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Aggiornato: 1 ora 31 min fa

Covid-19, appello del Premio Nobel Yunus per il vaccino gratuito: 101 firmatari da tutto il mondo

Lun, 06/29/2020 - 12:00

Tra gli altri Mikhail Gorbachev, Lech Walesa, Malala Yousafzai, Lula, Romano Prodi, George Clooney e Matt Damon

Progettare un piano d’azione mondiale per il futuro vaccino contro il Covid-19, per istituire un comitato internazionale responsabile del monitoraggio della ricerca sui vaccini e per garantire la parità di accesso al vaccino per tutti i Paesi e tutte le persone, affinché nessuno debba mai restare escluso dalle migliori cure possibili e il futuro vaccino sia “un bene comune universale esente da qualsiasi diritto di brevetto di proprietà”. Sono centouno le personalità di tutto il mondo tra premi Nobel, ex capi di Stato e di governo e attori che hanno firmato l’appello promosso dal premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus affinché “governi, fondazioni, organizzazioni di beneficenza, individui filantropici e imprese sociali si facciano avanti per produrre e/o distribuire i vaccini ovunque nel mondo”.

Questione di “responsabilità collettiva”

L’appello è a tutte le entità sociali, politiche e sanitarie a riaffermare la “nostra responsabilità collettiva per la protezione di tutte le persone vulnerabili legate a povertà, discriminazione, genere, malattia, perdita di autonomia o funzionalità o età”, si legge nel documento. E ancora: “Governi, fondazioni, organizzazioni finanziarie internazionali come la Banca mondiale dovrebbero elaborare dettagli  su come rendere i vaccini disponibili gratuitamente”, si legge ancora sull’appello. Un’altra questione sollevata nel documento riguarda la trasparenza degli investimenti nella ricerca e il ritorno economico: “Molti laboratori di ricerca del settore privato impegnati nella ricerca sui vaccini si aspettano un ritorno dai loro investimenti. Dobbiamo elaborare una procedura inequivocabile per determinare quale sarebbe un livello equo di questo ritorno in cambio della diffusione del vaccino di dominio pubblico”.

Leggi qui l’appello

La salute deve essere diritto di tutti

“Nel giorno i cui il numero di casi censiti tocca i 10 milioni a livello globale – ha scritto su Facebook il ministro della Salute Roberto Speranza – dobbiamo impegnarci affinché la salute sia sempre un diritto fondamentale di tutti”.

Leggi anche: Covid-19, “Vaccino dovrebbe essere obbligatorio”
Vaccino anti-Covid: dall’Italia 287 milioni alla Gavi (finanziata anche da Bill Gates)

Ci manca Vittorio Gassman

Lun, 06/29/2020 - 10:44

Sono già passati vent’anni da quando non c’è più Vittorio Gassman e ci manca tantissimo la sua straordinarietà come attore, il suo umorismo e la sua profondità intellettuale.

Se dovessimo citare i suoi film più famosi non sapremmo da dove cominciare, è stato citato spesso nei suoi articoli da Paride Leporace; Gassman ha lavorato con tutti i maggiori registi italiani, uno per tutti con Ettore Scola, indimenticabile ne La Famiglia, o ne La Terrazza.

 Sfrontato ne Il sorpasso di Dino Risi, intenso in Profumo di donna, esilarante in Brancaleone alle Crociate di Mario Monicelli, Gassman era anche – e forse soprattutto – un attore teatrale magnifico.

In particolare ricordiamo una rappresentazione di Otello, dove si alternava nella parte del Moro o di Jago alternativamente con Salvo Randone, altro genio del palcoscenico. E poi Riccardo III, Macbeth, Edipo Re, e anche in questo caso a citare tutti i personaggi portati in scena nella sua lunga carriera non si finirebbe più.

Però, per finire, permetteteci di essere un po’ dissacranti – lui ne sarebbe stato contento – ricordandovi la sua lettura impostata da attore trombone dell’etichetta di un capo delicato. Se fate una ricerca su You Tube troverete anche la lettura degli ingredienti dei frollini o di alcuni menu.
Ricordarlo con una risata forse è il modo migliore.

5 cose di cui non hai bisogno nel tuo armadio

Lun, 06/29/2020 - 10:00

Nel breve video dal canale YouTube di Elena Tee dei semplici consigli da cui partire se vogliamo liberarci di tutte quelle cose inutili che non utilizziamo più o che non abbiamo mai usato!

Possiamo cominciare a liberare spazio nel momento in cui facciamo il cambio stagionale dell’armadio, oppure, in un pomeriggio qualsiasi che abbiamo a disposizione.

Fonte: Elena Tee

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Le Olimpiadi di Tokyo (Video)

Lun, 06/29/2020 - 08:30

Il 24 luglio 2020 in Giappone sarebbero dovuti iniziare i 32.mi Giochi Olimpici, poi rimandati al 2021 causa Covid-19.
People For Planet, prima dell’emergenza sanitaria mondiale, era stato a Tokyo per capire meglio come sarebbero state organizzate le Olimpiadi dal punto di vista della sostenibilità.

Automobili e autobus ecologici per atleti e visitatori, medaglie fatte con metalli riciclati da cellulari e dispositivi elettronici, divise realizzate partendo dalle bottiglie riciclate.

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Cosa farei in assemblea oggi se fossi un risparmiatore tradito della BpB?

Lun, 06/29/2020 - 07:56

Nessuno lo ha fatto. Nessuno.

Pure i più autorevoli media finanziari si sono limitati a fare un “copia e incolla” del comunicato stampa con cui la Banca Popolare di Bari ha annunciato gli incentivi e i benefici previsti per gli azionisti e portatori di obbligazioni subordinate se oggi, 29 giugno, partecipano all’assemblea per la trasformazione della banca in SpA a seguito dell’aumento di capitale di 1,6 miliardi di euro finanziato dal FITD (Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi) e da MedioCredito Centrale (MCC).

Eppure da circa un mese stiamo seguendo ciò che stanno vivendo alcuni clienti-soci della banca.

Ricordiamo che la maggior parte dei soci sono divenuti tali con la violenza commerciale dei soldatini-bancari che li hanno raggirati facendoli sottoscrivere gli aumenti di capitale necessari per la sopravvivenza della banca e/o costringendoli ad acquistare le azioni (meglio dire quote) nel mercato in continua.

Ebbene, quegli stessi soci, che mi rifiuto di chiamare azionisti non solo perché non lo sono in termini di diritto ma soprattutto perché non sono mai stati consapevoli di esserlo, in queste ultime settimane sono bombardati da mail e telefonate dei soliti soldatini per firmare le deleghe per la partecipazione alla assemblea con implicita (perché invitati a sottoscrivere il modulo in bianco) approvazione alla trasformazione.

Senza alcuna ulteriore informativa rispetto al succitato comunicato stampa.

Nessuno si è posto alcune domande fondamentali che un qualsiasi azionista (o obbligazionista) dovrebbe farsi prima di decidere se votare a favore della trasformazione.

