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Coronavirus: in Italia è aumentata la carica virale | Gioele, trovati i resti | Febbre del Nilo, 13 persone contagiate a Lodi

People For Planet - Gio, 08/20/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Coronavirus: in Italia è aumentata la carica virale nei tamponi recenti;

Il Giornale: Open Arms torna alla carica: ora è pronto l’assalto all’Italia;

Il Mattino: Gioele, trovati resti e maglietta:«Al 99% è il bimbo di Caronia», ma adesso serve il test del dna;

Il Manifesto: Lukashenko minaccia e sposta le truppe | Al nono giorno di proteste e scioperi davvero nessuno sa come si concluderà la crisi in Bielorussia. Ieri Merkel e Putin si sono sentiti per telefono ma ognuno sembra essere rimasto sulle sue posizioni.;

Il Messaggero: Treno “fantasma” con un passeggero deraglia dopo 10 km senza macchinisti. Erano scesi per una pausa;

llsole24ore: Scuola, slittano le regole su quarantena e chiusure. Mascherine obbligatorie gratis – Dal 24 agosto test a prof e bidelli, se positivi tampone entro 48 ore – Altri 25mila supplenti in arrivo;

Il Fatto Quotidiano: Regionali, Conte. “Pd-M5s divisi? Occasione sprecata. Prima viene l’interesse dei cittadini”. Puglia e Marche, l’appello agita i 5 stelle;

La Repubblica: Febbre del Nilo, 13 persone del Lodigiano contagiate dalle zanzare con il virus;

Leggo: Alex Zanardi, la buona notizia dal San Raffaele: «Miglioramenti significativi»;

Tgcom24: Discoteche, il Tar ha respinto le richieste dei gestori: per ora no alla riapertura | Conte: “Le Regioni le hanno riaperte”;

In Svizzera piove cioccolato dal cielo

People For Planet - Mer, 08/19/2020 - 17:58

Gli abitanti della città svizzera di Olten si sono trovati di fronte una scena degna di un film. La storia che stiamo per raccontarvi è degna di un racconto per bambini, come se a tirare le redini di quest’evento surreale sia stato l’enigmatico signor Willy Wonka e i suoi strambi aiutanti Umpa Lumpa.

All’improvviso la cittadina di Olten, situata tra Zurigo e Basilea, è stata ricoperta da uno strato di polvere marrone; e no, non si tratta di qualche strano fenomeno atmosferico e nemmeno di polversi sottili ma…di cacao! Polvere di cioccolato che è letteralmente piovuta dal cielo!

Secondo i media locali, la causa di questa pioggia anomala è stata un guasto all’impianto di areazione della locale fabbrica Lindt, e il vento ha contribuito a disperdere il cioccolato per tutta la città.

Le fave di cacao si sono posate su edifici, automobili e perfino sui vestiti delle persone, senza causare alcun danno. Tutti gli amanti del cioccolato saranno stati entusiasti di provare quest’esperienza e assaporare una pioggia di dolcezza!

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Tutto quello che c’è da sapere sul Bike Sharing

People For Planet - Mer, 08/19/2020 - 17:00

A Milano funziona molto bene il bike sharing, la bicicletta in condivisione. Con un’app sullo smartphone si noleggia il mezzo, la geolocalizzazione trova quello più vicino e lo sblocca rendendolo disponibile. Il nuovo bike sharing free floating permette di lasciare la bicicletta dove preferiamo.
Se non conoscete il bike sharing e volete capire come funziona questo video fa per voi.

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Covid-19, Cts: “In aula con la mascherina dai 6 anni”

People For Planet - Mer, 08/19/2020 - 14:49

Uso esteso delle mascherine a scuola a partire dai 6 anni, dunque dalla prima elementare, tranne che durante le interrogazioni e l’ora di attività fisica. Questa la scelta del Comitato Tecnico Scientifico, espresso poco fa da Agostino Miozzo, coordinatore del Cts, a SkyTg24. “I tre pilastri: distanziamento, uso della mascherina e igiene sono indiscutibili e saranno validi anche per il mondo scolastico”, ha detto Miozzo. “Sopra i sei anni sarà richiesto, in Italia come in altri Paesi, l’uso della mascherina e il distanziamento. Poi ci saranno condizioni particolari, come l’uso o non uso se c’è un ragazzo non udente in classe, l’interrogazione. Ovviamente non c’è la mascherina a mensa o mentre si fa ginnastica. Ci saranno dei momenti del contesto locale e specifico che saranno di volta in volta valutati. L’indicazione però sarà: utilizziamo la mascherina perché è un importante strumento contro il virus”. Di ieri tra l’altro la conferma che il virus attivo è stato isolato nell’aria.

Variazioni regionali

La riapertura della scuola potrebbe comunque avvenire in modo diversificato territorialmente, a seconda dell’andamento dell’indice Rt. Oggi pomeriggio è in programma una riunione del Comitato Tecnico Scientifico, per un nuovo punto sulle altre misure da adottare in vista del 14 settembre.

Si valuterà come intervenire sui positivi

“E’ sicuro che ci saranno dei casi nelle scuole. Se si dovesse verificare un caso non vorrà dire chiudere le scuole, vorrà dire esaminare il contesto di volta in volta e, se necessario, mettere in quarantena una classe o l’intera scuola: questo sarà discusso di volta in volta con le autorità sanitarie locali – ha spiegato Miozzo -. Oggi pomeriggio al Cts discuteremo di un documento preparato da Istituto Superiore di Sanità, Inail e ministeri che definisce proprio queste procedure”.

