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Aggiornato: 14 min 36 sec fa

In Tunisia ci sarà un cimitero per i migranti morti nel Mediterraneo

Mar, 06/08/2021 - 16:00

E’ stato inaugurato oggi, 8 giugno, a Zarzis, cittadina portuale nel sud della Tunisia, Le Jardin de l’Afrique, un ‘Cimitero degli sconosciuti’ dedicato ai migranti annegati durante le traversate del Mediterraneo a bordo di barconi partiti dalle coste della Libia o dalla Tunisia.

L’ideatore, creatore e finanziatore del progetto è l’artista algerino Rachid Koraïchi, il quale ha dichiarato che questo luogo sacro “sarà un paradiso in terra”, per quelle migliaia di persone che sono morte nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. Rachid Koraïchi ha dichiarato: ““Il mio è un regalo alla memoria di queste persone, eroi assoluti, morti in mare per colpa dell’Occidente sfruttatore che costringe milioni di persone a mettersi in cammino”.

I senza nome del Mediterraneo

I senza nome del Mediterraneo sono corpi senza identità, che hanno perso la vita durante la transizione acquatica verso una supposta libertà. La grande maggioranza dei morti è stata ripescata dal Mediterraneo circondata dai rottami del loro gommone.

Le Jardin de l’Afrique

Negli scorsi anni, un volontario della Mezzaluna Rossa aveva allestito un piccolo cimitero a Zarzis, con decine di cadaveri sepolti nella terra arida, ma nulla di più, a causa della mancanza di aiuti e fondi da parte delle autorità tunisine.

Nel 2018, però, qualcosa è cambiato. Koraïchi ha spiegato: “Mia figlia vive a Londra e lavora per un’organizzazione internazionale. Un giorno mi ha fatto conoscere quel cimitero di Zarzis e da quel momento ho voluto saperne di più. Ero scioccato, non potevo accettare che i corpi delle persone morte in mare potessero essere sepolti in quel luogo.Volevo fare qualcosa per aiutare i volontari e migliorare il cimitero. Da qui è nata l’idea di creare Le Jardin de l’Afrique. La crisi sanitaria globale ha rallentato tutto, si è perso tempo, ma tra pochi giorni, finalmente, apriremo la struttura”.

 Mentre il precedente cimitero di Zarzis era a miglia dal centro della città, la struttura di Koraïchi è molto più vicina al vivace centro e ospita già da 60 a 70 cadaveri, con una capacità massima di 800.

Chi è Rachid Koraïchi

Koraïchi, 74 anni, è un artista, scultore, incisore e ceramista di fama mondiale emigrato dall’Algeria a Parigi all’età di 21 anni per sfuggire al drammatico periodo post-coloniale nella sua terra natale. Il progetto è stato interamente autofinanziato attraverso la vendita delle sue opere.

Una volta aperto il cimitero, Koraïchi prevede di lasciarne la gestione nelle mani della nuova Associazione Jardin de l’Afrique, guidata dal presidente della Mezzaluna Rossa di Zarzis e Medenine, il dottor Mongi Slim.

Onorare in morti per aiutare i vivi

Koraïchi ha aggiunto: “Non volevo creare un normale luogo sacro dove seppellire i corpi, ma piuttosto qualcosa per onorare la memoria delle vittime e soprattutto che potesse dare l’opportunità alle famiglie dei morti di ritrovarne le tracce“.

Pertanto, da ogni corpo, prima della sepoltura, verrà estratto il DNA. “Questo ci permetterà di lasciare una traccia vivente di ogni cadavere“, ha affermato Koraïchi. “Ciò consentirà di lasciare una traccia viva di ogni defunto, dal concetto di umanità all’opportunità di rimettere in collegamento le famiglie dei morti. Consentire il recupero dei resti di una persona cara su cui piangere ha un valore inestimabile. Le vittime del mare non possono restare per sempre sconosciute. Onorare i morti significa poter aiutare i vivi, ecco come si perpetua il concetto di umanità”.

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Capone & BungtBangt: esce “Io Sono…” il nuovo singolo inedito

Mar, 06/08/2021 - 15:00

In occasione della Giornata mondiale dell’ambiente, promossa il 5 giugno dall’ONU, esce “Io Sono…” il nuovo singolo inedito di Capone & BungtBangt.

Il brano annuncia il ritorno sulla scena discografica di una delle band più originali del panorama musicale nazionale ed internazionale che in due settimane ha superato 130 mila streaming su Spotify.

Io sono…” è il nuovo inedito del gruppo musicale Capone & BungtBangt capitanato da Maurizio Capone e viene supportato dal videoclip del regista FRE’. La band e il regista hanno pensato di sottolineare il contrasto tra la “leggerezza/positività” e la “drammaticità” del tema ambiente e aspira a sensibilizzare tutti, specie i più giovani, su un argomento importante per il nostro futuro che vive risvolti drammatici.

Il brano, pubblicato dalla label italo americana Hammer Music, anticipa il sesto album che verrà pubblicato nel 2022.

“Io sono…” viene pubblcata in concomitanza con la celebrazione del World Environment Day, giornata istituita dall’Onu per ricordare la Conferenza di Stoccolma sull’Ambiente umano del 1972 per incoraggiare a livello mondiale la consapevolezza e l’azione per tutelare il nostro ambiente.“Io sono…” è una canzone solare e gioiosa volutamente scritta per trasmettere positività in un momento nel quale c’è un gran desiderio di tornare alla vita normale. Capone, con la collaborazione di Lello Savonardo cantautore e docente di Comunicazione presso l’Università Federico ll di Napoli, scrive un testo sulla bellezza della natura e sulla gioia di viverla a pieno, tutti insieme e con amore.  Sonorità reggae e ritmiche jungle per mettere in relazione la giungla naturale  e selvaggia con la giungla del caos metropolitano alla ricerca dell’armonia tra dimensioni diverse che devono assolutamente cercare il modo di vivere sullo stesso pianeta.

La capacità di scrivere belle canzoni si unisce all’arte di far suonare strumenti impossibili ed ecosostenibili, questa caratteristica ha permesso a Capone & BungtBangt di essere ancora dei pionieri nell’ambito della “Musica Green” . Oltre a Capone con i suoi innumerevoli strumenti riciclati, uno su tutti la scopa elettrica, la band è composta da Mr. Paradais al basso da ponte e scatolophon basso, Horùs al tubolophon e percussaglie e Maestro Zannella alla buatteria. Artisti a tutto tondo, performer, strumentisti, sound designer ed ecologisti convinti.
Questa grande vitalità è alla base della collaborazione con l’etichetta italoamericana Hammer Music e Rosso di Sera Records le quali hanno deciso di investire sul progetto sposando l’idea e dare massima visibilità nazionale ed internazionale alla band. Del resto la musica di Capone & BungtBangt non è nuova ai palcoscenici internazionali con esperienze in classifica e rotazione radiofonica in Canada e Stati Uniti ma anche coi concerti in Giappone, Europa e Africa.

