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Riciclo green: costruire un vaso di fiori (o ortaggi) con una cassetta di legno

People For Planet - Mar, 04/07/2020 - 10:00

Se sei amante del fai da te e ti piace sperimentarti sempre in nuove creazioni (a costo quasi zero!) allora questa idea fa per te.

Creiamo, a partire da una cassetta di legno che trovi tranquillamente come scarto di un mercato o supermercato, una vaso si fiori o per coltivare ortaggi sul balcone. Idea è adatta anche per interno! Cosa ci serve:

  • Cassetta di legno;
  • Sacco vuoto di terra;
  • Forbici;
  • Argilla;
  • Terra;
  • Puntatrice (non indispensabile);
  • Semi o pianta/talea.

Il video dal canale YouTube FioriPiuBelli :

Fonte: FioriPiuBelli

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Boris Johnson peggiora | Covid, oltre 1,3 milioni nel mondo | Italia: braccianti o catena alimentare a rischio

People For Planet - Mar, 04/07/2020 - 06:25

Il Sole 24 Ore:  I casi nel mondo sono più di 1,3 milioni. Bce: acquistati 30 miliardi di bond in 5 giorni. New York pensa alle fosse comuni – Brasile, voci (smentite) di golpe – Anche il Giappone in emergenza;

Il Manifesto: Boris Johnson ricoverato in terapia intensiva;

Repubblica: In Francia record di morti in un giorno: 833 i deceduti. Austria allenta stretta: negozi aperti dal 14;

Il giornale: Anche l’Olanda adesso trema: il Paese corre verso il contagio;

Tgcom24: In Italia diminuiscono i nuovi contagi ma aumentano i morti: sono 636, crescono anche i guariti | Lombardia: dati in lento miglioramento, anche a Milano | Cts: “Non ridurre il livello d’allarme”;

Il Fatto Quotidiano: Coronavirus, Bellanova: “Abbiamo bisogno di immigrati in agricoltura o funzionamento della catena alimentare sarà a rischio”;

Il Mattino: Coronavirus, il virologo: «Al mare con la mascherina, mesi per baci e abbracci»;

Leggo: Coronavirus, Conte: «Stanziati 400 miliardi per l’economia. No al Mes, sì agli Eurobond: dopo Pasqua la ripartenza»;

Corriere della Sera: Coronavirus: da Bankitalia donazioni per 9,5 milioni di euro;

Il Messaggero: Scuola, la maturità 2020 sarà online. Tutti promossi Scarica decreto legge Salta l’esame di terza media.

Wuhan riaprirà dopo 75 giorni

People For Planet - Lun, 04/06/2020 - 19:30
Riapre Wuhan

Wuhan, l’epicentro da cui si pensa sia partita la pandemia mondiale, è stata messa sotto blocco completo il 23 gennaio nel tentativo di arginare la diffusione del virus ed è stata lodata dalle autorità nazionali e dai media cinesi come una “città eroica” per i sacrifici fatti dai suoi 11 milioni di cittadini.

Alle persone è stato gradualmente permesso di viaggiare dentro e fuori da Wuhan in condizioni rigorose. La quarantena in città dovrebbe essere ufficialmente revocata mercoledì 8 aprile. Lo riferisce l’agenzia AP.

La commemorazione dei caduti per il virus

Con il suono delle sirene e le bandiere a mezz’asta, la Cina ha tenuto un momento di riflessione nazionale di tre minuti sabato per onorare coloro che sono morti a causa del coronavirus, in particolare i martiri del servizio medico che sono caduti mentre combattevano quello che è diventata una pandemia globale.

Le commemorazioni hanno avuto luogo in tutte le principali città e sono state particolarmente toccanti a Wuhan, la città industriale dove il virus è stato rilevato per la prima volta a dicembre.

I clacson di automobili, treni e navi si sono unite a quello che l’agenzia di stampa Xinhua, l’agenzia ufficiale cinese, ha chiamato “lamento del dolore” per tre minuti.

A Pechino, il presidente Xi Jinping ha passato il momento di riflessione sabato alla guida di altri alti funzionari, tutti vestiti con abiti neri con garofani bianchi, mentre si inchinavano davanti a una bandiera a mezz’asta nel complesso militare di Zhongnanhai.

La Cina ha vissuto momenti di silenzio simili in passato, spesso per contrassegnare le atrocità dell’era della Seconda Guerra Mondiale da parte del Giappone, ma raramente su scala nazionale.

83.000 casi e 3.200 decessi

La Cina ha registrato ufficialmente 83.000 casi e oltre 3.200 decessi, sebbene tali cifre siano generalmente considerate sottostimate a causa della mancanza di test e della riluttanza delle autorità a riportare l’entità.

La commemorazione arriva in coincidenza con la tradizionale ricorrenza di Qingming, momento in cui i cinesi visitano le tombe dei loro antenati. I funzionari hanno vietato tali osservanze quest’anno per evitare grandi raduni che potrebbero contribuire alla temuta seconda ondata di infezioni.

Li Wenliang

Più di 3.000 operatori sanitari hanno contratto covid-19 e il governo dice che 14 sono morti per la malattia.

Tra di loro c’era il Dr. Li Wenliang che è stato minacciato di punizione dalla polizia dopo che per primo, inascoltato, aveva resa nota la notizia dell’epidemia. Solo dopo la sua morte, vittima del coronavirus contratto dai suoi pazienti,  è stato “riabilitato” ed è stato inserito nell’elenco dei “martiri” nazionali.

