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Aggiornato: 16 min 49 sec fa

Coronavirus, la Cina accusa l’Italia | Vaccino anti Covid “Ecco per chi scatta l’obbligo” | Ritorno in classe nel 2021

Lun, 11/23/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Il governo lavora a un extra cashback di Natale da 150 euro: cos’è e come funziona;

Il Giornale: Piano per il vaccino anti Covid “Ecco per chi scatta l’obbligo”;

Il Manifesto: Ospedali oltre la soglia, il Covid espelle gli altri malati;

Il Mattino: Trump, ricandidatura entro quest’anno;

Il Messaggero: Edizione, i Benetton comunicano il cambio al vertice: Laghi sarà ad e presidente cda;

Ilsole24ore: Occupazione, welfare e famiglia: le misure della manovra alla Camera – Acconti, stop ai pagamenti con perdite del 33% nel primo semestre – Ristori, nel mirino le partite Iva;

Il Fatto Quotidiano: L’Agenzia del farmaco: “Il vaccino anti Covid è sicuro. Entro i primi 3 mesi capacità fino a 10 milioni di dosi. La campagna di massa partirà dall’estate del 2021”;

La Repubblica: Licei e istituti, ritorno in classe nel 2021: “Apriranno solo dopo la Befana”;

Leggo: Coronavirus, la Cina accusa l’Italia: «Lì c’era già a settembre, non siamo noi il paese d’origine del Covid»;

Tgcom24: Oms: “L’Europa si attrezzi o arriverà una terza ondata” | Il Cts avverte gli italiani: “A Natale riaperture rigorose o sanzioni”;

La Lombardia in piena crisi Covid-19 si autocelebra (Video)

Dom, 11/22/2020 - 21:00

Massimo Boldi è stato chiamato a parlare davanti alle telecamere per uno spot della Regione Lombardia destinato (parole di Boldi) ai “cipollini lombardi” e che potete vedere qui sotto.

Il momento più “alto” del video arriva quando Boldi per ricordare l’uvetta del panettone fa il gesto di scaccolarsi.
Un video trash ( o, se preferite, horror) commissionato dalla regione record per casi di coronavirus e morti che si vuole autocelebrare per i contributi stanziati alle imprese vittime della stessa pandemia.

Fonte: Regione Lombardia

Programma russo per la colonizzazione di Marte (video)

Dom, 11/22/2020 - 18:51

Ecco come sarà una colonia russa su Marte, un luogo bucolico dove i cybercontadini si innamorano dei trattori…

Il fotografo e regista Sergey Vasiliev, stanco del luogo comune secondo cui il suo paese è tecnologicamente arretrato, ci regala una personale visione di come sarà il prossimo futuro

Fonte: birchpunk

Autodifesa Finanziaria: il passaggio da risparmiatore a investitore

Dom, 11/22/2020 - 17:00

E’ questa la domanda che più spesso Vincenzo Imperatore, Consulente di Direzione, si sente fare durante gli incontri.
In questo video tutorial alcune regole che bisogna seguire per non sbagliare gli investimenti. Ad esempio: prendersi 4 ore di tempo per analizzare la propria situazione finanziaria, gli obiettivi, i tempi…

Come funziona il delicato passaggio da risparmiatore a investitore? flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_368"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/368/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/368/output/autodifesa-finanziaria-ep7-investitore.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/368/autodifesa-finanziaria-ep7-investitore.mp4' } ] } })

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Vincenzo Imperatore è il redattore della rubrica settimanale di People For Planet Bancomatto.

PROSSIMA (E ULTIMA) PUNTATA MARTEDI’ 19 NOVEMBRE 2019!

Guardami adesso! La storia di Valeria Lusztig e la sua conquista dei 4000 metri del Balmenhorn dopo un trapianto bipolmonare

Dom, 11/22/2020 - 10:41

Lo racconta Valeria Lusztig, consulente di comunicazione e giornalista, di Reggio Emilia. 

Le fu diagnosticata alla nascita una malattia genetica: la fibrosi cistica, degenerativa e incurabile. Poi la rinascita! Datata 1 dicembre 2017, quando al centro trapianti di polmone del Policlinico di Milano ricevette una seconda possibilità di vita. Un rigetto, acuto e devastante, infrange la speranza, ma è ancora lotta e infine ripresa, difficile e totale quanto inaspettata.

La vita è nuovamente in mano a Valeria Lusztig e lo scorso 23 agosto la accompagna nella salita al Balmenhorn, massiccio del Monte Rosa, assieme ad altri sette incredibili compagni di cordata.

A oggi si ha notizia di soli tre trapiantati di polmoni che siano riusciti in questa impresa. 

“Non finiva più. – Racconta Valeria Lusztig  – Non so come riuscissi a inspirare tanta aria, ma quel respiro in vetta, davvero è stato il più lungo di tutta la mia vita”. 

Finalmente raggiunge la vetta, dopo ore di affanno, fatica, soste, e i cinque secondi della filosofia di Alex Zanardi ripetuti all’infinito: “Ancora cinque secondi, poi ti fermi. No, dai, ancora e ancora. Fino su, a 4175 metri. È stato come un time-lapse, di pochi secondi, del lungo approdo al trapianto di polmoni, arrivato dopo quarantatré anni di fibrosi cistica. Un lungo respiro conquistato, dopo un costante debito di ossigeno, vita e progetti”.

In estrema sintesi eccola, la svolta nella vita di Valeria. 

Una delle tante curve, dossi, cadute affrontate, ma che stavolta ha avuto i contorni netti e sinuosi di una salita innevata. 

“Una ribellione sotto un cielo talmente blu da sembrare irreale – continua- almeno agli occhi di una nata e cresciuta in pianura padana”. 

Valeria, perché hai voluto intraprendere quest’avventura?

Per onorare la vita e l’impresa di un amico che non c’è più, con cui condividevo sorte genetica e rinascita, che salì quasi fino a Capanna Margherita nell’aprile del 2018.

Qual è il messaggio?

