People For Planet

Abbonamento a feed People For Planet People For Planet
Aggiornato: 1 ora 38 min fa

New York: la quarantena si “vive sui tetti” (Video)

Sab, 04/25/2020 - 14:00

Dai balli più disparati, fitness di ogni tipo, pulzie di casa, musica o anche solo un momento all’aria aperta per respirare e rimanere assorti nei proprio pensieri… fino al volo degli aquiloni.

In questo periodo di quarantena gli abitanti di New York (USA) stanno riscoprendo i tetti delle proprie case per poter svolgere delle attività all’aria aperta. Ecco il breve video con una compilation delle idee più diverse e bizzarre.

The culture of roof activity in nyc is changing in this time of social distancing.
My apt building towers over other buildings in the neighborhood (which I like to brag about as a short person who’s never experienced this feeling).
From my window, I see a whole new canvas. ⁣

@jerm_cohen

Roof Culture during Quarantine in NYC pic.twitter.com/uO2tREheMu

— Jeremy Cohen (@jerm_cohen) April 18, 2020 Twitter: @jerm_cohen

Leggi anche:
Coronavirus: la violinista suona sul tetto dell’ospedale di Cremona
McCurry, il video omaggio per l’Italia: «Siete sempre nel mio cuore»

Yoga demenziale con Jacopo Fo: MUSCOLI E EMOZIONI

Sab, 04/25/2020 - 12:00

E’ una disciplina che ha scelto, come maestri spirituali, la gioia e il piacere. Via i sensi di colpa che ci bloccano, via le paure che ci paralizzano e ci avvelenano la vita: dentro di noi abbiamo tante energie belle, lucide e sane. Impariamo a liberarle per poi poter godere a fondo dei piaceri spirituali come di quelli fisici.

Lo Yoga demenziale, messo a punto da Jacopo Fo, accoppia il meglio della civiltà occidentale (un sano laicismo, il rigore della sperimentazione, il training autogeno) con quello delle civiltà orientali (la meditazione trascendentale, le arti marziali, le tecniche yoga). Perché tutta la saggezza dei due mondi può essere riassunta in una gigantesca risata.

L’obiettivo? Raccontare cose semplici in modo semplice per risultati semplici. Come ci racconta Jacopo Fo “l’idea è che, se io sperimento e ascolto quello che succede, poi posso trarre le mie conclusione ed ottenere con questi esercizi dei vantaggi elementari”.

Lezione n°9 – Muscoli e emozioni

Pillole di Yoga Demenziale N.9: MUSCOLI E EMOZIONI

L’INCREDIBILE COLLABORAZIONE TRA CORPO, MENTE, SENTIMENTI.NONA PILLOLA DI YOGA DEMENZIALE.Pillola di Yoga Demenziale numero 91 prima parte e seconda parte Ridere fa bene (15 marzo)2 Il respiro (lunedì 16 marzo)3 Il movimento rallentato (17 marzo)4 sesso: la penetrazione morbida (18 marzo)5 Migliora la tua voce (19 marzo)6 meditazione Pigra (20 marzo)7 Lo zen e l’amore romantico (lunedì 23 marzo)8 Dove gode il maschio (24 marzo)9 muscoli e emozioni (25 marzo)22 pillole in 22 giorni per spostare il tuo punto di osservare bene alcuni aspetti della realtà che hai davanti agli occhi ma potresti non avere identificato

Pubblicato da Jacopo Fo su Mercoledì 25 marzo 2020

Lezione n° 9 – Discussione Muscoli e emozioni

Discussioni sulle Pillole di Yoga demenziale N.9Muscoli e emozioni

Pubblicato da Jacopo Fo su Mercoledì 25 marzo 2020

Yoga Demenziale – Guarda tutti i video!

Visita la pagina Facebook di Yoga demenziale

Sottobicchiere fai da te con tappi di birra!

Sab, 04/25/2020 - 10:00

Dal canale YouTube unCome.it un brevissimo video tutorial per un’idea di riciclo creativo con i TAPPI DI BIRRA!

Come si legge sul canale: “Riciclare i tappi di bottiglie di birra è un’ottima idea, perché puoi ricavare sottobicchieri fai da te originali scegliendo i colori che più ti piacciono e abbinando i tappi di birra come preferisci!

Puoi anche liberare la tua immaginazione creando svariati oggetti come sottopentola, tovagliette, sotto pianta ecc

Fonte: unCome.it

Leggi anche:
Oggi creiamo: candele fai da te (senza cera!)
Autoproduzionesostenibile e a basso impatto ambientale con Mamma Chimica (VIDEO)

25 aprile. Ricordiamo la lezione di chi è caduto per la Liberazione

Sab, 04/25/2020 - 07:00

Il video che trovate in fondo a questo articolo è stato trasmesso dalla Rai il 25 aprile dell’anno scorso, ma merita di essere riproposto perché è bellissimo e sempre attuale: molti attori, da Favino a Bisio, rendono omaggio a targhe di partigiani. Moltissime città, da Napoli a Milano passando per Roma, Firenze, Torino e tanti altri centri grandi e piccoli, sono piene di queste targhe.

Io vivo a Milano e ne ho due a pochi passi da casa. Una la incontro andando dal giornalaio, in piazza Grandi, e ricorda Giuseppe Trezzi. Era un ufficiale di coordinamento delle Brigate Garibaldi. il 27 agosto 1944 venne falciato in quel punto da una raffica di mitra della brigata fascista Ettore Muti, tristemente nota per le sue nefandezze e torture.
Dall’altro lato della piazza, al n 18, viene ricordato Cesare Poli. Insieme ad altri due membri della Terza Gap, venne arrestato la vigilia di Natale del 1944. Tutti e tre furono torturati, ma nessuno parlò. Il giorno di Capodanno vennero fucilati al Poligono di piazzale Accursio.
Sono solo due delle oltre 400 targhe che in città ricordano i combattenti caduti per la libertà.

Altre targhe, più recenti, ricordano altri ragazzi, caduti negli anni Settanta perché si battevano contro il fascismo.
A qualche centinaio di metri da casa mia, verso Ovest, in corso 22 Marzo, c’è quella di Giannino Zibecchi, schiacciato da un blindato dei carabinieri il 17 aprile del 1975 mentre partecipava a una manifestazione di protesta. Protestava per l’uccisione di un altro ragazzo, Claudio Varalli, ammazzato il giorno prima dai fascisti a colpi di pistola in piazza Cavour.

Poche centinaia di metri verso Nord, in via Goldoni, un’altra targa ricorda Gaetano Amoroso, morto il 29 aprile dello stesso anno. Due giorni prima era stato assalito con due amici da una banda di fascisti, che li avevano presi di mira perché vestiti da “rossi”. Dopo averli massacrati di botte, mentre erano a terra, era comparso il coltello. I fascisti, una decina, se lo passarono di mano in mano, colpendo a turno, come in un rito.
I suoi due amici, feriti, sopravvissero. Gaetano dopo due giorni di agonia non ce la fece.
Anche questi caduti vengono ricordati dall’Anpi, per quella che alcuni chiamarono “Nuova Resistenza”.

Oggi, per fortuna, le nuove generazioni non hanno lapidi fresche da onorare. I fascisti non agiscono più con mitra, bombe o coltelli.
Ma la minaccia alla libertà è forte come non era da molto tempo.
Il risorgere prepotente del nazionalismo, oggi rinominato “sovranismo“, la ricerca costante di nemici, che siano gli immigrati o l’Europa, la richiesta di “pieni poteri”, il disprezzo ostentato verso la democrazia rappresentativa (tutti sono solo a “caccia di poltrone”), la crisi da Coronavirus che presto diventerà crisi economica, scatenando rabbie e voglia di trovare capri espiatori: tutto questo è alimentato e nello stesso tempo fa crescere una destra che non ha più timore a diventare sempre più estrema.

Ricordiamo chi è caduto per la libertà e ricordiamo la loro lezione.
I valori del 25 aprile e della Costituzione nata dalla Resistenza sono più attuali che mai, e oggi più che mai vanno difesi.
Perché i tempi che ci aspettano saranno molto difficili.

Turismo, danni per 66 miliardi | Lockdown: crolla inquinamento, si teme con la Fase 2

Sab, 04/25/2020 - 06:25

Il Sole 24 Ore: Standard & Poor’s conferma il rating dell’Italia a BBB, l’outlook resta negativo – Svolta Bce: accetta anche i titoli «junk» – Il 90% dei trader perde soldi? I 6 errori fatali;

Il Fatto Quotidiano: 25 aprile – Quando nel ’36 la Lucchese arrivò settima in A con ebrei e comunisti in squadra. Bologna, i portici si popolano con foto di volti;

Il Mattino: Trump choc, è bufera negli Usa: «Iniezioni di disinfettanti contro il virus» Coronavirus, in Usa quasi 50mila vittime;

Il Manifesto: Gli indigeni brasiliani stretti nella morsa, tra virus e trafficanti;

Il Giornale: Cervello, polmoni e il cuore: ecco dove può colpire il virus;

Tgcom24: Nel lockdown crollo record dell’inquinamento: si teme il picco opposto con la Fase 2;

Leggo: Milano, la fase 2: limite di velocità a 30 all’ora e spazio alle bici. Tavolini nei posti auto;

Il Messaggero: Morto Aldo Masullo, filosofo e politico napoletano: aveva 97 anni;

Corriere della Sera: Non trema solo Ryanair,le compagnie: «Con le nuove regole qui si ferma tutto»;

La Repubblica: Turismo, danni per 66 miliardi. Sos dei sindaci: “Serve sostegno fortissimo”.