Quali domande?

Sostanzialmente quattro:

  • Quanto vale la nuova banca? La valutazione del patrimonio netto della banca al 31 marzo 2020 (data di riferimento confermataci dalla fonte interna) fornirebbe al socio una notizia importante in merito alla stima del valore della banca di cui lui è e sarà uno dei proprietari
  • Nel bilancio della nuova banca che nascerebbe (a seguito della quasi certa approvazione da parte della maggioranza dei soci ignari) entrerà tutto il bilancio della precedente fallimentare banca (good e bad bank) oppure siamo di fronte ad un’altra situazione simile a quella verificatasi per le popolari venete che Intesa ha acquistato a condizione di lasciare la bad bank (crediti deteriorati) con relative conseguenze allo Stato?
  • Come è stato calcolato il prezzo di 2,38 euro per azione che è stato garantito a coloro che sono stati obbligati a sottoscrivere l’aumento di capitale del 2014 e del 2015 a condizione che partecipino alla assemblea e che rinuncino “ad ogni pretesa o azione connessa” agli stessi? Perché se è vero che il prezzo teorico di una azione si calcola secondo la formula patrimonio netto/numero azioni, allora vuol dire che l’apprezzamento del patrimonio netto e del numero delle azioni è stato già fatto e soprattutto contiene anche la consistenza del 1,6 miliardi di euro immesso da FITD e MCC che diverranno azioni di riferimento?
  • I soci che invece hanno acquistato le quote nel mercatino continuo che la BpB simulava di realizzare (e quindi NON in occasione degli aumenti di capitale del 2014 e 2015) possono continuare o iniziare le loro azioni di difesa giudiziaria anche se partecipano e approvano la trasformazione? Sembrerebbe di sì, così come confermatomi da una autorevole fonte interna, visto che a questi soci, invece, è stato garantito, sempre che partecipino alla assemblea e senza alcuno ulteriore vincolo, che l’azione non sarà azzerata e che riceveranno in regalo un numero imprecisato di azioni gratuite e anche un warrant. Caspita!

Ho provato a chiedere al cortese e gentile ufficio stampa e ho fatto anche una chiacchierata con uno degli avvocati che sta seguendo l’operazione per i commissari della banca.

Ho aspettato finora (27 giugno) ma … niente.

Nessuna ulteriore notizia che possa garantire trasparenza e consapevolezza

E allora, in assenza di ulteriori fondamentali informazioni, sintetizzo a favore dei tanti risparmiatori traditi che mi sollecitano un consiglio.

Se fossi un socio che è stato obbligato, costretto, violentato ad acquistare quote od obbligazioni subordinate in occasione degli aumenti di capitale del 2014 o 2015 non parteciperei alla assemblea e, di conseguenza, NON sottoscriverei la trasformazione. Soprattutto se poi sono uno di quei soci che ha già avviato una azione giudiziaria per il riconoscimento dei suoi diritti. Vi siete chiesti perché la banca vincola l’assegnazione del regalo (!!!) di 2,38 euro ad azione alla condizione che il socio rinunci a qualsiasi azione giudiziaria per la difesa dei propri diritti? Perché l’eventuale adesione comporterebbe una implicita consapevolezza dello stato di socio-azionista che potrebbe essere fatta valere in giudizio come prova della piena adeguatezza del profilo di rischio al momento della lettura dei prospetti informativi in occasione della sottoscrizione degli aumenti di capitale del 2014 e del 2015. Furbi eh?

Se fossi invece un socio che ha acquistato quelle quote nel mercato continuo (e quindi senza alcun obbligo di leggere il prospetto informativo previsto in occasione degli aumenti di capitale), per effetto di una condizione meno tutelata (altrimenti avrebbero offerto anche a loro il prezzo minimo garantito di 2,38 euro), parteciperei alla assemblea, approverei la trasformazione e poi, visto che non c’è una esplicita condizione di esclusione, farei causa alla nuova banca per i danni prodotti per l’eventuale  raggiro.

Nel frattempo associazioni dei consumatori, consulenti e media cosa fanno?

Bonus baby-sitter esteso anche a nonni e zii | Blocco sfratti prorogato al 31/12 | Germania 1 mld per la cultura

Lun, 06/29/2020 - 06:25

llsole24ore: Frontiere, Ue in cerca di accordo sulla riapertura. Per ora esclusi gli Usa – Quali sono le questioni aperte – A Pechino 500mila persone in lockdown;

Il Mattino: Blocco sfratti prorogato fino al 31/12, Confedilizia: «Atto da irresponsabili»;

La Repubblica: Dai corona-voucher agli aeroporti ‘fantasma’, cosa c’è da sapere prima di prenotare un volo;

Tgcom24: Un’infermiera scrive agli americani: “Guardatemi e aprite gli occhi sul Covid | E’ un disastro politico: e chi nega so per chi vota”;

Il Fatto Quotidiano: Bergamo, Sergio Mattarella al requiem per le vittime. “Questi mesi non possono essere messi tra parentesi. Ricordare significa riflettere con rigore sugli errori”;

Corriere della Sera: Elezioni Comunali in Francia, astensione altissima: 60%. Perpignan all’estrema destra ;

Leggo: Autista Ncc rivela: «Nella bergamasca molti imprenditori tornavano dalla Cina senza controlli»;

Il Manifesto: Il maxi-piano tedesco: un miliardo per l’«industria creativa»;

Il Giornale: Il piano “lacrime e sangue” che può cambiare le pensioni. Il governo prepara un piano di rientro dal debito da spedire all’Ue per il dopo-Covid. Assegni nel mirino? Lo scenario ;

Il Messaggero: Bonus baby-sitter esteso anche a nonni e zii a patto che non convivano con i bambini;

Muriel Bowser, sindaco di Washington, la donna che osa opporsi a Trump

Dom, 06/28/2020 - 19:00

Sindaco democratico della capitale federale dal 2015, Muriel Bowser ha in corso un duro confronto con l’inquilino della Casa Bianca, in particolare sulla questione della repressione delle manifestazioni anti-razzismo dopo la morte di George Floyd. Ne parla il Los Angeles Times con un articolo firmato da Tracy Wilkinson di cui riportiamo la traduzione di ampi stralci.

Scambio di battute a Tulsa

Quando il presidente Trump ha approfittato del suo incontro elettorale del 20 giugno a Tulsa, il primo che si teneva da mesi, per accusare Muriel Bowser di essere un’estremista incompetente, la sindaca di Washington era pronta a rispondere: “Vivo come un’ossessione nella sua testa e apparentemente ci sono molti spazi vuoti lì dentro … esattamente come nello stadio di Tulsa”

Contro la repressione delle manifestazioni

Considerata un sindaco efficace ma poco conosciuta oltre Washington, Muriel Bowser è finita sotto i riflettori a causa del suo attivismo e opposizione a Trump dopo l’omicidio di George Floyd un mese fa.

