People For Planet

Abbonamento a feed People For Planet People For Planet
Aggiornato: 2 ore 35 min fa

Oms: «Ci sarà la sindrome del “long Covid”» | Alitalia senza soldi in cassa | Ecco il governo Draghi

Sab, 02/13/2021 - 06:25

Corriere della Sera: L’Oms: «Ci aspettiamo molte persone colpite dalla sindrome del “long Covid”» Il bollettino: 13.908 nuovi casi e 316 morti;

Il Giornale: ‘Nuovo governo? Poche donne’. La battaglia femminista del Pd;

Il Manifesto: Alitalia senza soldi in cassa: a rischio stipendi di febbraio;

Il Mattino: Falsi certificati di tampone negativo venduti a 50 euro nell’aeroporto di Napoli;

Il Messaggero: Sempre più focolai nelle scuole. I virologi: rischioso tenerle aperte;

Ilsole24ore: Chi è Daniele Franco, il «super-tecnico» nuovo ministro dell’Economia – Cuneo, aliquote Irpef e detrazioni: la ricetta Draghi sul Fisco;

Il Fatto Quotidiano: Camorra, Pasquale Zagaria torna libero: il boss dei Casalesi è stato scarcerato per fine pena;

La Repubblica: Ecco il governo Draghi: 23 ministri, 15 politici e 8 tecnici. Confermati Di Maio, Speranza, Lamorgese, Guerini e Franceschini | 33% donne, 3 ministri su 4 vengono dal Nord;

Leggo: Addio Governo Conte, Casalino: «Sono già ubriaco di libertà»;

Tgcom24: Valerio Massimo Manfredi resta grave | Sequestrati appartamento e caldaia;

Mani fredde, cuore caldo?

Ven, 02/12/2021 - 18:00

La risposta arriva dalla scienza: hanno meno massa muscolare dei maschi. Lo dice una ricerca dell’Università di Cambridge e pubblicata sull’American Journal of Physical Anthropology.
Così afferma Stephanie Payne coordinatrice del progetto: «Abbiamo sempre pensato che fosse il grasso, agendo da ‘isolante’, a giocare il ruolo più importante nei processi di termoregolazione. Invece questa funzione chiave sembra svolgerla il muscolo»
L’esperimento ha visto coinvolti 140 volontari tra i 18 e i 50 anni. Hanno immerso le mani nell’acqua gelida per tre minuti e poi è stato misurato il tempo che ci è voluto per farle tornare “in temperatura”. Si è così scoperto che chi aveva maggiore massa muscolare si riscaldava prima.

Perché Elon Musk lancia Tesla nella follia dei bitcoin

Ven, 02/12/2021 - 16:00

Elon Musk ha scatenato un’ondata di bitcoin annunciando che Tesla stava investendo $ 1,5 miliardi in valuta virtuale. 

Ma,  per l’editorialista finanziario del Guardian, “twittare con entusiasmo una propria opinione sui bitcoin è una cosa, spendere $ 1,5 miliardi di fondi degli azionisti per acquistare criptovaluta è un’altra”.

Se Elon Musk che possiede il 20% del capitale della casa costruttrice di veicoli elettrici e batterie, “non resiste alla tentazione di speculare”, farebbe meglio a usare secondo il Guardian “i propri soldi” .

Tesla ha giustificato la mossa come un modo per “diversificare e massimizzare il ritorno sul [suo] denaro”, che sempre secondo il Guardian è “un modo straordinariamente ottimista per descrivere il rischio inerente a questo investimento“.

Bitcoin è una criptovaluta soggetta a forti fluttuazioni. Ovviamente, fornire il flusso di cassa di un’azienda con bitcoin ha poco a che fare con la “diversificazione per esempio in franchi svizzeri“, sottolinea. 

Ciò che Tesla ha ammesso di sfuggita nel suo comunicato stampa, giudicando che gli asset digitali in bitcoin “sono stati e continuano ad essere piuttosto volatili” .

In tema di risk management, prosegue il giornalista, “non importa che Tesla preveda di accettare pagamenti in bitcoin” . Dopo tutto, se alcune persone vogliono acquistare “la loro auto elettrica con bitcoin, è una loro scelta” . Tesla poteva, per semplice prudenza, “convertire immediatamente questi pagamenti in dollari o altre valute”.

“Questa avventura sembra principalmente legata al gusto di Musk per il clamore e la pubblicità”.

I primi a beneficiarne ovviamente sono stati  i “promotori di bitcoin”, i quali sostengono che le criptovalute si stanno normalizzando all’interno del sistema finanziario e sono stati aiutati dalla pubblicità che l’uscita di Musk ha suscitato sulla criptovaluta

È molto meno ovvio vedere “cosa ne ricavano gli azionisti di  Tesla” . In breve, conclude l’analista finanziario del Guardian, l’azienda farebbe meglio a “attenersi a ciò che sa fare: auto e batterie elettriche. E di lasciare i bitcoin ai suoi follower”. 

Foto di Ali Song/Reuters: Musk balla sul palco per il lancio della Tesla Model 3, gennaio 2020.

Leggi anche:
Cosa sono e come funzionano i bitcoin
Manuale di autodifesa dalle crypto-valute

Progetto ARCHEOPLASTICA: il museo degli antichi rifiuti spiaggiati

Ven, 02/12/2021 - 15:00

Al via su Produzioni dal Basso la raccolta fondi per il progetto che consentirà di realizzare un museo virtuale per rendere disponibile a tutti l’osservazione di questi reperti e sensibilizzare sul tema dell’inquinamento da plastica dei nostri mari.

Anno dopo anno il problema dell’inquinamento da plastica dei nostri mari si fa sempre più evidente. È sicuramente un problema di quantità perché ogni anno ne finiscono in mare quasi 9 milioni di tonnellate, ma i problemi sono anche altri. 

Tra questi il fatto che la plastica è praticamente eterna, cioè non si decompone ma si degrada lentamente fino a formare pezzettini sempre più piccoli che costituiscono le cosiddette microplastiche. Anche Enzo Suma, guida naturalistica di Ostuni, si è accorto che la plastica è eterna, specialmente durante le raccolte in spiaggia dove ha trovato e conservato numerosi prodotti di vario tipo degli anni ’80, ’70 e molti anche degli anni ’60. Plastiche che hanno anche più di cinquant’anni di vita e che, in molti casi, sembrano intatte. Tutta la plastica che abbiamo buttato in mare fino ad ora è ancora lì, trasformando il Mediterraneo in un’enorme zuppa di plastica. Per sensibilizzare la gente sul grave problema di questo tipo di inquinamento perché non sfruttare il potenziale evocativo di questi antichi reperti di plastica? Perché non farne una mostra o un museo? 

Enzo Suma

È così che nel 2018 nasce l’idea del progetto Archeoplastica. Ora però non è più solo un’idea. Dopo oltre due anni di selezione del materiale raccolto in spiaggia è nato un progetto in crowdfunding su Produzioni dal Basso – prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation – finanziato direttamente dai cittadini. Un progetto che consentirà di realizzare un museo virtuale online per rendere disponibile a tutti l’osservazione di questi reperti, persino in 3D. I fondi serviranno anche per acquistare i materiali necessari per realizzare una mostra itinerante nelle scuole, in maniera tale da coinvolgere le giovani generazioni e, di riflesso, anche i loro genitori. Inoltre, verrà realizzato un opuscolo sul progetto che conterrà anche preziosi consigli su come consumare meno plastica, soprattutto quella usa e getta. 

La raccolta fondi è stata lanciata da pochi giorni ma ha già una settantina di donatori che hanno creduto nella brillante idea. Ma la strada è ancora lunga e solo il 30% del budget del progetto è stato raggiunto. La realtà promotrice della raccolta fondi si chiama Millenari di Puglia di cui Enzo Suma ne è il fondatore. Si tratta di una realtà molto conosciuta nel territorio dell’alto Salento e della Valle d’Itria, impegnata dal 2013 nella valorizzazione del territorio pugliese, nelle attività di escursionismo e nel volontariato naturalistico. 

A proposito di volontariato, il giorno di San Valentino, domenica 14 febbraio, organizzeranno una giornata di raccolta collettiva della plastica in uno dei luoghi naturali più significativi del territorio ostunese, l’area naturale costiera di Torre Pozzelle. Alle 10 i partecipanti si incontreranno per ripulire dalla plastica un bellissimo tratto di costa costituito da cinque splendide calette e una torre aragonese del 1500. Sarà certamente un’occasione per passare una domenica all’aria aperta in una location meravigliosa ma anche un modo per toccare con mano il grave problema che sta colpendo tutti gli oceani e in misura maggiore il Mediterraneo. In quell’occasione sarà possibile conoscere gli ideatori di Archeoplastica e della raccolta fondi per la realizzazione di questo importante progetto di sensibilizzazione.

