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Aggiornato: 20 min 56 sec fa

Il pangolino non sarà più utilizzato nella medicina tradizionale cinese

Lun, 06/15/2020 - 14:26

E’ un mammifero di cui non conoscevamo quasi l’esistenza prima della comparsa del coronavirus, è stato accusato di aver provocato il salto di specie che ha generato la diffusione della pandemia, ma per i bracconieri le sue scaglie hanno un valore altissimo: possono, infatti, arrivare a costare fino a 600 dollari al chilo.

Ingrediente base per la medicina cinese, si ritiene che le scaglie di pangolino trattino una serie di disturbi, dall’asma al reumatismo e all’artrite, senza, però, alcuna base scientifica. La sua carne è considerata una prelibatezza e nell’ultimo decennio in Cina e Vietnam oltre un milione di pangolini è stato cacciato illegalmente per soddisfare la domanda crescente in questi due Paesi. Si tratta dell’animale più trafficato al mondo e, per questo motivo, le 8 specie di pangolino esistenti in natura sono a rischio estinzione e protette da leggi nazionali e internazionali. Secondo le stime del WWF, le popolazioni di pangolini asiatici sono diminuite fino all’80% negli ultimi 10 anni.

Pangolini liberi

Nonostante ciò, un passo avanti per la conservazione della specie è stato fatto: la Cina ha finalmente rimosso dalla lista degli ingredienti necessari alla medicina tradizionale le scaglie di pangolino e ne ha vietato il commercio.

La loro protezione è stata annunciata dal China’s National Forestry and Grassland Administration e la notizia è stata diffusa dall’agenzia stampa Afp, che ha confermato che quest’anno i pangolini sono stati esclusi dalla farmacopea cinese ufficiale, insieme ad altre sostanze, tra cui una pillola formulata con feci di pipistrello.

Il World Wide Fund for Nature ha dichiarato di aver “accolto con grande favore” la decisione della Cina di proteggere il pangolino, definendolo un “importante sollievo” dal commercio illegale di fauna selvatica, ancora concesso per altre specie.

Il WWF sta, perciò, esercitando forti pressioni per l’approvazione di leggi nazionali più rigorose per garantire il bando definitivo del bracconaggio.

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Ops, abbiamo invaso la Cecoslovacchia per sbaglio

Lun, 06/15/2020 - 13:30

Soldati polacchi a bordo di jeep Humvee e muniti di armi pesanti, anche anticarro, e dispositivi elettronici hanno occupato un’area attorno a una antica cappella in Slesia sul lato ceco del confine con la Polonia.

Scrive Fanpage: “Secondo quanto raccontato da alcuni quotidiani locali della Repubblica Ceca, il fatto è stato scoperto per caso quando un ingegnere edile che supervisionava le riparazioni nella cappella è stato bloccato lungo il sentiero che conduce alla chiesetta da soldati polacchi armati di mitragliatrici che avevano istituito un posto di blocco“.

Pare che l’ingegnere sia stato malamente allontanato giovedì 28 maggio e che almeno fino al fine settimana successivo i soldati erano ancora accampati fino a quando la polizia ceca non è intervenuta mandandoli via.

«Si è trattato di un malinteso, non un atto deliberato. Il caso è stato risolto, anche con la parte ceca», ha dichiarato il Ministero della Difesa polacco alla CNN.

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Foto di Michael Drummond da Pixabay

La Francia riapre tutto, comprese le scuole. Anche la Corsica

Lun, 06/15/2020 - 12:35

Con un discorso alla nazione, il premier Macron ha riaperto in anticipo tutta la Francia continentale. È zona verde anche l’Ile de France con Parigi, che finora era rimasta invece esclusa. Caffé e ristoranti parigini potevano operare, fino a ieri, solo utilizzando gli spazi all’aperto. I francesi potranno adesso riprendere a spostarsi in Europa e, come un po’ tutti, dovranno invece attendere il 1 luglio per i viaggi extra-Ue. Ancora bollino arancione per le ex colonie Mayotte (nell’Oceano Indiano) e la Guyana, dove il coronavirus circola attivamente.

In Corsica in nave

Semaforo verde per i viaggi di piacere in Francia, e anche la Corsica – dove fino a ieri si poteva viaggiare in nave solo per motivi di lavoro o salute – non ha più alcun vincolo. Al via le tratte veloci dalla Toscana.

A scuola per obbligo fino al 22

Il presidente ha parlato di come sarà la ripresa, e risaltano le differenze con il nostro Paese: sarà un “modello economico sostenibile più forte”, con “un investimento massiccio in istruzione, formazione e lavoro per i giovani”.

Da oggi “gli asili, le scuole elementari e le medie si prepareranno ad accogliere tutti gli studenti in modo obbligatorio e dal 22 giugno secondo le normali regole di presenza”, ha annunciato nel suo discorso in diretta tv il presidente Macron. Dall’11 maggio a oggi, gli studenti avevano ripreso le lezioni su base volontaria, in classi divise, rispettando rigide regole di distanziamento. Ora gli studenti tornano alla normalità per gli ultimi giorni di scuola, dal 22 giugno al 4 luglio.

Un’economia forte ed ecologica

Il capo dell’Eliseo ha precisato che “la nostra priorità è ricostruire un’economia forte, ecologica, sovrana e unita“, difendendo la prospettiva di “un patto produttivo” e ricordando che sono stati mobilitati “quasi 500 miliardi di euro” per sostenere l’economia francese.

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13 azioni quotidiane per ridurre i nostri rifiuti

Lun, 06/15/2020 - 10:30

Dal canale YouTube Serveco un elenco di semplici azioni che possiamo (e dobbiamo) mettere in atto tutti i giorni per contribuire a un minore impatto ambientale dei nostri rifiuti.

Perché impegnarsi per ridurre i rifiuti? Per sposare uno stile di vita più sobrio, perché è un nostro dovere, per ridurre i costi…e perché è facile.

Fonte: Serveco

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Perché le banche non imparano dai propri errori?

Lun, 06/15/2020 - 09:30

Perché, nonostante una opinione pubblica “non favorevole”, denunce e condanne (anche da parte della politica), le banche faticano a diventare delle learning organization? È mai possibile che dopo un decennio di brutte figure sociali e di immagine, il sistema bancario non cambi il suo atteggiamento e non impari dai suoi errori?

Dopo 25 anni di vita vissuta in quel mondo e altri 10 a studiarne gli effetti dall’esterno, sono giunto a questa conclusione.

Ci sono tre maniacali ossessioni che inducono i manager bancari a restare immobili e a non imparare dagli errori.

In primis c’è l’ossessione per il successo

In tutte le banche i processi formativi e di crescita implementati dai manager si basano sull’assioma, solo teorico, che “sbagliando si impara” ma il loro operato poi dimostra che sono ossessionati dal successo. Non sorprende di certo, ma è un’ossessione spesso eccessiva e ostacola l’apprendimento perché fa emergere tre problemi:

  1. La paura del fallimento: il fallimento può scatenare un torrente di emozioni sgradevoli: dolore, rabbia, vergogna, perfino depressione. Niente di più normale, quindi, che la maggior parte di noi cerchi di evitare gli errori e, se non ci riesce, di nasconderli sotto il tappeto. Questa tendenza naturale si accentua ancora di più nelle banche in cui i manager, spesso senza volerlo, istituzionalizzano la paura del fallimento, elaborando progetti che non concedono tempo e denaro alla sperimentazione e ricompensando con gratifiche e promozioni chi si attiene alla compiacenza
  2. Una mentalità rigida: le persone con una mentalità rigida, nell’approccio alla vita, credono che talento e intelligenza siano in gran parte una questione di genetica: o ce l’hai o non ce l’hai. Credono di possederla e desiderano a tutti i costi apparire più intelligenti degli altri: vedono il fallimento (inteso come mancato raggiungimento di un obiettivo) come qualcosa da evitare, per paura che li possa far sembrare incompetenti.
  3. L’errore di attribuzione: un fenomeno per il quale, di solito le persone attribuiscono i propri successi all’impegno, al talento ed alla bravura, non alla fortuna. Mentre i fallimenti, invece, li imputano alla sfortuna. In effetti, finché i manager bancari non riconosceranno che un insuccesso è frutto delle loro azioni, non potranno mai imparare dagli errori.
In secondo luogo c’è l’ossessione per il conformismo

Quando si entra in una banca, cosi come in una qualsiasi organizzazione, è normale volersi integrare, ma questo atteggiamento dà origine a un problema storico che ostacola l’apprendimento: l’obbligo di doversi uniformare.

