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Gestione virtuosa dei rifiuti: il modello Contarina

People For Planet - Dom, 08/02/2020 - 17:00

Contarina è il braccio operativo nella gestione dei rifiuti di 49 Comuni del trevigiano, Treviso compreso. Le scelte fatte sono patrimonio del territorio, ci spiega il Presidente Franco Zanata, non solo logica industriale.

Grazie alla raccolta porta a porta e alla “tariffa puntale sui rifiuti” (paghi in base quanti rifiuti non riciclabili produci) sono riusciti ad arrivare all’85% di raccolta differenziata.

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Gli effetti del Cocktail che fa bene a corpo e anima (VIDEO)

People For Planet - Dom, 08/02/2020 - 15:00

Ma cos’è questo cocktail? Si tratta di una miscela ecologista, internazionalista, salutista, capace di provocare vampate di esaltazione energetica, voglia di vivere ed esplosioni di creatività relazionale ma è analcolica e innocua. Anzi, come dice il nome, FA BENE!
Ecco gli effetti della bibita sul corpo e sull’anima di Paolo Rossi!

Fonte: Il Teatro fa bene

Sperando che questa bibita proveniente dalla più nera Africa Nera sparga benessere in questa estate tormentata!

IL PROGETTO “Il Teatro Fa Bene– Obiettivo di questa impresa è avvicinare gli abitanti dei villaggi del Mozambico alla medicina moderna. Attualmente Medici con l’Africa Cuamm in collaborazione con Eni Foundation, offre strutture sanitarie, sale operatorie e medicine gratuitamente, e sta sviluppando un programma di collaborazione con gli sciamani locali (curanderi) depositari di antiche cure naturali. Ma c’è bisogno di diffondere il più possibile la conoscenza delle opportunità a disposizione degli abitanti, in particolare delle donne in attesa di un figlio.
Il diffondersi di semplici pratiche come l’ecografia o le analisi del sangue, possono evitare grossi problemi che è facile prevenire.
La scelta del teatro come strumento di informazione deriva dal fatto che si tratta di aree dove non c’è energia elettrica quindi non ci sono televisori né internet e tanto meno l’abitudine di leggere libri o giornali.
Insomma, si tratta di un progetto che potrebbe rivelarsi molto utile e che ci sta arricchendo grazie allo scambio culturale sul quale è basato.
E ci pare tanto più interessante imparare da questi nostri amici anche un altro modo di bere.

Un bicchiere di Mozambico fa Bene ti dà l’energia per ballare tutta la notte! Garantito al limone!

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Spaghetti con crema di peperoni e semi di papavero

People For Planet - Dom, 08/02/2020 - 13:00

Ingredienti per 4 persone

Spaghetti 400 gr
Peperoni 400 gr
Olio 50 gr
Aglio 1 spicchio
Scalogno 1 piccolo
Semi di papavero 1 cucchiaio
Panna 4 cucchiai
Pecorino 1 cucchiaio
Sale q.b

Preparazione
Lavare i peperoni, metterli in una teglia e cuocerli in forno per 15 minuti circa a 220 gradi.
Spellare i peperoni, togliere i semi e frullare con un frullatore a immersione, ottenendo così una crema. In una padella con olio rosolare aglio e lo scalogno tritati, poi aggiungere la crema di peperoni, la panna e salare. La salsa è pronta.
Cuocere gli spaghetti al dente e saltarli nella padella con la crema di peperoni. Servire caldi con una spolverata di pecorino e semi di papavero.

Tempo di preparazione: 30 minuti

Ph. Angela Prati

Leggi qui tutte le ricette con la pasta

 

Covid-19. I dati mondiali. Quasi 3.500.000 nuovi casi nelle ultime 2 settimane. La pandemia continua.

People For Planet - Dom, 08/02/2020 - 12:00

La Johns Hopkins University raccoglie i dati di casi confermati e morti per coronavirus in tutti i paesi. Secondo i dati all’ 1 agosto sono gli Stati Uniti ad avere il più alto numero di casi accertati e di morti, l’Italia è quindicesima per numero di casi  e sesta per numero di morti (rispetto all’Italia sono più i morti registrati negli Usa, in Brasile, in Messico, nel Regno Unito e in India).

Complessivamente nel mondo dall’inizio della pandemia si sono registrati 17.601.000 casi (3.492.000 nuovi casi nelle ultime 2 settimane) e 680.000 morti (77.000 in più rispetto a 2 settimane fa).

Sia il numero di casi sia il numero dei morti nell’ultima settimana sono in costante aumento rispetto alle settimane precedenti.

Si conferma quindi che non si può parlare di “seconda ondata” poiché la prima non è mai terminata.

La diffusione della pandemia non si ferma ma continua a diminuire il tasso di letalità

Ormai da 12 settimane il confronto tra incremento di casi e nuovi morti a livello mondiale conferma l’ipotesi che, mentre il virus continua a diffondersi, la sua letalità stia diminuendo. Il tasso di letalità dall’inizio della pandemia è stato del 3,9% sui casi accertati mentre nelle ultime 2 settimane è stato del 2,2%.

I dati ufficiali per paese: casi accertati e morti

Di seguito i dati ufficiali dei 10 paesi con più casi accertati e più morti per Covid-19 in base alle statistiche ufficiali all’1 agosto.

I segni (+) e (-) indicano le variazioni nel ranking rispetto a 14 giorni fa.

Casi confermati

  • 4.562.000 Stati Uniti
  • 2.662.000 Brasile
  • 1.696.000 India
  • 844.000 Russia
  • 493.000 Sud Africa (+)
  • 425.000 Messico (+)
  • 407.000 Perù (-)
  • 356.000 Cile
  • 305.000 Regno Unito
  • 304.000 Iran
  • L’Italia è 15a con 248.000 casi preceduta anche da Colombia, Spagna, Pakistan e Arabia Saudita

Morti

  • 153.000 Stati Uniti
  • 92.000 Brasile
  • 47.000 Messico (+)
  • 46.000 Regno Unito (-)
  • 37.000 India (+)
  • 35.000 Italia (-)
  • 30.000 Francia
  • 28.000 Spagna
  • 19.000 Perù (+)
  • 17.000 Iran (-)

Foto di Jonathan Borba. Brasile: matrimonio all’epoca del coronavirus

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1980: strage di Bologna. Il racconto di un sopravvissuto.