Capone & BungtBangt saranno protagonisti al prestigioso Campania Teatro Festival 2021 e realizzeranno un doppio spettacolo live dal titolo “Come suona il caos” con la regia di Raffaele Florio.
Questi gli appuntamenti:
19 giugno Anfiteatro di Avella (AV) 
24 giugno Piazza Umberto l, Montesarchio (BN)

Ascolta anche Le Mani Nel Sole, canzone di Capone Bungt&Bangt è a sostegno di Fridays For Future

Ilva: arrestato Amara. “Se confermati, fatti inauditi”

Mar, 06/08/2021 - 12:15

Arrestato, nell’ambito dell’inchiesta che riguarda presunti favori relativi a procedimenti che riguardavano l’ex Ilva di Taranto, l’avvocato siciliano Pietro Amara. Era stato consulente legale dell’Ilva quando l’azienda era in amministrazione straordinaria e, in tale veste, avrebbe avuto rapporti – che la Procura lucana considera illeciti – con l’ex procuratore di Taranto Carlo Maria Capristo, al centro dell’inchiesta, arrestato un anno fa per concussione e oggi destinatario di un provvedimento di obbligo di dimora.

Una gravità inaudita

Arresti domiciliari invece per l’avvocato tranese Giacomo Ragno. In carcere anche il poliziotto Filippo Paradiso, che avrebbe fatto da tramite tra Capristo e Amara.

“Se l’accusa fosse confermata sarebbe di una gravità inaudita – ha detto il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli a Repubblica – perché sono anni che come Verdi avevamo chiesto al CSM di intervenire sulla gestione Capristo a Taranto”.

Le accuse al Csm

“Nel 2018, nel quartiere Tamburi, si registrarono numerosi picchi di diossina con valori nella masseria del Carmine di 900 volte superiori a quelli dell’anno precedente, su questo evento furono presentati numerosi esposti senza esito. Il Csm non intervenne mai – ricorda Bonelli – e il procuratore Capristo rispose dopo poche ore alla mia richiesta al Csm affermando che l’avvocato Amara non era stato invitato dalla procura ma dall’ufficio commissariale: perché una persona indagata per corruzione e poi arrestata poteva partecipare a riunioni negli uffici della procura che riguardavano l’andamento del processo Ambiente Svenduto? Perché dopo l’arrivo dell’avviso di garanzia a Capristo, 2 luglio 2019, per abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta Eni la stessa inchiesta dove era coinvolto l’avvocato Palamara, il Csm non adottò nessun provvedimento e Capristo continuò a guidare la procura fino al 2020?”.

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Ricetta dell’acqua di rose: tonico per il viso fai da te

Mar, 06/08/2021 - 10:00

L’acqua di rose è un antico rimedio per detergere, rinfrescare e tonificare la pelle del viso. Una lozione naturale dalle proprietà astringenti, lenitive e decongestionanti.

Se avete la possibilità di reperire delle rose, provate questa ricetta delicatissima e dal dolce profumo floreale. Dal canale YouTube Fatto in Casa da Benedetta , cosa serve:

  • Petali di 3 rose profumate;
  • 150 ml di acqua;
  • 1,5 gr (40 gocce) di conservante.
Fonte: Fatto in Casa da Benedetta

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Il suono della natura ti cura (Audio)

Mar, 06/08/2021 - 09:00

Sapevamo già che il contatto con la natura migliora la salute in modo incontrovertibile. Adesso una vasta meta analisi di tutti i principali studi fatti a riguardo ha esaminato l’impatto dei suoni della natura sui biomarcatori delle persone, esaminando dozzine di diversi articoli scientifici sull’argomento.

Insonnia e malattie

Rachel Buxton, esperta di conservazione alla Carleton University di Ottawa, nell’introduzione alla sua meta-analisi, fa riferimento a uno studio che ha misurato come vari fattori come la perdita di sonno e le malattie abbiano rubato “anni di vita sana” alle persone. In media, ha scoperto, si perdono 650.000 anni di vita sana solo per colpa dell’inquinamento acustico: 1000% in più rispetto alle malattie cardiovascolari, che sono, nel mondo industrializzato, la principale causa di morte.

Guarigione uditiva

I suoni causano reazioni in ogni vertebrato conosciuto e la maggior parte della vita animale e persino vegetale si è evoluta per percepire il suono come un modo importante per navigare nell’ambiente, trovare cibo e compagni, ed evitare il pericolo. Pertanto, l’oscuramento dei suoni da parte dell’inquinamento acustico può causare molti effetti neurologici dannosi, come un aumento della secrezione di cortisolo – l’ormone dello stress – che può portare a esiti negativi sulla salute.

Perché il suono cura?

Una teoria prevalente sul motivo per cui i paesaggi sonori naturali promuovono la guarigione è che di solito non richiedono attenzione diretta e possono consentire il tipo di “spegnimento” del focus uditivo, qualcosa che non può quasi mai essere fatto nella stimolazione costante di un ambiente urbano.

Nella sua meta-analisi, Buxton ha esaminato in tutto 36 studi, e tutti dicono la stessa cosa. I suoni naturali – uccelli, vento e acqua – producono una riduzione media del 28% della sensazione di fastidio o di malessere preesistente. Tra i tradizionali indicatori di salute, come la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca e il dolore percepito, tutti sono stati fortemente ridotti (23%) dai suoni geofisici dell’acqua.

L’arte e i suoni naturali

Vi segnaliamo quindi il lavoro di un giovane compositore giapponese, Amaoto No Yurai, che crea musica con le gocce di pioggia. È bellissimo e in un certo senso, dopo aver ascoltato, si percepisce il mondo in modo diverso.

La scienza e i suoni naturali

Qui invece la “Musica delle ragnatele” creata da scienziati del MIT

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Gli antichi cristiani si godevano l’hashish in preghiera

Mar, 06/08/2021 - 08:00

A cercare hashish o marijuana su google news in questo periodo è una cascata di notizie di arresti e segnalazioni di piccoli e medi spacciatori di hashish e marijuana, che dal lockdown in poi non sono mai stati così richiesti e insomma hanno segnato la voglia generale di relax. Eppure a loro favore arriva una curiosa scoperta archeologica, dal Medio Oriente. Nel santuario di Tar Arad, secondo uno studio appena pubblicato, si bruciava hashish negli altari presenti nell’allora Regno di Giuda, nell’attuale Mar Morto.

La scoperta del tempio risale agli anni Sessanta, ad opera dell’Istituto di Archeologia dell’università ebraica di Gerusalemme, la culla della cristianità e delle principali religione da essa derivate, tra cui il cattolicesimo e l’ebraismo. Dagli scavi emersero sei fasi ben conservate di due fortezze quadrangolari sovrapposte, datate tra il IX e i primi del VI secolo a.C., e che servivano a difendere il confine meridionale del regno giudaico. Il santuario era dotato di un cortile recintato e una stanza principale con all’interno una cella più piccola. Era il luogo più sacro, detto Debir, e lì si trovavano due altari, al centro dei quali, in una depressione, venivano bruciati incensi ed altre resine. Quali resine fossero è la domanda che si sono posti i ricercatori Eran Arie, Baruch Rosen e Dvory Namdar.

