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Aggiornato: 22 min 27 sec fa

Rino Gattuso, altruista e gentiluomo

Mer, 07/03/2019 - 06:04

Molte tra le più importanti squadre di serie A hanno da poco cambiato allenatore. Tra quelli che non vedremo più nel campionato che partirà a fine agosto c’è Rino Gattuso. Ed è un peccato, perché ci vorrebbe più gente come Gattuso, nel calcio e altrove. 

L’ ex “mister” rossonero, infatti, ha lasciato il Milan con un gesto da gentiluomo e da altruista: due qualità oggi non molto diffuse. 

Ha rinunciato a 11 milioni lordi, a patto che 5 milioni lordi venissero usati per pagare subito i suoi collaboratori. In un’epoca in cui dirigenti d’azienda e amministratori delegati si prendono bonus o buonuscite faraoniche per avere fatto carne di porco dei loro dipendenti, un piccolo segno in controtendenza fa piacere.

Altra qualità poco diffusa: Gattuso si è sempre preso tutte le colpe quando qualcosa è andato male, difendendo sempre la sua squadra, senza cercare facili giustificazioni (che pure c’erano : giocatori chiave infortunati per quasi tutta la stagione, lunghi periodi con mezza squadra in infermeria, ecc.). Pochissimi allenatori lo fanno, ma anche pochissimi politici quando perdono le elezioni o dirigenti d’azienda quando la loro società va in crisi.

È andato via lasciandosi alle spalle un risultato più che significativo – 68 punti, con la sua squadra rimasta in lotta per entrare in Champions fino agli ultimi minuti del campionato scorso: nel Milan ridimensionato degli ultimi sei anni nessuno aveva fatto tanto – ma senza sollevare polemiche con nessuno. Un gesto raro, da signore.  

Sì, ci vorrebbe più gente come Rino Gattuso. E non solo nello sport.

Immagine di cover: Gazzetta.tv

Mettete una ciotola d’acqua sul balcone, può salvare migliaia di uccelli dal caldo

Mar, 07/02/2019 - 21:15

L’ondata di caldo record che sta investendo la nostra penisola in questi giorni minaccia gli animali selvatici, soprattutto quelli più giovani. Per aiutare uccelli e ricci a sopravvivere al caldo torrido, possiamo mettere a disposizione dell’acqua fresca fuori dalle nostre case.

La fauna selvatica fatica a trovare acqua

Le alte temperature di questi giorni hanno numerose conseguenze per la salute umana e dell’ambiente e rappresentano anche un pericolo per la fauna selvatica, che potrebbe avere difficoltà a trovare acqua per dissetarsi o rinfrescarsi.
Gli animali sanno difendersi da soli in natura, ma ondate di caldo come quella che sta investendo il nostro Paese in questi giorni, potrebbero causare siccità e compromettere la vita dei giovani esemplari.
ricci ad esempio in questo periodo vengono allattati dalle madri e la carenza di acqua può diminuire la produzione di latte, causando la morte dei giovani animali.

Per offrire ristoro a giovani volatili, ricci e altri piccoli animali, possiamo sistemare una ciotola o un piatto con dell’acqua fresca su balconi, terrazzi o giardini. Per evitare che le zanzare depongano uova nell’acqua, si consiglia di sostituire l’acqua almeno una volta al giorno.

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La musica contro i cambiamenti climatici che arriva dai Caraibi

Mar, 07/02/2019 - 17:00

L’organizzazione non governativa caraibica Panos Caribbean ha lanciato il progetto Voices for climate change education, per diffondere messaggi ambientalisti attraverso la musica.

Spiagge, mare e musica: quando si parla dell’arcipelago caraibico non si può non pensare alla profonda tradizione musicale delle sue isole. Ci sono alcuni luoghi dove si dice che gli abitanti abbiano il ritmo nel sangue e i Caraibi sono sicuramente uno di quei luoghi.  

Panos Caribbean e il progetto Voices for climate change education

La musica è così tanto insita nei popoli caraibici che la Panos Caribbean, un’organizzazione non governativa con sede a Port-au-Prince, ad Haiti e un ufficio a Kingston, in Giamaica, ha deciso di utilizzarla come veicolo di messaggi ambientalisti. (…)

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Abusi di Reggio Emilia: servono nuove leggi sui minori, subito

Mar, 07/02/2019 - 15:00

Val D’Enza, Reggio Emilia, diciassette persone – tra cui il Sindaco Pd di Bibbiano Andrea Carletti, il direttore generale di una Ausl, assistenti sociali, psicologi, psicoterapeuti, politici e liberi professionisti – sono state sottoposte a misura cautelare.

Quello ipotizzato dall’accusa è uno scenario agghiacciante. Un nutrito quanto eterogeneo gruppo di persone avrebbe manipolato i bambini per allontanarli dalle rispettive famiglie di origine e spartire, a scopo di lucro, il loro affido tra parenti e amici. Un gruppo criminale ben organizzato: chi falsificava documenti, chi manometteva i disegni dei bambini, chi plagiava la loro psiche inculcando falsi ricordi, ad esempio maltrattamenti mai avvenuti, chi non faceva recapitare le lettere e i regali dei genitori naturali per rompere ogni legame affettivo con le famiglie di origine. Un atto lesivo gravissimo nei confronti dei minori ma anche dell’Ordine degli psicologi, che all’interno del processo si costituisce come parte lesa.  

Rispetto alle prime indiscrezioni, ci sono i primi aggiornamenti e smentite: non è stato inflitto nessun elettroshock sui bambini per modificare o cancellare i loro ricordi e il Sindaco, ora agli arresti domiciliari perché indagato per abuso d’ufficio e di falso ideologico, avrebbe sì “omesso di effettuare una procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento del servizio di psicoterapia che aveva un importo superiore a 40mila euro” ma non sarebbe coinvolto nell’organizzazione criminale, come invece fatto trapelare all’inizio. Ai domiciliari è anche la responsabile del servizio sociale integrato dell’Unione di Comuni della Val d’Enza.

Tutte le responsabilità devono essere ancora accertate in sede giurisdizionale, eppure il processo al Pd è già in atto. I dirigenti del Pd partecipavano alle inaugurazioni dei centri e delle Onlus, i bambini venivano affidati a coppie omosessuali, tutto è in mano alle lobby Lgbt, i centri di affido vengono gestiti alla stregua dei centri accoglienza – cioè male e con intenti criminali, queste le accuse che da giorni circolano, con l’aggravante che Reggio Emilia, storicamente di sinistra, è sempre stata considerata un modello mondiale di tutela dei minori. Peccato che di inchieste del genere ce ne sono sempre state, in tutta Italia, sotto qualunque amministrazione politica: l’inchiesta “Veleno” condotta da Le Iene, oppure l’inchiesta pubblicata nel 2013 da Panorama, nella quale un operatore denunciava la presenza di centinaia di giudici minorili onorari, quasi tutti psicologi, che erano al tempo stesso associati o addirittura fondatori di case d’affido, il cui racket garantiva fino a tremila euro al mese a bambino. Una delle famiglie protagoniste della vicenda di Reggio Emilia, la famiglia Camparini, si batte invano da 10 anni per poter anche solo riavvicinare la figlia data in affidamento. Inchieste e casi passati per lo più sottobanco senza scuotere l’opinione pubblica né scomodare la politica. E però la politica c’entra, eccome.