Credo ce ne sia più di uno. Il più importante: abbiamo raccolto quasi tre mila euro e li abbiamo devoluti alla Fondazione per la ricerca contro la fibrosi cistica. Tutti quelli che hanno voluto partecipare alla causa è sono stati parte di quella cordata hanno visto questa generosità non come pulizia facile e veloce della coscienza del sano, ma come sensibilità condivisa. Poi un messaggio rivolto a chi è in attesa di un organo, ai neo trapiantati, ai malati che possono vedere finalmente allontanarsi o sparire, dietro l’orizzonte dei nuovi farmaci, l’ipotesi sempre spaventosa del trapianto. 

La vita dopo il trapianto può essere costellata d’intoppi, fatiche e imprevisti, ma può essere capace di regalare momenti straordinari, così come una straordinaria normalità. Significa onorare ogni giorno la vita del proprio donatore, della sua famiglia, e il lavoro dei tanti sanitari che si sono spesi per permetterlo. Infine, mostrando la fatica, che mi ha accompagnato quasi ad ogni passo, ho voluto dimostrare che non solo un alpinista esperto, allenatissimo e in sfida per un costante miglioramento dei propri tempi di salita, può accedere a queste vette. Il mio zaino storto, il mio rampone destro che faceva i capricci, le mie soste a base di miele per combattere le ipoglicemie hanno contribuito a testimoniarlo.

È stato un azzardo, quindi?

No. Avevo il benestare delle mie pneumologhe, pazientemente avvezze alla mia attitudine a prendere la vita come una cicala, e un allenamento che, visti i tempi e le possibilità, è stato il massimo che ho potuto. Una cordata di persone esperte che non mi ha mai lasciato sola o fatta sentire insicura.

Com’è nata questa cordata?

Avevo letto la storia di Ilaria Pietropaolo, che scalò il Monte Bianco in solitaria in ricordo delle sue gemelle, perdute pochi giorni dopo la nascita. Le avevo raccontato della mia folle idea di salire sul Monte Rosa e lei si offrì subito di accompagnarmi, senza ancora conoscermi. Poi, piano piano, altre anime belle quanto folli si sono unite e alla fine siamo saliti in otto.

Tornerete in vetta?

“Il mio obiettivo resta Capanna Margherita. I sogni vanno cullati e, allo stesso tempo, va coltivata l’arte di abbandonarli. Sono reduce da una polmonite (non Covid) e non so se avrò una capacità respiratoria all’altezza per la prossima estate. Quindi, non solo vette ma tanti cammini. Sempre legati al Progetto Guardami adesso. Ogni iniziativa vedrà una raccolta fondi per enti e associazioni attive per la prevenzione, la salute o la ricerca in campo medico.

Com’è nata l’idea di Guardami Adesso?

Una volta tornata a casa, dopo il trapianto e finalmente senza la bombola di ossigeno, compagna di passi tanto ingombrante quanto necessaria, le persone mi dicevano: eri un lumicino, e ora, guardati adesso! Il sottinteso era: non ci avremmo scommesso un euro, probabilmente. Poi parlando con amiche reduci da cicli di chemioterapie che avevano barattato la salvezza con i capelli, o malattie che ne avevano segnati il viso e il corpo, saltava sempre fuori il disagio nel sostenere sguardi estranei e difficili, che ogni volta, indagatori o distratti, inconsapevoli o sadici, sottolineavano il nostro aspetto e quindi il nostro stato. 

Guardami adesso è volutamente un titolo arrogante; guardami adesso significa: in questa finestra di benessere possiamo onorare la nostra scalata invisibile, quella condotta nel letto di ospedale a combattere il morbo, e lanciarci in quelle che mi piace chiamare spedizioni di riscatto. Allarghiamo l’orizzonte e guardiamolo, possibilmente. Dall’alto. Anzi guardateci, guardateci adesso.

Lunedì 23 novembre alle ore 21,30 Valeria sarà in diretta con Jacopo Fo e la psicoterapeuta Ilaria Fontana nell’incontro settimanale del “Lunedì Psicologico”  sulla pagina facebook

https://www.facebook.com/jacopofoalcatraz.

 

https://www.facebook.com/spedizionidiriscatto/

https://www.facebook.com/ilariafontanapsicoterapianapoli

Concimare il prato in inverno: come fare, quando e quali sono i benefici

Dom, 11/22/2020 - 10:00

Come si legge dal YouTube Bestprato.com: “durante la stagione invernale (dicembre, gennaio e febbraio) il prato diminuisce la sua attività vegetativa, rallenta la sua crescita e il fabbisogno nutritivo diretto si riduce rispetto alla prima parte dell’autunno. In questa fase la nostra attenzione va spostata nel terreno ed in particolare sulla sua fertilità”.

Bestprato.com

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I film animati di Miyazaki su Netflix

Dom, 11/22/2020 - 08:00

Gli appassionati di Anime giapponesi e animazione sanno già tutto. Ma il pubblico italiano di grandi e piccoli spettatori ha una grande occasione di fruizione per poter vedere una retrospettiva della casa di produzione giapponese Studio Ghibli fondata nel 1985 da Hayao Miyazaki (il suo regista più celebre che vinse l’Oscar e il primo Orso D’Oro assegnato ad un film di animazione con “La città incantata”) e Isao Takahata che pur ben affermati con la realizzazione di prodotti seriali venduti in tutto il mondo come “Heidi” e “Anna dai capelli rossi” scelsero una via indipendente dettata dalla qualità tecnica e dai rilevanti contenuti delle trame proposte. Trovarono l’adesione degli esperti produttori Toshio Suzuki e Yasuyoshi Tokuna che completano il mitico quartetto dei fondatori.

Ben ha fatto la piattaforma Netflix ad acquisire i diritti di tutta la produzione dello Studio, che prende il nome dal vento africano secondo la denominazione data da piloti italiani ricognitori durante la Seconda guerra mondiale, e iniziare a trasmetterli dal prossimo primo febbraio.

E’ un fenomeno enorme in Giappone, con incassi rilevanti ma anche nel resto del mondo con la critica specializzata e mainstream che ha molto acclamato un fenomeno culturale che ha spesso superato il colosso Disney per la capacità di saper conquistare pubblico adulto novecentesco e giovanissimi millennial del XXI secolo.

Lo Studio è sempre stato molto rigoroso nel difendere l’edizione originale dei propri lavori evitando compromessi culturali con gli acquirenti occidentali come il no deciso dato al potentissimo boss della Miramax Harvey Weinstein che aveva proposto tagli e modifiche pensando a maggiori introiti commerciali.