La più grave emergenza sanitaria della storia

“I dati dei contagi stanno evolvendo in maniera per certi aspetti preoccupante ma anche con degli elementi di consapevolezza che abbiamo raggiunto un buon livello di controllo della malattia nel nostro Paese e un’eccellente capacità di intervento rapido in situazione di emergenza laddove si verificano dei focolai. Dobbiamo essere consapevoli che stiamo affrontando la più grande emergenza sanitaria della storia del nostro paese – ha aggiunto Miozzo –. Mai come questa volta abbiamo visto un intero pianeta messo in quarantena. Ci sono miliardi di ragazzi che sono stati bloccati nella loro quotidiana attività didattica, questo è il contesto nel quale viviamo. Proprio perché dobbiamo arrivare in sicurezza (all’inizio delle scuole, ndr), dobbiamo fare in modo che da oggi i nostri comportamenti, i comportamenti dei nostri giovani siano comportamenti virtuosi”, ha affermato riferendosi forse anche alle polemiche relative ai giovani adolescenti e al mancato uso dei dpi.

Covid-19, scuola: “Se mio figlio ha la febbre me lo rapisce l’Asl”? La risposta del Ministero è piena di sgomento

Burro di arachidi e di mandorle fatti in casa

People For Planet - Mer, 08/19/2020 - 11:00

I burri di frutta secca sono una meravigliosa fonte di grassi sani e proteine e, sebbene possiamo facilmente trovarne in commercio, non c’è paragone con quelli fatti in casa!  

Con il video di Cucina Botanica vediamo come preparare in casa questi due composti super cremosi, buonissimi e perfetti da spalmare sul pane, abbinare con la frutta, mettere nello yogurt e sbizzarrirsi in molti altri abbinamenti! Cosa serve:

  • 300 gr di arachidi non salate / mandorle al naturale
  • frullatore;
  • Barattoli vuoti.
Fonte: Cucina Botanica

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Covid-19, scuola: “Se mio figlio ha la febbre me lo rapisce l’Asl”? La risposta del Ministero è piena di sgomento

People For Planet - Mer, 08/19/2020 - 10:25

È bello ridere nei momenti di tensione, come questo che precede una riapertura delle scuole mai tanto attesa, e che drammaticamente tarda a illustrare le modalità di rientro, i tempi e gli spazi. Devono aver pensato questo gli autori della catena che sta facendo sbellicare metà degli italiani, mentre l’altra metà tace.

Ebbene, il ministero della Pubblica Istruzione è dovuto intervenire per smentire il contenuto delle catene di messaggi che su Facebook ma anche Whatsapp parlano del rischio prelievo forzato dei bimbi in classe con la febbre. Cosa naturalmente non vera.

La risposta del Ministero

Scrive il Ministero: “Sta purtroppo (come dire: vi pensavamo più svegli, è proprio vero che la scuola serve, ndr) girando una grave fake news su cosa accade quando si deve gestire un alunno che, all’interno dell’istituto scolastico, mostra sintomi compatibili con l’infezione da Covid-19. Si arriva a sostenere che ai genitori non sarà permesso prelevare i propri figli e che questi saranno affidati all’autorità sanitaria. Niente di più falso, ovviamente (risate, ndr). Il Protocollo di sicurezza prevede invece che si debba provvedere quanto prima possibile “al ritorno al proprio domicilio” e ad attivare i necessari protocolli sanitari per la sicurezza di tutti”.

Ho fede in Facebook

La cosa più drammatica è che le persone hanno creduto di poter annullare questa presunta decisione del governo dicendo a Facebook che non sono d’accordo. Pensate che umiliazione oggi, quando, leggendo ogni genere e grado di giornale, o anche ogni post in circolazione, si vedono derisi e malamente. In sostanza il tenore della reazione a questa incredibile dose di ingenuità è colpevolizzare queste “legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività” (cit.) come male assoluto dell’Italia: non preparata, gonfia di ego senza ossa, arrogante, imbarazzante.

Per fortuna poi, c’è anche l’Italia che ride:

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Vuoi stare meglio? Passa almeno due ore alla settimana in mezzo alla natura

People For Planet - Mer, 08/19/2020 - 08:00

Due ore a settimana: per avere effetti benefici sulla salute fisica e psicologica basta trascorrere 120 minuti a settimana in mezzo alla natura. Un obiettivo non difficile da raggiungere, soprattutto se si considera che per avere giovamento sembra essere sufficiente frequentare le aree verdi presenti nelle città.

La soglia minima

La notizia arriva da una ricerca pubblicata sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature condotta in Inghilterra su quasi 20 mila persone, da cui emerge che le persone che trascorrono almeno 120 minuti a settimana in mezzo al verde hanno maggiori probabilità di godere di buona salute e di benessere psicologico, effetti benefici che non arrivano se la frequentazione di parchi e simili (verde cittadino, boschi, spiagge) avviene per meno di due ore a settimana. «È risaputo che fare una vita all’aria aperta a contatto con la natura possa essere un bene per la salute delle persone. Fino a oggi, però, non eravamo in grado di definire quale fosse la soglia minima per ottenere i benefici», ha affermato Mat White della University of Exeter Medical School, che ha guidato lo studio.