Muriel Bowser sostiene che sta solo facendo ciò che ha sempre fatto: lottare per la sua città. Ma riconosce, tuttavia, che la posta in gioco è cresciuta prima con la pandemia di Covid-19 e poi con la repressione fatta infliggere da Trump ai manifestanti pacifici in Lafayette Square a Washington.

Muriel Bowser ha rifiutato di permettere a Trump di portare le truppe dell’esercito contro gli americani che stavano manifestando per le strade della capitale.

 Ha anche chiesto agli operai della città di dipingere “Black Lives Matter” in lettere giganti sul marciapiede.

“Dobbiamo parlare forte e chiaro per chiedere più giustizia e pace! – disse durante l’enorme protesta il 6 giugno vicino alla Casa Bianca. – Sono rimasta scioccata dal comportamento del governo federale nei confronti dei cittadini afroamericani”.

#BlackLivesMatter pic.twitter.com/OQg6977n5r

— Muriel Bowser (@MurielBowser) June 5, 2020 Bowser ha le caratteristiche adatte a sconvolgere Trump

Muriel Bowser, 47 anni, ha quello che serve per sconvolgere Trump: una donna di colore, madre di una bambina di 2 anni che ha adottato, amministra bene una città con una passato di cattiva gestione e povertà.

Muriel Bowser è a tutti gli effetti una donna prudente e moderata. Ha iniziato come consigliera comunale, una posizione che ha ricoperto per otto anni. Eletta sindaco di Washington nel 2015, ha guadagnato credito migliorando le scuole della città e favorendone l’economia.

La prudenza di Muriel Bowser

L’approccio moderato e favorevole alle attività economiche di Muriel Bowser ha provocato importanti cambiamenti nella città che amministra.

Precedentemente era così mal gestita che le autorità federali nel 1995 l’avevano commissariata. Oggi invece la capitale del paese è relativamente prospera.

È la storia passata che spiega la prudenza di Muriel Bowser. L’ultima cosa che il Comune di Washington vuole è dare al governo federale un pretesto per commissariare nuovamente la città. Così Muriel Bowser ha avuto cura di evitare qualsiasi scontro violento con Trump durante i suoi primi tre anni di mandato.

Fino a quando ha chiesto di ritirare i militari dalle strade di Washington. Allora Trump ha twittato che la sindaca era “incompetente” e cercava “elemosine di popolarità”.

Pragmatismo contro progressismo: riformare la polizia

Muriel Bowser avrà difficoltà ora a trovare l’equilibrio tra il suo istinto pragmatico e l’onda progressiva che sta spazzando la città.

La scorsa settimana una riunione del consiglio comunale è stata insolitamente frenetica. Centinaia di persone si sono fatte avanti, invece della solita manciata, per chiedere un’azione più ferma per riformare la polizia di Washington e ridurre il suo budget.

Diverse centinaia di persone avevano già manifestato all’inizio del mese davanti alla casa di Muriel Bowser per spingerla a iniziative più energiche.

L’ultimo rapporto dell’American Union for Civil Liberties riporta gravi disparità razziali nelle azioni della polizia di Washington: la percentuale di uomini neri fermati dalla polizia è quasi il doppio in proporzione rispetto alla presenza della popolazione nera città. Muriel Bowser ha rilasciato i dati solo dopo essere stata citata in giudizio dal movimento Black Lives Matter.

Lei in parte difende la polizia cittadina. Sostiene che la polizia di Washington ha fatto importanti riforme, come l’uso di telecamere pedonali e l’introduzione di tecniche di riduzione della violenza e corsi di formazione sulla discriminazione razziale.

Washington “Città-Stato”

La nuova notorietà di Muriel Bowser potrebbe rivelarsi particolarmente utile per una delle priorità di Washington: ottenere la qualifica di Stato, cosa che la città desidera da decenni. La capitale federale Washington DC [distretto di Columbia], dove vivono 700.000 persone, ha uno status speciale tra città e stato: il Congresso ha ancora un notevole potere di controllo su di essa, e ha solo uno deputato senza diritto di voto alla Camera dei rappresentanti.

La Camera dei rappresentanti adesso ha finalmente votato il 26 giugno per conferire a Washington la qualifica di Stato.

“Questo è un enorme passo avanti”, ha detto Muriel Bowser, anche se riconosce che le cose non andranno oltre se il Senato, che ha una maggioranza repubblicana, dovesse opporsi.

Trump ha già annunciato che si opporrà a che Washington DC divenga uno stato anche perché in questo caso aumenterebbe il peso dei democratici al Congresso.

La sindaca è convinta invece che le manifestazioni vissute recentemente dalla sua città faranno capire agli americani che è una scelta necessaria. Bowser ha detto:”Siamo portati da uno slancio incredibile. Sono piena di energia.”

Nella foto di Aurora Samperio per NurPhoto: Muriel Bowser protesta fuori della Casa Bianca il 7 giugno

#IoLavoroConLaMusica – Roma è in vendita: ecco perché abbiamo una musica senza tetto

Dom, 06/28/2020 - 15:00

C’è Manuel Agnelli, in primo piano. Si staglia – come un poeta romantico sulla scogliera – contro la facciata del Duomo di Milano, in una immagine iconica perfetta. A caduta, dietro e intorno a lui, altre figure erette e orgogliose. Sono i lavoratori della musica. Quelli che, a ogni titolo, danno forma, motivo e parole al respiro che accompagna la nostra vita

Autori, fonici, attrezzisti, piccoli produttori musicali, cantanti, arrangiatori, suonatori di oboe, chitarra, piano, creativi, tecnici, amministrativi, organizzatori e mille altre figure che non conosciamo, non immaginiamo, la cui funzione probabilmente non siamo in grado di afferrare.

#iolavoroconlamusica è l’hashtag e, a quel punto, la domanda non può che emergere con forza: sì, ma cosa vogliono, questi lavoratori della musica? Riconoscimento? Fondi? Tutele? E, nel caso, in quali forme?

“Non ho lavoro… quindi non ho paura di perdere il lavoro” cantava Pino Marino quindici anni fa, all’interno di un album dal titolo evocativo, “Acqua, luce e gas”. La situazione non sembra variata di molto, nonostante la strada percorsa dai singoli – lui per primo – dal 2005 ad oggi.

“I musicisti che oggi si sono esposti in prima linea hanno effettivamente attratto l’attenzione – racconta Pino. – E certo non hanno bisogno di riconoscimento. Manuel è un personaggio televisivo, non ha questioni lavorative, se non artistico-culturali, da sottoporre in prima persona. Ma dietro i Daniele Silvestri, i Manuel Agnelli, a salire e a scendere, c’è un ecosistema, una quantità di gente che lavora”.

Ma l’origine della questione dove risiede?

“Il problema nasce molto prima di quando, poi, diventa manifesto. In Italia non c’è considerazione per le produzioni indipendenti. 

Facciamo un esempio concreto?

