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Aggiornato: 10 min 32 sec fa

Philippe Daverio: perché c’è un gran bisogno di arte

Gio, 09/03/2020 - 13:00

Incrociarlo curioso e sorridente davanti a un’opera d’arte dava la sensazione di entrare ai Salons di Denis Diderot. A distanza di anni Passepartout rimane la trasmissione tv tra le più belle mai realizzate in Italia, e non solo rispetto alla divulgazione artistica. Milano d’ora in poi sarà meno francese, dunque meno milanese. Giù il cappello per il signor Daverio e il suo sguardo diagonale, stupito, godurioso. Tra le parole circolate ieri sui social queste forse sono le più significative, a firma di Andrea Passador:

“Il fatto che se ne sia andato proprio nei giorni in cui tutti stanno cercando di stabilire cos’è la bellezza scrivendo due righe insulse su una modella di Gucci, rappresenta un perfetto esempio di sincronicità Junghiana: non è morto solo Philippe Daverio, è morto un modo di discutere di argomenti complessi con profondità, intelligenza e ironia”.

È proprio così, con la sua dipartita non scompare solo un divulgatore popolare, nell’accezione più dignitosa del termine, scompare proprio un modo di discutere, e ancora prima di guardare alle cose. In queste ore si legge “se ne va l’ultimo divulgatore d’arte in tv”. Niente affatto. Se ne va il primo. Nessuno, prima di Daverio, era riuscito a eliminare gli accademismi senza eliminare le accademie, nessuno aveva fino ad ora reso il sapere pop senza renderlo cheap, nessuno, prima di lui, aveva saputo suscitare negli italiani un amore per il proprio patrimonio artistico senza scadere nel patriottismo. Europeista, cosmopolita convinto, una volta dichiarò:

Dobbiamo far capire cos’è la qualità, spiegare come si tocca un mobile di legno, mostrare qual è il fascino di un metallo ben curvato.
Dobbiamo andare in giro per il globo terrestre e insegnare agli abitanti di Hong Kong a toccare e a vivere. Occorrono però una serie di percorsi didattici e umanitari per far comprendere tutto ciò.
Questo è lo scopo dell’Italia del futuro ed è anche l’unica strada che può seguire.
Il polpastrello allenato è lo strumento che avete per vincere la competizione globale.

Avere il polpastrello allenato significa anzitutto capire che non c’è arte senza artigianato, che l’arte, il genio, passa dalle mani, che a loro volta si scambiano materiali, strumenti, linguaggi, estetiche, gusti, e che ciò che appare unico, conchiuso, e irripetibile è sempre il risultato di corrispondenze, connessioni, ibridismi insospettabili, talvolta ineffabili, eppure riconoscibili con il polpastrello, grazie a quel “je ne sais que“, come dicono i francesi.

Banksy, Teresa Margolles, Cristina Donati Meyer, Tania Bruguera, Ai Weiwei. Che cosa hanno in comune questi artisti contemporanei? L’artivismo. La parola “Artivism” viene utilizzata per la prima volta nel 1997, negli Stati Uniti, in riferimento a gruppi di artisti di origine messicana che coniugano gesto artistico e attivismo politico. Se l’attivismo è infatti una voce che rompe il silenzio degli oppressi, l’arte è la cassa di risonanza più potente che possa trovare. E se fosse l’arte stessa a rompere il silenzio degli oppressi, degli obnubilati, di chi ha “il polpastrello poco allenato”?

Dopo la politicizzazione dell’arte, dopo l’estetizzazione della politica, i tempi sono bui, dunque più che maturi, perché si restituisca all’arte quell’alone di festa che possedeva presso i popoli primitivi, quel senso di bellezza in cui il gesto artistico vale di per sé e si offre alla fruizione di tutti, come necessario e sufficiente. Festa, anche frivola all’occorrenza. Lo stesso Daverio lo era, quando gli andava. Lui che amava definirsi militante civico anziché politico, scandalizzò i salotti buoni della sinistra progressista di Milano quando decise di diventare assessore in una giunta leghista, tra i “barbari”. E però fu un ottimo assessore, capace di fare un sacco di cose, addirittura di risparmiare soldi pubblici, peraltro sempre pochi quando si tratta di arte. Chiedeva prestazioni gratis agli amici, ne aveva tanti. Una festa, l’arte con lui nei paraggi, una festa per cui il papillon era d’obbligo.

È #berluscovid mania (ma vince Zangrillo)

Gio, 09/03/2020 - 11:26

Silvio Berlusconi è positivo e la rete impazzisce, complice il fatto che tutti i malati di questa storia non destano al momento preoccupazione. Twitter è oggi il regno della battuta contro Zangrillo, secondo il quale il virus era clinicamente morto. Lo storico medico dell’ex premier si era addirittura dilettato questa estate a postare su Facebook vignette negazioniste, mentre il governo tentava di mantenere cauta la popolazione di fronte a un virus sicuramente imprevedibile.

Il fenomeno Zangrillo viene quindi ora giustamente deriso, perché tra l’altro secondo lui il virus aveva una bassa carica, e quindi anche una bassa capacità di contagiare e circolare. Vogliamo parlare della sua fidanzata? Daniela Martani è stata licenziata in tronco da radio KissKiss per essersi rifiutata – il 17 agosto – di indossare la mascherina salendo sul traghetto in partenza da Palau e diretto all’Isola della Maddalena, in Sardegna. La compagna di vita del grande professore è anche nota per essere una fervente no vax.  