Vantaggi per tutti

Non importa se i 120 minuti vengono totalizzati in una sola visita o in più visite brevi: i benefici si ottengono in entrambi i casi. Dalla ricerca emerge inoltre come la soglia minima di due ore di verde a settimana valga per tutti, in modo trasversale: e quindi tanto per le donne quanto per gli uomini, tanto per i giovani quanto per gli anziani, tanto per i ricchi quanto per chi vive in condizione poco agiate; può essere applicata a diversi gruppi professionali ed etnici e vale anche per le persone con malattie e disabilità.

Obiettivo fattibile

I benefici di cui parla la ricerca sono alla portata di tutti. «La maggior parte dei contatti con la natura rilevati in questa ricerca – spiega White – si sono svolti a soli due chilometri da casa. Anche visitare i parchi cittadini sembra sortisca buoni effetti. E due ore alla settimana dovrebbe essere un obiettivo realistico per la maggior parte delle persone, soprattutto perché può essere raggiunto mediante visite brevi distribuite nell’arco dei sette giorni».

Nuove raccomandazioni

Diversi sono i motivi all’origine dei benefici per corpo e mente derivanti dal contatto con la natura: una migliore prospettiva di vita, minore stress, maggior tempo di qualità trascorso con amici e parenti. Secondo Terry Hartig dell’Università di Uppsala (Svezia), co-autore della ricerca, «questa scoperta offre un valido supporto alla comunità scientifica nel formulare delle raccomandazioni sulla necessità di trascorrere del tempo in natura per promuovere la salute e il benessere, simili alle linee guida già esistenti per lo svolgimento di esercizio fisico».

Immagine di copertina: Disegno di Armando Tondo

Goccioline di coronavirus vive e infettive isolate nell’aria | Decreto Agosto, tornano i licenziamenti | Scuola: quarantena per tutti con un alunno positivo

People For Planet - Mer, 08/19/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Goccioline di coronavirus vive e infettive isolate nell’aria: la prova in un nuovo studio;

Il Giornale: I nuovi importi delle pensioni | Tagli e aumenti: ecco per chi;

Il Mattino: Decreto Agosto, da oggi tornano i licenziamenti: ecco i sei casi previsti;

Il Manifesto: Monti a capo della commissione Oms;

Il Messaggero: Linea dura del governo: se pandemia si aggrava via ai lockdown territoriali;

llsole24ore: Ecco dove è obbligatoria la mascherina all’aperto e cosa rischia chi non l’indossa – In Italia 403 nuovi casi e 5 decessi – Live / In Francia +2.238 contagi – La mappa – Come capire se la seconda ondata è vicina – Così il lockdown mirato;

Il Fatto Quotidiano: Scuola, ipotesi test per studenti con sintomi. Sileri: ‘Se infetti, chiusure temporanee istituti’. Ministero: ‘Alunni positivi prelevati? Falso’;

La Repubblica: Allarme in Spagna, oltre 2mila contagi in 24 ore. Il capo della task force Usa: “Avrei voluto lockdown come in Italia”;

Leggo: Viviana Parisi, l’operaio coinvolto nell’incidente in autostrada: «L’urto stato forte, non abbiamo visto Gioele»;

Tgcom24: In Sardegna 470 persone in quarantena nel resort di lusso|Due tentano la fuga;

Michele Dotti: la sua (straordinaria) casa ecologica

People For Planet - Mar, 08/18/2020 - 17:00

Michele Dotti, educatore, attore, ambientalista, ha da poco terminato i lavori della sua nuova casa ecologica in legno. Gli abbiamo chiesto di raccontarci come è nata l’idea (un giorno in aereo…), quali vantaggi sta scoprendo e quali dotazioni ecotecnologiche ha installato.

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Covid-19, Kim Jong-un risolve la fame in Corea con i cani domestici

People For Planet - Mar, 08/18/2020 - 13:15

“Il popolo ha fame? Date loro i cani”. Kim Jong-un non è solo il dittatore anacronistico e crudele della Corea del Nord, talmente narcisista da divenire comico. È anche stato capace, tra le orribili nefandezze che ha commesso, di gettare il suo popolo in una carestia a sua volta aggravata – secondo stime dell’ONU – dalla pandemia di coronavirus, che avrebbe gettato oggi nella malnutrizione addirittura il 40% della popolazione.

Il cane è il male

Ma il problema sembra nascondersi piuttosto, secondo il giovane Kim Jong-un, nella “decadenza” capitalista in cui sarebbero caduti i coreani, resa emblematica dall’abitudine non tradizionale in Asia di avere un animale domestico. Quale migliore occasione dunque per far di necessità virtù? Il dittatore ha ordinato di radunare tutti i cani domestici e randagi di Pyongyang e usarli per risolvere la carenza di cibo nella Nazione. Una scelta crudele che fa ora temere i proprietari di animali domestici.

Strappati alle loro famiglie

Proprietari che non dovrebbero comunque essere molti ormai, dato che, a luglio, il leader nordcoreano aveva annunciato che possedere un animale domestico è contro la legge. Secondo il quotidiano sudcoreano Chosun Ilbo: “Le autorità hanno identificato le famiglie con cani da compagnia e le stanno costringendo a rinunciare oppure sequestrano con la forza l’amico di casa. Alcuni vengono mandati negli zoo statali o venduti ai ristoranti dove servono carne di cane”.