Da tempo lo Studio ha annunciato la sua chiusura definitiva, rimandata più volte, ma la messa in onda dal prossimo primo febbraio dei primi sette film dell’intero catalogo che sarà programmato nei prossimi mesi, consente a molti di poter guardare e conoscere dei film che in Italia hanno avuto diffusione grazie alla meritoria Lucky Red.

Questi i primi sette titoli che aprono la rassegna.

IL CASTELLO NEL CIELO di Hayao Miyazaki, 1986

Uscito nelle sale italiane con discreti incassi per uno dei primi lavori dello Studio. Per sfuggire ai pirati dell’aria, Sheeta cade da un aereo sulle braccia di Pazu, recando con sé un segreto legato all’esistenza di una misteriosa città tratta come toponimo da “I viaggi di Gulliver” e con delle suggestioni del mito di Atlantide che trova con echi di Giulio Verne eserciti e pirati fronteggiare i poteri di una pietra magica posseduta dalla ragazza protagonista. Secondo Moradini: “Diretto al pubblico di ogni età (come tutti i film di Miyazaki), in garbato equilibrio tra poesia e sfrenata fantasia, con l’aggiunta di scene d’azione e scenografie di memorabile bellezza e fascino, è un gioiellino “fatto a mano”, realizzato con centinaia di migliaia di disegni”.

IL MIO VICINO TOTORO di Hayao Miyazaki, 1988

Recuperato in Italia nel 2009 quando lo Studio aveva espresso le sue enormi potenzialità in tutto il mondo e riproposto nel 2015 per il trentennale dello Studio. Due giovani sorelle, Satsuki e Mei, si trasferiscono insieme al padre in un paesino di campagna per andare a vivere più vicini alla madre delle bambine, ricoverata in ospedale. Sarà una scoperta del soprannaturale con fantasmi e creature, a partire da Totoro. L’intuizione di un fabbricante di peluche di lanciare sul mercato il pupazzo di Totoro sarà determinante per i proventi che premia il personaggio a rappresentare il logo dello Studio Ghibli e che ne fa una sorta di Winnie The Poo d’Oriente. Ma in Occidente non mancano gli estimatori come provano le citazioni in “Toy Story” e “I Simpson” e il giudizio alla sua uscita del Financial Times che scrisse: “Totoro è più amato genuinamente di quanto Topolino possa sperarlo di esserlo nelle sue più fervide fantasie”:

KIKI-CONSEGNE A DOMICILIO di Hayao Miyazaki, 1989

Una giovane e apprendista strega consegna pacchi a domicilio con la sua scopa volante in una città di mare (mutuata da ispirizioni di Stoccolma, Napoli e Lisbona), e senza i suoi genitori. Tratto da un libro giapponese appare come una sorta di rivisitazione di Pippi Calzelughe (anche qui la scrittrice del romanzo è donna) per una storia di formazione che valorizza molto il tema dell’amicizia ma che non trascura il contenuto del male oscuro con riscatto sempre presente in Miyazaki. Secondo Andrea Fontana di Fumettologica: “La linearità e la trasparenza, che ben nascondono un universo stratificato e complesso, sono la forza di un film che, a trent’anni dalla sua uscita, stupisce ancora per la sua forza etica e strettamente cinematografica, che è anche la forza che contraddistingue la magnificenza autoriale di Hayao Miyazaki”. Primo vero grande successo economico dello Studio.

PIOGGIA DI RICORDI di Isohao Takata, 1991

Ambientato negli anni Ottanta mette al centro del film il tema della memoria e della nostalgia esistenziale. Tratto da un manga, la vicenda originale viene sdoppiata su due piani che consegnano alla storia poesie memorabili. Una single trentenne nata e vissuta a Tokyo decide di passare le vacanze in campagna da dei parenti. Durante il viaggio, inizia a ricordare vari eventi di quando aveva dieci anni. Il film alterna per tutta la sua durata questi due piani temporali, dal presente in cui la protagonista adulta apprezza le gioie della vita di campagna, al passato, in cui si rivede bambina scoprire la vita tra scuola elementare e famiglia. Campione d’incassi in Giappone, in Italia uscito solo sul mercato Home.

PORCO ROSSO di Hayao Miyazaki, 1992

Per Miyazaki l’areonautica degli albori e il volo sono una perenne fonte d’ispirazione (il padre era stato progettista dei celebri caccia “zero” giapponesi) e trova in uno dei suoi film più politici un tocco strepitoso in una vicenda che libra come un fumetto di Corto Maltese e con atmosfere da “Casablanca”. Marco Pagot è un ex-pilota che si è misteriosamente ritrovato nelle sembianze di un maiale. Con il nome di battaglia di Porco Rosso, vola alla ventura sui cieli dell’Adriatico a bordo del suo idrovolante rosso, sfuggendo a fascisti e sbarcando il lunario come cacciatore di taglie. Non mancano le donne e un antagonista di degno rispetto. La battuta “Meglio porco che fascista” fa il paio a “Io odio i nazisti dell’Illinois” di Blues Brothers.

SI SENTE IL MARE di Tomomi Mochizuki, 1993

Una sorta di triangolo sentimentale minimalista ambientato su un’isola che accoglia la ragazza protagonista che arriva da Tokyo e non riesce a integrarsi con le compagne trovando in due ragazzi il proprio riferimento. Prodotto per la televisione e uscito come evento a Natale che in Giappone per i non cristiani è una sorta di San Valentino giapponese. Primo film non realizzato dai maestro fondatore ma realizzato da un giovane trentenne e tratto dal libro di una scrittrice. Avversato dai duri e puri del genere il film è una classica storia di giovani che scoprono la vita attraverso l’amore.

I RACCONTI DI TERRAMARE di Goro Miyazaki, 2007

Figlio di cotanto padre si cimenta con il genere fantasy che contamina scenografie irlandesi con paesaggi da Mille e una notte. Ispirato al terzo volume della saga fantasy di Ursula Le Guin, “Earthsea” che rimase delusa per il fatto che il film non sia stato realizzato da Miyazaki senior. L’equilibrio del mondo sta cambiando da quando i draghi, che controllano il confine estremo di Terramare, si spingono minacciosamente fino alle terre abitate dagli esseri umani ma un giovane mago rimette tutto in ordine. Buon affluenza di pubblico in Giappone, tiepida in Italia alla Mostra di Venezia e nelle sale.