“Facciamo l’esempio di Roma.
Roma, che è sempre stata disposta a spendere per riempire le sue vetrine espositive – citiamo un evento: Paul McCartney al Colosseo – compra prodotti, fa shopping, cura l’apparenza. 
Ma in quella stessa vetrina espositiva, gli altri nove eventi su dieci nascono da un percorso non visto. Un percorso che prevede che ci sia un sacco di gente che guadagna 20 euro in nero, gente che lavora sentendosi dire «per ora lavora gratis e poi quando arrivano i soldi ti pagherò».
Questo è il percorso che porta a riempire quella vetrina, che però non solo sistematicamente non sostieni come potresti, ma che addirittura abbatti, ostacolandolo e impedendolo.” 

Tu sei stato tra i fondatori dell’Orchestra di Piazza Vittorio, del Collettivo Angelo Mai, hai partecipato al progetto Teatro Valle occupato, realtà che hanno funzionato. Come si osteggia, o addirittura abbatte – come dici tu – questo percorso creativo?  

“In realtà, fin dal primo giorno è stata dura. Angelo Mai: durante la sindacatura Veltroni abbiamo avuto l’assegnazione di uno spazio perché l’attività aveva già portato 150 mila iscritti, nomi importanti del cinema venuti a far lezione e molto altro.
Quando fai questo, la Cittadinanza ne gode e così tu, di fatto, stai fornendo un servizio al territorio. 
Il posto assegnato – non occupato – che Veltroni aveva dato all’Angelo Mai nel parco di San Sebastiano prevedeva 150 mila euro a carico del Comune e il resto a carico nostro.
Ma i 150 mila euro non sono mai arrivati.

Perché?

“Perché per 3 anni i Beni Culturali hanno dovuto spazzolare un muretto (che poi noi abbiamo recintato e messo in luce perché fosse valorizzato e preservato). Indovina: il costo per quella attività dei Beni Culturali è stato di…”

…150 mila euro?

“Esatto. Da quel momento, abbiamo dovuto fare tutto a carico nostro. Ma se tu assegni un parco, ovviamente, il luogo non è pronto.
Il teatro lo abbiamo costruito noi, facendo per due anni concerti gratis. Lo abbiamo tirato su pezzo pezzo, per 10 anni. Nel frattempo, c’era una vera e propria battaglia tra chi osteggiava e chi sosteneva l’Angelo Mai. Perché era uno dei pochi luoghi che produceva cultura: spettacoli che sarebbero andati in giro in Italia e in Europa.
Mariangela Gualtieri, quando viene a Roma, sta all’Angelo Mai. Massive Attack idem. Tutta questa roba, che va da un estremo all’altro, è lì. Tanta produzione teatrale è nata lì. Con allestimento, con vitto e alloggio, con la possibilità di produrre.
Ma se tu Roma non fai lo sforzo, non hai la grammatica, non costruisci i tecnici in grado di produrre… il meccanismo si blocca. E allora, se non sai o non vuoi fare, almeno metti anche un po’ di cappello ma lascia fare. Perché non soltanto non stai sostenendo ciò che poi riempirà le tue vetrine, ma lo stai ostacolando”.

Che fine ha fatto la sede originaria dell’Angelo Mai?

“Via degli Zingari. Sono entrate le ruspe, hanno buttato giù tutto e poi è rimasto così. Non ci hanno fatto nulla. E noi avevamo costruito il presidio medico gratuito per il quartiere e per chiunque non riuscisse a provvedere diversamente; curavamo la formazione di professionalità legate allo spettacolo, accoglievamo concerti da e per tutta Italia”. 

 Il Teatro Valle. Cosa è successo?

“Il Teatro Valle non riusciva più a mantenere se stesso e a un certo punto fu costretto a chiudere. Elio Germano, tra i primi, disse: questo è il teatro più antico della città. Facciamoci qualcosa noi!
Gifuni, Paolo Rossi… tutti hanno fatto cose in uno spazio rimesso a posto e tenuto da ragazzi. Cresciuto con l’amore del quartiere, con i vicini che cucinavano e portavano da mangiare.
Per regolarizzarne la posizione giuridica subentrarono Stefano Rodotà e Ugo Mattei. Nacque quindi la scrittura della Fondazione Valle, per elevare il progetto a luogo di interesse nazionale, nave scuola per la formazione di maestranze, drammaturgica. Una struttura in grado di mantenersi da sé, di rappresentare una eccellenza che chiunque avrebbe potuto frequentare e visitare.
Il progetto non fu accettato.”

Perché?

Perché Roma è in vendita. E va mantenuta acquistabile
Quando ne parlammo al Sindaco Marino, lui rispose: «aiutateci voi a difendere i nostri posti». 

Una dichiarazione di fragilità istituzionale disarmante

“Il profitto – o potenziale profitto – discende proprio da un’opera di congelamento, di impedimento delle iniziative popolari di produzione culturale. Che nemmeno il Sindaco della Capitale sembra avere il potere di scardinare.
Anche per entrare nel giro delle grandi produzioni devi andare a pescare in un sottosuolo di competenze che si sono formate con il cappio al collo, ragazzi che hanno studiato e lavorato vendendo la macchina e andando a piedi, o non pagando l’assicurazione sperando di non essere fermati. Poi sono quelli che – improvvisamente – fanno i costumi, fanno le scene e scrivono. 

Ecco dove nasce quel buco nero per il quale ci troviamo a manifestare oggi.
Se quella formazione la proteggi, la curi, non la affossi, la trovi poi nel tuo prodotto con la capacità anche di diventare indotto.
Questo crepaccio diventa oggi esteticamente rappresentato dal vestito nero in piazza, dai volti noti che si espongono in prima persona”.

Chi è l’interlocutore, dunque, a cui vi rivolgete? E cosa chiedete, di fatto?

“L’interlocutore è chi oggi sta scrivendo i decreti. Perché va normato un ambito che altrimenti procede per iniziative individuali. Se un locale ti offre 40 euro per suonare, tu – singolo – puoi andare o non andare. Ma magari non hai la forza economica di rifiutare. Vanno normati gli importi, le fasce di retribuzione, la divisione dei ruoli e le competenze. Perché sennò è inutile parlare di emersione dal sommerso.

È criminale proporre certi importi di retribuzione. E lo è anche accettarli. Ma lo diventa meno, nel secondo caso, quando la resa è giustificata da una estrema difficoltà.
Di fronte a tutto questo, è evidente che poi in Italia non si produca più. E non produrre più significa aspettare che esca il prossimo personaggio televisivo, disegnato su misura per quel momento, sfruttarlo finché va per poi gettarlo via”.

Come si inverte la tendenza?

“Il tessuto culturale, le strutture non si costruiscono improvvisando sulla necessità del momento. Non può risolversi nel vendere i cocomeri d’estate o gli ombrelli quando piove. C’è bisogno di regolamenti, proposte, e di un interlocutore tecnico istituzionale preparato che sappia tradurre in norme (e solo poi in politiche) un ambito di produzione che, così, ad oggi, è abbandonato a se stesso.

Il primo passo?