People For Planet - Dom, 08/02/2020 - 11:01

Dall’Archivio Storico Comunale di Bologna pubblichiamo questo straordinario racconto di un passeggero, Hans Jurt, che visse in prima  persona quel terribile #2agosto1980. Bologna non dimentica. #2agosto40anni

Il vino Albana bevuto la sera prima contribuì a farci assopire. Quando il treno si fermò, alle ore 10.15, ci affacciamo al finestrino per informarci della località raggiunta. Ci trovavamo alla stazione centrale di Bologna.
Per una volta rinunciammo a scendere sul marciapiede – cosa che di solito facevamo sempre – per acquistare qualche bibita per i nostri familiari. Il venditore di bevande lo vedemmo poco dopo, morto, sotto la nostra carrozza, la Nr. 612.
Poco prima della prevista ripresa del viaggio, all’incirca davanti al nostro scompartimento, ad una distanza di circa 5 metri, apparve una vampata subito seguita da uno scoppio assordante e nello spazio di un secondo l’intera carrozza fu avvolta da una nuvola di polvere. Non c’era più alcuna visuale. Contemporaneamente sopra e accanto al nostro vagone si udì come un bombardamento sotto forma di colpi che facevano pensare che il mondo stesse per essere scardinato. Nessuno sapeva cos’era successo. Fitta polvere lasciava trasparire una scena spettrale. Credevamo tutti che saremmo dovuti soffocare. C’era puzza di polvere. Qualcuno gridò: “Fuoco”. Con le ultime forze mi fu possibile aprire la malridotta porta dello scompartimento e spingere gli occupanti fuori dal vagone colpito. Tutti gli occupanti erano totalmente sotto shock e riuscivano appena a pronunciare parola. Tranquilli e senza panico si diressero verso l’uscita e a tastoni, in mezzo alla nebbia polverosa, si diressero verso il marciapiede, passando sopra a una collinetta di detriti che si era riversata sul binario. La nuvola di polvere stava lentamente svanendo. La disgrazia successa stava diventando visibile. Più o meno davanti ai nostri due vagoni era crollata una parte della stazione di una larghezza di circa 40-50 metri e una parte della parete esterna era caduta sul treno. Anche se sanguinanti e con leggere ferite dovute a tagli, eravamo contenti che i nostri compagni apparivano attraverso la nebbia uno dopo l’altro come figure spettrali. Quando davanti ai nostri occhi vedemmo giacere persone lacerate imploranti aiuto, ci rendemmo effettivamente conto di quale fortuna ci era stata riservata. Per loro e per noi i secondi trascorsero come un’eternità. Ci sarebbe bastato poter fornire a quella povera gente anche un solo sorso d’acqua. Non avevano nemmeno la forza per urlare, lamentarsi. Non c’era posto per le lacrime. Il sangue copriva i volti. Regnava un silenzio di morte. […]Pensai a scattare delle fotografie. Mi sarei vergognato nel fare ciò. Anche così non dimenticherò mai quel pover’uomo con un buco della grandezza di un pugno nel viso, con una gamba schiacciata che giaceva in una pozza di sangue, che mi fissava chiedendomi aiuto e al quale non potei far altro che porre un asciugamano sotto la testa. Non gli si poteva dare età. I suoi occhi avevano uno sguardo come da un altro mondo. Vicino a lui c’era un bambino, del quale era difficile stabilire se era una ragazza o un maschietto. Era totalmente coperto di sangue. L’azione di soccorso iniziata dalla città di Bologna ci impressionò quasi quanto la disgrazia.
Già alle 10.40 le prime ambulanze arrivarono e, attraverso le strade già chiuse al traffico dalla polizia, trasportarono i feriti nei diversi ospedali senza sosta. Dopo che mi fui assicurato che la nostra compagnia era tutta radunata, iniziai il mio soccorso sulla parte interna del marciapiede. Offriva un quadro raccapricciante che assomigliava a un campo di battaglia. In quel momento arrivavano anche centinaia di soldati che effettuarono ricerche tra le macerie con l’aiuto di pale meccaniche e camion, nel tentativo di portare alla luce superstiti. Dovunque erano in azione speciali apparecchiature attrezzate per la ricerca di bombe.
Durante il viaggio verso l’Ospedale Maggiore, accanto a me giacevano due persone completamente schiacciate. Il primario era al corrente che nei successivi minuti sarebbe giunto un gran numero di feriti gravi. Io potei spiegargli la dinamica della disgrazia. In breve tempo l’ospedale fu trasformato in un grande lazzaretto. Il primario impartiva istruzioni ai 30 medici circa arrivati senza essere stati tutti contattati e allo stesso tempo venivano procurati letti e montagne di lenzuola. Allo stesso modo, in brevissimo tempo, furono compilate liste dei diversi feriti degenti nei vari ospedali e le stesse furono portate a conoscenza degli ospedali stessi. Io diedi un’occhiata ai cittadini svizzeri e stabilii che tutti erano curati ottimamente. L’organizzazione in questo senso funzionava perfettamente, tanto che il mio adoperarmi ulteriore apparve a me stesso di disturbo e per questo lo abbandonai. […]Cercai in tutto l’ospedale Stephan Vogel, il figlio del mio amico Edgar, che mancava all’appello. […] Non lo trovai e decisi quindi di ritornare sul luogo dell’incidente. Non avevo denaro. Un uomo all’uscita mi diede spontaneamente 1000 lire. […] Con il bus mi recai alla stazione, attraversando la città. Il panorama che mi appariva lateralmente mostrava che mi trovavo in una magnifica città. Ebbi perfino il tempo di ammirare il meraviglioso complesso del parco con le fontane. […] Noi iniziammo la ricerca di Stephan […] un signore molto gentile iniziò a telefonare per noi nei vari ospedali. Le linee erano occupate. L’uomo mi scrisse i diversi numeri telefonici su un guanto di un soldato. Fummo poi accompagnati all’Ufficio postale della stazione. Il gentile signore che stava alla scrivania deve essere stato il responsabile. Egli telefonò senza sosta e con nostro sollievo scoprì che Stephan si trovava nell’ospedale S.Orsola. […]
Volli quindi sapere se l’Amministrazione cittadina aveva organizzato un servizio di assistenza e come funzionasse. Alla stazione ci diedero l’indirizzo. Ci recammo in Piazza Maggiore all’Amministrazione della città di Bologna, Dipartimento Sicurezza Sociale. Un grande stato maggiore era mobilitato. Senza complicazioni ci furono date 30.000 lire a persona e ognuno ebbe un “buono per un pasto gratuito da consumarsi presso la Self-service”. Ci fu anche data dell’acqua che, in un simile momento, aveva il valore dell’oro. Nel locale “Self-service” ci fu spiegato che potevamo avere quello che desideravamo. Non credo di aver mai mangiato degli spaghetti migliori in vita mia. Al nostro ritorno presso l’Amministrazione cittadina ci informammo di nuovo circa cittadini svizzeri bisognosi d’aiuto. Ci fu assicurato che per tutti ci si occupava con cura, della qual cosa nel frattempo ci eravamo potuti convincere abbondantemente. Un vigile ci condusse di nuovo alla stazione con l’automobile. La zona della stazione assomigliava a un teatro anfibio. Una moltitudine di persone si era radunata e osservava muta il luogo della disgrazia, chiedendosi il motivo, il senso. 
Soltanto ora vedemmo che, dalla parte opposta della stazione, in un raggio di circa 300 metri, tutti i vetri dei negozi erano andati in frantumi ed avemmo nuovamente un’immagine della potenza che doveva aver avuto la bomba. […]
Esemplare è da considerare anche il servizio di donazione del sangue della popolazione italiana. Migliaia risposero alla chiamata della radio ed il sangue fu donato perfino sulle spiagge adriatiche e inviato a Bologna con l’aereo.
Un caro saluto alla telefonista dell’Amministrazione cittadina di Bologna che, sopraffatta da mediatori, non riusciva più a parlare e piangeva molto, molto amaramente. Dopo questa esposizione dei fatti, non ci riesce certo difficile esternare i nostri ringraziamenti a tutti quelli che al momento del bisogno e durante le ore più difficili della nostra vita ci aiutarono in qualsiasi modo e ci sono stati vicini. Questo ringraziamento non va alle singole persone, bensì a tutta la popolazione di Bologna, poiché abbiamo sentito veramente che ognuno era pronto a porgere la sua mano per prestare aiuto.
Auguriamo alla città di #Bologna un futuro più felice. Una città, entro le cui mura vivono così tante brave persone, non si merita attacchi di questo genere
.” 