Prima dei cani, tartarughe e dieta

Solo un mese fa Kim Jong-un aveva invitato i cittadini a nutrirsi della tartarughe di acqua dolce, considerata estremamente prelibata e nutriente. Come ulteriore chicca, gli esperti governativi avrebbero anche consigliato l’assunzione di un tè dimagrante speciale, da loro stesso ideato, capace di saziare chi lo beve e di conseguenza far perdere 10 kg di peso in soli 40 giorni.

La carne di cane dovrebbe vietarsi?

Nella penisola coreana, tuttavia, come pure il Cina, in Vietnam e in buona parte dell’Asia intera, la carne di cane è consumata normalmente. Solo in Corea, circa 1 milione di cani ogni anno vengono allevati nelle fattorie e destinati al consumo umano.  Questo non deve però stupirci, non avendo il cane un destino migliore di altri animali, allo stesso modo senzienti, dolci e mansueti, ma macellati e crudelmente allevati in Europa. Basti pensare che la mucca è sacra in India, ma, ecco, non ce ne facciamo un grosso problema in quanto a sfruttamento.

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Muore Cesare Romiti, padre dell’Italia che non c’è più

People For Planet - Mar, 08/18/2020 - 12:18

Ex amministratore delegato e presidente di Fiat, Cesare Romiti è morto a 97 anni nella sua casa di Milano, la scorsa notte. 25 anni di lavoro al vertice del gruppo torinese – per la precisione dal 1974 al 1998 – Romiti ne segnò profondamente la storia, a fianco di Gianni Agnelli. Protagonista del capitalismo italiano e di quella lobby che ha reso l’auto il mezzo preferito dagli italiani, un’industria oggi considerata mortale, pericolosa per uomo e natura, se incentivata, e invece sostenuta sempre e comunque da soldi pubblici nel nostro Paese, proprio a sostegno di quel capitale che partiva dalla voce Fiat. Perla dell’establishment, Romiti – da copione – fu anche al vertice del gruppo editoriale di riferimento per la politica e la società italiane, ovvero Rcs-Corriere della Sera.

La carriera lampo

Forse il più potente tra i manager italiani, Romiti era nato a Roma nel 1923, e dopo la laurea in Scienze Economiche e Commerciali, entrò a far parte, nel 1947, del Gruppo Bombrini Parodi Delfino, di cui divenne Direttore Generale. Nel 1970 entrò in Alitalia come direttore generale e amministratore delegato e, successivamente, nel 1973, passò ad Italstat con lo stesso incarico. Nel 1974 entra in Fiat, divenendone presto a.d. e presidente. Negli anni della crisi energetica, si dedicò al risanamento finanziario e all’internazionalizzazione dell’azienda, rafforzando gli insediamenti produttivi in Italia ma contribuendo anche a realizzare stabilimenti FIAT all’estero, come Belo Horizonte (Brasile): oggi il più grande impianto di automobili al mondo.

I 14mila licenziamenti

Nel 1980, quando Umberto Agnelli lascia la Fiat, Romiti, con la fiducia di Enrico Cuccia, diventa amministratore delegato unico del gruppo e si trova ad affrontare il tema cruciale dei costi, che risolverà annunciando il licenziamento di 14mila dipendenti. Sono gli anni dello scontro con i sindacati e di Mirafiori bloccata per oltre un mese. La Fiat riprende a fare utili, lancia nuovi prodotti, chiude nel 1982 lo stabilimento del Lingotto, aumenta gli investimenti. Nel 1987 è il secondo gruppo italiano dopo l’Iri. Un risultato che porta la firma di Romiti e di Vittorio Ghidella, il responsabile del settore auto.

La crisi del Golfo e il passaggio a Rcs

Con la guerra del Golfo le vendite di auto diminuiscono drasticamente.  Romiti lascia la Fiat dopo 24 anni ai vertici, nel 1998, con una buonuscita da 101,50 milioni lordi che lo impegnava a non rivelare segreti del business del gruppo. A questo punto, Romiti diventa presidente di Rcs, dal 1998 al 2004, e della società di costruzioni Impregilo, dal 2005 al 2007, ma anche presidente della Accademia di Belle Arti di Roma fino al luglio 2013. Insomma, in un momento particolarmente delicato la sua esperienza sembra poter trovare la sua migliore applicabilità su un fronte più sottile di quello commerciale: l’influenza mediatica e culturale, sempre certamente collegata all’industria e alla crema della società. Il risultato sarà un Paese legato a doppio filo all’automobile, con le ultime statistiche di Eurostat che ci vedono secondi in Europa al solo Lussemburgo per numero di automobili ogni mille abitanti: 646 (ma siamo stati spesso primi).

I ponti con la Cina

Restando sempre a cavallo dell’onda lunga dei rapporti sociale, nel 2003 Romiti crea con successo la Fondazione Italia-Cina, nella quale è presidente onorario. Riceve la medaglia di Cavaliere del lavoro nel 1978, e il titolo di cittadino onorario della Cina per il suo impegno nel rafforzamento dei rapporti bilaterali sino-italiani. Viene insignito anche dell’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine Nazionale della Legion d’Onore francese. L’ultimo riconoscimento per i suoi sforzi di avvicinamento tra Italia e Cina avvenne nel 2010, quando fu premiato dal premier Wen Jiabao in occasione dell’Anno della cultura cinese in Italia.

