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Aggiornato: 1 ora 19 min fa

Il gatto-volpe esiste davvero e vive in Corsica

Sab, 06/22/2019 - 19:00

Sulle montagne della Corsica è stata avvistata una nuova specie: il gatto-volpe.

A vederlo potrebbe sembrare un micio qualsiasi, ma se lo si osserva bene saltano all’occhio delle caratteristiche particolari. Intanto ha dei denti canini molto più lunghi rispetto ai gatti comuni. Anche la coda risulta differente, con diversi anelli di colore più scuro e la punte nera. Il pelo è setoso e fitto, così da riuscire a respingere le zecche, pidocchi, pulci e altri tipi di parassiti. Le orecchie sono larghe, le zampe posteriori sono scure e quelle anteriori invece tigrate. Anche la lunghezza è diversa, 90 centimetri dalla testa alla coda. Praticamente è un miscuglio tra un comune gattino da appartamento e una bella volpe selvatica.

Per anni ritenuto solo una leggenda, dal 2016 i ranger sono riusciti a catturarne 12 esemplari nelle foreste nel nord della Corsica. In tutto ne sarebbero stati avvistati sedici. Tutti i soggetti catturati sono stati presi con metodi assolutamente non violenti e rilasciati subito dopo essere stati studiati. Gli esami effettuati hanno rilevato che il Dna di questi gattoni particolari e bellissimi, non è uguale a quello del nostro micio. Molto più simile al gatto selvatico africano, felis silvestris lybica, che al cugino europeo, felis silvestris silvestris.

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Aria condizionata e schermi, doppio stress per gli occhi

Sab, 06/22/2019 - 16:00

Aria condizionata e schermi, doppio stress per gli occhi: quando in estate aprire le finestre non migliora la situazione di caldo opprimente di case e uffici, ci chiudiamo dentro sparando l’aria condizionata al massimo. Un classico, che se associato al trascorrere di ore davanti allo schermo di un computer o del nostro smartphone, può creare un doppio stress per gli occhi

La situazione peggiora in presenza di un difetto di vista non corretto e si aggrava se la luminosità della stanza è disomogenea, soprattutto rispetto allo schermo del computer. A sottolineare la necessità di proteggere gli occhi in estate, non solo dai raggi del sole, è Gianluca Manni, docente di Clinica oculistica dell’università di Roma Tor Vergata. «In realtà – spiega all’AdnKronos Salute – l’ aria condizionata ha sugli occhi gli stessi effetti collaterali del riscaldamento elevato d’inverno. Si tratta di microclimi che tendono a far asciugare il film lacrimale che protegge la cornea. Si determina infatti un’evaporazione più elevata del film. Questo ci induce a sbattere più frequentemente le palpebre per umidificare ed evitare la sensazione di corpo estraneo o di sabbia negli occhi dovuto alla disidratazione. In questo caso è utile istillare negli occhi lacrime artificiali senza conservati. E se il sintomo persiste, serve consultare l’oculista».

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Gli agricoltori nel Salento che hanno deciso di coltivare utilizzando meno acqua possibile

Sab, 06/22/2019 - 12:30

Due generazioni di agricoltori pugliesi mi hanno raccontato come si fa a coltivare senza irrigare. E come spesso accade, le buone pratiche ambientali vengono dal passato.

In un momento storico cruciale, in cui i cambiamenti climatici non possono più essere ignorati, ogni azione che sostiene l’ambiente va valorizzata e conosciuta meglio. Da quando ci siamo ‘svegliati dal torpore’ – forse ancora non abbastanza – ogni giorno veniamo bombardati da consigli e pratiche per diminuire il nostro impatto sull’ambiente, vediamo addirittura comparire strani piatti realizzati con foglie sulle nostre home di Facebook e Instagram. Ma, se alcune pratiche a favore dell’ambiente, si basassero sul solo recupero di antiche tecniche dimenticate nel corso dei decenni? È il caso dell’aridocoltura.

L’aridocoltura è una tecnica recuperata, il Salento è una regione priva di corsi d’acqua. C’è acqua, ma è tutta sotterranea. Oggi ci sono i pozzi, ma un tempo bisognava centellinare ogni litro d’acqua, per esempio la stessa bacinella d’acqua in cui si lavavano 5 persone, veniva poi riutilizzata per irrigare i campi.

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Anticitera, l’isola greca paradisiaca cerca (disperatamente) abitanti

Sab, 06/22/2019 - 09:00

Si chiama Antikythera, è un pezzetto di terra in mezzo al Mediterraneo e conta poche decine di abitanti. Chi l’ha visitata parla di un vero e proprio paradiso terrestre: scogliere a picco sul mare, spiagge mozzafiato, mare pazzesco e tranquillità. È un’isola greca, ma non ha niente a che fare con il caos e la confusione delle cugine Mykonos e Santorini.

Anticitera – questo il nome italiano dell’isolotto – si trova non troppo lontano da Creta, a sud del Peloponneso, ed è a corto di abitanti: in tutto ce ne sono una trentina. Solo tre bambini, tanto che le porte della scuola sono rimaste chiuse per oltre venti anni Insomma, il futuro dell’isola è segnato, se qualcuno non decide di prendere un traghetto e mettere radici lì.

Ed è proprio questo il fine della campagna lanciata: il ripopolamento dell’isola per assicurare un minimo di ricambio generazionale. L’appello è stato lanciato sul Los Angeles Times, in cui si legge che l’isola ormai è un posto per pensionati. La maggior parte delle persone, nel bel mezzo della crisi economica, hanno deciso di lasciare Anticitera in cerca di fortuna altrove.

