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Open Arms, Salvini a processo | Usa: un morto al minuto | Banda dello spray: da 10 a 12 anni per strage in discoteca

People For Planet - Ven, 07/31/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Open Arms, il Senato manda a processo Salvini. Lui: «Lo rifarei e lo rifarò» ;

Il Giornale: Trasferiti report segreti. Che succede in Vaticano;

Il Manifesto: Affossata la legge elettorale, la Puglia non vuole donne in lista;

Il Mattino: Usa, il giorno più nero: un morto al minuto.Trump: «Voto truccato, rinviare le elezioni» Covid, morto Herman Cain, ex candidato presidente Usa: potrebbe aver contratto il virus al comizio di Trump a Tulsa Coronavirus, il New York Times elogia il modello Italia: «Perché l’America non fa come lei?»;

Il Messaggero: Virus, bollettino: 386 nuovi positivi 3 morti. Ancora in salita i nuovi casi «Preoccupa risalita curva contagi» In Italia il Covid19 ora circola di più: in due settimane +28% di casi, preoccupa crescita in 11 regioni Lazio, nuovi casi in calo: 18 in 24 ore. Uno su tre dall’estero Zaia ai negazionisti: “Tutta un’invenzione? Noi abbiamo visto gente morire”;

llsole24ore: Come riformare la sanità italiana in 10 punti con i miliardi del Mes;

Il Fatto Quotidiano: Aumentano ancora i nuovi casi di coronavirus: +386. Comitato scientifico: ‘Preoccupa evoluzione curva’. Zaia ai negazionisti: ‘Qui abbiamo visto gente morire’;

La Repubblica: Tutti condannati per la strage in discoteca: da 10 ai 12 anni alla banda dello spray;

Leggo: Hotel in fiamme, tre piani avvolti dal fuoco e fumo FOTO IL VIDEO DEL ROGO. Roma, appartamento in fiamme ai Parioli: i pompieri salvano due persone Roma, incendio in un appartamento ai Parioli: un ustionato in codice giallo, due persone salve per miracolo;

Tgcom24: Berlusconi: “Maggioranza solida? No, divisa su tutto” | “Il Mes è un’occasione da non perdere” | Video ;

Cosa sono i Repair Cafè?

People For Planet - Gio, 07/30/2020 - 19:00

Invece di buttare il tostapane vai in un Repair Cafè e trovi qualcuno che ti aiuta a ripararlo, quando possibile. Nel video anche un tutorial su come sistemare un rubinetto che perde.

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Scuola post-Covid e pasti monoporzioni in mensa: c’è chi dice no

People For Planet - Gio, 07/30/2020 - 16:31
Mensa, non fast food

No alla mensa scolastica come un fast food, no alle monoporzioni in plastica con menù semplificati come previsto dal nuovo Piano Scuola: è questa la petizione di Foodinsider.it con FOOD WATCHER e MenoPerPiù lanciata su Charge.org e sui social con gli hashtag #salvalamensa e #moNOporzioni.

“In base a presunti rischi di trasmissione virale – si legge nel comunicato della petizione – il Ministero dell’Istruzione indica il lunch box e le monoporzioni come una soluzione per consumare il pasto in classe. Uno dei possibili scenari della mensa scolastica che si prefigura a settembre è questo: pasti in monoporzioni di plastica sigillate e menù semplificati stile fast food. Tradotto: cibo preparato a livello industriale in cucine centralizzate, tenuto al caldo a scuocere per ore (da 4 a 8) e infine veicolato a tutte le scuole, anche a quelle già dotate di cucina interna che non verrebbero più utilizzate”.

Cibo impoverito

Insomma, una virata decisamente non salutista tutta a scapito dei bambini, che si troverebbero a mangiare cibo processato, impoverito dei suoi valori nutrizionali e protettivi rischiando di incorrere in patologie cronico-degenerative, una su tutte l‘obesità, denunciano i collettivi, che anzi, rilanciano, sostenendo che non ci sia “nessuna ragione scientifica che giustifichi le monoporzioni”.

“A dirlo – riferiscono – è il dott. Franco Berrino in un’intervista sul tema” ma c’è poi “tutta la documentazione scientifica prodotta dalle Istituzioni sanitarie internazionali e nazionali in tema di Covid e ristorazione afferma che nella manipolazione del cibo è sufficiente l’applicazione e il rafforzamento delle Buone Pratiche Igieniche“.

Tariffe più care

Stando alla petizione il nuovo sistema pasto sarà più oneroso, al punto da rendere inevitabile la revisione dei contratti “perché aggiungerebbe nuovi costi, come l’acquisto di stoviglie usa e getta e termosigillatrici e i maggiori oneri di pulizia”. 

Più spreco di cibo, più plastica, meno posti di lavoro

Il cibo rifiutato e gettato (oggi oltre il 30%) perché scotto e meno gustoso aumenterebbe, e così pure la plastica, 11 kg di rifiuti annui per bambino, riferisce il comunicato, senza però specificare la fonte delle previsioni. Quel che è certo è che con questa nuova somministrazione dei pasti, verranno meno posti di lavoro, dal momento che le addette al servizio nelle scuole diventerebbero figure professionali riducibili o addirittura superflue.

La soluzione?

“Nel pieno rispetto delle misure igieniche è possibile somministrare il pasto in classe senza scadere nelle monoporzioni e applicando i CAM dotandosi di carrelli termici. Il personale addetto allo scodellamento, opportunamente formato e dotato di guanti e mascherine, non verrebbe eliminato, ma continuerebbe a servire il pasto ai bambini in classe e in sicurezza”, assicurano  Foodinsider.it con FOOD WATCHER e MenoPerPiù.

Una responsabilizzazione individuale, sia del personale che dei bambini, unita all’adozione dei presidi medici ridurrebbero il rischio tanto quanto le monoporzioni?