Tutti coloro che decideranno di sostenere l’iniziativa riceveranno alcune ricompense in edizioni limitata, come la possibilità di partecipare gratuitamente ad un’escursione di mezza giornata con i Millenari di Puglia.

Per maggiori informazioni guarda il VIDEO di presentazione del progetto.

Tanti Auguri Charles Darwin!

Ven, 02/12/2021 - 11:30

212 candeline sulla torta – mai così virtuale – per il compleanno del padre della teoria dell’Evoluzione, Charles Robert Darwin, nato nel 1809 a Shrewsbury e morto a Londra 77 anni dopo. Tutta Italia lo festeggia con numerosi eventi, conferenze e lezioni online, gratuiti e aperti a tutti. Si parla anche di virus, dei loro meccanismi evolutivi e del loro rapporto con l’ambiente e delle conseguenze sulla salute umana. Tante le iniziative in calendario nelle principali città italiane, tra cui queste segnalate dall’Uaar, l’Unione agnostici e atei italiani a cui dobbiamo l’importazione di una “festività” britannica, che intende celebrare l’uso della ragione da parte dell’umanità.

Gli eventi principali

A Milano, il Museo Civico di Storia Naturale organizza un’intera giornata in streaming per conoscere il legame tra  da sempre lega le collezioni naturalistiche e l’evoluzione. Il Muse di Trento propone invece visite guidate in diretta dedicate alle famiglie e quattro interventi legati al tema degli adattamenti del mondo vegetale: ‘Ti amo, ti odio e a volte ti mangio: rapporti tra piante e insetti’; ‘Piante in movimento: strategie per ovviare all’immobilità’; ‘Piante in amore’; ‘La voce degli alberi. La rete di (tele)comunicazione tra gli alberi e la sua evoluzione’.

Oggi, 12 febbraio, sono tre gli appuntamenti previsti.

  • l’evento nazionale in diretta sui canali socialdi Uaar, con il professor Andrea Pilastro, ordinario di biologia evoluzionista all’Università di Padova e autore di Sesso ed Evoluzione, che parlerà di L’origine dell’uomo e la selezione in relazione al sesso (di cui quest’anno ricorrono i 150 anni dalla pubblicazione), e la responsabile scientifica dell’Uaar, Elisa Corteggiani, che presenterà una breve serie di video del professor Richard Dawkins, doppiati in italiano dall’Uaar.
  • Una video conferenza, organizzata dal circolo Uaar di Brescia, dal titolo “Gufi o allodole? Cosa sono e come funzionano gli orologi circadiani” con Rodolfo Costa, professore di Genetica presso l’Università di Padova.
  • Una diretta Facebook organizzata dal circolo Uaar di Milano con Alberto Vianelli (Università dell’Insubria) che parlerà di “Virus ed evoluzione”.

Ma gli eventi in programma non finiscono qui. Tra gli altri segnaliamo: il 13 febbraio conferenza, a cura del circolo Uaar di Udine, della dottoressa Elena Campaner, assegnista di ricerca dell’Università degli Studi di Trieste, dal titolo: “Il cancro come processo evolutivo”.

Spunti nei siti web universitari

Si parla invece di crisi della biodiversità, alla luce dell’evoluzione, nell’evento organizzato dall’Unione Bolognese Naturalisti (Ubn), in collaborazione con l’Alma Mater, il Sistema Museale di Ateneo e l’Orto Botanico. La Città della Scienza di Napoli indaga con video ed esperimenti un aspetto poco conosciuto delle opere di Darwin: la connessione tra mondo animale e vegetale, che dimostrò nei suoi studi sulle piante carnivore. L’Università di Bari partecipa al Darwin Day con un ricco programma di incontri e lezioni aperte online, tra cui ‘Alfred Russel Wallace, l’altro Darwin’ e ‘A che serve la biogeografia’. Viene anche presentata la mostra virtuale “E-MoVe! Evoluzione del mondo vegetale”.

Per il calendario completo e in continuo aggiornamento degli eventi Darwin Day Uaar: www.uaar.it/uaar/darwin-day

Per quelli previsti a livello internazionale: www.darwinday.org/events

Ma chi era Darwin?

Biologo, naturalista ed esploratore britannico, Charles Darwin ha formulato la teoria dell’evoluzione delle specie animali e vegetali di cui parlò nel suo “L’origine delle specie per selezione naturale”. Basò la sua teoria sui dati raccolti durante un viaggio intorno al mondo. La teoria, oggi alla base della scienza moderna, sostiene che gli individui che manifestano mutamenti vantaggiosi hanno maggiori probabilità di adattarsi all’ambiente circostante e quindi di sopravvivere e moltiplicarsi, lasciandoli in eredità ai discendenti.

Dopo Copernico che mutò la concezione del cosmo ponendo il Sole al centro del Sistema Solare, e non la Terra, Darwin tolse all’umanità anche la presunzione di essere stati originati da un padre supremo, severo e giusto. Darwin regalò all’umanità il suo destino,  e lo sottrasse alla sfera del divino divinità: l’uomo è il frutto dell’evoluzione dei primati. Qualcosa che ancora oggi buona parte delle persone fa fatica ad accettare.

Il caso e la sfortuna non c’entrano. A causare i tumori è l’ambiente

Regalo San Valentino: lavoretti di riciclo facili

Ven, 02/12/2021 - 10:00

Dal canale YouTube Arte Green ecco dei semplici lavoretti adatti a festeggiare il giorno di San Valentino.

Un’idea di riciclo creativo facili per la festa degli innamorati. Andremo a vedere come realizzare delle buste dove mettere i vostri regali, personalizzabili in maniera davvero facile.

Arte Green

Leggi anche:
Zero waste life: sprecare meno con Instagram
Autoproduzionesostenibile e a basso impatto ambientale con Mamma Chimica (VIDEO)

San Valentino: 7 fiori perfetti per dire «ti amo»

Ven, 02/12/2021 - 08:00

Cosa ci può essere di meno romantico di un colorato mazzo di fiori morti per dichiarare amore al proprio partner a San Valentino? Oltre al decesso appurato, i fiori recisi sono – lo sappiamo – coltivati in serre che consumano enormi quantità di energia, spesso tirano dentro commerci poco limpidi che includono lo sfruttamento del lavoro. Se fuori stagione, come frutta e verdura, è molto probabile che siano stati trattati con pesanti quantità di fitofarmaci e che abbiano viaggiato per mezzo mondo, ovviamente in locali refrigerati, per giungere a noi a un prezzo assolutamente vantaggioso. Ma dove è il romanticismo in tutto questo?

Un messaggio d’amore sottile ed elegante prende in considerazione anche questi fattori, e sarà dunque più vicino alle piante in vaso, facili da coltivare e mantenere, dalla lunga e romantica fioritura, dal profumo intenso e reale.

Teoricamente eterni: proprio come la vostra unione. Ecco a voi la nostra scelta:

Poetici e “gonfi” d’amore: i giacinti Anche recisi, i giacinti sopravvivono particolarmente a lungo

Fiore poetico molto caro a Plinio, Virgilio e Teocrito, che spesso lo hanno citato nei propri versi. In Italia il bulbo del giacinto è arrivato per la prima volta alla fine del 1500 dall’Asia Occidentale, ma essendo amante dei climi temperati il sud Europa è divenuta oggi una sua zona di produzione e questa è la sua stagione. Il suo profumo è prezioso e molto ricercato. I significati attribuiti al fiore sono diversi e variano a seconda della colorazione: il giacinto rosso è simbolo di passione, quello blu di coerenza. In generale, il giacinto rappresenta il gioco e il divertimento: un messaggio ideale per la notte più appassionata dell’anno.

Il mughetto: il re del profumo (per un messaggio sensuale) Un inno alla dolcezza

Secondo il linguaggio dei fiori, il mughetto “riporta la felicità”: cosa di meglio per sottolineare il risultato di un’unione particolarmente speciale? Inoltre basta guardare questi piccoli fiori bianchi per essere assaliti da un oceano di tenerezza, avvolti dal profumo che li ha resi famosi in tutto il mondo.

I non ti dimenticar di me: un nome, una garanzia Quando le dimensioni non contano

Umili tra i fiori, eppure così speciali per quel particolare colore che li contraddistingue e quel nome, che da solo vale il più bel messaggio d’amore. Questi piccoli pegni sono tra l’altro facili da coltivare, sia in giardino che in casa.