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Vinci solo se fai la pace con te

Sab, 06/22/2019 - 08:00

Anche quest’estate terrò con i miei collaboratori ad Alcatraz un corso di Yoga Demenziale… Ne ho fatti più di 300 in 32 anni, un bel numero…
E sempre cerco di sfruttare le domande che mi vengono fatte per cambiare punto di vista e valutare aspetti che non avevo osservato con attenzione.
Stavo parlando della comunicazione non verbale e di come, con micro cambiamenti delle espressioni del viso, della posizione del corpo e della tonalità della voce comunichiamo con le persone che ci sono di fronte.
Se sono in spiaggia e incontro una persona che non conosco, in costume da bagno, ho pochi elementi razionali per capire se è ricco o povero, colto o ignorante; ciononostante, in pochi secondi, mi basta guardarla muoversi e ascoltare la sua voce per decidere se mi sta simpatica o no.
Si tratta di un giudizio elaborato dalla nostra mente non razionale, istintiva, animale, che si basa su segnali corporei che durano centesimi di secondo e che la mente razionale, evoluta, non è in grado neppure di registrare.
Stavo dicendo che se è vero che questi segnali esistono e sono evidenti e potenti, quello che si racconta nei telefilm, sulla lettura del linguaggio corporeo, è esagerato proprio perché solo rivedendo un video girato a mille fotogrammi al secondo si possono vedere questi segnali. Pensare di poterli leggere e di controllare le risposte corporee è un’illusione (che ha travolto la vita di molti che usano malamente varie “tecniche psicologiche” come la Pnl, Programmazione Neuro Linguistica).
Un giovane mi ha chiesto quale sia il sistema per ottenere una comunicazione non verbale più efficace e positiva.
Ho risposto che in effetti non lo so e non credo che ci sia un modo, anche se il mercato è pieno di imbonitori che vendono trucchi per rendere più potente e persuasivo il proprio linguaggio corporeo. Ma non funzionano. Proprio perché la comunicazione corporea è troppo veloce, sequenze di pochi centesimi di secondo.
Mentre parlavo mi è poi venuto in mente che nel 1976 ero stato molto impressionato da un articolo che raccontava di un giovane imprenditore che teneva personalmente corsi ai suoi venditori, insegnando tecniche di manipolazione non verbale. Entrava nei dettagli minimi, ad esempio spiegando che non si deve appoggiare la propria borsa sulla scrivania del cliente perché è un gesto invasivo. La borsa va appoggiata per terra così da chinarsi più volte per estrarre dépliant e formulari, eseguendo in questo modo una movenza di inchino e di offerta che sottintende sottomissione.
Quell’imprenditore si chiamava Silvio Berlusconi. E certamente le sue tecniche relazionali gli hanno dato notevoli vantaggi immediati. Ma vediamo anche che negli anni non gli hanno evitato di circondarsi di profittatori, succhiasoldi, traditori e persone che al posto del cuore hanno il tassametro… Sai quanto si sarebbe divertito di più Berlusconi se invece di fare il grosso fosse venuto a darmi una mano ad Alcatraz? Magari avrebbe guadagnato un po’ meno… Ma cosa c’è che ti puoi comprare con 7 miliardi di euro che non ti puoi comprare con 100 milioni di euro? (come chiese uno dei due fratelli McDonald all’altro fratello, mentre discutevano sulla possibilità di vendere la loro catena di paninerie rinunciando a possibili immensi guadagni successivi, per ritirarsi dall’attività lavorativa e darsi alla bella vita).
Se il tuo scopo è quello di vivere in armonia con gli altri, i trucchi dei mercanti di persuasione è meglio che li lasci perdere. Ti portano fuori strada. Generalmente non funzionano (Silvio era un grande persuasore istintivo); e se poi, puta caso, funzionano sei nella merda.