Riconoscimento dei luoghi. I luoghi nazionali.
Perché, senza luoghi, le idee si perdono. Senza luoghi, non ci sono neanche le persone. 
Dentro quei luoghi nascerà ciò che esporrai nelle tue vetrine tra dieci anni.
Ma sarà già tuo, oggi, qui, ora. Perché lo avrai permesso tu.
Da quel momento in poi, nascerà e discenderà tutto il resto”.

Luoghi, Norme, Idee e Persone.
#iolavoroconlamusica

In cover Pino Marino – Foto di Niccolò Caranti – Opera propria, CC BY-SA 3.0

Il pesce in via d’estinzione che puoi trovare nel piatto

Dom, 06/28/2020 - 13:00

Vuoi cucinare sano, buono e sostenibile? A parte la nostra Angela Labellarte, vi suggeriamo il blog Ecocucina, dove Lisa Casali, scienziata ambientale ed esperta di cucina sostenibile, ha lanciato tra le altre cose anche un progetto insieme a WWF Italia con lo scopo di tutelare le risorse ittiche che popolano i mari della nostra penisola. Anche quanto si tratta di specie a rischio, infatti, possiamo tranquillamente trovarle sui banchi del supermercato o al ristorante.

L’iniziativa #iocambiomenù vuole sensibilizzare gli chef, i ristoratori e il grande pubblico sull’importanza di effettuare scelte sostenibili anche in cucina, in particolar modo per quanto riguarda il benessere degli habitat marini. E soprattutto oggi che l’epidemia di covid-19 ha semi distrutto l’industria dei piccoli pescherecci: quelli più sostenibili.

Una situazione molto seria

Il 78% degli stock ittici del Mediterraneo è infatti sovrasfruttato, mentre a livello mondiale sono sempre di più le specie sottoposte a una forte pressione di pesca o ormai estinte (basti pensare che circa il 33% degli stock ittici globali sono sovrapescati, mentre il 60% viene sfruttato al massimo delle proprie capacità).

Approvvigionarsi di pesce sostenibile del Mediterraneo è ancora possibile, ma occorre prestare maggiore attenzione alle scelte che si fanno. 

Che fare

In generale:

  1. prediligere specie meno comuni, di provenienza locale, pescate dalla piccola pesca artigianale;
  2. fare attenzione ad acquistare pesce adulto (rispettare le taglie minime) che ha quindi già avuto il tempo di riprodursi;
  3. leggere sempre l’etichetta recante le indicazioni di provenienza e metodo di cattura, previste per legge;
  4. quando disponibile, scegliere pesce con certificazione di pesca o acquacoltura sostenibile.
Quali pesci evitare?

Nel dettaglio, alcune specie andrebbero assolutamente evitate almeno fino a quando le condizioni degli stock ittici monitorati non saranno tornate a livelli di normalità. Queste le cinque ritenute più a rischio:

Anguilla (Anguilla anguilla)
Ufficialmente in via di estinzione, l’IUCN (International Union for Conservation of Nature) l’ha inserita nella Lista Rossa delle specie in via di estinzione già da alcuni anni e WWF la consiglia come “da evitare” nella seafood guide pescesostenibile.wwf.it.

Cernia bruna (Epinephelus marginatus)
Specie vulnerabile da diversi anni, soffre la forte pressione della pesca anche perché non è possibile allevarla.

Pesce spada (Xiphias gladius)
La popolazione di pesce spada è in declino in tutto il mondo, in particolare nel Mediterraneo a causa della sovrapesca e non è possibile allevarli. Eppure resta uno dei piatti più scelti e cucinati d’estate come d’inverno.

Rana Pescatrice (Lophius piscatorius)
Le rane pescatrici sono pescate a strascico con frequenti catture accidentali di specie a rischio. Non è possibile allevarle e ci sono scarse informazioni sullo stato reale degli stock.

Verdesca (Prionace glauca)
Simile al pescespada per aspetto e sapore è spesso la sostituta con la quale i consumatori vengono frodati. Ma è anch’essa a rischio, oltre al fatto che il tipo di pesca che la caratterizza porta alla cattura accidentale di specie a rischio anche maggiore.

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Studio Usa: i bambini sono più resistenti al Covid-19

Dom, 06/28/2020 - 11:00

Della maggiore resistenza dei bambini al Covid-19 si parla sin dall’inizio della pandemia: medici e studiosi sono pressoché d’accordo nel ritenere che la maggior parte dei giovanissimi venga effettivamente colpita dal virus in modo lieve. Arriva ora un nuovo studio a confermare che i bambini risultano più resistenti al nuovo coronavirus rispetto agli adulti: la ricerca, che porta la firma di un gruppo di ricercatori dell’University of Texas Health Science Center di San Antonio (Stati Uniti), è la più grande revisione sistematica effettuata fino a oggi sulla popolazione pediatrica affetta da Covid-19 ed è stata realizzata esaminando i dati raccolti da 131 studi pubblicati in 26 Paesi tra il 24 gennaio e il 14 maggio, per un totale di 7780 bambini coinvolti.

Sindrome infiammatoria acuta multisistemica

Gli studiosi precisano che i dati degli studi da loro esaminati non hanno preso in considerazione, per questioni meramente temporali, i casi di infezione registrati tra i bambini circa un mese fa tra New York, Inghilterra e Italia, in cui gli specialisti hanno rilevato la presenza della sindrome infiammatoria acuta multisistemica in età pediatrica e adolescenziale associata alla positività per il Sars-Cov-2. Una sindrome che, come spiega l’Istituto superiore di sanità, è ancora in via di definizione.

Sintomi più frequenti

Diversi i dati raccolti ed esaminati nello studio che, dunque, scattano la fotografia dei primi 4 mesi di pandemia. Per quanto riguarda i sintomi, i ricercatori hanno rilevato che nei bambini le manifestazioni più tipiche dell’infezione erano febbre e tosse, riscontrati rispettivamente nel 59% e nel 56% della popolazione pediatrica esaminata.

Risultati eccellenti

Su quasi ottomila bambini con Covid-19 esaminati è emerso che, a fronte di un 19% che non presentava alcun sintomo, è stato ricoverato in terapia intensiva il 3,3% dei giovanissimi e sono stati segnalati sette decessi. Pubblicata su EClinicalMedicine, una rivista del gruppo Lancet, la ricerca mette in evidenza come il numero di bambini con risultati eccellenti in termini di resistenza all’infezione abbia ha sorpreso il team di ricerca. “Anche se stiamo sentendo parlare di forme gravi di malattia nei bambini, ciò si verifica in circostanze molto rare”, ha affermato Alvaro Moreira, che ha coordinato lo studio. E allo stesso tempo, spiegano i ricercatori, reazioni gravi simili alle forme estreme di Covid-19 osservate negli adulti sono state riscontrate solo in un piccolo numero di pazienti.

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9 idee grandiose per viziare i nostri amici a quattro zampe

Dom, 06/28/2020 - 10:00

Come si legge dal canale YouTube Sagace: I nostri animali domestici sono i nostri amici più fedeli e meritano di essere adorati e coccolati come dei re! Oggi abbiamo raccolto per voi 9 idee regalo fai da te per far felici il vostri amici a quattro zampe!”