Quelli che: di Covid non è mai morto nessuno!

People For Planet - Gio, 07/30/2020 - 15:30

Se sei uno dei più grandi cantanti del mondo devi sapere che quel che dici pesa! E se vai a un convegno al parlamento sul Covid con Salvini lo devi sapere quel che significa. Chiedere scusa poi non vale.

D’altra parte anche il Matteo (quello cattivo) non ne azzecca una. È veramente convinto che la maggioranza degli italiani creda che l’epidemia se l’è inventato Conte perché fin da piccolo aveva il desiderio di palpeggiare con il gomito quello delle donne. E adesso quando lo fa non sembra un maniaco sessuale. Ma veramente Matteo crede di guadagnare voti così?

Io penso invece che solo una piccola quota di italiche menti non abbia capito che grazie a misure rigide, anche se un po’ tardive, abbiamo evitato la catastrofe che altri stanno sperimentando. Forse l’italiano medio è più intelligente di quel che sembra: gli è venuto il sospetto che quando i capi della Cia e del Kgb (Trump e Putin) minimizzano sul virus, è probabile che il complotto lo stiano facendo loro.

Sto girando per l’Italia e vedo ovunque molta prudenza. Certo la mamma dei cretini è sempre incinta, ma visto che i contagi sono da parecchio ai minimi evidentemente il distanziamento sociale è rispettato da moltissimi.

Bisognerebbe fare di più però, ad esempio a Civita di Bagnoregio sono stato in due ristoranti e nessuno mi ha chiesto il nome e il telefono. A Saturnia invece in altri due ristoranti me lo hanno chiesto. Ovviamente in questo caso ci sono amministrazioni locali più o meno efficienti e rispettose delle leggi.
Ma secondo me fucilando qualche sindaco si può risolvere la questione rapidamente. Scherzo ovviamente.

Sarebbe sufficiente cancellare i comuni inadempienti dalle carte geografiche e dai navigatori. Così imparano!

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Fotovoltaico, ecco cosa ha installato sul suo tetto l’esperto della Bocconi

People For Planet - Gio, 07/30/2020 - 11:11

Installare un impianto fotovoltaico acquista una nuova spinta con l’entrata in vigore del superbonus previsto dal Decreto Rilancio, e guadagna anche un nuovo massimale di spesa, che dovrebbe essere autonomo rispetto a quello dei tradizionali lavori di recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16-bis del Tuir. Lo spiega qui il Sole 24 Ore.

La tecnologia vincente

Una scelta quindi mai così conveniente. Ma quale tecnologia è la migliore? Abbiamo chiesto ad Arturo Lorenzoni, ricercatore Iefe-Bocconi, esperto di energie rinnovabili, cosa sceglierebbe per il tetto di casa sua, oggi.

Le opzioni

Premetto che, in linea di massima, molti scelgono oggi pannelli con una struttura basata su singole celle costruite in film sottile in silicio amorfo, cioè senza un reticolo cristallino ordinato a livello atomico, ma disordinato e continuo. Questo presenta dei vantaggi nella tecnica di produzione, perché è ideale per creare film sottili da depositare su grandi superfici come le celle fotovoltaiche. Di conseguenza, le lastre in silicio amorfo sono molto più economiche, ma il rendimento termico può essere inferiore rispetto ai pannelli fotovoltaici “classici”, i monocristallini in silicio, ricavato direttamente in natura e ritagliato. Altra tipologia è quella dei policristallini che si producono con materiali di scarto derivanti dalla lavorazione dei precedenti ma sono pur sempre efficienti, anche se a costo inferiore. Dunque che fare?

Il tipo “cristallino”

“Per casa mia ad oggi io sceglierei certamente il fotovoltaico di tipo cristallino: sia mono che policristallino. Si tratta ad oggi della tecnologia più affidabile e anche ormai conveniente. Starei molto attento a valutare bene l’opzione di installare un sistema di accumulo: è ad oggi ancora molto costoso”.

Robe da design…

Pitture e vetri fotovoltaici? “Sono opzioni interessanti in prospettiva: oggi non le più convenienti, ma possono essere valutata per casi particolari di design ad esempio”.

Che fare nei condomini?

Cosa è cambiato per i condomini? L’apertura alla possibilità che i condomini istituiscano comunità energetiche per usare il tetto comune per coprire le loro utenze private è la novità in assoluto più interessante degli ultimi tempi e che andrebbe assolutamente colta al volo”.

Ma se i condomini non vogliono farlo, è oggi finalmente possibile sfruttare a scopi personali il tetto comune? “Ci vuole la delibera che concede uno spazio, che dovrà essere tale da permettere a tutti gli altri condomini, un domani, di fare la stessa cosa. Dunque non è facile, ma alquanto complicato. Conviene insistere e fare opera di convincimento per formare una comunità all’interno del proprio condominio”.

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Fotovoltaico, finalmente facile anche nei condomini

ECOFUTURO MAGAZINE: Rinascere rinnovabili

Incontro con l’orso, cosa fare?

People For Planet - Gio, 07/30/2020 - 10:00

Dal canale YouTube Provincia Bolzano: “Chi è l’orso” è il titolo del video in cui in nove minuti vengono presentate le caratteristiche biologiche principali dell’orso. Inoltre addetti forestali spiegano i comportamenti che è consigliato adottare in caso di incontro con il plantigrado.

Fonte: Provincia Bolzano

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Creme e spray anti-zanzare: gli errori da non commettere

People For Planet - Gio, 07/30/2020 - 08:00

I prodotti repellenti anti zanzare sotto forma di creme o spray da applicare sulla cute sono molto diffusi e possono essere acquistati in diversi punti vendita, dalle farmacie ai negozi per l’igiene personale. Sebbene possano essere considerati sicuri è importante non abbassare mai la guardia e seguire scrupolosamente le istruzioni riportate in etichetta.