L’idea di analizzare le ceneri

Nel 1965, per l’inaugurazione dell’Israel Museum, il tempio fu spostato a Gerusalemme. Durante i lavori di ammodernamento del 2007 però il tempio è stato spostato e sono stati prelevati circa 5 milligrammi di materiale di combustione trovato sugli altari per analizzarli con strumenti all’avanguardia.

Da cosa nasce cosa

L’idea è stata vincente. I ricercatori anno infatti trovato tracce di THC (tetraidrocannabinolo, il principio attivo responsabile degli effetti psicoattivi della cannabis), CBD (cannabidiolo) e CBN (cannabinolo) e altri terpeni delle foglie di cannabis sia sativa che indica. Tra le sostanze rinvenute c’era anche grasso animale e incensi, a dimostrare che l’hashish sia stato utilizzato a scopo rituale.

Non è la prima volta

Che l’hashish sia parte della nostra cultura da tempi remoti si sapeva già. Molti studi simili avevano mostrato anche in altre culture utilizzi liturgici dei derivati della cannabis, a scopo allucinatorio. Ad esempio, nelle tombe a Yanghai, nel deserto del Gobi in Cina (700 a.C.) e nelle montagne del Pamir, nel cimitero di Jirzankal (500 a.C).

Tra l’altro, secondo i ricercatori, le tracce di incenso e hashish confermano il florido commercio dalla Somalia e Yemen, da cui provenivano le sostanze utilizzate. “L’uso della cannabis sull’altare di Arad aveva un deliberato ruolo psicoattivo”, hanno poi precisato i ricercatori. “Gli odori di cannabis non sono attraenti e non giustificano il commercio delle infiorescenze da Paesi lontani. L’uso frequente di materiali allucinogeni per scopi di culto nel Vicino Oriente antico è inoltre ben noto e risale al periodo preistorico“. Addirittura.

Bruciare resina ricavata dalle inflorescenze femminili della cannabis sarebbe stata un’usanza utilizzata anche direttamente dai sacerdoti del tempio di Gerusalemme. “Il santuario di Arad è stato costruito secondo la planimetria del Tempio di Gerusalemme: perché le pratiche religiose non dovrebbero essere le stesse?”, ha aggiunto uno degli autori dello studio. Secondo loro, tra l’altro, l’uso era talmente diffuso che è solo un caso che non ne parli direttamente nella Bibbia, dove invece compare spesso nominato l’incenso. Secondo gli studiosi, con ogni probabilità la parola incenso era usata come sinonimo oppure la pratica era stata esclusa poco prima della versione definitiva del testo sacro.

Articolo del 2 Giugno 2020

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Mottarone, cambia giudice | Per italiani formazione gratuita per investire in borsa | Vaccini, Usa, 80 mln di dosi ai Paesi poveri

Mar, 06/08/2021 - 06:25

Corriere della Sera: Mottarone, tolto il fascicolo alla gip Banci Buonamici. L’Avvocatura: «Verifichiamo la ragione della decisione»;

Il Giornale: Gli italiani riceveranno una formazione gratuita per imparare ad investire in borsa;

Il Manifesto: Anziani, acciaccati, abbandonati. Un rapporto Istat sugli over 75;

Il Mattino: IL CASO CARDARELLI Morto durante il raid: ora la Procura indaga sui 40 minuti di follia;

Il Messaggero: Vaccini, il richiamo della terza dose nel 2022: «Prima a chi ha fatto Johnson&Johnson»;

Ilsole24ore: Usa, 80 milioni di dosi ai Paesi poveri entro luglio – La mappa – Vaccini;

La Repubblica: Sting lancia una fondazione per aiutare bar e ristoranti italiani colpiti dalla pandemia;

Il Fatto Quotidiano: Dhl, i pm: “Niente contributi”. Le Entrate: “Si assicurava manodopera a prezzi sotto quelli di mercato”;

Leggo: Elena, morta a Ibiza insieme al fidanzato. Dopo l’autopsia resta l’ipotesi omicidio-suicidio;

Tgcom24: NORDCOREA, KIM RIUNISCE LEADERSHIP DEL PARTITO PER RILANCIO DELL’ECONOMIA;

L’OMS rinomina i nomi delle varianti COVID-19 con lettere greche

Lun, 06/07/2021 - 18:00

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dichiatato che le varianti di COVID-19 saranno rinominate e sostituite con le lettere dell’alfabeto greco per evitare di stigmatizzare le nazioni in cui sono state rilevate per la prima volta.

La nuova nomenclatura non sostituirà i nomi scientifici esistenti, ma ha lo scopo di semplificare l’identificazione delle varianti nell’opinione pubblica.

Con il nuovo sistema, le varianti di interesse assumono i seguenti nomi: la variante finora cosiddetta inglese diventa Alpha; il B.1.351 scoperto per la prima volta in Sud Africa diventa Beta, mentre il P.1 brasiliano diventa Gamma e così via.

“Stigmatizzante e discriminatorio”

Anche se hanno i loro vantaggi, i nomi scientifici utilizzati possono essere difficili da pronunciare e ricordare e sono soggetti a false segnalazioni“, ha affermato l’OMS in una nota.

Di conseguenza, le persone ricorrono spesso ad attribuire nomi alle varianti in base ai luoghi in cui vengono rilevate, il che è “stigmatizzante e discriminatorio”.

Per evitare ciò e per semplificare le comunicazioni pubbliche, l’OMS incoraggia le autorità nazionali, i media e altri ad adottare queste nuove etichette.

Su questa scia, all’inizio di questo mese, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha firmato una legge sui crimini d’odio volta a proteggere gli americani asiatici che hanno subito un’ondata di attacchi durante la pandemia di COVID-19.

I gruppi anti-estremismo statunitensi hanno dichiarato, infatti, che il numero di attacchi e crimini d’odio contro gli americani asiatici è esploso dall’inizio della crisi. Parte della colpa è stata attribuita all’ex presidente Donald Trump, che più volte si riferiva al COVID-19 come al “virus cinese“.

Situazioni del genere si sono verificate in tutto il mondo e la decisione dell’OMS rappresenta una scelta necessaria contro l’odio razziale frutto di ignoranza linguistica.

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L’uomo che ha reinventato la ruota (Video)

Lun, 06/07/2021 - 17:00

Wheel saves the world”, la ruota che salverà il mondo, o più semplicemente “ruota salva mondo”.
L’idea è di usare le ruote di un’auto elettrica per ricaricare le batterie dell’auto stessa sfruttando il peso del veicolo e la compressione del pneumatico sul terreno. Compressione che attiva dei pistoni in grado di far girare un motore idraulico collegato a un generatore di corrente.

