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Aggiornato: 1 ora 31 min fa

Quanto è bella la Fase 2!

Dom, 05/10/2020 - 15:30

Ritiro quanto detto in precedenza. La fase due è un concentrato straordinario di nuove manifestazioni sociologiche. È il mondo all’incontrario. Ecco un breve elenco di stupefacenti esempi:

“Stop al campionato!”

La gente non vuole il calcio. Pensavamo di essere un popolo di Santi, Navigatori e Allenatori di Pallone. E invece no: abbiamo deciso di rinunciare alla “cosa più importante tra quelle meno importanti” (citando Arrigo Sacchi). 
Ma come è possibile?

– Forse il Covid ci ha davvero liberati dalle nostre dipendenze. Una sorta di nuovo Messia che ci libera dai falsi idoli: scendi dal piedistallo, Cristiano Ronaldo. E cambiati quel nome. E pure il cognome!

– Forse, invece, è il senso in colpa: “Noi siamo qui a gioire per un gol mentre c’è gente in terapia intensiva” (cosa che peraltro accade sempre).
È l’evoluzione del concetto altissimo “non lasciare gli spinaci, pensa ai bambini dell’Africa che non li hanno” di mamma italica memoria. Concetto in sé poco efficace, capace di generare solo confusione nei poveri bambini. 
Poi dice che Salvini è cresciuto com’è cresciuto. Un’infanzia intera a pensare “certo che sono strani gli africani, perché mai dovrebbero desiderare di mangiare roba cattiva che cresce per terra?!”

– Forse invece siamo solo invidiosi: i soliti privilegiati tornano a una vita quasi normale mentre noi non sappiamo neanche quando potremo tornare a pagare l’abbonamento in palestra (senza andarci, in molti casi). E allora no. Mal comune mezzo gaudio, muoia Sansone e tutti i Filistei. 

– E poi abbiamo scoperto che essere tutti virologi è più divertente che essere tutti allenatori di calcio. Il calcio nei bar è divertente, ma oggi su Facebook salviamo delle vite: vuoi mettere?

“I nuovi sceriffi” e la grande comunicazione

Usciamo di casa a criticare la gente che è uscita di casa. “Ma cosa ci fanno tutte queste macchine intorno alla mia? Dove credete di andare? Mica è un liberi tutti!” Se aprissimo i finestrini e pensassimo a voce alta, otterremmo un sinc che manco il Coro dell’Antoniano. E allora eccoci:

– Siamo tutti grandi professionisti della settimana enigmistica. Nei parchi – mentre osserviamo due persone sedute, senza mascherina, sulla stessa panchine – passiamo intere mezzore a cercare le 7 piccole differenze che ci dimostrino che i due non sono parenti, congiunti, né affini. Ma solo meri trasgressori.

– Quel corso di fotografia comprato con Groupon finalmente serve a qualcosa! Eccoci lì a scegliere l’inquadratura migliore per appiattire le distanze e dimostrare inconfutabilmente a noi stessi e ai nostri 25 lettori (pardòn, followers) che davanti ai nostri occhi si stia verificando un assembramento. Quasi un’adunata sediziosa.

– È manna per i titolisti da prima pagina. “Gli italiani prendono d’assalto i parchi!”. “Una folla si riversa per le strade!”. 
A leggere i giornali pare la calata dei barbari e il crollo dell’impero romano. A guardar dal vero, sembriamo più degli strani animali che escono dal letargo e – diafani, con gli occhi ancora semichiusi – cerchiamo di ricordaci dove si trovasse la zona erbosa più vicina.
Sono gli stessi artefici delle “Bombe d’acqua” a seguito dei consueti acquazzoni estivi o del “Caldo record” che racconta una escalation che dovrebbe averci già consegnati all’estinzione.
Perdoniamoli, vivono di entusiasmi. E portano una sferzata di allegria a prime pagine che, spesso, altrimenti, sembrerebbero nascere con la polvere sopra.

“La gente della notte”

Le consegne sono chiare: bisogna uscire – ancora – solo per necessità. Con particolare riguardo da parte delle fasce a rischio. I locali sono chiusi e le minicar temono i predatori più grossi, con la luce cattiva nei fari e sui tettucci.
Ecco, allora, che la notte si popola di strani animali barcollanti.

– non sono vampiri, anche se di giorno non escono mai
– non zombies, anche se camminano malfermi e avanzano lenti
– non sono criminali, anche se si espongono a rischi
– non il popolo dei rave party o degli afterhours …

… Sono gli anziani. Che per evitare la “folla” dei lavoratori diurni, l’irruenza dei runners e il soffocamento da mascherina, sciamano silenziosamente sotto la luna. Che romantica o spettrale sia l’impressione di chi li osserva, hanno un che di dolcemente poetico. Come le foto dei leoni marini o degli aironi che si riprendono le città.

“Non provate a rifarlo a casa”

Ci mancavano i “Covid-Party” negli USA, in cui la gente si ammassa in un luogo chiuso con positivi al Coronavirus per sviluppare l’immunità. 
Di fatto ci si mischia con i malati nella speranza di contrarre il virus per non aver più paura di contrarre il virus. 
Non abbiamo certezze circa l’origine di tale brillante intuizione, ma sarebbe curioso domandar loro in quanti votino Trump.

Foto di Matt Seymour su Unsplash

Volare su Piazza Navona mentre Roma è deserta

Dom, 05/10/2020 - 15:00

Un video spettacolare, una delle piazze più belle del mondo, deserta per il lockdown, esplorata dal collettivo di videomaker Dirty Seagulls con un drone che ci fa vedere delle prospettive incredibili.