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Se cercate un paradiso sostenibile andate in vacanza a Lidö

People For Planet - Mar, 08/18/2020 - 08:00

Il set di questa missione è quello dell’isola di Lidö, nell’arcipelago svedese, dove giorno dopo giorno sono state introdotte 18 soluzioni sostenibili per renderla carbon neutral e tagliare del 78% le emissioni di CO2.

Combustibili ricavati da fonti rinnovabili, pannelli solari, biogas, infissi smart per gli edifici, sistemi di riscaldamento e rinfrescamento a impatto ridotto, in più tante idee per garantire ai turisti in visita un soggiorno confortevole e allo stesso tempo sostenibile. Non è un caso se le Zero Cabin e lo Zero Menu sono due pilastri del progetto.

Il progetto Zero Island si inserisce in un lavoro più ampio, la Journey to Zero iniziative. Come spiegano da Neste, tutto parte in realtà dall’obiettivo già fissato a livello nazionale secondo cui la Svezia sarà fossil-free entro il 2045. Considerando questa tappa già scritta nero su bianco, l’azienda si è dedicata a valutare il successo di alcune soluzioni per diminuire l’impatto ambientale di ogni cittadino nella vita concreta. Il luogo di sperimentazione è stato appunto l’isola di Lidö, dove sono stati apportati cambiamenti tanto progressivi quanto radicali lungo l’arco di un anno.

Quello di Neste non è un nome sconosciuto. Nell’indice Corporate Knights 2019 delle 100 società più sostenibili figura al terzo posto ed è la tredicesima volta che compare in questa lista. Ma la storia di quest’azienda è più lunga e controversa, trattandosi della compagnia petrolifera di stato svedese, fondata nel 1948 e negli ultimi decenni diventata anche bersaglio di Greenpeace per l’acquisto di olio di palma – necessario alla produzione di biodiesel – proveniente dalla deforestazione dei polmoni verdi di Malaysia e Indonesia. Poi il cambio di rotta, l’introduzione del MY Renewable Diesel e una serie di progetti che ne hanno cambiato i connotati (la storia aziendale si può leggere qui).

Zero Island impone di ripensare il modo di viaggiare e di vivere le esperienze turistiche e, allo stesso tempo, dimostra come sia possibile ridurre drasticamente le emissioni di CO2. Tuttavia, non c’è spazio per la noia e la scomodità per chi arriva a Lidö: le Zero Cabin vanno per la maggiore su piattaforme come AirBnb e lo Zero Menu offre la possibilità di scoprire i prodotti locali grazie ai piatti preparati dallo chef Jonas Svensson, che oltre ad essere buoni generano una carbon footprint (emissioni di gas serra) pari a un quarto rispetto a un piatto equivalente.

Con l’isola divenuta climate neutral il progetto comunque non si ferma: sarà un luogo dove educare le persone a scelte responsabili e sostenibili, dove sperimentare le Zero Vacations e, addirittura, dove sposarsi per la prima volta a impatto zero con le nozze Zero Weddings.

https://www.neste.com/releases-and-news/climate-change/nestes-zero-island-project-cuts-emissions-lido-78

Discoteche chiuse, ricorso al Tar | Scuola: una stanza per i casi sospetti in ogni istituto | La Cina brevetta il suo vaccino

People For Planet - Mar, 08/18/2020 - 06:25

Corriere della Sera: La proposta dei presidi: «In ogni scuola ci sia un’aula per i casi sospetti di coronavirus»

Il Giornale: Guerra discoteche-governo | Scatta il ricorso per riaprire | Il governo ha chiuso “i locali da ballo”. Ma ora il sindacato ricorre al Tar e chiede la riapertura: “Noi, capro espiatorio”;

Il Mattino: Coronavirus a Malta, il governo chiude bar e locali: obbligo di mascherine | In Corea del Sud 300 casi dopo maxi raduno in chiesa, elezioni rinviate in Nuova Zelanda Otto escort positive preoccupano le autorità sanitarie in Spagna: «I clienti non vogliono farsi avanti»;

Il Manifesto: Sea-Watch torna in mare. Prima missione per la nuova nave;

Il Messaggero: Bielorussia, Svetlana sfida Lukashenko: «Pronta a guidare il paese» Il presidente contestato dagli operai apre a nuove elezioni;

llsole24ore: Superbonus 110%: dalle villette agli appartamenti, ogni casa ha le sue regole – Come aumentare i volumi a spese del Fisco – Come scegliere tra detrazione, sconto in fattura o cessione del credito?;

Il Fatto Quotidiano: Dal Viminale 11 milioni di euro alla Tunisia per controllo frontiere. Lamorgese: “Pressione su Sicilia e resto d’Italia aggravata dal Covid”;

La Repubblica: La Cina brevetta il suo vaccino prodotto dall’azienda CanSino;

Leggo: Violentata in spiaggia a Lignano, ecco chi sono i 3 minori fermati: uno ha precedenti penali;

Tgcom24: Taranto, case nel centro storico in vendita a un euro: “Ripopoliamo l’Isola Madre”;

Cos’è la desertificazione e come combatterla

People For Planet - Lun, 08/17/2020 - 19:00

Sapevate che il problema della desertificazione colpisce anche l’Italia? Sapevate che esiste una desertificazione culturale che porta a una desertificazione fisica?

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Salva la moglie dallo squalo prendendolo a pugni selvaggiamente!