Il ciclamino: semplice e chiaro Perfetto se avete fretta: si trova anche al supermercato!

Tra le più comuni piante invernali da fiore, che si trovano ovunque, in molti colori e sfumatore, c’è il ciclamino. I suoi petali sono piccoli cuori vellutati, la pianta è facile da mantenere e fiorisce fino a maggio.

Rosa d’inverno: che rosa sia (ma nera) Una scelta di classe

Se proprio rosa deve essere, che sia l’elleboro, la rosa d’inverno. Uno dei fiori più belli ed eleganti in assoluto, ama il freddo e scalda i cuori. Si mantiene benissimo all’aria aperta, sulla finestra della camera da letto ad esempio, e ha diverse tonalità, dal classico ghiaccio al rosa, al viola, fino al superbo nero.

Orchidea afrodite: un grande classico Una intramontabile compagna di vita

Un omaggio all’amore e un omaggio alla bellezza della vostra compagna, o del vostro compagno: dea tra le dee, l’orchidea – quasi esplicito simbolo dell’erotismo – è un particolare elogio alla dea greca della bellezza.

Il gelsomino: uniti per sempre Duro a morire, anche per chi è negato

Profumatissimo, capace di aricciarsi e aggrovigliarsi come pochi altri amanti al mondo riuscirebbero, resistente agli sbalzi di tempratura e perenne. Devo aggiungere altro? A primavera – tra poco – avvolge con un profumo inebriante, mentre il suo fiore ad elica crea vortici di passione.

Leggi anche: Giappone, in due anni pianta migliaia di fiori per la moglie cieca
Piante aromatiche: colori e odori per riempire giardino e balcone

Covid-19, varianti: il tampone le riconosce?

Ven, 02/12/2021 - 07:30

Cresce l’attenzione verso le principali 3 varianti del coronavirus, in particolare quella inglese, che starebbe correndo nel nostro Paese. Di ieri la notizia di interi plessi scolastici chiusi in Lombardia e nel Lazio, che includono una materna e una scuola elementare: esattamente la fascia d’età – dai 3 ai 10 anni – considerata finora più resistente al virus.

Sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità, le risposte alle principali domande che riguardano le varianti: come si riconoscono? Basta un normale tampone? Chi colpiscono, e come?

I tamponi sono in grado di rilevare le varianti?

I test che vengono usati per la diagnosi, se non si basano sulla proteina spike, fanno correttamente la diagnosi; tuttavia, per potere discriminare se una infezione è determinata da una variante è necessario un test specifico altamente specialistico che è detto sequenziamento, in cui si determina la composizione esatta del genoma del virus.  

Come funziona il monitoraggio delle varianti in Italia?

L’analisi delle varianti viene effettuata dai laboratori delle singole regioni, sotto il coordinamento dell’Iss. L’ECDC – il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie – raccomanda di sequenziare almeno circa 500 campioni selezionati casualmente ogni settimana a livello nazionale, con le seguenti priorità: individui vaccinati contro SARS-CoV-2 che successivamente si infettano nonostante una risposta immunitaria al vaccino; contesti ad alto rischio, quali ospedali nei quali vengono ricoverati pazienti immunocompromessi positivi a SARS-CoV-2 per lunghi periodi; casi di reinfezione; individui in arrivo da Paesi con alta incidenza di varianti SARS-CoV-2; aumento dei casi o cambiamento nella trasmissibilità e/o virulenza in un’area; cambiamento nelle performance di strumenti diagnostici o terapie; analisi di cluster, per valutare la catena di trasmissione e/o l’efficacia di strategie di contenimento dell’infezione. In particolare, l’Istituto Superiore di Sanità ha chiesto ai laboratori delle Regioni e Province autonome di selezionare dei sottocampioni di casi positivi e di sequenziare il genoma del virus per individuare in particolare la presenza della ‘variante inglese’. Successivamente verrà poi individuata la presenza della variante brasiliana e, se necessario, anche di quella sudafricana.

Come cambiano le misure di protezione individuale con le nuove varianti?

Al momento non sono emerse evidenze scientifiche della necessità di cambiare le misure, che rimangono quindi quelle già in uso, l’uso delle mascherine, il distanziamento sociale e l’igiene delle mani. La possibilità di venire in contatto con una variante deve comunque indurre particolare prudenza e stretta adesione alle misure di protezione.

Le varianti colpiscono in maniera particolare i bambini?

Fino a questo momento le varianti più preoccupanti non sembrano causare sintomi più gravi in nessuna fascia di età. La malattia si presenta con le stesse caratteristiche e i sintomi sono gli stessi di tutte le altre varianti del virus. In termini di trasmissibilità la variante ‘inglese’ manifesta un aumento per tutte le fasce di età, compresi i bambini. Ci sono ancora molti studi in corso, ma al momento non sembra che la variante inglese abbia come target specifico i bambini, non li infetta in maniera particolare rispetto agli altri. Per quanto riguarda le altre varianti i dati non sono ancora sufficienti a formulare ipotesi. (fonte Oms/Ecdc)

Farmaci e vaccini funzionano anche sulle varianti?

Diversi studi sono in corso nel mondo per rispondere a questa domanda. Al momento i vaccini sembrano essere pienamente efficaci sulla variante inglese, mentre per quella sudafricana e quella brasiliana potrebbe esserci una diminuzione nell’efficacia. Per quanto riguarda i farmaci in uso e in sperimentazione non ci sono ancora evidenze definitive in un senso o nell’altro; tuttavia alcuni articoli preliminari indicano che alcuni anticorpi monoclonali attualmente in sviluppo potrebbero perdere efficacia. I produttori di vaccini stanno anche cercando di studiare richiami vaccinali per migliorare la protezione contro le future varianti.  

A livello internazionale la comunità scientifica e le autorità di regolatorie stanno monitorando attentamente come cambia nel tempo il SARS-CoV-2 (il virus che causa il COVID-19) e quanto i vaccini COVID-19 possono proteggere le persone da eventuali nuove varianti del virus man mano che compaiono.

Covid-19, primo rapporto AIFA sulla sicurezza dei vaccini

Francia, 25% dei casi è variante inglese | Di Battista: “Lascio il M5s” | Asl ligure: “Gay a rischio Covid” | Morto il «re del porno»

Ven, 02/12/2021 - 06:25

Corriere della Sera: Varianti, la Germania da domenica chiude i confini con Tirolo e Repubblica Ceca. Autocritica Merkel: «Abbiamo fatto errori»;

Il Giornale: Cashback nel mirino del fisco. Cosa si rischia coi pagamenti;

Il Manifesto: Rebus licenziamenti nell’«ascolto sociale»;

Il Mattino: Larry Flynt, morto il «re del porno»;

Il Messaggero: Francia, variante inglese nel 25% dei casi. Paura Mosella, 300 casi di mutazioni;

Ilsole24ore: Entro il 2022 il Pil europeo tornerà a livelli pre-pandemia. Ma non l’Italia;

Il Fatto Quotidiano: “Big dell’azzardo promise soldi per avere un aiuto in Italia”: ministro austriaco indagato per corruzione;

La Repubblica: Di Battista: “Lascio il M5s, non accetto un governo con questi partiti” | Video;

Leggo: Omosessuali a rischio Covid come i tossicodipendenti: il documento choc dell’Asl ligure. Ma è copiato dal Ministero della Salute ;

Tgcom24: Consulta: “Il cognome solo del padre è un retaggio patriarcale”;

Detox Phone: basta social, tornano i cellulari per chiamare e inviare sms

Gio, 02/11/2021 - 20:00

Possono solo fare telefonate e inviare messaggi: sono i cellulari di ultima (sì, ultima) generazione, che rispondono all’esigenza sempre più diffusa di disintossicarsi da notifiche continue, social network, fiumi di e-mail a qualsiasi ora del giorno. Promettendoci la disconnessione dal mondo virtuale, promettono anche la riconnessione con quello reale.

Cosa faremmo senza smartphone?