Nella nostra vita e nel nostro paese in particolare, scopriamo sin da piccoli che fare cio che fanno gli altri ci offre dei vantaggi concreti. Ma il problema è che facendo così limitiamo il nostro apporto all’organizzazione. Basta citare la celebre frase di un mio ex capo e direttore generale della banca quando organizzava riunioni con noi capiarea: “Qui pensiamo noi. Voi venite pensati”. L’annullamento del pensiero. Contrariamente a ciò che si pensa, in banca si ha paura ad essere diversi perché solo il “conformato” riceve rispetto.

Infine c’è l’ossessione per le competenze esterne

Le banche sono ancora legate al taylorismo, nel senso che hanno un approccio ancora troppo rigoroso all’analisi del funzionamento delle loro organizzazioni.

Un approccio basato sul concetto che per migliorare conviene sempre attingere alle idee degli “esperti”. Anche oggi, nei loro limitati sforzi per migliorare, le banche continuano a ricorrere a consulenti, specialisti e via discorrendo. L’ossessione per la competenza produce un coinvolgimento inadeguato della “prima linea”. I bancari della “prima linea” (quelli direttamente coinvolti nell’offerta e vendita di un servizio e nell’interazione con i clienti) spesso sono nella posizione migliore per individuare e risolvere i problemi. Troppo spesso, però, non sono proprio ascoltati.

Chissà se la inutile (finora) commissione bicamerale sulle banche si porrà mai questi interrogativi.

Image by SatyaPrem

Contagi Covid-19: le donne hanno superato gli uomini, sono al 54%

Lun, 06/15/2020 - 09:15

Un dato in assoluta controtendenza rispetto ai primi tempi della pandemia

Le donne hanno superato gli uomini in quanto a numero di casi di Covid-19. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento della Sorveglianza Integrata Covid-19 in Italia, a cura dell’Istituto superiore di sanità (Iss), secondo cui le rappresentanti del “gentil sesso” hanno superato – con una percentuale pari a più del 54% – gli esponenti del “sesso forte” in quanto a casi di contagio da nuovo conoravirus Sars-Cov-2.

Per approfondire: Sorveglianza integrata COVID-19: i principali dati nazionali

Meno decessi per le donne…

Quanto al numero dei decessi, le donne continuano a morire di meno rispetto agli uomini: già all’inizio della pandemia, quando si è iniziato a studiare i primi dati disponibili, è apparso chiaro che la popolazione femminile fosse meno soggetta a decesso in caso di contagio rispetto alla popolazione maschile. E tuttora il dato rimane confermato: ancora oggi, per motivi ancora da chiarire, le donne muoiono meno di Covid rispetto alla controparte maschile.

…ma contagi in crescita

Invece per quanto riguarda i casi di contagio i dati sono sensibilmente cambiati rispetto a quelli conosciuti durante le prime settimane della pandemia, quando si sosteneva – in base ai numeri allora noti – che le donne si ammalassero meno degli uomini: al contrario, attualmente tra i casi di contagio si contano più donne che uomini. Una tendenza inversa rispetto alle prime settimane della pandemia e in crescita: a oggi, scrive l’Iss, oltre il 54% dei casi di Sars-Cov-2 in Italia riguarda la popolazione femminile, a fronte del 46% di pazienti maschi (dati aggiornati al 10 giugno). Tre mesi fa, all’inizio del lockdown, le donne erano il 39,7% dei casi (dati del 13 marzo), un mese dopo, il 13 aprile, era donna il 49,3% dei contagiati. Quindi una percentuale ancora in salita al 53,7% il 13 maggio, per arrivare a superare il 54,2% dei casi il 10 giugno.

Leggi anche:
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I 10 migliori film di Alberto Sordi

Lun, 06/15/2020 - 08:24

“Ve lo meritate Alberto Sordi” urlava il protagonista di “Ecce Bombo” di Nanni Moretti. Una maschera non amata molto dall’intellighenzia di sinistra, poi recuperata nel corso del tempo. Oltre 200 film (il doppio di quelli di Totò) di valore artistico e culturale profondamente diversi tra loro. Gavetta lunga con passaggi importanti nella radio e nel doppiaggio per Sordi che arriva al successo tardi ma sarà di lunga durata. Eroe della commedia all’italiana classica che con la sua cifra versatile ci ha regalato personaggi molto amati dal pubblico e che ricompongono mezzo secolo di storia italiana. Anche questa volta scegliere i migliori dieci film di Albertone, mostro sacro del cinema italiano è stata impresa ardua. E mi sono arrogato il gusto di qualche sorpresa.

LA GRANDE GUERRA di Mario Monicelli, 1959

Capolavoro del cinema italiano che racconta la tragedia della prima guerra mondiale attraverso la coppia del milanese Giovanni Busacca interpretato da Vittorio Gassman e del romano Oreste Jacovacci affidato all’estro di Alberto Sordi. Due che si arrangiano ad evitare la battaglia e imboscarsi in trincea, destinati a scegliere di essere improvvisamente eroi. Metafora dell’Italia in una rara commedia premiata a Venezia. Il personaggio di Sordi prevale in valore sul Mattatore Gassman, infatti gli sarà riconosciuto il nastro D’Argento. Ma i due attori diventarono grandi amici.

UN BORGHESE PICCOLO PICCOLO di Mario Monicelli, 1977

Commedia incarognita per i contesti del tempo in cui questa volta Monicelli plasma un Sordi mostruoso e appunto piccolo borghese. Si presenta tipicamente paternalista l’impiegato Vivaldi. Il suo scopo far accedere il figliolo amatissimo con pastetta truccata allo stesso ministero dove lui lavora grazie alla Massoneria de noantri. Irrompe la violenza che ti cambia la vita e che reclama una vendetta alla Charles Bronson. Sordi perfettamente in bilico tra tragico e comico. Duro e spietato il film. Ancora attuale.

I VITELLONI di Federico Fellini, 1953

Dopo la prima prova felliniana ispirata ai fotoromanzi in “Lo sceicco bianco”, tra i cinque protagonisti giovani provinciali il personaggio di Alberto è il più compiuto drammaturgicamente per violenza satirica, chiave grottesca, mammismo italico e contraddizione maschile. E’ lui il più vitellone degli altri. Un provinciale doc. Il braccio alzato all’indirizzo dei lavoratori è un fermo immagine del fannullone che oltraggia chi si guadagna la vita. Il travestimento da donna alla festa di Carnevale ne mostra l’impietoso doppiezza. Alberto è un conformista che non comprende il dramma della sorella che scappa con l’amante. Recitazione perfetta.

TUTTI A CASA di Luigi Comencini, 1960

Forse il miglior film di Comencini. Un on the road drammatico legato alla data chiave dell’8 settembre (Indimenticabile la battuta di Sordi sottotenente che al telefono dice ai superiori “I tedeschi si sono alleati con gli americani”.) Un gruppo di sbandati resta assieme con l’obiettivo di tornare a casa. Come ne “La grande guerra” c’è riscatto nel finale con la scelta della parte giusta. Sordi misurato nella recitazione è l’architrave di comico e grottesco, drammatico e patetico. Boicottato da Andreotti che non prestò i carri armati dell’esercito.

UN AMERICANO A ROMA di Steno, 1954

Secondo Morandini “segna una svolta e il decollo della carriera artistica di Alberto Sordi”. Nato sul successo dell’episodio di “Un giorno in pretura” la figurina di Nando Moriconi mette in scena il giovane teenager italiano che rompe con la tradizione in nome della moda americana. La stessa messa in canzone da Renato Carosone. La sociologia vista attraverso l’umorismo di chi ama le star di Hollywood e scende a compromesso gastronomico con gli spaghetti. Ispirato al pittore Rotella che tornato da un viaggio negli Usa nella Roma dell’epoca si era fatto notare per il suo imitare lo stile di vita americano. Intuizione di Lucio Fulci affidata alla macchina da scrivere di Ettore Scola.

IL VEDOVO di Dino Risi,1959

Una commedia nera perfettamente riuscita per Dino Risi che con Sordi raggiunge gustose vette anche nel bellissimo “Una vita difficile”. Sceneggia Sonego e s’inventa l’industriale romano Alberto Nardi, megalomane e incapace, sposo di Elvira, milanese che ha i soldi e l’ingegno adatto agli anni del Boom economico. Una superlativa Franca Valeri è l’antagonista perfetta per Sordi impareggiabile nel momento in cui pensa di essere diventato il padrone di tutto.
Ovviamente non è così. Comicità altissima per un intreccio perfetto.