Noam Chomsky: “I governi neoliberisti sono il problema, non la soluzione”

Ven, 04/24/2020 - 19:00

Continuiamo la pubblicazione su People For Planet di contributi sul “dopo coronavirus” – inaugurata con “Aspettiamo il dopo, in agguato come la tigre” e continuata con “Il ritorno dello Stato Sociale” e “I veri leader si vedranno adesso” – con questa intervista rilasciata da Chomsky a Cristina Magdaleno dell’agenzia spagnola EFE di cui riportiamo la traduzione di ampi stralci.

“Un colossale fallimento del neoliberismo”

Per il filosofo e linguista Noam Chomsky, la prima grande lezione dell’attuale pandemia è che stiamo affrontando “un altro enorme e colossale fallimento della versione neoliberista del capitalismo”

Dalla sua casa a Tucson e lontano dal suo ufficio presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT), dove ha contribuito a cambiare la linguistica per sempre, Chomsky esamina le conseguenze di un virus che chiarisce che i governi liberisti sono “il problema e non la soluzione”.

Domanda: quali lezioni positive possiamo trarre dalla pandemia?

Risposta: La prima lezione è che stiamo affrontando un altro enorme e colossale fallimento della versione neoliberista del capitalismo. Se non lo apprendiamo, la prossima volta che accadrà qualcosa di simile sarà peggio. È ovvio dopo quello che è successo dopo l’epidemia di SARS nel 2003. Gli scienziati sapevano che sarebbero arrivate altre pandemie, probabilmente della varietà coronavirus. Sarebbe stato possibile prepararsi a quel punto e affrontarlo come per l’influenza. Ma non è stato fatto.

Le aziende farmaceutiche disponevano di risorse e sono super ricche, ma i mercati affermano che non vi è alcun vantaggio nel prepararsi in vista di una catastrofe proprio dietro l’angolo. E poi arriva il martello neoliberista. Gli stati liberisti stanno costituendo il problema e non la soluzione.

Gli Stati Uniti sono una catastrofe. Sanno come incolpare tutti tranne loro stessi, anche se sono responsabili. Ora siamo l’epicentro, in un paese così disfunzionale che non può nemmeno fornire informazioni sull’infezione all’Organizzazione mondiale della sanità.

D: Cosa pensi della gestione dell’amministrazione Trump?

R: Il modo in cui si sta svolgendo tutto è surreale. A febbraio la pandemia stava già causando il caos, tutti negli Stati Uniti lo hanno riconosciuto. Proprio a febbraio, Trump presenta un budget che vale la pena guardare. Tagli per il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie e in altre parti relative alla salute. Ha fatto tagli in mezzo a una pandemia e ha aumentato i finanziamenti per le industrie del carbone, le spese militari, il famoso muro con il Messico…

Tutto ciò ti dice qualcosa sulla natura dei giullari sociopatici che gestiscono il governo e che il paese sta soffrendo. Ora cercano disperatamente di incolpare qualcuno. Danno la colpa alla Cina, all’OMS … e ciò che hanno fatto con l’OMS è davvero criminale. Smetti di finanziarlo? Cosa significa? L’OMS lavora in tutto il mondo, principalmente nei paesi poveri, su questioni legate alla diarrea, alla maternità … Allora, cosa stanno dicendo? “Okay, uccidiamo un sacco di persone nel sud perché forse questo ci aiuterà con le nostre prospettive elettorali.” Questo è un mondo di sociopatici.

D: Trump ha iniziato negando la crisi, ha anche detto che era una bufala democratica … Potrebbe essere la prima volta che Trump è stato battuto dai fatti?

R: Trump è probabilmente l’uomo più sicuro di sé che sia mai esistito. È in grado di tenere con una mano un cartello che dice “Ti amo, sono il tuo salvatore, fidati di me perché lavoro giorno e notte per te” e con l’altra mano ti pugnala alla schiena. I suoi elettori  lo adorano indipendentemente da ciò che fa. Ed è aiutato da grandi media come ad esempio Fox News… che sono gli unici media che i repubblicani guardano.

Se un giorno Trump dice “è solo un’influenza, dimenticalo”, diranno di sì, è un’influenza e devi dimenticartene. Se il giorno dopo dice che è una pandemia terribile e che è stato il primo a notarlo, lo grideranno all’unisono e diranno che lui è la persona migliore della storia.

Allo stesso tempo, guarda Fox News al mattino e decide cosa dovrebbe dire. È un fenomeno straordinario. Rupert Murdoch e altri sociopatici della Casa Bianca stanno portando il paese alla distruzione.

D: Come appare la power map in termini geopolitici dopo la pandemia?

R: Ciò che sta accadendo a livello internazionale è piuttosto scioccante. C’è quello che chiamano Unione Europea. Sentiamo la parola “unione”. Ok, guarda la Germania, che sta gestendo molto bene la crisi … In Italia la crisi è acuta … Sta ricevendo aiuto dalla Germania? Fortunatamente stanno ricevendo aiuto, ma da una “superpotenza” come Cuba, che sta inviando medici. O la Cina, che invia materiale e aiuti. Ma non ricevono assistenza dai paesi ricchi dell’Unione europea finora. Questo dice qualcosa …

L’unico paese che ha dimostrato un autentico internazionalismo è stata Cuba, che è sempre stata sottoposta a strangolamento economico da parte degli Stati Uniti e per miracolo sono sopravvissuti per continuare a mostrare al mondo cos’è l’internazionalismo. Ma non puoi dirlo negli Stati Uniti perché ciò che devi fare è biasimarli per le violazioni dei diritti umani. In effetti, le peggiori violazioni dei diritti umani si verificano nella parte sudorientale di Cuba, in un luogo chiamato Guantanamo che gli Stati Uniti hanno occupato e si rifiutano di restituire a Cuba.

Una persona che segua le indicazioni di Trump dovrebbe incolpare la Cina, invocare il “pericolo giallo” e dire che i cinesi stanno venendo a distruggerci, sono meravigliosi…

C’è una richiesta di progressivo internazionalismo con la coalizione che ha dato il via a Bernie Sanders negli Stati Uniti o Varoufakis in Europa. Portano elementi progressisti per contrastare il movimento reazionario che è stato forgiato dalla Casa Bianca, per mano di stati brutali in Medio Oriente  o con persone come Orban o Salvini, il cui godimento nella vita è garantire che le persone che fuggono disperatamente dall’Africa anneghino nel Mediterraneo.

Metti tutto questa ondata reazionaria internazionale da una parte e la domanda è … saranno contrastate?

D: Sanders ha perso la corsa alle primarie…

R: Si dice comunemente che la campagna di Sanders sia stata un fallimento. Ma questo è un errore totale. È stato un enorme successo. Sanders è riuscito a cambiare la portata della discussione e della politica e cose molto importanti che non potevano essere menzionate un paio di anni fa sono ora al centro della discussione, come il Green New Deal, essenziale per la sopravvivenza.

I ricchi non lo hanno finanziato, non ha avuto il supporto dei media … L’apparato del partito ha dovuto coalizzarsi per impedirgli di vincere la nomination. Allo stesso modo che nel Regno Unito l’ala destra del partito laburista ha distrutto Corbyn, che stava democratizzando il partito in un modo che non potevano sopportare.

Erano persino disposti a perdere le elezioni. Ne abbiamo visto tante negli Stati Uniti, ma il movimento rimane. È popolare. Sta crescendo, sono nuovi … Ci sono movimenti simili in Europa, possono fare la differenza.

D: Cosa pensi che accadrà alla globalizzazione come la conosciamo?

R: Non c’è niente di sbagliato nella globalizzazione. Va bene fare un viaggio in Spagna, per esempio. La domanda è quale forma di globalizzazione. Quella che si è sviluppata è stata sotto il neoliberismo. È quello che hanno progettato. Ha arricchito i più ricchi e c’è un potere enorme nelle mani di corporazioni e monopoli. Ha anche portato a una forma di economia molto fragile, basata su un modello di business efficiente ma non efficace, facendo le cose al minor costo possibile. Questo ragionamento ti porta a dire che gli ospedali non hanno certe cose perché quelle cose in termini di profitto a breve non sono efficienti, per esempio.