I contagi in Sardegna

E invece il virus ha circolato eccome, per fortuna sembrerebbe, colpendo i malcapitati in forma lieve. E l’elenco è davvero lungo: si parte nelle ipotesi dalla figlia Barbara Berlusconi, poi Luigi, e anche Paolo Berlusconi. Eleonora si sarebbe sottoposta al tampone dopo aver frequentato a Porto Rotondo almeno un positivo, risultando però la più fortunata: negativa.

Positiva anche la fidanzata?

Sembra che anche la nuovissima fidanzata del ribattezzato Berlucovid – Marta Fascina – sia positiva.

Briatore non è l’untore

Sembra ormai chiaro che Flavio Briatore non sia stato l’untore, e che la barzelletta sulla battuta “Ti trovo bene Silvio” si spenga lì. Ma resta tanto da ridere, per una vicenda dai mille risvolti comici. Tanti auguri Silvio!

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Il virus è morto? O siamo noi che ci siamo adeguati?

Armine, la nuova modella di Gucci vittima di insulti razzisti e body shaming

Gio, 09/03/2020 - 11:00

Un noto detto afferma che “l’apparenza inganna” ma, ahimé, nonostante le innumerevoli campagne di accettazione delle diversità (perché le diversità sono plurime), il giudizio nei confronti dell’altro (il diverso o non convenzionale) in base all’apparenza e all’aspetto fisico rimane ancora radicato nell’immaginario comune.

Il canone di bellezza convenzionale, riconducibile a una concezione rinascimentale di perfezione ed equilibrio delle forme, rimane cristallizzato in un ideale che non è ancora anancronistico. Basta scrollare per qualche secondo la home di Instagram per capire che il modello di bellezza maggiormente diffuso rispecchia donne dai fisici perfetti e statuari, amanti della palestra, con visi mozzafiato e labbra carnose, dai lineamenti dolci e delicati, contornati da capelli lunghi e setosi.

Chi non rientra in questi schemi è ancora oggetto di giudizi negativi, che troppo spesso sfociano in insulti. E’quello che è successo alla modella 23enne di origini armene Armine Harutyunyan,definita da Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, una delle“100 modelle più sexy del pianeta”.

Negli ultimi giorni, infatti, il web si è scatenato contro Armine, esercitando su di lei un vero e proprio body-shaming, attraverso insulti razzisti e di genere e meme poco divertenti, a causa della sua bellezza non convenzionale.

Bisogna essere onesti: è vero che la bellezza è soggettiva e “ogni scarrafone è bello a mamma soja“, ma l’accanimento mediatico che sfocia nel disprezzo è qualcosa a cui ci stiamo lentamente abituando; puntualmente, c’è bisogno di qualcuno che prenda le difese di chi è entrato nell’occhio del mirino degli haters da tastiera.

Armine ha un viso particolare, sopracciglia folte, labbra sottili e un naso aquilino e, cosa più importante, ha sfilato per Gucci una sola volta per la Milano Fashion Week del 2019 e oggi vive e lavora come designer a Erevan, la capitale armena dove è nata e cresciuta.

Allora perché tutto questo odio razzista e di genere? Forse perché la donna è ancora considerata (anche dalle donne stesse) un oggetto, un contenitore vuoto da essere ammirato e penetrato metaforicamente e fisicamente? Siamo davvero pronti ad accogliere l’altro nella sua unicità senza porre condizione alcuna? La ribellione all’omologazione sfocia nella non accettazione della diversità? Perché da un lato riusciamo a essere solidali nei confronti del diverso e, dall’altro, non riusciamo proprio a scrollarci di dosso questa visione univoca e fuori dai luoghi e dal tempo?

Nonostante probabilmente la scelta della maison di moda abbia una chiara finalità di marketing, al fine di far parlare di sé in un momento non facile per l’ambito fashion, forse il mondo non è ancora pronto ad accettare e ad apprezzare la bellezza nell’imperfezione (o nella diversità): nell’immaginario comune l’ideale di donna angelica non può (e non deve) assolutamente essere sovvertito, nemmeno se a cambiare rotta è una delle case di moda più famose al mondo.

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12 cibi per prevenire e combattere il raffreddore

Gio, 09/03/2020 - 10:00

Come si legge dal canale YouTube Melarossa: ” Prevenire e combattere il raffreddore a tavola? Si può, con i cibi giusti! Guarda il video e scopri i 12 cibi che ti aiutano a rinforzare le tue difese immunitarie e ti proteggono dalle aggressioni di virus e batteri. Sono tutti alimenti ricchi di nutrienti che hanno il potere di farti da barriera contro i malanni di stagione. Tra questi, la vitamina C, la vitamina A e le proteine, che potenziano il tuo sistema immunitario, ma anche gli antiossidanti, come la vitamina E, i polifenoli, i carotenoidi e la stessa vitamina C, che proteggono le cellule dall’ossidazione da radicali liberi, preservano l’elasticità della pelle e favoriscono il recupero delle mucose congestionate dal raffreddore. Importanti anche i sali minerali, primo fra tutti il ferro, e gli acidi grassi omega 3, antiossidanti e antinfiammatori.”

Fonte: Melarossa

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Gli strani casi dell’animo umano: “Quelli che… sempre uno più di te”

Gio, 09/03/2020 - 08:00

È dura da accettare: il pianeta esisteva anche prima del nostro passaggio (e sarebbe bello che sopravvivesse anche dopo di noi, bontà nostra nonché nota del redattore).

L’effetto farfalla ci inchioda alle nostre responsabilità, certo; ma ciò non significa che qualsiasi accadimento altrui debba essere riportato a noi stessi.