YouTube: Dirty Seagulls

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South China Morning Post: la pasta inventata nel Mediterraneo, non in Cina

Dom, 05/10/2020 - 12:34

Il South China Morning Post, il grande quotidiano in lingua inglese di Hong Kong di proprietà di Jack Ma (Ma Yun), capo del colosso cinese del commercio elettronico Alibaba, ricostruisce l’affascinante genesi della pasta nel Mediterraneo e in Italia attraverso le testimonianze di storici del cibo e archeologi, smontando il mito diffuso soprattutto in America secondo cui la pasta sarebbe arrivata a noi dalla Cina. Insomma, una cosa tipo “diamo a Cesare quel che è di Cesare”.

Ecco la traduzione di ampi stralci della ricostruzione storica fatta del giornale cinese.

La leggenda di Marco Polo

Chi ha inventato la pasta, questo piatto italiano per antonomasia, che gli italiani amano e il mondo intero con loro? Secondo una leggenda gli spaghetti, le tagliatelle, i rigatoni… sarebbero nati dopo che il nobile mercante veneziano Marco Polo avrebbe importato la “pasta” cinese (i noodles) al suo ritorno dalla Cina, alla fine del XIII secolo.

Tuttavia l’origine cinese della pasta italiana è un mito. Marco Polo ha trascorso diversi anni in Cina, dove ha appreso le tradizioni e la cultura del paese, ed è possibile che abbia riportato noodles cinesi e altri cibi dai suoi viaggi.

Ma gli storici della gastronomia affermano che la produzione di pasta fiorì nel Mediterraneo per secoli, prima che i veneziani viaggiassero verso l’Oriente, in particolare tra i Greci e poi tra i Romani.

Pasta e noodles

“I noodles sono una cosa, la pasta è un’altra”, afferma Anna Maria Pellegrino, storica del cibo e membro dell’Accademia della cucina italiana. “Sono il riflesso di due distinte culture culinarie, due identità che si sono sviluppate in parallelo, il loro unico punto comune è la necessità di mangiare e, soprattutto, di condividere le stesse sensazioni e gli eventi quotidiani della vita attorno a una tavola. Il modo di cucinarli, i contenitori, i cereali utilizzati, la loro preparazione, gli ingredienti e i condimenti sono totalmente diversi, specifici per ogni civiltà. Non esiste un collegamento diretto tra il modo asiatico e quello italiano o mediterraneo di mescolare i cereali con l’acqua per creare noodles o pasta.”

Giorgio Franchetti, uno specialista dell’antica Roma, respinge anche lui la teoria dell’importazione della pasta da parte di Marco Polo. “È completamente assurdo“, afferma. “Le “tagliatelle” che Marco Polo avrebbe potuto portare dalla Cina entro la fine del XIII secolo erano realizzate con il riso e si basano su una diversa tradizione culinaria, orientale, che non ha nulla a che fare con la nostra.”

Le lagane, capostipiti della pasta e le indigestioni di Cicerone

Franchetti è l’autore di un libro che descrive ricette dell’antichità, basato su testi come quelli dello storico e soldato romano Catone il Vecchio, che descrivono chiaramente la preparazione dei piatti e le proporzioni necessarie. Le ricette che presenta si ispirano anche a documenti e utensili trovati nelle vicinanze del Vesuvio.

Franchetti spiega di aver basato la sua ricerca sulle vestigia scoperte sotto le ceneri lasciate dall’eruzione del Vesuvio, che distrusse Pompei nell’anno 79. “Contrariamente all’immagine che abbiamo dei sontuosi banchetti organizzati dall’aristocrazia romana, con abbondanza di piatti, carni rare e vini preziosi, i romani comuni cittadini non si abbandonavano agli eccessi culinari”, commenta.

“Tra il 1000 e l’800 a.C., i testi greci evocano per la prima volta l’esistenza del laganon, una striscia di pasta piatta che era tagliata in strisce irregolari, adottata dai romani sotto il nome, al plurale, di laganae. Era usata nelle zuppe, con porri e ceci, un piatto romano molto popolare. “

Si ritiene che le lagane siano all’origine di quella che in seguito divenne la lasagna. Poeti e filosofi romani spesso rappresentavano le delizie delle lagane, continua Franchetti. In una delle poesie delle sue famose Satire, Orazio descrive il suo entusiasmo per l’idea di tornare a casa per assaggiare una ciotola di porri, ceci e lagane.

Le lagane suscitarono anche la passione nel filosofo e statista Cicerone, la cui biografia afferma che avrebbe avuto l’abitudine di abusarne, inghiottendo enormi porzioni che poi lo lasciavano con terribili dolori di stomaco.

Dall’antica Roma ad oggi, la pasta come antidepressivo

Secondo Cristina Conte, “archeologa-chef” che combina archeologia e cucina mentre cerca di ricostruire le ricette che sono scomparse dal mondo antico, le lagane erano consumate principalmente da famiglie romane meno abbienti. “Ai tempi dei romani la gente mangiava quotidianamente le lagane, era un piatto democratico, semplice, ma molto nutriente per i poveri e le classi lavoratrici, non per i ricchi“, precisa. ”Un piatto anti-depressione, proprio come la pasta oggi per gli italiani.” Cristina Conte ritiene che sia probabile che i popoli pre-romani, come gli Etruschi, abbiano inventato una forma antica e rudimentale di pasta, anche se non vi è alcun indizio su questo argomento.