Al di là della strumentalizzazione ai fini di una campagna elettorale che sembra non avere più termine – stavolta contro il Pd, domani contro il M5s, dopodomani contro la Lega, poi da capo, riavvolgere il nastro – l’inchiesta Angeli e Demoni ha implicazioni politiche enormi, perché ripone al centro del tavolo un problema di ordine legislativo legato alle figure degli assistenti sociali non più rimandabile. Per l’affidamento al servizio sociale non è prevista un’età minima né sono indicate le condotte che possono darvi origine. Detto in altre parole, i servizi sociali godono di un potere discrezionale quasi totalitario grazie a una legislazione che affonda le sue radici nella legge 25 luglio 1956 n. 888 che si è limitata ad apporre blande modifiche al r.d.l. 1404 della legge minorile, risalente addirittura al 1934. All’affidamento dei minori alle famiglie, che dovrebbe essere l’ultima ratio, si ricorre con troppa agilità, facendo passare il provvedimento come “temporaneo”, a danno di tutte le parti in causa: la famiglia di origine, il minore, e la famiglia adottiva.

Omoparentali, adottive, multietniche, tradizionali, omosessuali: esistono le famiglie. Sono tante, diverse, ognuna con i suoi problemi. È il momento che lo Stato inizi a farsi carico di ciascuno di loro. E magari cominci a monitorare i casi di bambini allontanati dai genitori, visto che nemmeno esiste un censimento ufficiale dei numeri. Stando alle fonti più attendibili, sarebbero 26mila i minori allontanati dai genitori. O forse più.

Barbecue: 10 consigli per una grigliata di carne salutare e sicura

Mar, 07/02/2019 - 12:53

La bella stagione è arrivata e sebbene molti non siano ancora pronti per la prova costume (per questo ci sono diverse diete rapide come quella delle albicocche) e la voglia di mangiare all’aperto, cullati dalla brezza marina o dei monti, colpisce tutti. Il pasto ideale sotto il sole è senza ombra di dubbio una bella grigliata tradizionale ma bisogna fare attenzione. Il barbecue infatti se la cottura non avviene in modo omogeneo e seguendo alcuni accorgimenti può aumentare il rischio di tumori in quanto si formano sostanze cancerogene.

L’allarme è stato lanciato dall’American Institute for Cancer Research, che ha comunque stilato una lista di consigli per una grigliata di carne e pesce o un barbecue salutari, sicuri ma comunque gustosi. “Diverse ricerche hanno mostrato che una dieta ricca di carne rossa e lavorata aumenta il rischio di tumori del colon – ha dichiarato Alice Bender, Senior Director of Nutrition Programs dell’istituto – e grigliare carne, sia bianca che rossa, ad alte temperature forma sostanze fortemente cancerogene”.

Barbecue e tumori: 10 consigli per una grigliata di carne sicura e salutare – Salute e benessere
  1. Grigliare diversi tipi di alimenti, non solo carni rosse. Meglio alternare con una grigliata di pesce, carni bianche e verdura.
  2. La marinatura riduce i rischi di tumori.
  3. Alternare carne e verdure su uno stesso spiedo aiuta a ridurre l’area esposta alla fiamma e rende tutto più salutare.
  4. Erbe e spezie sono utili a lenire il rapporto barbecue tumori grazie alla presenza di antiossidanti.
  5. Limitare l’esposizione al fumo.
  6. Pulire bene la griglia per eliminare eventuali residui bruciati che hanno elevate concentrazioni di sostanze cancerogene.
  7. Ridurre al minimo i tempi di cottura.
  8. Scegliere carbone di legni duri che bruciano a temperature più basse.
  9. Scegliere carni più magre possibili o a cui è stato eliminato l’eccesso di grasso.
  10. Girare spesso la carne aiuta a ridurre il rischio di tumori

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Foto di RitaE da Pixabay

La storia breve e interessante degli oggetti usa e getta

Mar, 07/02/2019 - 12:30

È qualcosa di cui forse non hai ancora sentito parlare.

Gli oggetti usa e getta sono radicati nella nostra vita quotidiana, così radicati che non ci rendiamo nemmeno conto della loro esistenza. Ad esempio, pensi mai alla carta igienica come a un prodotto usa e getta?

In questo articolo, vorremmo raccontarti brevemente la storia dei primi oggetti monouso e anche le loro implicazioni nello sviluppo di una società ‘usa e getta’.

L’etimologia del concetto “disposable” (usa e getta)
La parola monouso è chiaramente un aggettivo, ma a differenza di molte parole comuni, la sua origine è relativamente recente.

Disposable’ fece la sua apparizione negli anni ’40 del secolo scorso, il suo significato era simile a non indispensabile, qualcosa di non necessario.
Solo nel 1943, usa e getta assume il significato di monouso, di qualcosa che può essere scartato dopo l’uso, sostituendo l’aggettivo inglese ‘throw-away’. All’epoca si riferiva principalmente ai pannolini, ma in seguito iniziò ad essere usato per qualsiasi cosa.

I primi oggetti usa e getta

Come accennato in precedenza: sai qual è il primo oggetto monouso mai inventato? Te lo sveleremo tra un minuto, ma prima vogliamo farti capire il motivo di questa invenzione.

Siamo in America, nel diciannovesimo secolo, gli uomini avevano bisogno di camicie pulite e stirate per l’ufficio tutti i giorni; infatti, gli impiegati del tempo erano definiti “colletti bianchi”.

Le casalinghe dovevano lavare camicie ogni giorno, questo era un compito molto odiato perché richiedeva tempo e fatica. Hannah Montague era una di loro. Vivevano a Troy, New York. E decise di lavare le camicie di suo marito solo quando il colletto era davvero sporco.

Era così frustrata da questa faccenda che un giorno ritagliò il colletto di una camicia, lo lavò e poi lo ricucì nella sua posizione originale. In questo modo, nel 1827 fu creato il primo COLLETTO REMOVIBILE.

