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Magazine Online di Ecologia, Benessere e Solidarietà
Aggiornato: 1 ora 42 min fa

MALEDUCATI

Gio, 05/06/2021 - 19:00

I manager che contattano aziende per proporre prodotti o servizi sanno bene di cosa sto parlando. Alcuni dei manager che per lavoro ricevono proposte di prodotti e servizi, ci meditino sopra (se pensano di averne bisogno).
Quando il manager A contatta il manager B (su linkedin, via email…) per chiedere di presentare la propria azienda o i suoi prodotti sta offrendo un servizio informativo. Il manager B che è stato contattato dovrebbe essergliene grato.

Un esempio: un marketing manager che ha bisogno di modalità innovative per comunicare dovrebbe avere fra le sue mansioni quella di cercarle sul mercato, e dovrebbe ringraziare il manager A che lo contatta per segnalargliene alcune.
Bene, è noto che non funziona sempre cosi. Spesso le email inviate restano senza risposta, molte promesse di un contatto successivo restano inevase. Non si perde neanche un minuto per declinare l’offerta: proprio non vengono date risposte. Il manager che non risponde mai perché ha “ben altro da fare” non sa ( e noi ci permettiamo di ricordarglielo) che rispondere a una domanda posta con educazione, cortesia e senza invadenza è solo una questione di buona educazione: se non lo fai, manchi di rispetto a chi ti scrive, e mancare di rispetto al prossimo (chiunque esso sia) è da maleducati.

Ma le aziende pagano i manager per essere efficaci, non per essere educati (in realtà dovrebbero pretendere anche questo dai propri dipendenti, e alcune lo fanno). E allora abbandoniamo il punto di vista della civiltà nelle relazioni, e guardiamo la cosa dal punto di vista aziendale.
Un manager figo di solito è un tipo molto curioso, guarda il mondo anche fuori dal suo computer per trovare spunti, idee: insomma per nutrire il proprio cervello.
Investire una piccola parte del proprio tempo lavorativo dando ascolto a interlocutori che sono fuori del circuito tradizionale di fornitori/consulenti è uno dei modi per uscire dalle paludi dell’autoreferenzialità e dell’ancoraggio a routine consolidate.

Aprirsi al mondo (anche concedendo un quarto d’ora a una persona che non si conosce, ma che si è presentata in modo adeguato) può rivelarsi un’attività preziosa per un manager, sopratutto oggi che le cose girano velocissime e si rischia di restare indietro senza neanche essersene resi conto. Concedersi anche quando si lavora di cavalcare ogni tanto a pelo l’entropia del Caso oltre che a pianificare, programmare, proceduralizzare il proprio lavoro ci apre, in definitiva, alla Vita, e alle tante possibilità che la vita offre. “Se volete fare ridere Dio raccontategli i vostri progetti” recita un aforisma yiddish. Vale per la nostra esistenza, ma anche per il lavoro.

Le persone più importanti della mia vita le ho incontrate, tutte, per puro caso. E’ cosi per tutti: quando siete andati a quella festa, magari controvoglia, e avete incontrato la donna che avreste poi sposato, sapevate forse che li avreste incontrato la vostra futura moglie?

Molti dei miei incontri professionali più interessanti sono nati rispondendo alla telefonata di una persona che prima non conoscevo. E, devo dire, anche qualcuno che poi ha trovato utile avermi conosciuto lo ha fatto rispondendo a una email scritta da me, che cominciava con “Egregio dottor etc etc”.
Ma è ovunque cosi? Non proprio. In alcune delle grandi multinazionali più di successo rispondono, sempre, anche i CEO (o chi è stato delegato da loro a farlo). E’ un fatto di cultura, as usual.
Noi italiani abbiamo l’imprinting, difficile da cancellare, del senso del potere Borbonico (e, per il nord Italia, della dominazione spagnola): il potere è privilegio, status: se fuori dalla mia corte qualcuno mi chiede un incontro, si tratta di una questua, e lo tratto col malcelato fastidio con cui si trattano, appunto, i questuanti.
Nei Paesi di cultura calvinista (Max Weber ce lo ha insegnato) non è, in genere, cosi. Loro la pensano come Spiderman: with great power comes great responsibility.