Ora il fragile sistema costruito sta crollando perché non può gestire qualcosa che è andato storto. Quando progetti un sistema fragile e centralizzi la produzione solo in un luogo come la Cina … Guarda Apple ad esempio. Produce enormi profitti, di cui pochi rimangono in Cina o Taiwan. La maggior parte dei loro affari va dove probabilmente hanno aperto un ufficio delle dimensioni del mio studio, in Irlanda per esempio, per pagare poche tasse in un paradiso fiscale.

Come possono nascondere i soldi nei paradisi fiscali? Fa parte della legge naturale? No.

Tutto è stato progettato a vantaggio di pochi, sono decisioni che hanno avuto conseguenze che abbiamo visto negli anni e una delle conseguenze è ciò che è stato chiamato “populismo”. Molte persone erano arrabbiate, piene di risentimento e odiavano giustamente il governo. Questo è stato un terreno fertile per i demagoghi che potevano dire: io sono il tuo salvatore e gli immigrati questo e quello…

D: Questa pandemia può cambiare il modo in cui ci relazioniamo con la natura?

R: Dipende dai giovani. Dipende da come reagirà la popolazione mondiale. Questo potrebbe portarci a stati altamente autoritari e repressivi che espandono il sistema neoliberista anche più di adesso. Ricorda: la classe capitalista non si autocorregge, anzi. Nel mezzo della pandemia negli Stati Uniti sono state eliminate le regole che limitavano l’emissione di mercurio e altri inquinanti … Ciò significa uccidere più bambini americani, distruggere l’ambiente. Non si fermano. E se non ci sono contro-forze, questo è il mondo che avremo.

Foto di dino reichmuth

È uscito il Decreto End of Waste per gli pneumatici fuori uso

Ven, 04/24/2020 - 17:27

Una filiera importante nel nostro Paese, considerato che ogni anno arrivano a fine vita circa 400.000 tonnellate di pneumatici (termine tecnico PFU, pneumatici fuori uso) e che ad oggi il settore già consiste in più di un centinaio di aziende con oltre 1.000 addetti.

I contenuti del Decreto

Il Decreto è stato firmato nei giorni scorsi e si avvia ora alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Si tratta di un altro decreto sul riciclo dei rifiuti, il primo era stato quello sui prodotti assorbenti, che ha comportato la nascita di una vera e propria nuova filiera di raccolta e riciclo di un prodotto altrimenti destinato solo allo smaltimento. E si parla anche qui di un quantitativo ingente di rifiuto che oggi viene riciclato per trovare larghi impieghi e non più incenerito. (Decreto end of waste assorbenti e pannolini People for Planet)

La disciplina contenuta in questa norma consentirà una più elevata qualità e sicurezza dei materiali in uscita dagli impianti, con un sistema di analisi, monitoraggio e trattamento obbligatorio che facilita i controlli da parte degli Enti preposti e diminuisce gli impatti ambientali di produzione.

Diventa infatti obbligo per le aziende e gli impianti di trattamento:

  • dotarsi di un sistema di lavaggio dei pneumatici fuori uso in ingresso, idoneo ad eliminare impurità superficiali;
  • l’istituzione di campionamenti e analisi su materiale riciclato in uscita;
  • la certificazione del produttore su ogni lotto di produzione di materiale riciclato in uscita, che nel Decreto viene definito non più gomma riciclata, ma “gomma vulcanizzata granulare”.
Quali saranno le possibili applicazioni?

Prima di tutto come componente per i nuovi pneumatici, poi un altro uso importante – per i quantitativi impiegati – è quello per gli asfalti. Asfalti definiti “modificati”, grazie al polverino di gomma, che consentono di ottenere pavimentazioni stradali che durano fino a tre volte più di un asfalto tradizionale e che riducono il rumore del passaggio dei veicoli.

Poi anche le superfici sportive, dove la gomma riciclata conferisce quella caratteristica di elasticità, resistenza ed assorbimento degli urti necessaria per le pratiche sportive. E anche i materiali per l’isolamento acustico (pannelli) e lo smorzamento delle vibrazioni (rallentatori stradali) o i materiali in genere per l’arredo urbano.

Perché è importante una disciplina nazionale per l’economia circolare?

Perché si ottiene così una nuova filiera di economia circolare che trasforma i pneumatici da problema di complessa gestione a risorsa preziosa. Un sistema che nel suo complesso riesce a garantire raccolta e recupero del 100% dei PFU.

Il poter contare su una normativa nazionale eliminerà le incertezze che tutt’ora sussistono e consentirà di superare quelle differenze che, nel regime di autorizzazioni “caso per caso” finora in vigore, potevano anche creare gap competitivi tra impianti di riciclo analoghi, ma situati in Regioni o Province differenti.

Attraverso riferimenti comuni, gli impianti di riciclo avranno invece la certezza di come verrà inquadrato il materiale riciclato in uscita dall’impianto e allo stesso tempo le aziende utilizzatrici di granulo e polverino di gomma potranno contare su una certificazione di ogni singolo lotto di materiale che ne garantisca qualità, caratteristiche e sicurezza.

Leggi anche:
Microplastiche: dai cosmetici una buona notizia, ma sui lavaggi dei tessuti e sugli pneumatici c’è molto altro da fare…
Le auto dei romani, in fila, occuperebbero tutte le strade della capitale
Decreti “End of Waste”

Copertina: disegno di Armando Tondo

Fase2 con un mese di anticipo: ecco perché servono regole dure

Ven, 04/24/2020 - 15:01

Quando riapriranno bar, ristoranti e parrucchieri? Lo avevamo scritto oltre un mese fa, lo ha confermato di recente il virologo Pregliasco. La riapertura, per la scienza, andrebbe fatta come minimo a giugno. Ma il “sistema” – quello che ci permette di vivere nell’ordine attuale delle cose – imploderebbe. La contraddizione è talmente forte che, sui dubbi espressi anche dall’Oms sull’opportunità di riaprire, ha reagito male tutto il mondo finanziario con anche un crollo storico del petrolio, legato alla paura che questa non sia la scelta giusta. Ma si apre, e servono regole rigide.

Dal 4 all’aria aperta

Dal 4 maggio aprono cantieri e industrie del tessile e della moda. Nello stesso giorno ripartiranno anche Lotto e Superenalotto. Ci sarà l’allentamento dei divieti di spostamento, mantenendo l’autocertificazione e si potrà andare fuori dal Comune di residenza. Si potrà fare sport all’aperto anche lontano da casa, in bici o correndo, allenandosi da soli o a due metri di distanza dagli altri.

Dall’11 maggio si fa shopping in solitaria

Salvo improvvisi nuovi picchi nei contagi, dall’11 maggio riapriranno i negozi di vendita al dettaglio, abbigliamento, calzature e tutti gli altri negozi, mantenendo le restrizioni come distanziamento e dispositivi di protezione. Rimarranno invece chiusi i centri commerciali e i mercati rionali che non vendono alimenti.

Sanificazioni e distanze

Quaranta metri quadri è la dimensione limite dei negozi. Nei locali di queste dimensioni può entrare una persona alla volta, oltre a un massimo di due operatori. Se il negozio è più piccolo, si dovrà garantire il rapporto di un lavoratore e un cliente e la distanza di almeno un metro. Per quelli più grandi, l’accesso è regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita.

Il personale dovrà naturalmente indossare mascherine e guanti usa e getta. Nei negozi di alimentari i clienti potranno toccare il cibo solo se hanno i guanti. Solo chi sta fuori in fila in attesa di rientrare è invitato (non obbligato) a indossare la mascherina. Altrimenti deve comunque mantenere la distanza di un metro. Questo naturalmente se non si abita in Lombardia, dove l’uso delle mascherine è sempre obbligatorio per uscire di casa.

Obbligatorio il disinfettante quando si paga

Sarà probabile trovare un dispenser con disinfettante all’ingresso dei negozi, ma non obbligatorio. L’obbligo è invece in prossimità delle casse, tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento. Se si tratta di negozi di ampia metratura gli erogatori devono essere sistemati in angoli diversi, in più luoghi.

La sanificazione

Prima della ripartenza dovranno essere sanificati i locali dei negozi, compresi i pericolosi filtri dell’aria condizionata (pericolosi a livello batteriologico anche covid a parte). Quando l’attività sarà a regime, la pulizia sarà obbligatoria due volte al giorno: all’apertura e alla pausa. Si userà ipoclorito di sodio ed etanolo per camerini, maniglie, cassa, bagni, vetrine.

I vestiti

Se un cliente prova un vestito e non lo acquista questo va sanificato con del disinfettante. Questo punto spaventa i negozianti e produttori sia per i costi dei macchinari che per il rischio di rovinare i capi. Ancora c’è incertezza ma si pensa a una disinfezione più vaga: due volte al giorno.

18 maggio, bar e parrucchieri

Da ultimi, apriranno, quasi a fine mese, bar e ristoranti. Un metro dal bancone, due metri tra un tavolo e l’altro, mascherine e guanti per i camerieri. Da questa data, forse, se i dati saranno incoraggianti, sarà possibile spostarsi da una Regione all’altra.