Nel video tutorial andremo a vedere come realizzare:

  • Gelato per cani;
  • 3 idee creative per i gatti;
  • Ciondolo per collare;
  • Distributore di cibo per cani;
  • Cuccia per cani;
  • Torta di compleanno per cani;
  • Portachiavi da parete.
Fonte: Sagace

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Qualcuno fermi la polizia di frontiera croata

Dom, 06/28/2020 - 08:00

Ormai dal 2017, nei Balcani si consuma una violenza inaudita, di cui poco si parla, per mano della polizia di frontiera tra Croazia e Bosnia contro chi attraversa quelle terre e non è in regola con i documenti. L’ultimo allarme viene da Amnesty International: 16 richiedenti asilo sono stati legati e torturati per oltre 5 ore. Un gruppo armato spalmava maionese e ketchup sui loro volti e sulle teste insanguinate. “L’Unione europea”, ha detto il vice direttore dell’ufficio per l’Europa di Amnesty International, Massimo Moratti, “non può più restare in silenzio e ignorare deliberatamente la violenza e gli abusi da parte della polizia croata alle sue frontiere esterne”.

Invece l’Ue, complici le autorità locali che insabbiano i casi, sta facendo ben poco, né la trattativa con la Croazia, che sta cercando di entrare nell’area Schengen senza passaporto dell’Ue, sembra avere subito battute d’arresto, nonostante condizione necessaria per l’ingresso in Schengen sia proprio il rispetto degli standard europei in materia di diritti umani.

Le notizie che le organizzazioni non governative riescono a ottenere – grazie anche al lavoro dei pochi, coraggiosissimi reporters che si arrischiano a testimoniare il gioco della polizia di frontiera – sono paragonabili a quelle che provengono dalla Libia: utilizzo di elettroshock, coltelli e ogni tipo di arma da parte della polizia, che ferisce, umilia e nasconde le prove.

“The game” lo chiamano, il gioco di guardie e ladri che da anni si consuma in Slovenia e Croazia, dove la polizia di frontiera dà la caccia ai migranti, li pesta a sangue e li lascia sulle rotaie perché di loro non rimanga letteralmente traccia, se non quella della tragica fatalità di un treno. “The game”, lo chiamano i reporter, picchiati anche loro. 

Tariq, trent’anni, adesso ha entrambe le braccia e una gamba ingessati, vistosi tagli, ecchimosi al volto e alla testa e un forte dolore all’addome.

Quando ci hanno preso non ci hanno dato la possibilità di dire assolutamente nulla. Hanno iniziato semplicemente a colpirci. Mentre ero a terra, mi hanno colpito alla testa con la parte posteriore della pistola e ho iniziato a perdere sangue. Cercavo di proteggermi la testa dai colpi, ma hanno iniziato a darmi calci e colpirmi alle braccia con dei bastoni di metallo. Per tutta la notte ho perso e ripreso conoscenza“.

Tariq ora deve utilizzare una sedia a rotelle per spostarsi e gli ci vorranno mesi prima di riprendere a muoversi autonomamente.

“Sarà sicuramente uno scandalo”, scriveva lo scorso gennaio un ufficiale della Commissione europea a un collega, commentando il mancato utilizzo del governo croato dei fondi Ue stanziati due anni fa per la polizia di frontiera. E in effetti così è stato.

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Italia Sicilia Gela, seconda stagione, episodio 7: Damiano

Dom, 06/28/2020 - 07:00

Se non facessi il ristoratore mi piacerebbe fare… il barman. Benvenuti nel ristorante di Damiano Rossini. Oltre 200 etichette di vini e un sushi che è tutto da scoprire. Così come è da scoprire il rapporto con il mare

Arriverderci alla prossima stagione!

Clicca qui per vedere tutti gli episodi della webserie

Ue “Sì alla Cina, no agli Usa” | Scuola, Conte: “Mai più classi pollaio” | La Palestina non è più in vendita

Dom, 06/28/2020 - 06:25

llsole24ore: Da Coca Cola a Unilever: le big company boicottano la pubblicità su Facebook – Cosa succede dentro al social di Zuckerberg? – La rivolta dei dipendenti di Google;

Il Mattino: Spiagge affollate e distanze ignorate, gli esperti: «Così salta riapertura scuola»;

La Repubblica: “Sì alla Cina, no agli Usa“: l’impasse dell’Ue sui confini;

Tgcom24: Scuola, il ministero: “Tutti gli studenti avranno un’aula, ci sono 3mila istituti dismessi da recuperare” | Le linee guida | Conte: “Mai più classi pollaio“;

Il Fatto Quotidiano: Egitto, Al Sisi rilascia 530 detenuti. Amnesty: ‘Libertà per Zaky’. Rettore di Bologna: ‘Facciamoci sentire’;

Corriere della Sera: Mes, l’insofferenza del Pd per i no del M5S e i rinvii di Conte: «È tempo di decidere»;

Leggo: Bambino di un anno e mezzo tenuto chiuso in gabbia: intorno a lui animali, armi e marijuana;

Il Manifesto: «La Palestina non è più in vendita». In migliaia contro l’annessione;

Il Giornale: Accusano nave (che non c’è) Le bugie dell’ong sulla Marina;

Il Messaggero: Poliziotta trovata morta in carcere, una testimone: «Sesso tra agenti e detenute: ecco perché è stata uccisa»;

Covid-19. I dati nel mondo. Rallenta in Europa ma non in Italia, cresce in Usa, genocidio in Brasile

Sab, 06/27/2020 - 19:00

La Johns Hopkins University raccoglie i dati di casi confermati e morti per coronavirus in tutti i paesi. Secondo i dati al 27 giugno sono gli Stati Uniti ad avere il più alto numero di casi accertati e di morti, l’Italia è nona per numero di casi (sorpassata questa settimana dal Cile) e quarta per numero di morti (rispetto all’Italia sono più i morti registrati negli Usa, in Brasile e nel Regno Unito).

Complessivamente nel mondo si registrano 9.807.000 casi (1.140.000 in più rispetto a 7 giorni fa, dato in forte aumento rispetto alla settimana precedente) e 494.000 morti (34.000 in più rispetto a 7 giorni fa, dato stabile).

Continua a diminuire il tasso di letalità

Ormai per la settima settimana consecutiva il confronto tra incremento di casi e di morti a livello mondiale conferma l’ipotesi che, mentre il virus continua a diffondersi, la sua letalità sta diminuendo. Il tasso di letalità dall’inizio della pandemia è stato del 5,0% sui casi accertati, nell’ultima settimana è sceso al 3,0%, con una ulteriore diminuzione. La settimana precedente il tasso di letalità era del 3,3% e l’altra settimana era il 3,4%.