Eppure, c’è gente che non riesce a non mettersi in competizione e, sia nel bene che nel male, non resiste alla tentazione di quel maledetto “Tu? E io allora?!?” Sempre uno più di te.

Tra amiche: “Che bella gonna, che hai”

“Grazie! Pensa che l’ho presa on line, su un sito fichissimo”
“Io pure ne ho trovato uno dove la roba non costa nulla!”
“Io questa gonna 15 euro”
“Sul mio, se ne prendi due uguali, la seconda la paghi la metà”
“Il mio la seconda te la regala”
“Il mio ha il reso entro 15 gg, se ti fa difetto, tipo lì sul fianco, dove ti fa le pieghe”
#EMenoMaleCheEraBella #MaCheCeFaiConDueUguali #ConAmicheCosìLeNemicheNonServono

Dal medico: “Chi è l’ultimo?” “La signora con l’enfisema”

“Eh, beata lei!”
“Ma veramente non respiro!”
“Eh, ma arrivarci, così, all’età sua!”
“Ma così come, giro con l’ossigeno!”
“Ma sa che noi, con tutto questo smog, abbiamo una serie di disturbi già da giovani?”
“Ma, perché, lei cos’ha?”
“No, niente, sono qui per il certificato per la palestra”
#AltroCheMutua #CeUnAnalistaInSala

Spogliatoio della palestra: “Stasera esco con una”

“Mi piace davvero una cifra”
“Ma è bona?”
“Sì, ma poi è proprio bella. Assomiglia un po’ alla Zeta Jones”
“Io pure sto uscendo con una incredibile”
“Lei è alta quasi uno e novanta”
“La mia ha una quarta”
“La mia faceva la spogliarellista”
“Anche la mia, ma ha smesso per me”
#MaQuanteSpogliarellisteCiSonoInItalia #ViMeritateCheSiaLaStessa #CieloMioMarito

Al telefono: “Oggi ho avuto una giornata tremenda”

“Mamma mia, pure io: un traffico!”
“Io ci ho messo 3 ore per fare 200 metri”
“Io ho beccato 4 manifestazioni”
“Io un incendio, un posto di blocco e un’esercitazione della Nasa”
“Io la pioggia di rane, la maionese nel tramezzino del pranzo e l’angelo sterminatore dei primogeniti”
“Io, arrivato a casa, ho trovato mia suocera”
#666

Nessuno sfugge ai luoghi comuni. Neanche io. Anzi, soprattutto io. La battuta sulla suocera l’ha fatta anche qualcun altro? Ma io l’ho fatta per prima. Anzi, no, per ultima. Io di più. Meglio. Insomma, sempre una più di te.

Nuova pista sulla morte di Paciolla | Macron a Beirut: aiuti in cambio di riforme | Helsinki: cani per fiutare il coronavirus

Gio, 09/03/2020 - 06:25

Corriere della Sera:  «Scrisse un dossier sull’esercito». Nuova pista sulla morte di Paciolla;

Il Giornale: Musumeci la spunta su Conte: “Lampedusa vuota in 2 giorni”;

Il Manifesto: Macron sopra il cielo di Beirut, aiuti in cambio di riforme;

Il Mattino: Morto Philippe Daverio: storico arte e scrittore;

Il Messaggero: Navalny, Berlino: «Avvelenato con il Novichok». Merkel: «Mosca chiarisca» Cos’è il Novichok;

llsole24ore: Speranza: «Prime dosi del vaccino Ue-Astrazeneca entro fine anno. Priorità è riaprire le scuole»;

Il Fatto Quotidiano: Dl Semplificazioni, meno vincoli per demolire e ricostruire in città. Strade con priorità per i ciclisti. Sì allo stoccaggio di Co2 a Ravenna;

La Repubblica: Silvio Berlusconi positivo con i figli Luigi e Barbara. “Ma continuo la battaglia”

Leggo: Morta per una puntura di vespa in piscina davanti al marito: Susanna era la pioniera dei buyer italiani;

Tgcom24: All’aeroporto di Helsinki al via i test per il coronavirus con i cani;

Covid-19, Scuola: solo mascherine chirurgiche dai 6 anni in su

Mer, 09/02/2020 - 19:40

Sapevamo già che le mascherine chirurgiche sono più sicure di quelle lavabili. Come aveva spiegato l’Istituto Superiore di Sanità (Iss) a People for Planet, le mascherine usa e getta sono da preferire ove si percepisce un maggiore rischio: se dobbiamo andare in ospedale, in un ambulatorio o anche al supermercato in momenti di ampio contagio. Altrimenti, ci spiegava ancora l’Iss, vanno benissimo le mascherine lavabili.

La scelta dei tecnici

Evidentemente la scuola si prospetta come luogo a rischio, e comunque nel dubbio meglio abbondare in precauzione, se il Comitato tecnico scientifico (Cts) del governo ha stabilito che nelle scuole vanno usate le mascherine chirurgiche. È uno dei dettagli emersi nel documento relativo all’uso dei dispositivi di protezione da parte degli studenti, che è stato rivisto ieri dai tecnici del governo. Niente “mascherine di comunità” dunque, che sembravano le preferite per il ritorno a scuola nelle scorse settimane.