Hans Jurt, amministratore comunale

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Come conservare il basilico fresco per l’inverno

People For Planet - Dom, 08/02/2020 - 10:00

Il cibo fresco e a Km0 è più buono e fa bene all’ambiente! Se state coltivando del basilico, in terra o vaso, è possibile conservarne delle foglie per l’inverno mantenendo tutta la freschezza e sapore.

Come si legge dal canale YouTube Portale del Verde: ecco come avere il basilico fresco tutto l’anno evitando lo spreco durante l’estate ed evitando di doverlo comprare fuori stagione. Tutorial pratico in cui passo passo si può vedere come fare per congelare le foglie di basilico senza perdere le proprietà nutritive.

Fonte: Portale del Verde

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Treni, resta il distanziamento|Negazionisti sfilano a Berlino| Ecobonus auto al via

People For Planet - Dom, 08/02/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Boccia: «I migranti falso pericolo, sbagliato guardare alle frontiere: tre positivi su quattro sono italiani»;

Il Giornale: I dati sulla Svezia che minano tutte le certezze sul lockdown;

Il Manifesto: Stretti come sardine e rigorosamente senza mascherina migliaia di negazionismi del virus sfilano a Berlino contro le misure anti-Covid del governo. “La pandemia è finita, vogliamo la libertà”. Mentre in Germania è di nuovo “allarme rosso” per i contagi. È crisi anche in Spagna;

Il Mattino: Carabiniere aggredito a Castellammare, scattano 4 arresti: preso anche il ladro;

Il Messaggero: Coronavirus, picco in Europa e adesso scatta l’allarme voli. «Distanze e mascherine sui treni»;

llsole24ore: Ecobonus auto al via, boom di domande in poche ore. Come funziona e come fare per ottenerlo – Tutti i modelli elettrici con sconto fino a 10mila euro – Bonus bici, rimborsi da fine agosto;

Il Fatto Quotidiano: Il virus corre in Europa: sale tasso dei contagi in Romania e Spagna. +1.300 casi in Francia. Russia, aumentano casi. “A ottobre il vaccino”;

La Repubblica: Salvini: “L’anno prossimo tornerò al Papeete da premier”;

Leggo: Donna si dà fuoco in strada e muore: passanti filmano con i cellulari invece di soccorrerla;

Tgcom24: Treviso, turista austriaco danneggia una statua del Canova per farsi un selfie;

Animali domestici: come aiutarli quando fa molto caldo

People For Planet - Sab, 08/01/2020 - 17:00

Anche i cani e i gatti, soprattutto i cani, possono soffrire il colpo di calore, ecco alcuni consigli per prevenirlo.

Non lasciate i cani in macchina con il finestrino un po’ aperto!

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Il segreto per aprire facilmente la noce di cocco!

People For Planet - Sab, 08/01/2020 - 15:00

Buono, nutriente e anche un valido alleato del cervello, del sistema immunitario, del fegato e dello stomaco, il cocco è uno dei frutti estivi più apprezzati per rinfrescare le calde giornate!

Non tutti però scelgono di comprare il frutto intero per una semplice questione: come si apre? In realtà è molto più semplice di quello che sembra! Dal canale YouTube ALEX CROCHET UNCINETTO MODERNO DI ALEX ecco in pochi passi come aprire una noce di cocco intera e gustarla in tutta la sua freschezza!

Fonte: ALEX CROCHET UNCINETTO MODERNO DI ALEX

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Covid 19. Via le distanze sui treni: ma siete matti o cosa?

People For Planet - Sab, 08/01/2020 - 13:00

Con i contagiati che hanno ripreso a salire, nuovi focolai a decine e decine e il virus che esplode in mezzo mondo, Trenitalia e Italo per i treni ad alta velocità e la Regione Lombardia per i treni regionali hanno deciso la fine del distanziamento sui treni. Il che equivale a lanciare un messaggio di “Liberi tutti”!

Messaggi sbagliati mentre il Coronavirus non si ferma

Aggiungi il convegno contro il distanziamento sociale organizzato da Salvini al Parlamento, le parole di Bocelli (che le scuse non possono cancellare, perché ormai il messaggio si è diffuso molto più della marcia indietro)… Che cosa otteniamo? Un biglietto ad alta velocità verso il ritorno al disastro. Ma porca paletta! Spero che Conte intervenga al più presto, rimuovendo l’amministratore delegato di Trenitalia e togliendo la cittadinanza a quello di Italo (scherzo, non lo può fare!).
Per la Regione Lombardia non ci sono più parole…

I sindaci e il rispetto delle norme negli esercizi pubblici

E mi aspetto anche provvedimenti draconiani contro i sindaci che non si occupano di controllare che negozi ed altri esercizi pubblici rispettino le norme (ad esempio quella di prendere i nomi e il telefono di chi entra al ristorante, controllando i documenti però, perché come dice De Luca, il presidente della regione Campania, ci sono dei pirla che danno nomi falsi, tipo Mandrake e Ronald Reagan). Me la piglio coi sindaci perché sono legalmente responsabili della salute locale!

Il flop annunciato dell’app Immuni

Bisognerebbe anche fare qualche cosa per diffondere la app Immuni, ferma al palo dell’inefficacia perché troppi pochi la usano… Che peraltro se stacchi il bluetooth non serve a nulla… Ma in Italia non si può fare che la app sfrutti la geolocalizzazione satellitare: questioni di privacy… Ma andate a quel paese a fare le bolle di sapone nell’acqua scorreggiando!

Troppi pochi tamponi perché danneggiano l’economia…

E secondi molti virologi fare tra i 60 e i 70 mila tamponi al giorno è troppo poco. Cosa aspettiamo?!?! Il problema è che si sta svolgendo uno scontro epico tra interessi sanitari e economici: chiudere danneggia l’economia. Questo è l’unico complotto in atto: minimizzare i dati facendo pochi tamponi…

Trump, Putin e gli altri negazionisti

L’altro complotto in atto, sottoscala di questo, vede all’opera Trump, Putin, Boris e Bolsonaro, negazionisti che peraltro controllano la Cia e il KGB; che poi vorrei che quelli di sinistra che mi dicono che ho tradito la mia famiglia perché temo il Covid-19 mi spiegassero come riescono a sentirsi di sinistra appoggiando 4 dei peggiori reazionari del mondo e i servizi segreti più complottisti della storia umana… Cioè sono un traditore perché non sono d’accordo con Trump?!?!?

Conte, usa l’esercito e il parlamento!

Caro Conte: hai l’esercito e il parlamento: usali! Cancella queste assurdità sulla privacy e manda i soldati nei ristoranti. Forse si è capito che io sono per la linea De Luca: lanciafiamme sui cretini! (Lanciafiamme simbolico, sono un confetto d’amore e pacifismo e so bene che la violenza è inutile quanto disgustosa… Anche quella degli insulti verbali. Infatti non ho insultato nessuno… Il linguaggio triviale l’ho usato solo per rendere l’idea di quanto io sia sconcertato e preoccupato. E anche un po’ deluso per l’ignavia nazionale. E spero che anche tu ti incazzi un po’ e faccia qualche cosa con la tua bella tastiera…).
E già che ci siamo comprendo solo ora come mai Conte abbia tergiversato all’inizio nel proclamare la quarantena. Ora capisco che non poteva farlo prima perché ci sarebbe stata un’insurrezione armata che avrebbe fatto più vittime del Coronavirus. Ha avuto dalla sua parte la maggioranza dei compatrioti solo quando hanno iniziato a scorrere i fiumi di bare. A volte non puoi fare la cosa giusta ma solo quella possibile…
Buon caldo epocale a tutti, anche oggi bollino rosso in mezza Italia. Ma non è il disastro climatico, è solo l’estate.