La pasta viaggiava da Palermo nel Mediterraneo trasportata in botti…

D’altra parte, in assenza di fonti storiche sulla questione, non è noto se la pasta dell’antica Roma fosse secca o fresca.

L’uso della pasta secca è legato alla cultura e allo stile di vita delle tribù arabe nomadi. Per resistere a lunghi viaggi nel deserto, dove l’acqua era scarsa, gli arabi asciugavano la loro pasta e le diedero una forma cilindrica e vuota, vicina ai maccheroni. La pasta secca, tra cui gli spaghetti, sarebbero un’eredità di questa influenza. Franchetti ha ritrovato un libro del 1154, più di cento anni prima delle avventure di Marco Polo, scritto da un geografo arabo di nome Al-Idrin. Evoca lunghi fili di pasta, avvolti come gomitoli di lana ed esportati dalla città di Palermo, chiusi in botti, lungo tutte le rotte commerciali del Mediterraneo.

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4 idee per dare nuova vita alle bottiglie di plastica

Dom, 05/10/2020 - 10:00

“Le bottiglie di plastica ormai sono diventate il nemico numero uno dell’inquinamento ambientale. Di questi tempi, il tema della “sostenibilità ambientale” diventa sempre più centrale, tanto che alcune persone hanno eliminato del tutto la plastica dalla loro vita quotidiana. Se avete delle bottiglie di plastica in casa e non volete buttarle, con questo articolo vi mostriamo 4 trucchi di riciclo creativo per riutilizzarle in modo sensato. Avreste mai pensato di realizzare un orto verticale con solo tre bottiglie di plastica? Oppure una graziosa serra per coltivare le cipolle? Date un’occhiata!” Dal canale YouTube Sagace:

Fonte: Sagace

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Travel theraphy: viaggiare per curare l’anima

Dom, 05/10/2020 - 07:00

Viaggiare per distrarsi, per staccare la spina dalla routine, per alleviare lo stress, per accantonare temporaneamente i problemi, per rilassarsi, per divertirsi, per conoscere nuovi mondi: ognuno viaggia per motivi del tutto personali, ma il viaggio ormai viene consigliato anche come terapia vera e propria. Viaggiare allevia ansie e dolori, fisici e mentali, viaggiare fa vivere più a lungo, viaggiare permette di scacciare la tensione. Convinzioni che affondano le proprie radici nel passato e che, in tempi recentissimi, hanno portato alla nascita di figure specializzate, i traveltheraphist.

Viaggiare per il gusto di viaggiare e per diventare uomini nuovi

Già nel Medioevo si viaggiava molto, basti pensare alle strade italiane sempre percorse da mercanti a caccia di affari, da pellegrini alla scoperta di luoghi sacri, da artisti alla ricerca di ispirazione, da ladri e studiosi. Ognuno di loro aveva uno scopo molto pratico e produceva testimonianze del proprio viaggio, lasciava segni sotto forma di opere d’arte, testi sacri o libri di conti. Ma la letteratura di viaggio si sviluppò più tardi, nel Diciassettesimo e Diciottesimo secolo, quando il viaggio in sé divenne lo scopo della partenza. Si iniziava a viaggiare per curiosità, per sete di conoscenza. E per piacere. I giovani aristocratici di tutta l’Europa, insieme agli uomini di cultura, diventarono protagonisti dei cosiddetti Grand Tour, che dei tour non hanno soltanto il nome, trattandosi di veri giri con arrivo e partenza nello stesso luogo e che immancabilmente toccavano l’Italia. Erano viaggi di formazione, in cui i giovani tornavano a casa più adulti e dopo aver spalancato gli occhi sul mondo, dopo aver appreso dettagli preziosi sulla politica, sulla storia e sulla cultura dell’Europa grazie all’osservazione diretta.

Fare acquisti era parte del viaggio

Si portavano a casa cimeli e opere d’arte, oppure si commissionavano ritratti ai pittori più in voga nei luoghi visitati. Oggi li chiameremmo souvenir. In Italia si poteva studiare arte e perfezionare la propria tecnica tenendo lo sguardo fermo su antichi modelli – sculture e opere architettoniche – ancora visibili, in Francia gli aristocratici inglesi si impegnavano in lezioni di stile e passavano ad un guardaroba più sofisticato, tutti lasciavano tracce che oggi ci fanno riflettere sull’evoluzione dell’idea e dei benefici del viaggiare. Una cosa è certa: viaggiare rendeva gli uomini migliori e riportava a casa persone nuove.

Lo dice la scienza: viaggiare tiene lontana la morte

Uno studio della Global Commission on Aging and Transamerica Center for RetirementStudies, in partnership con l’U.S. Travel Association, ha evidenziato che le donne che viaggiavano almeno due volte l’anno, rispetto a quelle che andavano in vacanza ogni 6 anni, rischiavano meno infarti o morti cardiache. Nel caso degli uomini, chi non va in vacanza almeno una volta all’anno ha un rischio maggiore del 30% di morire per malattie cardiache e del 20% di morire per altre cause considerate. In generale, pare cheil viaggio allontani decisamente il rischio di infarto e di depressione.
Se la morte è un evento estremo e resta complicato collegarla alla mancanza di momenti di vacanza, sono i benefici del viaggiare a risultare interessanti: dopo uno o due giorni di vacanza l’89% dei soggetti analizzati mostrava notevoli cali dello stress. Vale anche per chi non riesce a viaggiare spesso per motivi di vario genere, da quelli economici a quelli di salute. Nessun dubbio: lo stress diminuisce appena si fa la valigia. Non a caso, durante lo stesso studio, in molti hanno menzionato il viaggio tra le prime voci della “to do list” da attuare una volta in pensione.