Usa i prodotti anti zanzare solo se strettamente necessario

L’Istituto superiore di sanità nella Guida per l’entomoprofilassi specifica che quando possibile è preferibile utilizzare tecniche di protezione meccanica o ambientale in sostituzione dei repellenti topici anti zanzare, che devono essere usati solo quando effettivamente necessari e per brevi periodi. Per quanto riguarda i bambini, i repellenti per le zanzare non devono essere utilizzati prima del compimento dei sei mesi di età, e nei piccoli di età inferiore ai 2 anni possono essere impiegati solo in caso di concreto rischio di trasmissione di malattie da parte delle zanzare. Per quanto riguarda le donne in gravidanza, l’impiego di questi prodotti deve essere valutato attentamente dal medico e da un entomologo esperto in base al rapporto rischio/beneficio.

Rispettare le modalità di applicazione…

Creme e spray contro le zanzare devono essere applicati solo sulle parti scoperte del corpo, non sulle mucose e non sulla cute lesa o abrasa, e prestando particolare attenzione a non interessare direttamente gli occhi. L’irrorazione deve avvenire da 15-20 cm di distanza dalla cute e il prodotto non deve mai essere cosparso direttamente sul volto, ma applicato con le mani. Nei bambini di età inferiore a 4 anni si raccomanda di applicare il prodotto non direttamente sulla pelle del piccolo, bensì mediante le mani di un genitore.

…e i tempi

I repellenti non vanno applicati a intervalli temporali troppo ravvicinati. Il tempo di protezione rappresenta l’arco temporale in cui il prodotto esercita la sua funzione repellente, mentre il tempo di applicazione è il lasso temporale che passa fra un’applicazione del prodotto e la successiva nell’arco delle 24 ore. I tempi di applicazione devono essere valutati di volta in volta a seconda dell’attività svolta (il sudore o l’acqua, ad esempio, possono lavare via il prodotto). Al fine di avere un tempo di protezione attendibile (e quindi un tempo di applicazione) è sempre bene calcolare il tempo di effettiva protezione, che si ottiene dividendo per 2 il tempo massimo di protezione riportato in etichetta.

Anti zanzare e raggi UVA. Attenzione all’interazione con le creme solari

Infine, si legge nella Guida dell’Iss, bisogna prestare attenzione all’interazione con le creme solari: molti repellenti interferiscono infatti con la protezione solare fornita da queste creme, declassandone il potere protettivo. E alcuni prodotti, inoltre, possono risultare fotosensibilizzanti. E’ bene quindi esporsi al sole con cautela, soprattutto nella stagione più calda.

INDICE articoli sul tema “Zanzare e Insetticidi”

Gli insetticidi sono velenosi!

Per le zanzare è una “questione di sangue”

Gli elettroemanatori contro le zanzare possono far male alla salute (non solo delle zanzare)

Repellenti anti-zanzare: attenzione agli effetti collaterali

Creme e spray anti-zanzare: gli errori da non commettere

Zanzare: miti da sfatare, consigli e curiosità

Caldo a 40 gradi da Roma a Bolzano | Bocelli chiede scusa | Usa, schiaffo alla Nato

People For Planet - Gio, 07/30/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Governo, è caos commissioni: sulla giustizia il candidato della Lega si impone su Grasso. Stato di emergenza, ma solo fino al 15 ottobre;

Il Giornale: Il centro migranti colabrodo: altri 50 in fuga ad Agrigento;

Il Manifesto: Gli immigrati, vivi o morti, giocati al tavolo politico-elettorale;

Il Mattino: Caldo a 40 gradi da Roma a Bolzano;

Il Messaggero: Usa, schiaffo alla Nato: gli Usa ritirano 12 mila soldati dalla Germania, una parte arriverà in Italia;

llsole24ore: Le Big tech Usa sotto torchio al Congresso si appellano all’American Dream – Facebook prova a prendersi le star di TikTok;

Il Fatto Quotidiano: In Parlamento ok allo scostamento di bilancio da 25 miliardi. Al Senato la maggioranza tocca quota 170;

La Repubblica: Dopo la Spagna anche la Francia preoccupa: quasi 1.400 nuovi contagi in ultime 24 ore. Usa, 150mila morti: allerta rossa in 10 stati;

Leggo:Andrea Bocelli chiede scusa: «Mi dispiace se ho offeso e ferito qualcuno»;

Tgcom24: Carabinieri arrestati a Piacenza, Dda Milano: “Esclusi legami con la ‘ndrangheta” | Video;

La casa di paglia: mica balle!

People For Planet - Mer, 07/29/2020 - 18:00

Una struttura in balle di paglia che oggi è diventata uno straordinario luogo di aggregazione per la comunità.
Intervista a Emanuele Cerutti, presidente di “achilometrozero”.
Per maggiori informazioni sulla casa di paglia

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Egitto: arrestate due influencer di TikTok perché donne e “immorali”

People For Planet - Mer, 07/29/2020 - 16:51

Haneen Hossam, 20 anni,e Mowada al-Adham, 22 anni, sono due giovani donne, che ballano, cantano, sorridono. Non sono così diverse dalle ragazze della loro età che utilizzano i social network postando foto o video della loro quotidianeità, raggiungendo un numero sempre più elevato di followers, talvolta divenendo modelli da imitare.

Eppure queste ragazze, due influencer di TikTok, divenute vere e proprie star del social network cinese, sono state condannate a due anni di prigione e al pagamento di 300mila sterline egiziane (circa 16mila euro) di multa ciascuna. Il governo egiziano ha censurato i contenuti delle due influencer in quanto i loro comportamenti sono stati considerati un vero e proprio affronto alla moralità sociale e per presunte “violazioni dei valori familiari”.