DETENUTO IN ATTESA DI GIUDIZIO di Nanni Loy, 1971

L’inferno delle carceri italiane attraverso la commedia. Sordi è un geometra felicemente sposato in Svezia che dopo sette anni rientra con la famiglia in Italia e per un disastro colposo finisce carcerato senza diritti e alle prese con rivolte e punizioni. Cinema di denuncia puro, figlio dell’epoca in cui è girato. Nanni Loy trova in Sordi l’attore perfetto nella molteplici situazioni che deve affrontare. Un corpo estraneo tra i dannati della terra che dimostra la crudeltà del carcere italiano.

Il MEDICO DELLA MUTUA di Luigi Zampa, 1968

L’indovinata e feroce satira sociale di Zampa trova un Sordi in splendida forma per mettere alla berlina nel 1968 il welfare della Mutua. Guido Tersilli è un arrampicatore che sa come prendere l’ascensore sociale. David di Donatello e Globo d’oro per Sordi. Campione d’incassi con tre miliardi di lire al botteghino. Un seguito che adopera la stessa fortunata colonna sonora di Piero Piccioni affidato alla regia di Luciano Salce.

LE VACANZE INTELLIGENTI di Alberto Sordi, 1978

Nel film ad episodi “Dove vai in vacanza” Sordi dietro la macchina da presa per riprendersi nei panni del fruttarolo che insieme alla moglie si sottopone ad un itinerario turistico proposto dai figli. E’ uno scontro tra alto e basso. Eventi intellettuali pallosi e pranzi macrobiotici affliggono la coppia che si cimenta con la Biennale d’arte e concerti barocchi. Reazionario nei propositi ma effetto comico altissimo.

BREVI AMORI A PALMA DI MAJORCA di Pietro Bianchi, 1959

Dimenticata commedia balneare dalla regia artigiana ma molto comica. Avversata dalla critica ma valorizzata da Walter Veltroni che scrive: “Considerata opera minore del maestro, questo Brevi amori a Palma di Majorca è assolutamente irresistibile. Non tutto il film, che anzi contiene anche molte banalità, ma la dirompente apparizione di uno dei più riusciti personaggi di Sordi. In verità, il mio preferito. Anselmo Pandolfini, nome geniale, è un autentico iradiddio. Non conosce vergogna, travolge gli ostacoli come un filo di lana”. Da recuperare.

Covid-19 e distanziamento fisico: salute mentale degli adolescenti a rischio

Lun, 06/15/2020 - 08:00

Il distanziamento sociale forzato adottato per il contenimento della diffusione del Covid-19 può mettere a rischio sul lungo periodo lo sviluppo emotivo e comportamentale e la salute mentale degli adolescenti, molto più di quanto non sia comprensibile oggi. A sostenerlo è uno studio pubblicato su The Lancet Child & Adolescent Health, secondo cui la salute psico-emotiva dei ragazzi nella fascia di età compresa tra i 12 e i 24 anni circa può risentire non poco delle misure restrittive imposte al contatto fisico e alla socialità, poiché l’adolescenza è proprio il periodo della vita in cui i giovani trascorrono più tempo con gli amici che con la famiglia, mentre si preparano alla vita adulta.

Due mesi per un adolescente è un tempo lungo

È vero che le misure di distanziamento sociale molto restrittive sono state temporanee e sono durate – almeno in Italia – circa due mesi, che non è poi un tempo così eccessivamente lungo. Ma c’è anche da dire che, come spiega Sarah-Jayne Blakemore del dipartimento di psicologia dell’Università di Cambridge e autrice senior dello studio, “sebbene le misure di allontanamento fisico siano state temporanee, diversi mesi rappresentano una grande parte della vita di un giovane”. E non è da sottovalutare che quello dell’adolescenza, spiegano gli autori dello studio, è un periodo particolarmente delicato poiché è quello in cui è più facile che si sviluppino problematiche di salute mentale.

E poi c’è anche da dire che, sebbene ora stiamo attraversando la ormai nota “fase 3” caratterizzata da una riapertura graduale alla vita normale, e che anche altri Paesi colpiti come il nostro dalla pandemia hanno ricominciato a vivere e la quarantena rigorosa delle prime settimane sembra essere ormai un ricordo, da ogni parte della comunità scientifica riecheggia ancora in questi giorni sempre lo stesso consiglio: prudenza nei contatti. Che tradotto significa: “Continuate a mantenere il distanziamento sociale”.

Aumento dell’ansia e diminuzione di alcune funzioni cerebrali

I ricercatori precisano che la distanza fisica forzata avrà molto probabilmente conseguenze dannose nel lungo periodo sulla salute emotiva e mentale di ciascuno di noi indipendentemente dall’età, ma specificano anche che la rimozione delle fonti di connessione sociale “faccia a faccia” dalla quotidianità hanno in particolare un effetto sproporzionato sugli adolescenti, per i quali l’interazione tra pari (nella sua oscillazione tra accettazione e rifiuto) è un aspetto vitale dello sviluppo. Basta pensare, scrivono gli autori dello studio, che ricerche condotte sulla rimozione del contatto sociale imposta a primati e roditori hanno messo in evidenza un aumento del comportamento ansioso e una diminuzione delle funzioni cerebrali legate all’osservazione e all’imitazione dei comportamenti altrui.

“Occupiamoci dei giovani”

Gli autori dello studio scrivono, in conclusione: “Vorremmo esortare i politici a considerare urgentemente il benessere dei giovani in questo momento”, e chiedono che vengano condotte ulteriori ricerche per comprendere gli effetti della privazione sociale sugli adolescenti. E magari, già che ci siamo, anche sui bambini, aggiungiamo noi.

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Via il carcere per diffamazione | Francia: dal 22 giugno si va a scuola | Vaccino gratuito: prima anziani e medici;

Lun, 06/15/2020 - 06:25

Il Mattino: Palazzo Chigi: 3 miliardi per rilancio Alitalia. Ex Ilva, confermato l’accordo di marzo;

La Repubblica: Via il carcere per la diffamazione. Ma si rischiano multe salate;

Il Fatto Quotidiano: M5s, Di Battista: “Chiedo assemblea prima possibile”. Grillo: “Coi gilet arancioni pensavo di aver visto tutto. Costituente? C’è chi vive nel Giorno della marmotta”;

Corriere della Sera: Macron: «La Francia volta pagina, dal 22 giugno riaprono le scuole»;

Tgcom24: Stati generali, Conte: “Dall’Ue sincera gratitudine, l’Italia è stata un esempio per l’Europa” | Fmi: “5 sfide per l’Italia, dalla riforma delle tasse alla burocrazia;

Leggo: Vaccino Covid-19, Speranza: «Sarà gratuito, prima ad anziani e medici»;

Il Giornale: Quella nuova bomba di virus che ora rischia di esplodere. Cosa si nasconde dietro agli allevamenti su larga scala del bestiame? Per gli esperti vere e proprie bombe patogene;

Il Manifesto: Morti «in custodia», la politica tedesca ignora il problema;

llsole24ore: PREVIDENZA Assegni più leggeri per chi va in pensione dal 2021. Ecco i mini-tagli – La sanatoria degli irregolari può portare fino a 500 milioni di entrate;

Il Messaggero: In Cina 57 casi, (36 a Pechino), record da aprile. Iran e Pakistan, è di nuovo allerta Foto.  Vacanze e viaggi, la mappa interattiva Coronavirus, diretta: a Pechino nuovo focolaio, quartieri in lockdown. Brasile, altri 843 morti. India, di nuovo 10mila contagi in un giorno;

L’area “police free” a Seattle | La stagionalità del Covid-19 | Le manifestazioni anti-Assad in Siria

Dom, 06/14/2020 - 18:00

Science (Usa). Le autorevoli riviste mediche The Lancet e New England Journal of Medicine nell’occhio del ciclone per aver pubblicato articoli sospetti di tre ricercatori senza controllarne adeguatamente l’autenticità.

Le Presse (Canada) Un nuovo studio conferma: il covid-19 è un virus stagionale.

L’Orient Le Jour (Libia). Nel sud della Siria si riaccendono le manifestazioni popolari contro Assad.

MIT Technology Review (Usa). Google Docs, lo strumento “scoperto” dagli attivisti dei movimenti Usa per comunicare tra loro.

The Economist (Regno Unito). Il Covid-19 ha sconvolto l’industria del porno. Crescono le produzioni “indipendenti”

Politico (Usa). Twitter elimina 170.000 account sospettati di fare propaganda statale per Cina, Russia, Turchia diffondendo false informazioni.

L’area autonoma di Capitol Hill  “cop free”

Seattle Times (Usa). Nel centro di Seattle i manifestanti hanno realizzato “un’area autonoma senza polizia”. Questo ha fatto scatenare la furia di Donald Trump contro le autorità locali, gli “orribili anarchici” e gli Antifa.