La travel theraphy

Non sorprende, dunque, che in ambito psicologico vengano ormai consigliati momenti di svago, in affiancamento a terapie mediche più strutturate. Durante un viaggio di qualche giorno si possono affrontare più esperienze di quante se ne possano affrontare in ufficio per un anno. Il viaggio fa scorrere il tempo più veloce. E guai a pensare che viaggiare significhi scappare! Il viaggio aiuta a guarire, a confrontarsi con se stessi e le proprie ansie, a trovare soluzioni. Questo pensiero è alla base, ad esempio, della proposta della Dream Travel Therapy di Enrique Crow, psicologo, che parte da un’analisi dei sogni – dell’inconscio, delle emozioni nascoste – con l’intento di ottenere un supporto nella comprensione profonda e nella risoluzione psicologica dei problemi. Il viaggio non si sostituisce all’analisi di un professionista medico, anzi, la affianca. Ma che viaggiare aiuti a conoscere meglio se stessi e ad affrontare i mostri nella propria mente lo sapevamo già.
Un proverbio indiano recita: «Viaggiando alla scoperta dei paesi troverai il continente in te stesso».
Un viaggio può guarire vecchie ferite, può sfumare ricordi e dolori troppo vivi, può alleggerire l’anima se il peso della vita è eccessivo. Lo fa da sempre e lo sanno tutti coloro che nella vita si sono concessi anche solo qualche giorno di fuga dal quotidiano. Lo sappiamo da molto prima che gli studi ci fornissero anche la conferma scientifica.

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Silvia è libera, dagli haters: «Quanto è costato?» | Covid: USA prevede 95mila morti | I campi sono senza braccianti

Dom, 05/10/2020 - 06:25

Il Messaggero: Silvia Romano libera, domani in Italia. Fu rapita in Kenya: «Sono stata forte» Il papà: «Una felicità che scoppia» Vergogna haters: «Quanto è costato?»;

Corriere della Sera: Campi senza braccianti: dalle pesche alle zucchine, ecco i raccolti a rischio;

Il Mattino: Trump: virus sparirà senza vaccino. Ma gli Usa prevedono 95mila morti | Coronavirus, in Gran Bretagna bebè di 6 settimane tra i 36.000 morti: vittima più giovane al mondo. E la Regina parla alla nazione a 75 anni dalla vittoria: «Mai arrendersi» Il Covid sta sterminando gli indios, i Comboniani e il Maxxi rilanciano l’appello di Salgado;

Il Sole 24 Ore: Covid-19, così il mercato dell’oro ha messo in crisi anche le grandi banche;

Tgcom24: Cgia: “Nel 2020 stop a Irpef, Ires e e Imu alle Pmi. Uno sgravio di 28,3 miliardi“;

Il Fatto Quotidiano: Calabria, Tar annulla l’ordinanza ‘apri-tutto’. “Le misure anti Covid spettano al governo”. Boccia: ‘Sentenze si applicano, no divisioni’;

Il Giornale: Capuozzo smaschera governo: “La verità sulla folla ai Navigli” ;

Il Manifesto: Trieste, la nave lazzaretto del governatore Fedriga;

La Repubblica: Ecco il testo del decreto per fare tornare in carcere i boss mafiosi scarcerati;

Leggo: Morto Little Richard, leggenda del rock’n’roll: aveva 87 anni. Scrisse “Tutti frutti”.

Combatto per combattere il cancro

Sab, 05/09/2020 - 20:00

Ultimo video della serie dedicata alle arti marziali terapeutiche e questa volta parliamo di giovani che combattono con i tumori.
Dagli esercizi di respirazione alle parate, a seconda della patologia e dello stato del paziente, si intraprende con il Maestro un percorso che porta benessere e distrazione dalla malattia.
Il progetto si ispira all’associazione americana Kids Kicking Cancer.
https://www.kkcitalia.it/

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Silvia Romano è libera!

Sab, 05/09/2020 - 18:23

Silvia Costanza Romano, 23 anni era stata rapita più di un anno e mezzo fa, a novembre 2018 da un commando di uomini armati nel villaggio di Chakama, a circa 80 chilometri a ovest di Malindi, in Kenya.

La giovane cooperante milanese che collaborava con la onlus machigiana ‘Africa Milele‘, tornerà a casa già domani.  
Silvia Romano seguiva un progetto di sostegno all’infanzia con i bambini di un orfanotrofio. La sua liberazione, dicono fonti interne, è avvenuta grazie a “un lungo e complesso lavoro sul campo”.

Foto da Repubblica

Covid-19. I dati mondiali e italiani al 9 maggio. Lombardia: letalità al 18,8%!

Sab, 05/09/2020 - 18:00

La Johns Hopkins University raccoglie i dati di casi confermati e morti per coronavirus in tutti i paesi. Secondo i dati al 9 maggio  sono gli Stati Uniti ad avere il più alto numero di casi accertati e di morti, l’Italia  è terza sia per numero di casi che per  numero di morti. Nell’ultima settimana il Regno Unito ha sorpassato l’Italia per numero di morti.

Complessivamente nel mondo si registrano 3.956.000 casi (620.000 in più rispetto a 7 giorni fa, dato in crescita rispetto alla settimana precedente) e 275.000 morti (36.000 in più rispetto a 7 giorni fa, dato in contrazione).