Alcune correnti della cultura orientale si sono occupate a fondo di questa questione.
Secondo alcune fazioni taoiste e la gran parte dei Trukese e degli Yapese (popoli semi matriarcali e pacifici della Micronesia), il problema dell’essere umano è che siamo abitati da molte identità. È una realtà che tutti sperimentiamo quando dobbiamo prendere alcune decisioni sulle quali siamo (appunto) divisi. Una parte di me vuole andare al mare, un’altra no, un’altra è dubbiosa.
Essi credono che questa discussione interiore, questa molteplicità di punti di vista dentro se stessi, sia una questione centrale per il benessere umano.
C’è chi vuole dimagrire e allora apre una vera e propria guerra contro la propria identità golosa, la chiude in gabbia.
E quella cerca continuamente di evadere e buttarsi dentro il frigorifero allo scopo di devastarlo.
Non riesci a odiare una parte di te e a reprimerla senza odiarti. E finisce che fai una serie di azioni e lanci una serie di messaggi corporei contro di te.
E questo fa male alla salute e ti procura storie sgradevoli.
L’obiettivo della vita, secondo questi saggi, è proprio riuscire a conoscere e comprendere le proprie identità e arrivare a un accordo, a una mediazione. Magari mangi un po’ di meno ma solo cose sopraffine, così che anche il goloso che è in te ha la sua soddisfazione e il riconoscimento dei suoi diritti.
Esiste una corrente di pensiero all’interno del Kung Fu che ha portato alla creazione in Giappone dello Judo e dell’Aikido. Si tratta di due scuole di arti marziali che non prevedono colpi d’attacco ma solo di difesa.
L’idea soggiacente è che l’essere umano sia sostanzialmente, naturalmente, istintivamente buono, cooperativo e solidale. E anche il più cattivo dei malvagi, che per essere così stronzo deve avere una terribile guerra interiore, quando ti aggredisce sente la sua reclusa identità gentile che protesta e percepisce un sordo senso di colpa. Quindi il violento quando ti attacca è diviso in due. Hai contro due identità, due poli energetici. E questo toglie forza all’aggressore.
Se tu sei in uno stato di pace con le tue identità e i tuoi desideri, se tu non odi l’aggressore, se tu semplicemente difendi il tuo diritto alla vita, allora sei una persona sola, sei uno. L’aggressore colpisce con una sola identità, l’altra sua identità non partecipa. Combatti ogni volta con le tue due metà unite. Lo scontro è sempre 2 contro 1.
Inoltre quando l’aggressore tenta di colpirti deve entrare nel tuo spazio vitale. Tu sei già lì. Quindi tu sei sempre non solo più forte (2 contro 1) ma anche più veloce. Quindi puoi dargliele di santa ragione. E con questo discorso si capisce anche perché esiste il modo di dire “di santa ragione”: si dice così proprio perché quando gliele dai al malvagio non hai tentennamenti, perché hai ragione.
Creare pace tra le proprie diverse aspirazioni, capire e accettare anche le nostre identità strampalate, volersi bene, sono le uniche azioni che possono influire veramente, in modo positivo, sulla nostra comunicazione non verbale, sull’immagine di noi che proiettiamo agli altri e anche sul nostro carisma. Le persone adorano chi è un essere umano intero.
La scissione dell’anima ti contamina.
Ascoltare i nostri desideri profondi ci permette di ascoltare e capire quelli delle persone che amiamo: è conveniente in maniera pazzesca! (se vuoi vivere gradevolmente).
Mio padre mi ha sempre detto: “Fai quel che vuoi che campi di più”. L’arte è capire cosa vuoi.

Vedi anche: Perché non credi al potere dei tuoi muscoli
Ci pensi tu a distruggere la tua vita o ti fai aiutare da qualcuno?
Scacco matto spirituale in 4 mosse 
Quanto è creativa la tua tribù?
Come compiere miracoli e altre cose facili da fare
La mente mente continuamente?
Il pensiero che guarisce
Avere sempre ragione fa malissimo alla salute

Un gioiello, un’Avventura di latta

Sab, 06/22/2019 - 05:05

In Via Tribunali 188 a Napoli si trova il Laboratorio l’Avventura di Latta dove ragazzi italiani e immigrati creano gioielli, vasi, lampade lavorando metalli poveri e di riciclo.

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Smartphone, della loro intensa vita notturna sappiamo poco o niente

Ven, 06/21/2019 - 21:25

Un giornalista del The Washington PostGeoffrey Fowler, ha affidato, verso la fine del mese di maggio, il suo fidato iPhone alle cure di un esperto di sicurezza per un esperimento tanto suggestivo quanto inquietante: tenerlo sotto controllo, soprattutto quando lasciato solo, e vedere se, di notte, facesse circolare dati e trasmettesse informazioni di sua iniziativa. E a loro insaputa. Fowler e il suo tecnico hanno scoperto, verso le quattro del mattino, che il telefono era, da ore, particolarmente impegnato a trasmettere dati a destra e a manca.

Molte app, con il telefono inutilizzato, inviavano informazioni sul modello, sui suoi contenuti e sui dati del proprietario a decine di società in tutto il mondo. A viaggiare, col calare della sera, erano numero di telefono, indirizzo e-mail, l’esatta posizione geografica del dispositivo, i codici identificativi e l’indirizzo IP. Molti di questi dati venivano inviati ogni cinque minuti, per garantire un processo costante di aggiornamento delle informazioni.

La scoperta di questa vivace vita notturna del telefono mentre lui dormiva ha spinto il giornalista a porsi delle domande che, in effetti, ci dovremmo porre tutti: quando queste informazioni sono trasmesse, vengono eliminati tutti i dati che ci potrebbero identificare (e, quindi, nonostante questa intensa attività di comunicazione verso l’esterno, la nostra privacy sarebbe rispettata) o, al contrario, queste app trasmettono anche dati che ci rendono chiaramente identificabili? 

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Cosa penso della maturità

Ven, 06/21/2019 - 16:00

Maturità 2019, Esami di stato! #studentinonesperimenti

Fonte: canale YouTube di tommycassi

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Parroco di Lampedusa dorme sul sagrato «Fin quando profughi Sea Watch non scenderanno a terra in un porto sicuro»

Ven, 06/21/2019 - 15:00

La notte è passata e siamo all’ottavo giorno di stallo: la Sea Watch 3 è ancora bloccata in acque internazionali, con a bordo salvati e salvatori. Continueremo a dormire sul sagrato della Chiesa finché non sarà consentito loro di scendere a terra in un porto sicuro”.

È l’annuncio del parroco di Lampedusa don Carmelo La Magra che la notte scorsa ha dormito, con un gruppo di attivisti di Forum Solidale Lampedusa e alcuni turisti, sul sagrato della chiesa San Gerlando.

Il nostro è un semplice gesto di solidarietà nei confronti di persone che stanno soffrendo inutilmente – dice il parroco – Mettiamo simbolicamente in gioco i nostri copri nel tentativo di dare visibilità e voce agli ultimi della terra, nostri fratelli e sorelle, nostri simili”.