Intervista a Roberto Apollonio di Wheel Saves The World. flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_423"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/423/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/423/output/Wheels-saves-the-world.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/423/Wheels-saves-the-world.mp4' } ] } })

Articolo del 2 giugno 2020

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Residui di cera da candele? 3 idee per un riciclo creativo

Lun, 06/07/2021 - 15:00

Durante una cena in giardino, in casa all’imbrunire o perché no, durante un bagno rilassante di fine giornata… anche voi amate circondarvi di candele?

Come si legge dal canale YouTube SagaceLe candele sono meravigliose: con la loro luce calda e soffusa riscaldano l’atmosfera di ogni ambiente rendendola accogliente. Sfortunatamente, quando arriva il momento di buttare via una candela, ci sono sempre dei residui di cera inutilizzati. Oggi vi mostriamo come effettuare un riciclo creativo con questi residui. Candele personalizzate fai da te, candele antizanzare e un pratico rimedio per le scarpe: ecco per voi 3 idee creative con i residui di cera per candele.

Fonte: Sagace

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Clima, Swiss Re: “Impatto economico come due pandemie covid all’anno”

Lun, 06/07/2021 - 12:30

Le economie del G7, le più forti al mondo, si sono contratte in media di circa il 4,2% per colpa del coronavirus, ma le perdite economiche dovute alla crisi climatica saranno come avere due pandemie dello stesso genere l’anno. Lo sostiene una ricerca dello Swiss Re Institute, una compagnia di assicurazioni, e di Oxfam. Di conseguenza, secondo l’indagine, le economie dei Paesi ricchi si ridurranno del doppio rispetto alla crisi di covid se non riusciranno a contrastare l’aumento delle emissioni di gas serra.

-8,5% del PIL ogni anno

Nel dettaglio, i paesi del G7 perderanno l’8,5% del PIL all’anno, ovvero 5 miliardi di dollari, che saranno spazzati via entro 30 anni, se le temperature aumentano di 2,6 ° C, come è ormai alquanto probabile.

India, Australia e Corea le più colpite

Alcune nazioni saranno colpite più di altre. Ad esempio l’India, la cui economia si ridurrà di un quarto a causa di un aumento della temperatura di 2,6°C, mentre l’Australia subirà una perdita del 12,5% della produzione e la Corea del Sud perderà quasi un decimo del suo potenziale economico.

Lo studio ha ipotizzato questo scenario con modelli che hanno tenuto conto degli impatti diretti della crisi climatica, come siccità e inondazioni, e degli effetti sulla produttività agricola, sulla salute e sullo stress termico.

Un terzo della produzione alimentare mondiale è a rischio a causa della crisi climatica

Da migliaia di anni mostri orribili ammorbavano la vita umana

Lun, 06/07/2021 - 10:00

“Mi fa tristezza vedere tante persone di valore che non hanno più voglia di opporsi, sognare, cooperare, stupire, credere, fantasticare, ululare di notte, rotolarsi sulla sabbia bollente sotto il sole, giocare, organizzarsi, progettare azioni spettacolari e ridicole, inventare, immergersi dell’istante presente, lasciarsi folgorare dal desiderio, cedere alla tentazione di essere ottimisti, pieni di speranza, di voglia di cambiare. Urge abbandonare i discorsi seri che mettono tristezza. Lasciarsi andare a racconti infantili, assaporare il gusto di raccontare scempiaggini, fanfaluche, illusioni ottiche, filastrocche, anacoluti, ditirambi, culnotrapeziosità allurginanti e ottovolturanti gialle. Dopo la comicoterapia abbiamo bisogno di sciocchezzaterapia? Sì! Annoiamoci di meno gli zebedei!

Il Grande Ololuck Femmina è alle porte! Preparate fanfare, danze e canti. E sopratutto la frutta con lo zucchero caramellato tutto intorno, infilata in lunghi spiedini di legno, che vendevano sulla spiaggia di Cesenatico 40 anni fa. Ho la resilienza fin sopra i capelli. Voglio LA FESTA!”

Jacopo Fo

Acquerello su carta, 21 x 29,7 poi rielaborato in digitale realizzato da Jacopo Fo in vendita per finanziare le iniziative umanitarie e culturali del “Nobel per i Disabili”. – Scrivi a info@alcatraz.it

Sostienici!!! Grazie! Dona il tuo 5×1000 al Nuovo Comitato Il Nobel per i Disabili Onlus.

Insieme miglioriamo il mondo di un millimetro per te e per me, per tutti. Un millimetro al giorno. Codice Fiscale 92014460544

La crisi delle banche ucciderà più del Coronavirus

Lun, 06/07/2021 - 08:00

L’equazione è semplice. Se, per effetto della lunga crisi post Covid, migliaia di lavoratori dipendenti verranno licenziati, se i professionisti e le imprese vedranno ridursi sensibilmente i loro ricavi, un dato è certo: non potranno rimborsare i finanziamenti alle banche, che assisteranno all’aumento dei loro crediti deteriorati, stimato in una misura 4 volte maggiore di quella prodotta dopo la crisi del 2008-2009. E non sto parlando dei finanziamenti (pochi) che stanno erogando nell’ambito del decreto liquidità. Quei finanziamenti inizieranno il loro ammortamento tra 24 mesi.

Tanto tempo ancora. Nel frattempo ci sono da pagare i prestiti ottenuti prima del Covid-19.

Di fronte a questa situazione c’è una sola strada per le banche: attuare una stretta creditizia.

Una decisione strategica inevitabile che si basa non solo sulla chiusura del rubinetto del credito a cui potranno accedere solo quelle imprese “perfette” in modo da evitare di impegnare capitale prudenziale come accantonamenti per previsioni di perdite ma soprattutto sul “disimpegno dalle inadempienze probabili”, locuzione del vocabolario banchese che sta a indicare la richiesta di rimborso anticipato e forzato del finanziamento fatto a una contropartita che ha visto peggiorare il suo rating creditizio che, ricordiamo, esprime la probabilità di default a un anno. Più aumenta il rating, più aumenta la probabilità che quella impresa non riesca più a restituire i prestiti ricevuti.

È questo lo scenario, purtroppo drammatico, per i prossimi 12-18 mesi in cui si muoverà un sistema bancario già sofferente e una imprenditoria (soprattutto piccola) al limite del collasso non solo per colpa delle banche .

Le 121 banche della zona euro, che devono ancora risolvere il problema di 500 miliardi di crediti deteriorati al 31 dicembre 2019, hanno iniziato a calcolare l’impatto di questa nuova crisi.

UniCredit, ad esempio, nella sua ultima trimestrale chiusa in pieno lockdown e quindi senza ancora immaginare chiaramente lo scenario, ha messo da parte già 900 milioni di nuovi accantonamenti!

Tradotto in parole semplici significa che l’istituto di Piazza Gae Aulenti, al momento, prevede che 900 milioni di finanziamenti effettuati ante covid non verranno restituiti.

E secondo voi, di fronte a questo scenario, le banche rimarranno inerti?

È un film che ho già visto.