Vi starete chiedendo il perché: la loro unica responsabilità è stata quella di imitare un modello, quello occidentale, considerato immorale e “deviato”. Hossam, che ha circa un milione di followers su TikTok, è stata condannata poiché incoraggiava gli utenti a guadagnare denaro scaricando un’app di video chat, mentre Eladhm, con quasi 2 milioni di followers, è stata accusata di aver pubblicato video satirici poco consoni alla morale egiziana.

Il regimedi Al-Sisi ha condannato le due ragazze poiché il loro modo di vestire e di truccarsi è considerato indecente e troppo dissoluto per una donna che, in quanto tale, deve rimanere velata nel proprio mistero e imprigionata nella propria identità precostituita. Uscire al di fuori di questi schemi identitari di donna “casta e pura”, dedita alla casa e alla famiglia, fa sì che si cada nella definizione opposta, di non-donna o “cattiva ragazza”.

Mozn Hassan, direttore esecutivo di Nazra, un gruppo femminista egiziano, ha dichiarato a VICE News che le accuse rispecchiano la visione del mondo patriarcale dei governanti conservatori egiziani.

Stanno facendo una distinzione tra chi si ritiene che siano donne” buone “e chi pensano che siano donne” cattive “. Per loro, le donne cattive sono quelle che non si vestono e si comportano come pensano che dovrebbero. Dico che è tutto nelle loro teste – ballare è qualcosa di comune nella società egiziana“.

Le sostenitrici delle donne hanno lanciato una petizione online chiedendo il loro rilascio, mentre i loro avvocati dichiarano di voler presentare ricorso.

Un regime che giudica, censura e detiene

In Egitto ogni azione considerata come una minaccia all’ordine sociale e alla sicurezza nazionale può essere perseguibile e soggetta a censura, repressione e conseguente detenzione: recente è la notizia della mancata scarcerazione di Patrick Zaki, giovane studente e ricercatore dell’Università di Bologna, detenuto da più di cinque mesi con l’accusa di propaganda sovversiva sui social media. La motivazione? La sua posizione in materia di diritti umani.

Il mese scorso, un tribunale egiziano ha condannato una danzatrice del ventre a tre anni di prigione per incitamento alla “dissolutezza” sui social media pubblicando un video di danza su TikTok.

Questa visione patriarcale sarà mai sradicata? Riusciremo mai ad uscire dal dualismo e dalla definizione precostituita? Si smetterà mai di scrivere presunte leggi morali sul corpo delle donne?

Fonte: Vice.com

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Il bancomat sarà presto contactless fino a 50 euro

People For Planet - Mer, 07/29/2020 - 11:18

In molti Paesi europei il passaggio è già avvenuto durante il lockdown, per minimizzare i contatti e i passaggi di mano di carte e denaro contante. Notoriamente però, agevolare i pagamenti telematici è una scelta che contrasta anche l’evasione fiscale. Quindi con calma, ma anche noi, dal 2021, avremo i pagamenti contactless fino a 50 euro. Finora il limite era della metà, 25 euro.

Più facile pagare

La differenza è che la funzione contactless permette di pagare semplicemente accostando il bancomat al terminale pos, senza doverlo dare in mano al commesso, senza che lui o lei debba inserirlo nel pos e infine senza dover noi toccare l’apparecchio per digitare il codice. Una serie di passaggi e di possibili fonti di contagio in meno, in ottica covid-19. A parte questo e a parte il fisco, anche una soluzione semplicemente più pratica.

L’accordo

La decisione arriva da un accordo tra Bancomat, Mastercard e Visa, al fianco di tutti i principali player del settore dei pagamenti, che hanno lavorato negli ultimi mesi per rendere possibile la cosa. L’obiettivo, secondo una nota congiunta, è “guidare il mondo dei pagamenti verso uno step importante che segnerà un netto miglioramento della quotidianità dei consumatori”.

I consigli per la sicurezza

I nostri consigli? Prima di tutto fornirsi di una bustina di protezione che possa proteggerci sia dalla smagnetizzazione del bancomat, sia da possibili frodi (ne esistono di molto creative e riescono a sottrarre denaro avvicinando una sorta di pos alla nostra borsa, sfiorandola appena). Queste buste porta-bancomat invece isolano completamente la tessera. Inoltre, certamente, serve maggiore accortezza nella gestione del bancomat, oramai sempre più simile a una carta di credito.

Avere sempre a portata di mano i numeri di telefono per bloccarla immediatamente in caso di furto, è infine un’altra utile raccomandazione.

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Dio abbatte il muro anti migranti di Trump

People For Planet - Mer, 07/29/2020 - 10:36

Non è proprio un buon periodo per Donald Trump. Solo nelle ultime settimane, è stato fortemente criticato dal New York Times per la gestione della pandemia. Il quotidiano più prestigioso al mondo si è chiesto (addirittura) “Perché non possiamo essere gestiti come l’Italia?”, e non aggiungo altro. Ancora, è stato criticato dal suo stesso partito per aver impedito manifestazioni pacifiche seguite alla morte di George Floyd, e strali di accuse contro di lui sono arrivate a livello internazionale per aver abbandonato l’OMS. Persino il pacato ex presidente Obama, dopo una serie di tweet al vetriolo, è arrivato a definirlo “incompetente, meschino e disorganizzato“. Poche parole dolci per lui.

Infine, il crollo dell’indistruttibile

Da ultimo, come fosse il volere del Signore, è divenuto virale in poche ore il video che ha mostrato l’urgano Hanna devastare buona parte del muro voluto da Donald Trump al confine con il Messico per evitare le migrazioni irregolari, e da lui stesso definito “indistruttibile“. Quale ironia: deve essere stata una forza soprannaturale, dunque, a intervenire.