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Un giorno di lavoro alla settimana è la dose più “efficace” per la salute mentale

Ven, 06/21/2019 - 13:42

Solo un giorno di lavoro a settimana è la “dose più efficace” per dare benefici per la salute mentale del lavoro retribuito, suggerisce la ricerca. Uno studio ha indicato che il rischio di problemi di salute mentale si riduce del 30% quando le persone passano dalla disoccupazione o dalla genitorialità domiciliare a un lavoro retribuito di otto ore o meno a settimana.

Ma i ricercatori delle università di Cambridge e Salford non hanno trovato prove del fatto che lavorare per più di otto ore abbia fornito ulteriori stimoli al benessere. I sociologi avevano deciso di definire un “dosaggio” raccomandato di esso per un benessere ottimale e le loro scoperte sono pubblicate sulla rivista Social Science And Medicine.

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Oggi è la prima giornata mondiale dedicata alla giraffa

Ven, 06/21/2019 - 11:31

Il 21 giugno si celebra la prima edizione della Giornata mondiale della giraffa, istituita dalla Giraffe Conservation Foundation (Gcf) con l’obiettivo di raccogliere fondi per proteggere questi animali. All’iniziativa, che ha riscosso consensi in tutto il mondo, hanno aderito governi, associazioni non governative e organizzazioni ambientaliste.

La situazione è piuttosto critica: dagli anni Novanta a oggi la popolazione in natura delle giraffe è scesa da 140mila a 80mila esemplari, una diminuzione di circa il 40% in poco più di vent’anni.

Se non si dovesse invertire la tendenza, secondo gli scienziati l’estinzione di questo animale potrebbe avvenire molto presto. Le cause principali del rapido declino sono da imputare alla perdita dell’habitat e al bracconaggio. Quindi, all’uomo. Continua a leggere e guarda la gallery [Fonte: La prima giornata mondiale dedicata alla giraffa– WIRED di Daniele Biaggi]

Panoramica dalla stampa nazionale:

  • LA SILENZIOSA ESTINZIONE DELLE GIRAFFE, SONO CIRCA 68 MILA QUELLE LIBERE IN NATURA […]  Cinque curiosità sulle giraffe:

1. Collo lungo e cuore grande – Il collo lungo è la caratteristica distintiva delle giraffe ma forse non molti sanno che questi eleganti mammiferi hanno solo sette vertebre cervicali, esattamente come l’uomo, con la differenza che ogni vertebra di giraffa misura fino a 25 centimetri. Ma hanno anche un gran cuore: a causa della loro particolare morfologia, le giraffe possiedono un sistema cardiovascolare altamente specializzato, con un cuore che pesa 11 chili ed è lungo 60 centimetri.

2. Veloci a scappare ma non indifese – Sulle brevi distanze, le giraffe riescono a correre a una velocità di 56 chilometri orari; quindi, se vengono attaccate da un predatore, sono più propense a scappare piuttosto che a reagire ma non per questo sono indifese. Un calcio veloce sferrato dalla lunga zampa di una giraffa, infatti, può ferire gravemente o perfino uccidere un leone.

3. Acqua ogni due giorni ma tanto cibo – Sembra incredibile, ma le giraffe hanno bisogno di bere solamente una volta ogni due giorni: la maggior parte dell’acqua di cui hanno bisogno, infatti, proviene dai vegetali che fanno parte della loro dieta. Il fatto di doversi abbeverare così poco è un fattore positivo: la lunghezza del collo non rende facile abbeverarsi e la posizione che la giraffa è costretta ad assumere in queste occasioni la rende più vulnerabile ai predatori.

4. Un brusco benvenuto per i cuccioli – Quando una femmina di giraffa sta per dare alla luce i suoi cuccioli, raggiunge spesso il luogo in cui lei stessa è nata. Qui i neonati ricevono un brusco benvenuto al mondo, dal momento che cadono da circa un metro e mezzo d’altezza ma i cuccioli di giraffa sono in grado di alzarsi in piedi e camminare già dopo un’ora dalla nascita.

5. Stese a dormire ma solo per pochi minuti – Le giraffe di solito dormono in piedi, anche se in alcuni casi è possibile trovarle accoccolate al suolo, ma solo per riposi davvero brevi, di circa 6 minuti, perché si tratta di una posizione che le rende vulnerabili. Continua a leggere [Fonte: REPUBBLICA.IT

  • JOEL SARTORE E IL PROGETTO PHOTO ARK. Un database fotografico di tutte le specie animali in via di estinzione. 10 anni fa il fotografo Joel Sartore ha dato vita a un’impresa “biblica”: fotografare 12mila specie di animali in via d’estinzione. Con lo scopo di documentare la biodiversità del nostro pianeta e sensibilizzare alla conservazione della specie, ha cominciato fotografando una talpa senza pelo in uno zoo del Nebraska, e il suo viaggio lo ha portato in 40 Paesi – dall’ Antartide alla Foresta Amazzonica – girando gli zoo e gli habitat di tutto il mondo. Continua a leggere
[Fonte: PEOPLEFORPLANET di Simone Canova]

  • GIRAFFE, ELEFANTI E LEONI: LI VEDI OVUNQUE MA QUELLI VERI SPARIRANNO A BREVE Non se ne parla molto, in fondo l’importante è vederli ancora al cinema, come peluche o nelle pubblicità. Ma in realtà sono condannati all’estinzione. Giraffe, elefanti e leoni (e molti altri animali “famosi”) sono condannati all’estinzione in natura, anche perché Donald Trump non ha l’hobby del trophy hunting e dunque, in poche parole, chissenefrega.