Robot, realtà aumentata, protesi: tra pochi anni il sesso senza un partner in carne e ossa non avrà confini

Gio, 05/06/2021 - 17:00

In un mondo che cambia rapidamente, anche il nostro modo di vivere la sessualità viene influenzato dalla tecnologia. Molti campi della scienza sperimentano soluzioni che, unendo una profonda conoscenza del corpo umano al progresso tecnologico, promettono di regalarci esperienze sessuali estremamente soddisfacenti. Piacere all’ennesima potenza, ma anche più sicurezza.

Già oggi possiamo comunicare con partner lontani, riducendo il peso delle relazioni a distanza, già oggi i nostri sensi vengono stimolati non soltanto da esseri umani ma anche da robot, già oggi possiamo vivere il sesso in mondi virtuali. Ma stiamo per assistere a trasformazioni che hanno dell’incredibile. Thefutureofsex.net individua cinque aree emblema dell’evoluzione della sessualità nel prossimo futuro: remote sex, sesso virtuale, robots, intrattenimento immersivo, realtà aumentata. I risultati sono notevoli, ma alla fine sorge una domanda: tutto questo potrà mai davvero soddisfarci quanto un rapporto sessuale “tradizionale” con partner in carne e ossa e in luoghi reali (e con imperfezioni reali)?

Remote sex

Il sesso può essere condiviso con una o più persone che fisicamente non sono nello stesso luogo (“da remoto”, appunto). Esistono già sex toys guidati a distanza da computer o da persone fisiche, dispositivi dotati di sensori che utilizzano informazioni per trasmettere sensazioni piacevoli, massimizzare il piacere fisico del destinatario o condividerlo. Questi dispositivi saranno migliorati nei prossimi anni, si lavora, ad esempio, perché i sensori vadano a stimolare tutto il corpo.

Alcuni prototipi di tute sono già pronti, con la stampa 3D si possono creare sex toys su misura o che replichino l’anatomia del partner. Dobbiamo aspettarci social network frequentatissimi dedicati al remote sex, in cui al posto di timidi messaggi di abbordaggio si potrà vivere un’esperienza immersiva a distanza. Aspettiamoci anche sex workers a interagire da remoto con i clienti, non soltanto via webcam ma attraverso dispositivi in grado di rendere l’esperienza molto più realistica.

Sesso virtuale

Per “sesso virtuale” si intende la connessione tra persone che condividono contenuti di tipo sessuale anche sotto forma di avatar come rappresentazione virtuale del sé. Nel prossimo futuro la divisione tra reale e virtuale sarà sempre meno netta, dato che le persone (o gli avatar) realmente “sentiranno” ciò che fanno. Nei giochi di ruolo per adulti si potrà dire addio a tastiere e mouse e diventeranno più popolari le già citate tute o sex toys molto sofisticati nella ricezione e nell’invio di sensazioni tattili. La masturbazione si avvia a diventare un’azione conviviale grazie a interfacce cervello-computer che tradurranno real-time pensieri e impulsi. Le esperienze sessuali virtuali diventeranno, dunque, più realistiche e questo influenzerà certamente le relazioni a distanza: si potrà dire di aver fatto del gran sesso anche se ci si trova in continenti diversi… o così promettono gli esperti. In questo senso, fare sesso con un avatar o con un essere umano potrebbe non essere poi così diverso.

Robot

I robot sono macchine progettate per rendere migliore la vita dell’essere umano. Gli androidi sono quelli corrispondenti al sesso maschile, le gynoidi sono quelle di sesso femminile.

Anche loro saranno proiettati in un mondo complesso in cui si intrecciano sesso, amore ed emozioni. Sono già state create sex-dolls estremamente realistiche e androidi che, in vari aspetti della vita quotidiana, affiancano l’essere umano: camminano, salgono le scale, sanno aprire porte e trasportare oggetti. La Geminoid F di Hiroshi Ishiguro ha persino recitato in un film.

Alcuni sviluppatori stanno perfezionando i cosiddetti “Seductive AI Software”, in grado di recepire e rispondere ai desideri umani; potrebbero diventare proprio la “mente” dei robots. Nella realtà virtuale aumentata, tra le varie implicazioni, potrebbero essere ricreati doppelgangers di ex partner dei quali si sente la mancanza o repliche di celebrità. Al di là di ogni considerazione etica, chi soffre di solitudine potrà contare sull’aiuto dei robot, non solo per cimentarsi nelle arti del sesso ma anche semplicemente per ricevere compagnia. Inutile dire che questi robot saranno dotati di organi genitali, che di fatto saranno gli stessi sex toys vendibili “singolarmente” o realizzabili direttamente a casa propria grazie a stampanti 3D. I “Robotic Sex Gurus Robots” saranno i più intelligenti, capaci di adattare le loro performance sessuali al partner umano e di migliorare memorizzando i gesti che l’umano gradisce di più.