La storia ricorda quella dei tre porcellini, dove a far male le cose, basta un buon soffio forte e bum, viene giù tutto. Ricordiamo che l’uragano Hanna è infatti catalogato di categoria 1, ovvero la più debole della scala che ne misura la potenza. Ha causato un black out in Texas e qualche altro danno minore. Questo il video che ha immortalato l’esilarante scena:

And here, ladies and gentlemen, is Hurricane Hanna blowing down Trump's impenetrable border wall. pic.twitter.com/12r8FnjKJK

— Alex Mohajer (@AlexMohajer) July 26, 2020 Nuove grane in arrivo

Anche le ferie non saranno rilassanti per il povero Donald Trump. In arrivo su Netflix il prossimo 3 agosto il documentario Immigration Nation che inizia con la frase “Dobbiamo trovarli e rimuoverli” pronunciata da un poliziotto della ICE, l’agenzia federale statunitense responsabile del controllo della sicurezza delle frontiere e dell’immigrazione, e riferita alle persone entrate illegalmente negli Stati Uniti. Il documentario riguarda le operazioni degli ultimi tre anni: tutto il mandato di Donald Trump, che fin dall’inizio della sua presidenza ha inasprito le norme sull’immigrazione, tra le proteste.

Una patata bollente

Per quanto riguarda il resto della serie, basti dire che l’uscita è stata stabilita dopo lunghi negoziati tra i registi e l’amministrazione Trump, che ha fatto pressione perché le parti più controverse del documentario venissero tagliate o perché l’uscita del documentario fosse rimandata a dopo le elezioni presidenziali del novembre 2020. Staremo a vedere.

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Scambi Zero Waste per principianti

People For Planet - Mer, 07/29/2020 - 10:00

Come si legge dal canale YouTube di Ciao Valentina : Luglio è il mese senza plastica, chiamato Plastic Free July. Ho pensato dunque di creare un video per aiutare coloro che si vogliono avvicinare alla sostenibilità per la primissima volta. Non è facile, soprattutto all’inizio ma in questo video voglio citarvi quegli scambi facili da fare e che in poco tempo vi faranno notare la differenza e non vi faranno più tornare nei vecchi passi.

Fonte: Ciao Valentina

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Punto G, muscoletti vaginali e piacere femminile

People For Planet - Mer, 07/29/2020 - 08:00

Sono passati 40 anni da quando l’associazione dei sessuologi Usa ha certificato l’esistenza del punto G scatenando polemiche che ancora non si sono sopite.

Ma ormai le evidenze scientifiche sono indiscutibili.

Negli anni ‘90 il Professor Jannini ha fotografato i tessuti cavernosi dimostrando che c’è e lotta insieme a noi. Questi tessuti sono detti cavernosi perché si gonfiano con l’eccitazione grazie a un aumento dell’afflusso di sangue.

Le ricerche di Jannini hanno però chiarito una questione essenziale: il Punto G non è un punto ma un’area particolarmente sensibile. Si tratta sostanzialmente di terminazioni nervose molto sensibili che potremmo descrivere, per semplificare, come la radice della clitoride (o del clitoride se preferite).

Questa zona del piacere è situata a circa 3 centimetri di profondità sulla parete della vagina anteriore, cioè dietro l’osso pubico. Accarezzare quest’area non è sufficiente, è necessario premere (senza esagerare che è delicata) verso l’osso pubico. Al tatto il centro di quest’area si presenta come una lieve depressione.

Continuare a negare l’esistenza di questa zona del piacere è ormai assurdo perché milioni di donne ne fanno esperienza continuamente. Ma allora perché tante discussioni?

La stretta connessione tra una buona mobilità muscolare pubococcigea e l’orgasmo delle donne

Perché alcune donne, eminenti sessuologhe oltretutto, continuano a sostenere che si tratti di un’illusione?

L’arcano è molto semplice.

La sensibilità di questa zona è connessa con la mobilità muscolare genitale.

Come tutte le parti del corpo anche l’organo femminile è dotato di muscoli (pubococcigei, altrimenti indicati con il termine pavimento pelvico; l’insieme dei muscoli che avvolgono l’area genitale si chiama Perineo).

I muscoli pubococcigei sono quelli che utilizziamo tutti, anche i maschi, quando facendo pipì blocchiamo il flusso delle urine (proprio come stai facendo in questo momento!). Si tratta di contrarre per alcuni secondi, senza sforzarsi troppo, il pavimento pelvico e quindi ascoltare il progressivo rilassamento. 3 secondi di contrazione, 9 secondi di rilassamento. È un esercizio base che puoi fare ovunque, non se ne accorge nessuno (fa bene anche ai maschi).

Condizionamenti culturali secolari hanno fatto sì che molte donne abbiano sviluppato una specie di negazione della loro fisicità genitale e quindi muovano pochissimo questi muscoli. Questo fatto determina gravi danni che rendono poco efficiente il controllo della minzione femminile: in Italia il 50% delle donne soffre di incontinenza delle urine dopo la menopausa.

Questo disturbo a partire dagli anni ‘30 si cura con la ginnastica come dimostrò il dottor Kegel. Questa ginnastica è molto più efficace dell’intervento chirurgico che oltretutto dà risultati spesso provvisori.

Inoltre è utile anche per prevenire il prolasso vaginale.

Ma Kegel scoprì anche che le sue pazienti che soffrivano di frigidità, sovente riuscivano a raggiungere per la prima volta il culmine del piacere dopo essersi dedicate per qualche tempo a questa ginnastica.

Il nesso è semplice: se non muovo i muscoli di una parte del corpo la sensibilità diminuisce e la sollecitazione può addirittura diventare fastidiosa invece che piacevole.