Saranno gratis per gli studenti

A pensarci è una scelta di buon senso. Le lavabili potrebbero non essere lavate abbastanza spesso. E con la fornitura che dovrebbe essere garantita dalla scuola non c’è pericolo che gli studenti tornino a indossare la stessa mascherina chirurgica più volte. Comunque sia, le chirurgiche, che vengono unanimemente considerate più sicure perché certificate come dispositivi medici, sono certamente più efficaci: a patto che vengano cambiate ogni 4 ore di utilizzo. Se poi ci dovessero essere problemi di fornitura, studenti e anche operatori scolastici potranno usare quelle di comunità.

Una regola per tutti

Il larghissimo consumo che dovremmo farne sarà a spese di tutti: le famiglie non dovranno comprarle. Il commissario straordinario Domenico Arcuri ha infatti annunciato più volte che ogni giorno verranno inviate gratuitamente alle scuole 11 milioni di mascherine di questo tipo, e di misure diverse perché siano adatte agli studenti di tutte le età, dai bambini delle elementari ai ragazzi delle superiori.

Ai docenti mascherine trasparenti

Se è vero infatti che tutti gli studenti (dai 6 anni fino alla maturità) potranno togliere le mascherine in classe, quando sono seduti al proprio banco e distanziati di un metro, è anche vero che proprio tutti dovranno indossarle quando entrano ed escono, per andare in bagno, in mensa o durante l’intervallo. Per gli insegnanti invece il Cts ha previsto mascherine chirurgiche o anche mascherine trasparenti, come quelle per i non udenti, che permettono agli altri di vedere la bocca e l’espressione del volto, purché abbiano tutte le certificazioni di legge.


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Vivere Insieme a Ca’ Nostra

Mer, 09/02/2020 - 17:00

Ca’ Nostra è un progetto unico in Italia (anche se la sua formula è adottata con successo in molte realtà del nord Europa) che unisce l’assistenza domiciliare agli anziani bisognosi di cure (con problematiche legate a demenza o a deficit cognitivi) alla socialità della convivenza con altre persone.

La casa, sita in via Matilde di Canossa, zona Buon Pastore a Modena, è gestita dalle famiglie con il supporto di volontari e istituzioni.

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Coltivare in 3 minuti: insalata autunnale

Mer, 09/02/2020 - 10:00

Coltivare l’insalata d’autunno si può! Per un’alimentazione sana e a km0 ecco, dal canale YouTube Matt The Farmer, 3 minuti di video con tutti i trucchi del mestiere!

Fonte: Matt The Farmer

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Amazon: pacchi consegnati in 30 minuti grazie ai droni

Mer, 09/02/2020 - 08:30

Sarà una svolta notevole per l’ambiente. Amazon ha ottenuto il via libera della Federal Administration Aviation per le consegne a domicilio tramite droni, eliminando così tutto il traffico veicolare generato da Amazon per le consegne, in tutto il mondo, e per i resi. La Faa ha definito Amazon Prime Air un vettore aereo, consentendole di fatto di avviare le prime consegne commerciali dal cielo in base a un programma sperimentale.

A casa in 30 minuti

La certificazione ottenuta permette ora ad Amazon di avvicinarsi all’obiettivo di un servizio aereo autonomo di consegna con i droni, “che un giorno consegnerà pacchi a tutto il mondo” in questo modo, ha spiegato David Carbon, vice presidente di Amazon Prime Air. Obiettivo è velocizzare ulteriormente il servizio, arrivando a consegne in 30 minuti. “Continueremo a sviluppare e perfezionare la nostra tecnologia per integrare completamente i droni nello spazio aereo e lavoreremo a stretto contatto con la Faa e altri enti regolatori di tutto il mondo per realizzare la nostra visione di 30 minuti a consegna”, dice Carbon. Ancora non si sa quando il servizio di consegna con i droni diventerà operativo, ma nelle prossime settimane, l’azienda utilizzerà la licenza ottenuta per testare la cosa. 

Il più ricco della storia

Nel frattempo, il patrimonio dell’amministratore delegato di Amazon, Jeff Bezos, è cresciuto in luglio di 13 miliardi di dollari, arrivando a 189,3 miliardi di dollari. È  l’incremento di capitale più importante della storia, seguito all’incremento dell’8% delle azioni di Amazon. La speranza è che tanta ricchezza porti anche una maggiore consapevolezza, e che Amazon arrivi a diminuire notevolmente l’ingombro e l’impatto dei suoi pacchi, assieme a un maggiore rispetto per i diritti dei lavoratori.

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Il tuo “modello di investimento” è corretto?

Mer, 09/02/2020 - 08:00

Il modello di investimento degli italiani che sono traditi dalla malafinanza si basa su un postulato errato. Ogni volta che mi trovo di fronte un risparmiatore truffato dal sistema bancario gli pongo sempre la solita domanda: perché hai investito in quel prodotto?

Molti rispondono a questa domanda istintivamente: per guadagnare più soldi ed essere più ricchi! Sbagliato, risposta troppo superficiale.
Ecco dove traggono energia gli squali della malafinanza e come proteggersi.

Un vero investitore (non un risparmiatore) pianifica i propri investimenti fissando specifici obiettivi di vita.
Acquistare la casa, l’università per i figli, una pensione dignitosa… sono i classici e ricorrenti obiettivi della maggior parte di tutti noi.
Perché avere bene in mente che cosa volete dalla vita e pianificare i «grandi obiettivi» della vostra esistenza vi aiuterà a fare scelte consapevoli e a prendere decisioni importanti anche in ambito finanziario.

Avere un approccio generico, come chi dice di voler solo guadagnare di più o essere più ricco, crea confusione, impedisce di rimanere concentrati sui propri traguardi e spinge a cambiare, a rivedere spesso le proprie scelte, cadendo in preda all’emotività di cui si nutrono i bankster e commettendo molti errori.