People For Planet - Lun, 08/17/2020 - 17:00

Chantelle Doyle, 35 anni, stava facendo surf di fronte alla spiaggia di Shelly Beach a Port Macquarie in Australia, quando uno squalo l’ha aggredita.

Suo marito, Mark Rapley, era sulla spiaggia, si è accorto di quel che stava succedendo, ha preso la tavola e ha iniziato pagaiare furiosamente con le braccia per raggiungerla. Ogni secondo poteva fare la differenza tra la vita e la morte.

Intanto lo squalo aveva azzannato la coscia della donna che urlava in preda al terrore.

Mark è arrivato a pochi metri dallo squalo, si è messo in piedi sulla tavola ed è saltato sulla schiena del predatore, avviluppandolo con le gambe e ha iniziato a colpirlo con pugni in testa. Un testimone racconta: “Si è sdraiato letteralmente sull’animale, stringendolo anche con le gambe perché non voleva lasciarlo andare. È stato davvero incredibile“.

Veramente tosto il ragazzo. È la forza dell’amore! Meraviglioso!

Comunque se ti trovi in una situazione simile sappi che gli squali hanno un punto sensibile sul muso. Se riesci a prendergli il muso e premere lungo i solchi laterali lo squalo si addormenta istantaneamente.

Riccardo Sturla Avogadri racconta: “Bisogna agire su dei solchi che gli squali della famiglia dei carcarinidi hanno nella cartilagine e che sono collegati ai loro centri nervosi. Sono delle vere e proprie valli che partono dal muso e corrono sul dorso fino alla prima pinna dorsale. Basta una leggera pressione del dito della mano su una di queste valli e accade il ‘miracolo’. Il grande predatore dei mari, il terrore delle acque, il protagonista di tantissimi film dell’orrore, si trasforma in un micio che fa le fusa. Si accascia al suolo, le sue branchie si rilassano, il suo corpo si ammorbidisce… ‘trance’ è la parola giusta“.

Auguri!

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Clima, 54,4 gradi negli Usa. È record del secolo

People For Planet - Lun, 08/17/2020 - 15:27

La Death Valley, l’area desertica degli Stati Uniti, ha raggiunto domenica scorsa 54,4 gradi celsius, la temperatura più alta mai registrata sulla Terra da oltre un secolo. La stazione automatizzata del Servizio meteorologico nazionale Usa di Furnace Creek, California, vicino al confine con il Nevada, ha rilevato il record alle 15.41. Secondo gli esperti questa potrebbe essere addirittura la temperatura più alta in assoluto mai registrata in modo attendibile sul nostro pianeta.

Gli altri record storici

Il Servizio meteorologico nazionale dovrà svolgere ulteriori verifiche, prima di registrare ufficialmente questa temperatura come la terza più alta della storia. Al primo posto ci sarebbero i 56,7 gradi Celsius raggiunti sempre nella Death Valley il 10 luglio 1913, mentre al secondo posto si piazzerebbero i 55 gradi Celsius verificati dall’Organizzazione mondiale della meteorologia superiore nel luglio 1931 a Kebili, in Tunisia, quando la colonnina di mercurio.

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Non solo bancari e promotori finanziari. Esistono anche gli EAM

People For Planet - Lun, 08/17/2020 - 15:00

Un passaggio fondamentale nel percorso verso la consapevolezza finanziaria (che è cosa ben diversa dalla educazione finanziaria) è la scelta del consulente finanziario che possa servirvi nel modo più professionale, trasparente e onesto possibile, se volete fare degli investimenti oppure chiedere un finanziamento.

Un passaggio non semplice che richiede una piccola analisi psicologica della persona che vi troverete di fronte. Si tratta, in sostanza, di osservare i modelli mentali con cui i venditori di prodotti finanziari approcciano il cliente.

Nel nostro paese conosciamo bene due figure:

  • il consulente bancario che troviamo allo sportello. Sono quelli che svolgono i propri compiti sulla base di un contratto di lavoro dipendente, quindi percepiscono uno stipendio fisso mensile eventualmente incrementato dai bonus legati alle campagne di incentivazione per la vendita di determinati prodotti che vengono decise dai top manager delle banche.
    In altri termini, questo tipo di consulente si ritrova costretto a eseguire gli ordini di scuderia per evitare ulteriori pressioni o, peggio, trasferimenti in altre filiali.
  • il consulente finanziario (ex promotore finanziario) di cui abbiamo parlato la settimana scorsa.

Esiste, pero’, un’altra figura di cui nel nostro paese si parla poco.

È, invece, molto diffusa in Svizzera e nei Paesi anglosassoni, dove è noto come «external asset manager» (gestore patrimoniale esterno).

Lavora per una Società di Gestione del Risparmio (SGR), la cui attività principale è la gestione dei portafogli.

Le SGR sono di fatto i fornitori di prodotti finanziari delle banche, le quali poi li rivendono a costo maggiorato ai loro clienti.

Non tutti sanno che queste società gestiscono sia i fondi d’investimento sia i portafogli dei clienti, direttamente e in maniera indipendente.

Per la tutela dei patrimoni dei loro clienti, i gestori esterni si avvalgono comunque delle banche, che però accettano di essere soltanto depositarie (cioè guadagnano una piccola percentuale sulle somme in custodia ma non entrano nel merito della gestione).