Il confronto tra incremento di casi e di morti a livello mondiale nell’ultima settimana sembrerebbe confermare l’ipotesi che, mentre il virus continua a diffondersi a velocità anche superiore rispetto a prima, la sua letalità starebbe diminuendo.

Negli Usa circa 180.000 casi in più nell’ultima settimana

Continua l’impressionante escalation di casi negli Usa, dove nell’arco di una settimana si è passati da 1.104.000 a 1.284.000. Nello stesso periodo il numero dei morti per Covid-19 in Usa è cresciuto da 66.000 a 77.000

New York City da sola conta ad oggi oltre 18.000 morti e, assieme alla Lombardia (15.000 morti), rappresenta il principale focolaio del covid-19 nel mondo. 

I paesi con gli incrementi più critici

Oltre che negli USA, si aggrava la situazione in particolare in Russia, Brasile e Regno Unito

La Cina invece non compare più già dalla scorsa settimana negli elenchi dei 10 paesi con più casi di covid-19 e con più morti accertati per il virus

L’apparente anomalia dell’Italia

Dalle statistiche della Johns Hopkins si conferma l’apparente anomalia dell’Italia che avrebbe un tasso di letalità molto superiore rispetto alla media mondiale. Confrontando casi accertati e numero di morti dichiarati da ciascun paese in Italia il tasso di letalità sarebbe del 13,8% contro una media mondiale di tutti gli altri paesi escluso l’Italia del 6,6%.

Anzi, mentre a livello mondiale il tasso di letalità tende a diminuire, in Italia, in base ai dati ufficiali, nell’ultima settimana è peggiorato, passando da 13,6% a 13,8% 

Gli strani numeri della Lombardia

L’anomalia italiana è in realtà tutta concentrata in Lombardia, dove secondo le statistiche ufficiali con circa 80.000 casi confermati (4.000 in più rispetto a una settimana fa) e circa 15.000 morti (1.000 in più rispetto a 7 giorni fa) il tasso di letalità è addirittura il 18,8%, ancora in aumento rispetto ad una settimana fa!
Al di fuori della Lombardia il tasso di letalità italiano è simile a quello di altri paesi dove il coronavirus è molto diffuso. È in Lombardia quindi che i conti non tornano. Se poi si ricorda che è ormai pacifico che nella regione i morti per Covid-19 sarebbero stati finora molti di più di quelli attribuiti al virus (vedi ad esempio la strage nelle case di riposo, con tante morti attribuite alla “polmonite” senza nessun tampone), il pensare che i casi presenti nella regione siano molti di più di quelli ufficiali è più che un sospetto e questo spiegherebbe un tasso di letalità altrimenti incomprensibilmente così elevato.

E la riapertura delle attività in Lombardia dal 4 maggio è fonte di preoccupazione per la gestione anche della fase 2 da parte della regione che non sembra avere una strategia di gestione della pandemia chiara ed efficace.

Le classifiche ufficiali

Di seguito le classifiche dei primi 10 paesi con i dati in migliaia in base alle statistiche ufficiali riferite a: casi confermati; morti per covid-19

I segni (+) e (-) indicano le variazioni nella posizione in classifica rispetto a 7 giorni fa.

Casi confermati

  • 1.284.000 Stati Uniti
  • 223.000 Spagna
  • 217.000 Italia
  • 213.000 Regno Unito 
  • 199.000 Russia (+)
  • 176.000 Francia (-) 
  • 171.000 Germania (-)
  • 147.000 Brasile (+)
  • 136.000 Turchia (-)
  • 105.000 Iran (-)

Morti

  • 77.000 Stati Uniti 
  • 31.000 Regno Unito (+)
  • 30.000 Italia (-)
  • 26.000 Spagna (+)
  • 26.000 Francia (-)
  • 10.000 Brasile (+)
  • 9.000 Belgio (-)
  • 8.000 Germania 
  • 7.000 Iran 
  • 5.000 Olanda 

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Rebibbia Quarantine: l’ultima puntata

Sab, 05/09/2020 - 15:30

L’ultima puntata della serie di cartoon di Zerocalcare dedicati alla quarantena vissuta nella sua Rebibbia.


Fonte: YouTube CAD

9 maggio: in ricordo di Peppino Impastato e delle vittime del terrorismo

Sab, 05/09/2020 - 10:38

In quello stesso giorno del 1978 furono rinvenuti i corpi senza vita del giornalista Peppino Impastato e del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro, il primo assassinato per ordine della mafia, il secondo ucciso per mano delle Brigate Rosse dopo 55 giorni di prigionia. Ed è proprio nella ricorrenza del 9 maggio che, grazie a una legge del 2007, questa data è divenuta Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo interno e internazionale, e delle stragi di tale matrice.

Numerose le iniziative di oggi: la Rai, in particolare, dedica gran parte della sua programmazione al ricordo dello statista democristiano e dei tanti, tantissimi, morti per mano del terrorismo: qui i dettagli.

Da segnalare l’iniziativa di Radio 100 Passi che su Facebook, a partire dalle ore 9, organizza una diretta non stop per commemorare Peppino Impastato.

Yoga demenziale con Jacopo Fo: COME RICORDI UN BEL RICORDO?

Sab, 05/09/2020 - 10:15

E’ una disciplina che ha scelto, come maestri spirituali, la gioia e il piacere. Via i sensi di colpa che ci bloccano, via le paure che ci paralizzano e ci avvelenano la vita: dentro di noi abbiamo tante energie belle, lucide e sane. Impariamo a liberarle per poi poter godere a fondo dei piaceri spirituali come di quelli fisici.