Attenzione: la domanda non è “Come faremmo senza smartphone?”, ma “Cosa faremmo senza smartphone?”. Ci sono effettivamente pro e contro nel liberarci dai nostri dispositivi mobile. I vantaggi sono incarnati principalmente da un ritorno al godersi il mondo reale. Spesso camminiamo con gli occhi fissi sul cellulare e non osserviamo più nulla. Il nostro spirito avrebbe bisogno di bellezza ma siamo talmente presi da messaggi, chat di gruppo, commenti su Facebook e like che non ci lasciamo catturare da altro. Le notifiche continue ci distraggono, fanno sembrare che ogni interruzione sia importante e che ogni risposta vada postata nel momento stesso in cui la notifica appare. Non ci concediamo più tempo per procrastinare la vita online; anche quando siamo immersi in teorici momenti di relax l’occhio cade sullo schermo e la mente si fissa su quelle notifiche da leggere. Gli smartphone però non vanno demonizzati, anzi, è una scelta del tutto personale quella sul loro utilizzo, così come sul tempo e sull’importanza da attribuire nella propria giornata alla vita online. Proprio per questo esistono le app e ognuno è libero di scegliere quali soddisfino i propri bisogni. Grazie allo smartphone possiamo scoprire il mondo intero, relazionarci in tempi rapidi, leggere notizie da ogni luogo e in ogni momento; possiamo guardare le nostre serie tv preferite in metro; possiamo vagare per città sconosciute consultando una mappa che ci condurrà dritti dove vogliamo; possiamo scattare foto di qualità senza dispositivi ingombranti al collo. Lo smartphone è un passatempo mentre siamo in attesa dal medico o in coda alla posta, lo smartphone non ci consente di annoiarci. Ma, in questo mondo di iperconnessione abbiamo quasi dimenticato che il cellulare serve prevalentemente per telefonare e inviare messaggi utili.

Cosa faremmo, dunque, senza smartphone? Sorseggeremmo un caffè al bar leggendo i quotidiani e ingannando il tempo osservando i passanti, ad esempio. Chiacchiereremmo di più alla fermata dell’autobus o in treno. Andremmo a provarci quel vestito e chiederemmo il parere dei commessi, non di qualche amica fidata su WhatsApp. E non avremmo nessuna recensione da consultare, per scegliere il ristorante giusto ci faremmo consigliare da amici e parenti.

Mudita, Punkt MP02: è l’era dei detox phone

Detox da cosa? Dall’ansia generata dal sentirsi esclusi, anche solo per qualche momento, da ciò che accade online. Detox dalle negatività generata dall’iperconnessione. Detox dagli effetti negativi sulla salute di un utilizzo eccessivo degli smartphone. Per disintossicarci non serve fuggire su un eremo e scappare dal mondo, ma le comunicazioni vanno ridotte all’osso. Per chi vuole sperimentare questa dieta esistono sul mercato alcuni dispositivi come le due “teste di serie” che stiamo per elencare:

Mudita Pure: non ha un browser per navigare su Internet, ha uno schermo E-Ink monocromatico anche alla luce, non emette luce blu (quella che fa male al sonno e alla vista), ha antenne che supportano reti GSM, 2G, 3G e 4G LTE, ha una presa usb che consente di utilizzare il suo modem integrato per navigare da computer (seduti dietro una scrivania, quindi, non mentre camminiamo); la batteria si ricarica in 3 ore e dura 5 giorni; sveglia, calcolatrice, calendario, music player, torcia, registratore vocale.

Punkt MP02: anche in questo caso, il telefono serve a chiamare e mandare messaggi, ma la connessione 4G LTE può essere condivisa con un tablet/laptop per scrivere da uno schermo più grande; Internet serve soprattutto per consultare mappe o leggere le e-mail; si può decidere quando non essere disturbati dalle notifiche; display monocromatico b/n soltanto testuale senza icone, suonerie personalizzate; tempo di ricarica della batteria di 2,5 ore e autonomia in conversazione di 7 giorni in standby; sveglia, calendario, block notes, cronometro e calcolatrice.

Insomma, se avete ancora a casa un vecchio Nokia 3310, sappiate che è tornato di moda!

Leggi anche:
No allo smartphone in bagno: aumenta il rischio di emorroidi
Smartphone, ecco come riciclare (in casa) il tuo vecchio amico
Lo smartphone etico attento alle persone e al pianeta
Entro 5 anni nessuno utilizzerà più gli smartphone

Tondi: il gesuita, il comunista e l’agente segreto

Gio, 02/11/2021 - 18:00

Alighiero Tondi è un professore gesuita della prestigiosa Università Pontifica Gregoriana che, nell’aprile del 1952, abbandona la Chiesa per entrare improvvisamente nel Partito Comunista Italiano.

Il gesuita comunista di Matteo Manfredini


La sua clamorosa abiura suscitò profondo scalpore nell’opinione pubblica ma è sempre rimasta avvolta da un alone di mistero.
Il libro di Manfredini prova a rispondere ad alcune complesse domande:

Chi era realmente Tondi? Quali ragioni stavano dietro la decisione di aderire al marxismo e di diventare un tribuno anticattolico che predicava l’infondatezza della religione?

Il Gesuita Comunista, vita estrema di Alighiero Tondi, spia in Vaticano (Rubbettino) porta alla luce una vicenda complessa, venata di interrogativi e contraddizioni che si intrecciano con i retroscena della Guerra Fredda.
Un affare misterioso quello di Tondi e che riempirà per mesi le pagine dei giornali, soprattutto per via delle dichiarazioni sensazionalistiche rilasciate da Tondi dopo l’ingresso nel Pci, a proposito di una rete sotterranea che collegava mondo neofascista e destra cattolica.

Tondi, dopo aver scritto libri controversi che denunciavano gli scandali di cui fu testimone durante gli anni nella Compagnia di Gesù, diventò uno dei personaggi più acclamati dai militanti comunisti.
Per anni riuscì a radunare folle enormi in tutte le piazze italiane, dove dal palco infiammava le frange più anticlericali delle masse comuniste, istigando polemiche che spesso degeneravano in scontri violenti con i
gli oppositori. Questa sua popolarità non passò inosservato alla Polizia e al Governo democristiano, che all’epoca monitoravano con attenzione i suoi spostamenti e le sue attività.

Il periodo di notorietà finì nel 1957 quando, ormai sposato con Carmen Zanti, una importante dirigente dell’Unione Donne Italiane, fu spedito a Berlino Est ad insegnare presso l’Università Humboldt, dove fece
esperienza con il mondo del socialismo reale rimanendone profondamente colpito.
Con il ritorno in Italia negli anni Sessanta un nuovo colpo di scena: imprevedibilmente il Partito Comunista lo emarginò completamente, abbandonandolo a se stesso, senza fornire alcuna spiegazione.
Una situazione inaspettata che lo condusse ad un lungo periodo di riflessione e che termina con un inaspettato riavvicinamento alla Chiesa cattolica: fino al ritorno alla celebrazione della messa nel 1981.

Tutti i membri del Comitato Centrale e della Segreteria del Pci tra gli anni Cinquanta e Sessanta erano ben informati sulle vicende di Tondi, ma non amavano parlarne. Anche in Vaticano il suo nome è noto, ma si incontra la stessa reticenza nell’indagare sul suo conto.

Eppure sulle vicende di Tondi non esiste nessuno studio, malgrado il suo nome compaia su migliaia di pagine e documenti, nascosti tra scaffali e magazzini che custodiscono gli archivi della storia del Novecento.
Ma le scoperte portate alla luce da Manfredini non finiscono qui: grazie al ritrovamento di dossier inediti e segreti presso l’archivio personale del comunista Ambrogio Donini, emergono i retroscena dell’enigmatico ingresso di Tondi nel Pci del 1952. Più precisamente il suo sconcertante ruolo di spia comunista in Vaticano, al tempo in cui Tondi celava la sua identità sotto uno pseudonimo (Tonaca Bianca).
Nelle pagine del libro sono svelate le incredibili dinamiche del reclutamento di Tondi da parte del Pci e le scottanti informazioni che Tonaca Bianca riuscì a trasmettere a Botteghe Oscure, a proposito
dell’attività antisovietica della Santa Sede.
Tondi veniva incoraggiato nell’azione di spionaggio dai più alti funzionari del Pci, incluso Palmiro Togliatti, malgrado le sempre più insistenti richieste del gesuita di interrompere quel pericoloso compito e di ufficializzare pubblicamente l’adesione al comunismo.

Una vicenda biografica sconcertante, carica di opacità e di incongruenze che disegnano il profilo di un’esistenza romanzesca, senza certezze, costellata da crisi psicologiche e dalla ricerca incessante di un
approdo dentro un orizzonte di certezze.
In parallelo c’è il coinvolgimento tra ideologie opposte e contraddittorie, in lotta tra loro e che aumentano il mistero del personaggio: il clero romano, il neofascismo, l’ordine dei gesuiti, l’Unione Sovietica e Berlino Est.