Essere consapevoli dei propri obiettivi di vita aiuta anche a selezionare i mercati sui quali investire e gli strumenti finanziari da utilizzare, favorendo in tal modo una corretta pianificazione finanziaria. In sintesi, chi investe per obiettivi pianifica la propria ricchezza in maniera intenzionale e responsabile; chi invece investe senza obiettivi accetta di fatto passivamente quello che di volta in volta il mercato e gli «squali» gli offrono.

Una volta stabiliti gli obiettivi di vita, potete liberare le vostre risorse per selezionare al meglio gli strumenti di investimento che vi aiuteranno a raggiungerli.

In questo percorso ricordatevi delle vostre nonne.

Le nonne hanno sempre mostrato una marcia in più nella gestione delle finanze, e per riuscire ad arrivare alla fine del mese crearono un sistema molto intelligente che prevedeva l’uso di alcuni barattoli da conserva.

In pratica, si munivano di tanti barattoli quante erano le spese mensili che dovevano affrontare, per poi etichettarli con le rispettive voci (affitto, acqua, luce, vestiario, cibo) e mettervi dentro la somma prevista per quella spesa, quindi anche loro facevano un budget famigliare!

La logica dei barattoli non è passata inosservata nemmeno a economisti e studiosi, che la considerano un metodo efficace per una corretta gestione del denaro. Richard Thaler, premio Nobel per l’economia nel 2017, fu il primo a occuparsi di queste abitudini finanziarie elaborando la cosiddetta «teoria dei conti mentali», che dimostra come il nostro cervello si trovi a suo agio quando, nella gestione dei soldi, usa differenti sezioni dell’encefalo (i barattoli della nonna, appunto), assegnando a ogni obiettivo di vita uno strumento finanziario preciso.

Ecco allora che la pianificazione finanziaria di un investitore di successo deve partire da qui, cioè dall’assegnare a ogni obiettivo di vita un conto mentale, un barattolo separato dagli altri. Questa abitudine ci aiuta ad assegnare a ogni obiettivo un importo e a non distoglierlo (disinvestire) nei momenti di difficoltà, a mantenere la barra dritta anche nelle fasi di discesa dei mercati, concentrando l’attenzione non più sullo strumento finanziario in sé, ma sull’obiettivo di vita da perseguire.

Al contrario, la maggior parte delle persone è solita investire i propri risparmi in maniera indistinta, senza definire obiettivi, tempi e caratteristiche del prodotto da utilizzare. Questo le rende emotivamente deboli nei momenti di crollo dei mercati, poiché vanno in stato confusionale, vengono sopraffatti dalla paura e dallo sconforto e allora provano a rimediare entrando e uscendo dai mercati finanziari, generando per lo più perdite.

Si tratta di un comportamento emotivo e irrazionale che s’innesca quando non si fanno i conti mentali e non si definiscono in maniera chiara obiettivi, strumenti, rischi e tempi d’investimento.

È necessario uscire da questa logica e riappropriarci della semplice ma efficace abitudine finanziaria delle nostre nonne: a ogni obiettivo di vita uno strumento, a ogni strumento un rischio, e a ogni rischio un tempo d’investimento.

A partire da domani, 1 ottobre, questi e tanti altri consigli saranno disponibili su People For Planet in una nuova serie di Video tutorial che guidano al corretto rapporto con le banche: stay tuned!

Foto di Steve Buissinne da Pixabay

Italia: ogni anno 13 milioni di truffati da maghi | Scuola, «senza prof oltre 50mila cattedre» | Sea Watch va verso Palermo

Mer, 09/02/2020 - 06:25

Corriere della Sera:  Scuola, «senza prof oltre 50mila cattedre» In migliaia hanno chiesto l’esonero. Distanze e lezioni: tutte le regole da sapere;

Il Giornale: La Sea Watch va verso Palermo. Salvini: “Denuncerò il governo”;

Il Manifesto: Ucciso un altro giovane nero. Passerella di Trump a Kenosha;

Il Mattino: L’Italia che chiede aiuto a maghi e santoni: ogni anno 13 milioni di truffati;

Il Messaggero: Reddito di cittadinanza, nei patti per l’impiego Sud meglio del Nord;

llsole24ore: Che rapporto c’è tra contagi e riapertura delle scuole? Cosa dicono gli studi;

Il Fatto Quotidiano: “Batterio killer sottovalutato, comunicazioni assenti”. Verona, nella relazione le responsabilità dell’ospedale sui neonati morti per la contaminazione dei rubinetti;

La Repubblica: Tragedia al camping, indagati i due titolari. Il padre di Malak e Jannat: “L’albero caduto sulle mie figlie era malato, chiedo giustizia”;

Leggo: Elon Musk choc, sperimanta un chip da inserire nel cervello per guarire dalle malattie: la sperimentazione sul maiale;

Tgcom24: Coronavirus: gli Usa fuori dagli sforzi globali sul vaccino a causa dell’Oms;

Sostieni il Festival dell’Arte Irregolare e dell’Outsider Art!