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Immagine Pixabay

Cina: l’espianto di organi ai detenuti della Falun Gong continua

Mar, 07/02/2019 - 11:30

CINA, DETENUTI SETTA SPIRITUALE FALUN GONG UCCISI PER ESPIANTO ORGANI: 90MILA L’ANNO.  L’espianto di organi ai detenuti della Falun Gong continua tutt’oggi. E’ la conclusione a cui è giunto il China Tribunal, organo indipendente istituito a Londra lo scorso anno per accertare l’attendibilità delle rassicurazioni con cui dal 2015 Pechino sostiene di aver bandito il prelievo degli organi dai condannati. Il panel di esperti diretto da Sir Geoffrey Nice QC, ex pubblico ministero del Tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia, ha dichiarato di aver raccolto sufficienti elementi per confermare all’unanimità l’utilizzo sistematico degli espianti sui prigionieri di coscienza negli ultimi venti anni. Stando alle indagini – supportate a titolo gratuito da medici, testimoni e attivisti – non solo “non vi è alcuna prova che la pratica sia stata interrotta”. Il tribunale è persino convinto che le violazioni “stiano continuando su scala significativa” (…)

Il prelievo degli organi è stato per anni associato al sistema dei laogai, campi di lavoro in cui venivano internati condannati per reati minori e prigionieri di coscienza – secondo varie fonti – sottoposti a tortura e rieducazione politica. Pechino ha formalmente abolito la pratica nel 2013, ma le organizzazioni per la difesa dei diritti umani ne denunciano la sopravvivenza sotto nuove forme. Il caso più eclatante è quello delle “scuole di formazione” introdotte in chiave anti-terrorismo nella regione islamica del Xinjiang, dove stime indipendenti ritengono siano rinchiusi oltre 1 milione di uiguri. Pur non disponendo di prove definitive a riguardo, il China Tribunal conferma il “rischio” che anche i musulmani dello Xinjiang finiscano vittima degli espianti. Quello dei prelievi forzati è un problema di vecchia data oltre la Muraglia. Per motivi di carattere religioso e culturale, nella Repubblica popolare, i donatori sono pochissimi, tanto che gli organi provenienti dai detenuti giustiziati hanno supplito per anni a circa due terzi delle operazioni. Continua a leggere (Fonte: ILFATTOQUOTIDIANO di Alessandra Colarizi)

Dalla stampa nazionale:

Un pluripremiato documentario che racconta perchè in Cina 70 milioni di persone che praticavano la meditazione sono divenute bersaglio per l’eliminazione

  • IL MACABRO MERCATO DI ORGANI UMANI CINESE: LA FONTE PRIMARIA SONO I CARCERATI. (…) Per anni la Cina è sembra un mercato ricco da un particolare punto di vista medico ovvero c’era quasi una sovrabbondanza di donazioni d’organi umani. Qualcuno potrebbe giustificare il tutto sottolineando banalmente che il tutto era dovuto dal fatto che la popolazione del paese supera di gran lunga il miliardo. La risposta in realtà era un’altra e molto più macabra ovvero che gli organi venivano prelevati dai corpi dei prigionieri giustiziati.

(…) Uno dei dati che risulta anomalo che è stato preso in considerazione riguarda uno studio portato avanti diversi anni fa. Per un periodo di 10 giorninel 2016 avvennero 640 trapianti d’organo, ma i donatori ufficiali erano solo 30; facendo un rapido calcolo, ogni donatore avrebbe dovuto donare 21 parti del corpo.

Questa ricerca della verità sta proseguendo e se anche la sentenza di questo tribunale non abbia nessuna valenza, la speranza è che gli organismi internazionali si interessino alla questione. Attualmente sembra che ogni anno avvengono 90.000 trapianti di organi e che il valore di tutto questo giro sia di un miliardo di dollari. Continua a leggere (Fonte: FOCUSTECH.IT di Giacomo Ampollini)

  • PERCHÉ LA CINA PERSEGUITA IL FALUN GONG. (…) Quando, nel 1992, fu lanciato da Li Hongzhi (李洪志) a Changchun, nella provincia dello Jilin, il Falun Gong (法轮功), noto anche come Falun Dafa (法轮 大法), era solo uno dei molti gruppi e movimenti di Qi Gong che esistevano in Cina.

La biografia di Li Hongzhi è controversa e la sua storia differisce, a seconda che venga raccontata dal Falun Gong o dal PCC. Nemmeno sulla data in cui Li è nato a Gongzhuling, nella provincia dello Jilin, vi è accordo. I documenti più vecchi indicano la data del 7 luglio 1952, ma Li l’ha fatta correggere ufficialmente con il 13 maggio 1951, sostenendo che la prima indicazione era un errore commesso dall’anagrafe. Dal momento che, a partire dal 1951, il 13 maggio corrisponde al compleanno di Buddha, il PCC ritiene che Li abbia cambiato la propria data di nascita per motivi religiosi e che la data del 1952 sia invece quella corretta. Il 13 maggio è anche la data della conferenza con cui, nel 1992, Li ha presentato il Falun Gong al mondo e i fedeli la celebrano come la Giornata mondiale del Falun Dafa (…)

Il Falun Gong ha avuto successo ed è diventato popolare perché, anche se poi i critici l’hanno negato, la gente riscontrava davvero quei benefici per la salute che la disciplina prometteva. Era consueto vedere milioni di praticanti riuniti al mattino presto per eseguire i cinque esercizi fondamentali del Falun Gong. (…) Nonostante il PCC fingesse di credere che il Falun Gong riguardasse la salute e la morale, Li aveva di fatto promesso molto di più: la reintegrazione degli esseri umani in quello stato divino originario che hanno perso una volta giunti sulla Terra ed entrati nel ciclo della reincarnazione. Il nome stesso «Falun» allude a una ruota del Darma (buddhista) che si dice sia misticamente inserita nell’addome dei fedeli e che difficilmente è riconducibile a un concetto laico. Qualunque cosa il regime avesse deciso di considerarlo, il Falun Gong era cioè una religione, basata su una narrazione gnostica (simile a quella prevalente in molti nuovi movimenti religiosi occidentali) in cui gli esseri umani sono divinità che hanno perduto la propria posizione elevata e sono intrappolati in un mondo di livello inferiore.

In generale, dunque, il Qi Gong ha certamente una base religiosa e questo elemento è stato rilevato in maniera crescente dalla maggior parte degli intellettuali marxisti del PCC, che hanno quindi iniziato ad attaccare sui media sia il Qi Gong sia il Falun Gong. Continua a leggere(Fonte: BITTERWINTER.ORG)

Sanità: alcune Regioni italiane risparmiano il 67% sull’acquisto dei farmaci, altre no, perché?!?

Mar, 07/02/2019 - 09:55

Si parla di antibioticoresistenza, di farmaci equivalenti e delle iniziative del Ministro al fine di regolarizzare le spese delle Regioni per beni e servizi così da poter destinare più fondi in settori come l’assistenza ai disabili ancora molto carenti in quasi tutta Italia. Si parla anche della denuncia fatta da People for Planet per quanto riguarda la prescrizione da parte di alcuni pediatri di una specifica marca di latte in polvere per i neonati, della proposta di concedere alle farmacie la possibilità di vendere i farmaci sfusi per evitare inutili sprechi e sovradosaggi…
Quello che risulta da questa lunga intervista è che manca una corretta ed efficace informazione sia ai medici che ai farmacisti che al cittadino da parte delle istituzioni. Forza, Ministro, raccontiamo le buone pratiche!
Abbiamo parlato di antibioticoresistenza, di farmaci equivalenti e delle iniziative del Ministro al fine di regolarizzare le spese delle Regioni per beni e servizi così da poter destinare più fondi in settori come l’assistenza ai disabili ancora molto carenti in quasi tutta Italia.
Come sapete le questioni sulla salute mi stanno molto a cuore, ho informato il Ministro della denuncia fatta da People for Planet per quanto riguarda la prescrizione da parte di alcuni pediatri di una specifica marca di latte in polvere per i neonati, della proposta di concedere alle farmacie la possibilità di vendere i farmaci sfusi per evitare inutili sprechi e sovradosaggi…
Sono rimasto piacevolmente impressionato da Giulia Grillo, un medico che sa di che cosa sta parlando e il problema è sempre quello: manca una corretta ed efficace informazione sia ai medici che ai farmacisti che al cittadino da parte delle istituzioni. Forza, Ministro, raccontiamo le buone pratiche!