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In grande crisi la filiera alimentare del fresco

People For Planet - Lun, 04/06/2020 - 16:00

L’isolamento in casa, la distanza sociale, l’impossibilità di fare la spesa tutti i giorni stanno cambiando le abitudini alimentari degli italiani.

Questo cambiamento e la chiusura di alberghi e ristoranti hanno messo in crisi la filiera alimentare per quanto riguarda il prodotto fresco, come frutta e verdura – definiti di “quarta gamma” – che hanno subìto un calo di fatturato tra il 30 e il 50 per cento nelle ultime settimane.

Questo dato però è in controtendenza con il fatturato generale della grande distribuzione, compresi i discount che secondo i dati delle rilevazioni Nielsen hanno conosciuto incrementi di vendita a due cifre percentuali rispetto alle stesse settimane del 2019.

Dalla terra alla tavola

L’insalata che comperiamo al supermercato è stata raccolta da qualcuno, e in questo periodo quel qualcuno è spesso un bracciante immigrato, pagato – pochissimo – in nero.

E se c’è chi si lamenta dalla mancanza dei braccianti per la raccolta, per chi sfrutta i migranti la storia è diversa:

«Nessuno ci ha detto nulla e io continuo ad andare a lavorare tutti i giorni con la mia bicicletta perché ho bisogno di soldi per vivere. Se salto anche solo una settimana vado in crisi e con me anche a mia famiglia in India. Poi ho saputo da amici che si può andare a lavorare in campagna. Se non vado, il padrone mi sostituisce con un altro lavoratore, tanto lavoro a nero e sostituirmi è facile», afferma Kuldip, primo bracciante indiano che lavora nella campagna in provincia di Latina.

Gli invisibili

Nessuno ha detto a queste persone che non possono rinnovare il permesso di soggiorno perché gli uffici sono chiusi, nessuno ha spiegato come comportarsi per evitare il contagio da coronavirus: «Stiamo provvedendo noi, come lavoratori indiani, ad avvertire i nostri connazionali sulle azioni preventive da adottare per evitare il contagio da coronavirus», afferma Harbhajan, lavoratore indiano della provincia di Latina, da anni in prima fila contro lo sfruttamento e il caporalato in un’intervista a comune-info.net. Ogni giorno Harbhajan gira e pubblica sui social un video con le raccomandazioni per evitare il contagio.

Secondo il padrone di Puppu, altro bracciante indiano, le precauzioni sono inutili «Tanto state all’aria aperta e non vi succede nulla». Bontà sua.

Aste al ribasso, sempre più al ribasso

Finita la raccolta, ecco che la frutta e la verdura devono essere vendute, e cosa succede al momento di definire il prezzo?

In un articolo molto dettagliato pubblicato su Internazionale.it i giornalisti Fabio Ciconte e Stefano Liberti denunciano che “Eurospin – la principale catena italiana di discount – ha lanciato una serie di aste al ribasso per aggiudicarsi beni alimentari al minor costo possibile. Rucola, insalata mista, spinaci, spinacini: sono venti le referenze della “quarta gamma” – insalate e verdure in busta – che l’insegna ha comprato in questo mese di crisi, imponendo prezzi di vendita bassissimi ai fornitori già in affanno”.

“Per capire l’entità dei ribassi in questione” spiega l’articolo “è utile fare un esempio: una busta d’insalata mista da 200 grammi, oggetto di un’asta qualche settimana fa, partiva da una base di 48 centesimi. Secondo le nostre fonti Eurospin se l’è aggiudicata per poco più di 30 centesimi, con un taglio di circa il 30 per cento. Una differenza rilevante, se pensiamo che si tratta di una commessa per un totale di 200mila pezzi. Un bel risparmio per Eurospin, un salasso per il produttore agricolo che afferma: ‘Per vivere benino noi dovremmo venderla a 50 centesimi, che è il prezzo pagato dalle altre catene di supermercati. Dentro quella busta c’è il costo della materia prima, il processo industriale, gli imballaggi, la manodopera e perfino il trasporto, che è a carico nostro’.”

In un’intervista a un sito di settore del 2018 i responsabili della catena avevano sostenuto che “le aste online possono mettere in difficoltà alcuni operatori, produttori o agricoltori, ma noi dobbiamo fare l’interesse del consumatore”.

Oggi Eurospin respinge le accuse di aver fatto acquisti al ribasso: «Dalla metà dello scorso anno», afferma il responsabile marketing, «L’insegna non fa più uso di aste al doppio ribasso, aste a rilancio, aste al buio e di qualsiasi altro strumento che preveda rilanci telematici in diretta, sui prodotti alimentari». Magari è vero, ma allora c’è qualcosa che non quadra.

Riassumendo: il settore del fresco alimentare è in crisi, gli agricoltori che lavorano onestamente sono in grande difficoltà per la mancanza dei bracciati e per le richieste della grande distribuzione e dei discount. Secondo voi: chi approfitterà di questa situazione?

Oggi la ministra dell’agricoltura Bellanova ha lanciato un appello dai microfoni di Radio Capital: «Dobbiamo garantire condizioni di lavoro nei campi di assoluta sicurezza. E sottrarre alla mafia i lavoratori in nero».

E ha aggiunto «C ‘è un forte deficit di manodopera, bisogna mettere anche loro in condizioni di lavorare in modo regolare anche perché se certi processi non li governa lo Stato, ci pensa la mafia. Dobbiamo fare i conti con la realtà».