Mar, 09/01/2020 - 19:00

Siamo alla quinta edizione del Festival dell’Arte Irregolare e dell’Outsider Art che vede Bologna come città ospitante. Quest’anno la manifestazione che celebra gli artisti dalla creatività “differente” che non trovano spazio nei normali canali espositivi si terrà soprattutto online. Dal 2 al 4 ottobre chi si collegherà al sito www.festivalarteirregolare.it potrà seguire tutto il Festival comodamente da casa: potrà ammirare la Mostra che non c’è. Quattro itinerari nell’arte irregolareseguire gli interventi dei maggiori esperti di Outsider Art come Giorgio Bedoni ed Eva Di Stefano; seguire Francesca Renda che ci accompagna nelle vie del Pratello, storico quartiere di Bologna, alla scoperta dell’artista outisider Roberto Mastai; emozionarsi con lo spettacolo del Teatro di Camelot che ripercorre e rivisita la storia del Primo miracolo di Gesù Bambino tratta da Mistero Buffo di Dario Fo.

Gli atelier più famosi ci mostreranno il loro lavoro  e i loro artisti e discuteremo insieme del futuro dell’arte in questi tempi di relazioni sospese in due conversazioni condotte da Simona Olivieri, architetto e artista terapista, attraverso una piattaforma webinar.

Un Festival atipico come atipico è questo anno ma non per questo meno intenso, alla scoperta dell’arte e della bellezza nascosta per far conoscere e diffondere le opere di coloro che a pieno diritto devono essere considerati artisti, artisti che esprimono la loro sensibilità in modo spontaneo, senza filtri concettuali, senza interessi per la fama o per il mercato.

Per aiutare questi artisti è nata anche la galleria virtuale al sito http://arteirregolare.comitatonobeldisabili.it/ , una mostra permanente aperta a tutti coloro che vogliono mostrare e vendere le proprie opere, una sorta di mercato dell’arte “alternativo” sorto dalla collaborazione del Nuovo Comitato Nobel per i Disabili e i  Dipartimenti di Salute Mentale delle Aziende Sanitarie, Associazioni, Atelier, Cooperative Sociali, Osservatorio Outsider Art ed artisti di diverse città italiane.

Il progetto Arte irregolare vuole essere uno stimolo per produrre un reale cambiamento nella vita della persona e più in generale un cambiamento culturale che riguarda tutti noi quando parliamo di salute e in particolare della salute mentale. Conosciamo il potere dell’arte, della bellezza e delle passioni, perché lo abbiamo vissuto anche personalmente, soprattutto nei momenti di difficoltà.

Per realizzare tutto questo e molto altro (il catalogo della mostra, la diffusione dell’evento e la conoscenza degli artisti e molto altro) ci puoi aiutare a raccogliere fondi e a spargere la voce.

Festival dell’Arte Irregolare

Condividi anche tu la campagna di raccolta fondi che abbiamo creato su Eppela! Ci sono magnifici regali per chi contribuisce e soprattutto la nostra eterna gratitudine! GRAZIE!

Ecco perché il cibo trash ti consuma la pelle (e la vita)

Mar, 09/01/2020 - 17:24

Una brioche al mattino. Un po’ di prosciutto a pranzo. E a cena fritto misto. Ecco un esempio di dieta sufficientemente “trash” da raddoppiare la probabilità che i nostri telomeri si accorcino prima del tempo, accorciando di conseguenza l’aspettativa di vita e invece velocizzando sul nostro corpo i segni del tempo. Lo dice uno studio presentato al Congresso europeo e internazionale dell’obesità, in corso (online) dal 1 al 4 settembre e pubblicato sul prestigioso American Journal of Clinical Nutrition.

Cosa succede nel nostro corpo

Chi consuma più di 3 porzioni al giorno di cibo super-elaborato: ovvero ricco di zuccheri, sale, grassi saturi, additivi, coloranti, conservanti eccetera, ha una probabilità doppia di avere telomeri più corti. Il problema è un’alimentazione eccessivamente industrializzata, fatta di cibo “morto”, conservato in modi diversi troppo a lungo, come tutti gli insaccati ad esempio, che sono anche una miniera di sale, oppure troppo dolci, come gelati, torte, succhi di frutta, bibite e yogurt dolcificati.

L’effetto sui telomeri

La relazione tra invecchiamento biologico precoce e consumo di alimenti ultra-processati, che si riconoscono anche dalla semplice conta degli ingredienti (quando sono più di 5 è allarme), è stata trovata analizzando i telomeri, strutture formate da DNA e proteine, e localizzate alle estremità dei cromosomi. Il cibo “sbagliato”, che gli esperti assicurano dovremmo riuscire a contenere almeno a una sola volta a settimana, è in grado di modificare ciò che è scritto nel destino del nostro DNA e, consumando i telomeri, ci invecchia prima.

Per la precisione i telomeri non contengono informazioni genetiche, cioè non sono codificanti, ma sono fondamentali perché mantengono la stabilità e l’integrità dei cromosomi. Ogni volta che una cellula si divide, una piccola parte di questi cappucci protettivi viene persa, e man mano che le cellule invecchiano, i telomeri si accorciano. Per questa ragione la loro lunghezza è considerata un marcatore dell’età biologica e per la stessa ragione ereditare telomeri più lunghi è quasi una garanzia di longevità. A patto che si mangi bene (e si riducano gli altri comportamenti a rischio: tra i quali il fumo, l’abitudine all’alcool e la sedentarietà).

Lo studio su 886 persone

La ricerca è stata condotta da ricercatori dell’Università di Navarra, Pamplona e Madrid, che hanno analizzato i dati di 645 uomini e 241 donne – età media 67,7 anni – che hanno fornito campioni di saliva per l’analisi del Dna e un dettagliato resoconto delle loro abitudini quotidiane. I partecipanti sono quindi stati divisi in gruppi, in base al consumo di prodotti ultra-processati, a basso consumo (meno di 2 porzioni al giorno), a consumo medio-basso (da 2 a 2,5 porzioni al giorno), a consumo medio-alto (da più di 2,5 a 3 porzioni al giorno) e infine il gruppo a consumo alto (più di 3 porzioni quotidiane).