Parrucchieri ed estetisti

Riapriranno solo su appuntamento e con un rapporto personale/cliente che dovrà essere di uno a uno. È un settore ad alto rischio, dunque tra gli ultimi a ripartire e con le regole più strette. La riapertura si prospetta tra l’11 e il 18 maggio, sempre se tutto va bene. Probabilmente la pulizia sarà obbligatoria più di due volte al giorno. Dispenser all’ingresso e vicino alle casse. Gli strumenti di lavoro dovranno essere disinfettati dopo ogni cliente. Obbligatorio per tutti – personale e clienti – mascherine e guanti. Stesso discorso per gli estetisti.

Leggi anche:
Covid-19, le mascherine in cotone funzionano?
Covid-19, la fase 3 saranno i robot?

Basta fondi pubblici agli allevamenti intensivi: la denuncia di Greenpeace

Ven, 04/24/2020 - 14:58

La diffusione del coronavirus ci ha fatto capire che, per evitare nuove epidemie, bisogna cambiare totalmente il nostro modo di vivere su questo Pianeta.

E’ ormai appurato che la presenza di allevamenti intensivi nel mondo è stata una delle cause che ha fatto scoppiare la piaga che ci vede prigionieri nelle nostre mura domestiche, costringendoci a rimanere in casa per non essere contagiati da un essere invisibile che s’insinua nei nostri corpi e ci impedisce di respirare:

Si stima che il 73% di tutte le malattie infettive emergenti provenga da animali e che gli animali allevati trasmettano agli esseri umani un grande numero di virus, come i coronavirus e i virus dell’influenza. Questo sembra particolarmente vero per gli allevamenti intensivi di pollame e suini, nei quali gli animali sono tenuti a stretto contatto e in numero molto elevato, oltre che movimentati su grandi distanze, possano far aumentare la trasmissione di malattie.”

Il nostro consumo di carne è insostenibile e questa pandemia ne è la conseguenza: è questa la denuncia di Greenpeace, l’onlus che da sempre si batte per i diritti degli animali, contro l’inquinamento e i cambiamenti climatici e, più in generale, per favorire la salute e il benessere di tutti gli esseri viventi. Questa volta l’associazione alza la voce chiedendo di porre fine alla cessione di fondi pubblici agli allevamenti intensivi, luoghi angusti in cui migliaia di animali vivono ammassati gli uni sugli altri, costretti ad “ingrassare”, per poi essere macellati e finire sulle nostre tavole. Si è arrivati a produrre una quantità di carne superiore rispetto al nostro reale fabbisogno e bisognerebbe porre fine a quest’attività che fa male al Pianeta, alle persone e agli animali stessi, in quanto siamo tutti esseri interconnessi: “la salute umana è indissolubilmente legata alla salute degli animali e della natura. Avremo un Pianeta e una vita sani solo se cambiamo drasticamente il modo in cui trattiamo gli altri esseri viventi, animali negli allevamenti intensivi compresi.”.

La proposta di Greenpeace

A tal proposito Greenpeace richiede che l’Unione Europea e i governi nazionali incentivino l’attività dei piccoli agricoltori e “smettano di sostenere gli allevamenti intensivi con sussidi pubblici”.

La crisi che l’Italia sta attraversando deve farci capire che bisogna aiutare e investire nelle attività locali e i piccoli agricoltori, ponendo fine al sostegno alle lobby del settore agricolo: “il settore zootecnico europeo, nell’ambito dell’attuale Politica Agricola Comune (PAC) riceve già, direttamente e indirettamente attraverso la produzione di mangimi, tra i 28 e i 32 miliardi di euro all’anno in sussidi pubblici dell’Ue, il 18-20% del bilancio totale dell’Ue”, mentre le piccole imprese continuano a scomparire.

A tal proposito, l’onlus ha lanciato una petizione per fermare gli allevamenti intensivi, poiché “quello che mangiamo oggi determina il mondo di domani: non mettiamo il Pianeta nel piatto!”.

Se vogliamo evitare la diffusione di nuove epidemie e cercare di far rinascere il nostro Paese, bisogna cambiare modo di vedere le cose, non solo diminuendo il consumo di carne e il numero degli allevamenti intensivi, ma investendo sui piccoli produttori e su attività più sostenibili e rispettose per l’ambiente e per gli animali; soltanto cambiando rotta potremo vivere in un Pianeta più sano, in cui tutti gli esseri viventi possano convivere in armonia.

Leggi anche:
L’Uk vuole tassare la carne da allevamenti intensivi
Giornata dei Diritti degli Animali, in Italia il 90% degli allevamenti è intensivo
Origine del Covid-19: Perché le relazioni uomo-animale devono cambiare
Stop pulcini triturati e maiali castrati: svolta della Francia

Angela Finocchiaro legge racconti per passare il tempo in quarantena

Ven, 04/24/2020 - 14:00

Questo è di Stefano Benni tratto dal suo libro “Bar Sport”: la riparazione del nonno .

PILLOLE DI LETTURA #1

Un racconto di Stefano Benni tratto da BAR SPORT DUEMILA: LA RIPARAZIONE DEL NONNO.

Pubblicato da Angela Finocchiaro su Venerdì 3 aprile 2020

Leggi anche:
Storie di ordinaria pandemia
Scuole chiuse: contro la noia un sito con giochi e storie

Il Consorzio Italiano Biogas sostiene il Banco Alimentare

Ven, 04/24/2020 - 14:00

Il CIB – Consorzio Italiano Biogas è una aggregazione volontaria che riunisce aziende agricole produttrici di biogas e biometano da fonti rinnovabili; società industriali fornitrici di impianti, tecnologie e servizi per la produzione di biogas e biometano; enti ed istituzioni che contribuiscono alla promozione della digestione anaerobica per il comparto agricolo.
Il CIB è attivo sull’intera area nazionale e rappresenta tutta la filiera della produzione di biogas e biometano in agricoltura, con l’obiettivo di fornire informazioni ai Soci per migliorare la gestione del processo produttivo e orientare l’evoluzione del quadro normativo per favorire la diffusione del modello del Biogasfattobene® e raggiungere gli obiettivi al 2050 sulle energie rinnovabili e la lotta al cambiamento climatico.

Il Consorzio in questo periodo ha deciso di sostenere il Banco Alimentare per aiutare le famiglie in difficoltà economica a causa del coronavirus e la conseguente quarantena.

Riceviamo dal CIB e molto volentieri pubblichiamo il comunicato che promuove questa lodevole iniziativa che termina il 31 maggio.

Per chi volesse contribuire questo l’Iban per il bonifico
C/C INTESTATO A: FONDAZIONE BANCO ALIMENTARE ONLUS
IBAN: IT 31 G 03069 09606 100000003513  – Intesa SanpaoloCAUSALE: AMICI CIB X EMERGENZA COVID

Cari amici,
i numeri dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo li conosciamo tutti. Meno note sono le conseguenze sociali che si stanno producendo. Molte famiglie e persone sono in difficoltà economica a causa della mancanza di lavoro, spesso senza capacità di acquistare beni primari.

Per fornire un aiuto concreto a queste realtà, i soci del CIB, un consorzio di aziende che quotidianamente recuperano gli scarti delle loro produzioni agricole, trasformandole in energia, si fanno promotori di una campagna di raccolta fondi a favore del Banco Alimentare che, grazie alla solidarietà dell’intera filiera, dai produttori alla distribuzione, è quotidianamente impegnato nel recupero alimentare e che, con l’assistenza capillare ad oltre 7500 strutture di carità distribuite su tutto il territorio nazionale, contribuisce ogni anno al sostegno di oltre un milione e mezzo di persone.

I valori umani e professionali del CIB, identificati dal concetto #cibeneficianotutti, sintesi del ruolo del biogas sul territorio e nel Paese, si traducono oggi nella campagna di raccolta fondi #cibeneficianoloro.

Un aiuto concreto alla portata di tutti: con una donazione di 15€ si copre il fabbisogno di cibo di una famiglia di 3 persone per un mese.
La raccolta si concluderà il 31 maggio.

Ricordiamo che le erogazioni liberali in denaro a sostegno delle misure di contrasto all’emergenza Covid-19 sono interamente deducibili dal reddito d’impresa (e non sono soggette all’imposta sulle donazioni) mentre, per le persone fisiche, possono essere detratte al 30% dalla dichiarazione dei redditi. (rif: Fisco Oggi – Ag. delle Entrate

Con Il CIB e il Banco Alimentare, questa volta #Cibeneficianoloro

Leggi anche:
Quarantena rap: solidarietà o caccia al like?
Un “Uovo Sospeso”, solidarietà e speranza nella Terra dei Fuochi
Covid-19. Solidarietà grande e piccola, tutta importante


Università di Pavia, 70 posti in meno per i futuri infermieri

Ven, 04/24/2020 - 13:00

Ogni giorno uno spazio su Milano e Lombardia
People For Planet ha tutti i giorni uno spazio dedicato specificamente alla situazione a Milano e in Lombardia, il cratere del virus in Europa, dando voce ai fatti ed ai testimoni di quanto è accaduto e sta accadendo. Milano e la Lombardia sono una delle aree chiave del paese. Quello che è accaduto e sta accadendo qui ha effetti su tutti i cittadini italiani.