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Sparta impero del male

People For Planet - Sab, 08/01/2020 - 10:00

Nella storia di Sparta stupisce lo sconvolgimento dei costumi e della cultura che ha trasformato la società in un modo talmente radicale; non si ha notizia di un fenomeno di pari radicalismo in tutta la storia umana.

Un esperimento di ingegneria sociale che riuscì a reggere per almeno 3 secoli, forse molto di più. Come abbiamo visto nella puntata precedente le donne spartane vivevano una condizione unica rispetto alle donne aristocratiche del loro tempo, nelle società guerriere e schiaviste. Parliamo delle donne che facevano parte del gruppo etnico I Dori che aveva conquistato quelle terre e soggiogato gli abitanti rendendoli schiavi o servi.

Mentre queste donne spartane avevano diritti civili, potevano ereditare ed essere ricchissime e godevano di una straordinaria libertà sessuale ad Atene e nelle altre città greche le donne dell’aristocrazia erano segregate in modo rigido: chiuse in casa dovevano occuparsi delle faccende domestiche, dei figli e di tessere. Potevano uscire di casa solo scortate dai parenti maschi e solo per incontrare i famigliari. Non potevano lavorare all’esterno e quindi si muovevano pochissimo il che determinava un anchilosi del bacino tale che le morti per parto erano numerose; il problema era talmente drammatico che il numero delle donne dell’aristocrazia diminuiva continuamente; per questo periodicamente si autorizzavano gli aristocratici a sposare donne di classi inferiori.

Il legislatore Pericle tentò di limitare questa mortalità imponendo alle donne gravide di recarsi ogni giorno al tempio dedicato alla Dea Demetra così che camminassero un po’. Parallelamente gli aristocratici maschi vivevano molto peggio degli altri greci. Entravano in caserma a 7 anni, ne uscivano con la possibilità di vivere con le mogli a 30 ma per tutta la vita dovevano cenare in caserma, portandosi per altro da casa gli ingredienti della sbobba egualitaria. Gli stranieri che ebbero l’avventura di essere invitati alla loro tavola raccontarono poi che assaggiando quel pappone di cereali sangue di maiale e aceto avevano capito perché gli spartani non temessero la morte.

La vita degli spartani era durissima: da ragazzi gli veniva dato poco cibo ed erano incoraggiati a rubare il resto depredando servi e schiavi; gli allenamenti quotidiani erano estenuanti, la competizione per guadagnarsi il diritto di comandare in battaglia era feroce; si racconta che per fare parte delle truppe scelte, una delle prove fosse quella di sopravvivere nei territori stranieri avendo in dotazione solo di un coltello, una ciotola di argilla e la tunica. Dovevano riuscire a uccidere e rubare per sfamarsi e ripararsi dal freddo. Vigeva poi un controllo sociale ossessivo, e la delazione alle autorità era incoraggiata. Quando poi finalmente andavano in guerra si dice che fossero contenti perché magari morivano però prima di crepare si riposavano un po’.

Su maschi e femmine poi gravava l’obbligo assoluto di vestirsi in modo modesto e rigoroso, il divieto di sfoggiare segni di ricchezza e abitare in case lussuose; tutti gli aristocratici dovevano sembrare uguali. Quindi mancava un aspetto fondamentale delle dinamiche sociali: la possibilità di godere dell’esibizione di simboli del proprio stato sociale. Le donne ricche potevano certo allevare cavalli di grande razza e arrivare a veder vincere le proprie bighe trainate da 4 equini perfino alle Olimpiadi (alle Olimpiadi i conduttori di bighe dovevano essere maschi, ma in altre competizioni le spartane guidavano personalmente i loro cavalli). Le donne che vincevano le gare tornando a Sparta erano letteralmente venerate come eroine.
« Un giorno una straniera avrebbe detto a Gorgo, moglie del re di Sparta Leonida I: “Voi spartane siete le sole donne che comandano i loro uomini“. Gorgo rispose: “Sì, ma siamo anche le uniche capaci di generare dei veri uomini“. »(Plutarco, Moralia 225A e 240E)

La vita degli spartani e i loro successi sociali erano ferreamente legate non al “quanto possiedi” ma al “cosa sai fare”. La competizione tra i giovani era incentrata sull’abilità negli sport ma anche sulla forma fisica che essi ottenevano con l’esercizio. Per questo i giovani competevano nudi: essere nudi non era una vergogna ma mostrava la rettitudine di chi non ha niente da nascondere perché le forme dei muscoli erano la prova del suo impegno. E questo valeva sia per i maschi che per le femmine, il che scioccava totalmente gli stranieri che consideravano la nudità delle loro donne qualche cosa che non era immaginabile mostrare in pubblico. In particolare i ragazzi dovevano periodicamente spogliarsi e schierarsi di fronte alle loro coetanee che li valutavano prendendo in giro chi non era abbastanza muscoloso… Difficilmente si può immaginare un sistema motivazionale più efficiente.

Gli spartani accettavano questo sistema sociale perché avevano grandi vantaggi. Innanzi tutto avevano sotto di sé una marea di schiavi e servi senza diritti. Persone che erano state vinte in battaglia o sottomesse con le minacce. Una popolazione che non aveva nessuna possibilità di miglioramento sociale. Nelle altre città greche uno schiavo poteva essere liberato e scalare entro certi limiti la piramide sociale. A Sparta non c’era nessuna possibilità. Anzi gli umili venivano sistematicamente sottoposti a violenze. I giovani guerrieri avevano diritto di derubarli: se venivano scoperti erano puniti non perché derubare gli Iloti fosse una colpa ma perché non erano stati abili. Esisteva poi una specie di polizia segreta, formata da 300 giovani guerrieri che avevano superato prove di iniziazione terribili, che venivano incaricati da un comitato di anziani di uccidere in agguati quei servi e quegli schiavi che avevano dimostrato qualche qualità speciale. Cioè si praticava in segreto una sorta di eugenetica al contrario: bisognava eliminare i migliori tra i dominati per evitare che avessero figli capaci di ribellarsi.

Altra contropartita di questa vita sobria per le donne e dura per i maschi era la totale libertà sessuale. Gli stranieri che visitavano la città raccontavano (con invidia generalmente) che era un obbligo sociale per i ragazzini di 12 anni diventare amanti/allievi di un guerriero adulto. Addirittura si è vociferato di punizioni per chi era restio. Il paradiso dei pedofili! Inoltre non era un problema se un maschio adulto voleva unirsi con una ragazzina che aveva appena superato i 12 anni. Né era un problema se i coniugi tenevano relazioni intime fuori dal matrimonio, addirittura una donna poteva avere figli concepiti con uomini diversi dal marito, paternità ufficialmente riconosciute con l’accordo del consorte. Gli amori tra donne erano considerati altrettanto normali a prescindere dall’età delle fanciulle. Inoltre fin dalla nascita i bambini avevano una libertà estrema e rarissima nelle civiltà guerriere antiche: i neonati non erano fasciati come mummie, quindi non si impediva il naturale sviluppo fisico, mentale ed emotivo delle persone. Altro vantaggio che avevano gli spartani dell’aristocrazia erano le feste religiose improntante al gioco e alla danza: vere esplosione di frenesia… ce n’erano parecchie e duravano diversi giorni. Avevano perfino un tempio dedicato al ridere.