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Come costruire il proprio fondo pensione

Sab, 11/21/2020 - 17:00

Pensioni pubbliche e complementari: tutti ne parlano, molti sono interessati, pochi ci capiscono qualcosa. Facciamo chiarezza!

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Vincenzo Imperatore è il redattore della rubrica settimanale di People For Planet Bancomatto.

Le microplastiche hanno raggiunto la vetta del Monte Everest

Sab, 11/21/2020 - 14:04

L’inquinamento da microplastiche è giunto fino alla vetta del Monte Everest, la montagna più alta del mondo.

Già nel 20018 i detriti di plastica sono stati trovati nel punto più profondo della Terra, la Fossa delle Marianne e oggi è chiaro che i rifiuti dell’umanità hanno inquinato l’intero pianeta, dalle profondità degli oceani alle montagne più remote del mondo.

Lo studio

Le minuscole fibre di plastica sono state trovate a poche centinaia di metri dalla cima della montagna di 8.850 metri. Sono state trovate microplastiche in tutti i campioni di neve raccolti da 11 località sull’Everest, che vanno da 5.300 metri a 8.440 metri di altezza.

Le più alte concentrazioni di microplastiche sono state trovate intorno al campo base, dove gli alpinisti e gli escursionisti trascorrono la maggior parte del tempo.

Secondo gli scienziati, è molto probabile che le fibre provenissero dagli indumenti, dalle tende e dalle corde utilizzate dagli alpinisti. Altre recenti scoperte di inquinamento da microplastica in parti remote delle Alpi svizzere e dei Pirenei francesi hanno dimostrato che le particelle possono essere trasportate dal vento anche da più lontano.

Lo studio, pubblicato sulla rivista One Earth, ha analizzato campioni raccolti da una spedizione del National Geographic nel 2019. Gli scienziati hanno trovato una media di 30 particelle di microplastiche per litro d’acqua nei campioni di neve e 119 particelle per litro nel campione più contaminato.

Da dove provengono le microplastiche?

Ogni anno milioni di tonnellate di plastica vengono disperse nell’ambiente.

La maggior parte delle microplastiche, frammenti di plastica inferiori a 5 mm e quindi troppo piccoli per essere raccolti, provengono dagli indumenti realizzati con tessuti sintetici.

Le microplastiche, oltre a essere dannose per l’ambiente, possono anche ferire la fauna selvatica, che le scambia per cibo.

Ma il danno provocato da queste particelle non finisce qui: le persone consumano anche microplastiche anche attraverso il cibo e l’acqua, sebbene l’impatto sulla salute non sia ancora noto.

Imogen Napper, dell’Università di Plymouth, che ha guidato la ricerca, ha dichiarato:

Sono stato davvero sorpreso di trovare microplastiche in ogni singolo campione di neve che ho analizzato. Il Monte Everest è un luogo che ho sempre considerato remoto e incontaminato. Sapere che stiamo inquinando vicino alla cima della montagna più alta del mondo è una vera rivelazione. Con le microplastiche così onnipresenti nel nostro ambiente, è tempo di concentrarsi su soluzioni ambientali appropriate. Dobbiamo proteggere e prenderci cura del nostro pianeta“.

Il cambiamento inizia con te

Cosa fare, quindi, per ridurre il nostro impatto sull’ambiente e sulla salute? Adottare uno stile di vita più sostenibile, acquistando abiti di cotone e cercando di ridurre al massimo l’utilizzo di plastica nella nostra routine quotidiana.

Soltanto partendo dal basso e cambiando le nostre abitudini potremo contribuire a concedere un respiro di sollievo a Madre Natura.

Fonte: The Guardian

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L’ultimo taglio del prato prima dell’inverno

Sab, 11/21/2020 - 10:00

Dal canale YouTube di Bestprato.com: “spesso ci dimentichiamo che l’inverno è una stagione molto stressante per la salute del prato: freddo, gelate, brina neve possono rovinarlo ed ingiallirlo. Tagliare il prato alla giusta altezza prima dell’arrivo del freddo è un’operazione che da molti benefici alla salute dell’erba”.

Bestprato.com

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Viaggi, le città inquinate sono da evitare anche per brevi periodi

Sab, 11/21/2020 - 08:00

Se state pensando a una vacanza in una grande città informatevi non solo sul meteo, ma anche su quanto è inquinata. Secondo lo studio condotto dal dott. Jesus Arujo per l’Università della California di Los Angeles (UCLA), anche brevi periodi di esposizione agli alti livelli di smog di alcune città possono comportare danni alla salute dei visitatori.

La ricerca è stata condotta su un campione di 26 adulti sani e non fumatori in visita a Pechino nell’arco di 10 settimane nelle estati del 2014 e 2015. Tra i danni riscontrati in seguito alla loro visita a Pechino innanzitutto elevati livelli di grassi ossidati, aumento di infiammazioni cardiache e cambiamenti nella funzione enzimatica associati a malattie cardiache. In totale le concentrazioni di inquinanti atmosferici nei loro corpi sono aumentate dell’800%.

“È risaputo che l’esposizione a lungo termine all’inquinamento atmosferico è associata a un aumento delle malattie cardiovascolari“, ha commentato il dott. Jesus Araujo, nella ricerca. “Ma non si sapeva che una visita a breve termine in un luogo gravemente inquinato potesse avere un impatto significativo sulla salute”.

I visitatori esaminati dopo il viaggio a Pechino abitavano a Los Angeles, anch’essa inquinata, ma molto meno rispetto alla capitale cinese i cui tassi di inquinamento atmosferico erano in quegli anni superiori a quelli di Los Angeles del 371%. Negli ultimi tempi la situazione in Cina è migliorata, ma India e Cina rimangono le nazioni con le città più inquinate al mondo, secondo un’indagine internazionale condotta di recente da studiosi svizzeri. 