In piena emergenza Coronavirus, abbiamo imparato a guardare infermieri e medici come eroi, la cui stanchezza è anche simbolo della mancanza cronica di personale sanitario nelle nostre strutture sanitarie. In questo scenario, l’Università di Pavia ha deciso di tagliare il numero di iscritti al corso di laurea in Scienze Infermieristiche per il prossimo anno. Meno matricole in una città che, oltre al prestigioso ateneo, vanta anche un polo sanitario d’eccezione nel panorama italiano: quel Policlinico San Matteo in cui è stato ricoverato e guarito il “paziente uno”, quel Policlinico in cui è stato messo a punto il test sierologico per la ricerca degli anticorpi Covid-19. Lo stesso Policlinico ospita una delle tre sedi della facoltà e non è stato risparmiato dai tagli.

70 infermieri in meno

La facoltà di Infermieristica, come regolato da un atto tra Università e Asst di Pavia, ha tre sedi sul territorio provinciale. A quella di Vigevano hanno accesso 50 matricole ogni anno, alla sede di Pavia (cioè il Policlinico San Matteo) hanno accesso 100 nuovi studenti, mentre altri 50 sono quelli previsti per la sede della clinica Città di Pavia. Tutti studenti che durante il periodo di tirocinio diventano un supporto prezioso in strutture – pubbliche, private ed RSA –  in cui storicamente manca personale di ruolo e che erano in affanno anche prima del Coronavirus.

In totale i posti tagliati saranno 70. La sede di Vigevano chiuderà per le matricole, tutti i 50 posti saranno tagliati; proseguiranno le lezioni gli studenti del secondo e terzo anno. Il taglio alla sede del Policlinico sarà minore, 20 posti. Nessun taglio alla clinica Città di Pavia, che fa parte del Gruppo San Donato.

Meno infermieri, più medici

In un’intervista alla Provincia Pavese il rettore Francesco Svelto ha spiegato che il taglio sarà momentaneo e legato alla richiesta di un aumento di matricole destinate alla facoltà di Medicina: 36 posti in più rispetto ai 320 attuali. Servono più medici, secondo il rettore, ma il corpo docenti attuale non è sufficiente a conservare i 200 studenti a Scienze Infermieristiche.
Una coperta troppo corta, dunque. Così si è scelto di penalizzare gli infermieri, almeno finché il personale docente non sarà potenziato.

Tagli alla sanità, il virus nel virus

Il Coronavirus ha mostrato gli effetti disastrosi dei tagli alla sanità, sia in termini di posti letto che in termini di riduzione del personale che opera nelle strutture ospedaliere. L’Italia ha meno infermieri di quasi tutti i Paesi dell’Europa occidentale (salvo la Spagna); abbiamo 5,8 infermieri ogni 1.000 abitanti contro gli 8,5 dell’Ue e i tagli hanno interessato soprattutto le realtà pubbliche. Secondo calcoli della Ragioneria dello Stato ripresi dal Corriere, tra il 2009 e il 2017 la sanità pubblica italiana ha perso oltre 8.000 medici e oltre 13 mila infermieri.

In questo scenario, il taglio alle matricole – anche se temporaneo – risulta come l’ennesimo paradosso. La presidente dell’Ordine Professioni Infermieristiche della provincia di Pavia, Lucia Belotti, ha chiesto subito che il provvedimento venga rivisto. Intanto, da Vigevano, il segretario del Pd cittadino Alessio Bertucci si è reso portavoce delle lamentele e ha lanciato una petizione su Change.org per chiedere di salvare il corso di laurea, con l’intento di recapitare le firme a Università, Regione Lombardia, Asst Pavia, Ministero della Salute e MIUR. Critici anche i sindacati. Le firme raccolte sono già oltre 1.300.

Ogni giorno uno spazio su Milano e Lombardia – Gli articoli precedenti:

22 aprile: Mobilità sostenibile, Milano alle stelle sulla fiducia che non merita
21 aprileFase 2, Milano a tutto smog
20 aprileIl 74% dei residenti in Lombardia è contrario alla riapertura il 4 maggio
19 aprile: Lodi, in emergenza Covid-19 la Sindaca torna sulle mense: appello contro sentenza del giudice
18 aprile: Covid-19. Giorgio Armani: “Basta con gli sprechi della moda”
17 aprile: Divorzio lombardo: 72 ore di litigi tra Comune e Regione, e non solo
16 aprileLombardia: se centinaia di morti al giorno vi sembran pochi…
15 aprileLanciata una raccolta firme per commissariare la sanità della Lombardia

Covid-19, le mascherine in cotone funzionano?

Ven, 04/24/2020 - 13:00

Sono economiche e lavabili, sono più naturali e durature, sono le uniche disponibili per i bambini, al momento: ma le mascherine in cotone funzionano? Un po’ meno delle chirurgiche, molto meno delle FFP2 e FFP3, ma con un accorgimento possono diventare molto affidabili. Almeno secondo uno studio ancora in fase di pubblicazione.

Si tratta di uno studio dunque non definitivo nel dare una risposta alle domande che pone, ma risulta comunque molto interessante di questi tempi la valutazione sulle mascherine fatte in casa condotta dall’Università di Boston. I ricercatori hanno misurato il potere filtrante delle mascherine di stoffa fatte in casa, quelle in cotone, a confronto con le chirurgiche e le FFP2 e FFP3.

Mascherine di stoffa, protezione variabile

L’efficacia delle mascherine “egoiste”, le FFP2 e FFP3, si è confermata superiore al 99%. Le mascherine chirurgiche standard (a marchio 3M), hanno avuto un’efficienza media del 75% ma solo se provviste (anche in modo casalingo) di un filo metallico che possa regolarne l’aderenza sul naso. Potere dunque simile alle mascherine di stoffa, che senza un modo per farle aderire al viso hanno raggiunto un’efficienza filtrante molto variabile (dal 38% e al 96%) rispetto alle mascherine chirurgiche 3M.

Ma c’è una soluzione fai-da-te

La ricerca sottolinea che, come aveva già mostrato un vecchio studio (Cooper et al.1983), ricoprire una mascherina di cotone o una chirurgica con una calza di nylon tagliata all’uopo minimizza l’aria che circola dai bordi (specialmente dai lati del naso) e questo risolve praticamente del tutto la minore efficacia. Usare uno strato di nylon aderente aumenta nel dettaglio la capacità filtrante di ogni mascherina da 5 a 10 volte rispetto al loro uso senza nylon. Quindi una mascherina di cotone con uno strato di nylon sopra è risultata più efficace di una chirurgica e quasi alla pari con le blasonate e costose FFP2 e FFP3.

Leggi anche:
OMS: Covid-19, metà morti Ue in case di cura e RSA
Mobilità sostenibile, Milano alle stelle sulla fiducia che non merita

Yoga demenziale con Jacopo Fo: DOVE GODE IL MASCHIO

Ven, 04/24/2020 - 12:00

E’ una disciplina che ha scelto, come maestri spirituali, la gioia e il piacere. Via i sensi di colpa che ci bloccano, via le paure che ci paralizzano e ci avvelenano la vita: dentro di noi abbiamo tante energie belle, lucide e sane. Impariamo a liberarle per poi poter godere a fondo dei piaceri spirituali come di quelli fisici.

Lo Yoga demenziale, messo a punto da Jacopo Fo, accoppia il meglio della civiltà occidentale (un sano laicismo, il rigore della sperimentazione, il training autogeno) con quello delle civiltà orientali (la meditazione trascendentale, le arti marziali, le tecniche yoga). Perché tutta la saggezza dei due mondi può essere riassunta in una gigantesca risata.

L’obiettivo? Raccontare cose semplici in modo semplice per risultati semplici. Come ci racconta Jacopo Fo “l’idea è che, se io sperimento e ascolto quello che succede, poi posso trarre le mie conclusione ed ottenere con questi esercizi dei vantaggi elementari”.

Lezione n°8 – Dove gode il maschio

Pillole di Yoga Demenziale N.8: DOVE GODE IL MASCHIO

Come è possibile che in una società dominata dai maschi si sappia così poco del piacere dell’uomo?Perché non si può parlare del piacere maschile? Quanta paura c’è di mostrarsi fragili? Il piacere rende fragili?Pillola di Uoga Demenziale numero 91 prima parte e seconda parte Ridere fa bene (15 marzo)2 Il respiro (lunedì 16 marzo)3 Il movimento rallentato (17 marzo)4 sesso: la penetrazione morbida (18 marzo)5 Migliora la tua voce (19 marzo)6 meditazione Pigra (20 marzo)7 Lo zen e l’amore romantico (lunedì 23 marzo)8 Dove gode il maschio (24 marzo)22 pillole in 22 giorni per spostare il tuo punto di osservare bene alcuni aspetti della realtà che hai davanti agli occhi ma potresti non avere identificato

Pubblicato da Jacopo Fo su Martedì 24 marzo 2020

Lezione n° 8 – Discussione su Dove gode il maschio

Discussioni sulle Pillole di Yoga demenziale N.8

Sul piacere maschile

Pubblicato da Jacopo Fo su Martedì 24 marzo 2020

Yoga Demenziale – Guarda tutti i video!