Il volume non è semplicemente la ricostruzione di una biografia ma una saggio che fa affiorare una storia inedita, addentrandosi negli aspetti più intricati dello spionaggio della guerra fredda, frutto della ricerca e
dell’analisi di migliaia di documenti. Carte recuperate in quattro paesi diversi e in decine di archivi che includono i Servizi Segreti Tedeschi e americani, l’Università Humboldt, il Partito Comunista Italiano e i
fogli personali di Luigi Gedda e Giulio Andreotti.

Attraverso le tappe della rocambolesca vicenda di Alighiero Tondi si delinea un affresco del secondo dopoguerra, gettando luce su aspetti ancora oscuri dei primi anni della Repubblica Italiana: gli intrecci tra destra neofascista e mondo cattolico, i rapporti tra Pci e Cremlino e l’attività antisovietica del Vaticano.

Diaframma: 5 esercizi per farlo funzionare meglio

Gio, 02/11/2021 - 16:00

Dal canale YouTube L’Altra Riabilitazione un video illustrativo per migliorare le prestazioni di un muscolo molto importante, anzi possiamo tranquillamente dire del muscolo più importante del corpo: il diaframma, principale muscolo respiratorio.

Il diaframma ha una quantità incredibile di collegamenti, tra cui:

  • la colonna vertebrale;
  • il sistema digestivo;
  • il sistema nervoso;
  • le emozioni.

Ecco perché è molto importante prendersene cura! Nel video vedremo una serie di esercizi per migliorare lo stato di questo muscolo importantissimo.

L’Altra Riabilitazione

Leggi anche:
Come essere felici ogni singolo giorno
L’insostenibile desiderio di cambiare
7 regole per una vita infelice

È iniziata la settimana della Raccolta del Farmaco 2021

Gio, 02/11/2021 - 14:00
La storia

Banco Farmaceutico nasce nel 2000, quando un gruppo di giovani
farmacisti riconosce e sente la necessità di rispondere ad un problema, fino ad allora, sottovalutato: chi è povero ha bisogno di un lavoro, di un letto, di cibo, di vestiti, ma anche (e spesso in misura superiore) di medicine.

Con l’aiuto di Cdo Opere Sociali e Federfarma, tale gruppo getta le
fondamenta dell’Organizzazione. Sul modello della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare di Banco Alimentare, a dicembre 2000 è organizzata, nella sola città di Milano, la prima GRF – Giornata di Raccolta del Farmaco, durante la quale sono raccolte, in 250 farmacie, 15.000 confezioni di medicinali.

Da allora, i confini d’azione, inizialmente racchiusi entro la sola provincia
meneghina, si sviluppano notevolmente: oggi, Banco Farmaceutico è
presente in tutta Italia e conta sul sostegno di 4.944 farmacie, oltre 17.000
farmacisti
e 22.000 volontari.

Durante l’edizione 2020 della GRF, che in occasione dei 20 anni del Banco è durata una settimana (dal 4 al 10 febbraio), sono state raccolte, 541.175 confezioni di medicinali da banco, pari a un valore di 4.072.346 euro, che sono state consegnate a 1.859 enti assistenziali.

La risposta della GRF al Covid-19

Da marzo 2020, Banco Farmaceutico è impegnato anche nel rispondere
all’emergenza sanitaria determinata dal diffondersi del Covid-19. Alle
tradizionali attività di sostegno delle realtà assistenziali, si è affiancata la
realizzazione di progetti destinati a fornire medicinali e attrezzature a medici e infermieri degli ospedali e delle strutture sanitarie coinvolte nell’emergenza. Perché, oltre ad un carico di responsabilità senza precedenti, non debbano far fronte anche alla carenza di
mezzi per poter svolgere il proprio essenziale lavoro.

Come donare

È molto semplice: dal 9 al 15 febbraio trova la farmacia più vicina a te che ha aderito all’iniziativa, scegli di acquistare uno o più medicinali da banco lascialo in donazione. I medicinali raccolti saranno consegnati agli oltre 1800 enti assistenziali convenzionati con Banco Farmaceutico.

Uk: “La variante inglese diventerà ceppo dominante nel mondo”

Gio, 02/11/2021 - 12:30

La variante inglese del coronavirus potrebbe diventare il ceppo dominante al mondo: lo prevede Sharon Peacock, a capo del programma di sorveglianza genetica del Regno Unito, intervistata dalla Bbc. La nuova variante ha “spazzato via il Paese”, ha detto, e “con ogni probabilità spazzerà via il mondo”.

Niente di incoraggiante insomma, mentre ha precisato che il suo lavoro di sequenziamento delle varianti del virus potrebbe dover continuare per almeno i prossimi 10 anni. La variante inglese – chiamata variante del Kent in Gran Bretagna – è già stata rilevata in oltre 50 paesi, a partire dal settembre 2020 nel sud-est dell’Inghilterra, causando rigidi lockdown in tutto il Regno Unito a gennaio.

“Una trasmissibilità eccezionale”

Gli attuali vaccini sono stati progettati attorno alle versioni precedenti del coronavirus, ma gli scienziati – e qui una buona notizia – sono tutto sommato concordi nel ritenere che dovrebbero funzionare contro le varianti, anche se magari non altrettanto bene. Resta il fatto che questa variante conferma una trasmissibilità eccezionale, ben maggiore di quella del virus originale, a partire dal fatto che colpisce anche i bambini.

I vaccini funzionano

Importanti primi dati dalla patria della variante inglese rassicurano. “I vaccini approvati per l’uso nel Regno Unito sembrano funzionare bene contro le varianti esistenti nel Paese”, ha affermato Peacock.

Stiamo cercando di capire se questa variante renda il virus più trasmissibile, e quanto, se evita la risposta immunitaria o influenza la vaccinazione, o ancora se può causare malattie più gravi.

Rispetto al vaccino Oxford/AstraZeneca, risultato meno efficace sulla variante sudafricana secondo uno studio, l’esperta cita Katherine O’Brien dell’OMS, che ha affermato che lo studio sudafricano è “inconcludente” ed è “plausibile” che il vaccino prevenga comunque malattie gravi. Gli scienziati di Oxford si aspettano dunque che il loro vaccino impedisca alle persone di ammalarsi gravemente di covid-19, evitando loro, anche in caso di contagio, l’ospedalizzazione.

Il vaccino di AstraZeneca arriva in anticipo. Ma è inefficace sulla variante sudafricana

Dal Vajont all’Himalaya: perché le montagne vanno protette

Gio, 02/11/2021 - 09:00
Una tragedia annunciata

Una tragedia annunciata ed evitabile. Quanto è successo domenica 7 febbraio nello stato dell’Uttarakhand, in India, a seguito di una gigantesca ondata di acqua e fango, provocata dal cedimento di un ghiacciaio, che ha travolto dighe, ponti, case e persone forse si sarebbe potuta evitare, almeno stando a un servizio trasmesso dall’emittente Al Jazeera da cui si apprende che un gruppo di esperti nominato nel 2012 dal governo di Nuova Delhi aveva raccomandato di non costruire dighe nel bacino di  Alaknanda-Bhagirathi e in particolare nell’area che ospita l’impianto idroelettrico di Rishiganga, sull’Himalaya, teatro di una catastrofe che ad oggi conta 32 morti e 170 dispersi.

Deforestazione, esplosioni, detriti industriali

La deforestazione per fare largo ai cantieri, le esplosioni necessarie a fare spazio, i detriti industriali creati dai lavori di edilizia e che non erano stati smaltiti a monte del progetto, stando a quanto ricostruisce l’Hindustan Times, che in un’inchiesta denuncia gravi violazioni ambientali legate alla centrale idroelettrica fin dal primo giorno di realizzazione.

Acqua fangosa nel corso del fiume Alaknanda, nell’Uttarakhand, il 9 febbraio 2021, un giorno prima del disastro. (AP Photo/Rishabh R. Jain) “No alla narrazione contro lo sviluppo”, dice Governo

Quasi due anni fa, gli abitanti del villaggio di Raini avevano denunciato all’Alta Corte dell’Uttarkhand che la costruzione del progetto idroelettrico del Rishiganga avrebbe causato loro enormi danni, ma la denuncia non ebbe esito e i lavori proseguirono. Lunedì il primo ministro dell’Uttarakhand, Trivendra Singh Rawat, ha detto che l’inondazione lungo il Rishi Ganga non deve essere considerata “una ragione per costruire una narrazione contro lo sviluppo”. Uno sviluppo che evidentemente non ha tenuto conto dell’opinione degli esperti, tanto che il governo non avrebbe nemmeno avvisato gli abitanti della zona dei rischi che correvano, nonostante avesse loro promesso di spostare il villaggio. Promessa mai esaudita.

