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Aggiornato: 20 min 25 sec fa

Erica Alfaro, la festa di laurea nel campo di fragole con i genitori immigrati: “Credete nel futuro”

Gio, 05/30/2019 - 18:15

Non saranno quelli cantati dai Beatles, ma Erica Alfaro, 29 anni e già un figlio di 13, ne è certa: non dimenticherà mai i campi di fragole infiniti della bassa California, dove i suoi genitori si sono spaccati la schiena per decenni a raccogliere frutta, pur di garantirle un futuro. E per questo ha chiesto a papà Claudio e mamma Teresa — 51 e 50 anni, emigrati da Oaxaca, Messico, nel 1990 — di posare per la sua foto di laurea proprio in uno di quegli orti dove hanno lavorato a lungo.

Eccoli dunque gli Alfaro, fra le fila ordinate di piante verdi punteggiate di frutti maturi, in quella foto che prima ancora di finire esposta sulla parete di una casa modesta, è diventata virale sui social, facendo il giro del mondo. Al centro c’è Erica, radiosa nella sua toga, il tocco in testa e la sciarpa, manco a dirlo, color fragola. A stringerla Claudio e Teresa, i genitori analfabeti e dalle mani callose, dritti e fieri nei loro abiti da lavoro. Sullo sfondo gli orti di Carlsbad, sobborgo di quella San Diego dove la giovane si è laureata in psicologia il 19 maggio. «Dedico la mia laurea ai sacrifici fatti dai miei genitori, venuti in questo paese per darci un futuro migliore» scrive Erica, sotto quell’immagine diffusa su Facebook e Instagram. E prosegue: «Se condivido questa foto è perché voglio incoraggiare gli studenti che non hanno i documenti in regola, le ragazze diventate madri troppo presto, le vittime di violenze domestiche a credere nel futuro e a battersi per finire gli studi. Come me, ce la potete fare».

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È la capitale europea con la migliore gestione dei rifiuti

Gio, 05/30/2019 - 15:00

Per una volta tanto, al vertice delle classifiche europee non c’è una capitale nordica. A essere chiamata a modello per una gestione virtuosa dei rifiuti è la mediterranea e balcanica Lubjiana. La capitale della Slovenia è ad oggi la prima capitale europea a aver dichiarato di voler raggiungere l’obiettivo di rifiuti zero entro il 2030.

L’obiettivo è ambizioso, ma non impossibile, almeno non per gli sloveni che negli ultimi anni hanno dimostrato di poter raggiungere ottimi risultati nel settore. Già oggi Lubjiana, ex ultima della classifica, raccoglie separatamente il 65% dei suoi rifiuti urbani (laddove il livello medio nel resto dell’Unione è di poco superiore al 40%) e punta al 78% entro il 2025.

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Epilessia e autismo: individuata nuova causa in un gene

Gio, 05/30/2019 - 15:00

I ricercatori dell’ospedale pediatrico Giannina Gaslini di Genova hanno individuato in un gene una nuova causa di epilessia e autismo infantile. Lo studio, pubblicato sull’American Journal of Human Genetics, è stato condotto da Vincenzo Salpietro, ricercatore pediatra presso l’Unità operativa complessa di Neurologia pediatrica e malattie muscolari del Gaslini e dell’Università di Genova in collaborazione con il Laboratorio di Neurogenetica dell’University College of London (UCL) diretto dal professor Henry Houlden e con il Laboratorio di Biochimica della stessa università diretto da James Rothman, premio Nobel per la Medicina 2013 per le sue scoperte in merito alla trasmissione delle sinapsi, che rappresentano la sede della comunicazione e del passaggio dei segnali tra i neuroni.

Comunicazione anomala tra sinapsi

I ricercatori hanno studiato un gruppo di bambini affetti da autismo, epilessia resistente ai farmaci, disturbi del linguaggio e disordini del movimento provenienti da Italia, Spagna, Francia e Stati Uniti e hanno identificato, grazie a tecnologie di analisi genetiche di nuova generazione, mutazioni in un gene chiamato VAMP2. Gli effetti delle mutazioni rilevate hanno messo in evidenza un’anomala comunicazione tra neuroni a livello delle sinapsi causata da una possibile alterazione del corretto rilascio di particolari strutture (le “vescicole”) che trasportano i neurotrasmettitori.

Terapie più precise e personalizzate

Con l’utilizzo delle nuove tecniche di sequenziamento del Dna sono sempre più i casi di patologie neurologiche rare che possono essere diagnosticate da un punto di vista molecolare, con importanti ricadute sul decorso della malattia e in certi casi anche per la terapia dei bambini affetti da queste patologie. «Questa ricerca conferma l’importanza del ruolo delle sinapsi nei disordini del neurosviluppo – afferma Carlo Minetti, direttore scientifico dell’Istituto Gaslini -. Oggi trovare il gene difettoso che causa queste rare patologie ci offre la grande opportunità di poter fornire alle famiglie possibili informazioni sull’evoluzione della malattia, e in alcuni casi terapie ‘di precisione’ che tengono conto delle differenze individuali e possono talvolta fornire strategie di prevenzione per le famiglie e cure personalizzate per ogni bambino».

Emicrania con aura: colpa di una neuroinfiammazione

Gio, 05/30/2019 - 14:04

Colpisce prevalentemente le donne a livello di un lato o a livello del lobo frontale e normalmente si manifesta per la prima volta nella fascia d’età compresa tra i 20 e i 50 anni. Nell’ emicrania con aura, la comparsa del mal di testa è preceduta da diversi disturbi (sintomi) premonitori come, ad esempio, la visione di flash luminosi, nausea, vomito, sensibilità aumentata ai rumori. Secondo un recente studio, proprio l’emicrania sarebbe associata a neuroinfiammazione, il che suggerisce una probabile connessione con l’attività cerebrale e l’attivazione gliale. Queste le conclusioni di uno studio condotto su 29 soggetti, tutti affetti da emicrania con aura. Secondo l’autrice Nouchine Hadjikhani, della Harvard Medical School, tutti i soggetti presentavano neuroinfiammazione a livello delle aree cerebrali che processano il dolore, ed anche di aree che sono state coinvolte nella patogenesi della CSD. Questa consiste in una temporizzazione anomala dei neuroni, la cui attività si diffonde ai neuroni adiacenti con una velocità di circa 3-5 mm al minuto; se essa avviene a livello della corteccia visiva, il paziente avverte uno scintillamento che parte dal centro del campo visivo e si muove in direzione periferica. La correlazione fra CSD ed aura emicranica risale al 2001, ma non era noto cosa accadesse fra questo evento e la cefalea, e non sussistevano neanche prove dirette di infiammazione cerebrale. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Neurology online 2019.

FONTE: CLICMEDICINA.IT