Visita la pagina Facebook di Yoga demenziale

Trump: “Contro il nuovo coronavirus iniezioni di disinfettante”

Ven, 04/24/2020 - 11:16

Inieizioni di disinfettante per combattere il Covid-19, l’infezione determinata dal nuovo coronavirus Sars-Cov-2. La proposta arriva dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e ha già sollevato molte critiche da parte della comunità scientifica e non solo.

Disinfettante spegne virus in un minuto

Il presidente Usa nel corso dell’ultimo briefing della task force della Casa Bianca sull’epidemia da Covid 19 che si è tenuto ieri ha discusso delle nuove ricerche del governo su come il virus reagisce alle diverse temperature, climi e superfici. Ha quindi affermato: “Vedo che il disinfettante spegne il virus in un minuto. Un minuto! C’è un modo in cui possiamo fare qualcosa, tramite un’iniezione all’interno o almeno una pulizia? Perché quando (il nuovo coronavirus, ndr) entra nei polmoni fa danni enormi, quindi sarebbe interessante verificarlo”.

Suggerimento irresponsabile

L’immunologa ed esperta di vaccini e coordinatrice della risposta del Coronavirus per la task force della Casa Bianca, Deborah Birx, nel corso del briefing è rimasta in silenzio. Ma l’indicazione del presidente Trump ha scatenato polemiche da parte della comunità scientifica che ha definito “irresponsabile e pericoloso” il suggerimento del presidente Usa perché potrebbe spingere qualcuno a provare a iniettarsi il disinfettante in casa per conto proprio.

La luce ultravioletta

Anche i social media sono scoppiati in commenti di ogni genere per l’affermazione del presidente Trump che qualche tempo fa, sempre con l’obiettivo di suggerire alla scienza soluzioni innovative contro il Covid-19, aveva già lanciato l’idea di trattare i corpi dei pazienti con la luce ultravioletta – rimedio, anche quest’ultimo, fortemente criticato dai medici che, a scanso di equivoci, hanno messo in guardia le persone dall’utilizzarlo.

“Per favore non bevete disinfettante”

Come si legge sul TheGuardian Robert Reich, professore di politica pubblica all’Università della California a Berkeley ed ex segretario del lavoro, ha twittato: “I briefing di Trump stanno mettendo in pericolo la salute delle persone. Boicottate la propaganda. Ascoltate gli esperti. E per favore non bevete disinfettante“.

Walter Shaub, ex direttore dell’Ufficio per l’etica del governo statunitense, ha aggiunto: “Per me è incomprensibile che un deficiente come questo abbia il più alto ufficio nel Paese e che esistano persone abbastanza stupide da pensare che vada bene. Non posso credere che nel 2020 dovrò mettere in guardia chiunque ascolti il Presidente che una iniezione di disinfettante potrebbe ucciderti”.

Leggi anche:
Le superstar della musica in un megashow per l’Oms e contro Trump
USA: Trump tenta un minigolpe?
La “mascolinità tossica” di Trump e Bolsonaro rappresenta un ostacolo nella lotta al Coronavirus

I migliori 10 film italiani sul potere

Ven, 04/24/2020 - 11:00

La classifica di questa settimana nasce dalle riflessioni del critico Gianni Canova che all’argomento si è molto dedicato, dapprima nel saggio sulla voce “Potere” nel secondo volume del “Lessico del cinema italiano” , e poi in forma più compiuta nel volume “Divi Duci Papa Caimani. L’immaginario del Potere nel cinema italiano da Rossellini a The Young Pope”.
E’ sempre un Potere arcigno quello dei migliori film italiani, i suoi biopic sono spesso santini agiografici sbiaditi se non ricorrono alla maschera dissacratoria del grottesco. Nei film tricolori prevale l’intrigo e l’inganno a danno del cittadino e della democrazia. Film senza buoni per molteplici ragioni salvo eccezioni. Un Potere cattivo che limita e opprime. Il cinema ne approfitta per effettuare opera di denuncia e costruendo un suo genere di successo. Ci si riferisce per questa top ten strettamente al potere politico tralasciando quello economico, giudiziario, religioso, militare tranne per le sue relazioni con la politica. Il cinema del Palazzo, inteso nella definizione che ne fa Pier Paolo Pasolini, quindi direttamente riferito a ciò che accade all’interno della politica, delle stanze del potere, dunque del “Palazzo”, quasi sempre opposto a quanto propone e contesta la piazza.
Questi i miei migliori dieci.

IL DIVO di Paolo Sorrentino, 2008

Mentre è ancora in vita un film dedicato ad uno dei principali uomini politici italiani. Quel Giulio Andreotti che tra le sue frasi celebri scolpì a futura memoria l’aforisma: “Il potere logora chi non ce l’ha” anche se la citazione viene da Tayllerand. Con la complicità documentaria del giornalista Giuseppe D’Avanzo, Sorrentino si cimenta in un riuscito affresco del Divo Giulio dalla sua mancata elezione al Quirinale coincidente con la strage di Capaci (rappresentata con un magnifico colpo di genio che mescola allegoria con realismo) fino al processo per mafia. Al suo quarto film, quello della consacrazione, Sorrentino si affida al grottesco, mette alla berlina la celebre corrente di squali e affaristi (nel magnifico cast spiccano l’Evangelisti di Flavio Bucci ma anche Buccirosso e Popolizio) e ne fa un film drammatico sull’uomo che meglio incarna il Potere oscuro italiano con una trasfigurazione di un personaggio reale noto a tutti che si trasforma nel simbolo stesso del Potere. Una maschera che tiene a distanza e controlla tutto. Toni Servillo, attore feticcio di Sorrentino, con un riuscito trucco, diventa la maschera di Andreotti mescolandone splendore e miseria di una divinità degenerata. Si muove di notte in una Roma deserta raggiungendo il suo studio da dove governa misteriosi archivi ed elemosine clientelari perché “l’Andreotti di Sorrentino è soprattutto un virtuoso della segretezza, un campione dell’inaccessibilità”. E attorno si susseguono le morti violente che incrociano la vita del Divo: Moro, Ambrosoli, Dalla Chiesa, Lima, Sindona. Costellato da felici momenti pop contrappuntati da song italiche di grande successo un film potente per racconto e analisi diventa grande spettacolo d’autore. Con affetto sono raffigurate solo i personaggi femminili della moglie e della segretaria del politico interpretate da Anna Bonaiuto e Piera Degli Esposti. Strepitosa fotografia di Bigazzi e palpitante montaggio di Travagliati. Premio speciale della Giuria a Cannes. Vedendo il film Andreotti, esperto e appassionato di cinema, dice ad un giornalista: “È un film impegnato, ma se si occupavano di qualcun altro, era meglio”.

LE MANI SULLA CITTÀ di Francesco Rosi, 1963

Capolavoro di denuncia e documentazione su come il Potere del cemento condizioni la politica mettendo la speculazione al centro degli interessi che non guardano mai al bene pubblico. La foresta del cemento di Napoli e il drammatico crollo di un palazzo sono intercalate dalla sequenza del protagonista Nottola, un titanico Rod Steiger che spiega la sua strategia speculativa con la complicità dell’amministrazione comunale. L’oratoria come stile domina il film girato in un realistico bianco e nero che documenta come la destra monarchica (siamo nel periodo del sindaco Achille Lauro) per i suoi interessi sia pronto a trasformarsi in moloch democristiano. Per Goffredo Fofi il film rivela “in maniera diretta il volto del potere politico ed economico collegandolo,, senza perifrasi ai suoi effetti catastrofici sul sociale”. Scritto dal regista con Raffaele La Capria, Enzo Forcella, Enzo Provenzale e con il consigliere comunista Enzo Fermariello che interpreta il suo stesso ruolo in consiglio comunale a Napoli, il film rappresenta una presa d’atto della reazione del progressismo partenepeo alla speculazione imperante dichiarata con la celebre epigrafe-didascalia: “I personaggi e i fatti sono immaginari, ma autentica è la realtà che li produce”.
Leone d’oro alla Mostra di Venezia con fischi e feroci contestazione dell’alta borghesia presente in sala che si vedeva accusata dei suoi peggiori vizi parassitari nel mezzo del boom economico. Un film che non ha perso smalto e che resta un esempio di scuola sia per il cinema che per il giornalismo d’inchiesta.