Negli Usa 245.000 casi nell’ultima settimana. Di più che tutti quelli dell’Italia dall’inizio della pandemia

Continua l’impressionante escalation di casi negli Usa, dove nell’arco di una settimana si è passati da 2.223.000 a 2.468.000. Nello stesso periodo il numero dei morti per Covid-19 in Usa è cresciuto da 119.000 a 125.000.

In una sola settimana gli Usa hanno avuto più casi che in Italia dall’inizio della pandemia.

Lo stato di New York da solo conta ad oggi oltre 31.000 morti ma per fortuna, almeno in questo stato, il numero di morti settimanali è fortemente rallentato. Resta altissimo nello stato di New York il numero dei ricoverati: 70.000

La pandemia rallenta in Europa, in Brasile 242.00 casi in una settimana.

Mentre nella maggioranza dei paesi europei (tra cui Germania, Francia, Spagna, Belgio), con l’eccezione del Regno Unito e dell’Italia, si registra un complessivo rallentamento della diffusione del virus, continua l’esplosione in Brasile dove solo nell’ultima settimana si sono registrati 242.000 nuovi casi e 6.000 morti. Il Brasile è il paese con il numero di casi e di morti più alto al mondo dopo gli Usa, mentre il presidente brasiliano Bolsonaro continua a minimizzare la questione e minaccia, come Trump, di uscire dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Sono ormai in molti a sostenere che Bolsonaro si stia macchiando di un genocidio a carico delle popolazioni native del Brasile e degli abitanti delle favelas.

Oltre al Brasile, in Sud America sono particolarmente toccati dall’escalation del virus il Perù, il Messico e il Cile, tutti presenti nella triste classifica dei 10 paesi con il maggior numero di casi accertati.

Altri paesi che segnalano un preoccupante sviluppo della diffusione sono l’India con 114.000 nuovi casi negli ultimi 7 giorni e l’Iran che questa settimana entra nel ranking dei 10 paesi con il più alto numero di casi

Italia: la diffusione del coronavirus non diminuisce e si concentra in Lombardia

In Italia la diffusione del virus nell’ultima settimana purtroppo non ha dato segnali di declino. Il numero dei nuovi casi tende a stabilizzarsi sui circa 2.000 a settimana

Mentre la magistratura continua le sue indagini sulla Lombardia (le mancata zona rossa di Alzano, la riapertura dopo 3 ore del pronto soccorso senza precauzioni dopo che era stato registrato un caso di covid-19, la strage nelle Case di Riposo) è da segnalare che, sempre secondo i dati ufficiali, dei nuovi casi di positività al covid19 in Italia nell’ultima settimana, circa il 65% sono stati riscontrati nella sola Lombardia con punte superiori al 70% in alcuni giorni. Altre regioni che preoccupano in questa fase sono l’Emilia Romagna, il Lazio e la Campania che registra un focolaio nella casa ex-Cirio di Mondragone.

I dati ufficiali per paese: casi accertati e morti

Di seguito i dati ufficiali dei 10 paesi con più casi accertati e più morti per covid19 in base alle statistiche ufficiali al 27 giugno.

I segni (+) e (-) indicano le variazioni nel ranking rispetto a 7 giorni fa.

Casi confermati

  • 2.468.000 Stati Uniti
  • 1.275.000 Brasile
  • 620.000 Russia
  • 509.000 India
  • 311.000 Regno Unito
  • 272.000 Perù (+)
  • 263.000 Cile (+)
  • 248.000 Spagna (-)
  • 240.000 Italia (-)
  • 218.000 Iran (+)

Morti

  • 125.000 Stati Uniti
  • 56.000 Brasile
  • 43.000 Regno Unito
  • 35.000 Italia
  • 30.000 Francia
  • 28.000 Spagna
  • 26.000 Messico
  • 16.000 India
  • 10.000 Iran (+)
  • 10.000 Belgio (-)

 Foto di Mustafa Meraji: Mehran, Iran

Cosa mi porto da leggere in vacanza?

Sab, 06/27/2020 - 16:00

La mia amica Maria Cristina sta facendo come la formica al contrario, invece di raccogliere le provviste per l’inverno, lei a primavera inizia a mettere da parte i libri per l’estate: «Questo lo leggo in vacanza» è la sua frase preferita da maggio in poi.

Questo non significa che non legga pure durante tutto l’anno, anzi, ma ci sono dei titoli particolarmente appetitosi che si tiene per gustarli con i tempi lunghi delle ferie, quando ti puoi mettere al sole e sai che hai tutto il pomeriggio a disposizione per farti rapire dal racconto. Che è tutta un’altra storia che leggere prima di dormire, quando sul più bello della trama ti si chiudono gli occhi e non hai neanche la forza di toglierti gli occhiali e spegnere la luce.

Quindi, cosa si porta in vacanza Maria Cristina?

Intanto l’ultimo libro di Alice Basso: Il morso della vipera edito da Garzanti di cui abbiamo parlato sabato scorso qui.

Poi non si sa come sia potuto succedere ma abbiamo scoperto che ci è scappato un Manzini: L’accattone – edito nei Blu di Sellerio. Incredibile visto che il Vicequestore Rocco Schiavone praticamente è di famiglia. Via in valigia pure lui.

E per chiudere la trilogia dei nostri amati giallisti italiani, vediamo di non farci mancare Maurizio De Giovanni con Una lettera per Sara, edito da Rizzoli, in attesa di discutere se la trasposizione televisiva del Commissario Ricciardi interpretata da Lino Guanciale ci convinca o meno.

Stufi di morti ammazzati?

Ok, allora potremo lasciarci un po’ andare con la nostalgia, il multietnico, le famiglie allargatissime di Ferzan Ozpeteck con il suo libro Come un respiro, edito da Mondadori. Per immergerci in una Istanbul magica, sensuale e tollerante, con i suoi antichi hamam, i palazzi ottomani che si specchiano nel Bosforo, i vecchi quartieri oggi scomparsi.

Tutto parte da una domenica di fine giugno in un appartamento al Testaccio, e da lì poi – magia dei libri – si vola in una Turchia magica.  

È uscito anche un nuovo libro di Almundena Grandes, prolifica scrittrice spagnola che le donne – e son solo – che hanno superato i 50 ricordano per lo scandaloso – allora, ora sembra un libro da educandeLe età di Lulù. Questo appena uscito si intitola La figlia ideale ed è edito da Guanda.

Racconta gli anni Cinquanta in Spagna, anni ingrati in cui tutto era peccato e peccare era reato. In questo ambiente ecco la storia di un uomo e di una donna che hanno avuto il coraggio di opporsi alla dittatura, anche dei sentimenti, che strangolava il Paese.

Un Recalcati non si nega a nessuno

Ne abbiamo parlato qui e lo riproponiamo volentieri. Affrontare certi argomenti con la mente fresca aiuta a capirli meglio. E poi volete mettere che figura con il vicino di ombrellone? Che ok il distanziamento sociale ma si noterà senz’altro il fascino dello studioso (cit. Gaber).