Forse una reminiscenza di un passato matriarcale quando i popoli consideravano il ridere e l’orgasmo momenti di comunione spirituale con la Dea Madre.

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Caregiver è donna

Patrick Zaki ha compiuto 28 anni in carcere

People For Planet - Sab, 08/01/2020 - 09:39

Il governo egiziano da febbraio tiene in ostaggio uno studente dell’università di Bologna, Patrick Zaki, accusato di diffusione di informazioni dannose per lo Stato e incitazione ad azioni contro lo Stato. Proprio 5 giorni fa la procura del Cairo ha deciso di prolungare la detenzione del giovane, 28 anni compiuti in cella, per altri 45 giorni. E anche stavolta, la decisione non è accompagnata da alcuna spiegazione, come consentito dalla assai poco democratica legge egiziana vigente. Il calcolo dei giorni parte dalla data dell’ultima udienza: Patrick resterà dunque in carcere almeno fino a fine agosto, in quello che la sua legale, Hoda Nasrallah, ha descritto come “un gioco legale”. 

Una delusione amara per i familiari di Patrick, “devastati”, a detta di chi li conosce. Nelle settimane scorse erano infatti riusciti ad avere l’appoggio di molti esponenti della chiesa copta e avevano sperato che questo, unito alle pressioni dall’Italia e dall’Unione europea, potesse finalmente risultare decisivo per la scarcerazione del giovane studente.

David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, ha commentato duramente via Twitter la decisione del Cairo:

“Ancora una decisione incomprensibile e crudele della giustizia egiziana nei confronti di Patrick Zaki, con altri 45 giorni di custodia cautelare in condizioni di detenzione inumane.
E tutto questo contro un ragazzo che non ha fatto assolutamente nulla, che non ha commesso alcun reato.
L’Europa continuerà a chiedere ogni giorno libertà e giustizia con ancora maggiore convinzione, e determinazione ostinata.
Mai compromessi sui diritti umani!”

Un messaggio cui hanno fatto seguito esternazioni di solidarietà soprattutto da parte del centro sinistra e dei Radicali, ma a non giocare un ruolo chiaro nella vicenda è proprio l’Italia. In audizione in commissione Esteri alla Camera sulla relazione 2019 sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, Emanuele Russo, presidente di Amnesty International Italia, ha rilevato un incremento esponenziale della vendita di armi all’Egitto.

Il 2019 attesta una conferma dell’Egitto come destinatario principale dell’export di materiali di armamento con 871,7 milioni di euro e come secondo partner il Turkmenistan. Su questo punto mi preme rilevare che nel 2018 il quantitativo totale di vendita si attestava a 69 milioni di euro, quindi c’è stato un incremento mastodontico di vendite verso questo paese. In entrambi i casi , Egitto e Turkmenistan, rileviamo quindi la stessa problematica emersa negli anni passati ossia quella relativa alla vendita di materiale d’armamento a Paesi che non rispettano i diritti umani o sono impegnati in conflitti”.

Quale potere negoziale, quale soft power è possibile attuare con l’Egitto, dove l’impoverimento dei diritti dei suoi cittadini è direttamente proporzionale all’arricchimento che l’Italia trae vendendogli armi?

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Vacanze: 3 consigli preziosi per l’estate dei nostri amici animali

People For Planet - Sab, 08/01/2020 - 08:00

Se state organizzando le vostre vacanze e ancora non avete trovato una soluzione per cani e gatti, le nuove risorse a disposizione sono molte, con qualche accortezza…e una dritta: trasportarli con noi non è mai stato così facile.

Regola numero uno: non lasciate i gatti in un gattile, salvo non ci sia proprio alcuna altra possibilità. I gatti sono territoriali, e aggiungere all’assenza dei “padroni” il cambiamento di scenario è uno stress per loro ancor maggiore che per un cane. I gatti non hanno bisogno di uscire, quindi senza troppa fatica si dovrebbe riuscire a trovare qualcuno disposto a passare a trovarlo, nutrirlo e ripulire la sabbietta una volta al giorno.
Anche un vicino di casa, un parente o un amico, vanno bene: qualcuno a cui poter ricambiare il favore, risparmiando, e che il gatto conosce, anche se magari superficialmente.
In alternativa, le risorse – anche online – sono molte: oggi le pagine facebook di quartiere, le cosiddette social street, offrono mille possibilità a chi cerca e offre lavoretti di questo tipo, specie nelle città medio-grandi: uno studente o un pensionato troverà vantaggioso arrotondare i guadagni rimanendo nella propria zona e facendo un lavoro poco impegnativo e super flessibile. Ancora, siti di riferimento come petme restano una certezza per le vacanze ma anche per la vita di tutti i giorni, quando non sappiamo a chi lasciarli.

Regola numero due: anche se il cane soffre meno la pensione, si può pensare anche per lui a un amico-vicino che venga a casa. Questa scelta è certamente più impegnativa, visto che il cane deve uscire almeno 2 volte al giorno, meglio se 3, e almeno una volta deve potersi sfogare e correre liberamente giocando all’aria aperta. Per questo, una buona struttura può rivelarsi la soluzione più facile. Ma quali caratteristiche deve avere?
La spesa minima per una struttura seria è di 10 euro a notte per un gatto, e intorno ai 20-25 per un cane. Come per l’ingresso di un bambino all’asilo, ci vogliono due o tre giorni per l’inserimento nell’ambiente nuovo: il proprietario dell’animale deve accompagnarlo e stare con lui, e nel frattempo verificare le caratteristiche del posto: che ci siano pasti personalizzati (ogni cambiamento aggiuntivo, come il cambio di crocchette, può essere un ulteriore stress) che siano garantite, e dove, le corse mattutine e serali, che gli spazi chiusi siano adeguati e protetti da sole o pioggia, che la struttura sia pulita e non ci siano odori sgradevoli.
Non abbiate timore di controllare che ci siano le autorizzazioni sanitarie e del Comune, che i dipendenti abbiano i requisiti professionali, e che la pensione sia convenzionata con un veterinario. Come in tutte le cose che riguardano gli animali domestici (e gli esseri umani) il segreto del successo sta in una soluzione al “problema estate” al quale i nostri amici siano abituati sin dall’infanzia. Quindi se siete indecisi, sappiate che un cane anziano che non ha mai fatto questa esperienza soffrirà di più.
Per quanto riguarda i rimedi anti-stress, aiuta molto una maglietta con il vostro odore, la cuccia dell’animale trasportata fino alla pensione, e naturalmente i suoi giochi preferiti.