“Benvenuti nell’area autonoma di Capitol Hill a Seattle, meglio nota con l’acronimo Chaz (per “zona autonoma di Capitol Hill”). Qui è tutto gratis scrive Il Seattle Times. “C’è cibo gratis nella mensa della Cooperativa No-Cop, maschere gratuite distribuite dai dimostranti, un’area di espressione libera dove tutti possono dire quello che hanno da dire, e proiezioni gratuite di documentari, come quello della regista Ava Du Vernay sull’incarcerazione di massa di afroamericani ”.

Fonti:

https://www.sciencemag.org/news/2020/06/whos-blame-these-three-scientists-are-heart-surgisphere-covid-19-scandal

https://www.lapresse.ca/covid-19/2020-06-11/la-covid-19-est-saisonniere-selon-une-etude

https://www.lorientlejour.com/article/1221449/pour-la-premiere-fois-depuis-2011-des-manifestations-anti-assad-a-soueida.html

https://www.technologyreview.com/2020/06/06/1002546/google-docs-social-media-resistance/?truid=f4e70cac1c593d4b6e4174b850ea0cba&utm_source=the_download&utm_medium=email&utm_campaign=the_download.unpaid.engagement&utm_term=non-subs&utm_content=06-08-2020

https://www.economist.com/international/2020/05/10/pornography-is-booming-during-the-covid-19-lockdowns

https://www.politico.com/news/2020/06/11/twitter-uncovers-state-backed-networks-linked-to-china-russia-turkey-314626

https://www.seattletimes.com/seattle-news/welcome-to-the-capitol-hill-autonomous-zone-where-seattle-protesters-gather-without-police/

Fare sesso alza le difese |Le porte dei bagni pubblici |Pipì dei cani a Cagliari

Dom, 06/14/2020 - 14:00

Siete pronti? Siete caldi? Se il taglio alto dei giornali è riservato a politica ed economia, per il resto la fantasia è al potere. 

Noi di People for Planet abbiamo scartabellato tra le pagine dei quotidiani, a scovare le grandi inchieste che li differenziano l’uno dall’altro. Questo è ciò che abbiamo trovato per voi:

1) “La sposa è positiva, 31 invitati in isolamento” (Repubblica)
E ora prova a dichiarare “È il giorno più bello della mia vita”, tesoro.
#AltroCheTombaDellAmore 

2) “Fare sesso alza le difese e aiuta a combattere i virus” (La Stampa)
Già pronta una interrogazione parlamentare a firma Forza Italia: “Perché il Premier Conte ha isolato gli italiani, invece di prescrivere per decreto cene eleganti?”. La Magistratura già indaga. 
L’OMS e l’ISS indagano su come permettere agli italiani di fare sesso rispettando la distanza sociale.
#PiùFondiPerLaRicerca 
#FinanziateLaRicercaDelPuntoG 
#NonHoDetto5G

3) “Torna Postalmarket” (Repubblica)
La risposta al quesito posto precedentemente.
#QuandoLaSoluzioneÈAPortataDiMano

4) “Gatto rischia la vita per un incontro troppo ravvicinato con un mazzo di gigli” (La Stampa) a cui potremmo aggiungere anche “Gatto rischia la vita per aver leccato troppo una lampada di sale” (La Stampa”)
Mondo Gatto, ecco perché hanno sette vite: qua non si può manco leccare una lampada per una notte intera!
#PassinoLeSetteViteAMePreoccupanoLeNoveCode

5) “Cattura una tartaruga in un bioparco e cerca di cucinarla” (La Stampa)
Hai voluto il bioparco invece dello zoo? E mo’ beccati la selezione naturale.
#DiceCheInInghilterraLaManginoDavvero
#SonoimprovvisamenteAFavoreDellaBrexit

6) “Picchiati e minacciati dal figlio tredicenne: due genitori nel reggiano lo denunciano” (Repubblica)
“È così precoce!”, ha aggiunto la mamma con orgoglio.
#OgniScarrafoneEccEcc

7) “Stretta sulla pipì dei cani a Cagliari, bottiglie d’acqua obbligatorie o multe fino a 500 euro) (La Stampa) 
Che il Signore ci risparmi i pannolini firmati per i Cihuahua delle influencer
#FuffiQuanteVolteTiHoDettoCheDeviTenerla

8) Una grande inchiesta: “Perché le porte dei bagni pubblici non arrivano a terra” (UrbanPost)
Molte le ipotesi. Che qui riassumeremo in un “perché se qualcuno si sente male se ne può osservare il cadavere da fuori senza sfondarle”.
#LePorteDelBagnoNonToccanoTerraPerchéVolanoAlto

9) “Sesso post quarantena: i single e la sindrome della seconda verginità(Repubblica) 
Seconda verginità dopo due mesi senza?
#SiÈPiùVerginiDopoDueFigliAllora

10) “Hai più di trent’anni e cerchi una relazione seria?” 
(Ah, no, scusate, questa è una cosa mia…)

Usa: nuovo omicidio di un giovane afroamericano. 100 arresti a Londra

Dom, 06/14/2020 - 11:30

Last night #AtlantaPolice were involved in another police shooting at Univeristy and Pryor. #AtlantaProtests #BlacklivesMatter. pic.twitter.com/FB35GJccWH

— Gerald A. Griggs (@AttorneyGriggs) June 13, 2020

Mentre il mondo continua a protestare per la morte di George Floyd, ieri un’altra uccisione vigliacca ai danni di un giovane afroamericano colpito alle spalle dalla polizia di Atlanta, Georgia.

La ricostruzione dei fatti

Nella serata di venerdì qualcuno chiama il 911 per via di una macchina sospetta nel parcheggio di un fast food. Pare che il 27enne Rayshard Brooks stesse semplicemente dormendo in auto. Arriva la polizia e si avvicina al veicolo. Sono da poco passate le 22. Pare che i due poliziotti abbiano svegliato il giovane, chiedendogli di sottoporsi alla prova del palloncino. Lui si rifiuta, oppone resistenza e a quel punto gli agenti lo tirano fuori dall’auto per ammanettarlo e arrestarlo. Da quel momento si accendono le luci del parcheggio e la scena diventa più chiara. Il video dell’accaduto è postato su Twitter da Gerald Griggs, avvocato e attivista, vice presidente della National Association for the advancement of colored people di Atlanta. Si vedono tre uomini che lottano a terra. Brooks strappa il taser, la pistola a scossa elettrica, agli agenti, si rialza e scappa.

I poliziotti lo inseguono, ma non riescono a fermarlo. Secondo gli inquirenti il ragazzo si è voltato e ha minacciato con il taser gli inseguitori. Poi si sentono solo diversi colpi di pistola e Brooks crolla a terra. Arriva l’ambulanza ma il giovane non ce la farà.

Atlanta in fiamme nella notte

Proteste spontanee immediate nella citta, mentre i due agenti coinvolti sono stati sospesi. Trentasei persone arrestate finora. Il capo del Dipartimento, Erika Shields, si è dimessa, in un momento così delicato per l’America.

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This is the moment #GeorgeFloyd protesters met with #RayshardBrooks protesters in SW Atlanta.@wsbtv pic.twitter.com/ghznnbBHjx

— Audrey Washington (@AudreyWSBTV) June 13, 2020 La violenza della polizia non cede

Tra gli eventi che più hanno colpito l’opinione pubblica ormai fuori controllo, c’è stato un breve video che ha ripreso, nei giorni scorsi, l’assalto ingiustificato alla macchina di due studenti di colore, bloccati nel traffico dopo aver partecipato a un sit-in per Floyd. La polizia li ha costretti a scendere, dopo aver sfondato i vetri dei finestrini. Hanno immobilizzato il ragazzo con scariche di Taser e poi lo hanno trascinato a terra, ammanettandolo.

Londra e Parigi sotto assedio

Intanto oltre 100 persone sono state arrestate ieri a Londra, a seguito delle violente proteste di un gruppo di giovani di destra, che ha attaccato la polizia. L’obiettivo della protesta sit-in era proteggere le statue che in queste settimane hanno subito diversi attacchi in tutto il mondo, quando collegate al passato coloniale. L’Italia stessa sta vivendo un profondo conflitto interno rispetto alle effigi che rappresentano il suo passato prestigioso, ma “sporco”. E nella notte, a Milano, la statua di Indro Montanelli – giornalista dal passato fascista, che in Etiopia prese in moglie una ragazzina infibulata, comprandola da padre – è stata pesantemente imbrattata con vernice rossa. La scritta “razzista stupratore” ha completato l’opera.

Contemporaneamente Londra, come moltissime città inglese e nel mondo, ha visto ieri anche una sfilata pacifica di anti-razzisti.