Con questo discorso non voglio certo affermare che solo scoprendo il piacere dell’Area G, una donna possa avere una vita sessuale soddisfacente. Ogni persona è diversa e il piacere ha molteplici forme; ci sono donne che hanno l’orgasmo prevalentemente clitorideo, altre che hanno maggiore sensibilità in altre aree della vagina. In questi anni molto si è parlato di altre zone orgasmiche… Dal punto di vista scientifico pare che queste diverse sensibilità dipendano sia dai terminali nervosi che si diramano nell’organo femminile sia da particolari sensibilità psicologiche. La sessualità è in realtà una questione nella quale l’emotività e i meccanismi psicologici sono ben più importanti delle questioni fisiologiche. Ma sicuramente conoscere di più il proprio corpo fa bene all’amore anche se poi una donna può scoprire che per lei la zona G è meno importante che per altre donne.

Per concludere accenno a due questioni connesse.

È importante sapere che risvegliando la muscolatura intima la donna potrebbe anche recuperare la capacità di emettere durante l’orgasmo un liquido simile a quello maschile. Se succede non spaventarti, è normale anche se poche donne occidentali lo sperimentano. Anche in questo caso è una questione che riguarda millenni di condizionamenti culturali. Presso molti popoli maggiormente matriarcali, che vivono una sessualità più libera, questa reazione è invece molto diffusa tanto che presso alcuni gruppi etnici la donna viene considerata adulta non quando ha le prime mestruazioni ma quando sperimenta l’eiaculazione. Il Professor Jannini ha fotografato quella che potremmo definire una prostata femminile che in alcune donne è sviluppata mentre in altre è praticamente assente. Quindi se non eiaculi non preoccuparti, ma se eiaculi stai attenta a non incappare in un sessuologo medioevale. Fino a pochi anni fa alcuni sessuologi scambiavano questa reazione fisiologica per incontinenza e procedevano col bisturi. Ma di questo tema parleremo diffusamente in un prossimo articolo.

Infine per chi dubita del nesso tra la mancanza di tonicità del muscolo pubococcigeo e l’incontinenza ricordo che mentre in Italia questo malanno è molto diffuso, tanto che la pubblicità dei pannolini per donne imperversa in tv, in Francia e Paesi scandinavi l’incidenza di questo disturbo è solo del 18%, una differenza enorme dovuta allo sforzo delle strutture sanitarie nella diffusione della ginnastica del pavimento pelvico.

ATTENZIONE: fare ginnastica fa bene ma NON fa bene bloccare il flusso delle urine!

Per saperne di più sessosublime.it
Il video del Centro Medico Sant’agostino
Esercizi per il pavimento pelvico

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Anche le patate meritano attenzione!

People For Planet - Mer, 07/29/2020 - 08:00

Vi siete mai chiesti come arriva la frutta e la verdura nel vostro piatto? Quale sia il percorso produttivo, quali le “materie prime” di partenza, chi ci ha lavorato? Facciamolo ora con un cibo molto diffuso, le patate, un tubero presente sulle tavole di tutta Europa, che cresce bene anche in climi dove altri ortaggi soffrono freddo e poca insolazione.

Le patate: come si coltivano

Le patate sono tuberi che nascono e crescono sottoterra. La pianta si sviluppa da un’altra patata precedente, una patata “da seme”, che viene trapiantata in primavera. Da questa nasceranno i nuovi tuberi che saranno le patate del nuovo raccolto. È abbastanza semplice vedere germogliare una patata, è uno degli esperimenti che si fa anche a scuola.

Questo è anche quello che fanno gli agricoltori, trapiantando in primavera le patate da seme tenute da parte dal raccolto precedente, oppure acquistate nelle zone dove la produzione di questo tubero va per la maggiore. Sembra semplice, ma in mezzo c’è tanto lavoro: l’acquisto o la produzione della semente, il trapianto, l’irrigazione, la difesa da insetti e parassiti, la raccolta e la conservazione.

Un’annata difficile

Sebbene questi tuberi siano piuttosto adattabili, la scorsa annata si è rivelata particolarmente difficile, per via del clima della scorsa primavera-estate, come ci conferma Domenico Citterio, amministratore unico della Citterio Patate, che da quattro generazioni commercia in patate da consumo e da seme, e vicepresidente di Europatat, unione europea delle associazioni nazionali del commercio della patata: «noi ci rapportiamo quotidianamente con produttori da tutta Europa, specialmente dal Nord, dove la produzione delle patate è molto importante, soprattutto per quanto riguarda le patate da seme. Quello che ci hanno riferito riguardo alla scorsa stagione è di una situazione climatica senza precedenti, con siccità e un lungo periodo di temperature eccezionalmente elevate. Questo ha contribuito a una diminuzione significativa della produzione di patate e quindi della disponibilità di patate da seme, con un conseguente aumento di prezzo». 

Si rifletterà in un aumento di prezzo anche per il consumatore? «Per il momento questo aumento di prezzo ha generato solo una diminuzione della richiesta da parte degli agricoltori, e quindi al momento la situazione tra domanda e offerta si è riequilibrata. È difficile dire se il costo del prodotto finale aumenterà perché bisogna vedere come andrà questa stagione e come sarà il clima da questi giorni in cui si stanno seminando le nuove patate fino a settembre-ottobre», spiega Citterio. Lo conferma anche Francesco Beldì, agronomo: «Il prezzo della semente ha un’incidenza limitata nel costo finale che un agricoltore deve sostenere, però è certo che se anche quest’anno il clima sarà sfavorevole, tutti i costi per produrre le patate aumenteranno, e la quantità finale prodotta potrà nuovamente essere modesta. L’agricoltura però è uno dei pochi settori dove è difficile far comprendere che da un anno all’altro si possono avere maggiori costi di produzione, e generalmente la differenza viene assorbita dai produttori stessi, che rinunciano a una parte di guadagno per mantenere il prodotto ai prezzi che richiede il mercato», conclude Beldì.