Parte Prima

Alcune Regioni risparmiano il 67% sull’acquisto dei farmaci, altre no

Il Ministro mi ha confermato che con la distribuzione dei farmaci sfusi nelle farmacie si potrebbe arrivare a risparmiare fino al 5% – stima prudenziale! – della spesa pubblica e privata che oggi ammonta a circa 30 miliardi.
E il risparmio sarebbe ancora più notevole se tutte le regioni acquistassero farmaci, beni e servizi con più attenzione. In Lazio, ad esempio, un farmaco come il Bosentan è passato da un costo di 2.210 euro a 27 euro! Si parla di un risparmio di 40 milioni per la sola regione Lazio.
Magari si potrebbero denunciare quelle Regioni che buttano i soldi dalla finestra! Il Ministro ride ma secondo me ci sta pensando.

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I famaci “griffati” ci costano milioni di euro in più

La gente preferisce i farmaci Armani? Cioè griffati invece di usare quelli che vengono definiti impropriamente “generici” e che invece si chiamano “equivalenti”?
Anche Giulia Grillo mi conferma che l’Italia è tra i Paesi in Europa che ne consuma di meno, molti cittadini continuano a preferire il farmaco “branded” ma le cose, seppur lentamente, stanno cambiando anche grazie alla corretta informazione da parte dei medici di base e dei farmacisti.

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L’indigestione di antibiotici e i trucchi del latte artificiale

Giulia Grillo conferma il dato che afferma che l’Italia è leader in Europa delle malattie antibiotico resistenti proprio perché è uno dei Paesi in cui si consumano più antibiotici d’Europa
E’ d’accordo che una soluzione è proprio quella della prescrizione dei farmaci monodose e di una maggiore informazione su quando e come assumere antibiotici e quando sono completamente inutili se non dannosi.
La sperimentazione in alcune farmacie potrà essere utile anche in questo caso.

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Latte in polvere
Ho raccontato al Ministro della Salute di un’altra campagna di denuncia di People For Planet che riguarda la prescrizione da parte di alcuni medici del latte in polvere, dove viene specificata anche la marca, cosa che è illegale.
Giulia Grillo mi ha confermato che non si può prescrivere un determinato latte in polvere ma ha ammesso che non esiste una sanzione per chi non rispetta la legge.

Parte quarta

Miliardi di spreco e non ci sono i soldi per i disabili

Alla fine quale è il risparmio ottimale che si può avere razionalizzando le spese? Ho chiesto al Ministro.
Giulia Grillo si è mantenuta cauta sulle cifre: “Qualcuno dice 6 altri 7 miliardi ma in realtà non c’è una stima precisa e comunque è da reinvestire per colmare le carenze in altri settori”
Sì, perché i soldi risparmiati dovrebbero essere reinvestiti nell’assistenza ai malati cronici, ai non autosufficienti e ai disabili dove l’Italia è troppo carente. In alcune regioni questi malati sono affidati solo alle cure familiari.

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Spero di aver provocato Giulia Grillo a meglio informare la cittadinanza per una migliore razionalizzazione della spesa sanitaria che colmi le grandi differenze tra Regione e Regione per poter colmare lacune in alcuni settori attualmente in grande sofferenza di mezzi e personale.
Informare, informare, informare!

È il giorno dell’eclissi solare totale: pronti per lo spettacolo?

Mar, 07/02/2019 - 09:40

È terminata l’attesa: oggi, 2 Luglio 2019 si verificherà un’eclissi solare totale.
Il fenomeno sarà visibile in particolare dall’Oceano Pacifico meridionale ad est della Nuova Zelanda alla regione di Coquimbo in Cile e in Argentina al tramonto, con il massimo di 4 minuti e 33 secondi visibili dall’Oceano Pacifico.

In Italia non sarà possibile ammirare dal vivo lo spettacolo, ma sono in programma diverse dirette streaming nel mondo per l’occasione, che pubblicheremo su meteoweb.eu.

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Foto di A Owen da Pixabay 

Argentina, nel mezzo del black-out qualcuno trova la soluzione: rivolgersi a Batman

Mar, 07/02/2019 - 08:00

Il supereroe solitario altro non sarebbe che un personaggio misterioso che da sei anni, ogni venerdì, va a trovare i bambini di un ospedale pediatrico della città per farli divertire. Il comune ha deciso di insignirlo, ma la popolazione protesta.

Cosa si fa quando si rimane senza elettricità? Semplice: si chiama Batman. È più o meno quello che ha fatto, tra le polemiche, il Consiglio Deliberante di La Plata, in Argentina. Nonostante le difficoltà dell’apagón, cioè il più grande black out che abbia colpito finora il Sudamerica, i consiglieri si sono riuniti per conferire il titolo di Ciudadano Illustre al Batman Solidario, un personaggio bizzarro che, dal 2013, anno in cui La Plata fu travolta da un’inondazione che provocò 89 morti si traveste da Batman e va all’Hospital de Niños Sor María Ludovica, un ospedale per bambini, per portare loro un poco di allegria e divertimento.

Come il vero Batman, anche il suo omologo argentino, preferisce non rivelare la vera identità. Nell’accettare il conferimento ha dedicato anche un pensiero “a tutti i miei Robin, undici persone che lavorano senza posa”. Assicura che nessuno dei suoi collaboratori “proviene da ambienti estremisti, come potrebbero essere il calcio, la politica e la religione”. Quello che lui (e loro) fanno è solo una missione: ogni venerdì, alle 17, Batman lascia il lavoro, indossa il suo travestimento e, con la sua Batmobile va all’ospedale. “Fa un lavoro importante”, spiega il consigliere Guillermo Ronga. “Organizza anche eventi in cui raccoglie fondi per l’ospedale, i Bat-incontri. È qui che i suoi Robin lo aiutano”.

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Larissa Iapichino: quando essere “figli di” non c’entra niente col familismo

Mar, 07/02/2019 - 07:00

Dieci giorni fa, il week-end sportivo ha regalato all’Italia due notizie particolarmente confortanti per il futuro. Larissa Iapichino – figlia d’arte, di Gianni Iapichino e Fiona May – ha saltato in lungo a soli sedici anni (tra pochi giorni diciassette) la misura di 6,64. Alla sua età nessuna era andata così lontano. L’altra notizia è arrivata dal nuoto: la 14enne Benedetta Pilato ha stabilito il nuovo record italiano dei 50 metri rana.