Cercheranno a tutti i costi, come si dice in gergo, la «regolarizzazione formale» e di «attivare le garanzie»

Nel secondo caso si tratta di richiedere i soldi ai garanti del cliente oppure agire sui beni immobili degli stessi.

La regolarizzazione formale, invece, è svolta in maniera surrettizia e talvolta scorretta e serve a mettere una toppa sui contratti irregolari stipulati in precedenza con lo stesso cliente.

Essa viene “camuffata” attraverso la concessione di un finanziamento da 3 a 5 anni (anche quelli, benché vietato dalla legge, previsti dal d.l. liquidità) che non costituisce nuova finanza per il risparmiatore ma serve solo ad eliminare la pregressa esposizione. Si tratta di un piano di rientro camuffato da finanziamento.

Ma l’aspetto ancora più subdolo consiste nell’inserimento nel nuovo contratto di finanziamento di una clausola che manlevi la banca da ogni responsabilità riguardo alle “schifezze” contenute nel precedente contratto di erogazione, di cui, ovviamente, l’imprenditore non sa nulla.

Pertanto, quando il cliente pensa che l’istituto gli stia venendo incontro, in realtà lo sta semplicemente fregando per la seconda volta.

Insomma, con una semplice firmetta si realizza la strategia “scurdammece ‘o passato” con tutto quello che consegue.

Queste due operazione di “ripulitura” sono l’estremo tentativo di “sistemare” vecchi affidamenti che potrebbero contenere tante irregolarità formali, che, seppure in quel momento misconosciute, in fase di giudizio potrebbero invece rivelarsi frecce.

Come difendersi ?

Ai primi segnali di approccio inflessibile, occorre “anticipare” la banca e contrastare il descritto comportamento avviando, nella tutela dei propri diritti, una preventiva azione di difesa giudiziaria al fine di proporre tutte le questioni giuridiche che l’istituto di credito avrebbe voluto, surrettiziamente, evitare e quindi trasformando una criticità evidente in una seria opportunità per resistere a istanze tanto pressanti quanto vessatorie.

Ovviamente questi trattamenti saranno riservati solo ai piccoli imprenditori (80% del tessuto produttivo del nostro paese)

Perché i “grandi prenditori di danaro” hanno altre attenzioni.

Articolo del 1 Giugno 2020

Foto di StockSnap da Pixabay

Tassa minima, perché l’accordo è inadeguato | Messico al voto nel sangue | La figlia di Harry e Meghan si chiama Lilibet Diana

Lun, 06/07/2021 - 06:25

Corriere della Sera: Vaccini, in 48 ore oltre 1,2 milioni di dosi: Report Iss: «Decessi, rischio sceso del 95%»;

Il Giornale: Una valanga di concorsi: la data X e come accedere ai bandi;

Il Manifesto: Nel Tigray alla guerra si aggiunge la carestia: «Crimine di fame»;

Il Mattino: Saman, la rivelazione choc in chat al fidanzato: «Vogliono uccidermi»;

Il Messaggero: Discoteche, martedì vertice al ministero: ipotesi riapertura a luglio (con il green pass) Foto;

Ilsole24ore: Messico al voto nel sangue: un omicidio politico al giorno con la regia dei narcos;

La Repubblica: E’ nata in California la figlia di Harry e Meghan: si chiama Lilibet Diana in omaggio alla regina e alla principessa scomparsa;

Il Fatto Quotidiano: Tassa minima, perché l’accordo al G7 è inadeguato: “Con aliquota al 15% l’Europa rinuncia a 120 miliardi”. Piketty: “Un grande risultato? Ci credono imbecilli”;

Leggo: Denise Pipitone, spunta l’ipotesi di una stanza segreta: ecco cosa risulta dai dati catastali della casa “incriminata”;

Tgcom24: Peggiorano le condizioni di Michele Merlo, il padre: “Andò in pronto soccorso ma lo rimandarono a casa”;

5 rimedi naturali per le scottature solari!

Dom, 06/06/2021 - 15:00

L’estate è alle porte, il sole è già caldo e la tentazione di lasciarsi rilassare dai suoi caldi raggi è fortissima!

Sappiamo bene però che, prima e durante l’esposizione al sole, dobbiamo proteggere la nostra pelle con creme solari (Scegliere le migliori creme solari è possibile!) soprattutto le prime volte, quando le pelle è ancora chiara. Può capitare però di dimenticarsi la protezione solare, oppure, di non coprire totalmente il nostro corpo, con il risultato di una dolorosa e fastidiosa scottatura a fine giornata! Come fare per alleviare questo dolore utilizzando dei rimedi naturali?

Dal canale YouTube Ohga ecco 5 metodi alternativi che rispettano ambiente e salute. Gli ingredienti segreti? Latte, patata, aloe vera, cetriolo e tè verde, tutti in armonia con la natura.

Fonte: Ohga

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Il lockdown ha peggiorato l’obesità di giovani e bambini: lo studio

Dom, 06/06/2021 - 08:00

Lo studio arriva da un team internazionale guidato da scienziati del Pennington Biomedical Research Center e dell’Università Statale di New York di Buffalo, che hanno coinvolto i colleghi del Dipartimento di Scienze Chirurgiche, Odontoiatria, Ginecologia e Pediatria presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Verona, e gli esperti del Dipartimento di Scienze della salute pubblica dell’Università Clemson.

Una vera e propria ricerca multidisciplinare a 360°, condotta su 41 bambini e adolescenti affetti da obesità a Verona, raccogliendo informazioni su dieta, attività fisica e comportamenti del sonno dei giovani partecipanti durante il lockdown. In sole 3 settimane, dai dati, è emerso: l’aumento delle bevande zuccherate, l’assunzione di un pasto quotidiano in più, la predilezione per cibi elaborati, l’aumento delle ore davanti a tv e pc, fino a 5 ore, e la riduzione delle ore di sonno, con una media di meno 30 minuti a notte. L’unico aspetto positivo è legato al consumo di frutta, aumentato durante il lockdown.

Per consultare i dati della ricerca (Effects of COVID‐19 Lockdown on Lifestyle Behaviors in Children with Obesity Living in Verona, Italy: A Longitudinal Study) pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Obesity, clicca qui.

Articolo del 7 Giugno 2020

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Imprenditoria green e circolare: l’Italia prima in Europa

Dom, 06/06/2021 - 08:00

Siamo proprio bravi, i primi in Europa secondo il Circular economy network ed Enea nel loro Rapporto sull’economia circolare. E se non bastasse il rapporto Greenitaly di Symbola-Unioncamere afferma che in Italia sono impegnati oltre 3 milioni di lavoratori: il 13,4% del totale degli occupati. E se ancora non bastasse: dal 2015 in poi, sono state oltre 432 mila le imprese dell’industria e dei servizi che hanno investito in prodotti e tecnologie green. Una su tre.

Al di là dei numeri parliamo di persone e di quelle ci piace raccontare.