Intrattenimento immersivo

Si tratta della tecnologia che lega il mondo fisico con quello virtuale o con i mondi simulati creati da computer. L’essere umano si sente del tutto parte dell’azione in un ambiente non-reale. Fa parte di questo ambito la realtà virtuale e la sua fruizione tramite dispositivi come un headset (cuffie). Nel prossimo futuro sarà comune sfruttare rappresentazioni olografiche, immagini 3D e performer che si muovono nel nostro spazio. Dobbiamo aspettarci un tipo di intrattenimento più interattivo: nei contenuti pornografici si potrà scegliere come evolverà la trama e da quale angolazione seguirla, gli spettatori saranno utenti attivi che interagiscono con il prodotto. Una delle evoluzioni più interessanti riguarda però l’educazione sessuale virtuale, che proprio grazie alle stesse tecnologie utilizzate per il sesso virtuale, acquisirà un numero maggiore di fruitori: non soltanto sesso come azione, ma sesso da comprendere, lezioni di sesso sicuro e simulazioni.

Realtà aumentata

La realtà aumentata migliora la capacità del corpo umano di compiere azioni attraverso protesi, dispositivi indossabili e superamento dei limiti biologici. La sfida di domani, se parliamo di sessualità, è quella di aumentare il piacere fisico grazie a questi dispositivi. È già a un buonissimo livello la chirurgia (ri)costruttiva dei genitali; la Wake Forest School of Medicine ha ricreato peni e vagine in laboratorio. Il biohacker Rich Lee ha creato prototipi di peni vibranti che si potrebbero impiantare sugli esseri umani; Clemens Bimek ha creato un impianto che blocca temporaneamente la produzione di sperma. Anche i preservativi diventano sempre più sottili e resistenti; in futuro saranno un contraccettivo sempre più sicuro ma la sensoristica li renderà dispositivi sofisticati per aumentare il piacere sessuale. Senza alterare il corpo umano, gadget e dispositivi indossabili misureranno le performance sessuali e la salute fisica, sincronizzati con smartphone e app. Cuffie in grado di decifrare lunghezze d’onda personali permetteranno di incontrare persone (virtualmente, prima di tutto) con pattern cerebrali simili e potenzialmente compatibili dal punto di vista sessuale. Siamo ufficialmente entrati nell’era del “Sexnet of Things”: sempre più oggetti sono connessi alla Rete e lo saranno anche i nostri corpi. Se poi non saremo ancora soddisfatti ci penserà l’AI, fornendoci un coach sessuale su misura per i nostri problemi.

La scienza e la tecnologia sono arrivate al punto da consentire questi progressi. Resta aperta una domanda: abbiamo bisogno di vivere una sessualità meno umana e meno perfetta di quella con cui ci confrontiamo ogni giorno?

Il sesso del futuro in dati
  • Nel 2028 oltre un quarto dei giovani vivrà un’esperienza sessuale a distanza
  • Nel 2025 le parti anatomiche del proprio partner stampate in 3D aggiungeranno realismo al sesso a distanza; si attiveranno toccandole
  • Nel 2024 potremo essere chiunque e con chiunque e metteremo in scena fantasie impossibili in mondi virtuali realistici
  • I primi appuntamenti in mondi virtuali saranno popolarissimi nel 2022
  • Entro il 2045 un adulto su 10 avrà fatto sesso con un robot umanoide
  • Nel 2033 i divi del porno e alcuni vip venderanno repliche di se stessi in versione erotica
  • Nel 2027 le interfacce brain-to-brain permetteranno a due o più partner di stimolarsi a vicenda fino all’orgasmo
  • Nei prossimi anni le persone faranno regolarmente uso di sex toys tattili e si immergeranno in realtà parallele dove fare sesso come forma di intrattenimento per adulti
  • Nei prossimi anni l’intrattenimento per adulti nella realtà virtuale frutterà 1 miliardi di dollari e sarà il terzo driver monetario dietro ai giochi in realtà virtuale e ai film

Articolo del 11 Febbraio 2020

5 abitudini per una casa sempre in ordine

Gio, 05/06/2021 - 15:00

Dal canale YouTube Annalisa Stories 5 semplici consigli per vivere in un ambiente sempre ordinato senza ritrovarsi sommersi dal caos!