Parigi ricorda i suoi fatti sporchi

A Parigi scontri con la polizia tra attivisti anti-razzisti – circa 15mila radunatisi in Place de la République ieri pomeriggio – e polizia. Le forze dell’ordine hanno usato pistole tear contro i protestanti. I movimenti francesi, sebbene partiti a sostegno di ciò che da settimane accade in Usa, si richiamano al ricordo di Adama Traoré, una giovane ragazza nera che morì sotto custodia della polizia nel 2016.

Per approfondire: “Devono stare a 90 gradi”: ecco il Black Lives Matter di casa nostra Colombo è decapitato, ora tocca a Montanelli Abbattere le statue: giusto o sbagliato?

Il condominio più colorato del mondo!

Dom, 06/14/2020 - 11:00

Nel condominio di Via dei Tanti, in un appartamento al primo piano, vive Luna, di cinque anni, con la mamma. Poi c’è Toto, sette anni, che abita lì con la mamma e Mario, il suo compagno. La mamma di Alì arriva dai Balcani e suo papà dall’Iraq: entrambi sono fuggiti dalla guerra. Shanti e Lali sono state adottate, mentre Giacomo ha una sorellina che non può camminare. Sono bambini che giocano, litigano, fanno pace…

A osservare le loro avventure c’è Mio, il gatto rosso della via, il gatto di tanti e non di uno soltanto.

A scriverle le storie di Via dei tanti è Federica Morrone,  scrittrice, maestra di yoga, mamma di Ginevra e Lorenzo, essere umano fantastico di cui Stefano Benni dice: «Federica Morrone nelle sue storie spalanca la porta alla tolleranza, alla condivisione e al rispetto. Ai bimbi viene data la possibilità di accogliere con curiosità la diversità, di capire che le vite possibili sono molte, che non esiste un unico esempio di famiglia

Che succede nel condominio di Via dei tanti?

L’appartamento misterioso

L’appartamento al pian terreno è sfitto da alcuni mesi, eppure si sentono strani rumori provenire dall’interno… un vero mistero! Per svelarlo, i bambini devono prima di tutto eludere la sorveglianza del burbero Sergio, l’anziano portiere del palazzo. Una missione praticamente impossibile! Ma Toto e Luna hanno una brillante idea.

Una sorprendente domenica

È domenica. Niente scuola, niente lavoro. La domenica è il giorno dei genitori, si sta tutti insieme… a tavola, in gita, sul divano a vedere un film. Ma questo non vale per Luna: il suo papà se n’è andato e lei si sente sperduta, senza una vera famiglia. Grazie a un invito inaspettato a casa di Alì, Luna scopre che “famiglia” può essere un condominio intero!

Storie moderne quelle di Via dei tanti, belle, allegre, colorate. Da non perdere!

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I 10 migliori film di Ettore Scola

Dom, 06/14/2020 - 10:00

Ettore Scola mi manca, ci manca. Sono passati quattro anni dalla sua morte ma l’assenza si sente. Anche se negli anni del nuovo secolo ha firmato solo tre film (l’ultimo un vibrante omaggio a Fellini) era la sua autorità morale e pedagogica a dar un forte segno di autorità, non richiesta da parte di un regista, che è stato enorme nella sua opera e che ha dato tantissimo alla ricchezza culturale italiana.

Spesso non considerato tra i grandissimi del nostro cinema, Ettore Scola ha invece lasciato un’eredità che si mostra vibrante per i temi affrontati nelle sue opere e per la sua capacità di essere autore maiuscolo nella sua concezione estetica e politica del cinema.

Aveva fatto un’apprendistato dal basso tipico della sua generazione che ha molto formato la sua lezione di cinema.

Giovanissimo al settimanale satirico Marco Aurelio dove incrocia molti grandi a venire,  autore di testi alla radio dove contribuisce a lanciare il successo dello sconosciuto Alberto Sordi affronta una lunghissima palestra come sceneggiatore di lungo corso che in attrezzata squadra firma molti capolavori del cinema italiano.

Una propensione di talento all’arte e la conoscenza di che significa una buona scrittura cinematografica gli consentono di esordire con mestiere per giungere alla felice stagione dei suoi successi di regista affermato.

Per lungo tempo la sua dote di somministrare il comico apprezzato dal pubblico lo ha consegnato alla felice stagione della commedia all’italiana ma la sua filmografia è andata ben oltre come dimostrano molti suoi successivi titoli.

In questa breve nota non si può dimenticare anche il suo profondo impegno politico e civile (fu anche autore di documentari militanti) e l’attenzione che dedicò a essere maestro di giovani autori. Il cinema di Scola è sempre stato mosso dal dubbio e mai dalla certezza offrendo dibattito alla cultura nazionale sempre denso di divertimento.

Per tutto questo ci manca Ettore Scola e scegliendo i suoi migliori dieci film secondo il mio gusto personale cerco di indicare alle giovani generazioni uno dei migliori esempi per il cinema della modernità che si dovrà realizzare.

UNA GIORNATA PARTICOLARE, 1977

Un ricordo personale di Scola bambino di essere stato portato alla manifestazione romana dei grandi tributi offerti ad Adolf Hitler in visita a Mussolini è il seme che fa nascere il film che si avvale della sceneggiatura di Maccari ma anche di una collaborazione di Maurizio Costanzo.

La grande Storia destinata a finire nella tragedia vista come storia personale di due rumorose solitudini rimaste solitarie nei propri appartamenti in un grande condominio della capitale controllato da una portiera.

Una donna, piena di figli che ha dato alla patria e moglie di un arcifascista ipermaschilista irrispettoso nei suoi confronti e uno speaker dell’Eiar omosessuale che ha perso il lavoro per la sua condizione sessuale s’incontrano nell’arco di tempo di questa giornata particolare che segna le loro vite e quella di un pubblico che adorerà questo film che è il capolavoro di Ettore Scola. 

Facendo leva sulla rodata e affiatata coppia Sophia Loren e Marcello Mastroianni il perfetto gioco della macchina da presa inquadra tutto alla perfezione con movimenti perfetti che costruiscono una storia esemplare che inchioda l’autobiografia della nostra nazione a comprendere come i vinti veri erano i deboli che pur riconoscendosi nella cultura maschia e guerriera come accade ad Antonietta ne erano profondamente vittime. Una bellissima fotografia seppiata inquadra con arte il confronto tra due persone diverse che si attraggono, poi si respingono, infine si comprendono, si amano e si uniscono nella loro diversità mentre la radio in tempo reale fa entrare nel loro domestico la distanza con il conformismo in camicia nera. Due vite non illustri che Scola fa assurgere al ruolo di protagonisti in un cinema paradossalmente arioso e mai claustrofobico, vibrante nei dialoghi e perfetto nello svolgimento della trama che si pone senza dubbio tra i migliori film del cinema italiano di sempre.

C’ERAVAMO TANTO AMATI, 1974

Altro affresco italiano che in questo caso abbraccia i primi trent’anni della Repubblica con la storia di tre amici che hanno vissuto assieme la Resistenza e poi con diversi approdi hanno segnato il loro mondo ideale sporcandosi le mani con la vita reale.

Il Gianni di Vittorio Gassman diventerà un cinico arrivista speculatore della peggior specie, Antonio un portantino comunista interpretato da Nino Manfredi dal comportamento coerente e populista, il tenero intellettuale di Nocera Inferiore (un omaggio alle radici campane del regista) Nicola affidato a Stefano Satta Flores che è uno sconfitto nelle aspirazioni e nelle battaglie sostenute.

Altrettanto magnifici i ruoli femminili di Stefania Sandrelli sospesa a volte tra sogno e realtà e di Giovanna Ralli, figlia arricchita del palazzinaro Aldo Fabrizi che scoprirà di essere vittima della moderna alienazione.

Un gruppo di attori portentosi che trovano il tocco magico del miglior Scola possibile che divide il film in due parti tra bianco e nero e colori a meglio significare il passaggio del perfetto quadro storico italiano.

Scola militante comunista non risparmia nulla alla sua parte politica edificando una sorta di memoriale della sconfitta (“Volevamo cambiare il mondo ma il mondo ha cambiato noi”) senza comizi ideologici ma come scrive Gianni Canova con “l’utilizzo di un intreccio narrativo velato di ironia e malinconia dallo stile asciutto e sobrio”.
Il film è anche mitico per la presenza di Federico Fellini e Marcello Mastroianni che girano a Fontana di Trevi e di Mike Bongiorno che mette in scena l’Italia di Lascia e raddoppia.
Adorato dai francesi infatti vince un Cesar e viene programmato per due anni di seguito in molti cinema parigini. Un film che omaggia il Neorealismo, dedicato a De Sica e che è la migliore autobiografia collettiva dell’Italia dalla Resistenza agli anni Settanta. Un romanzo di formazione in forma di commedia.