Quanto costeranno patate e verdura nelle nostre tavole lo scopriremo nei prossimi mesi, ma facendo la spesa non bisogna dimenticare come quei prodotti siano arrivati sul banco dell’ortofrutta e tutte le persone che hanno lavorato alla loro produzione.

Immagine di copertina: Disegno di Armando Tondo

Stato d’emergenza fino al 15/01 | Gualtieri: «Ecco il dl agosto» | Libia, Guardia costiera spara sui migranti

People For Planet - Mer, 07/29/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Gualtieri: «Ecco il dl agosto. Proroga smart working, bonus assunzioni e tasse sospese»;

Il Giornale: Il “business della quarantena” Quanto paghiamo i migranti. Nuovo bando da parte di Viminale, Mit e Protezione Civile: pronte le due nuove navi dell’accoglienza dopo Moby Zazà;

Il Manifesto: Sullo sfondo c’è in gioco la scadenza della legge Maroni;

Il Mattino: Libia, Guardia costiera spara sui migranti: due morti e cinque feriti Varato il piano dei trasferimenti;

Il Messaggero: Fontana, Gdf in azienda del cognato: si cercano i 25mila camici «donati» La figuraccia lombarda e le dimissioni Fontana in Aula: «Non sapevo nulla» Ma il suo manager lo smentisce. Il cognatismo lombardo tra interessi pubblici e privati;

llsole24ore: «Se è possibile andare al ristorante e in discoteca, perché devo laurearmi online?» – Banchi e sicurezza, la scuola è a rischio caos;

Il Fatto Quotidiano: Oms: “Covid, grande ondata non stagionale”. Germania, salgono i casi: ‘Tedeschi negligenti’ Twitter blocca Trump Jr.: “Contenuti fake”;

La Repubblica: Conte: “Il virus circola ancora”. E il Senato ‘approva’ la proroga dello stato d’emergenza fino al 15 ottobre;

Leggo: Egitto, 5 ragazze influcencer arrestate perchè su Tik Tok hanno diffuso video in costumi occidentali;

Tgcom24: VICINO ALLA CASA DI BRUECKNER Caso Maddie, la polizia scava in un giardino di Hannover;

Il futuro dell’agricoltura? L’Orto Bioattivo

People For Planet - Mar, 07/28/2020 - 17:00

Grazie a un particolare mix di terra, compost, lombrichi si può aumentare in modo esponenziale la fertilità e la resa di un terreno agricolo, ottenendo frutta e verdura molto più buona e nutriente di quella coltivata con agricoltura intensiva e sostanze chimiche.
Siamo andati a Firenze a intervistare l’agronomo Andrea Battiata e l’ingegnere Giovanni Petrini, ideatori dell’Orto Bioattivo.

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Video di Martina De Polo e Francesco Saverio Valentino

Nella gallery fotografica di Armando Tondo il mini orto bioattivo costruito alla Libera Università di Alcatraz in Umbria durante un corso con l’agronomo Andrea Battiata e l’ingegnere Giovanni Petrini, della Cooperativa Semele.

 

Covid-19, vanno al mare e tornano malati

People For Planet - Mar, 07/28/2020 - 10:51

Un week-end al mare di Capri è bastato a tre ragazzi romani – la categoria sotto accusa per lo scarso senso di responsabilità rispetto alla pandemia – per ritrovarsi positivi al coronavirus, o covid-19. I giovani hanno soggiornato – in totale in 8 – in una casa vacanza. L’Azienda Sanitaria Locale Napoli 1 sta ora cercando di capire gli eventuali ulteriori contatti dei giovani: in particolare di una delle ragazze del gruppo che, prima di raggiungere gli altri, sarebbe stata in un’altra località balneare della Campania. Al momento comunque, “non esistono ragioni d’allarme“. Il gruppo è ora tornato a Roma, e finora solo uno ha manifestato sintomiIl tampone ha poi confermato la sua positività e quella di due altri amici, risultati al momento asintomatici.

Capri non ha tamponi positivi

“Non vi è riscontro di alcuna criticità sul territorio caprese” e sull’isola “non vi sono né casi positivi né focolai”, ha rassicurato il sindaco Marino Lembo, appena appresa la notizia dei tre turisti romani positivi.

Napoli, il malato il fuga

Intanto a Napoli, all’Ospedale del Mare, un uomo giunto al Pronto soccorso per febbre e sospetti sintomi da Covid-19, è risultato positivo al tampone veloce. La sua reazione imprevedibile è stata la fuga. I carabinieri lo hanno individuato in zona Ponticelli e riportato subito in ospedale, dove ora, in isolamento, è in attesa del responso del tampone faringeo.

Nel Cilento 4 focolai, 32 positivi

I casi positivi in Cilento sono progressivamente saliti a 32. Più della metà, per l’esattezza 17, sono concentrati a Pisciotta, dove ieri sono stati eseguiti 130 tamponi di cui si attende l’esito. Gli altri tre focolai Covid-19 sono ad Agropoli (dove i contagiati sono saliti a 5). Altri infetti a Capaccio Paestum (con 6 casi) e a Casal Velino (3). C’è poi un unico caso nell’entroterra: è quello del 73enne di Stio Cilento, trasferito a Scafati e in attesa dell’esito di un secondo tampone.

In Puglia +3 positivi e un morto

Altro luogo di mare, altri casi in aumento, seppur limitati (stando ai controlli sanitari effettuati). In Puglia su 1.052 test sono stati registrati 3 casi positivi al coronavirus: uno in provincia di Foggia, dove purtroppo è avvenuto l’unico decesso regionale per covid-19, e 2 in provincia di Lecce. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati in Puglia 230.475 test, 3.962 pazienti sono guariti e 79 sono i casi attualmente positivi.

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Cosa non fare appena svegli?