IL GATTOPARDO di Luchino Visconti, 1963

Uno dei più importanti best seller del Novecento pubblicato da Feltrinelli viene messo sullo schermo da Luchino Visconti che con maestria spettacolare e raffigurativa ispirata alla pittura ottocentesca ne fa una narrazione rivelatrice. Il film fotografa, attraverso la storia di una famiglia nobile siciliana, come il Potere venga mantenuto anche con la rivoluzione di Garibaldi che permette solo un nuovo consociativismo con i nuovi ricchi ai danni delle classi popolari nel passaggio dal dominio dei Borboni a quello dei Savoia. Non è un film politico ma grande cinema di raffinata tecnica ed estetica che disvela il Risorgimento come rivoluzione mancata soprattutto nel Mezzogiorno e che lascia presente ancora oggi la frase “tutto cambi perché nulla cambi”. L’apoteosi del trasformismo meridionale incarnata dal nipote del principe, il bel Tancredi, che appare prima con la camicia rossa garibaldina, poi promesso sposo per interesse e ufficiale sabaudo e alla fine sarà parlamentare del nuovo Regno auspicando repressione per i riottosi. Il mondo del passato, conosciuto da Visconti per appartenenza di schiatta, trova fulgore nella vacanza estive a Donnafugata e nel sontuoso ballo in un palazzo di Palermo con riprese durate 36 giorni e che diventano una proustiana ricerca del tempo perduto. Musica epica di Nino Rota. Palma d’Oro a Cannes e film mito che non perde la sua sontuosa bellezza nella penetrante cronaca storica.

IL CAIMANO di Nanni Moretti, 2006

Film apologo su uno dei maggiori politici italiani del Novecento: Silvio Berlusconi. Mentre Sorrentino sullo stesso personaggio si dedica ad un ampio racconto corale (“Loro” che prende i toni della serie tv sulla lunghezza di due episodi) Moretti, protagonista con il movimento dei Girotondi nati per contrastare il Cavaliere e la blanda opposizione della Sinistra, firma il miglior film mai fatto su Berlusconi.
La trama delinea un’operazione di metacinema con Silvio Orlando produttore sfigato e senza speranze che si affida ad una giovane regista che vuole girare un film su Berlusconi che si chiama “Il caimano”. Tra film trash e numerosi camei di registi e critici, il film riesce a far comprendere la difficoltà di poter trovare una narrazione condivisa per raccontare Berlusconi. Ancora una volta non un film realista ma un’ossessione mentale per tutti, come ben ricordiamo in quel periodo, e che Gianni Canova articola in quattro parti in commedia: quello della sceneggiatura del film, quello divistico e metacinematografico con cui Michele Placido vorrebbe eguagliare Volonté, quello mediatico delle immagini televisive del vero Berlusconi, e quello interpretato dallo stesso Moretti condannato in Tribunale come accadrà nella realtà qualche anno dopo. Un Berlusconi pirandelliano da uno, nessuno, centomila.

TODO MODO di Elio Petri, 1976

Questa volta il libro da cui è tratto il film è quello omonimo di Leonardo Sciascia affidato alla maestria grottesca di Petri che mette in scena un lavoro originale che alternando toni comici e drammatici racconta gli esercizi spirituali dei notabili di un partito cattolico (la Dc non è mai citata ma ferocemente processata) che si riuniscono in un convento-albergo e che in effetti devono ridisegnare la loro mappa dei poteri. Su tutto domina la figura del “presidente” interpretato da un indimenticabile Volonté delineato sulle riconoscibili movenze di Aldo Moro e che sarà ucciso dal segretario del partito. Impressionante profezia sulla sorte di Moro che verrà ucciso due anni dopo determinando la maledizione del film che sparirà da qualsiasi programmazione fino ad un recente restauro. Una maschera mimetica quella di Moro “abilissimo nel non prendere decisioni, nell’evitare azioni, nel cercare sempre mediazioni: un antieroe dell’atto mancato”. Un film come ha scritto Maurizio Grande che “annuncia la rovina della Democrazia Cristiana e profetizza la sua distruzione attribuendola ad Aldo Moro”.

SALÒ O LE 120 GIORNATE DI SODOMA di Pier Paolo Pasolini, 1975

Film testamento del maggiore intellettuale italiano ucciso contemporaneamente all’uscita della pellicola, ne diventa il suo de profundis adoperando l’eterno fascismo storico italiano ambientando nei tempi repubblicani una metafora molto leggibile dell’epoca che si appresta ad ammazzare Pasolini con la stessa violenza che si mostra nel film. Sade viene trasposto a Salò e Marzabotto in una precisa identificazione del nuovo fascismo. “La struttura cervicale, che ripete il verticismo teologico dell’inferno di Dante chiude il film in in una tensione unitaria e tende a costruire una serie di piani contigui, che conferiscono il senso della circolarità dei giorni (girone delle manie, della merda e del sangue) in una fredda specularità rovesciata” (Edoardo Bruno). Perseguitato dalla censura per anni il film ha la sua prima a Parigi e non a Roma e potrà circolare con dei tagli solo dopo l’ultima sentenza del 1976. Processato dalla stampa d’opinione con giudizi molto duri e sprezzanti. La forza della ragione di Pasolini invece sovrasta gli orrori che ha raccontato con feroce e sanguinario estetismo.

CADAVERI ECCELLENTI di Francesco Rosi, 1975

Ancora una volta Sciascia, quello de “Il Contesto”, per un giallo politico come pretesto molto utile a Rosi per abbandonare l’inchiesta e rappresentare il Potere negli anni Settanta. Una lunga sequenza di uccisione di magistrati avviene tra la Sicilia e Roma. L’ispettore Rogas non si lascia depistare e comprende che è in atto un piano eversivo per destabilizzare il Paese. Una sorta di “labirintico apologo della Strategia della tensione” non ideologico perché grazie alla trama coinvolge il consociativismo del Pci debole nel fermare la deriva autoritaria in nome del compromesso storico con la Dc. Si aggiunge anche la mafia con la collaborazione alla sceneggiatura del giornalista Jannuzzi esperto di materia che contamina la trama con richiami all’uccisione del procuratore di Palermo Scaglione che provocarono feroci polemiche, dure quanto quelle dei comunisti che si sentirono traditi da un loro regista di riferimento per area culturale. Pregevoli scenografie di Guttuso e Schifano con predominanza del nero che consegnano al film un’angoscia metafisica del Potere che condanna tutti in modo inappellabile. Inusuale successo di pubblico per un film di Rosi.

VINCERE di Marco Bellocchio, 2009

Il miglior film sull’eterno fascismo italiano che attraverso Bellocchio offre del suo condottiero una metafora che non tralascia la storia e la politica con toni melodrammatici riuscendo a fondere toni lirici e grotteschi con la fotografia espressionista di un magnifico Ciprì e di un montaggio vertiginoso che consegna dei toni veramente palpitanti per immagini e narrativa filmica.
Lo scandalo segreto del Mussolini socialista che ha avuto una moglie Ida Dalser e un figlio. Il futuro capo del Fascismo deve nascondere questa profonda traccia esistenziale. Per il regime Ida Dasler è una minaccia. Lei e il figlio spariscono in manicomio. Secondo Morandini : “il film più estremo e potente di Bellocchio. Il più storico-politico”. Con superbe interpretazioni di Filippo Timi e Valeria Mezzogiorno un film metacinematografico ma soprattutto molto fisico. Cinema di corpi. Secondo Canova: “la testa marmorea del Duce su cui Bellocchio chiude “Vincere” è il punto d’approdo terminale di un lavoro sul corpo mediale del Capo che è tra le cose teoricamente più dense e radicali che il cinema italiano abbia mai realizzato”.

VIVA LA LIBERTÀ di Roberto Andò, 2013

Ideale proseguimento, ma più compiuto e determinato, de “La terrazza” di Scola epicedio della Commedia all’italiana, dedicato al potere politico e culturale della Sinistra italiana. Un regista allievo di Francesco Rosi ne trae l’ispirazione civile per una perfetta trama sullo stato delle cose presenti dell’ultimo decennio. Enrico decide all’improvviso di abbandonare la politica per trasferirsi a Parigi e andare alla ricerca di una donna con la quale ha avuto una relazione sentimentale anni prima. Il fratello gemello decide immediatamente di prendere il suo posto e diventa popolare, anche grazie all’incoraggiamento del fedele Andrea Bottini. Che lo va a scovare nel sottosuolo dove è costretto a rifugiarsi per il suo disagio psichico. Toni Servillo in due ruoli gemelli è perfetto nell’interpretazione. La politica spettacolo del gossip incrocia quella dei sentimenti autentici e si contrappongono attraverso le storie siamesi dei due fratelli che ci offrono un racconto filosofico della politica con raro lieto fine anche se aperto. Bellissimo il comizio dove il fratello sostituto conquista il suo popolo fiaccato recitando il Brecht di “non aspettarti nessuna risposta oltre la tua”. Il valore del personale che torna a camminare con il politico attraverso due fratelli gemelli.