Facciamoli in fretta, per favore.

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Foto di Pexels da Pixabay

Covid-19 e 5G, incendiate le antenne in Uk

People For Planet - Lun, 04/06/2020 - 14:00

Il panico ha gravemente preso il sopravvento e questo è preoccupante per la gestione del coronavirus, o covid-19, ma soprattutto per l’ordine pubblico. Spinti dalla paura avanzata da ridicole fake news, che sostengono un legame tra la propagazione del coronavirus e la rete internet 5G, nel Regno Unito sono state incendiate alcune torri radio.
A pagarne le conseguenze ovviamente solo le persone che adesso risultano inabilitate ad accedere alla rete, cosa particolarmente grave in momento delicato come questo. Un portavoce di Vodafone ha confermato questa mattina che nelle città di Birmingham e Liverpool sono state incendiate quattro antenne 5G. Una delle antenne di Birmingham, tra l’altro, non era neppure ancora mai entrata in funzione.

Governo Uk ai ripari

Oliver Dowden, Segretario della Cultura britannico, ha quindi dovuto avviare uno stretto colloquio con i principali social network, da Facebook a WhatsApp, per capire come è possibile contrastare la diffusione di queste bufale e, di conseguenza, questi gravi casi di vandalismo. Ad alimentare il fenomeno hanno contribuito alcune celebrità e persone influenti in UK: tra questi la cantante Anne-Marie e l’attrice Amanda Holden.

Dove è partita la bufala

Sono stati molti gli irresponsabili influencer che hanno condiviso con milioni di follower la teoria che il 5G abbia fatto nascere e diffondere il coronavirus.
Su Facebook vive e prospera addirittura un gruppo FB chiamato “anti-5G”. Il tenore delle affermazioni totalmente deliranti lo racchiude il post dell’utente Ben Mackie, che tra i primi, a inizio marzo, ha collegato il 5G al coronavirus, affermando che in realtà non si tratta di un virus. «Stanno cercando di spaventarci con un falso virus quando le torri per il 5G vengono costruite in tutto il mondo». Ha poi spiegato che sarebbe stato il cofondatore di Microsoft, Bill Gates, a inventare tale tecnologia e che è un tentativo per diminuire la popolazione mondiale. Addirittura, secondo questo utente, i vaccini attualmente in fase di sviluppo contro il coronavirus sono in realtà dei chip che verranno impiantati nelle persone.

Insomma, qualcosa che ci risulta perfino imbarazzante provare a smentire, essendo una serie di affermazioni del tutto ridicole. Se però volete andare bene a fondo alla faccenda, e cercate una risposta puntuale a tutte le farneticazioni che si trovano in rete, potete consultare le risposte dell’Internationa Fact Checking Network.

Il 5G fa male?

Tutto questo non ha ovviamente nulla a che fare con l’ipotesi che segnali wifi, segnali radio, 5G e molto altro possano nuocere alla salute. Noi stessi tempo fa ci siamo occupati dei rischi sanitari legati allo sviluppo del 5G, valutando anche altre vecchie bufale che lo hanno riguardato. Ma la sicurezza di questa nuova tecnologia – lo ribadiamo – può essere meglio controllata proprio se esclusa da timori assurdi come quello che l’associa a una pandemia virale.

Leggi anche: Mascherine fai da te: un test per vedere se funzionano Prevenzione Covid-19: la spesa divisa per sesso

Sai capire il «banchese»?

People For Planet - Lun, 04/06/2020 - 12:00

Criptico, talvolta subdolo, è utilizzato dal popolo dei banchieri/bancari per confondere i cittadini italiani che, comunque, hanno la corresponsabilità di essere gli ultimi in Europa in termini di cultura ed educazione finanziaria.

Consapevoli di non essere capiti

Una miscela esplosiva che spesso viene sottovalutata anche dai media che riportano frasi, dichiarazioni e interviste di addetti ai lavori nella piena consapevolezza che non solo non saranno capite dai lettori ma probabilmente anche da chi le pubblica senza le opportune didascalie e i relativi “sottotitoli”.

Prendiamo ad esempio l’intervista rilasciata da Antonio Patuelli, presidente dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana) per il Dubbio.

Cosa ha voluto dire? Quali messaggi ha lanciato?

Cercheremo di decriptarli. In sostanza si tratta di 7.500 battute utilizzate per affermare solo due concetti. Il resto è fuffa.

Garanzie e “merito del credito”

Innanzitutto Patuelli ha ribadito che la crisi post-pandemia sarà finanziata con una iniezione di liquidità che le banche metteranno in circolo solo dietro garanzia “piena” dello Stato. In altri termini se il governo ha deciso di aiutare anche chi, secondo gli schemi bancari, non è meritevole di credito deve assumersi l’onere di restituire quanto ottenuto dal singolo cittadino (lavoratore autonomo o dipendente) o dalla impresa “a prima chiamata”, cioè dietro semplice richiesta della banca anche dopo il mancato pagamento di una sola rata di rimborso del prestito.

Solo per inciso occorre ricordare che il “merito del credito” attualmente stabilito dal sistema bancario secondo l’accordo interbancario di Basilea, è abbastanza rigido e prevede che un cittadino o impresa non possa accedere ad alcun finanziamento anche se non ha pagato una sola rata del prestito ottenuto per pagare il materasso acquistato da Mastrota in tv!

Mes o coronabond?