People For Planet - Mar, 07/28/2020 - 10:00

Con Filippo Ongaro alcuni consigli e tecniche per iniziare la giornata con più energia e voglia di fare.

Fonte: Dr. Filippo Ongaro

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Negli Usa piove plastica

People For Planet - Mar, 07/28/2020 - 09:00

Negli Stati Uniti ogni anno piovono dal cielo mescolati con la pioggia i residui di una quantità variabile di plastica, che può andare tra le 120 e le 300 milioni di bottiglie di plastica degradata: dato che riguarda solo il sud ovest del Paese, ovvero circa il 6% della superficie totale degli Stati Uniti. Il calcolo deriva da un’indagine pubblicata dalla rivista Science e ripresa dal World Economic Forum. I ricercatori hanno trovato plastiche in ogni singolo campione d’acqua piovana raccolto nel corso di 14 mesi in 11 punti diversi e tutti isolati o non abitati degli Usa. Si stima che si tratti di un milione di tonnellate l’anno. Derivano dalla plastica abbandonata in natura, che degradandosi di fa piccolissima e raggiunge le nubi, piovendoci addosso in modo sempre più pericoloso. Secondo questa indagine, la plastica negli oceani triplicherà entro il 2040, anche per via dell’abbandono di mascherine e guanti usa e getta.

Vestiti sintetici

La maggior parte deriva dal lavaggio e dallo sfregamento di indumenti in fibra sintetica, il resto dalle plastiche abbandonate nell’ambiente ogni anno. Adesso, la situazione è peggiorata a casa della pandemia di coronavirus. Le materie plastiche monouso, tra cui maschere chirurgiche e bicchieri di plastica, sono state fondamentali per supportare la società durante covid-19: ma ora si trovano dappertutto, dai fondali marini alle vette delle alpi.

Fin nei nostri intestini

Dicevamo che la maggior parte delle plastiche trovate nella pioggia derivano dai tessuti che scegliamo di indossare. Sebbene identificate, molte altre particelle non sono state identificate perché troppo piccole, ascrivibili all’ordine delle nano pastiche, e questo lascia pensare che la conta delle quantità diffuse nell’ambiente sia estremamente più alta. Del resto la plastica si trova ovunque, e lo sappiamo: dalle isolate Galapagos ai fondali del circolo della Marianne all’intestino di noi esseri umani, come ha rilevato un’indagine condotta in Giappone e in Europa dall’Unione europea di Gastroenterologia. Dati sulla pioggia di plastica, simili a quelli americani, sono emersi anche in Europa, secondo uno studio francese pubblicato lo scorso anno.

I rischi associati: saranno i nuovi vettori di malattie?

Il rischio più temuto è che le microplastiche e le nanoplastiche possano fare da vettori di batteri e virus all’interno del nostro corpo, come pure rilasciare essi stessi elementi chimici tossici. Al momento purtroppo non esiste un metodo efficace per liberarci da questo nemico, che noi stessi abbiamo diffuso nel nostro habitat.

Una situazione in peggioramento

La diffusione delle plastiche è in continua crescita: si stima che dagli attuali 260 milioni di passerà a 460 milioni di tonnellate abbandonate in discariche o comunque da smaltire in qualche modo, entro il 2030.

C’è da sottolineare che le materie plastiche e il loro smaltimento sono ancora un grave problema globale, nel senso che in molti Paesi, specialmente in l’Asia, non hanno alcun sistema di ritiro e smaltimento dei rifiuti, che vengono gettati direttamente nei corsi d’acqua, dispersi nei campi o dati alle fiamme.

Il lockdown ha aumentato i delivery

L’Istituto per l’Ambiente della Thailandia ha riferito che i rifiuti di plastica sono aumentati durante il Covid-19, a causa delle impennate nelle consegne di cibo a casa e nel Paese la gestione dei rifiuti è estremamente sotto sviluppata. IL consumo di packaging ha comunque avuto un boom in tutto il mondo, anche per quanto riguarda generi alimentari che non ti aspettavi, come il cioccolato (+260% le consegne durante il lockdown). I sondaggi suggeriscono che queste nuove abitudini sono piaciute agli italiani, e la tendenza in crescita si sta mantenendo, non solo per il cibo, ma per tutte le consegne a domicilio: così comode e così profondamente antisociali, anche in tema di sostenibilità.

Cosa c’è da fare

I governi devono assicurarsi che i sistemi di gestione dei rifiuti siano ben supportati per gestire i rifiuti di plastica attuali e futuri. Non si può negare che la plastica monouso sia stata un vero toccasana nella lotta contro Covid-19, indispensabile almeno per gli operatori sanitari di prima linea. Ha inoltre facilitato l’adesione alle norme di distanziamento sociale, consentendo la consegna a domicilio di beni di base, in particolare alimentari. E certamente potrebbe aver contribuito a frenare la trasmissione del virus.

Ma immagini ormai ampiamente diffuse di sacchi di plastica colmi di rifiuti sanitari che si accumulano fuori dagli ospedali o dispositivi di protezione individuale che galleggiano nelle acque costiere o sostano nelle spiagge del mondo, mostrano ancora una volta il lato oscuro della plastica monouso. Se non stiamo attenti, il pensiero a breve termine durante la pandemia potrebbe portare a una calamità ambientale e di salute pubblica ancora maggiore in futuro. Le mascherine chirurgiche, poi, sono in polipropilene, un materiale particolarmente resistente, e ognuno di noi avrà certamente notato la loro diffusione nell’ambiente, a ogni latitudine.

Quello che possiamo fare in definitiva è ridurre il consumo di plastiche e riciclare il più possibile, e scegliere abiti in fibre naturali (leggi qui quali sono). Ma possiamo anche adoperarci per eliminare la plastica che troviamo in natura quando siamo in spiaggia o in montagna o comunque in posti naturali dove altrimenti difficilmente verrà raccolta.

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