Circondarsi di un ambiente ordinato aiuta a mantenere la concentrazione e a non perdere tempo a cercare le cose, soprattutto per chi vive sempre di fretta!

Annalisa Stories

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Ortica: come usarla in cucina e nell’orto

Biden, svolta storica: “basta brevetti sui vaccini, ognuno possa produrli da sé”

Gio, 05/06/2021 - 11:00

“Un momento monumentale”, così il direttore dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha definito le parole del Presidente degli Stati Uniti Joe Biden che ha dichiarato di voler sospendere la protezione dei brevetti e di liberalizzare i vaccini anti Covid.

Un potente esempio della leadership Usa per affrontare le sfide sanitarie globali. Ora muoviamoci tutti insieme rapidamente, in solidarietà, basandoci sull’ingegnosità e sull’impegno degli scienziati che hanno prodotto vaccini salvavita Covid-19″ ha proseguito via Twitter Ghebreyesus.

Dopo milioni di morti, anche i paesi in forte difficoltà economica pandemica, come il Brasile e l’India, potranno fabbricarsi velocemente i vaccini, a costi non più gonfiati, come abbiamo scritto in un precedente articolo: I vaccini Pfizer e Moderna costano tra i 60 centesimi e i 2 dollari ma sono venduti a più di 70 dollari a ciclo.

Ma non solo Brasile e India: Bangladesh, Pakistan, Sudafrica, Indonesia e Senegal potrebbero produrre vaccini nel giro di pochi mesi, mettendo, forse, la parola fine a un disastro globale che si protrae da più di un anno.

E l’Italia?

Per il momento sono emersi solo commenti di apprezzamento a Biden ma nulla di fatto.

C’è però una speranza che qualcosa si muova anche in Unione europea e arriva dalla “coalizione” tra Belgio e Irlanda: Primi segnali per uno stop temporaneo ai brevetti dei vaccini arrivano dalla riunione in corso del Consiglio Generale OMC, l’Organizzazione Mondiale del Commercio.

Sia il Belgio che l’Irlanda stanno cercando costituire “una coalizione di volenterosi” per opporsi alla Commissione Europea che, insieme alla Svizzera, mantiene la posizione più rigida, di chiusura totale verso la proposta di moratoria avanzate da India e Sudafrica, le quali hanno annunciato a breve una seconda versione del loro piano, anche alla luce della tragedia in atto.

Leggi anche: Emergency e Oxfam svelano i guadagni dei Big Pharma e i reali costi dei vaccini

Brexit, navi militari Gb a Jersey. Ecco cosa succede

Gio, 05/06/2021 - 10:30

Navi da guerra inglesi a pattugliare l’isola britannica di Jersey. Ieri sera Londra ha inviato “per precauzione” due navi della Marina militare verso l’isola britannica che dista solo 20 km dalla Francia (e 161 dalla Gran Bretagna) come clamorosa mossa in risposta a una controversia sempre più seria. Nei giorni scorsi la Francia aveva minacciato di tagliare la corrente all’isola, che si alimenta da cavi sottomarini francesi, data la vicinanza. La questione? Ancora una volta, lo sfruttamento della pesca: nodo irrisolto del post Brexit.

La vicenda

Tutto è nato quando, la scorsa settimana, l’isola ha iniziato a rilasciare licenze alle barche francesi con un nuovo sistema. Nella sostanza questo ha impedito ai pescatori francesi di agire nelle acque al largo di Jersey. La ministra francese, Annick Girardin, aveva parlato, come ritorsione verso Londra, di una possibile interruzione del trasporto di elettricità verso l’isola britannica. Nel pomeriggio di ieri i toni si sono ammorbiditi, e il primo ministro Johnson ha parlato di una “necessaria de-escalation”. Ma poi, il passo successivo è stato l’invio di navi da guerra da parte del Regno Unito, che ha definito i provvedimenti della Francia “assolutamente inaccettabili”.