La conferma

Come già molti altri studi prima di questo avevano mostrato, nel gruppo a consumo maggiore si è confermata una più elevata probabilità di una storia familiare di malattie cardiovascolari, diabete e grassi in eccesso nel sangue. Tra loro abbondava l’abitudine a fare spuntini poco sani tra un pasto e l’altro, a mangiare più grassi (saturi e polinsaturi), cibi ricchi di sale, colesterolo, cibi da fast food e carni lavorate, e mediamente assumevano meno carboidrati, proteine, fibre, olio extra vergine d’oliva, frutta e verdura.

Il rischio progressivo

Nel dettaglio lo studio ha stabilito che passando dal consumo basso al consumo medio-basso di alimenti “trash” l’aumento del rischio era del 29%. È invece del 40% e dell’82% rispettivamente se si passava da un consumo medio-basso a un consumo medio-alto, e da un consumo medio-alto a uno alto. L’assunzione di Upf si associava anche a una maggiore probabilità di depressione, specialmente nei pazienti sedentari, di ipertensione, di sovrappeso o obesità e di mortalità per tutte le cause. 

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Alta cucina naturale: una Joia!

Mar, 09/01/2020 - 17:00

A Milano è uno dei miei ristoranti preferiti: il Joia di Via Panfilo Castaldi, 18.
Cibo vegetariano di alta scuola, materie prime scelte con cura e lavorate in modo magistrale dallo chef Pietro Leemann, che in questo video ci racconta un po’ la sua filosofia per un’alimentazione sana e gustosa.

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Guarda anche la seconda parte del video
Ecologia e sostenibilità nella ristorazione (Video)

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Covid-19: i Paesi governati da donne hanno risposto meglio alla pandemia

Mar, 09/01/2020 - 14:00

Il Center for Economic Policy Research e il World Economic Forum hanno pubblicato uno studio basato sull’analisi di 194 paesi, 174 guidati da uomini, 20 guidati da donne: i risultati dicono che nei paesi governati da donne la risposta al covid-19 è stata migliore.

“Reazione più rapida e decisa”

Era un risultato che si poteva sospettare, confrontando come si sono comportati Paesi guidati da donne di cui ci siamo occupati in questi mesi (Nuova Zelanda, Germania…) con alcuni Paesi governati da uomini che fanno del macchiamo il loro tratto distintivo (Usa, Brasile…) ma adesso, attraverso questo studio, arriva la conferma ufficiale

“I nostri risultati indicano chiaramente che le donne leader hanno reagito in modo più rapido e deciso di fronte al pericolo di potenziali vittime“, ha dichiarato Supriya Garikipati, economista dell’Università di Liverpool e coautrice dello studio.

I ricercatori hanno analizzato le diverse risposte politiche, i casi e i decessi totali da Covid-19 fino al 19 maggio, un arco di tempo sufficiente per capire le politiche e i loro effetti.

Tra gli elementi considerati, per comparare i risultati nei vari Paesi: il PIL, la popolazione totale, la densità di popolazione, la percentuale di residenti anziani, la spesa sanitaria annuale pro capite, la frequenza degli spostamenti internazionali.

Perché i paesi governati da donne hanno reagito meglio

Prima le vite umane, poi l’economia.

Secondo la ricerca le leader donne in media hanno stabilito misure restrittive molto prima dei colleghi maschi: “Erano più disposte a correre rischi dal punto di vista economico”, spiega sempre Garikipati, “e meno disposte a rischiare la perdita di vite umane”.

-Maggiore apertura al confronto

Le leader donne si sono dimostrate più aperte al confronto tra diverse opinioni, così che persone con opinioni diverse su come combattere le crisi – hanno avuto la possibilità di dare il proprio contributo.

– I leader maschi spesso sono presuntuosi e spavaldi

Un altro fattore è legato ai ruoli e agli stereotipi di genere che hanno spinto alcuni leader maschi ad adottare un approccio più spavaldo e meno orientato alla cura e alla salvaguardia della salute, come dimostrano i casi di Donald Trump Boris Johnson, Bolsonaro…

Foto di Zach Vessels: Haiti

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Verona, bambini morti da Citrobacter: era nel latte

Mar, 09/01/2020 - 11:39

Riapre oggi con tanta amarezza il Punto nascite dell’ospedale di Verona dove in due anni sono morti 4 neonati ricoverati nel reparto interno all’Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento. Proprio oggi che le indagini hanno reso noto che il terribile Citrobacter che li ha uccisi è arrivato a loro insieme al latte, dato che, per mancanza di igiene, quel batterio e molti altri avevano colonizzato il lavandino usato dal personale del reparto di Terapia intensiva neonatale.

I bimbi morti o cerebrolesi

Questa la causa della morte di Leonardo (fine 2018), Nina (novembre 2019), Tommaso (marzo 2020) e Alice (16 agosto 2020), e il motivo per cui altri 9 neonati sono rimasti cerebrolesi e circa un’altra ottantina hanno subito danni permanenti.

Questo riporta la relazione consegnata in Regione dal professor Vincenzo Baldo, ordinario di Igiene e Sanità pubblica all’Università di Padova e coordinatore della commissione di verifica nominata il 17 giugno dal direttore generale della Sanità del Veneto, Domenico Mantoan, proprio per far (finalmente) luce sulla vicenda. Tutto partì in verità solo a seguito dell’esposto della mamma di Nina, Francesca Frezza, la prima a denunciare l’accaduto e a far scoppiare il caso.

