chiedono anzitutto il perdono per le proprie colpe e poi per quelle degli altri, specialmente di coloro che la redenzione la rifiutano o la combattono”, nella capitale il Comitato San Filippo Neri è sceso in piazza nella tarda mattinata di Sabato 8 giugno, presso Porta Pia, per pregare nel corso di una Processione di Riparazione. “Nonostante gli insulti, le minacce, le intimidazioni e l’odio da parte di una moltitudine di persone sostenitrici dell’ideologia Lgbt, il Comitato San Filippo Neri è determinato a portare comunque avanti la sua iniziativa di preghiera pubblica in riparazione del Roma Pride”, avevano fatto sapere attraverso un comunicato gli organizzatori. Il Comitato San Filippo Neri ha voluto “pregare pubblicamente nel luogo per antonomasia che simboleggia la laicità dello stato in tutta la sua decadenza, quella politica che governa come se Dio non esistesse e di cui manifestazioni blasfeme e anticristiane come il Roma Pride non sono che la logica conseguenza”. Continua a leggere [ILGIORNALE.IT – Matteo Orlando]

GAY PRIDE IN ITALIA: TUTTE LE DATE DELL’ONDA PRIDE 2019.Tutti gli anni in Italia vengono organizzati circa 30 gay pride e se ne aggiungono sempre di nuovi, soprattutto in piccole città e nel sud Italia. Per questo motivo, e per le tantissime manifestazioni, l’insieme di tutti i Pride si chiama “Onda Pride 2019”, e si aggiungono a tutti i gay pride organizzati in giro per il mondo non solo in estate ma anche in inverno. Spesso si organizzano viaggi in base alle principali Pride Week nel mondo, e ce ne sono alcune che consigliamo di viversi

Date Pride 2019 Italia: Tutte le date aggiornate in tempo reale. L’Onda Pride 2019 è qui ed è pronta a invadere tantissime città in tutta Italia con Gay Pride ed eventi. Parate, tantissime feste riempiranno d’orgoglio l’Italia intera, dalle città più grandi a quelle più piccole, con tantissime date e una lista in continuo aggiornamento. Pronti per la prossima stagione dell’orgoglio? Quando e dove vengono organizzati i Gay Pride? Continua a leggere [WEAREGAYLYPLANET.COM]

A SCUOLA DI GAY.  Capire è bene, comprendere è meglio

Vedi l’articolo [PEOPLEFORPLANET.IT – Valerio Friello]