Regola numero tre: forse riuscite a organizzarvi per portare con voi i vostri animali! Sappiate che le cose negli ultimi anni sono parecchio cambiate: quest’anno addirittura sui treni ad alta velocità di Italo, a luglio e agosto, il biglietto è offerto dall’Editore Pizzardi (quello dei mitici Amici Cucciolotti); se gli animali di taglia piccola sono ammessi gratuitamente tutto l’anno, chiusi nel loro trasportino, questa opzione apre gratuitamente in estate anche ai cani che superano i 10 chili, per i quali sarà previsto uno spazio a fianco dei padroni (in tutte le categorie di viaggio), con un kit speciale che include un tappetino monouso per accucciarsi e una ciotola per il cibo o per l’acqua (prenotazioni allo 06.0708).

Trenitalia ammette gratis trasportini di dimensioni non superiori a 70x30x50 nella prima e nella seconda classe di tutte le categorie di treni (solo uno per passeggero però!). Per cani extra large la tariffa fissa di Trenitalia è 5 euro. Accettabile.

In aereo, Easyjet e Ryanair restano ostili al trasporto di animali domestici, mentre Vueling accoglie a bordo cani, gatti, ma anche uccelli, pesci e tartarughe. Per viaggiare in cabina con il proprietario (come noto la stiva degli aerei è un’opzione molto pericolosa, per possibili problemi di pressurizzazione che possono risultare mortali) il trasportino con l’amico dentro non deve superare gli 8 chili, e le misure 45x39x21, al costo di 40 euro a tratta sui voli interni, 50 sugli internazionali e per le Canarie. Con Alitalia, il trasportino può pesare fino a 10 chili (ma le dimensioni richieste sono molto rigide e si fermano a 40x20x24) per tariffe che variano da 40 euro, in Italia, a 75 per Europa e Nord Africa (fino a 200-250 per i voli transoceanici). Un po’ più economici Air France e Tap. Occorre prenotare in anticipo, in genere per telefono.

Per quanto riguarda i traghetti: Moby, Tirrenia e Toremar mettono a disposizione cabine per ospitarli con i proprietari (con l’aggiunta di 50 euro), fino a un massimo di tre animali per cabina. Ulteriori dettagli su TraghettiWeb.

Immagine di copertina: Fotomontaggio di Armando Tondo

Perché non scarichiamo l’app Immuni | Treni: stop distanziamento su Frecce, è polemica | Microsoft per acquisto di TikTok

People For Planet - Sab, 08/01/2020 - 06:25

Corriere della Sera: In Italia sette regioni con Rt sopra 1, media nazionale a 0,98 e 736 focolai attivi;

Il Giornale: Quel messaggio Usa a Erdogan. Esercitazione militare coi greci;

Il Manifesto: Liberismo e negazionismo, il doppio scacco dell’America Latina;

Il Mattino: Whirlpool Napoli, vertice al ministero: «C’è un’offerta da Adler per la fabbrica»;

Il Messaggero: Lombardia, l’ipotesi rimpasto per “commissariare” Fontana Faro dei pm sul prezzo dei camici;

llsole24ore: Psicopatologia di Immuni. Perché non scarichiamo l’app di tracciamento?;

Il Fatto Quotidiano: Il governo introduce per decreto la doppia preferenza nella legge elettorale della Regione Puglia. Conte: “Basta discriminare le donne”;

La Repubblica: Treni, finisce distanziamento su Frecce ma è subito polemica. Cts: “Molto preoccupante” Lombardia, torna il 100% dei posti a sedere;

Leggo: Travolto dal cancello della sua casa: Tommaso muore schiacciato a 4 anni;

Tgcom24: Microsoft tratta per l’acquisto di TikTok. E Trump vuole i cinesi fuori dalla app;

Michele Dotti: la ricetta dell’infelicità (VIDEO)

People For Planet - Ven, 07/31/2020 - 17:00
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Record di attivisti ambientali uccisi nel 2019

People For Planet - Ven, 07/31/2020 - 14:00

Il Global Witness ha rivelato il numero di difensori della Terra e dell’ambiente uccisi nel 2019: 212 persone sono state assassinate per aver difeso pacificamente la loro casa e per aver resistito alla distruzione della natura, opponendosi alle industrie estrattive alla guida della crisi climatica.

In media, più di quattro difensori sono stati uccisi ogni settimana nel 2019, con un picco di omicidi durante il blocco dovuto alla diffusione della pandemia da Covid-19. Innumerevoli altri attivisti sono stati messi a tacere attraverso attacchi violenti, arresti, minacce di morte o azioni legali.

Oltre la metà di tutti gli omicidi segnalati l’anno scorso è avvenuto in soli due paesi: Colombia (con un picco di 64) e Filippine (passando da 30 nel 2018 a 43 nel 2019). A livello globale, il numero reale di omicidi è stato probabilmente molto più elevato, poiché i casi spesso non sono stati documentati.

Secondo il report, la maggior parte delle morti è collegata all’opposizione all’industria mineraria, seguita da agricoltura, disboscamento e bande criminali. Le comunità indigene di tutto il mondo continuano ad affrontare rischi sproporzionati di violenza, costituendo il 40% dei difensori uccisi l’anno scorso.

4 attivisti uccisi ogni settimana

In Brasile, dove nel 2019 sono state uccise 24 persone, le comunità indigene hanno segnalato che “stanno rischiando l’estinzione”, con i leader che accusano il presidente di estrema destra Jair Bolsonaro di “approfittare” della diffusione del Covid-19 per eliminare definitivamente gli indigeni. Il 90% delle morti in Brasile sono avvenute in Amazzonia.

L’industria agroalimentare e il petrolio, il gas e l’estrazione mineraria sono stati costantemente i principali motori di attacchi contro i difensori della terra e dell’ambiente – e sono anche le industrie che ci spingono ulteriormente verso il cambiamento climatico, contribuendo alla deforestazione e all’aumento delle emissioni di carbonio“, ha dichiarato Rachel Cox, attivista di Global Witness.
Molte delle peggiori violazioni dei diritti umani e ambientali del mondo sono guidate dallo sfruttamento delle risorse naturali e dalla corruzione nel sistema politico ed economico globale. I difensori della terra e dell’ambiente sono le persone che prendono posizione contro questo scempio. Se vogliamo davvero fare piani per una ripresa ecologica che ponga al centro la sicurezza, la salute e il benessere delle persone, dobbiamo affrontare le cause profonde degli attacchi agli attivisti e seguire la loro guida nella protezione dell’ambiente e nell’arresto della disgregazione climatica.”

Maggiore violenza sul corpo delle donne

Le cifre del 2019 rivelano anche come oltre 1 difensore su 10 ucciso nel 2019 fosse donna. Le donne attiviste affrontano minacce specifiche, tra cui campagne diffamatorie spesso incentrate sulla propria vita privata, con contenuti sessisti o sessuali espliciti. La violenza sessuale è anche usata come tattica per mettere a tacere le donne, molte delle quali vengono considerate “non all’altezza”.

Nonostante si trovino di fronte a queste minacce violente e alla criminalizzazione, i difensori di tutto il mondo hanno comunque ottenuto numerosi successi nel 2019, a testimonianza della loro capacità di resistenza, forza e determinazione nel proteggere i loro diritti, l’ambiente e il nostro clima globale.

Fonte: The Guardian / Global Witness
Immagine: Celia Xakriaba, educatrice indigena e attivista del popolo Xakriaba del Brasile, con un ritratto di Paulo Paulino Guajajara, ucciso in un’imboscata da taglialegna illegali nel 2019.
Fonte: Olivier Hoslet/EPA

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È accettabile che la Rai annunci con giubilo la “vittoria” di Salvini?