La mancanza di igiene

Il Citrobacter è probabilmente arrivato lì a causa del mancato rispetto delle misure d’igiene, come il lavaggio frequente delle mani, il cambio dei guanti a ogni cambio di paziente o l’utilizzo di sovrascarpe, sovracamici, calzari e mascherina. Ma tutto poteva comunque evitarsi se per bambini così fragili si fosse pensato di usare acqua sterile al posto dell’acqua del rubinetto.

La riapertura

Oggi ripartono solo i reparti dalla 34esima settimana, cioè quelli per bambini non a rischio.  Fra il 30 settembre e i primi giorni di ottobre è prevista la riapertura delle Terapie intensive neonatale e pediatrica. “La sanificazione andava fatta due estati fa, quando erano già emersi i primi casi di Citrobacter — ha detto la mamma di Nina — se non si fosse aspettato tanto, adesso la mia bimba e gli altri tre piccoli sarebbero ancora vivi”.

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Funghi porcini, come cercarli?

Mar, 09/01/2020 - 10:00

Dal canale YouTube Bosco di Ogigia un breve video per tutti gli amanti del bosco e della tavola!

Le prime regole da ricordare: rispetta il bosco, non cogliere funghi che non conosci, concentrati sulla vista e goditi il momento. Con il tempo e l’esperienza i risultati arriveranno. L’importante è essere “connessi” con il bosco.

Fonte: Bosco di Ogigia

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Una “sniffata” di caffè accende il cervello

Mar, 09/01/2020 - 08:00

Per “accendere” il cervello e ottenere un aumento in fatto di concentrazione e attenzione, non è (più) necessario bere caffè: basta sentirne l’odore. Proprio così: secondo uno studio pubblicato sul Journal of Environmental Psychology il solo profumo del caffè sembrerebbe sufficiente a sortire un vero e proprio potenziamento cognitivo in campo matematico al punto di migliorare i risultati nel Graduate Management Admission Test (o GMAT), un test utilizzato per determinare l’attitudine personale agli studi aziendali a livello universitario e post-universitario e utilizzato come uno dei criteri di ammissione nelle più importanti università del mondo.

Due esperimenti

Lo studio è stato realizzato dai ricercatori dello Stevens Institute of Technology di Hoboken (New Jersey, Stati Uniti) guidati da Adriana Madzharov, docente della Stevens School of Business, in collaborazione con i colleghi della Temple University di Filadelfia (Pennsylvania, Stati Uniti) e del Baruch College di New York City (Stati Uniti). I ricercatori hanno somministrato un test GMAT a circa 100 studenti divisi in due gruppi: dopo aver fatto svolgere il test a un primo gruppo in una stanza pervasa da un profumo simile a quello del caffè e all’altro gruppo in una stanza inodore, i ricercatori hanno rilevato che gli studenti del primo gruppo avevano ottenuto punteggi significativamente più alti. Da un secondo esperimento, condotto su altri 200 studenti, è poi emerso che per la maggior parte dei partecipanti l’odore del caffè rende le persone più vigili ed energiche (a differenza, ad esempio, del profumo di fiori o dell’assenza di profumo).

Effetto placebo, ma non solo

Gli studiosi hanno quindi messo in evidenza che gli studenti universitari che avevano la possibilità di odorare il caffè durante lo svolgimento del GMAT avevano ottenuto punteggi molto più alti, “dato già interessante di per sé”, come ha sostenuto la stessa Madzharov, e che il miglioramento delle prestazioni sembrerebbe dipendere dalla convinzione che il solo odore del caffè possa rendere le persone più vitali, in una sorta di effetto placebo.

Nuovi studi

“L’olfatto è uno dei nostri sensi più potenti”, spiega Madzharov. La studiosa, che si occupa soprattutto di marketing sensoriale, è ora alle prese con nuove ricerche per capire se gli odori simili al caffè possono avere un effetto placebo anche su altri tipi di performance mentali, come il ragionamento verbale.

Covid: accordo scuola e trasporti | “La Marmolada può sparire tre 15 anni” | Venezuela: indulto a 110 prigionieri politici

Mar, 09/01/2020 - 06:25

Corriere della Sera:Usa, procedure abbreviate per arrivare a un vaccino: i dubbi degli esperti (anche italiani);

Il Giornale: La Ue spalanca i porti italiani: “Rispettate le leggi sull’asilo”;

Il Manifesto:Negazionisti a Berlino, dai No vax a QAnon;

Il Mattino: «La Marmolada può sparire tre 15 anni»;

Il Messaggero: Trasporto pubblico, c’è l’accordo: «Mezzi pieni non oltre l’80%, il 100% per tragitti sotto i 15 minuti»;

llsole24ore: Covid in classe: mio figlio dove lo lascio? Bonetti: «Proroga per congedi e smart working» ;

Il Fatto Quotidiano: L’economista: ‘Con meno eletti non c’è solo risparmio. È anche incentivo per il Parlamento a lavorare meglio’. Cattaneo: ‘Col sì la rappresentanza è in linea con Ue’;

La Repubblica: Il comitato scientifico: “Niente mascherina in classe se è assicurato il metro di distanza”. Ma le Asl vigileranno su trend dei contagi;

Leggo: Hamas annuncia accordo con Israele per stop a violenze al confine nella Striscia di Gaza;

Tgcom24: Venezuela, Maduro concede l’indulto a 110 prigionieri politici;