Fin qui la cronaca. Che il Corriere della Sera ha arricchito con un approfondimento sull’adolescente Larissa. E nella pagina che il quotidiano di via Solferino ha dedicato alla giovane atleta c’è un aspetto che ci ha particolarmente colpiti. Figlia di atleti, mamma e papà hanno deciso di non seguirla dal punto di vista sportivo. Insomma non sono loro gli allenatori di Larissa. 

Gianni Iapichino ha spiegato la decisione affidandosi al titolo di un film italiano: “La giusta distanza”. «La giusta distanza – racconta il papà di Larissa, un passato di astista e di allenatore di Fiona May – è quella tra tribuna e pista. Considerata l’età di Larissa, tra me e lei la conflittualità sarebbe stata continua e con l’esuberanza della madre avrebbe avuto problemi. Tra allenatore e atleta ci deve essere un rapporto quasi da padre e figlio. Quel quasi impedisce al genitore di essere un buon coach». 

Parole che andrebbero scolpite nei cieli italiani e non solo. In tempi in cui tanti talenti vengono invece imprigionati e fagocitati da genitori che ne diventano gli allenatori i manager i consulenti e tanto altro ancora. Di esempi è piena la storia dello sport, e anche il presente a dire il vero. Appena si ha la consapevolezza di avere un talento in casa, tutte le risorse vengono dedicate a lui (o a lei). Con il conseguente carico emotivo e di responsabilità. Si confondono i ruoli, come ricorda giustamente Iapichino.  

Apprendiamo che Larissa ha due allenatori: uno per il salto il lungo (Gianni Cecconi) e una per gli ostacoli (Ilaria Ceccarelli), l’altra specialità dove ha qualità folgoranti. Larissa non ha ancora scelto. Ha quasi 17 anni e deve divertirsi. La specializzazione può attendere. Non molto, ma ancora un po’. O magari riuscirà a curare entrambe le specialità, non lo sappiamo. Per ora, Larissa è una ragazza che si diverte con l’atletica. Che va a scuola, studia, si impegna. E può contare su genitori che sanno sin troppo bene quanto sia accidentata e faticosa la strada che conduce al successo sportivo. Una strada che si può scegliere di percorrere, ma che a un certo si può anche abbandonare. Per svariati motivi.

E anche qui avere un padre come Iapichino aiuta. «La storia – racconta al Corriere della Sera – ci insegna che la maggior parte dei super talenti si perde quando, com’è naturale, comincia a far fatica a migliorare o trova avversari forti. Larissa sta imparando cosa sono la fatica e la gestione del tempo». Oltre al talento, la natura ha voluto dotare Larissa anche di genitori intelligenti. Due fortune non da poco.

Quanto inquina l’aria condizionata?

Lun, 07/01/2019 - 21:15

Quando le temperature estive aumentano, la mano scatta inevitabile verso la manopola del condizionatore. Un gesto che sulle prime può regalarci un po’ di frescura. Ma che alla lunga incide in modo significativo sull’ecosistema. Lo dimostra uno studio pubblicato suEnvironmental Science & Technology e condotto da un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Scienze dell’atmosfera dell’Università di Wisconsin-Madison. Secondo cui la forte richiesta di elettricità dovuta al massiccio impiego di condizionatori d’aria nelle giornate più calde ha come conseguenza un significativo aumento di gas nocivi immessi nell’atmosfera, come anidride solforosa, ossido di azoto e anidride carbonica. I numeri parlano chiaro: per ogni grado centigrado di aumento della temperatura media giornaliera, le centrali elettriche liberano nell’aria il 3,35 per cento in più di biossido di zolfo, il 3,6 per cento in più di ossido di azoto e il 3,2 per cento in più di anidride carbonica. Una variazione percentuale che corrisponde, in termini di peso, a centinaia o addirittura migliaia di tonnellate di particolato.

È risaputo che i giorni più caldi dell’estate coincidono, tipicamente, con i giorni di picco di inquinamento atmosferico“, dicono gli autori dell’indagine David Abel e Tracey Holloway. Ma qual è la causa di questo fenomeno? “Fino ad ora, la maggior parte delle ricerche su questa correlazione si era concentrata sull’analisi di altre fonti di emissioni nocive, sullo studio delle reazioni chimiche nell’aria e di modelli climatici che possano ridurre i gas inquinanti”, spiega Holloway. “Il nostro studio, invece, ha portato la discussione al livello successivo, dimostrando che i giorni estivi più caldi sono associati anche a maggiori emissioni da parte delle centrali elettriche”.

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Immagine Pixabay

Adozioni in Italia: ammesse per i single e non ci sono più limiti di età

Lun, 07/01/2019 - 17:15

Adozioni in Italia: vale la qualità della relazione non lo status dell’adottante. Con una sentenza la Cassazione rivoluziona le adozioni per chi vuole un figlio.

Anche ai single, alle coppie non sposate e a chi è in età avanzata, in futuro sarà concesso adottare. E anche persone diversamente abili. Lo stabilisce un’ordinanza, la n. 17100 pubblicata il 26 giugno 2019, della prima sezione della Corte di Cassazione, che rivoluziona la materia in Italia.

Al centro vi deve essere sempre l’interesse preminente del minore. Aspetto che nella scelta dei genitori adottivi resta il metro valutativo fondante per le autorità. Quindi nelle graduatorie, la coppia giovane composta da padre e madre sarà preferita alle altre. Ma da oggi, a meno che non intervengano altri provvedimenti le differenti condizioni non impediscono l’adozione che in questo caso viene configurata come “speciale” ma fattibile.

La vicenda nasce da un caso specifico, dove la Cassazione rigetta il ricorso dei genitori naturali di un bambino di 7 anni che avevano abbandonato il figlio poco dopo la nascita. Ne avevano così perso la responsabilità genitoriale. Il bimbo era affetto datetraparesi spastica. Una signora, single di 62 anni instaura un bel rapporto con il minore. Così le viene affidato. I genitori naturali però ci ripensano e chiedono la revoca dell’assegnazione del minore alla 62enne. Ma il 26 giugno scorso arriva il rigetto del ricorso di padre e madre a cura della Cassazione. 

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“Il Rosso e il Nero” dei tempi moderni

Lun, 07/01/2019 - 15:00

Se prendiamo in considerazione questa citazione dello storico Imperatore francese, potremmo immaginarci Mark Zuckerberg come un nouveau Julien Sorel, giovane e ambizioso protagonista de “Il rosso e il nero”, il romanzo di Stendhal.

Su cosa regge questo paragone? Sull’aforisma iniziale e sulla storia con finale capovolto.