Il trophy hunting è quell’attività regolamentata che consente a ricchi stranieri di andare in Africa a uccidere esemplari selezionati, magari anziani o malati, al fine di rimpinguare le casse dei parchi che ospitano gli ultimi animali-simbolo (detti anche big 5: leone, leopardo, giraffa, bufalo ed elefante). È una pratica tristemente fondamentale per la loro sopravvivenza, e presidenti Usa molto poco ambientalisti, ma pur sempre amanti del trophy hunting, hanno in passato agito al fine di evitare l’estinzione dei big 5. Il tema è fondamentale quando si parla di protezionismo. L’errore più grande che potremmo fare, da occidentali, è quello di disprezzare i bracconieri e accusarli di essere il male. Si tratta spesso di uomini e donne che semplicemente vedono nella caccia illegale l’unica possibile risorsa per sopravvivere. In Kenya, Mozambico e Zambia, nulla ha aiutato a fermare il bracconaggio come dare loro un’alternativa, ad esempio – paradossalmente – arruolarli come guardie forestali nei parchi: questo ha ridotto del 90% il numero degli animali uccisi (fonte: Earth.com). In fondo il turismo da safari fotografico è attualmente una delle poche ricchezze di quelle terre. Continua a leggere [Fonte: PEOPLEFORPLANET di Michela Dell’amico]

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Workshop teatrale con Lucia Vasini, Mario Pirovano e Jacopo Fo

Ven, 06/21/2019 - 11:27

Lucia Vasini, Mario Pirovano e Jacopo Fo vi accompagneranno in un percorso che toccherà gli aspetti fondamentali della recitazione. Verrà affrontato l’argomento “teatro” sotto vari punti di vista: lo spettacolo, il gioco, la scrittura e la rappresentazione di un testo teatrale, la recitazione, la regia, l’interpretazione, la costruzione dello spazio scenico e della relazione con il pubblico, i movimenti scenici, la maschera nella commedia dell’arte e l’importanza della mimica facciale, l’uso della voce, la gestualità e la valorizzazione della espressioni.
Si parlerà di teatro e arte, di passione e emozioni, di empatia e comunicazione.
I partecipanti potranno misurarsi direttamente con la recitazione, la mimica e la dialettica di scena e potranno assistere a spettacoli messi in scena da Lucia Vasini, Jacopo Fo e Mario Pirovano.
Un’esperienza unica: un insegnamento fuori dagli schemi della lezione classica. Condividendo momenti della giornata, facendo prove, ascoltandosi e ascoltando gli altri, imparando dagli errori di tutti, vivendo insieme momenti di allegria e giochi, si vivrà l’atmosfera festosa di una Compagnia Teatrale immergendosi completamente nel gioco del teatro grazie a quel capolavoro che è la vita!
Mettendo in pratica fin da subito gli insegnamenti ricevuti si vedrà come il testo iniziale viene rimodellato e riscritto via via che lo si prova di fronte a un pubblico; e come il modo di raccontare sia dettato dal racconto e possa trovare un suo naturale equilibrio proprio a partire dal senso di quel che si vuole dire. Infatti, come ci insegna il teatro di Dario Fo e Franca Rame, anche la scelta dei canoni estetici non deve avvenire per arbitrario gusto formale, ma è insita nel discorso stesso che si vuole rappresentare.

WorkShop Teatrale organizzato in collaborazione con la Compagnia Teatrale Fo Rame e con Corvino Produzioni

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Lercio e lo sbarco sulla Luna: al Falseum ritorna il “Fake”

Ven, 06/21/2019 - 09:41

Tre giorni dedicati al concetto di falsità, nelle svariate forme in cui si manifesta. Da domani (venerdì) a domenica al «Falseum: il museo del falso e dell’inganno» di Verrone, è in programma una nuova edizione di «Fake».

Organizzato con il Comune e in collaborazione con Turismo in Langa, l’evento propone incontri, letture, conferenze e laboratori e avrà tra i suoi ospiti il Cicap, Lercio e il «Museo della magia» di Cherasco.

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Puglia, lo streeet food arriva in spiaggia: mozzarella e focaccia sotto l’ombrellone

Ven, 06/21/2019 - 08:00

In Puglia Marco Valente, forte del successo del proprio brand in tutta Italia, ha deciso di portare al mare i prodotti del suo caseificio di famiglia “San Marco”.

A bordo di un apecar il 39enne tarantino ha inventato un nuovo target di street food con la sua “Mozzapella”, la prima in Italia nel suo genere.

“Non riuscivo a stare fermo sul posto di lavoro, ho cominciato a viaggiare e partecipare a fiere, e mi è piaciuto tanto stare a contatto con la gente.”– racconta Marco a Repubblica “Ho pensato che fosse meglio di un punto vendita, con i rischi connessi sia per la scelta del posto che per le spese esagerate. E allora ho scelto di fare l’ambulante”.

Prima la scalata nel nord Italia dove i prodotti San Marco sono diventati una realtà consolidata, poi il ritorno al sud e l’idea dell’apecar in spiaggia.

La prima tappa di Mozzapella è stata Taranto, città originaria dell’attività aperta nel 1968 dal nonno di Marco.