People For Planet - Ven, 07/31/2020 - 11:00

L’Italia non è tanto scioccata dalla mancanza di professionalità di una giornalista e di una redazione Rai che sbagliano così clamorosamente a interpretare il voto in Aula di ieri, sostenendo che il governo avrebbe votato no a processare l’ex premier Matteo Salvini per la vicenda Open Arms. L’Italia è scioccata per l’entusiasmo mostrato senza vergogna dalla stessa giornalista del servizio pubblico: Maria Antonietta Spadorcia.

La nostra informazione

Ghana, Sud Africa, Burkina Faso, Botswana, sono solo alcuni dei Paesi del mondo dove, ci ricordava l’ultima classifica di Reporters San Frontiers, si vive e si lavora, si studia e si cresce con una maggiore libertà di stampa rispetto a noi, rispetto all’Italia. La più grande associazione internazionale in difesa dei giornalisti di tutti il mondo, ma soprattutto in difesa del diritto a una stampa libera e indipendente, l’Italia è al 41esimo posto con un punteggio che si abbassa ancora quest’anno di un bell’1.29.

Una multa inutile

E pensare che solo pochi mesi fa, a seguito di 1,5 milioni e mezzo di multa inflitta alla Rai per mancanza di indipendenza e pluralità, Michele Anzaldi (Iv), segretario della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, scriveva:

“Le ripetute violazioni del contratto di servizio, accertate dall’Agcom e richiamate più volte in questi mesi, rappresentano una doppia beffa ai danni della qualità dell’informazione Rai per i cittadini che dovranno anche pagare la multa visto che ne sono azionisti attraverso il Governo. Per L’ad Fabrizio Salini e per il management è l’ora della verità”. La sanzione era giunta in particolare, in merito a numerosi episodi riguardanti la programmazione diffusa dalle tre reti generaliste, per le quali l’Autorità ha accertato il mancato rispetto da parte di Rai dei principi di indipendenza, imparzialità e pluralismo e ha irrogato una sanzione pecuniaria di 1,5 milioni di euro.

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Idea creativa: treccina colorata per l’estate!

People For Planet - Ven, 07/31/2020 - 10:00

Dal canale YouTube MyCrazyWorld un video che ci insegna passo passo come realizzare una (o più) treccina colorata in autonomia sui nostri capelli.

Un’idea alternativa per rendere più vivace la nostra estate!

Fonte: MyCrazyWorld

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Milano, nasce dal cemento l’albero Veronica. “Ma sarà sradicato”

People For Planet - Ven, 07/31/2020 - 09:00

E’ bello, pimpante e colorato da sempre. Spunta come un’allucinazione dal marciapiede sfocato in questi giorni roventi di luglio e se prima lo guardi e basta, poi torni a controllare: ma il vaso dov’è? Non c’è vaso, per questo arbusto che è incredibilmente cresciuto nel marciapiede sotto casa mia e prende acqua e nutrimento chissà dove, lì sotto.

Il quartiere (dalle pagine del suo gruppo Facebook) grida periodicamente al miracolo e sta scegliendo un nome per farne la mascotte della via. Tra Gigi (come Luigi Canonica, l’architetto che dà il nome alla strada) e Pallino, spunta un Veronica, come la protagonista della canzone “In pè” di Enzo Jannacci, che abitava, anche lei, in questa strada che chiude da un lato la bellissima China Town di Milano, oggi in continua evoluzione.

Il piccolo miracolo analizzato da un bambino quando l’albero era ancora una piantina semi nascosta dai vasi

L’arbusto è lì da molti anni, naturalmente, ma prima non lo si notava granché perché il ristorante cinese che vi si affacciava – ora sostituito dalla catena Takumi Ramen Kitchen – aveva disposto ai suoi lati ampi vasi pieni di vegetazione, dunque solo un occhio attentissimo poteva notare che lei non nasceva da quei vasi. Spariti quelli, Veronica – la chiamerò così – spicca solitaria e fiera, ogni tanto ha un ramo spezzato, ma tutto sommato cresce velocissima e bella. E’ sopravvissuta anche ai lavori del nuovo ristorante, lo scorso giugno.

La minaccia

Da quanto si apprende dalle voci di quartiere, però, Veronica rischia grosso con l’arrivo di settembre. “Confermo che a settembre verrà montato il ponteggio per il rifacimento della facciata del palazzo. Andrà rimossa perché causa solo danni alla pavimentazione del marciapiede e al sottosuolo, dove passano tubo del gas e altro! Sotto ci sono anche le cantine”, scrive un’abitante del palazzo. E giù le richieste di proteggerla, partite anche a prescindere dai prossimi lavori in corso. Alessandro Giungi – Pd – ne ha scritto un post su Facebook qualche giorno fa, e da lì tutta la stampa locale, compreso Il Corriere della Sera, ne ha parlato: “In via Canonica 63 è nato sul marciapiede quest’albero. Per me è un piccolo miracolo. Che va preservato e protetto. Due giorni fa ho avvertito l’assessore all’Urbanistica Maran che sicuramente farà il possibile”. Maran ha subito risposto citando Jovanotti “Sei un fiore cresciuto sull’asfalto e sul cemento”.

Sentinelle volontarie

Adesso gli abitanti della via promettono che faranno “le sentinelle” e avanzano modi e metodologie giuste per trapiantarlo: “Non si può strapparlo bisogna rimuoverlo col suo pane di terra cosa molto difficile se no muore. Dobbiamo forse avvisare l’assessore del verde oppure i consiglieri del municipio per fare qualcosa”. Ma basterà? Non sarà forse poi proprio tutta questa visibilità a stuzzicare l’idea di danneggiarlo o distruggerlo?

Una pianta velenosa

La pianta è anche invisa a molti perché – Veronica è un esemplare di Solanum Capsicastrum – ha dei coloratissimi frutti velenosi, sia per gli animali che per le persone. Molti post in passato, sullo stesso gruppo di quartiere, hanno avvertito i genitori in particolare di far attenzione ai bambini, che potrebbero confondere quelle palline colorate con pomodorini. Nessun problema reale: al massimo l’ingestione delle bacche potrebbe portare qualche mal di pancia.

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Piante aromatiche: colori e odori per riempire giardino e balcone

People For Planet - Ven, 07/31/2020 - 08:00

Entrare in giardino ed essere sommersi dall’odore di liquerizia o da fiori azzurri facili da far crescere, che hanno poi anche un ottimo uso, magari in cucina.

Sono alcune delle soddisfazioni che si possono ottenere coltivando le piante aromatiche, termine “ombrello” usato per definire generalmente tutte le piante che hanno, in qualche loro parte, una fragranza di qualche tipo, un aroma, appunto.

Coltivarle anche nel proprio giardino o sul balcone non è poi così difficile, come ci ha spiegato l’agronomo Francesco Beldì, che ha appena scritto sull’argomento il libro “Coltivazione biologica delle piante aromatiche”, ed.  Terra Nuova Edizioni.

Cosa sono e come sono fatte le piante aromatiche?

«Non esiste una definizione precisa a livello scientifico per questo tipo di piante, si usa questo termine riferendosi alla fragranza racchiusa in una delle loro parti, dalle foglie, al fusto, alla radice. Molte di loro coincidono con quelle che sono definite “piante officinali”, perché spesso questo aroma coincide con un principio attivo che veniva utilizzato – o viene usato tutt’ora – in erboristeria o in medicina.
Il termine “piante aromatiche” è più ampio e fa riferimento al loro uso sia per alimentazione sia per l’aromatizzazione dell’ambiente, del giardino.
Le tipologie sono varie: possono essere alberi, come l’Alloro, oppure arbusti, ma anche piante erbacee e possono essere annuali e morire a fine stagione oppure perenni e durare nel tempo.»