In secondo luogo Patuelli esprime la sua opinione sulla classica domanda che in questi giorni si sta ponendo una percentuale molto bassa del popolo italiano: Mes o euro(corona)bond?
Da dove prenderanno i soldi i paesi dell’Eurozona per sostenere le misure straordinarie di sostegno dovute alla pandemia?

Domanda a cui abbiamo già risposto la settimana scorsa

Ad ogni modo Patuelli, ex politico che oggi fa il banchiere, da una sua affermazione (“ …se un privato fa i debiti, non può scaricarli sulla comunità. Vale anche per gli Stati…”) lascia percepire che il suo orientamento è pro MES.

Vi meravigliate?

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Covid-19, positiva una tigre

People For Planet - Lun, 04/06/2020 - 10:57

Mentre gli Usa contano un nuovo record di morti – 1200 ieri – e le strade di New York appaiono spettralmente deserte, arriva la notizia di una tigre positiva nello zoo della Grande Mela. Altri sette felini mostrano sintomi abbastanza seri del virus. Lo ha fatto sapere ieri sera il Dipartimento dell’Agricoltura americano. “Si tratta del primo animale selvatico malato con certezza”, ha detto Paul Calle, a capo dei veterinari della struttura newyorkese. Si ritiene che l’animale si sia ammalato da un custode positivo – ma asintomatico – al covid-19, o coronavirus. Lo zoo è chiuso ai visitatori dallo scorso 16 marzo.

Tutti i felini sembrano particolarmente sensibili a covid-19

Finora, come noto, si aveva notizia di ammalati solo tra gli animali da compagnia: due cani a Hong Kong e un gatto in Belgio. Mentre uno studio cinese pubblicato da Nature ha stabilito che il virus contagia i gatti, che una volta infetti possono infettare altri gatti, mentre invece non contagia cani, galline e maiali. Questo naturalmente non significa che gli animali domestici sono in grado di contagiare l’uomo: per capire questo punto serviranno altri studi. Ma significa che l’uomo può infettare gli animali, e che dunque serve cautela in questo senso, al fine di limitare la propagazione del virus.

Anche le scimmie sotto la lente

La tigre newyorkese, che ha sviluppato una tosse secca verso la fine di marzo, è stata sottoposta a tampone il 2 aprile. Altre due tigri e un leone hanno sintomi piuttosto avanzati, ma non sono ancora stati testati. Gli zoo stanno cercando di proteggere questi animali – in particolare i felini e tutte le grandi scimmie. Come ha sottolineato lo zoo di New York: “Probabilmente ci sono altri casi asintomatici, ed è importante condividere informazioni per aumentare le misure di sicurezza”, anche al fine di proteggere specie animali che ormai sopravvivono solo o quasi in cattività. “Il Coronavirus potrebbe diventare presto un problema serio per il futuro di queste specie”.

Leggi anche: Covid-19, i gatti possono ammalarsi? Covid-19, veterinari gratis online

Prevenzione Covid-19: la spesa divisa per sesso

People For Planet - Lun, 04/06/2020 - 10:49

Il sindaco Gianmaria Cerea ha deciso che da oggi a Canonica d’Adda la spesa si farà a giorni alterni dividendo i cittadini a seconda del sesso: agli uomini è permesso andare al supermercato il lunedì, mercoledì, venerdì e domenica, mentre alle donne sono riservati il martedì, giovedì e sabato.

Perché? Non si sa, e la domanda rischia di non farci dormire la notte.
Il sindaco sa qualcosa che noi non sappiamo?
Si sono verificati casi di promiscuità sessuale davanti al banco dei surgelati?
C’entrano in qualche modo i poteri forti?

Non si sa, l’ordinanza è stata pubblicata senza spiegazione.

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Foto di OpenIcons da Pixabay

4 usi alternativi delle mollette di legno

People For Planet - Lun, 04/06/2020 - 10:00

Come usare le mollette di legno in maniera originale e divertente, per dare un tocco unico alla nostra casa!

Dal web il video tutorial Creativo su come riutilizzare le mollette di legno:

Fonte: Creativo

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Boris Johnson in ospedale per il virus, la regina: “Vinceremo”|Italia 9mila multe | L’Aquila 11 anni dal sisma

People For Planet - Lun, 04/06/2020 - 06:30

Il Fatto Quotidiano:  Usa: 321mila casi, il doppio dell’Italia. Capo servizio sanitario: “Sarà una Pearl Harbor”.

Il Sole 24 Ore: Boris Johnson in ospedale per il virus. Capo della sanità Usa: è come l’11 settembre – La Regina agli inglesi: autodisciplina, serve stare a casa;

Repubblica: La regina Elisabetta parla alla nazione: “Vinceremo e torneremo insieme” Video Analisi Nel discorso dignità e orgoglio;

Il Giornale: Il grande incubo del petrolio: ecco cosa minaccia il mondo;

Il Manifesto: Catastrofe coronavirus e rabbia sociale in Sudafrica;

Leggo: [Italia] Coronavirus, Iss: «Curva ha iniziato la discesa, se dati confermati pensiamo alla Fase 2»;

Corriere della Sera: La Toscana come la Lombardia: mascherine obbligatorie Le regole nelle altre Regioni;

Il Mattino: Esodo verso le seconde case: novemila multe nel weekend delle Palme;

Il Messaggero: Coronavirus, il decreto salva-imprese: prestiti sprint sino a 25.000 euro, fondo di 7 miliardi;

Tgcom24: Sisma de L’Aquila 11 anni dopo: “Un fascio di luce per abbracciare l’Italia”.