Intanto l’Himalaya frana

Molta preoccupazione c’è poi per lo scioglimento dei ghiacciai dell’Himalaya, stando allo studioso Dave Petley, esperto di frane dell’Università di Sheffield, riconducibile all’aumento delle temperature: “Con l’aumento delle temperature – ha spiegato Petley al New York Time – questo ghiaccio si scioglie in estate e l’ammasso di rocce si indebolisce perché ciò che lo tiene insieme non c’è più”, perché lungo i fianchi delle montagne, dove il ghiaccio fa da collante, sono presenti molte, troppe fratture.

5 consigli per evitare ai nostri figli la dipendenza da smartphone

Gio, 02/11/2021 - 08:00

Gli smartphone ormai fanno parte della vita nostra e di quella dei nostri ragazzi. È anacronistico pensare di poter impedire ai figli adolescenti l’utilizzo di questa tecnologia che anche per noi è diventata quasi indispensabile.

E malgrado non sia oro quel che luccica – per continuare con i proverbi – è anche vero che di oro ce n’è molto: essere sempre connessi aiuta nell’apprendimento, ci dà un molte di informazioni utili nella vita quotidiana, ci permette di comunicare velocemente e di risolvere in poco tempo contrattempi che senza la tecnologia moderna avrebbero richiesto ore se non giorni.

È anche vero, come dicono i detrattori, che l’iper-connettività comporta alcuni rischi per la salute: dolori al collo, occhi irritati, disattenzione allo studio, ecc.

In alcuni casi la dipendenza da smartphone è considerata una vera e propria patologia: in Corea per esempio colpisce l’8.4% degli adolescenti. In Italia, secondo dati Istat, l’85% dei giovani tra gli 11 e i 17 anni possiede un telefonino, l’87,5% delle ragazze lo usa tutti i giorni, il 60% lo controlla per prima cosa appena sveglio e come ultima poco prima di addormentarsi. Il 63% tra i 14 e i 19 anni lo usa a scuola durante le lezioni e il 50% trascorre dalle 3 alle 6 ore al giorno con lo smartphone in mano.

Che fare allora per preservare i ragazzi dai disturbi collegati all’uso smodato di questa tecnologia?

Spiega Alberto Villani, Presidente della Società Italiana di Pediatria in un’intervista a Repubblica: “Servono dialogo e regole chiare. Raccomandiamo ai genitori di mantenere sempre una comunicazione efficace con i propri figli, perché una buona relazione contribuisce a favorire un corretto uso delle tecnologie digitali. Ma è indispensabile anche stabilire regole e limiti chiari nell’utilizzo dei media device

Per cominciare potremmo eliminare l’uso dei telefonini

  1. A tavola; il pasto è un momento per stare insieme in famiglia.
  2. Durante i compiti, a meno che non serva per qualche ricerca relativa allo studio
  3. A scuola
  4. Prima di andare a dormire; una statistica afferma che l’uso dello smartphone a letto porta alla perdita di circa sei ore e mezza di sonno a settimana
  5. Attenzione poi ai sintomi da dipendenza come mal di schiena, di testa, modifiche del ritmo del sonno, irritabilità.

In conclusione: serve un po’ di attenzione da parte degli adulti per un corretto uso di uno strumento che non va certo demonizzato.

E magari serve anche un po’ di buon esempio: possiamo anche evitare di andare a sbattere contro un palo mentre passeggiando leggiamo o inviamo un messaggio.

Fonti:

https://www.biomedia.net/eventi/evento-home/2582

https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2019/05/29/news/smartphone_i_consigli_dei_pediatri_per_evitare_che_diventi_una_dipendenza-227461963/?ref=RHPPBT-VU-I0-C4-P27-S1.4-T1

https://www.quotidiano.net/blog/malpelo/adolescenti-giochi-app-e-smartphone-abitudine-che-diventa-dipendenza-33.3435

Foto di Sagar Biswas da Pixabay

Sì al ministero sulla transizione ecologica | Terra dei fuochi, conferma tumori legati ai rifiuti | Trump bandito da Twitter

Gio, 02/11/2021 - 06:25

Corriere della Sera: Gli ambientalisti: «Draghi ha detto sì al ministero sulla transizione ecologica». In Francia e Spagna c’è già: come funziona;

Il Giornale: “Come sarà il nuovo catasto” Chi rischierà la botta sulla casa;

Il Manifesto: «Inquina ancora», sequestrata a Brescia la fabbrica dei veleni;

Il Mattino: Terra dei fuochi, ora c’è la conferma: «Incidenza tumori legati ai rifiuti»;

Il Messaggero: Cashback, trucco dei mini-pagamenti: arriva la stretta. Restrizioni sulle operazioni valide (con tetto a un euro);

Ilsole24ore: Mutui, così la recessione da Covid fa crescere il tasso di sofferenze;

Il Fatto Quotidiano: Germania proroga il lockdown fino al 7 marzo. Länder decideranno invece sulla riapertura delle scuole;

La Repubblica: Trump bandito da Twitter. “Per sempre”. Inchiesta sui suoi tentativi di ribaltare l’esito del voto in Georgia;

Leggo: Covid, possibile proroga per lo stop agli spostamenti tra regioni gialle: «Preoccupano le varianti»;

Tgcom24: Assalto al Congresso Usa, lo sciamano chiede scusa: “Sono deluso da Trump”;

Lezioni di Canto: partire dalle basi

Mer, 02/10/2021 - 19:00

Dal canale YouTube Cantare Facile alcuni primissimi consigli per chi vuole iniziare a cimentarsi nell’arte del canto.

Impariamo a (ri)conoscere la nostra voce, qual è la respirazione corretta per approfondire la conoscenza della proprio voce e possibilità.

Cantare Facile

Leggi anche:
La ricetta del vero Ramen giapponese
La maschera per le mani fai da te contro le screpolature
10 abitudini minimaliste da cui prendere spunto

Caro Draghi, “Whatever it takes” per il clima: l’appello di Fridays for future

Mer, 02/10/2021 - 17:50

Riceviamo e pubblichiamo:

In questi giorni sta svolgendo le consultazioni per la formazione di un nuovo governo. Da quello che i media hanno riportato, pare che la crisi climatica ed ecologica non esista. Che non sia stata trattata come un’emergenza all’interno delle consultazioni.

Abbiamo sentito rievocare molte volte “Whatever it takes”, ormai passata alla storia come “la frase che ha salvato l’Euro”.

Le viene attribuito il merito di aver tenuto insieme l’Unione Europea, e sappiamo che – nonostante le criticità – è l’unica opzione per fare la differenza in un’emergenza globale come la crisi climatica.

Nel 2021 l’Italia è chiamata a fare la Storia: per la prima volta saremo ospiti del G20, e co-ospiti della COP 26 – forse la conferenza per il clima più osservata di sempre, dopo che nel 2019 milioni e milioni di persone sono scese in piazza a chiedere azioni e giustizia climatica.

A maggior ragione in questo contesto, la sua prima responsabilità sarà far sì che il clima e l’ambiente innervino ogni aspetto dei fondi Next Generation EU. Sappiamo infatti che una profonda riconversione ecologica è la migliore strategia anche per creare nuovi posti di lavoro e costruire una società più resiliente, l’unica possibile se vogliamo affrontare l’emergenza climatica.

Lo farete?

Come per la gestione della pandemia, anche per la crisi climatica dobbiamo appoggiarci alla miglior scienza di cui disponiamo, che da anni ci indica le misure da intraprendere per seguire un percorso sicuro per restare sotto +1,5°C di aumento di temperatura media globale. Proprio assieme a scienziati ed esperti, nelle sere e notti del lockdown, abbiamo scritto Ritorno al Futuro, un progetto con 7 proposte per una ripartenza sostenibile, equa e in grado di affrontare le tre crisi che stiamo vivendo: climatica, sanitaria ed economica.

Lo scorso agosto, lei ha detto che “privare i giovani del futuro è la più grande forma di disuguaglianza”. Il suo governo agirà per non privarci del nostro futuro, e garantire giustizia climatica, per non far pagare queste crisi ai più fragili e a chi ha meno responsabilità?

Non c’è più tempo per “fare il possibile”. Va fatto il necessario. “Whatever it takes”, a qualunque costo. La sentiremo citare di nuovo, tra un po’ di anni, nei video su YouTube o nei libri di storia, come “la frase che ha salvato il clima”? Ai posteri l’ardua sentenza. A questo Governo, però, la scelta di garantirci o negarci un futuro.

Emorroidi solidali: se ti fa male il sedere rilassa le labbra

Mer, 02/10/2021 - 17:00

Alcuni muscoli sono accoppiati. E il fatto che ci sia una connessione tra bocca e ano, entrata e uscita del cibo, ha una sua logica.