Per i bimbi e per il relax

Le storia del condominio di Via dei Tanti di cui abbiamo parlato qui di Federica Morrone Terranno incollati i vostri bambini ai libri, e poi voi se volete rilassarvi tra un libro e l’altro della stessa autrice vi consigliamo Yoga in 5 minutiMantieni corpo e mente in equilibrio pochi minuti alla volta edito sempre da Feltrinelli.
5 minuti di yoga e si riprende a leggere!!!

Buona estate a tutti!

Foto:  StockSnap from Pixabay 

Cannabis libera: perché?

Sab, 06/27/2020 - 14:00

Qui le fonti di quel che affermo:
Danni derivanti dal consumo di alcol:
https://www.infodata.ilsole24ore.com/…/gli-italiani-proble…/
https://www.adnkronos.com/…/alcol-uccide-piu-fumo-droga_ja0…

Danni derivanti dal consumo di canapa
https://www.corriere.it/…/predisposizione-genetica_principa…

La liberalizzazione non fa aumentare i consumi:
https://ilmanifesto.it/cannabis-a-washington-la-legalizzaz…/
http://www.beppegrillo.it/legalizzare-la-produzione-e-la-v…/
Vantaggi economici della liberalizzazione: l’inchiesta di Milena Gabanelli.
Report su studio dell’Università di Messina

Ma allora da dove nasce l’idea di vietare la canapa? Qui tutta la storia.

Leggi anche:
Cannabis: 16 parlamentari si autodenunciano
Cannabis, negli Usa aumenta il consumo da parte degli over65
Coltivare cannabis in casa non è un reato

Il Bisfenolo-A fa male. “Ma anche le sue alternative”

Sab, 06/27/2020 - 12:00

Sul mercato ci sono almeno 50 alternative prive di BPA, con nomi come bisfenolo S e bisfenolo F. Si sa così poco sul loro uso che persino gli scienziati non possono davvero dire quanti siano i tipi di plastica “Senza Bisfenolo-A” in circolazione. Quello che i ricercatori sanno è che queste sostanze chimiche sono analoghi strutturali del BPA. E le loro somiglianze non si fermano alla loro struttura chimica: interrompono anche il funzionamento delle cellule in molti modi e causano effetti tossici simili sul corpo umano. Lo sostiene la biologa riproduttiva della Washington State University Patricia Hunt.

“È come un cane che si morde la coda”, afferma Hunt. “Ci sono più tipi di nuove plastiche messe in commercio in sostituzione del Bisfenolo A di quante possiamo testarne rapidamente.”

Come abbiamo scoperto i danni del Bisfenolo A

Circa 20 anni fa, Hunt e i suoi colleghi stavano usando topi di laboratorio per capire il modo in cui anche lievi cambiamenti ormonali possono influire sulla capacità di una donna di sviluppare un uovo sano. Inizialmente, il loro esperimento sembrava funzionare bene, restituendo risultati alla pari con quello che si aspettavano. Poi improvvisamente “siamo passati a dati completamente anormali“, ricorda Hunt. Alla fine, hanno capito il motivo: gli addetti alle pulizie avevano usato un detergente aggressivo su tutte le gabbie dei topi di plastica. Ciò aveva danneggiato la plastica diffondendola nell’ambiente dove i topi vivevano e mangiavano, finché è penetrata nei loro corpi.

Quali danni per la salute

Che plastiche e BPA avessero un ruolo negativo sulla salute si sapeva bene o male dagli anni ’70, ma la ricerca e il lavoro successivo del gruppo di ricerca hanno fornito prove schiaccianti che i topi – e i loro piccoli – esposti al BPA avevano cromosomi anomali.

“Il BPA non interferisce solo con i recettori degli estrogeni – spiega la ricercatrice – può anche interferire con i recettori dell’ormone tiroideo e i recettori degli androgeni, inclusi il testosterone, l’ormone sessuale maschile primario”.

Mai in lavastoviglie o nel microonde

Per Hunt le prove sono abbastanza chiare da rendere evidente che la plastica va eliminata quando possibile: “Non entra mai nel mio microonde e mai nella mia lavastoviglie, perché sono sconosciuti gli effetti del calore su gran parte delle plastiche. Il mio cibo lo conservo nel vetro”.

Un altro grande diffusore di micro-plastiche sono le ricevute di carta “stampate a pressione”. Lo strato ceroso sulla ricevuta (è il motivo per cui gli scontrini non si riciclano: contengono carta e plastica) è spesso costituito da uno strato che include BPA, nonché sostanze chimiche alternative prive di BPA. Quindi commessi, addetti al fast food, cassieri al dettaglio e molti altri sono esposti ogni giorno a dosi significative di questi prodotti chimici. In numerosi studi, i ricercatori hanno prelevato campioni di sangue e di urina dai cassieri prima e dopo i loro turni: i livelli chimici aumentarono quando i composti tossici penetrarono nei corpi dei lavoratori.

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Come disegnare una goccia d’acqua che sembra vera

Sab, 06/27/2020 - 10:00

L’acqua, l’elemento più importante presente sul nostro pianeta, da cui ha avuto origine la vita e senza cui, senza di essa, non potrebbe continuare.

In questo video dal canale YouTube Chloe Art impariamo step by step a disegnare una goccia d’acqua. Il nostro obiettivo? Cercare di rendere il nostro disegno più verosimile possibile, come se la nostra goccia scorresse davvero sul foglio. Cose serve:

  • Foglio/cartoncino da disegno;
  • Diverse tonalità di acrilici colore blu/verde (consiglio: prussian blue, ultramarine, emerald green, process cyan);
  • Acrilico bianco;
  • Pennelli.
Fonte: Chloe Art

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Covid-19, scagionate le zanzare: non trasmettono il virus

Sab, 06/27/2020 - 08:36

Scagionate le zanzare dall’accusa di poter trasmettere l’infezione Covid-19. A dimostrarlo sono i dati preliminari di uno studio condotto da un team di entomologi e virologi dell’Istituto superiore di sanità in collaborazione con l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, secondo cui né la zanzara comune (Culex pipiens) né la zanzare tigre (Aedes albopictus) sono in grado di trasmettere il virus Sars-Cov-2.

Effettuati test di infezione sperimentale

Per valutare la capacità eventuale di trasmissione del virus da parte delle zanzare i ricercatori hanno effettuato prove di infezione sperimentale: lo studio ha mostrato che il virus, una volta penetrato all’interno della zanzara mediante un pasto di sangue infetto, non è in grado di replicarsi e quindi di essere successivamente inoculato dalla zanzara attraverso una puntura.

“Preoccupazione legittima”

I risultati definitivi saranno pubblicati a breve, spiegano gli autori dello studio, “e forniranno quell’evidenza sperimentale, finora solo teoricamente ipotizzata, che permetterà di escludere in modo scientifico il coinvolgimento delle zanzare nella possibile trasmissione del Covid-19, rispondendo in modo chiaro e definitivo alle legittime preoccupazioni legate al ruolo delle zanzare nella trasmissione di numerose malattie”.

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