Perché non cambiare nome a un po’ di piazze? Al posto dei generali mettiamo i medici che lottano contro il Covid-19

People For Planet - Lun, 04/06/2020 - 05:00

Sbarazziamoci di strade e piazze che rendono onore a generali spesso assai discutibili e dedichiamole invece a medici e infermieri, eroi pacifici di una nuova guerra: quella al Coronavirus.

Prendiamo ad esempio Luigi Cadorna

Quasi ogni città ha un luogo dedicato al “generalissimo” della Prima Guerra Mondiale. In realtà fu l’uomo che impose di sparare con l’artiglieria su chi si ritirava, l’uomo delle fucilazioni e addirittura delle decimazioni dei reparti che osavano retrocedere. Un concetto folle della disciplina che minò il morale dell’esercito e che molti storici considerano tra le cause della disfatta di Caporetto. Disfatta che Cadorna arrivò ad attribuire alla vigliaccheria delle sue truppe.
A Milano, per esempio, Cadorna viene ricordato con una grande piazza in centro e con una delle più importanti stazioni della metropolitana.
Non sarebbe meglio dedicarle a qualcuno dei tanti medici e infermieri che si sono battuti, spesso a costo della vita, contro la pandemia? A oggi in Italia sono oltre 80 i medici e decine gli infermieri morti in questa battaglia. I contagiati sono quasi 12 mila.

Due esempi, ma se ne potrebbero fare molti altri.

Gino Fasoli, medico di famiglia

Era in pensione da quattro anni. “Gino, puoi darci una mano? Gli ambulatori sono sguarniti” gli avevano chiesto i colleghi. Lui non aveva esitato un istante ed era tornato al lavoro, in quella provincia di Brescia che è diventata prima linea della lotta al Coronavirus. È morto di Covid-19 a metà marzo, a 73 anni.

Elena Pagliarini

L’infermiera di Cremona diventata il simbolo dell’immane fatica che da oltre un mese devono sopportare medici e paramedici, grazie a quella foto che la ritrae accasciata sulla scrivania, stremata dopo un turno massacrante al Pronto Soccorso. Pochi giorni dopo ha preso il Covid-19, ma lei ce l’ha fatta. È guarita. E il 3 aprile è tornata in corsia. “I veri eroi” ha dichiarato con modestia “sono ben altri: sono tutti i pazienti che ce l’hanno fatta e ce la faranno”.

Li Wenliang

Non è italiano, ma anche lui è un medico che meriterebbe una via o una piazz. È Li Wenliang. Il dottore di Wuhan che già alla fine di dicembre aveva lanciato l’allarme su una nuova epidemia di Coronavirus simile a quella della Sars del 2002, ma era stato censurato “per avere disturbato gravemente l’ordine sociale”, interrogato e redarguito dalla polizia. Ha preso il Coronavirus da uno dei suoi pazienti ed è morto il 7 febbraio. Il 4 aprile è stato tardivamente onorato in tutto il Paese e insignito del titolo di “martire”, il più alto titolo onorifico che in Cina viene conferito ai cittadini che sacrificano la vita per la nazione.

I medici di base

Posso citare anche un piccolo episodio che mi riguarda. Ero d’accordo con la mia dottoressa di base per andare da lei venerdì scorso a controllare come stava andando la mia malattia (una polmonite batterica, ma sono risultato negativo al Covid-19). Le mando un messaggio giovedì mattina per fissare l’appuntamento, ma non mi risponde. Così il pomeriggio la chiamo. Lei si scusa di non aver risposto: “C’è mio padre in coma per il Coronavirus” mi dice con voce rotta.
Poi mi dà comunque appuntamento per la mattina dopo.
Io resto interdetto, e poco dopo un po’ le scrivo che, visto il momento che sta passando, è meglio se rimandiamo a lunedì…
La mattina dopo mi chiama: “Sono in studio. Venga, la aspetto”.
Questi sono i nostri medici.
Loro sono l’esempio di cosa può fare la parte migliore del nostro Paese. Non dimentichiamoci del lavoro straordinario che loro e gli infermieri stanno facendo in questo momento terribile.

Ricordiamocene quando tutto sarà finito, rendendo loro l’onore che meritano e difendendo un bene che mai come oggi si rivela prezioso: il nostro Sistema Sanitario Nazionale.

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Foto da NurseTimes

Mascherine obbligatorie? Sì, no, forse

People For Planet - Lun, 04/06/2020 - 00:50

In Lombardia le deve indossare chiunque esca di casa, in Veneto solo chi va a fare spesa: ogni regione sta decidendo in autonomia.

Regione che vai, regole che trovi

Per cercare di contrastare il nuovo coronavirus, in Lombardia il governatore Attilio Fontana ha reso obbligatorio indossare la mascherina, o comunque una protezione su naso e bocca (anche una sciarpa o un foulard) per tutta la popolazione che si ritrova per un motivo o per un altro fuori di casa.

Anche in Toscana la strada sembra essere quella del rigore, ma con un approccio più graduale: mascherine obbligatorie fuori casa, ma solo dopo che saranno distribuite comune per comune.

In Valle d’Aosta sono obbligatori mascherine e guanti all’interno degli esercizi commerciali.

Insomma: regione che vai, regole che trovi. Poiché in questo ambito mancano regole dettate a livello centrale, sul rendere obbligatorio oppure no per la popolazione “circolante” indossare le mascherine le regioni si stanno muovendo autonomamente, con provvedimenti più o meno restrittivi.