Praticamente, rivolgendosi al gestore che lavora per queste società il cliente accorcia la filiera e si rapporta direttamente con il «produttore», come se fosse lui stesso un soggetto professionale o istituzionale, e quindi risparmiando costi e guadagnando in personalizzazione. Essendo il primo anello della catena della distribuzione finanziaria, il gestore esterno indipendente non viene pagato dai prodotti, ma applica in chiaro le sue commissioni al cliente per creare una gestione personalizzata. I consulenti finanziari delle SGR possono dunque concentrarsi sulle esigenze del cliente, grazie all’indipendenza della società per cui operano.

Ma siccome gli squali sono sempre dietro l’angolo, vi conviene sempre fare una analisi costi-benefici del servizio proposto dal EAM, da confrontare con la stessa offerta da parte della vostra banca (anche dei promotori finanziari).

In altri termini, dovete farvi fare un preventivo dei costi dell’offerta (comprensivi delle commissioni bancarie) e poi andare dalla vostra banca e chiedere quanto vi costerebbe all’anno un servizio del genere. Questo vi permetterà di capire immediatamente di che pasta è fatto il EAM a cui vi siete rivolti.

Covid-19. A Melbourne dove il virus sembrava sconfitto torna il lockdown

People For Planet - Lun, 08/17/2020 - 13:30

Melbourne, la seconda città più grande dell’Australia, sta affrontando un nuovo e inatteso scoppio dell’epidemia di Covid-19 e per arginarlo adotta misure di contenimento tra le più drastiche al mondo, forse un assaggio (si spera di no) di quanto altre città potrebbero dover sperimentare di nuovo in futuro.

Cosa e perché sta accadendo a Melbourne?

A giugno l’Australia credeva di aver sconfitto il virus. Ma c’era un difetto nei programmi di quarantena degli hotel: i viaggiatori di ritorno in Australia hanno infettato gli agenti di sicurezza di alcuni hotel a Melbourne e questi a loro volta hanno diffuso la malattia intorno a loro.

E l’epidemia ha continuato a intensificarsi anche dopo che a luglio l’uso della mascherina è stato reso obbligatorio anche all’aperto.

Molti tra quelli che hanno il virus non si isolano

I funzionari del governo sono sbalorditi dall’atteggiamento di parte della popolazione che contribuisce a far sì che il virus possa prosperare e continuare a diffondersi. Le statistiche mostrano che quasi il 90% delle persone con Covid-19 non è stato testato né isolato quando si è ammalato, ha osservato il Primo Ministro alla fine di luglio. E il 53% di loro non è in quarantena in attesa dei risultati dei test. “Ciò significa che le persone che si sentono male continuano a condurre una vita normale”, ha detto Daniel Andrews, il primo ministro dello stato di Victoria, che ha lanciato l’allarme il 21 luglio e ha reso le mascherine obbligatorie il giorno successivo, il 22 luglio.

Strategia di “shock e paura” contro il virus

Tuttavia, la contaminazione ha continuato ad aumentare, raggiungendo il picco di 753 nuovi casi il 30 luglio. Da allora, una media di 500 nuove infezioni sono state registrate ogni giorno e il bilancio delle vittime del Covid-19 nello stato di Victoria, di cui Melbourne è la capitale, ha raggiunto 11 decessi in un solo giorno. Se rimangono molto meno preoccupanti che negli Stati Uniti, queste cifre hanno motivato il passaggio ad una nuova fase di contenimento (una strategia di “shock e paura” contro il virus, affermano le autorità), e questo almeno per sei settimane. Si tratta di colpire forte e con precisione.

Deve aderire almeno il 70% della popolazione

Secondo gli artefici della strategia di lotta alla pandemia in Australia, il virus può scomparire solo se oltre il 70% della popolazione aderisce rigorosamente alle misure di allontanamento e alle raccomandazioni sanitarie.

Queste nuove restrizioni vengono messe in atto nella speranza di raggiungere quella soglia. Le attività di vendita al dettaglio hanno chiuso, le scuole stanno tornando alla formazione a distanza, i ristoranti possono solo offrire cibo da asporto e consegna a domicilio e gli asili nido sono riservati ai figli dei lavoratori essenziali.

Pazienti Covid-19: se escono di casa multe di 3.000 euro

Restrizioni comprese e condivise dalla maggioranza della popolazione ma non da tutti.

In una conferenza stampa a Melbourne, esprimendo i suoi ringraziamenti a coloro che si attengono alle nuove regole e rimproverando gli altri, il Primo Ministro Dan Andrews ha dovuto ribadire che le persone che le persone in isolamento “non sono autorizzate a praticare sport all’aperto”. Una campagna di monitoraggio porta a porta presso le case di 3.000 pazienti con Covid-19 ha identificato 800 assenti: tutti sono stati segnalati alla polizia del Victoria per indagini. I trasgressori dovranno ora pagare una multa di circa 3.000 euro.

Gli agenti rompono i finestrini delle auto

La polizia ha anche a che fare con i refrattari. In almeno quattro occasioni nell’ultima settimana, gli agenti hanno affermato di aver dovuto rompere i finestrini delle auto per estrarre i conducenti che si erano rifiutati di fornire i loro nomi e indirizzi a un posto di blocco.

“Non si può assumere un cadavere”

Comunque nella loro maggioranza, gli abitanti di Melbourne, i Melbournien, sono favorevoli alle misure delle autorità.