La Cartiera Pirinoli

Una di queste imprese è la Cartiera Pirinoli che si trova a Roccavione in provincia di Cuneo. Dichiarata fallita nel 2015 è ritornata a produrre quando 76 lavoratori hanno costituito una cooperativa che ora conta 96 dipendenti.

L’aiuto è arrivato anche dell’Europa con cinque milioni di investimenti su progetti volti allo sviluppo delle ecotecnologie: «Abbiamo ridotto di un terzo le emissioni e tagliato i nostri costi: risparmiamo il 15-20% di gas»  racconta il presidente Silvano Carletto, «All’uso di materie di riciclo per la produzione di cartoncino si è aggiunto lo sforzo per installare a inizio 2019 una nuova centrale di cogenerazione ad alto rendimento».

L’Europa spinge per l’economia green

Il terzo punto del programma anti-Covid di Bruxelles recita la volontà di “Sostenere la transizione verde verso un’economia climaticamente neutra attraverso i fondi dello strumento Next Generation EU” e tra le altre cose potenzia a 40 miliardi il Fondo per una transizione giusta: l’allocazione per l’Italia salirebbe da 364 milioni a 2,14 miliardi.

Il lusso è verde

Zordan nel vicentino produce arredamenti di lusso per i esercizi commerciali, aeroporti, ecc: «Dal 2007 abbiamo deciso che la sostenibilità sarebbe stata la guida per orientare i nostri comportamenti! ha dichiarato Maurizio Zordan. L’anno dopo la Zordan si è attivata per le certificazioni forestali del legno che impiega nelle sue produzioni.

«Ma non mancano le delusioni» afferma Zordan: «il legno certificato per noi ha costi del 10% maggiori. E capita di perdere alcune gare per ragioni di prezzo. Non ti aspetteresti che grandi marchi preferiscano concorrenti che delocalizzano le produzioni e non le controllano, in cambio di piccoli sconti. Invece accade, ma non per questo torneremo indietro».

E c’è chi pianta alberi nel mondo

Si tratta di Treedom, una piattaforma digitale che è riuscita a piantare 1,2 milioni di alberi piantati in 16 Paesi, finanziando 71 mila contadini del Sud del mondo

Federico Garcea ne è il co-fondatore e ceo. Tutti geolocalizzati e tracciabili, in modo che il cliente che li ‘adotta’ o regala sappia di loro vita, morte e miracoli (intesi come l’assorbimento di oltre 360 milioni di chili di Co2).

Articolo del 5 giugno 2020

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Cucina green, arrivano le pellicole “intelligenti”

Foto di Jatuphon Buraphon da Pixabay

Venezia, tornano le grandi navi | Il 63% di bitcoin in poche mani | Tassa globale su multinazionali

Dom, 06/06/2021 - 06:25

Corriere della Sera: Dadone: «Assunzioni e mutui, un’occasione unica per i giovani»;

Il Giornale: Il fidanzato di Saman rivela: “Perché era terrorizzata dal padre”;

Il Manifesto: Clima, 203 attivisti citano lo Stato per inazione;

Il Mattino: Napoli, già rimossi 32 altarini dei clan: «Lo Stato vince la sfida»;

Il Messaggero: Assegno unico e reddito di cittadinanza, fino a 2 mila euro al mese: ok al cumulo dei due benefici;

Ilsole24ore: Il 63% dei bitcoin concentrato in pochissime mani;

La Repubblica: Tassa globale su multinazionali, spinta del governo dietro la riforma. Draghi: “Ora più equità” | Lo storico accordo;

Il Fatto Quotidiano: Venezia, dopo lo stop per Covid riecco le grandi navi. “Ce lo hanno chiesto Zaia, Brugnaro e commercianti”. La protesta: “Promesse disattese, governo bugiardo”;

Leggo: Roma choc, cadavere trovato in una valigia. È di un 37enne con la testa mozzata, la compagna: «Mi sono disfatta del corpo»;

Tgcom24: Lombardia vicina all’immunità di gregge | Vaccinazioni, Italia seconda in Europa;

I 10 migliori film di Clint Eastwood

Sab, 06/05/2021 - 17:00

Ha da poco compiuto novant’anni questo magnifico patriarca del cinema mondiale che non ha smesso di armeggiare con la macchina da presa regalandoci storie incredibili raccontate con estetica tagliente. Una magnifica cavalcata avventurosa quella di questo figlio dell’America più profonda che dopo una formazione di esercito e sport (carriere che gli serviranno molto in futuro come i suoi studi e la passione per la musica) per poi approdare alla recitazione con piccoli ruoli che lo condurranno per questioni economiche ad indossare anche quello del pistolero in pessimi b-movie western e in serie televisive di una certa notorietà.

La ruota della fortuna inizia a girare quando Sergio Leone cerca il protagonista del suo primo western tratto da una storia di Kurosawa. La foto è quella di Clint. Contattato in America tramite il suo agente, l’attore si mostra scettico ma il conio Kurosawa lo intriga: pochi anni prima “I magnifici sette” tratto da “I sette samurai” dello stesso regista è stato un successo clamoroso. E poi un film western girato in Europa non sarà neanche visto nelle sale americane, vale la pena rischiare. L’incontro con Leone è noto per il suo successo commerciale e la clamorosa affermazione dello “straniero senza nome” che comunque riceve sberleffi dalla critica. La trilogia del Dollaro leonina catapulta Eastwood nell’olimpo delle star e presto lo farà passare dietro la macchina da presa ereditando molto dalla lezione di Sergio Leone ma costruendo nel tempo una magnifica narrazione filmica che si abbevera della lezione di molti classici americani contaminandoli di personale contemporaneità.

Arriverà a firmare capolavori immensi e film dotati di cifra autoriale non perdendo il vizio di recitare.

Pur nella brevità di questa nota non si può dimenticare che Eastwood nel corso degli anni Settanta fu bollato genericamente come fascista per l’interpretazione dei suoi commissari violenti e per le sue idee repubblicane ma libertarie. Su questo aspetto rimando a quanto scritto in un esauriente analisi nel suo blog dal critico eretico di lungo corso Valerio Caprara che ben ricostruisce quella ormai dimenticata querelle di altri tempi.

Le regole d’ingaggio di questa rubrica invece si limitano a dover scegliere i migliori dieci titoli di un regista che ne ha girato 41 e che è giusto ricordare che ne ha anche interpretati ben 71 con protagonisti spesso antieroi spigolosi e angolari. Una vita nel cinema partendo dal basso e raggiungendo il massimo successo ma sempre restando saldo nei suoi principi morali e artistici mai svenduti alle logiche del mercato.