LA FAMIGLIA 1987

Una cifra artistica di Ettore Scola è l’unità di luogo in cui concepisce la riuscita cornice delle sue migliori opere.

A differenza di Una giornata particolare qui il tempo si dilata in ottant’anni di storia negli interni di un appartamento borghese romano di Prati. Dalla foto d’inizio del 1906 che saluta la nascita di Carlo fino a quella finale che incornicia i suoi 80 anni c’è ancora una volta la foto dell’Italia intera.

È magnifico come ogni spettatore possa riconoscere nello svolgimento dell’intreccio uno zio azionista, quello un po’ svaporato per la campagna d’Africa che ha sposato la serva, il giovane con il codino che va in giro per il mondo, le zie arcigne che litigano in continuazione che hanno fatto parte del proprio romanzo familiare. Ancora una volta le guerre, il fascismo, la ricostruzione con le sue speranze, le illusioni cadute diventano il vento che entra nella casa con le lente carrellate che spaziano nello stesso appartamento in un grande spettacolo avvincente e cechoviano ma profondamente cinematografico.

Film definito “crepuscolare e demodè” con un cast magnifico ha trovato il consenso incondizionato della critica e del pubblico anche internazionale. Ingiustamente non premiato a Cannes, per riparazione a Scola venne data la presidenza della Giuria dell’edizione successiva.

BRUTTI, SPORCHI E CATTIVI, 1976

Il film più pasoliniano di Ettore Scola che aveva anche pensato a un’introduzione in premessa del regista poeta al film per poter meglio spiegare il senso antropologico e politico dell’operazione.

Il segno pasoliniano dell’opera è anche connotato dalla collaborazione ai dialoghi di Sergio Citti per un’aderenza di linguaggio (un altro punto di forza del cinema di Scola) della tribù sottoproletaria protagonista delle turpi vicenda del film che ruotano attorno a un milione di lire e a una squallida baraccopoli posta in maniera subdola con vista cupolone di San Pietro.  È significativo anche a mio parere che nell’esplodere del Movimento del 77 a Roma, dove il film è ambientato in una periferia emarginata, comparisse uno striscione omonimo del titolo a volersi identificare da non garantiti con i brutti, sporchi e cattivi orchestrati da Scola.

Favolaccia nera priva di lieto fine con un maestoso Nino Manfredi “perfetto borgataro, avido e vendicativo, ubriacone e manesco, persino incestuoso” secondo Roberto Ellero “sa mantenere il vitalismo popolaresco che gli viene richiesto. Una maschera destinata a diventare memorabile, piegando le tradizionali virtù dell’interprete ai vizi del personaggio”. Un trionfo del grottesco e del cinema della crudeltà omaggiato a Cannes con la Palma per la miglior regia.  

LA TERRAZZA, 1980

Secondo molta critica con questo film si chiude la commedia all’italiana classica. La terrazza romana del titolo è questa volta il nuovo contenitore che racchiude la società dello spettacolo e della cultura che constata il fallimento generale come in C’eravamo tanto amati. La sua evoluzione farsesca a mio modo di vedere è stata attualizzata egregiamente in forma pop da Paolo Sorrentino ne La Grande bellezza.

Con la matrona di casa dello splendido attico che annuncia: «E’ pronto venite» il racconto ricomincia cinque volte di seguito illustrando le poche virtù e i molti difetti di cinque personaggi e del mondo che li circonda. Cinematograficamente raffinato con piani sequenza di spessore tecnico dove i carrelli in profondità ampliano la tendenza già espressa in Una giornata particolare osserviamo lo sceneggiatore Trintignant (alter ego del regista), il giornalista impegnato Mastroianni, il produttore cinematografico Tognazzi, il deputato comunista Gassman e la drammatica condizione di Sergio Reggiani funzionario Rai. Tutti vinti e battuti mentre si sollazzano sulla terrazza con le battute al vetriolo di Scarpelli e Age che appare in campo come psichiatra e si notano anche Gregoretti e Benvenuti. C’è anche il cameo ideale del futuro film Capitan Fracassa di Scola che presentato in Rai viene spiegato che ha «l’approvazione dei dirigenti del partito». Come dice una battuta del film: «Ormai siamo tutti così: personaggi drammatici che si manifestano comicamente».

DRAMMA DELLA GELOSIA, TUTTI I PARTICOLARI IN CRONACA 1969

Il film che fa nascere lo Scola regista compiuto e padrone completo della macchina cinema che elabora un raffinato lavoro di commedia amara e nera che sa anche evocare una sorta Jules e Jim de noantri.

Tre grandi attori come Monica Vitti, Giancarlo Giannini e Marcello Mastroianni vestono magnificamente le vesti di una fioraia amante di un muratore e con il terzo incomodo di un pizzaiolo dando vita a una ronde che si aggira tra squallori di periferia suburbana e lo sfondo politico della Festa dell’Unità e di una manifestazione del Pci.

Connotati nella classe con autenticità si evita il sermone ideologico sui subalterni per raccontare con un perfetto meccanismo narrativo l’omicidio che rievoca la vicenda adoperando prosa giudiziaria e della cronaca nera giornalistica evocata nel titoli.

Film di scavo nel linguaggio. Infatti i personaggi parlano mescolando dialoghi da fotoromanzi e dialetto da borgata. E la lingua è molto funzionale all’approfondimento psicologico ed esistenziale dei personaggi non solo dei protagonisti ma anche dei numerosi caratteristi che si susseguono nelle divertenti scene. Un film che fa molto ridere ma fa molto riflettere sulla condizione degli ultimi anche attraverso il loro modo di parlare.

BALLANDO, BALLANDO 1983

È emerso già dalle altre schede il profondo rapporto di Scola con la Francia, affettuosamente ricambiato, frutto anche di una sua formazione intellettuale da bambino con il nonno.

Operazione tutta francese, poco vista e meno compresa in Italia, questa sorta di musical anomalo senza dialoghi tra gli attori ma che parla al cuore e alla mente.  In cinque quadri ambientati in una balera (ancora una volta l’unità di luogo tanto praticata dal regista) unisce tecniche da cinema muto e commedia all’italiana raccontando la storia di Francia grazie ad uno strepitoso corpo di mimi-ballerini.

Tratto da uno spettacolo di successo le canzoni e i passi di danza accompagnano gli anni del Fronte popolare, la guerra mondiale, la Liberazione, i fatti d’Algeria, il Maggio francese, il postmoderno Ottanta. Una sorta di C’eravamo tanto amati in forma di musical.

IL MONDO NUOVO 1982

Ancora Francia e che Francia, quella della rivoluzione, con un prezioso film in costume ma non è un film storico.  Michel Piccoli è Luigi XVI mentre Marcello Mastroianni è Casanova anziano in una diligenza che ricorda quella di John Ford ma non vanno dimenticati tra i molti Hanna Schygulla, Harvey Keitel, Laura Betti e Andrea Ferreol. È una riflessione gradevole sul passaggio epocale dall’Assolutismo al Terrore con il nuovo che avanza e abolisce, superando tutto quello che è passato.

Il film si apre e si chiude con lo spettacolo della lanterna magica macchina del precinema accolta con sentimento cinefilo in Francia. Secondo Ellero: “Tante volte traditore per gli storiografi, il cinema guarda questa volta all’evento storico con i propri occhi, chiarendo la natura immaginaria di ciò a cui lo spettatore va assistendo”.  Il film nelle sale francesi ha una versione più lunga di mezz’ora e si ammira un magnifico apologo finale recitato da Jean Luis Barrault che interpreta lo scrittore libertino Restif De Bretonne

RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A RITROVARE L’AMICO MISTERIOSAMENTE SCOMPARSO IN AFRICA, 1968

Titolo wertmulleriano in una commedia atipica molto moderna per stile di racconto e difforme con il terzomondismo militante del Sessantotto che comunque incontra il favore del pubblico registrando il primo grande incasso al box office per Scola registrando biglietti per due miliardi dell’epoca.

Un brillante Alberto Sordi è un editore di prodotti popolari che annoiato dal tran tran della sua quotidianità romana parte in Africa per cercare lo scomparso cognato Nino Manfredi. Si trascina dietro con imperio il suo ragioniere interpretato dal pacioso Bernard Blier che aggiungerà ulteriore comicità raffinata a questo on the road africano. Le peripezie si susseguono catastrofiche come in Don Chisciotte e il finale sarà molto inatteso e anche metaforico. Il provincialismo italiano messo alla berlina con efficace vis comica. C’è anche Roberto De Simone che interpreta un padre missionario. Molto belle le musiche di Armando Trovajoli. Ha ispirato alcune scene dell’ultimo film di Checco Zalone ambientato in Africa.