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Se le mascherine mancano, usare una sciarpa o un foulard

In Veneto l’obbligo sussiste solo per accedere nei supermarket e nei mercati all’aperto e al chiuso,  mentre in Alto Adige chi esce di casa deve necessariamente coprire bocca e naso, anche una sciarpa o con uno scaldacollo (l’ordinanza non prevede comunque nessuna multa in caso di inosservanza). Simile discorso anche in Friuli Venezia Giulia, dove per entrare nei negozi è necessario coprire naso e bocca anche con una sciarpa, un foulard o uno scaldacollo, nel caso in cui non si abbia a disposizione una mascherina. In Piemonte hanno l’obbligo di indossare le mascherine i commercianti, mentre per i clienti è raccomandato di indossare guanti e mascherine o altra protezione per bocca e naso. In Liguria si sta predisponendo una distribuzione a tappeto di mascherine per tutta la popolazione, mentre nel Lazio non c’è – per ora – alcun obbligo e in Sicilia e Campania stanno ancora valutando l’opportunità di interventi in questo ambito.

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Ecco perché in Germania si muore molto meno per coronavirus rispetto all’Italia

People For Planet - Dom, 04/05/2020 - 17:00

In Germania la percentuale delle persone che muoiono per coronavirus è bassissima rispetto ai casi rilevati in confronto alle percentuali di letalità indicate dai dati ufficiali in Italia. In parte la differenza può essere provocata da dati ufficiali poco affidabili. Ma questa da sola non può essere una spiegazione sufficiente.

Una inchiesta del NYT di cui riportiamo la traduzione di ampi stralci ci aiuta a capire perché. Ne emerge purtroppo un quadro impietoso per l’Italia

I “corona-taxi”

Heidelberg, Germania. Li chiamano “taxi corona”: medici equipaggiati con indumenti protettivi guidano per le strade deserte per controllare i pazienti che sono a casa. Prendono l’esame del sangue cercando segni che il paziente possa avere il covid19 e che le sue condizioni possano aggravarsi. Possono suggerire il ricovero in ospedale anche a un paziente che ha solo sintomi lievi: le possibilità di sopravvivere sono notevolmente più alte se si affronta il virus all’inizio.

I taxi corona di Heidelberg sono solo una delle iniziative. Ma illustrano un livello di impegno di risorse pubbliche nella lotta contro l’epidemia che aiuta a spiegare uno degli enigmi più intriganti della pandemia: perché il tasso di mortalità della Germania è così basso?

Un tasso di letalità inferiore di 9 volte a quello dell’Italia

Il virus e la malattia risultante, Covid-19, hanno colpito la Germania con forza: secondo la Johns Hopkins University il paese ha più di 90.000 infezioni confermate in laboratorio al 4 di aprile, più di qualsiasi altro paese tranne gli Stati Uniti, l’Italia e Spagna.

Ma con circa 1.300 morti, il tasso di letalità in Germania si attesta all’1,4 per cento, rispetto al 12,5 per cento in Italia, a circa il 10 per cento in Spagna, Francia e Gran Bretagna, al 4 per cento in Cina e al 2,5 per cento negli Stati Uniti. Anche la Corea del Sud, un modello di riferimento internazionale per la lotta al covid19, ha un tasso di letalità più elevato, l’1,7 per cento.

“Si è parlato di un’anomalia tedesca”, ha detto Hendrik Streeck, direttore dell’Istituto di virologia presso l’ospedale universitario di Bonn. Il professor Streeck ha ricevuto chiamate di colleghi dagli Stati Uniti e altrove. “‘Che cosa stai facendo diversamente?” mi chiedono. “Perché il tuo tasso di letalità è così basso?”

Ci sono diverse risposte dicono gli esperti, differenze molto reali nel modo in cui il paese ha affrontato l’epidemia rispetto ad altri.

Molti più test = molti casi rilevati in tempo

Una delle spiegazioni per il basso tasso di letalità è che la Germania ha testato molte più persone rispetto alla maggior parte delle nazioni. Ciò significa che individua più persone con pochi o nessun sintomo, anche tra i più giovani, aumentando il numero di casi noti ma non il numero di vittime.

Una delle conseguenze del gran numero di test è che l’età media delle persone rilevate come infette è inferiore in Germania rispetto a molti altri paesi. Molti dei primi pazienti hanno preso il virus nelle stazioni sciistiche austriache e italiane ed erano relativamente giovani e sani, ha detto il professor Kräusslich. “È iniziato come un’epidemia di sciatori”, ha affermato.

Poi con il diffondersi delle infezioni, sono state colpite più persone anziane e anche il tasso di letalità, solo lo 0,2 per cento due settimane fa, è aumentato. Ma l’età media di chi si sa che contrae la malattia rimane relativamente bassa, 49 anni in Germania, mentre in Italia è 62 anni secondo i rapporti ufficiali.

La Germania sta conducendo circa 350.000 test di coronavirus a settimana, (oltre 3 volte di più che in Italia) e comunque molto più di qualsiasi altro paese europeo. Test precoci e diffusi hanno permesso alle autorità di rallentare la diffusione della pandemia isolando i casi infettivi. Ha inoltre consentito di somministrare il trattamento salvavita in modo più tempestivo.

Preparati in anticipo alla pandemia

A metà gennaio, molto prima che la maggior parte dei tedeschi pensasse al virus, l’ospedale Charité di Berlino aveva già sviluppato un test e pubblicato la formula online.
Quando la Germania registrò il suo primo caso di Covid-19 a febbraio, i laboratori di tutto il paese avevano accumulato uno stock di kit di test.