Lo Yoga demenziale, messo a punto da Jacopo Fo, accoppia il meglio della civiltà occidentale (un sano laicismo, il rigore della sperimentazione, il training autogeno) con quello delle civiltà orientali (la meditazione trascendentale, le arti marziali, le tecniche yoga). Perché tutta la saggezza dei due mondi può essere riassunta in una gigantesca risata.

L’obiettivo? Raccontare cose semplici in modo semplice per risultati semplici. Come ci racconta Jacopo Fo “l’idea è che, se io sperimento e ascolto quello che succede, poi posso trarre le mie conclusione ed ottenere con questi esercizi dei vantaggi elementari”.

Lezione n°17 – Come ricordi un bel ricordo?

Pillole di Yoga Demenziale N.17: COME RICORDI UN BEL RICORDO?

Pubblicato da Jacopo Fo su Giovedì 2 aprile 2020

Lezione n°17 – Discussione Come ricordi un bel ricordo?

Discussioni sulle Pillole di Yoga demenziale N.17: Come ricordi un bel ricordo?

Pubblicato da Jacopo Fo su Giovedì 2 aprile 2020

Yoga Demenziale – Guarda tutti i video!

Visita la pagina Facebook di Yoga demenziale

Salvia in vaso, come avere successo!

Sab, 05/09/2020 - 10:00

Hai appena acquistato (o stai pensando di acquistare) una pianta di salvia ma non sai dove metterla? Quanto innaffiarla? O come potarla?

Un video tutorial dal canale di Ohga con le risposte a tutte le tue domande per coltivare e far durare a lungo la salvia!

Fonte: Ohga

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Perché l’euro può sparire | Hong Kong: un nuovo virus fa “salto di specie” | Tutte le misure del dl Rilancio

Sab, 05/09/2020 - 06:25

Il Sole 24 Ore: Disoccupazione Usa vola al 14,7%, record dal Dopoguerra – Le Borse non si spaventano, Milano + 1,1% – Perché un lockdown più lungo può favorire la ripresa dell’economia;

Tgcom24: Smartworking per chi ha figli under 14, bonus baby sitter e vacanze, rimborso per le biciclette: le misure del dl Rilancio;

Il Fatto Quotidiano: Pagamenti elettronici, la petizione “Basta soldi sporchi” per abbandonare l’uso del contante. Tra i firmatari il magistrato Alfonso Sabella;

Il Giornale: “Perché l’euro può sparire“: la nera profezia da Berlino;

Corriere della Sera: Molti morti (specie nelle RSA) nella Svezia senza lockdown: «Siamo stupiti»;

Il Mattino:  Gran Bretagna morti salgono a 36.000: c’è anche un bebè di 6 settimane. Il mondo verso quota 270mila morti: negli Usa 2.448 vittime in 24 ore Wuhan, il mistero dei Giochi militari: «A ottobre tanti atleti si ammalarono» Il Covid sta sterminando gli indios, i Comboniani e il Maxxi rilanciano l’appello di Salgado;

La Repubblica: David Miliband: “La prossima ondata della pandemia colpirà campi profughi, migranti e Paesi in guerra

Leggo: Hong Kong, nuovo virus sta facendo il “salto di specie”: quello dell’epatite che colpisce i topi;

Il Manifesto: Mes, la Commissione Ue: «Nessun commissariamento per le spese sanitarie»;

Il Messaggero: David, Valeria Golino migliore attrice non protagonista Mattarella: cinema aiuterà a ricostruire Paese.

La Casa Passiva di Cuggiono, Milano (Video)

Ven, 05/08/2020 - 20:00

Che cos’è una “Passive House”?
La casa passiva è un edificio che non ha praticamente bisogno di un sistema di riscaldamento tradizionale (impianti a pavimento, termosifoni etc) ed è probabilmente una delle migliori “invenzioni” degli ultimi decenni.
Nel video abbiamo anche intervistato Roberto Viazzo, ingegnere RV Consulting+Design srl.

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USA: I “coronavirus party” per infettarsi volontariamente.

Ven, 05/08/2020 - 18:50
I “coronavirus party”: feste con portatori di coronavirus

Come riferisce il Guardian, i funzionari sanitari di Washington hanno avvertito i residenti di non organizzare i cosiddetti “coronavirus party”, feste organizzate con persone risultate positive al virus, organizzate nella speranza di accelerare il processo di trasmissione e la speranza di diventare poi immuni.

L’idea alla base dei party sarebbe quella di infettarsi per poter poi avere un “passaporto immunitario“, che potrebbe consentire a coloro che risultano positivi agli anticorpi covid19 di viaggiare o tornare al lavoro più rapidamente.

“Abbiamo ricevuto segnalazioni di coronavirus party in cui persone non infette si stanno mescolando intenzionalmente con individui positivi al covid19 per cercare di contrarre il virus. Pessima idea!” si legge in un tweet del dipartimento della salute di Washington. “È pericoloso e mette le persone a rischio di ricovero o addirittura morte.”

Lo stato di Washington, colpito presto e duramente dal coronavirus, ha contato finora oltre 15.000 casi e più di 800 morti attribuiti al coronavirus.