In Europa, le città in assoluto più pericolose per la salute sono Jawonzo in Polonia e Sarajevo in Bosnia, secondo le stesse rilevazioni. Segue la pianura padana nostrana: Sassuolo, Torbole Casaglia, Modena, Venezia, San Pietro in Gu (Padova), e poi Milano sono le città dove respirare è pericoloso. Il capoluogo lombardo si è classificato al 600esimo posto su un totale di 3.058 città analizzate in tutto il mondo per valutarne la presenza di PM 2.5 nell’aria.

Un recente allarme dell’OMS ha evidenziato come questi effetti negativi siamo particolarmente gravi per i bambini e i soggetti più deboli. E allora, può valere la pena portare i bimbi fuori dalle città inquinate anche solo per un week end? “Dalle città inquinate si esce generalmente in auto, quindi respirando gli scarichi della propria auto e di quelle che si incontrano: finisce che si è esposti ad alte concentrazioni di inquinanti per tutto il percorso”, spiega Laura Todesco, pediatra e relatrice per Acp della ricerca Oms. “Sarebbe invece utile stare il più lontano possibile dalle fonti di emissione (un lavoro Acp del 2011 dimostra che anche in città con concentrazioni di polveri fini (PM2,5) “omogenee”, come Milano, se si usa come indicatore il black carbon (le polveri ultrafini, le più dannose) si rilevano differenze di concentrazione significative fra le 3 diverse zone di Milano (traffico non limitato, traffico limitato e pedonale). A mio parere quindi l’indicazione potrebbe essere: frequentare zone raggiungibili nel modo più salubre possibile lontane da fonti di emissione, alle volte più vicine di quel che pensiamo: un parco, una zona chiusa al traffico o destinazioni raggiungibili in treno, e immerse nel verde, ed evitare invece viaggi in città molto inquinate, come sottolinea questa news e come anche altre ricerche confermano”.

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Photo by Ralf Leineweber on Unsplash

Cosa succede davvero nei mercati in Cina | Ristori-ter, nuovo stop alle tasse per le attività | Covid hotel, pochi alberghi utilizzati

Sab, 11/21/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Il primo italiano ad aver testato il vaccino russo: «Nessun effetto collaterale»;

Il Giornale: I mercati bagnati non chiudono. Cosa succede davvero in Cina;

Il Manifesto: Lagarde (Bce): «Cancellare i debiti è contro il trattato Ue»;

Il Mattino: Usa, Georgia certifica la vittoria di Biden;

Il Messaggero: In Svezia nuovo record di contagi: nel Paese senza lockdown il tasso di decessi più alto del Nord Europa;

Ilsole24ore: Ristori-ter, in arrivo nuovo stop alle tasse per le attività in perdita – Via alle nuove domande per i contributi – Centri storici, ecco le istruzioni per il bonus – Natale: verso riaperture di negozi e ristoranti;

Il Fatto Quotidiano: Locatelli contro la frase di Crisanti sul vaccino Covid: “Sconcertante, io lo farei senza esitare”. Il microbiologo: “Assurdo passare per no vax”;

La Repubblica: Contagio, 4 regioni con Rt sotto 1. L’Iss: “Evitare gli errori di quest’estate, ricoveri ancora alti” video;

Leggo: Dpcm 3 dicembre allo studio: shopping, feste, cenoni e spostamenti. Cosa cambierà;

Tgcom24: Covid hotel, pochi alberghi utilizzati: “In Lombardia ne mancano 100”;

Covid-19, Crisanti teme un vaccino ma dai reparti covid non aspettano altro. “Paura? Mi sembra folle”

Ven, 11/20/2020 - 19:57

Normalmente ci vogliono dai 5 agli 8 anni per produrre un vaccino. Per questo, senza dati a disposizione, io non farei il primo vaccino che dovesse arrivare a gennaio. Perché vorrei essere sicuro che questo vaccino sia stato opportunamente testato e che soddisfi tutti i criteri di sicurezza ed efficacia. Ne ho diritto come cittadino e non sono disposto ad accettare scorciatoie”: le dure parole del virologo Andrea Crisanti, diffuse a Focus Live, lasciano perplessi operatori e grande pubblico. E dunque così? Abbiamo un vaccino in arrivo, ma dobbiamo temerlo? I primi destinatari saranno i medici e gli operatori sanitari, e allora abbiamo chiesto un parere su questa presa di posizione a un pneumologo del reparto covid del Niguarda, per capire se i timori del celebre virologo siano diffusi.

“La sicurezza non è sottovalutata”

Quello che dice Crisanti può anche essere sensato, ma esistono criteri di valutazione, comitati etici e scientifici che validano l’approvazione di un vaccino, e valutano se ha superato i test di sicurezza”, risponde dal reparto covid-19 dell’ospedale Niguarda di Milano, il pneumologo Matteo Saporiti. “Non sta a me – ma credo neppure a Crisanti – fare questo tipo di valutazione, fermo restando che certamente non siamo in grado di aspettare i canonici 5/8 anni per la validazione e l’entrata in commercio di un vaccino. Sul vaccino della Pfizer possiamo portare avanti dei ragionamenti sui processi saltati e sul fatto che – di conseguenza – ci potranno essere tempi più lunghi per sviluppare l’immunità. Ma sulla sicurezza: lasciamola stabilire a chi è demandato a farlo”.

“Un commento assurdo”

Sinceramente mi sembra assurdo un commento del genere”, continua Saporiti . “Era quello che aspettavamo da tempo. Solo una vaccinazione di massa può risolvere in tempi relativamente brevi questa pandemia, se è vero come è vero che il coronavirus non sparirà da solo. Ripeto: si può discutere sul tipo di vaccino: quello di Pfizer è interessante ma fragile e lento nel costruire un’immunità. Tuttavia, io non vedo altra soluzione e quindi resto incredulo alla notizia che un immunologo titolato suggerisca di non farlo o si dica non disposto a farlo. Questa è la prima luce in fondo al tunnel e resta una buona notizia”.

Vaccino Usa: “Impressionante” successo per il Maderna

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Come scegliere il mutuo per la casa

Ven, 11/20/2020 - 17:00

Attenzione: quando firmiamo per un mutuo per la nostra casa stiamo realizzando un grande sogno, siamo fragili e magari distratti. E’ invece un momento molto delicato…

Vincenzo Imperatore ci spiega alcuni segreti della scelta del mutuo flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_361"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/361/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/361/output/autodifesa-finanziaria-5-mutuo-casa.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/361/autodifesa-finanziaria-5-mutuo-casa.mp4' } ] } })

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Vincenzo Imperatore è il redattore della rubrica settimanale di People For Planet Bancomatto.