Come all’epoca della Restaurazione, troviamo una società conservatrice (il mondo bancario) che muove una repressione dell’energia popolare appellandosi a obsolete attestazioni di tranquillità: “il sistema bancario è solido”, “il sistema bancario gode di ottima salute”.
Il numero 1 di Facebook, probabilmente fervente ammiratore di Napoleone, grazie a un atteggiamento audace soddisferà la sua sete di ascesa sociale, travolgendo i ciechi.

Ciò che mi preme non è informarvi che sta arrivando Lybra, ma evidenziare che è sconcertante l’ostentazione di fiducia delle banche sulle proprie sorti. Il tradizionale sistema bancario è morto, sarà trascinato via dai famelici mostri, e non sta facendo niente per sfuggire alla ghigliottina. Hanno già la testa poggiata.

A Mark non resta che lasciare i nemici crogiolarsi nei propri errori per capovolgere la trama di Stendhal.

Mi interesso ormai da tempo al fenomeno della Financial Technology, ovvero l’insieme delle tecnologie attraverso le quali si forniscono servizi e prodotti finanziari, e affermo da tempo che “le FinTech sono ciò che taglieranno la testa ai vecchi istituti di credito”. Il vecchio e conservatore mondo del credito, la mediazione degli istituti tradizionali, non esisterà più. Non è una previsione, solamente una disamina degli scenari. Npl, etica della governance, ricambio generazionale, inefficienza dei controlli. Per anni le attenzioni delle banche riguardanti il futuro si sono concentrate solo su questi aspetti, per risolvere la preoccupazione di mostrarsi forti e potenti. Continuano a farlo, ma se sei troppo impegnato a proteggere lo status quo, perdi di vista le prospettive, ciò a cui sei impreparato.

Da interessato lettore e osservatore mi chiedevo: hanno previsto la loro fine?

Alcuni studi di Moneyfarm del 2017 riportavano: la FinTech è temuta dall’83% dell’industria di servizi finanziari tradizionali ma nessuno fa nulla per reagire. La cecità e l’incapacità si è protratta. Nemmeno i migliori analisti riuscivano ad identificare i nuovi player in arrivo. Eppure, per non essere schiacciati dalle nuove tecnologie, dovevano anticiparle.

Ora soccomberanno a chi ha meditato le proprie mosse e ha in bagaglio una serie di attitudini sconosciute al mondo bancario.

Questo è il caso di Facebook, GoogleYahoo, ecc. Soprattutto del primo.

Facebook già nel 2017 acquistò una licenza bancaria in Irlanda per offrire prestiti personali ai propri utenti. Nessuno se li è filati, anzi si sono defilati. Nessuno ha pensato alle prospettive di affermazione nel settore bancario che si sarebbero profilate.

Facebook ha annunciato Lybra (o GlobalCoin), una nuova moneta digitale con la quale, dal 2020, sarà possibile fare acquisti sul web, sulla piattaforma o scambiarsi somme di denaro. L’idea è quella di permettere l’utilizzo di quest’ultima anche nel mondo fisico, con l’obiettivo di trasformare la nuova “moneta” in una forma di pagamento transnazionale. Era così prevedibile!

Stiamo parlando di una moneta virtuale, come quelle già esistenti ma diversa in un aspetto determinante per le reazioni emotive del cittadino comune. Lybra sarà infatti una stablecoin fiat collateralized: il suo valore sarà legato a quello di una o più valute (probabilmente il dollaro Usa o addirittura un paniere internazionale), così da evitare le fluttuazioni caratteristiche del cripto-mercato che tanto (e giustamente) spaventano il consumatore non esperto. Il punto di forza, insomma, sarà la stabilità, collegando la moneta a risorse misurabili ma mantenendo l’autonomia rispetto alle banche centrali.

Sta cambiando tutto, era nell’aria, nomi imponenti della finanza e dell’e-commerce lo hanno capito, le banche no. I primi nemici no. Il progetto di Mark Zuckerberg Sorel vede la partecipazione di VisaMastercard, Paypal, UberBooking, Stripe, Mercado Libre, Spotify, Vodafone, Iliad, eBay, Farfetch, Andreessen Horowitz e ancora Xapo e Coinbase. Potrei continuare ancora, sarebbero un centinaio: ognuno di loro investirà 10 milioni di dollari, così da far da garanzia alla moneta attraverso la Lybra Foundation, un consorzio che non dipenderà da nessuno ma sarà gestito da Facebook.

Capirete che il progetto è forte e per evitare qualsiasi tipo di falla il Ceo di Facebook ha radunato i migliori in circolazione. Ed Bowles, chief of publics affairs di Standard Chartered in Europa, seguirà da vicino le mosse della Comunità europea; Nick Clegg, ex vice primo ministro britannico, curerà gli affari globali e la comunicazione; David Marcus, prima numero uno di PayPal, guiderà il progetto insieme a Sunita Parasuraman, ex capo delle operazioni in tesoreria di Facebook.

Uomini ma anche relazioni. Negli scorsi mesi Zuckerberg ha tenuto riunioni con funzionari del tesoro americano, Western Union e Mark Carney, governatore americano della Banca d’Inghilterra. Cose in grande, perché Lybra integra una blockchain (una tecnologia che garantisce le transazioni sulla base di un meccanismo di consenso in rete) con un network di cui fa parte un quarto della popolazione mondiale, che potrà gestire i propri fondi e i microcrediti dal proprio telefono o tablet. Miliardi di account. La piattaforma gestirà il data patrimonio più grande al mondo. Potrà mettersi contro tutti senza farlo davvero, si prenderà tutto sottraendo più che combattendo.

Tutto ciò perché i nemici hanno sbagliato, hanno protratto gli errori e, completamente da soli, hanno abdicato il potere senza rendersene conti.
Le banche dopo essersi defilate (vedi Jean Pierre Mustier, capopopolo dell’uscita di Unicredit da Facebook e i servizi correlati) non potranno fare altro che associarsi per non soccombere.

I punti deboli al momento sono troppi:

1. Il primo è la qualità del management e la capacità di fare innovazione.

2. Il secondo è la velocità (o lentezza) di risposta della tecnologia, che influenza, anche psicologicamente, i rapporti di forza tra domanda e offerta di servizi finanziari.

3. Il terzo, grosso come un macigno, è la mancanza di fiducia che le banche hanno seminato nel corso degli ultimi anni nell’opinione pubblica e nel mercato in generale. I clienti, sempre più esigenti, sempre più smart, sono pronti ad affidarsi a nuovi player. Pensate a quanto le banche sono distanti. Scattano i minuti di recupero, si aggreghi chi può.

C’è una nuova rivoluzione in atto,  la storia si ripete ma è capovolta.

Le banche alla ghigliottina hanno scelto come ultime parole: “il sistema solido”. Ma sta per perdere la testa.