MILLION DOLLAR BABY, 2004

Frankie Gunn il protagonista è interpretato dallo stesso regista. Morgan Freeman narra invece la vicenda di un uomo solitario che vive gestendo una palestra e alleando pugili. La sua filosofia della boxe non ha scorciatoie. Un magnifico perdente americano che legge Yates in gaelico e scrive ogni settimana una lettera ad una figlia che non risponde mai come in certi romanzi di Garcia Marquez. Non manca di andare a messa per mettere sulla graticola un prete disegnato alla perfezione. Insegue un titolo mondiale ma le crudezze della vita non gli permettono di vincere. Arriva una donna interpretata da una magnifica Hilary Swank a capovolgere la situazione. La crisalide Maggie diventerà la farfalla Macushla che con un accappatoio verde e il quadrifoglio d’Irlanda regalatole dal suo allenatore sfiderà per il titolo mondiale a Las Vegas la cruentissima Billie The Blue Blear interpretata da una vera campionessa di kickboxing.

Un capolavoro fotografato in chiaroscuro, montato come solo i film di boxe sanno essere. Le uniche luci vive sono quelle dei ring e degli ospedali. La California è un tratto di spiaggia, un ritorno a casa di notte in autobus. Il resto è mitologia da palestra. Con personaggi minori che dal bordo ring mostrano con humor e verità che è quaggiù che qualcuno ci ama. Se finisce male, ma hai vinto un milione di dollari, quei serpenti dei tuoi parenti che ti hanno lasciato ai margini del mondo andranno prima a Disneyland e poi verranno a succhiarti il sangue. Quattro Oscar, due al grande Clint da regista. Meritava anche quello da attore.

GLI SPIETATI, 1992

L’epica del western diventa cronaca di ordinaria quotidianità violenta e spietata in una rivisitazione del genere che ne consegna alla storia del cinema l’ultimo grande titolo del Novecento.

William Munny è un pistolero (interpretato dallo stesso Clint) che ha messo le armi da parte preferendo diventare allevatore per amore di moglie e figli. Ma la consorte è morta, tutto va in malora e la chiamata di un giovane incapace cacciatore di taglie che cerca soci per vendicare a pagamento una prostituta sfregiata in un bordello riapre le antiche consuetudini per confrontarsi con il Male dell’oggi. Munny recupera il suo antico sodale black (ancora una volta il magnifico Morgan Freeman) e si parte per far giustizia. Ma quel tema è competenza di uno spietato sceriffo (un monumentale Gene Hackman) che detta le regole in maniera spietata e personale. Ma Munny che nella sua vecchia carriera non ha risparmiato neanche donne e bambini saprà regolare i conti.

Non è più tempo di eroi e il crepuscolo cinematografico del genere si tinge d’autorevole capolavoro aurorale con una storia che convince per essenzialità, ritmo dello spettacolo, emozioni e come scrive Mereghetti: “il film non è più solo avventura ma angosciata riflessione sul Tempo e sulla Storia”.

Definitiva consacrazione per Eastwood come autore anche ad Hollywood che omaggia film e regista con quattro Oscar.

GRAN TORINO, 2008

Anche in questo film Clint sta dietro e davanti la macchina da presa. E’ Walt Kowalski, stesso cognome del protagonista di “Un Tram chiamato desiderio” ma è anche vedovo come ne “Gli spietati

Un veterano della guerra di Corea ed ex operaio metalmeccanico che non sopporta gli asiatici che ronzano nel suo cortile. Il suo quotidiano da difendere sono l’automobile che dà il titolo al film, le lattine di birre, il suo cane, un amico barbiere. L’epoca dell’odio raccontata con grande maestria e con ruoli rovesciati come solo un maestro del cinema sa fare trasformando il patriota razzista in un magnifico antieroe amato da chi cerca il senso comune della vita. Sentenzia bene Morandini: “Fa capire che la piccolezza umana può essere una grandezza. Fa aspettare lo spettatore con una sorta di suspence per poi sorprenderlo nel finale”. Meritava l’Oscar ha trovato il consenso nel pubblico.

I PONTI DI MADISON COUNTY, 1995

Il cinema da duri di Eastwood lo sa essere anche con una trama da film d’amore che si annovera tra i migliori di tutti i tempi. Clint questa volta veste i panni di un celebre fotografo del National Geografic, Robert Kincaid, in linea con altri suoi personaggi solitari e romantici, che per lavoro finisce nell’America rurale e incontra la passione sentimentale dell’affascinante Francesca (una superba Meryl Streep) sposata con figli. Qualcosa di veramente stravolgente che appassiona qualunque spettatore per autenticità di racconto e sapiente controllo del meccanismo cinematografico. Come sostiene Cesare Catà che ha presentato di recente ad Ascoli il film all’ultima edizione di Cinesophia dedicata a Clint Eastwood: “Sostanzialmente, I Ponti di Madison County racconta dell’immane tragedia di incontrare il grande amore della nostra vita nel momento sbagliato, quando le circostanze ce lo rendono impraticabile”. Un finale memorabile rende il film indimenticabile. Bellissimo, struggente, si rivede sempre con la stessa emozione.

MYSTIC RIVER, 2003

Un neonoir originalissimo per trama e svolgimento tratto da un libro che offre le fondamenta ad un’ottima sceneggiatura da gran film di Eastwood.

Antefatto di partenza nel 1975 a Boston. Tre ragazzi giocano ad hockey in strada. Passa un’automobile con un prete e un poliziotto e vengono redarguiti. Solo uno di loro, Dave, viene costretto a salire con i due adulti. Ricompare mesi dopo e nessuno saprà cosa è accaduto. Passa un quarto di secolo due amici sono vicini di casa, il terzo è diventato un detective di polizia. Dave continua a mantenere il suo segreto. Un omicidio apre una magnifica sciarada che metterà i tre protagonisti a confronto per quello che erano da ragazzi e per come si sono trasformati da adulti.

Regia magnifica condotta con gran rigore senza mai propendere verso nessuno dei personaggi ritratti per intrigare lo spettatore. Il fiume è una splendida metafora, il finale è assolutamente perfetto. Attori magnifici. Oscar per Sean Penn e Tim Robbins.

LETTERE DA IWO JIMA, 2006

Una delle più cruente battaglie della Seconda Guerra Mondiale vista dal punto di vista giapponese speculare al coevo “Flags of our fathers” dove sempre Eastwood raccontava gli americani senza retorica ma anzi demolendo le propaganda della celebre foto che innalza la bandiera per santificare la carneficina e scrutarne il loro privato.

Qui si parte da lettere di soldati rinvenute da archeologi per entrare nella psiche di soldati giapponesi consapevoli di dover essere sconfitti. Non è un film classicamente antimilitarista ma omaggia i morti di entrambi gli eserciti con grande pietà umana. Nei cunicoli ci sono i giapponesi, i marines sono in campo lungo. I flashback ci mostrano un ex fornaio che vorrebbe poter vedere la sua neonata, un campione d’equitazione, un poliziotto idealista. Su tutti si staglia la figura del generale, uomo di grande cultura che ha vissuto in Canada e conosce molto bene gli americani. Film oscuro e raffinato anche grazie ad una preziosa fotografia che ha riscritto il modo di girare l’orrore della guerra.