IL COMMISSARIO PEPE 1969

Questa volta Scola poggia sul talento istrionico di Ugo Tognazzi per un film alla Pietro Germi che trae la materia narrativa da un romanzo di Ugo Facco De Lagarda. Il commissario è chiamato a indagare molto controvoglia su vicende boccaccesche e scollacciate che creano imbarazzo in una città dell’opulento Veneto.

Il solerte poliziotto incastra tutti gli indagati del territorio che cadano nella sua rete. I loro volti sono messi sullo schermo da imputati ma solo alcuni vengono graziati per ordini venuti dall’alto in nome della Legge che salva i potenti. Pepe schifato dal contesto distrugge il dossier e preferisce farsi trasferire ad altra destinazione.

Si delineano molti capisaldi della poetica di Scola. La commedia dal sapore amaro si accompagna alla feroce satira di costume ammantando di malinconia il protagonista che ci conduce felicemente a riflettere su una società malata nella sua forme e che non è in grado di far rispettare le regole del gioco. Un colpo al cuore del conformismo dell’Italia ossimora tra bigottismo e trasgressione. 

Come risparmiare acqua in 10 mosse quotidiane

Dom, 06/14/2020 - 09:30

Senz’acqua non possiamo vivere. In questo video 10 piccoli consigli per risparmiare acqua e contribuire concretamente alla salvaguardia di questa preziosa risorsa. Buona visione e condividete perché nessuno possa dire “non lo sapevo”.

Dal canale YouTube Serveco come migliorare le nostre azioni quotidiane nel rispetto del pianeta e dei suoi abitanti.

Fonte: Serveco

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Covid-19: l’epidemia in Africa potrebbe bloccare scuola e sanità. Bambini a rischio

Dom, 06/14/2020 - 08:00

Quasi 263 milioni di ragazzi non vanno più a scuola e i decessi per malaria potrebbero tornare ai livelli di 20 anni fa

La pandemia di Covid-19 minaccia di invertire i progressi compiuti negli ultimi decenni per i bambini in Africa: se dal punto di vista sanitario si stima che la malaria potrebbe raggiungere i livelli di decessi di circa 20 anni fa, dal punto di vista dell’istruzione sono quasi 263 milioni i giovani che non vanno più a scuola a causa delle misure restrittive imposte per arginare i contagi del nuovo coronavirus e in molti potrebbero non tornarci più, soprattutto le ragazze. Sono solo alcune delle problematiche messe in evidenza nell’ultimo rapporto “Come proteggere una generazione a rischio” di Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini e garantire loro un futuro, in cui vengono analizzati gli impatti primari e secondari del Covid-19 sui bambini in Africa.

Tanti bambini non torneranno a scuola

“Il Covid-19 ha determinato enormi implicazioni sull’educazione, sulla salute, sull’alimentazione e sulla protezione di milioni di bambini in Africa – ha affermato Doris Mpoumou, direttore dell’Ufficio di collegamento con l’Unione Africana di Save the Children -. A causa dell’istruzione improvvisamente interrotta per le misure di contrasto alla diffusione del virus si stima che 262,5 milioni di bambini della scuola materna e secondaria, vale a dire circa il 21,5% della popolazione totale in Africa, non frequentino più la scuola e milioni di loro sono a rischio di non tornarci più, in particolare le ragazze“. Il problema non riguarda solo l’interruzione dell’istruzione: “In Africa per molti bambini poveri e vulnerabili – precisa Mpoumou – le scuole non sono solo un luogo per l’apprendimento ma anche uno spazio sicuro dove essere protetti dalla violenza e dallo sfruttamento. Ed è anche il luogo dove consumano un pasto nutriente, a volte l’unico della giornata”.

Malaria: si rischiano decessi come 20 anni fa

Quanto alle problematiche in campo sanitario, “l’epidemia di Covid-19 sta esacerbando le vulnerabilità esistenti, facendo pressione sui sistemi sanitari già deboli in tutto il continente e interrompendo i servizi sanitari di routine che probabilmente determineranno l’aumento della mortalità infantile a causa di malattie perfettamente prevenibili e curabili”, spiega Mpoumou. Alcune proiezioni, spiega Save the Children, stimano che i decessi per malaria potrebbero raddoppiare nell’Africa sub-sahariana quest’anno rispetto al 2018 a causa di fattori come l’interruzione delle distribuzioni e il ridotto accesso ai farmaci antimalarici. E nello scenario peggiore il numero di decessi per malaria potrebbe raggiungere i 769 mila nel 2020, vale a dire pari ai livelli di mortalità osservati l’ultima volta vent’anni fa.

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Il 73% delle famiglie ha perso o ridotto il lavoro: i dati di Save the Children

Vaccino: c’è l’accordo | Covid, USA: il ricovero gli costa 1,2 mln di dollari | Alleanza Cina-Emilia Romagna su auto elettrica

Dom, 06/14/2020 - 06:25

Il Mattino: Scuola, il ministro Azzolina proporrà l’avvio delle lezioni il 14 settembre. Il rebus date: si riapre il 1° settembre o a fine mese dopo il voto Ecco la nota del ministero dell’Istruzione;

La Repubblica: Teatri “Non riapriamo: si può stare vicini in aereo ma non qui“;

Il Fatto Quotidiano: Vaccino – Speranza firma accordo per 400 milioni dosi di farmaco sviluppato a Oxford e prodotto in Italia. “Prima tranche in autunno”;

Corriere della Sera: Fontana: «In Lombardia obbligatorio indossare le mascherine fino al 30 giugno»;

Tgcom24: UN ALTRO “CASO FLOYD” Stati Uniti, ucciso dalla polizia un altro afroamericano: 27enne morto ad Atlanta | Video shock: tre colpi alla schiena;

Leggo: Milano, statua di Montanelli imbrattata: insulti e vernice rossa;

Il Giornale: L’estate “calda” dei migranti che mina la poltrona di Conte. Dalla sanatoria agli sbarchi fantasma fino alla ritorno delle Ong in mare: le tensioni che mettono a rischio la coalizione;

Il Manifesto: Puglia, bracciante muore bruciato nella sua baracca;

llsole24ore: Joint venture Cina-Emilia Romagna per creare l’innovation hub dell’auto elettrica – Perché il virus non ucciderà i veicoli alla «spina» – Così il Covid sta stravolgendo l’industria automotive;

Il Messaggero: Covid, dopo 2 mesi di ricovero deve pagare 1,2 milioni di dollari: «In colpa per essermi salvato» Coronavirus, paziente curato con plasma iper-immune: la terapia funziona Virus, il primario di rianimazione a Codogno: «Il nostro modello esportato negli Usa e in Inghilterra»;

Covid-19. I dati mondiali e italiani. Rallenta in Italia e in Europa, cresce in Usa, Sud America e India

Sab, 06/13/2020 - 19:00

La Johns Hopkins University raccoglie i dati di casi confermati e morti per coronavirus in tutti i paesi. Secondo i dati al 13 giugno sono gli Stati Uniti ad avere il più alto numero di casi accertati e di morti, l’Italia è settima per numero di casi e quarta per numero di morti (rispetto all’Italia sono più i morti registrati negli Usa, in Brasile e nel Regno Unito).

Complessivamente nel mondo si registrano 7.654.000 casi (911.000 in più rispetto a 7 giorni fa, dato in forte aumento rispetto alla settimana precedente) e 426.000 morti (31.000 in più rispetto a 7 giorni fa, dato in leggero aumento).

Continua a diminuire il tasso di letalità

Ormai per la quinta settimana consecutiva il confronto tra incremento di casi e di morti a livello mondiale conferma l’ipotesi che, mentre il virus continua a diffondersi, la sua letalità sta diminuendo. Il tasso di letalità dall’inizio della pandemia è stato del 5,6% sui casi accertati, nell’ultima settimana è sceso al 3,4%, con una ulteriore diminuzione. La settimana precedente il tasso di letalità era del 3,7%.

Negli Usa più di 2 milioni di casi, 150.000 nell’ultima settimana

Continua l’impressionante escalation di casi negli Usa, dove nell’arco di una settimana si è passati da 1.8988.000 a 2.049.000. Nello stesso periodo il numero dei morti per Covid-19 in Usa è cresciuto da 109.000 a 115.000.

Lo stato di New York da solo conta ad oggi oltre 31.000 morti.