Il New York Times racconta di un abitante di Melbourne, Peter Barnes, 56 anni, che di solito va a piedi a fare la spesa e si dice soddisfatto dell’inasprimento delle regole, pur riconoscendo che con l’onnipresenza del potere pubblico, visibile ad ogni angolo di strada, ha sempre più l’impressione di trovarsi nel 1984 di George Orwell.

Coloro che sono interessati solo all’economia, dice,  farebbero bene a ricordare che “non si può assumere un cadavere”, afferma.

Certo, le prospettive di lavoro sono pessime quando sei morto …

Foto di Denis Jans: Melbourne, skyline

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22 cose che non compro più

People For Planet - Lun, 08/17/2020 - 11:00

Con il video dal canale YouTube Cucina Botanica parliamo di quelle cose superflue che possiamo smettere di comprare già da adesso!

In questo video ce ne sono 22, un buon inizio per chi vuole cambiare il proprio stile di vita seguendo una condotta in una direzione zero waste e con un risparmio non indifferente anche sul portafoglio.

Fonte: Cucina Botanica

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Cibo: i contenitori in alluminio sono un rischio

People For Planet - Lun, 08/17/2020 - 08:00

Secondo una recente indagine de Il Salvagente, il 40% dei consumatori non controlla se il contenitore che utilizza per conservare i cibi in frigorifero è idoneo per il contatto con gli alimenti, ovvero se ha il simbolo apposito (bicchiere e forchetta). Tanto meno sappiamo quali contenitori sono idonei a contenere un determinato alimento. Se leggete la confezione dei rotoli di alluminio, o delle vaschette dello stesso materiale, materiale notoriamente pericoloso per la nostra salute, saprete che l’alluminio non può stare a contatto con gli alimenti acidi (come il limone, o il pomodoro, o semplicemente il sale, se presente in certe quantità) ma la scritta è talmente piccola che in pochi la leggono. È così anche per i cibi precotti: prendiamo la classica lasagna da scaldare a casa. È fatta di passato di pomodoro, e tendenzialmente contiene molto sale, ma tipicamente viene presentata (e poi magari conservata in frigorifero) in una vaschetta di alluminio.

Nella stessa indagine, condotta dai ricercatori dal CeIRSA, il Centro interdipartimentale di Ricerca e documentazione sulla sicurezza alimentare della Asl TO5 del Piemonte, gli abbinamenti più a rischio sono:

  • la conservazione in frigo di alimenti aperti nella latta originale (perché la migrazione di alluminio dipende anche da una combinazione di fattori quali tempo e temperatura)
  • la manipolazione di cibi grassi e olio con i guanti
  • la conservazione di sugo con pomodoro oppure sottaceti in vaschette di alluminio
  • la conservazione di alimenti molto salati in vaschette di alluminio
Abitudini radicate e corretto utilizzo di pet e alluminio nella conservazione dei cibi

Tutte abitudini alquanto radicate. Come pure quella di mal gestire i contenitori in plastica, evidenzia lo stesso studio: sulle bottiglie in plastica – quelle comuni in Pet – il consiglio è di “evitare di riutilizzarle più volte. L’acqua o gli altri liquidi contenuti in bottiglie di plastica (Pet) devono essere conservate in luoghi freschi e al riparo della luce (non sui balconi di casa, sull’auto o in altri luoghi esposti alla luce diretta o al calore dove possono subire forti stress termici) e i contenitori, una volta consumata la bevanda, non andrebbero mai riutilizzati“. Tantomeno usati per congelare l’acqua come ancora molti fanno d’estate, per portarsela magari in auto e averla fresca più a lungo.

Due anni fa il Cnsa, Comitato nazionale per la sicurezza alimentare, ha espresso, su richiesta del Ministero della Salute, una valutazione del rischio sull’alluminio e le leghe del metallo utilizzate negli imballaggi e nei contenitori per alimenti. Il risultato è che in alcuni prodotti a base di latte vaccino e di soia – compresi i latte in polvere, spesso contenuti in contenitori d’alluminio – è stata osservata una concentrazione del metallo ben quattro volte superiore rispetto alle medie. Di conseguenza, i neonati potrebbero essere esposti a una dose quotidiana superiore alla media.

Oltre al freddo, anche il caldo aumenta la percentuale di metallo che migra nei cibi. Secondo esperimenti condotti dallo stesso Cnsa, tacchino, manzo e pesce cotti in forno per 20 minuti a 250°C avvolti in un foglio di alluminio (la cosiddetta cottura al cartoccio) potrebbe rappresentare un pericolo. Considerando il consumo medio dei tre alimenti in Europa a settimana, e ipotizzando questo genere di cottura, l’apporto di alluminio non sarebbe – da solo – un rischio elevato per la salute del consumatore, raggiungendo il 21% della dose tollerabile per un adulto e il 73,5% per un bambino. Ma l’effetto è ovviamente cumulativo: ingeriamo alluminio anche dall’acqua potabile, dagli alimenti conservati nelle latte, come ad esempio i legumi.

A seguito di questa indagine, già dal 2017, il Cnsa aveva auspicato l’aggiornamento della legislazione in vigore e la necessità di fornire adeguate informazioni ai consumatori per ridurre l’esposizione alimentare nell’ambito domestico e in quello della ristorazione collettiva, oltre che adottare misure di prevenzione per tutelare le fasce di consumatori più deboli, come i bambini. Tuttavia, a oggi, le scritte nei contenitori per alimenti sono minuscole, dando l’impressione di rappresentare una comunicazione secondaria al consumatore.