I “covid party” nella contea di Walla Walla

Funzionari sanitari a Walla Walla, nel sud-est di Washington, avevano dichiarato nei giorni scorsi che la contea aveva visto una improvvisa esplosione di “covid party”, salvo poi ritrattare dichiarando di non avere prove che il loro scopo fosse quello di diffondere il virus deliberatamente

Ad ogni modo, hanno affermato, coloro che hanno scelto di partecipare alle feste stanno mettendo a rischio la salute pubblica.

“Non è uno gioco innocente, in alcun modo. Ci riporta davvero indietro. Nel riaprire la contea, guardiamo non solo al conteggio totale dei casi ma anche se la nostra comunità è diligente”, hanno dichiarato. ”Arruoleremo le forze dell’ordine per sgretolare e sradicare eventuali party futuri”.

I rischi per la salute

Secondo le autorità sanitarie dello stato di Washington il rischio intrinseco in generale nell’esporre intenzionalmente qualcuno alle infezioni è ancora più grave nel caso di covid-19, anche perché gli scienziati non comprendono appieno se una eventuale immunità sia permanente. E comunque anche per chi sopravvive al virus non sono ancora chiare quali siano le conseguenze sulla salute a medio e lungo termine.

I “varicella party”

L’idea non è del tutto originale. Negli anni passati dei genitori nello stato di Washington portavano i bambini ai “varicella party”, dove i bambini erano deliberatamente esposti ad altri coetanei che avevano la varicella.

Immagine di Joe Ciciarelli

Molise: avvistamento eccezionale di un Ibis Sacro

Ven, 05/08/2020 - 17:43

L’ibis sacro è un uccello sinuoso dal piumaggio bianco e nero che anticamente era venerato in Egitto come simbolo del dio Thot, dio della Luna, della sapienza, della scrittura, della magia, della misura del tempo, della matematica e della geometria.

L’ibis sacro è molto difficile da avvistare in Italia, in quanto è originario dell’Africa Subsahariana e dell’Iraq, mentre in Egitto è ufficialmente estinto.

Tuttavia, la scorsa domenica, i volontari di Ambiente Basso Molise, mentre stavano svolgendo il censimento del Fratino, sono riusciti ad immortalare un momento unico in Italia, in quanto questi esemplari sono stati importati nel nostro Paese e sono presenti soltanto nei giardini zoologici e nelle riserve naturali.

Tuttavia, questi uccelli rappresentano un potenziale pericolo per la fauna autoctona, in quanto sono onnivori, mangiano di tutto, compresi crostacei, i piccoli roditori, uova di altre specie di uccelli e insetti.

Un avvistamento del genere ha permesso ai volontari di fare un tuffo nel passato.

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AutocertifiCanzone, la nuova canzone autocertificata de Lo Stato Sociale

Ven, 05/08/2020 - 15:54

“Dammi un appuntamento, anche se è vietato, al reparto sanitari di un supermercato. Soli nel corridoio per un bacio rubato, per ricordarci che il mondo non è ancora finito”, così cantano quelli de Lo Stato Sociale in questa nuova AutocertifiCanzone un po’malinconica ma anche ironica su questo periodo.

Fonte: YouTube

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Covid19: Milano sta scherzando col fuoco?

Ven, 05/08/2020 - 15:00
Traffico al 30% e aperitivi sui Navigli

A Milano, mentre la fase 2 è partita con dati sulla diffusione del coronavirus ancora preoccupanti si registrano segnali contraddittori sui comportamenti dei cittadini.

L’utilizzo dei trasporti in fase 2 resta molto distante rispetto a quello che si registrava prima della diffusione del virus: trasporto privato al 35%, trasporto pubblico al 30% rispetto al solito.

Quasi tutti utilizzano la mascherina e rispettano il distanziamento sociale, file ordinate davanti ai negozi nelle varie zone della città.

Nelle stesso tempo però in luoghi simbolo della movida milanese, come i Navigli e la darsena, si sono tornati a vedere assembramenti simili a quelli a cui si assisteva quando il covid-19 non c’era e ricompare il fantasma della sciagurata campagna “milano non si ferma” di febbraio.

Controlli allentati

Ad ascoltare passanti e poliziotti, i controlli sui movimenti dei cittadini si sono molto allentati da quando è iniziata la fase 2 e molto adesso è lasciato alla responsabilità dei cittadini.

Il sindaco minaccia di chiudere i Navigli.

Il sindaco Sala si dice “incazzato” dopo le scene sui Navigli e minaccia di chiuderli.

Pericolo riders

Lo avevamo già segnalato a marzo e ora arriva la conferma dai carabinieri del Nucleo ispettorato lavoro di Milano trasmessa alla Procura: i rider e i loro clienti non sarebbero tutelati dai rischi di contagio da Coronavirus dalle società di delivery, con l’unica eccezione positiva di Just Eat. Dalle altre società di delivery solo consegne sporadiche di mascherine. Nel caso di Uber Eats Italy non è stato possibile addirittura effettuare l’accertamento né inviare mail né risalire alla sede della società che risulterebbe anche sconosciuta all’Inps.

Tra una settimana capiremo come sta andando

Dati i tempi di diffusione del contagio è verosimile che per capire l’impatto della fase 2 sulla città bisognerà aspettare i dati ufficiali (per quanto opinabili) sulla diffusione del covid-19 della prossima settimana. Nel frattempo, l’appello in particolare alle autorità sanitarie cittadine e regionali è che si faccia di più e meglio di quanto è stato fatto finora per non piombare ancora più giù nell’incubo da cui stiamo faticosamente cercando di uscire.