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Zero waste life: sprecare meno con Instagram

Ven, 06/21/2019 - 02:52

Selfie, cibo, cani e gatti. Instagram non è solo questo. Il social network nato per dare importanza soprattutto alle immagini è in grado, proprio grazie a queste, di darci anche molte informazioni interessanti, in base a ciò che ci interessa. Uno strumento utile che, in una sola occhiata, ci può aiutare a trovare molti suggerimenti preziosi per imparare, ad esempio, a sprecare meno.

Come fare: basta seguire gli hashtag giusti

L’hashtag, il simbolo che noi in italiano abbiamo chiamato fino a poco tempo fa “cancelletto” (questo: #), è quello che viene messo davanti a un nome o a un tema quando viene pubblicato uno scatto su Instagram, e può aprirci diverse strade per trovare informazioni interessanti.

Da qualche tempo a questa parte su Instagram si possono seguire non solo gli account delle persone, ma anche – appunto – gli stessi hashtag, e con questi, avere una piccola “rassegna stampa” personale sull’argomento che ci interessa.

Un hashtag molto interessante è #zerowaste, che tradotto vuol dire “sprechi zero”, che raccoglie quasi 3 milioni di post e con il quale spesso vengono pubblicati suggerimenti per ridurre gli sprechi nella vita di tutti i giorni.

Conservare il cibo, usare meno contenitori, riciclare

Cosa si trova seguendo questo hashtag? Molte aziende e persone che vendono prodotti riciclati o riciclabili, ma anche suggerimenti su come evitare di comprare merci con packaging inutili. Tanti poi i consigli su come usare prodotti naturali per lavarsi e pulire la casa (ma su questo argomento trovate le pillole di Mamma Chimica su People For Planet che sono imbattibili).

Molti suggerimenti sono sul cibo, e sono molto interessanti quelli sulla sua conservazione. Ad esempio, si scopre che si possono evitare mille sacchetti di plastica per la verdura se la si conserva avvolta in uno straccio umido o in un sacco di stoffa. Oppure, per lavarsi, si può sostituire la propria spugna con un guanto di tessuto lavabile, che si può fare anche con un vecchio asciugamano di cotone. Immagino che stiate pensando “mia nonna ha 90 anni e ha sempre fatto così”. Se non lo facevate più, probabilmente ci vuole Instagram per ricordarvelo.

Photo by Bas Emmen on Unsplash

Unicef e Oms: “Nel mondo 1 persona su 3 senza acqua potabile sicura”

Gio, 06/20/2019 - 16:30

Per 3 miliardi di persone non è possibile lavarsi le mani disponendo di acqua e sapone in casa”

Nel mondo, una persona su tre non ha accesso all’acqua potabile sicura. Lo rivela il rapporto ‘Progress on drinking water‘, di Unicef e Organizzazione mondiale della sanità, che punta i riflettori sulle disuguaglianze nell’accesso alla risorsa acqua. Non solo: “Più della metà del mondo – denunciano – non ha accesso a servizi igienico-sanitari sicuri“. Il “mero accesso all’acqua non basta. Se è sporca o insicura, non stiamo aiutando i bambini a livello globale”, afferma Ann Naylor dell’Unicef.

Infatti, sottolinea Naylor, “se l’acqua non è pulita, sicura da bere o è troppo lontana da raggiungere, e se l’accesso ai servizi igienici è limitato, allora non stiano lavorando a favore delle nuove generazioni”. Secondo il Rapporto, circa 2,2 miliardi di persone a livello mondiale non dispongono di servizi per l’acqua potabile, 4,2 miliardi non dispongono di servizi igienici sicuri. Per 3 miliardi di persone, inoltre, non è possibile neppure lavarsi le mani disponendo di acqua e sapone in casa. Secondo Unicef e Oms, dunque, se “progressi significativi sono stati fatti per l’accesso universale di base all’acqua, ci sono tuttavia grandi differenze nella qualità dei servizi forniti”.

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Donare il sangue: non dimenticare di farlo prima di partire per le ferie

Gio, 06/20/2019 - 15:00

E’ un gesto d’amore verso il prossimo volontario e gratuito. Prima di partire per le vacanze non dimenticate di donare il sangue: d’estate infatti la richiesta aumenta poiché, a causa dello spopolamento delle città, le donazioni calano. Dell’ “oro rosso“, però, c’è purtroppo sempre bisogno, anche nella stagione calda: “Gli ospedali non vanno in ferie, così come i malati cronici e i trapianti. Per questo – afferma Gianpietro Briola, presidente dell’Avis, l’Associazione volontari italiani del sangue – è importante non saltare ai mesi successivi”.

Ogni nuovo donatore è benvenuto

E così ogni nuovo donatore è più che benvenuto. Lo sa bene il Centro nazionale sangue (Cns) che quest’anno in occasione della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue (World Blood Donor Day) che si celebra ogni anno il 14 giugno ha organizzato una campagna di sensibilizzazione diretta in maniera particolare ai giovani, con la speranza di garantirsi una fidelizzazione alla donazione di sangue negli anni a venire.

La campagna per la donazione 2019

La campagna per la donazione di sangue 2019 “Ottieni nuove vite. Dona il sangue” è volutamente ispirata al mondo del gaming e si sviluppa esclusivamente sui social network, allo scopo di creare contenuti condivisibili per raggiungere una platea più ampia possibile e, soprattutto, giovanile, che attualmente è la meno rappresentata tra i donatori di sangue. I donatori nella fascia di età tra 18 e 25 anni e tra 26 e 35 anni sono infatti in calo costante dal 2013 (oggi rappresentano rispettivamente il 12% e il 17% del totale), mentre crescono invece i donatori più ‘anziani’, ovvero quelli di età compresa tra 36 e 45 anni e tra 46 e 55 anni (rispettivamente il 25% e il 29% di tutti i donatori).