Perché sono importanti e perché è utile coltivarle?

«Sono piante che si coltivano da sempre, nella tradizione, pensiamo ai ‘giardini dei semplici’ nei conventi, ma ognuno di noi ha coltivato un qualche tipo di pianta aromatica, pensiamo al vasetto di Basilico sul balcone.
Queste piante presentano di solito due grossi vantaggi: sono quasi tutte molto ‘rustiche’, cioè si adattano bene ai terreni e patiscono poco i parassiti. E poi basta coltivarne poche per soddisfare quello che è il proprio fabbisogno personale. Ad esempio, coltivando una pianta di Melissa una persona beve tisane di Melissa quasi per tutto l’anno. Oppure torniamo al classico Basilico, quasi tutti ne abbiamo un vasetto in casa perché se è fresco ha più sapore, ne basta poco e non ha particolari esigenze.»

Qual è l’origine delle piante aromatiche? Da dove provengono?

«Possono essere piante autoctone o piante che si sono adattate ai nostri climi: si pensi ad esempio alla Stevia, che da noi non esiste spontanea – viene dall’Oriente – ma che oggi viene coltivata anche nei nostri climi in quanto molto richiesta come dolcificante.
In effetti le piante autoctone sono davvero molto poche. Lo stesso grano viene dagli altipiani etiopici, cosi come il pomodoro che viene coltivato in Italia solo dal 1600.
Si tenga conto che vi sono specie che da noi non sono usate come aromatiche e in altri Paesi invece lo sono, e viceversa: ad esempio il coriandolo è una pianta che da noi cresce anche spontanea le cui foglie sono usate come aroma in India e in Centro America e non da noi.»

Chi può coltivarle?

«Non serve essere professionisti per coltivare queste piante, nel libro abbiamo messo indicazioni per tutti quelli che vogliono avviare una coltivazione, sia per hobby sia per chi vuole avvicinarsi a queste piante per scopi professionali.»

Quanto spazio ci vuole, dove possono essere coltivate? Si possono coltivare anche sul balcone o ci vuole l’orto e l’angolino delle aromatiche? Va bene qualsiasi terreno?

«Certamente molte piante possono essere coltivate anche sul balcone, mentre in giardino spesso si fanno delle aiuole delle aromatiche. Le aromatiche annuali possono essere messe nelle normali rotazioni dell’orto, quelle perenni invece vanno sistemate in un angolino o bisogna trovargli una collocazione fissa che sia adatta alle piante e comoda per continuare a coltivare l’orto. È anche vero che in un orto per uso famigliare basta coltivarle in piccole quantità, anche uno o due metri quadri se lo spazio è poco.»

Esiste uno ‘starter pack’ per chi vuole mettere le aromatiche nel giardino o in balcone?

«Prima di scegliere cosa piantare va analizzata la situazione del giardino e del balcone e la sua posizione e su quello decidere. Ad esempio se è in ombra si possono mettere menta o melissa…ma di solito si parte da piante di uso frequente, quindi quelle che sappiamo che useremo di più e alle quali poi abbiniamo altre piante.
Un ‘pacchetto di partenza’ classico potrebbe essere il Rosmarino con la Salvia al quale si può abbinare della Santoreggia, oppure dell’Issopo, a seconda di com’è l’aiuola e di quale è il suo posizionamento.
Se il giardino lo abbiamo dietro alla porta della cucina metteremo piante che si usano molto in cucina, se lo vogliamo fare all’ingresso di casa metteremo piante che abbinano la funzione estetica alla funzione aromatica. Dobbiamo però ricordarci che dipende dalle condizioni del giardino, basta fare un’analisi su quali sono le caratteristiche dell’angolo che scegliamo per le aromatiche. Non c’è bisogno di un professionista, basta guardare l’insolazione, l’uso che vogliamo fare delle piante, se c’è l’acqua facilmente a disposizione….
Ad esempio, se si ha un giardino roccioso, ben protetto dal freddo, magari in una zona d’Italia non freddissima si potrebbero mettere addirittura dei Capperi. La scelta è vastissima, qualunque tipo di angolo si può adattare per ospitare aromatiche.»

E riguardo al consumo, le possono usare tutti?

«Sono comunque piante che in generale vanno utilizzate con attenzione. Nel libro suggeriamo come e quando raccoglierle, come conservarle, come possono essere usate e che effetto hanno, però non diamo indicazioni o posologie perché non è il nostro lavoro. Bisogna comunque ricordare che si tratta di piante con un principio attivo che su alcune persone può avere un effetto negativo. Ad esempio il Timo, una pianta che uno pensa solitamente innocua, accelera il battito cardiaco. Se qualcuno ha la pressione alta e fa un bagno nelle foglie di Timo può avere una tachicardia, l’uso deve essere moderato. Nel testo ho cercato anche di segnalare quando e che cosa poteva far male.»

Il libro si intitola “Coltivazione biologica delle piante aromatiche”. Come mai si fa riferimento al metodo biologico come metodo di coltivazione?

«Secondo me, soprattutto se uno coltiva per se stesso, deve farlo utilizzando il minor numero possibile di prodotti che possano essere nocivi per la sua salute, non solo nell’alimento ma anche nell’utilizzazione. Nel senso anche di una protezione del coltivatore che non entra in contatto con prodotti pericolosi.
Nel caso del consumo di queste piante a maggior ragione non credo serva usare prodotti chimici, perché si assumono in piccole quantità, devono avere un aroma molto intenso e ne estraiamo delle sostanze concentrate: pertanto è necessario avere questi prodotti il più puri possibile.»

Nelle tue ricerche hai trovato qualche pianta aromatica un po’ particolare?

«Una che mi piace citare è la Monarda, o Tè Oswego. Era una pianta consumata come tè dagli indiani Oswego e che gli americani hanno cominciato a consumare come ‘tè alternativo’ quando alla fine del 1700 boicottavano il tè delle Indie della corona inglese. Ha un profumo molto buono, una fioritura bellissima e molto colorata, tanto che viene coltivata più spesso come pianta ornamentale. Non è semplice da trovare nei garden ma è molto bella da avere in giardino.
Oppure possiamo parlare dell’Issopo, che ha un sapore un po’ resinoso e un po’ amaro e si usa per aromatizzare gli arrosti e la carne, e si può usare per fare un ottimo sciroppo per la tosse. Ha una fioritura di lunga durata, molto bella, colorata di azzurro, ed è un pascolo per le api e per gli impollinatori molto apprezzato, quindi ha anche una serie di funzioni ecologiche molto interessanti, oltre ovviamente alla funzione estetica, come pianta ornamentale. 
Le aromatiche in generale sono ottime come pianta ornamentale. Nella Scuola Professionale dove insegno abbiamo provato a fare una aiuola ornamentale con l’erba cipollina, è venuta molto bene. Una collega invece ha messo all’ingresso dell’Elicriso, che ha un odore di liquerizia fortissimo che si avverte subito quando si arriva a scuola: è una bella sensazione.»

Immagine di copertina: Disegno di Armando Tondo