Diagnosi precoci = meno morti

“Il motivo per cui in Germania abbiamo così poche morti al momento rispetto al numero di infetti può essere ampiamente spiegato dal fatto che stiamo facendo un numero estremamente elevato di diagnosi di laboratorio”, ha affermato il dott. Christian Drosten, capo virologo di Charité , il cui team ha sviluppato il primo test.

“Quando ho una diagnosi precoce e posso curare precocemente i pazienti (ad esempio collegarli a un ventilatore prima che le loro condizioni si deteriorino) – le possibilità di sopravvivenza sono molto più elevate”, ha affermato il professor Kräusslich.

Costanti test al personale medico

Il personale medico, particolarmente a rischio di contrarre e diffondere il virus, viene regolarmente testato. Per semplificare la procedura, alcuni ospedali hanno iniziato a eseguire test di blocco, utilizzando i tamponi di 10 dipendenti e dando seguito a test individuali solo se si riscontra un risultato positivo.

Da aprile test gratuiti su larga scala per trovare i possibili focolai

Alla fine di aprile, le autorità sanitarie hanno anche in programma di lanciare uno studio su larga scala, testando campioni casuali di 100.000 persone in Germania ogni settimana per valutare dove si sta accumulando immunità.

Una chiave per garantire test su larga scala è che i pazienti non pagano nulla per questo, ha affermato il professor Streeck. Questa, ha detto, è una notevole differenza con gli Stati Uniti nelle prime settimane dell’epidemia. “È improbabile che negli USA un giovane senza assicurazione sanitaria e prurito alla gola si rechi dal medico e quindi rischia di infettare più persone”, ha affermato.

Il caso della scuola di Bonn

Un venerdì di fine febbraio, il professor Streeck ha ricevuto la notizia che un paziente del suo ospedale di Bonn si era rivelato positivo per il coronavirus: un uomo di 22 anni che non aveva sintomi ma il cui datore di lavoro (una scuola) gli aveva chiesto di fare un test dopo aver saputo che aveva preso parte a un evento di carnevale in cui qualcun altro si era dimostrato positivo.

Nella maggior parte dei paesi, compresi Italia e Stati Uniti, i test sono in gran parte limitati ai pazienti più malati, quindi probabilmente all’uomo sarebbe stato rifiutato un test.

Non in Germania. Non appena i risultati del test sono arrivati, la scuola è stata chiusa e a tutti i bambini e il personale è stato ordinato di rimanere a casa con le loro famiglie per due settimane. Sono state testate circa 235 persone.

Test e monitoraggio sono la strategia che ha avuto successo in Corea del Sud e abbiamo cercato di imparare da ciò”, ha affermato il professor Streeck.

La Germania ha anche imparato a correggere i propri errori presto: la strategia di tracciamento dei contatti avrebbe dovuto essere utilizzata in modo ancora più aggressivo, ha affermato.

Tutti quelli che erano tornati in Germania da Ischgl, una stazione sciistica austriaca che aveva avuto un focolaio, per esempio, avrebbero dovuto essere rintracciati e testati, ha detto il professor Streeck e non lo abbiamo fatto ma poi abbiamo imparato.

Un robusto sistema di assistenza sanitaria pubblica

Prima della pandemia di coronavirus in tutta la Germania, l’ospedale universitario di Giessen aveva 173 letti di terapia intensiva dotati di ventilatori. Nelle ultime settimane, l’ospedale ha cercato di creare altri 40 posti letto e ha aumentato il personale che era in standby per lavorare in terapia intensiva fino al 50%.

“Abbiamo così tanta capacità ora che stiamo accettando pazienti da Italia, Spagna e Francia”, ha dichiarato Susanne Herold, specialista in infezioni polmonari che ha supervisionato la ristrutturazione. “Siamo molto forti nell’area della terapia intensiva.”

In tutta la Germania, gli ospedali hanno ampliato le loro capacità di terapia intensiva e sono partiti da un livello elevato. A gennaio la Germania aveva circa 28.000 letti di terapia intensiva dotati di ventilatori, cioè 34 ogni 100.000 persone, quasi 3 volte di più che in Italia dove il rapporto è di 12 ogni 100.000 persone.

Ora ci sono 40.000 letti di terapia intensiva disponibili in Germania.

Fiducia nel governo

La cancelliera Angela Merkel ha comunicato in modo chiaro, calmo e regolare durante la crisi, imponendo misure di distanziamento sociale sempre più rigorose nel paese. Le restrizioni, che sono state cruciali per rallentare la diffusione della pandemia, hanno incontrato poca opposizione politica e sono ampiamente seguite.

Le valutazioni di approvazione verso la Merkel sono aumentate vertiginosamente.

“Forse la nostra più grande forza in Germania”, ha affermato il professor Kräusslich, “è il processo decisionale razionale ai massimi livelli di governo combinato con la fiducia di cui il governo gode nella popolazione”.

Una fiducia che riesce a guadagnarsi grazie ai fatti.

In cover: Il Duomo di Berlino, fotografia di Maria Cristina Dalbosco

Gli effetti del Coronavirus visti con gli occhi di una senzatetto

People For Planet - Dom, 04/05/2020 - 14:00

I videoracconti di Yohana Ambros ,una serie-documentario sui viaggi, le persone invisibili e la vita di strada. Tutto vissuto sulla propria pelle.

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Storie di ordinaria pandemia… e tre!