PROSSIMA PUNTATA MARTEDI’ 5 NOVEMBRE 2019!

Covid-19, può trasmettersi nell’aria? Lo studio italiano

Ven, 11/20/2020 - 15:36

C’è una bassa probabilità di trasmissione “airbone” del contagio – ovvero quel tipo di trasmissione causata da particelle del virus che restano sospese nell’aria – eccezion fatta per le zone di assembramento. Lo stabilisce una ricerca avviata grazie al progetto “AIR-CoV (Evaluation of the concentration and size distribution of SARS-CoV-2 in air in outdoor environments) e pubblicata sulla rivista scientifica Environment International.

Lo studio italiano

Lo studio multidisciplinare, condotto a maggio 2020, ha analizza le concentrazioni in atmosfera di SARS-CoV-2 a Venezia e Lecce, evidenziandone le implicazioni per la trasmissione airborne. La ricerca è stata condotta da Cnr-Isac, Università Ca’ Foscari Venezia, Cnr-Isp e Istituto zooprofilattico sperimentale della Puglia e della Basilicata

La rapida diffusione del Covid-19, e il suo generare focolai di differente intensità in diverse regioni dello stesso Paese, avevano spesso sollevato importanti interrogativi sui meccanismi di trasmissione del virus e sul ruolo della trasmissione in aria (detta airborne) attraverso le goccioline respiratorie. Mentre la trasmissione del SARS-CoV-2 per contatto (diretta o indiretta tramite superfici di contatto) è ampiamente accettata, la trasmissione airborne era invece ancora oggetto di dibattito nella comunità scientifica.

Veneto e Puglia

Questo studio multidisciplinare ha analizzato le concentrazioni  e le distribuzioni dimensionali delle particelle virali nell’aria esterna raccolte simultaneamente, durante la pandemia, in Veneto e Puglia nel mese di maggio 2020, tra la fine del lockdown e la ripresa delle attività.

“Il nostro studio ha preso in esame due città a diverso impatto di diffusione: Venezia-Mestre e Lecce, collocate in due parti del Paese (nord e sud Italia) caratterizzate da tassi di diffusione del COVID-19 molto diversi nella prima fase della pandemia”, spiega Daniele Contini, ricercatore Cnr-Isac.

Durante la prima fase della pandemia, la diffusione del SARS-CoV-2 è stata eccezionalmente grave nella regione Veneto, con un massimo di casi attivi (cioè individui infetti) di 10.800 al 16 aprile 2020 (circa il 10% del totale dei casi italiani) su una popolazione di 4,9 milioni.

Invece, la regione Puglia ha raggiunto il massimo dei casi attivi il 3 maggio 2020 con 2.955 casi (3% del totale dei casi italiani) su una popolazione di 4,0 milioni di persone. All’inizio del periodo di misura (13 maggio 2020), le regioni Veneto e Puglia erano interessate, rispettivamente, da 5.020 e 2.322 casi attivi.

“Il ruolo della trasmissione airborne dipende da diverse variabili quali la concentrazione e la distribuzione dimensionale delle particelle virali in atmosfera e le condizioni meteorologiche. Queste variabili poi, si diversificano a seconda che ci considerino ambienti outdoor e ambienti indoor”, sottolinea Marianna Conte, ricercatrice Cnr-Isac.

La potenziale esistenza del virus SARS-CoV-2 nei campioni di aerosol analizzati è stata determinata raccogliendo il particolato atmosferico di diverse dimensioni dalla nanoparticelle al PM10 e determinando la presenza del materiale genetico (RNA) del SARS-CoV-2 con tecniche di diagnostica di laboratorio avanzate.

“Tutti i campioni raccolti nelle aree residenziali e urbane in entrambe le città sono risultati negativi, la concentrazione di particelle virali è risultata molto bassa nel PM10 (inferiore a 0.8 copie per m3 di aria) e in ogni intervallo di dimensioni analizzato (inferiore a  0,4 copie/m3 di aria)”, prosegue Contini.

Evitare i raggruppamenti

“Pertanto, la probabilità di trasmissione airborne del contagio in outdoor, con esclusione di quelle zone molto affollate, appare molto bassa, quasi trascurabile. Negli assembramenti le concentrazioni possono aumentare localmente così come i rischi dovuti ai contatti ravvicinati, pertanto è assolutamente necessario rispettare le norme anti-assembramento anche in aree outdoor”.

“Un rischio maggiore potrebbe esserci in ambienti indoor di comunità scarsamente ventilati, dove le goccioline respiratorie più piccole possono rimanere in sospensione per tempi più lunghi ed anche depositarsi sulle superfici”, sottolinea Andrea Gambaro, professore a Ca’ Foscari. “E’ quindi auspicabile mitigare il rischio attraverso la ventilazione periodica degli ambienti, l’igienizzazione delle mani e delle superfici e l’uso delle mascherine”.

Le prossime indagini

“Lo studio e l’applicazione di metodi analitici sensibili con l’utilizzo di piattaforme tecnologicamente avanzate permettono, oggi, di rilevare la presenza del Sars-CoV-2 anche a concentrazioni molto basse, come potrebbe essere negli ambienti outdoor e indoor, rendendo la diagnostica di laboratorio sempre più affidabile” conclude Giovanna La Salandra, dirigente della Struttura ricerca e sviluppo scientifico dell’Izspb. Lo studio delle concentrazioni in alcuni ambienti indoor di comunità sarà oggetto di una seconda fase del progetto AIR-CoV.

Come congelare il lievito: 4 consigli su come congelare i cibi correttamente

Ven, 11/20/2020 - 10:00

Dal canale YouTube Ohga: “il lievito di birra è un qualcosa che in casa non dovrebbe mancare mai. Fare pane e pasta fatti a mano infatti è una soddisfazione incredibile nonché un piacevolissimo passatempo. Se avete comprato però tanto lievito di birra e ora non sapete come smaltirlo ecco un modo interessante. Potete tranquillamente congelarlo avvolto nella sua confezione, se la carta non è rovinata o strappata. In alternativa, avvolgete il panetto di lievito nella pellicola trasparente, oppure in un sacchetto da freezer ben chiuso, avendo cura di far uscire l’aria.”