Se hai le emorroidi rilassare la parte dolorante del sedere infiammato è difficilissimo e puoi ottenere un risultato opposto perché puoi provocare un aumento dell’afflusso di sangue e quindi un maggiore gonfiore.

In questo articolo ti racconto come ho cercato di affrontare questo malanno, successi e insuccessi. Una ricerca che ho condotto grazie al contributo di molte persone che hanno raccolto il mio invito a raccontare la loro storia emorroidale.

In questo articolo vedremo anche altri modi per ridurre il dolore al culo: cambiare modo di evacuare (torniamo alle origini defecatorie naturali, quelle del bagno alla turca per intenderci), usare un cuscino a ciambella se si sta troppo seduti, mettersi con le gambe verso l’alto, appoggiate a un muro, e respirare in modo naturale per ridurre la bassa pressione.

Attenzione questi consigli non vogliono sostituirsi alle terapie mediche! (vedi l’AVVERTENZA finale)

Esercizi utili per le emorroidi. Come rilassare le labbra, le gengive e la lingua.

So che può sembrare un’affermazione delirante. Qualcuno dirà: “Ma come si fa a rilassare la lingua? Quando mai è contratta!?! E poi perché?”

Mi dicono che secondo i principi della medicina tradizionale cinese alcune zone del corpo sono accoppiate con alcuni muscoli.

Se hai l’ano infiammato sarebbe utile rilassare la zona per diminuire il dolore dovuto alla tensione della pelle. Ma proprio perché ti fa male non riesci a lasciar andare la contrazione. Allora puoi rilassare questa zona de-tendendo i muscoli gemellati di labbra e lingua. La gengiva non ha muscoli ma puoi ugualmente fare finta che li abbia e lasciar andare la tensione nella zona gengivale.

Forse se ti metti ad ascoltare se le tue labbra sono contratte non percepisci la contrazione. Spesso però, ascoltando per qualche minuto, non di più, per qualche giorno, ti potresti rendere conto che c’è una contrazione che non avevi indentificato…

Rilassare le labbra è abbastanza facile, basta provarci per un po’ di minuti per qualche giorno di seguito e poi diventa un’abitudine accorgerti quando tieni le labbra “tirate”.

Immaginare di rilassare le gengive non è poi difficile, basta fare finta di farlo, pensare di farlo per ottenere il risultato.

Più difficile decontrarre la lingua. Almeno per me lo è stato.

Puoi provare a appoggiare la testa sul cuscino, di profilo, cioè con l’orecchio sul cuscino, stando orizzontale sul letto. Prova a tenere la bocca socchiusa, con anche la mandibola rilassata contro il cuscino. Stando così prova a spostare la lingua verso l’alto, cioè verso la guancia opposta a quella appoggiata al cuscino. Poi abbandonala alla forza di gravità di modo che scivoli verso la guancia appoggiata al cuscino.

Sembra facile… Ma probabilmente ti accorgi che non riesci a lasciarla cadere da sola, senza usare i muscoli per spostarla.

Se proprio non riesci a lasciar andare la tensione linguale puoi provare a chiudere il pugno e poi lasciarlo rilassare lentamente immaginando che il pugno sia la tua lingua. Frase che può sembrare “scema e impossibile” ma se ci provi ci riesci; misteri dell’umana capacità di visualizzare azioni impossibili.

Probabilmente osserverai quasi subito che la zona anale si decongestiona.

Magari non la prima volta che lo fai ma dopo qualche tentativo.

Anche rilassare la nuca è utile.

Ho individuato solo un’altra coppia di muscoli gemelli: la vescica è collegata con i muscoli della mandibola. In caso di crisi cistitica rilassare la mandibola è sensazionale!

Le mie emorroidi

Una decina di anni fa fui travolto dalle emorroidi che a più riprese mi costrinsero a letto (piangente per il dolore) per alcuni giorni.

L’accidente scatenante fu che, recitando un monologo di 1 ora e 45, sforzavo i muscoli del perineo, cioè quelli intorno all’ano… Finito lo spettacolo ero a pezzi. Il primo miglioramento l’ho ottenuto grazie a Eleonora Dalbosco, grande specialista della voce e del bel canto, che mi ha spiegato che parlavo con un tono di voce non naturale, troppo basso, e quindi mi trovavo a sforzare la voce, spingere troppo verso il basso e aumentare così la pressione nella zona emorroidale. Alcune lezioni con lei mi hanno permesso di migliorare l’uso della voce e la situazione post spettacolo è notevolmente migliorata: recitare non era più uno strazio…

Ma visto che il malanno persisteva mi rivolsi a uno specialista di cui mi fidavo (è pure mio parente) che mi diagnosticò sia le emorroidi che una fistola. Il suo consiglio fu quello di operarmi immediatamente.

Essendo io un vile decisi di rimandare l’intervento, spaventato anche dal fatto che alcuni amici erano stati operati ma poi avevano subito ricadute.
Decisi così di rivolgermi ai lettori del mio blog per raccogliere pareri, esperienze, consigli. La risposta fu di massa!
E mi misi quindi a sperimentare con diligenza buona parte delle proposte che mi arrivarono… Mi dà gran gusto sperimentare, sempre sperando di trovare la soluzione definitiva e prendere quindi il Nobel emulando il mio insigne genitore. Certo, un conto è prendere il famoso premio per la letteratura, un conto è prendere il Nobel per le emorroidi…
Sì, perché c’è da dire innanzi tutto che se c’hai una cefalea o una peritonite da un certo punto di vista fa pure figo. Se c’hai le emorroidi sei un gradino sotto perfino alla diarrea. Il che ti avvilisce e diminuisce le tue capacità di autoguarigione…

Comunque è una vergogna comune: ci sono circa 3 milioni di italiani che soffrono di male al sedere.
Ecco quindi, a distanza di anni e di molte delusioni sperimentali, il bilancio della mia storia: non ho trovato il metodo per sconfiggere le emorroidi ma sicuramente alcuni modi utili per alleviarle. Non vi vendo miracoli.
Innanzi tutto devo dire che nel mio caso c’era dolore forte immobilizzante, ma non c’era fuoriuscita di parti interne del corpo… Cioè erano emorroidi notevoli ma non gravi.

Devo poi aggiungere che non sono riuscito a sconfiggerle completamente, però ho ridotto drasticamente il disturbo. Da parecchi anni non mi è più successo di avere dolori importanti, non mi è più capitato di dover restare a letto bloccato.

Cura di emergenza

Grazie ai consigli raccolti sono arrivato alla conclusione che in caso di dolore acuto ci sono solo quattro mosse che funzionano.

Primo: un intervento chirurgico d’urgenza.

Secondo: sdraiarsi sul letto appoggiando le gambe in verticale contro il muro, restare così una mezz’ora. Allevia.
In questo modo la pressione del sangue defluisce dalla parte bassa a quella alta del corpo, cioè si riduce la pressione nella zona e si ottiene una diminuzione del gonfiore e del dolore.

La terza tecnica riguarda il modo di defecare. E se l’avessi scoperto subito mi sarei risparmiato dolore a fiumi (ma perché i medici raramente te lo dicono?).
Il modo naturale di andare in bagno è alla turca, cioè accovacciati. La posizione seduta sul water è innaturale perché l’ultimo pezzetto dell’intestino fa una curva e quindi per espellere si fa fatica per una ragione meccanica. Accovacciandosi invece l’intestino finale si trova, diciamo così, a “raddrizzarsi” e il tutto risulta meno traumatico. Ovviamente è un problema entrare in casa con un piccone e sostituire il water con una turca, anche perché magari i conviventi s’incazzano.
Ma io (e per questo dovrei ricevere quantomeno riconoscimenti internazionali) ho scoperto che si ottiene lo stesso identico risultato semplicemente piegandosi nel momento del bisogno, cioè tendendo il busto piuttosto orizzontale invece che verticale.

Nella fase espulsiva puoi anche spingere con i piedi sul pavimento e otterrai un’espulsione ben più morbida con gioia emorroidistica.

Importante anche non spingere “di sedere” cioè con i muscoli della parte finale dell’intestino ma usando il movimento del diaframma per espellere (funziona proprio meglio). Ne parlo più diffusamente nel prossimo paragrafo sulla respirazione emorroidica.
Questo consiglio va bene per tutti eccetto per chi ha una pancia esagerata…
E quando dico per tutti intendo anche per chi non soffre di emorroidi perché si evita che ti saltino le venuzze delle orecchie o ti venga l’infarto nel momento cruciale espulsivo (Scherzo. Cioè non ti saltano gli orecchi ma comunque è una posizione sana per tutti).