People For Planet - Dom, 04/05/2020 - 12:00

Dice che questo è il momento della consapevolezza, dice.

Ma chi lo dice? Non si sa (iniziamo bene). Che sia l’ordine degli psicologi, il disordine degli armadi o una intuizione personale, tant’è: la permanenza in casa può essere l’occasione per osservare noi stessi in stato di cattività e comprenderci.

Ecco, dopo quasi un mese, i punti ancora controversi:

  1. Appena mi sveglio, il mio primo pensiero è “cosa cucinerò”. 
    Di fatto sono diventata mia nonna. 
    #QuindiPureSoggettoARischio
  2. Sono stata richiamata sul lavoro, mia madre non mi parla più: 
    “Vuoi uscire? E cos’è questa alzata di testa? Cosa ti ho insegnato?”
    Ma è lavoro…
    “Se ti ammali, ti do il resto!”  
    #CoronavirusIsTheNewQuindiciAnni
     
  3. Era troppo facile aspettare il picco, ora siamo più sofisticati: agogniamo “la fase due”!Cioè, appena abbiamo capito cosa fosse il picco, non è già più di attualità. Cosa diamine sarà la fase due? Uguale alla uno ma col sole? O tipo girone di ritorno (tutti quelli che erano a casa escono e tutti quelli che uscivano stanno a casa)?  
    #NonCèFaseDueSenzaFaseTre 
    #ÈUnaFasePasserà 
  4. I sensi di colpa: te ne stai qui con le mani in mano, mentre c’è chi soffre.
    Ho fatto una donazione al cc della Protezione Civile. Poi a Medici Senza Frontiere. A SOS Pinguini, perché il riscaldamento globale è colpa nostra. Al WWF per le specie in via d’estinzione. E all’Associazione Amici del Minollo, per quelle già estinte. All’Asso Verme Solitario perché la solitudine è una roba brutta. 
    #CèUnAnalistaInSala
    #UnAnalistaBancario
  5. Vorrei esprimere la mia solidarietà ai venditori di rose. Agli stornellatori. Ai madonnari delle strade. Agli artisti con molta arte ma senza parte e, soprattutto, senza misure di sostegno. A tutti quelli che non avendo diritti e tutele “in tempo di pace”, figuriamoci adesso.
    #SeTiFaiMaleTiDoIlResto
    #ForseConteÈMamma
     
  6. Le grandi domande. Ma se fermano Ronaldo in macchina, è un controllo a campione? 
    #Scusate
  7. Conte ha dichiarato con forza: “nessuno perderà il lavoro”. Ma credo non abbia funzionato: devono aver licenziato tutti quelli che dovrebbero pagarmi gli stipendi e i lavori arretrati. 
    #OltreAlDatoreDiLavoroVorreiIlDatoreDiStipendio
  8. È proprio vero che in questi giorni si apprendono un sacco di cose nuove. Per esempio stasera ho deciso di girare la frittata lanciandola in aria.
    Ho imparato a pulire il lampadario.
    #Oplallà 
  9. A tutti quelli che vedendo casa negli anni mi hanno detto: “Beeello questo terrazzooooo. Grandeeeee. Ma perché non lo chiudiiiii?” vorrei rispondere oggi: #EccoPerché #LaVerandaÈUnPiattoCheVaServitoFreddo
  10. Ma ora basta parlare di noi. È il momento di passare alla… 
    #Fase2

Image by kalhh from Pixabay

Mascherine fai da te: un test per vedere se funzionano

People For Planet - Dom, 04/05/2020 - 11:30

Un vigile del fuoco argentino ha fatto alcune prove e ha confermato che solo le mascherine chirurgiche proteggono dalle goccioline che trasmettono il coronavirus.

Clicca qui per vedere il video

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Foto di Khawaja Masud da Pixabay

Sorriso da battaglia

People For Planet - Dom, 04/05/2020 - 11:00

Anche se non hai niente da sorridere e sei arrabbiatissima con tutto il mondo! E lo sai il perché? Perché, siccome il cervello è stupido, dopo un po’ che sorridi, si convince che tutto va bene!

Provare per credere!

Sorriso da Battaglia – Jacopo Fo

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Capitano chiede di proteggere i suoi marinai dal coronavirus: licenziato

People For Planet - Dom, 04/05/2020 - 10:32

Il capitano Brett E. Crozier ha sacrificato la propria carriera navale scrivendo una lettera ai superiori in cui chiedeva aiuto per fronteggiare il coronavirus che si stava diffondendo sulla portaerei Roosevelt, 5.000 persone di equipaggio e centinaia di infettati, alla fonda nel porto di Guam, nel Pacifico Occidentale.

“Lasciatemeli salvare” scriveva tra l’altro il capitano

Dopo che per alcuni giorni la Marina non aveva risposto alla lettera di Crozier, questa è stata resa pubblica da alcuni media statunitensi e da qui la decisione del suo licenziamento per aver gettato discredito sulla U.S. Navy.

Ogni nave, con sale mensa e bagni condivisi, è uno spazio angusto dove il distanziamento sociale è quasi impossibile. Una volta che il virus sale su una nave è destinato a diffondersi, affermano sia i funzionari militari che gli esperti in malattie infettive.

Al momento dello sbarco dalla portaerei del capitano Crozier dopo il suo licenziamento, l’equipaggio della nave ha reagito tributandogli una standing ovation come si vede nel filmato della tv TRT WORLD NOW

Immagine di Michael Alfonso