Scopriamo anche come congelare e conservare in maniera corretta il prezzemolo, i funghi freschi, gli gnocchi e molti altri alimenti!

Ohga

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Iss, meno fumo in gravidanza. Ma l’allattamento dura poco e un bimbo su tre viaggia in auto slacciato

Ven, 11/20/2020 - 08:00

Aumenta la consapevolezza delle mamme italiane su molte delle “buone pratiche” da attuare per favorire un sano sviluppo dei bambini a partire da quando sono ancora nel pancione, ma restano ancora da promuovere alcuni comportamenti importanti per la salute dei bimbi come l’assunzione dell’acido folico in gravidanza per la prevenzione delle malformazioni congenite – che si assume troppo tardi – e l’allattamento al seno – che dura ancora troppo poco. Dai primi risultati del “Sistema di sorveglianza sui determinanti di salute nella prima infanzia” coordinato dall’Istituto superiore di sanità emergono luci e ombre. E i dati riguardanti il fumo ne sono un esempio: se la stragrande maggioranza delle mamme evita di fumare durante la gravidanza (il 94%), l’8% dichiara invece di fumare in allattamento, e a conti fatti la percentuale di bambini potenzialmente esposti al fumo passivo per via della convivenza con un genitore o altra persona fumatrice è del 42%, quasi uno su due.

Ancora pochi bimbi allattati in modo esclusivo

Luci e ombre anche sull’assunzione dell’acido folico e sull’allattamento: se quasi tutte le mamme (97%) hanno assunto acido folico in occasione della gravidanza, poche (21%) lo hanno fatto in maniera appropriata iniziandolo almeno un mese prima del concepimento. Quanto all’allattamento, sebbene sia diminuita la percentuale delle mamme che non allatta, sono ancora troppo pochi i bimbi allattati in maniera esclusiva – appena il 23% a 4-5 mesi di età – e un bambino su dieci non è mai stato allattato.

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Ampi margini di miglioramento

I mille giorni che intercorrono tra il concepimento e il compimento del secondo anno di vita sono cruciali per il benessere futuro del bambino perché si pongono le basi per un suo sano sviluppo psico-fisico. “I dati raccolti mostrano ampia variabilità nei comportamenti e ampio margine di azione e di miglioramento – afferma Angela Spinelli, Direttrice del Centro Nazionale Prevenzione delle Malattie e Promozione della Salute dell’Iss –. Se da una parte evidenziano che ormai molti genitori hanno compreso l’importanza di mettere a dormire i neonati a pancia in su nel rispetto di quanto raccomandato per prevenire la morte improvvisa in culla ed è diminuita la percentuale di mamme che non allattano, mettono anche in risalto che ancora solo una mamma su 4 allatta il proprio bambino in maniera esclusiva a 4-5 mesi di vita e ancora molte donne non assumono l’acido folico prima dell’inizio della gravidanza”.

Tra bambini su dieci slacciati dal seggiolino

Circa il 15% delle mamme di bambini con meno di 6 mesi riferisce di avere difficoltà nel farli stare seduti e allacciati al seggiolino auto, quota che sale al 34% dopo il primo anno di vita. Troppi, infine, i bambini che passano del tempo davanti a uno schermo (tv, computer, tablet o telefono cellulare) già a partire dai primi mesi: il 34% dei piccoli con meno di 6 mesi e ben il 76% dei bambini dopo il primo compleanno. Mentre gli esperti raccomandano di evitarne l’uso tra i bambini al di sotto dei 2 anni di vita e, nel caso di bambini più grandi, di utilizzare queste tecnologie in presenza di un adulto.

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Primi 1000 giorni, fase delicatissima

“Bisogna rendere le mamme consapevoli del fatto che è fondamentale leggere regolarmente al bambino fin dai primi mesi di vita, così come devono regolare l’esposizione dei propri figli a tv, computer, tablet o telefono cellulare – ha commentato la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa -. Su numerosi aspetti occorrerà studiare forme e linguaggi per far comprendere alle future madri quanto questa delicatissima fase, che va dal concepimento al compimento dei due anni, possa determinare in larga parte gli anni della maggiore età e della maturità. Le bambine ed i bambini hanno bisogno di un’attenzione speciale”.

Dodici regioni coinvolte

Lo studio, svolto in collaborazione con la Ulss 9 Scaligera di Verona e promosso e finanziato dal Ministero della Salute, ha coinvolto circa 30 mila mamme intercettate tra dicembre 2018 e aprile 2019 nei centri vaccinali di 11 regioni (Piemonte, Valle d’Aosta, provincia autonoma (PA) di Trento, Marche, Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia e Sardegna). La Regione Toscana ha partecipato fornendo i risultati dell’Indagine sul percorso nascita già attiva sul proprio territorio.

“Preparatevi alla terza ondata” | Le zone non cambieranno fino al 3/12 | Karabash: la città più inquinata del mondo

Ven, 11/20/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Merkel: «Sul Recovery Fund resta il veto di Ungheria e Polonia. Serve una soluzione»;

Il Giornale: Ora Bertolaso lancia l’allarme: “Preparatevi alla terza ondata”;

Il Manifesto: A Karabash, la città più inquinata del mondo;

Il Mattino: Napoli, fino a mille euro per trasporto su ambulanze abusive;

Il Messaggero: Alfredo Pigna è morto: il giornalista Rai aveva 94 anni, memorabili le telecronache su Alberto Tomba;

Ilsole24ore: Contagi e lavoro Usa frenano le Borse, Milano limita i danni con le utility – Perché Piazza Affari è così sensibile alle notizie sul vaccino – Terna spinge sulla rete con il nuovo piano;

Il Fatto Quotidiano: “La crescita è ancora impetuosa, ma il ritmo decelera”. Arcuri: “Diminuisce rapporto tra positivi e tamponi”. Dati – Altri 36.176 casi, 653 morti (100 in meno di ieri);

La Repubblica: ‘Liberi tutti per 5 giorni’ a Londra o ‘la regola del 6’ di Parigi: ecco come le grandi;

Leggo: Covid, perché disinfettiamo ancora gli oggetti? Per gli scienziati non ci sono prove che il virus si diffonda così;

Tgcom24: Covid, vertice tra governo e Regioni: i parametri per definire le zone non cambieranno fino al 3 dicembre;

“Se c’è un aldilà sono fottuto” vita e filmografia di Claudio Caligari

Gio, 11/19/2020 - 20:00

E’ il titolo del documentario in programmazione in questi giorni su RaiPlay dedicato alla parabola umana e professionale di Claudio Caligari, regista tra i più singolari del panorama italiano che, come è stato detto di lui, giocava una partita tutta sua in disparte, ma per il quale Cinema e vita erano assolutamente indissolubili.