Finita la crisi è il caso di diminuire l’irritazione della zona. Io reputo miracoloso l’uso di un semplice cuscino a ciambella, ce n’è di gommosi, sui 15/20 euro, io me lo porto ovunque, nascosto da una graziosa foderina a borsa con manici.
Già solo questo mi ha risolto buona parte del problema. Se stai molte ore su una sedia te lo consiglio. Inoltre la ciambella, un po’ sgonfia, fa bene pure per la cistite (perché decomprime la zona pubica) e per il mal di schiena, (perché ti porta a fare micro movimenti con la spina dorsale e a cambiare i punti di appoggio sulle vertebre).

Passata la fase acuta è buona cosa ottimizzare il respiro.

I polmoni sono un pallone che si gonfia e si sgonfia. Quindi si ottiene una dilatazione della cassa toracica verso l’alto e orizzontalmente e un movimento del diaframma (che sostiene i polmoni) verso il basso. Si respira con il naso senza svuotare o riempire i polmoni completamente. L’espirazione avviene semplicemente lasciando andare il fiato in modo simile al sospiro di sollievo. Cioè la muscolatura la usi per inspirare, ma per buttare fuori l’aria non serve spingerla fuori, basta lasciare andare i muscoli che hai usato per inspirare.

Se il ventre non è contratto il movimento verso il basso del diaframma muove tutti gli organi e i visceri del ventre, fino al pube e all’ano.

Questo movimento è benefico per tutti i tessuti perché tonifica e aiuta la circolazione del sangue nei capillari.

È importante che questo movimento non avvenga solo verso il basso ma anche verso l’alto. Una respirazione che non fa muovere la parte alta della cassa toracica ha l’effetto di aumentare la pressione sanguigna nella parte bassa del corpo (bacino e gambe) agendo negativamente sulle emorroidi (ma anche su vene varicose, ernie e simili).

Importante la respirazione anche perché lasciando che il respiro smuova naturalmente i visceri si ottiene di provocare l’evacuazione (o defecazione che dir si voglia) senza dover spingere con i muscoli per espellere l’espellibile. Il che è particolarmente fastidioso (lo spingere localmente) se si sperimenta un’infiammazione in quella zona.

La respirazione corretta inoltre, visto che fa muovere i visceri, ha un effetto positivo sulla stitichezza.

Un altro rimedio collaterale riguarda la consistenza della materia prodotta (che a questo punto mi permetterete di chiamare cacca, merda e pupù, visto che ormai siamo in confidenza a furia di parlare di buchi di sederi).

I semi di chia sono un antichissimo rimedio dei nativi americani. Lasciati a mollo 5 ore diventano una mucillagine con un effetto rinfrescante, ma soprattutto trasformano le feci in una sostanza morbida e lubrificata che se ne va via che è una bellezza. IMPORTANTE: alcuni sconsiderati propongono di consumare i semi di chia senza metterli a mollo per 5 ore. Molti sostengono che è pericolosissimo farlo perché essendo idrovori se ingeriti asciutti si possono attaccare alle pareti dell’apparato digestivo come piovre e lì marcire generando ogni sorta di schifo.

Una soluzione pret a porter sono le bibite pronte con l’aggiunta di semi, che a quel punto sono a mollo da tempo e non dovrebbero dare problemi. COMUNQUE prima di ingerire questi semi chiedete il parere ad un medico. Alternativa alla chia, in caso di intolleranza, sono i semi di psillium, che vanno messi a mollo pure loro per gli stessi motivi.

Nella fase acuta sono pure utili le creme. Le ho provate tutte. Molte contengono derivati del petrolio e le eviterei. Le migliori che ho sperimentato e che hanno ottenuto il massimo di pubbliche ovazioni da parte dei miei consiglieri solidali, sono quella di Aboca, Fitoroid e l’Omeoplasmina. Peraltro le aziende che le producono le hanno addirittura dotate di cannule fantasticamente lisce, mentre alcune aziende ti rifilano cannule con piccoli spunzoni graffianti (puro sadismo emorroidale). Il molto famoso preparato H non mi ha invece aiutato.

Devo poi segnalare un fenomeno curioso, che non ha nessun valore scientifico ma che non posso tacere perché getta luci sui meccanismi psicologici collegati almeno al mio caso: a me, quando stavo male, dava risultati miracolosi il giocare ai videogames sparatutto. Generalmente dopo aver fatto irruzione sul pianeta Ixylly 31, con un gruppo di valorosi, e aver sterminato un paio di centinaia di lucertoloni cattivissimi, mi si azzerava il disturbo. Lo so che non è scientifico ma come potevo tacere questa imbarazzante verità?

Una cura possibile

Credo che le emorroidi siano un disturbo fetente perché dipendono da un mucchio di fattori contemporaneamente.
Principalmente fattori psicologici, meccanici e alimentari.

I fattori psicologici non sono riuscito a capirli. Ho anche seguito a lungo i consigli sulle frasi che ti guariscono, i pensieri positivi eccetera. L’idea è che le emorroidi siano la rappresentazione somatica di un’ansia da incapacità di arrivare alla fine di una fase della vita, restare in sospeso… Defecare qualche cosa… Non riuscire a buttare fuori o a uscire da qualche parte… Con me non attacca ma ho raccolto testimonianze di persone che hanno avuto beneficio con i libri sulle parole che guariscono della dottoressa Gabriella Mereu, che è un vero genio, a prescindere dai miei risultati refrattari. Ognuno ha la testa fatta diversa e le malattie sono solo apparentemente uguali. Quindi il fatto che una cosa non funzioni con me non vuol dire che non vada bene per un’altra persona.

Questo principio vale per tutte le cure tranne per quelle meccaniche.
Cioè ci sono malattie che in parte sono dovute al modo di muoversi, di usare il corpo dal punto di vista meccanico. Ed è chiaro che questo vale per tutti: se ogni giorno ti dai una martellata sull’alluce del piede probabilmente soffrirai di dolori cronici podali…
Nel caso delle emorroidi è ovvio che muoversi fa bene mentre restare immobili per mesi fa male.
Ed è fondamentale sapere anche che se stai molte ore seduto, in auto o alla scrivania è molto probabile che poi soffri per cattiva circolazione del sangue in quella zona, perché c’è una pressione meccanica eccessiva, il sangue non circola bene e i tessuti ne soffrono.

Cibo e dieta

La questione alimentare è altrettanto importante, ovviamente se ti mangi mezzo chilo di carne di babbuino grasso al giorno forse c’è un interrelazione emorroidale, soprattutto se te lo mangi fritto in olio di semi spremuto a caldo con le trieline e poi ci spalmi sopra tutto il burro prodotto dalla Val d’Aosta.
Ma credo di avere un’alimentazione non eccessiva… Mangio 20 grammi di carne al mese, un po’ di pesce e il resto sono cereali e verdure e latticini, due dita di vino ai pasti, quindi non credo ci sia una gran causa alimentare.
Comunque ho provato a eliminare i cereali per mesi, poi i latticini, poi pure il pesce e il caffè, il vino e la birra. Ho provato a mangiare anche solo verdure e frutta cotta per mesi. Ma non ho registrato nessun cambiamento, neanche eliminando il peperoncino.
Insomma in questi anni ho avuto modo di sperimentare a lungo tutti i tipi di diete che i miei lettori solidali mi hanno proposto senza osservare cambiamenti.

Massaggio

È anche utile il massaggio locale, lieve e solo se non provoca dolore. In alternativa il getto d’acqua tiepida di una doccia o di un rubinetto. A lungo, piangendo.

Larga è la foglia, stretta la via: voi dite la vostra, io ho detto la mia.

Avvertenza finale

Affidarsi ai medici per le cure è fondamentale. È molto pericoloso seguire i consigli della vicina di casa o curarsi da soli ricorrendo a internet. Questo articolo non fa eccezione e non rappresenta un invito a NON seguire le prescrizioni mediche.
Ma ci sono una serie di TERAPIE COMPLEMENTARI che sarebbe utile conoscere per migliorare gli effetti delle cure scelte.
Altrettanto utile sapere da altri ammalati quali sono le terapie che con loro hanno funzionato o i medici che hanno dimostrato una maggiore affidabilità.
È utile che i pazienti si scambino informazioni.

Per questi motivi inauguriamo su People for Planet una sezione dedicata allo scambio di informazioni tra pazienti. A questo post ne seguiranno altri incentrati sui disturbi più diffusi: cistite solidale, mal di schiena solidale, mal di testa solidaleprostatite solidale, calvizie solidali, verruche solidali…