IL PORTABORSE di Daniele Lucchetti, 1991

Una sorta di apologo in commedia che apre una crepa nel rampantismo dilagante e nell’arroganza dei dignitari socialisti che avevano occupato la scena pubblica pensando di essere eterni. Il cinema torna a incidere nella società civile scagliando la prima grande pietra contro la Casta quando ancora non era così definita. Un professore interpretato da Silvio Orlando viene cooptato dal ministro Botero, un energico Nanni Moretti molto adatto al ruolo, lo copta come gostwriter e lo introduce agli agi di chi vive la cortigianeria del Palazzo. Il marcio che avanza travolgerà tutto con una ribellione del professore.
Film rifiutato dalla Rai e prodotto dalla Sacher che ne fa una sorta di marchio di scuderia. Lucchetti interpreta un cameo in cui è un regista pubblicitario. Botero non è l’unico colpevole. La deriva politica e morale come fotografia impietosa di un momento di ennesima crisi della Repubblica. Ma attenzione, nel film Botero vince le elezioni. La rivolta del professore è un’inconsapevole e inutile vittoria di Pirro.

Riuso, riciclo e invento! Da tappi di plastica creiamo una lampada

Ven, 04/24/2020 - 10:00

Diamo nuova vita a quello che potrebbe essere considerato un semplice rifiuto! Dal canale YouTube Zadig un modo creativo per riusare i tappi di plastica e per creare atmosfera nella vostra stanza.

Zadig

Leggi anche:
Repellente insetti 100% ecologico per le piante
Oggi creiamo: candele fai da te (senza cera!)

Fridays For Future, il 24 aprile sciopero globale online

Ven, 04/24/2020 - 08:00
Greta Thunberg è viva e lotta insieme a noi

Fridays for Future lancia per oggi 24 aprile una protesta virale globale. Per non dimenticare che sull’ambiente si gioca il nostro futuro, come ha dichiarato l’attivista Federica Gasbarro a Repubblica: “Per continuare la battaglia climatica, perché non possiamo permetterci di non combattere… Bisogna scongiurare nuove pandemie prendendoci cura del Pianeta. Stop a fossili e deforestazione

La lotta per il clima continua

Ogni venerdì, da quando il mondo è in isolamento, Greta non ha smesso di protestare postando sui social network e sul web cartelli e foto.
La pandemia da un punto di vista climatico ha portato a un significativo calo delle emissioni: l’inquinamento è calato del 45% a Madrid, Roma e Milano. Del 54% a Parigi. E proprio per questo continua Gasbarro: “Senza strategie, come avvenne nelle crisi economiche del passato, si rischia di risalire dopo la fine dell’epidemia e continuare con una economia basata sui combustibili fossili

Global Strike

E allora il 24 aprile FFF chiama tutti a raccolta all’insegna degli hastag #DigitalStrike o #ClimateStrikeOnline. “Lo sciopero online sarà coordinato e in contemporanea in tutto il mondo, sono sicura che riusciremo a farci sentire” è convinta Francesca che insieme a tutto il mondo chiede ai potenti della Terra di non arretrare nella lotta alla crisi climatica, trasformando il dramma della pandemia in una occasione per ridisegnare il futuro

In Italia i giovani di FFF hanno già scritto una lettera alle istituzioni per un cambio di passo che riportiamo per intero qui di seguito e a cui hanno dato il loro appoggio oltre trenta tra climatologi, economisti, sociologi, medici, biologi, chimici e fisici.

Diamo retta ai ragazzi

Cara Italia.  Ascolta questo silenzio.

La nostra normalità è stata stravolta e ci siamo svegliati in un incubo. Ci ritroviamo chiusi nelle nostre case, isolati e angosciati, ad aspettare la fine di questa pandemia. Non sappiamo quando potremo tornare alla nostra vita, dai nostri cari, in aula o al lavoro. Peggio, non sappiamo se ci sarà ancora un lavoro ad attenderci, se le aziende sapranno rialzarsi, schiacciate dalla peggiore crisi economica dal dopoguerra.

Forse avremmo potuto evitare questo disastro?

Molti studi sostengono che questa crisi sia connessa all’emergenza ecologica. La continua distruzione degli spazi naturali costringe infatti molti animali selvatici, portatori di malattie pericolose per l’uomo, a trovarsi a convivere a stretto contatto con noi. Sappiamo con certezza che questa sarà solo la prima di tante altre crisi – sanitarie, economiche o umanitarie – dovute al cambiamento climatico e ai suoi frutti avvelenati. Estati sempre più torride e inverni sempre più caldi, inondazioni e siccità distruggono già da anni i nostri raccolti, causano danni incalcolabili e vittime sempre più numerose. L’inesorabile aumento delle temperature ci porterà malattie infettive tipiche dei climi più caldi o ancora del tutto sconosciute, rischiando di farci ripiombare in una nuova epidemia

Siamo destinati a questo? E se invece avessimo una via d’uscita? Un’idea in grado di risolvere sia la crisi climatica sia la crisi economica? 

Cara Italia, per questo ti scriviamo: la soluzione esiste già.

L’uscita dalla crisi sanitaria dovrà essere il momento per ripartire, e la transizione ecologica sarà il cuore e il cervello di questa rinascita: il punto di partenza per una rivoluzione del nostro intero sistema. La sfida è ambiziosa, lo sappiamo, ma la posta in gioco è troppo alta per tirarsi indietro. Dobbiamo dare il via a un colossale, storico, piano di investimenti pubblici sostenibili che porterà benessere e lavoro per tutte e tutti e che ci restituirà finalmente un Futuro a cui ritornare, dopo il viaggio nell’oscurità di questa pandemia.

Un futuro nel quale produrremo tutta la nostra energia da fonti rinnovabili e non avremo più bisogno di comprare petrolio, carbone e metano dall’estero. Nel quale smettendo di bruciare combustibili fossili, riconvertendo le aziende inquinanti e bonificando i nostri territori devastati potremo salvare le oltre 80.000 persone uccise ogni anno dall’inquinamento atmosferico.

Immagina….

Immagina, cara Italia, le tue città saranno verdi e libere dal traffico. Non perché saremo ancora costretti in casa, ma perché ci muoveremo grazie a un trasporto pubblico efficiente e accessibile a tutte e tutti. Con un grande piano nazionale rinnoveremo edifici pubblici e privati, abbattendo  emissioni e bollette. Restituiremo dignità alle tue infinite bellezze, ai tuoi parchi e alle tue montagne. Potremo fare affidamento sull’aria, sull’acqua, e sui beni essenziali che i tuoi ecosistemi naturali, sani e integri, ci regalano. Produrremo il cibo per cui siamo famosi in tutto il mondo in maniera sostenibile. 

In questo modo creeremo centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro ben retribuiti, in tutti i settori.

Un futuro possibile

Questo Futuro è davvero possibile, cara Italia, ne siamo convinti. Per affrontare questa emergenza sanitaria stiamo finalmente ascoltando la scienza. Ed è proprio la scienza a indicarci chiaramente la rotta da percorrere per sconfiggere la crisi climatica. Stavolta sappiamo quanto tempo ci rimane per agire: siamo già entrati nel decennio cruciale. Il momento del collasso dell’unico ecosistema in cui possiamo vivere, il superamento di 1,5°C di riscaldamento globale, già si staglia all’orizzonte. La folle curva di emissioni va capovolta già da quest’anno, e per sempre. Solo se ci riusciremo costruiremo un paese e un mondo più giusto, più equo per tutte e tutti, non a spese dei più deboli, ma di  quei pochi che sulla crisi climatica hanno costruito i loro profitti.

Cara Italia, sei di fronte a un bivio della tua storia, e non dovranno esserci miopi vincoli di bilancio o inique politiche di austerity che ti impediscano di realizzare questa svolta. 

Cara Italia, tu puoi essere d’esempio. Puoi guidare l’Europa e il mondo sulla strada della riconversione ecologica.
Non a tutte le generazioni viene data la possibilità di cambiare davvero la storia e creare un mondo migliore – l’unico in cui la vita sia possibile

Questa è la nostra ultima occasione. Non possiamo permetterci di tornare al passato. Dobbiamo guardare avanti e preparare il nostro Ritorno al Futuro

Fridays for Future Italia
PS: questo è solo l’inizio. Oggi comincia una grande campagna per la rinascita del nostro paese, che ci porterà fino al lancio di una serie di proposte concrete, in occasione del global #DigitalStrike, il 24 aprile. E non saremo soli.

Leggi anche:
Che fine ha fatto Greta Thunberg?
Il Gigante e la Bambina: a Davos parlano Donald Trump e Greta Thunberg
Siamo nel più grande esperimento di home working della storia, usiamolo

La cucina della Romania: Sarmale

Ven, 04/24/2020 - 07:00

Torniamo dalla nostra amica Nicoletta per un nuova ricetta della cucina rumena e dell’area balcanica: i Sarmale. Si tratta di un piatto molto caratteristico e sfizioso.
Se non trovate le foglie di vite potete usare in alternativa la verza.

flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_414"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/414/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/414/output/ricetta-rumena-sarmale.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/414/ricetta-rumena-sarmale.mp4' } ] } })

Leggi anche:
La Cucina della Romania: insalata Boeuf