UN MONDO PERFETTO, 1993

Il sogno americano del mito kennediano distrutto da vite non illustri ma pesanti come montagne.
Kevin Kostner è un evaso che deve raggiungere l’Alaska per saldare i conti esistenziali e prende in ostaggio un bambino. Il capo dei rangers è Clint in persona (variante produttiva dell’ultimo momento) ma il ruolo è quello anticonformista e da antieroe che gli calza a pennello.

C’è una criminologa che conosce l’incrocio di vita tra evaso e ranger. Il bambino vive in una famiglia di Testimoni di Geova e grazie all’evaso scopre per la prima volta le gioie del luna park, dello zucchero filato e di Halloween che la mamma gli aveva sempre proibito.

Il presidente Kennedy sta per arrivare a Dallas e il capo dei ranger ha un bus attrezzato per garantirne la sicurezza ma sarà dirottato per rincorrere l’evaso e il bambino. Una sceneggiatura precisa come un orologio svizzero con i colpi di scena giusti. Secondo Morandini: “troppo classico nel suo rigore etico per poter aspirare alla futile gloria dei premi Oscar e ai primi posti nella classifica degli incassi”.

BIRD, 1988

Clint Eastwood è una grande appassionato ed esperto di jazz, pianista e nella sua filmografia non mancano belle digressioni musicali come “Honkytonk man”. Altra cifra di Clint sono i biopic ed eccolo quindi cimentarsi con la vita eccesiva per genio e sregolatezza di Charlie Parker detto “Bird” sassofonista principe del Bebop che ha lasciato un segno indelebile in almeno tre generazioni di appassionati.

In pieni anni Ottanta non si contavano i contrari all’operazione per pregiudizio ideologico contro il bianco conservatore che non può raccontare la musica nera di un eroinomane. Clint invece a partire dal protagonista punta bene su Forest Whitaker che trionferà a Cannes vincendo la Palma d’oro ma anche il Gran Prix tecnico per la qualità della colonna sonora raddoppiata con l’Oscar per il sonoro. Bird infatti è un film biografico scomposto che grazie ai flashback ricostruisce divinamente le atmosfere di un’epoca e la musica del tempo nuovo che cambiava il corso della storia. Una sublime suite cinematografica che omaggia il più celebre antieroe del jazz della modernità.

IL CAVALIERE PALLIDO, 1985

Un cavaliere solitario e di poche parole ma con toni predicatori difende una comunità di cercatori di pepite vessati da uno speculatore che assolda tagliagole per poterli mandare via. Clint dirige il film e lo interpreta ispirandosi per trama e ispirazione ad un classico degli anni Cinquanta come “Cavaliere della valle solitaria”. Un punto di svolta nella concezione western del regista che va ad esaltare anche una personale lettura anarcoecologista del mondo. Ma c’è anche molto mestiere e tecnica cinematografica nello straordinario duello finale e nella sequenza iniziale. Il protagonista un “uomo senza nome” richiama Leone ma l’opera comincia ormai ad avere un’estetica tipicamente eastwoodiana. Maggior incasso americano per un western negli anni Ottanta.

AMERICAN SNIPER, 2014

Questa volta il biopic è per un cecchino realmente esistito e di non poco valore. Chris Kyle è un tiratore scelto dei Navy Seal. Un texano cresciuto ad armi e rodeo e che crede in Dio e Nazione. Conosce Taya e la sposa.
Lo attende la guerra in Iraq con le sfide all’oltranzismo di Al Qaeda e del suo omologo “Il macellaio”. Ma il rapporto con la famiglia diventa complesso e difficile. Ogni colpo un ucciso. Un mito e una leggenda che perde i pezzi della sua psiche. Quando torna a casa ritrova sé stesso dedicandosi ai reduci di guerra abbandonati da tutti ma il destino reale che Eastwood racconta sa essere imprevedibilmente beffardo.

Tratto dalla biografia di Kyle il progetto piaceva a Spieberg ma è per fortuna diventato un film di Eastwood che con chirurgica precisione ci mostra la polvere, il sudore, il sangue della guerra moderna edulcorata dai media. Per le accuse di propaganda fascista americana rivolgetevi a qualcun altro. Neanche le commento. Un grande piccolo film.

Avere vent’anni e suicidarsi perché “nero”: la straziante lettera di Seid Visin

Sab, 06/05/2021 - 12:40

Sono stato adottato da piccolo. Ricordo che tutti mi amavano. Ovunque fossi, ovunque andassi, tutti si rivolgevano a me con gioia, rispetto e curiosità. Adesso sembra che si sia capovolto tutto. Ovunque io vada, ovunque io sia, sento sulle mie spalle come un macigno il peso degli sguardi scettici, prevenuti, schifati e impauriti delle persone”.

Un ragazzo di ven’tanni si è suicidato e leggere una sua lettera inviata agli amici stretti e alla psicoterapeuta da cui era in cura fa male. Si chiamava Seid Visin, era nato in Etiopia e successivamente era stato adottato da una famiglia italiana. Aveva giocato nelle Giovanili del Milan e del Benevento. Per un po’ era stato seguito anche da Mino Raiola. Poi aveva deciso di tornare a Nocera Inferiore per conseguire il diploma al liceo scientifico, abbandonando così il sogno del calcio professionistico. Lì è stato trovato ieri, 4 giugno, morto nella sua abitazione.

“Ero riuscito a trovare un lavoro che ho dovuto lasciare perché troppe persone, specie anziane, si rifiutavano di farsi servire da me e, come se non mi sentissi già a disagio, mi additavano anche come responsabile perché molti giovani italiani non trovassero lavoro. Dentro di me è cambiato qualcosa. Come se mi vergognassi di essere nero“.

La discriminazione razziale esiste e si manifesta in tutti gli ambiti della vita, sia nel mondo reale che in quello virtuale, tanto sul piano istituzionale quanto su quello individuale e collettivo. Razzismo strutturale, di cui talvolta non si ha nemmeno coscienza e di cui sono permeati anche i più insospettabili.

Non voglio elemosinare commiserazione o pena, ma solo ricordare a me stesso che il disagio e la sofferenza che sto vivendo io sono una goccia d’acqua in confronto all’oceano di sofferenza che sta vivendo chi preferisce morire anziché condurre un’esistenza nella miseria e nell’inferno. Quelle persone che rischiano la vita, e tanti l’hanno già persa, solo per annusare, per assaggiare il sapore di quella che noi chiamiamo semplicemente Vita”.

Che cos’è l’antirazzismo? Come si decostruisce il razzismo strutturale? Come mobilitarsi per assicurare la giustizia razziale? Cosa si avrebbe potuto fare perché Seid Visin non si suicidasse? E cosa si sarebbe dovuto non fare perché Musa Balde, il migrante di 23 anni che si è tolto la vita impiccandosi nel Cpr (Centro per il Rimpatrio) il 27 maggio scorso? Non pestarlo in strada come hanno fatto in gruppo dei ragazzi italiani, ad esempio. Ma non basta. Quello che noi tutti, ciascuno nel proprio spaccato di vita, sta facendo per una convivenza tra pari, esseri umani, tutti, non basta.