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Immagine di Mick De Palma

Coronavirus, hotel in ginocchio: “Non riapriamo”

Ven, 05/08/2020 - 13:00

Ogni giorno che passa cresce la preoccupazione degli albergatori che vedono avvicinarsi l’avvio della stagione estiva con una serie di incognite ancora da chiarire. Già a marzo, quando la portata della pandemia da Covid-19 iniziava ad essere una conferma, gli hotel tremavano: che ne sarà delle prenotazioni? e come fare a non sprofondare del tutto, se i turisti stranieri non possono arrivare in Italia? Ora, finalmente, il ministro dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini offre qualche rassicurazione. Ma siamo a maggio, la stagione è compromessa, per alcune strutture non ha più senso riaprire.

Le cifre del disastro: Federalberghi chiede lo stato di crisi

Qualche settimana fa il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca dichiarava lo stato di crisi come unica strada da percorrere. «Per gli alberghi la sola attività ricettiva vale circa 20 miliardi di euro all’anno, ad oggi il 95% degli hotel italiani è chiuso. Il trimestre marzo, aprile, maggio è destinato a chiudersi con l’azzeramento dei ricavi, poi, se potremo ripartire, ci ritroveremo senza i turisti stranieri e con il solo mercato della clientela italiana, che vale circa il 50% delle presenze, ma genera solo il 30% dei ricavi. In sostanza il nostro settore avrà perdite tra il 60 e il 70%». Bastano queste cifre a riassumere la portata della crisi di un settore che rappresenta oltre il 13% del Pil italiano e, sommato alla cultura, permette di arrivare al 20%. 
Altro problema all’orizzonte, gli investitori esteri che già fanno capolino sperando di approfittare della situazione di crisi per rilevare strutture italiane di qualità a prezzi imbattibili.

Il bonus vacanze non risolve la situazione

Gli albergatori non sono convinti che il “bonus vacanze”per le famiglie possa risolvere la situazione, anzi: il turista potrebbe convincersi a fare la valigia, ma magari intanto gli alberghi saranno falliti. Lo stesso Franceschini ha spiegato in Senato in cosa consiste: «Un tax credit rivolto a tutte le famiglie sotto una soglia di reddito medio basso, in base all’Isee, che varierà in base alla composizione del nucleo familiare. La somma andrà spesa entro il 2020 in tutte le strutture ricettive. Abbiamo scelto le strutture ricettive perché devono comunicare entro 24 ore i dati anagrafici dell’ospitato alla questura e pagano la tassa di soggiorno. Questo assicura l’assoluta trasparenza». Così dice il ministro. Ma davvero le famiglie con reddito basso in questo momento hanno come priorità le vacanze? E poi, in sostanza, il denaro va prima speso, a fronte di una promessa di rimborso…

Sanificazione e appelli ai turisti, in attesa di un aiuto

Nei mesi scorsi intanto le strutture hanno tentato di ricorrere a rimedi tampone per evitare di salvaguardare incassi e posti di lavoro. L’appello ai turisti è quello di non cancellare le prenotazioni e chiedere invece un cambio data. In caso di cancellazione a seguito di eventi a loro volta cancellati e simili situazioni, invece, si potrà ricevere un “voucher salva-vacanza”, da spendere in seguito. Stesso appello per chi non ha ancora prenotato: approfittare di una soluzione flessibile concessa dalle strutture per poter cambiare successivamente le date del soggiorno senza penali in caso di necessità.

Intanto, Federalberghi, Confindustria alberghi ed Assohotel hanno inviato a Governo e Regioni un protocollo nazionale in tema di prevenzione contro la diffusione del covid 19 nelle strutture ricettive, utile a far sentire più protetti gli eventuali ospiti in arrivo al momento della riapertura.

Ma come si riparte senza ospiti?

Dalla Liguria a Rimini, la situazione è identica: a che serve ripartire in sicurezza senza ospiti?

In Liguria circa 190 albergatori savonesi associati all’Unione Provinciale Albergatori (Upa) hanno partecipato ad una videoconferenza con il presidente della Regione Giovanni Toti. Il presidente dell’Upa Angelo Berlangieri ha così riassunto la situazione: «Il presidente ci ha spiegato i provvedimenti messi in campo dalla Regione per far fronte a questa nuova fase emergenziale. Al momento sappiamo che sino al 18 maggio nessuno si potrà muovere per fare delle vacanze e quindi siamo, di fatto, chiusi».

Dopo il 18 maggio non si sa cosa accadrà. Gli alberghi sanno che devono attrezzarsi per garantire le misure di sicurezza previste, ma a chi lo garantiranno se gli ospiti non arrivano?

Non va meglio a Rimini. L’Associazione Italiana Albergatori locale ha lanciato un sondaggio e il risultato è eloquente: su 170 associati, solo il 20% dei 144 che hanno risposto pensa di riaprire. 8 strutture su 10 sarebbero quindi chiuse.

Le risposte di Franceschini

Torniamo alle promesse del ministro, annunciate il 6 maggio. Innanzitutto si parla di un riconoscimento economico alle imprese con un forte calo del fatturato, che dovrebbe essere a fondo perduto. In secondo luogo, un sostegno per chi ha dovuto sostenere costi di affitto a fronte di una struttura chiusa. Infine, il già citato “bonus vacanze” da spendere entro fine anno. Ma ci sarebbero spiragli anche per le strutture alberghiere che non hanno chiuso a seguito dell’ordinanza, quindi non hanno avuto il riconoscimento di credito d’imposta per l’affitto ma hanno aperto per fare un servizio, non per ospitare clienti. Ma, appunto, siamo già a maggio.