Donazioni in aumento

Dai dati presentati dal Cns in Italia nel 2018 è tornato a salire il numero dei donatori di sangue dopo anni caratterizzati dal segno meno: hanno infatti donato il sangue 1.682.724 persone, con un aumento dello 0,2% rispetto all’anno precedente. Attualmente il nostro Paese è autosufficiente per quanto riguarda il sangue, mentre per i derivati del plasma si è raggiunta una copertura del 70% del fabbisogno. “Il sistema italiano – ha detto la ministra della Salute Giulia Grillo – è un modello da seguire. Proprio la candidatura dell’Italia per ospitare il World Blood Donor Day del 2020, così come il nuovo portale sulle donazioni, sono esempi di una collaborazione sempre più stretta fra tutti gli attori del sistema”.

Friuli Venezia Giulia in testa

Il Friuli Venezia Giulia si conferma la regione con il maggior numero di donatori totali, seguito dalla provincia autonoma di Trento e dalla Sardegna. Per quanto riguarda l’andamento 2018, circa metà delle regioni ha fatto segnare un aumento nel numero dei donatori.

I requisiti per donare

Ogni persona in buona salute è un potenziale donatore: per donare il sangue non servono infatti requisiti particolari e la donazione non comporta rischi per la salute. Per diventare donatori è sufficiente aver compiuto 18 anni (e non avere più di 60 anni, la prima volta) ed essere in buona salute.

Il donatore viene sottoposto a un colloquio preliminare con un medico e alla compilazione di un questionario per capire se ha i requisiti per poter donare, dopo di che si procede con la donazione che può essere effettuata non solo nell’ospedale o nei centri Avis della propria città, ma in qualunque presidio abilitato al prelievo, preferibilmente al mattino dopo aver fatto una colazione leggera (per esempio: té o succo di frutta, con un paio di biscotti secchi), portando la carta d’identità.

L’operazione non dura più di 10 minuti e consiste nella raccolta di sangue con materiale sterile e monouso. Tra una donazione e l’altra devono trascorrere almeno 90 giorni per gli uomini e 180 per le donne in età fertile. Importante: se il donatore è un lavoratore dipendente ha diritto a una giornata di astensione dal lavoro (retribuita) ogni volta che dona: basta presentare al datore di lavoro il certificato rilasciato dal presidio dove è stato donato il sangue.

Chi non può donare

Non si può donare il sangue se:

  • si ha un peso corporeo inferiore ai 50kg;
  • si soffre di malattie croniche (diabete, epilessia, malattie autoimmuni, tumori maligni);
  • si ha o si è sofferto di gravi malattie infettive (epatite virale B e C, Aids, sifilide);
  • si ha o si è avuto comportamenti a rischio di trasmissione di infezioni (essere conviventi di persone con epatiti attive o Aids; essere tossicodipendenti).

Ci sono poi periodi di sospensione temporanea prima di poter donare (variano a seconda dei casi), in seguito a infezioni non gravi (influenza, herpes labiale, mononucleosi), a operazioni chirurgiche o esami endoscopici (gastroscopia, colonscopia…), essersi fatti un piercing o un tatuaggio.

La Chiesa potrebbe aprire ai sacerdoti sposati, ma solo in Amazzonia

Gio, 06/20/2019 - 12:15

In un documento preparatorio della prossima riunione mondiale dei vescovi, pubblicato oggi, il Vaticano ha citato la possibilità di nominare sacerdoti uomini già sposati, seppure in circostanze rare e molto circoscritte. Il celibato imposto ai sacerdoti cattolici è in vigore da diversi secoli, e nonostante da anni ne siano contestate le ragioni e la legittimità, finora la Chiesa aveva sempre smentito eventuali modifiche. Il documento in questione sarà utilizzato in vista della prossima riunione, chiamata Sinodo, che si terrà a Roma dal 6 al 27 ottobre e che avrà come tema principale le condizioni del cattolicesimo nella Regione Panamazzonica (che comprende diversi paesi fra cui soprattutto Brasile, Ecuador e Colombia).

Nel documento, scritto dal dipartimento della Chiesa che si occupa di organizzare il lavoro dei Sinodi, si legge che «per le zone più remote della regione, si studi la possibilità di ordinazione sacerdotale di anziani, preferibilmente indigeni, rispettati e accettati dalla loro comunità, sebbene possano avere già una famiglia costituita e stabile, al fine di assicurare i Sacramenti che accompagnano e sostengono la vita cristiana». La misura sarà probabilmente discussa e votata durante le riunioni del Sinodo, e non è ancora chiaro se e con quale margine sarà accettata.

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YouTube sotto indagine per i video dedicati ai bambini

Gio, 06/20/2019 - 10:41

YouTube finisce sotto indagine: la Federal Trade Commission americana sta indagando sulla gestione dei video pubblicati sulla piattaforma e indirizzati ai bambini sia per quanto riguarda i contenuti sia per alcune pratiche commerciali. YouTube rischia una maxi multa e per questo i vertici starebbero già lavorando per introdurre alcune modifiche. Secondo il Wall Street Journal YouTube potrebbe decidere di spostare tutti i video per bambini nella applicazione dedicata YouTube Kids.