In cover: Stendhal ritratto da Södermark, 1840 – Fonte Wikipedia

Una libellula per Titano

Lun, 07/01/2019 - 13:47

Grazie a Dragonfly (libellula), gli scienziati potranno raccogliere e analizzare i dati relativi a questa singolare luna ricca di materiale organico, alla ricerca degli elementi costitutivi della vita. Grazie alla sua dotazione tecnologica, la sonda sarà in grado di spostarsi e di compiere sortite multiple per esaminare diverse zone della luna ghiacciata del gigante gassoso.

Dragonfly verrà lanciata nel 2026 e arriverà a destinazione nel 2034. Come detto, essa sarà in grado di spostarsi volando, per visitare dozzine di zone della superficie di Titano di spiccato interesse scientifico, alla ricerca delle evidenze dei processi chimici prebiotici che la luna saturnina potrebbe avere in comune con il pianeta Terra.

Questa sarà la prima volta in cui NASA farà volare un veicolo scientifico multirotore su di un altro mondo; infatti Dragonfly sarà dotata di otto rotori che la renderanno in sostanza un grosso drone capace di sfruttare la densità dell’atmosfera di Titano (quattro volte quella terrestre) per trasportare il suo intero payload scientifico in zone diverse della superficie del pianeta.

Titano viene considerato un pianeta analogo a quello che è stata la Terra primordiale e si ritiene quindi che esso sia in grado di fornire delle indicazioni su come possa essere nata la vita sul nostro pianeta. In poco più di due anni e mezzo di missione pianificata, Dragonfly esplorerà diverse tipologie di ambiente, passando dalle dune composte da sostanze organiche al fondale di un cratere da impatto, dove l’acqua liquida e le sostanze organiche dalle quali è nata la vita, un tempo sono coesistite per probabilmente qualche decina di migliaia di anni. Gli strumenti della sonda studieranno l’evoluzione della chimica prebiotica, esamineranno le caratteristiche dell’atmosfera e della superficie, e rileveranno la presenza degli oceani sotterranei e degli accumuli di sostanze liquide. Oltre a ciò, gli strumenti cercheranno evidenze di vita presente o passata.

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Foto di looser da Pixabay

Addio a Mordillo, il fumettista degli animali

Lun, 07/01/2019 - 12:15

Il celebre fumettista argentino Guillermo Mordillo Menèndez è morto all’età di 86 anni nella sua casa a Maiorca. A quanto riferisce l’Efe, l’umorista, pienamente attivo fino all’ultimo, è deceduto ieri sera in seguito ad un malore manifestatosi mentre cenava con la sua famiglia in un ristorante vicino nella città turistica di Palmanova.

Più conosciuto semplicemente come Mordillo, soprattutto negli anni settanta era tra i cartoonist più pubblicati nel mondo. I suoi disegni sono caratterizzati da colori vivaci e, soprattutto, da uno spiccato senso umoristico che restituisce ai suoi buffi e pacifici personaggi, che non si esprimono a parole ma solo attraverso i gesti. Ma sono soprattutto gli animali i suoi personaggi più conosciuti: in particolare le giraffe, le cui avventure sono state raccolte in diversi volumi.

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Immagine Southwest Puzzles

Cosa non puoi scrivere sulla bacheca di Salvini e perché

Lun, 07/01/2019 - 11:23
Fonte: FANPAGE

I posteri ci chiederanno come sia stato possibile che una persona come Matteo Salvini diventasse ministro degli Interni. E alla generazione del futuro dico: tutto questo è stato, in molti lo hanno voluto, ma qualcuno ha resistito”. Con queste parole Roberto Saviano chiude l’analisi della comunicazione “social” di Matteo Salvini, dopo aver passato in rassegna i più condivisi tweet e lanci Facebook del nuovo ministro dell’Interno.

Dalla stampa nazionale:

  • SALVINI BANNA SU FACEBOOK COMMENTI CHE CONTENGONO ’49 MILIONI’. MA IL TRUCCO C’È. Il riferimento è ai rimborsi intascati dalla Lega e spariti. Soldi su cui indaga la magistratura e di cui il partito avrebbe usufruito grazie a una truffa ai danni di Camera e Senato

Il test l’ha fatto anche Massimo Mantellini, esperto di tecnologia, la cultura digitale: “Ho voluto provare e in effetti è vero. Se commenti sulla bacheca di Matteo Salvini “49 milioni” il commento viene blacklistato. Il massimo tecnologico che possa organizzare la famosa bestia”. Il riferimento è ai 49 milioni dei rimborsi intascati dalla Lega Nord e spariti. Soldi su cui indaga la magistratura e di cui il partito avrebbe usufruito grazie a una truffa ai danni di Camera e Senato.

Fonte: Twitter Massimo Mantellini

Mantellini poi ha provato a veicolare lo stesso messaggio in modo alternativo, arrivando alla conclusione che, ad esempio, “48 + 1 milioni” invece funziona. Così come funziona scrivere “quarantanove milioni” e tutte le altre combinazioni numeriche. FOTO Continua a leggere (Fonte: ILFATTOQUOTIDIANO.IT)

  • ECCO QUANTO SPENDONO I LEADER POLITICI PER LA PROPAGANDA SU FACEBOOK: LA CLASSIFICA. Salvini Facebook – Facebook, Twitter e Instagram vengono utilizzati ormai da anni per fare propaganda elettorale e sono da tempo il perno centrale di ogni strategia di comunicazione politica che si rispetti.

I social, però, forse mai come in passato, sono stati indubbiamente i veri protagonisti della campagna elettorale per le elezioni europee dello scorso 26 maggio. Ma quanto spendono i politici su Facebook per sponsorizzare i propri post e diffondere i propri messaggi di propaganda elettorale? Dal 2019, grazie a Libreria inserzioni, uno strumento messo a disposizione da Facebook, è possibile rispondere puntualmente a questa domanda e analizzare compitamente le strategie social messe a punto dai vari partiti e candidati in corsa alle europee.

Re delle sponsorizzazioni politiche su Facebook è indubbiamente il leader della Lega Matteo Salvini: negli ultimi 30 giorni ha speso ben 124mila euro in post a pagamento. Stando alle informazioni messe a disposizione da Libreria inserzioni, la pagina del ministro dell’Interno è gestita da 33 persone che lavorano dall’Italia e ha speso in post sponsorizzati di vario genere 124mila euro in 30 giorni.

Dagli inviti a votare Lega alle europee del 26 maggio fino ai post sponsorizzati per diffondere notizie di cronaca nera che hanno come protagonisti immigrati di provenienza varia, la pagina di Salvini conta decine e decide di post a pagamento finanziati con cifre che vanno dai 100 ai 500 euro, fino a quelli sponsorizzati con somme che vanno dai 1.000 ai 5.000 euro, come ad esempio quello relativo all’immigrato di origine marocchina che ha dato fuoco a una sede della polizia a Mirandola. Continua a leggere(Fonte: TPI di Charlotte Matteini)

  • CHI È LUCA MORISI, SOCIAL GURU DI SALVINI C’è chi lo chiama ‘dottor Stranamore’. Chi, più semplicemente, ‘il domatore di consensi’. Una ne pensa e cento ne fa, Luca Morisi, 45 anni, mantovano e uomo ombra di Matteo Salvini. “Digital philosopher. Social-megafono, mi occupo quasi 24×7 della comunicazione per il Capitano. #goSalvinigo” scrive lui su Twitter, dove vanta 13mila follower. Numeri irrilevanti in confronto a quelli del ‘Comandante’, che in pochi mesi ha tagliato il traguardo di 3 milioni e mezzo solo su Facebook. Tutto merito, neanche a dirlo, di Morisi, spin doctor del ministro dell’Interno e guru 24h24 della propaganda social di Salvini.