Il Premio Zavattini UnaArchive insieme ad Arci Ucca (Unione dei Circoli Cinematografici Arci) il 18 novembre ha collocato Caligari nel primo appuntamento della rassegna on line imperniata su film e documentari che utilizzano in modo creativo e originale i materiali tratti da archivi filmici e televisivi. L’obiettivo dell’iniziativa è quello ritrovare il gusto della discussione in tempi in cui l’emergenza sanitaria tende a chiudere o a limitare l’elaborazione di riflessioni che restituiscano al Cinema la sua maggiore vocazione: quella di essere uno strumento che ci racconta delle storie e ci parla delle nostre vite. Caligari, scomparso a 67 anni nel 2015, è stato un grande interprete dell’Italia degli anni Settanta e Novanta in una miscela deflagrante di sensibilità esasperate ed impegno civile nel suo dar corpo e voce alla realtà degli ultimi ed emarginati delle periferie urbane.

Tutta la sua filmografia consiste in una trilogia: “Amore Tossico” del 1983, “L’Odore della Notte” del 1998 e “Non Essere Cattivo” del 2015. Tre soli, quindi, sono i film realizzati a fronte di una capacità strenua ed instancabile di scrittura che ha prodotto una mole notevole di sceneggiature rimaste nel cassetto. “Le forze produttive del Cinema italiano stanno diventando di tipo televisivo”, affermò Caligari in una intervista.

“Se c’è un aldilà sono fottuto” ripercorre biografia e percorso artistico di un regista non comune, estremamente schivo, timido e scontroso, ma ugualmente lucido, determinato, appassionato, sullo stampo pasoliniano, di verità che il mezzo cinematografico contribuisce a scovare, stanare, portare alla luce. Il documentario mostra anche le riprese di “Non Essere Cattivo”, coprodotto da Valerio Mastrandrea, fra back stage e sottotesto del film divertente, ironico, umanissimo. Ci fa conoscere le parole della lettera indirizzata a Martin Scorsese e ci racconta della lite alla Mostra del Cinema di Venezia scoppiata fra Tatti Sanguinetti e Marco Ferreri a proposito di “Amore Tossico” che suscitò molte polemiche per la sua cruda rappresentazione del mondo dell’eroina.

Un regista, Caligari, molto colto, amante del Cinema francese ed americano, immerso in una visione neorealista dalle tinte notturne, scopritore di talenti come Mastrandrea, Marco Giallini, Luca Marinelli. L’ultimo suo lavoro, “Non Essere Cattivo”, presentato a Venezia nel 2015 fra applausi e commozione a pochi mesi dalla sua morte, è un riconoscimento, probabilmente tardivo ma pieno, alla sua opera ed ai suoi film che si possono definire dei documenti di analisi politico-sociale. Claudio Caligari incassò i complimenti di Rossellini, l’attenzione di Fellini, ma oggi parla ai posteri da “Gigante dell’esperienza umana e professionale” secondo l’opinione di Marinelli, e da “amico e maestro”, secondo il ricordo di Mastrandrea.  La rassegna del Premio Zavattini e di Arci Ucca continuerà il 25 novembre con Dove bisogna stare di Daniele Gaglianone e Arrivederci Saigon di Wilma Labate.

Articolo a cura di Daniela Muraca

Vuoi diventare Lord o Lady? In Scozia è possibile

Gio, 11/19/2020 - 18:26

Ecco fatto il perfetto regalo per il Natale 2020! Godibile a distanza, adatto a tutti e a tutte le tasche, capace di farci stare bene solo a pensarci. La Scozia è l’unico Paese al mondo dove ottenere un titolo nobiliare, almeno sulla carta, è possibile e anche semplice: basta essere proprietari di un terreno per vedersi conferire il titolo di “Laird“, ovvero “Lord” o “Lady”.

A scopo benefico…

Ecco fatto che, da diversi anni, c’è un’azienda scozzese, la Highland Titles, che offre al grande pubblico la possibilità di acquistare un appezzamento di terra nella Riserva Naturale di Glencoe, nelle Highlands, e di diventare così My-fair-Lady o MiLord di quel terreno, in cambio di fondi che verranno destinati alla tutela della flora e della fauna del Parco. In quasi 15 anni oltre 200mila persone hanno già aderito all’iniziativa e sono diventate nobili, non solo nell’animo, dato il fine, ma anche nella forma, con attestato e quant’altro.

Un successo su Instagram

Lo sa bene Instagram, dove all’hastag #lordofglencoe fanno seguito numerose foto sorridenti di uomini e donne neo “coronati”, con molti nomi italiani. I proprietari esclusivi del terreno acquistato, possono vantare un atto certificato prodotto e spedito dalla stessa azienda.

Si può comprare anche solo un metro

Avete paura di non avere abbastanza spiccioli? No panic, l’acquisto del terreno valido per un titolo nobiliare può limitarsi a un minuscolo metro quadro (e arrivare fino a 90 mq). Quindi ogni contributo, anche simbolico, può sostanzialmente farci nobili. La proprietà dell’appezzamento, udite bene, è effettiva, esclusiva e addirittura ereditabile. Solo la destinazione d’uso rimane vincolata alla Riserva Naturale che consente al legittimo lord o lady di visitarlo, di piantarci alberi o bandierine ma non di distruggerlo o costruirci sopra. Altrimenti, che nobili saremmo.

Al via in Gran Bretagna la prima linea ferroviaria solare

Da oggi in Scozia i dottori possono “prescrivere” la natura come terapia