La pandemia rallenta in Europa, esplode in India e Sud America

Mentre nei principali paesi europei (Germania, Regno Unito, Francia, Italia, Spagna) si registra un rallentamento della diffusione del virus, continua l’esplosione in Brasile dove solo nell’ultima settimana si sono registrati 214.000 nuovi casi e 8.000 morti. Ora il Brasile è il paese con il numero di casi e di morti più alto al mondo dopo gli Usa, mentre il presidente brasiliano Bolsonaro continua a minimizzare la questione e minaccia, come Trump, di uscire dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Oltre al Brasile, altri paesi in Sud America particolarmente toccati dall’escalation del virus sono il Perù e il Messico.

In Messico nonostante l’incremento dell’epidemia si programma di cessare il lockdown la prossima settimana.

Altro paese che segnala un preoccupante sviluppo della diffusione è l’India con 73.000 nuovi casi negli ultimi 7 giorni.

Lo strano caso della Russia

Molti dubbi sul sistema di attribuzione delle morti al covid19 adottato in Russia. Secondo i dati ufficiali i morti sarebbero 6.700 contro 511.000 casi accertati, con un tasso di letalità quindi di circa l’1,3%, un’anomalia assoluta a livello mondiale.

Italia: rallenta la diffusione del coronavirus e si concentra in Lombardia

In Italia la diffusione del virus continua a rallentare, si è passati nelle ultime settimane, secondo i dati ufficiali, dai 3.000 casi di 3 settimane fa ai 2.500 di 2 settimane fa ai circa 2.000 degli ultimi 7 giorni.

Mentre la magistratura continua le sue indagini sulla Lombardia (le mancata zona rossa di Alzano, la riapertura dopo 3 ore del pronto soccorso senza precauzioni dopo che era stato registrato un caso di covid-19., la strage nelle Case di Riposo) è da segnalare che, sempre secondo i dati ufficiali, dei circa 2.000 nuovi casi di positività al covid19 in Italia nell’ultima settimana, circa il 65% sono stati riscontrati nella sola Lombardia con punte superiori al 70% in alcuni giorni.

I dati ufficiali per paese: casi accertati e morti

Di seguito i dati ufficiali dei 10 paesi con più casi accertati e più morti per covid19 in base alle statistiche ufficiali al 6 giugno.

I segni (+) e (-) indicano le variazioni nel ranking rispetto a 7 giorni fa.

Casi confermati

  • 2.049.000 Stati Uniti
  • 829.000 Brasile
  • 511.000 Russia
  • 309.000 India (+)
  • 294.000 Regno Unito (-)
  • 243.000 Spagna (-)
  • 236.000 Italia
  • 215.000 Perù (+)
  • 193.000 Francia (-)
  • 187.000 Germania

Morti

  • 115.000 Stati Uniti
  • 42.000 Brasile (+)
  • 42.000 Regno Unito (-)
  • 34.000 Italia (-)
  • 29.000 Francia (-)
  • 27.000 Spagna
  • 16.000 Messico (+)
  • 10.000 Belgio (-)
  • 9.000 India (+)
  • 9.000 Germania (-)

Rinasce Postalmarket e vuole battere Amazon

Sab, 06/13/2020 - 17:16

Torna PostalMarket, e vuole battere Amazon, almeno sul mercato italiano. E chissà che non ci riesca, data la voglia di online, e date le tante critiche arrivate ad Amazon negli ultimi anni, soprattutto in tema di diritti del lavoro. Se il redivivo catalogo di abbigliamento e oggettistica saprà colmare le gravi lacune del re dell’e-commerce: chissà.

Due imprenditori per il rilancio

A rilanciare il progetto che fece la storia d’Italia, e che ogni ultra trentenne ricorda, è l’imprenditore friulano Stefano Bortolussi, che ha acquisito il marchio nel 2018. Insieme a lui, Francesco D’Avella, titolare della piattaforma di e-commerce Store Eden. Obiettivo raggiungere un fatturato tra i 500 milioni e il miliardo di euro nei primi cinque anni, e rendersi così una valida alternativa ad Amazon. “Insieme al portale web, ci sarà anche “un listino cartaceo leggero, destinato agli abbonati”, per far breccia anche nel cuore dei nostalgici, ha spiegato Bortolussi.

L’online è in pieno boom

Le premesse ci sono tutte. Nel pieno dell’emergenza coronavirus, il digitale ha iniziato la sua corsa e questa accelerazione può diventare una grande opportunità per il mercato italiano anche nel post-Covid visto che, stando alle prime stime sull’e-commerce in lockdown, ad aprile il commercio online ha registrato un aumento addirittura del 73% nei retail puri, mentre per i retail tradizionali si stima un incremento record del 92%. Lo dice un’analisi di Making Science nel digital coffe, che precisa: “nella nuova normalità, il digitale spingerà il mercato italiano con stime per l’e-commerce fino a 5,5 milioni di nuovi clienti”.

Pronti a Natale

Il nuovo catalogo digitale sbarcherà su Internet entro Natale. Postalmarket fu fondato a Milano nel 1959 da Anna Bonomi Bolchini, imprenditrice e filantropa che importò da noi il formato americano della vendita per catalogo. Un successo: negli anni ’80 e nei primi ’90 Postalmarket fu il leader italiano nelle vendite per corrispondenza nei settori abbigliamento, accessori e cosmetici. Nel ’93 passa al colosso tedesco Otto Versand (quelli di Bonprix), ma l’azienda, già in declino, viene rilevata senza successo. Nuovo fallimento e passaggi societari sempre inutili. Fino al maggio 2020, quando ri-nasce POSTALMARKET S.r.l., dall’impegno di Bortolussi e D’Avella.

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“Devono stare a 90 gradi”: ecco il Black Lives Matter di casa nostra

Sab, 06/13/2020 - 15:00

“Devono stare a 90 gradi”. Parole disumane intercettate durante una conversazione tra un un uomo, un caporale di 78 anni, Giuseppe Abruzzese, e una donna, un’imprenditrice, Mariassunta Lardino. Dovevano stare a 90 gradi i migranti africani e rumeni, gli unici disposti a stare chini sulle fragole 8 ore al giorno con un contratto di categoria che formalmente li impegnava per un massimo di 6 ore, proprio a causa della natura usurante di questa specifica raccolta.

Non solo caporali

Intorno alla raccolta nei campi c’è una vera e propria rete di delinquenza che fa business a partire dall’acqua che viene data ai braccianti: o di fogna, o di bottiglia, in tal caso, con prezzi da strozzinaggio, fino a 4 euro per mezzo litro.

Un’indagine congiunta tra la Guardia di Finanza di Matera e di Cosenza, perché i campi, i luoghi di lavoro, erano compresi tra Basilicata e Calabria. Un’operazione grossa, che ha reso necessaria la custodia cautelare di ben 52 persone tra carcere e domiciliari.

Durante un fermo, nella caserma della Tenenza di Montegiordano (Cs) Giuseppe Abruzzese, a dispetto della sua non più tenera età, avrebbe intimidito i lavoratori e cercato di inquinare prove e testimonianze. Braccio destro di Abruzzese, era Gennaro Alore, promotore e organizzatore di una vera e propria “associazione a delinquere”, insieme a Enervate Seila e Aid Lhasaine Abdeljalil. Era Aloe a trattare con i datori di lavoro e a lui spettava la percentuale più alta di interesse.

I braccianti percepivano una paga giornaliera di 28 euro circa

Da questi venivano sottratti 5 euro per pagare il viaggio nei campi, a bordo di furgoni fatiscenti, e 3 euro per alloggiare nel ghetto fatto di lamiere. 20 euro al giorno, stando 8 ore, chini sulle fragole, a 90 gradi, come voleva il caporale. E c’è chi critica la mini regolarizzazione cui si è giunti dopo estenuanti trattative al governo a causa del no di una frangia del Movimento 5 stelle e delle polemiche innestate dalla Lega. Un dibattito pubblico dominato da fanatismo, isteria e fake news, perché la regolarizzazione, qualcuno addirittura ha parlato di sanatoria, non è affatto una svolta epocale.

Facciamo i nomi!

La regolarizzazione (o la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno di 6 mesi), infatti, riguarda chi già lavora (emersione del nero) e chi ha “lavorato in passato” in settori ben determinati: agricoltura e attività connesse; assistenza alla persona, lavoro domestico. Braccianti, badanti e domestici, essenzialmente, a conferma dell’idea di immigrazione che ha questo Paese, a partire dal Governo: immigrazione sì, ma confinata in una precisa gabbia lavorativa, salariale. Possibilmente a 90 gradi. “Domani le scimmie le mandiamo lì”, dicevano. Tra le aziende sequestrate, ci sono:

  • Azienda agricola di Acipanura sas di Roberto Acipanura
  • Full società agricola Srls di San Lorenzo del Vallo
  • Desifrutta Srls Unipersonale di Corigliano Rossano

Conoscere i nomi, per evitarli. Il black lives matter di casa nostra.

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