Stratega, mattatore della comunicazione, è lui l’ideatore della ‘Bestia’, lo strumento in grado di analizzare l’orientamento della ‘pancia’ del web e monitorare il sentiment degli utenti. Uno strumento indispensabile per capire quali temi cavalcare nei post che seguiranno. Chi lo conosce lo descrive come un personaggio riservato, piuttosto defilato. Uno che alle luci della ribalta preferisce di gran lunga il cono d’ombra.

Classe 1973, imprenditore, per 10 anni insegna all’Università degli Studi di Verona ‘Siti Web di Filosofia’ e ‘Laboratorio di Informatica filosofica’. Esperto nella progettazione di database, web application e Intranet/Extranet, come scrive nel suo cv, Morisi ha realizzato diversi sistemi informativi in particolare nel campo sanitario e ha fatto parte dei consigli di amministrazione di società per azioni in diversi campi.

Laureato col massimo dei voti in Filosofia, esperto di comunicazione e di marketing politico sui social media, si deve a Morisi il successo di Salvini sui social. L’incontro con il leader del Carroccio risale al 2012 e avviene, neanche a dirlo, tramite Facebook. Continua a leggere (Fonte: ADNKRONOS Di Federica Mochi)

Colpo di calore: consigli utili per prevenire e intervenire

Lun, 07/01/2019 - 09:44

Il colpo di calore è la conseguenza più grave che può derivare dall’incremento anomalo della temperatura corporea interna oltre i 38-39° C. In questa condizione è fondamentale intervenire il prima possibile per bloccare ulteriori incrementi della temperatura che risulterebbero fatali.

Che cos’è il colpo di calore?
Il colpo di calore può colpire l’individuo di qualsiasi età, ma a correre più rischi sono gli anziani che hanno superato i 65 anni e i bambini piccoli. Intervenire per tempo è fondamentale per evitare gravi complicazioni a livello di organi come il cervello, il cuore, i reni e i muscoli.

Nei casi più gravi può portare al decesso. Una delle possibili complicazioni è, infatti, lo shock causato da un’improvvisa riduzione della pressione arteriosa.

Quali sono le cause del colpo di calore?
Il colpo di calore può essere causato da temperature elevate e climi umidi o da un’attività fisica molto intensa esercitata in ambiente caldo-umido. Nel primo caso, più frequente fra gli anziani e in chi soffre di patologie croniche, sono le condizioni ambientali a scatenare l’aumento della temperatura corporea. Nel secondo, è l’esercizio fisico, specie se condotto in giornate o ambienti caldi e umidi che non favoriscono la dispersione del calore corporeo che si produce a causa del movimento.

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Foto di Pete Linforth da Pixabay

Cambiamo abitudini per salvare il pianeta in 10 semplici mosse

Lun, 07/01/2019 - 07:00
[…] Magari all’inizio alcune cose non saranno semplici e non vi verranno automatiche, ma di sicuro il loro effetto positivo vi spronerà a metterle in pratica, giorno dopo giorno.

  1. Non lasciare aperto il rubinetto
  2. Non lasciare accese le luci
  3. Spegni la spia degli elettrodomestici
  4. Non usare le cannucce
  5. Di’ addio allo spazzolino di plastica
  6. Fai le scale
  7. Usa prodotti solidi
  8. Basta con il tè in bustine
  9. Porta sempre con te una borsa di stoffa
  10. Compra una borraccia
Non lasciare aperto il rubinetto

Sapete quanta acqua si spreca lasciando il rubinetto aperto mentre ci si lava i denti? Circa 5 litri al minuto! Ovviamente dipende da quanto è aperto il miscelatore, ma comunque è una cifra impressionante. Soprattutto se si moltiplica per i 3 minuti di media impiegati per lavarsi i denti e per le almeno 3 volte in cui quotidianamente si ripete il gesto di prendersi cura della propria igiene orale. Ecco allora che basta davvero poco: chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti, è un piccolo gesto con un grande impatto positivo sullo spreco di acqua! Stesso ragionamento quando si fa la doccia: mentre ci si insapona, non serve far scendere l’acqua!

Non lasciare accese le luci

Supponendo che abbiate già cambiato le lampadine a incandescenza con altre a basso consumo o meglio ancora a LED (se non lo avere ancora fatto, fatelo!), ricordatevi comunque di spegnere la luce quando uscite dalla stanza. È un piccolo gesto, ma se tutti noi ci impegnassimo a farlo, l’impatto sui consumi e sugli sprechi sarebbe davvero notevole!

Sempre in tema di illuminazione, ecco qualche dritta: se possibile, rinunciate ai faretti (belli, ma decisamente poco green: hanno un cono di luce limitato e per ogni locale, invece di una lampadina, ne avete almeno 5/6); stesso discorso per i lampadari con più lampadine (sono molti belli e d’effetto, ma consumato almeno il triplo di un normale lampadario).

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Le regole di comportamento del Buddhismo

Dom, 06/30/2019 - 21:15

I Cinque Precetti e l’Ottuplice Sentiero sono alla base della religione Buddhista. E poi c’è il concetto del Karma, legato inevitabilmente a quello della reincarnazione dopo la morte. Se vuoi condurre una vita corretta secondo i principi di questa religione sii altruista, compassionevole e retto; rimani distaccato dalle cose materiali e dedicati alla meditazione regolarmente.

Il Buddhismo è una religione, una filosofia di vita e una scuola di pensiero. Sarebbe riduttivo non considerarlo attraverso tutti e tre questi termini, perché il Buddhismo non si limita a testi sacri, rituali e cerimonie, ma è proprio uno stile di vita. La prima cosa che dovresti fare per diventare un Buddhista Doc  è conoscere i principi di base di questa dottrina: solo in questo modo potrai capire se puoi e vuoi mettere veramente in pratica le regole di comportamento di questo pensiero.

I buddhisti mettono in pratica questa etica non appena prendono rifugio nella Triplice Gemma: il Buddha, il Dharma e il Sangha. Ovviamente “prendere rifugio” è una metafora che simboleggia I buddhisti mettono in pratica questa etica non appena prendono rifugio nella Triplice Gemma: il Buddha, il Dharma e il Sangha. Ovviamente “prendere rifugio” è una metafora che simboleggia l’accettazione del Buddhismo, non devi trovare un altra casa, ma trovare una comunità buddhista sì, ti permetterebbe di seguire lezioni di yoga, di meditazione o lezioni sutra.

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