[…]L’indagine della Federal Trade Commission è stata avviata dopo che sono state presentate numerose denunce da parte di alcuni gruppi di consumatori e di alcune associazioni per la difesa della privacy: in queste denunce vengono accusati i vertici di YouTube di non proteggere a sufficienza i minori che accedono al servizio di video in streaming, raccogliendo in maniera impropria i loro dati personali. Continua a leggere [Fonte: YouTube sotto indagine sui video per bambini studia modifiche – IL SOLE 24 ORE]

Panoramica dalla stampa nazionale:

[Fonte: YouTube sotto accusa: “Raccoglie i dati dei bambini e li sfrutta per la pubblicità”NEWS24X7

  • CONSIGLI PER NEO-GENITORI, PER USARE LA TECNOLOGIA SENZA ECCESSI NEL PRIMO ANNO DI VITA DEL BAMBINO. Come utilizzare tablet, smartphone e assistenti vocali in modo utile e senza trasformarli in sostituti del gioco.

Il primo sorriso, la prima volta che afferra un giocattolo, fino ai primi passi traballanti alla scoperta del mondo. Il primo anno di vita di un bambino è pieno di momenti emozionanti a cui tanti genitori non possono e non vogliono rinunciare. Per questo motivo il loro fidato smartphone è sempre pronto a immortalare ogni piccola novità con un video o una foto da rivedere tutte le volte che si vuole. Non solo, sono pronti a condividerlo subito sui profili social in attesa di ricevere qualche “Mi Piace” o “Commento” da parte di parenti o amici, per non parlare degli album creati su Cloud da condividere con i nonni.

Il fatto che la tecnologia sia così profondamente radicata nella vita moderna fa emergere nuove considerazioni per i genitori: come può la tecnologia aiutarli durante il primo anno del bambino?

Trovare il giusto equilibrio tra la quotidianità dei genitori e i loro dispositivi digitali può aiutare a definire le giuste basi per intraprendere una sana interazione tra familiari e tecnologia negli anni a venire. Ecco cosa dicono gli esperti.

La prima volta davanti a uno schermo – Secondo l’American Academy of Pediatrics (AAP), i genitori dovrebbero attendere fino ai due anni prima di esporre i bambini ai media-digitali.In altre parole, lasciare tuo figlio di soli 8 mesi a guardare la televisione o con un tablet in mano per far passare il tempo non è una scelta giusta. Non è ancora chiaro se le “App educative” abbiano davvero dei benefici sull’educazione dei più piccoli, ma il suggerimento è quello di usare sempre il buon senso nello stabilire dei confini “digitali”.

Infatti, alcuni studi sostengono che non tutto il tempo trascorso davanti a uno schermo sia dannoso. Continua a leggere [Fonte: NINJAMARKETING di Anna Pisano]

  • CI SEI? CE LA FAI? SEI (DIS)CONNESSO? Contro le dipendenze tecnologiche, il primo “disconnect day” italiano. Il titolo parafrasa un tormentone di una decina di anni fa del comico Pino Campagna per raccontare una nuova tendenza (o una nuova necessità?): a Corinaldo (Ancona) hanno spento smartphone e tablet per vivere una giornata senza l’ossessione di social e mail. Un esempio da seguire.

Disconnettersi dal mondo virtuale per riconnettersi col mondo reale. Spegnere smartphone e tablet per una giornata e impiegare il tempo “salvato” dall’uso dei social per svolgere attività che fino a pochi anni fa erano all’ordine del giorno: guardarsi intorno, passeggiare con le mani vuote e a testa alta, incrociare lo sguardo di chi ci passa accanto. […]

Il rischio-dipendenza – L’iniziativa, spiega l’associazione promotrice, è stata lanciata per farci riflettere su quanto – spesso inconsapevolmente – siamo dipendenti da smartphone e tablet. Leggere un libro o un giornale in metropolitana, scambiarsi sguardi e sorrisi, chiacchierare con chi è in fila con noi alla posta o al supermercato: sono azioni ormai considerate fuori dall’ordinario perché tutti i ritagli di tempo – e spesso non solo quelli – vengono riempiti con l’uso di questi dispositivi con le loro diverse funzioni tra social network, messaggistica istantanea, internet.

Cinque ore al giorno davanti agli schermi – Un problema che riguarda molti adulti, ma che rischia di assumere proporzioni preoccupanti soprattutto in riferimento alle nuove generazioni: secondo l’ultima ricerca dell’associazione Di.Te. realizzata in collaborazione con il portale Skuola.net, i dispositivi tecnologici tra cui smartphone e tablet tengono incollati agli schermi ogni giorno tre ragazzi su dieci tra gli 11 e i 26 anni tra le 4 e le 6 ore.  Continua a leggere [Fonte: PEOPLEFORPLANET di Miriam Cesta]

Le Ricette di Angela Labellarte: cotolette speziate

Gio, 06/20/2019 - 09:25

Ingredienti

Fettine di petto di pollo 4
Yogurt 2 cucchiai
Mezzo limone
Pangrattato 100gr
Polvere tandoori 2 cucchiaini
Sale q.b.
Olio q.b.
Coriandolo per decorare

Preparazione

In una ciotola mescolate lo yogurt, la polvere tandoori, il succo di limone, il coriandolo tritato e il sale.
Marinate le fettine di pollo nella salsa per 15 minuti.
Impanate le fettine nel pangrattato, mettetele in una pirofila con olio e sale, infornate a 220° C per 12 minuti.
Servite con qualche fettina di limone e yogurt (facoltativo).

Foto di Angela Prati