“Regole non comunicate”

I pescatori rivendicano i loro diritti protestando al porto di St Helier di Jersey: si vedono ingiustamente limitati a causa delle difficoltà nell’ottenere le nuove licenze per operare nelle acque britanniche. In base a un accordo con l’UE, dovrebbero dimostrare lo storico delle loro attività nell’area, per ricevere una licenza. Ma, secondo loro, queste regole sono state aggiunte a posteriori, senza preavviso, e senza l’ok dall’Ue. Sono richieste, ha ribadito il governo francese, che “non sono state organizzate o discusse e di cui non siamo stati informati”.

Perché la Brexit ha riacceso il fuoco a Belfast e Derry?

Salviamoci!

Gio, 05/06/2021 - 10:00

Come facciamo a pagare?” la domanda sorge spontanea perché tra
non molto milioni di famiglie, non saranno più in grado di rimborsare
i mutui per la casa né i prestiti per l’acquisto dell’auto.
Potremmo ritrovarci nelle condizioni di non riuscire a pagare le tasse
e le cartelle esattoriali nel momento in cui saranno sbloccate.

Molti negozi, bar, ristoranti, hotel non riapriranno e le piccole e medie
imprese non riusciranno a costituire tesoreria sufficiente per ripartire.
Migliaia di aziende rischieranno la bancarotta, e gli imprenditori che
hanno rilasciato garanzie personali rischieranno di perdere gli
immobili acquistati con tanti sacrifici.

Nei bilanci delle banche, questa drammatica situazione si tradurrà in prestiti non pagati, crediti inesigibili, fallimenti, pignoramenti e i crediti deteriorati aumenteranno vertiginosamente. La stretta creditizia sarà quattro volte più dura di quella vissuta dopo la crisi del 2009.

Dopo il successo del bestsellerIo so e ho le prove” (oltre 30.000
copie vendute), Vincenzo Imperatore realizza un agile instant book
per mostrarci lo scenario che si prospetta a seguito della pandemia.
Con parole semplici, ci aiuta a capire cosa succederà ai nostri soldi e
spiega cosa fare nella pratica attraverso la narrazione di casi e storie
vere, avvalendosi della testimonianza di professionisti del settore
(commercialisti e avvocati), cittadini e imprenditori in difficoltà,

Come fronteggiare questa situazione? Nonostante il pericolo
imminente è ancora possibile salvarsi.

Per maggiori info e acquisto al LINK

Le ricette di Angela Labellarte: biscotti della mamma

Gio, 05/06/2021 - 08:00

Ingredienti

Farina 500 gr.
Zucchero semintegrale 150 gr + zucchero per spolverizzare
Olio EVO 100 gr.
Uova 2
Latte tiepido 100 ml.
Lievito per dolci 1 bustina (14/16 gr)
Buccia di 1 limone non trattato


Preparazione

Mescolate la farina setacciata con lo zucchero e con il lievito e ponete il tutto su una spianatoia. Aggiungete la buccia del limone non trattato e fatta una fontana al centro aggiungete l’olio e le uova. Iniziate a mescolare e man mano aggiungete il latte tiepido fino a ottenere un impasto omogeneo senza comunque lavorarlo troppo.
Date ai biscotti la forma che preferite (qui abbiamo prima fatto dei salsicciotti e poi li abbiamo tagliati in pezzi da 2 cm e leggermente schiacciati). Mettete i biscotti su una teglia da forno. Spennellateli con latte freddo e spolverizzateli con lo zucchero semintegrale.
Infornate in forno preriscaldato a 180° per 15 minuti.
Questi biscotti sono perfetti per la prima colazione o per la merenda dei bambini e si conservano a lungo in una scatola di latta o in un vaso di vetro.

N.B.: al posto dell’olio si può utilizzare il burro.

Tempo di preparazione: 30 minuti

Ph: Angela Prati

Gli EcoShots di Jacopo Fo: i pannelli solari termici

Mer, 05/05/2021 - 20:00

Spengo la caldaia, monto un pannello solare e ho acqua sanitaria calda e riscaldamento senza fatica. Ottimo d’inverno. E per l’estate, volendo, c’è il solar cooling. Risparmio e sostenibilità.

Ma come funziona un pannello solare? Jacopo Fo ci mostra come si costruisce un pannello solare.

L’Andropausa non esiste! (Infografica)

Mer, 05/05/2021 - 18:00

Diceva Ippocrate nel IV secolo a.C.: “Tutte le parti del corpo che hanno una funzione, se usate con moderazione ed esercitate nell’attività alla quale sono deputate, diventano più sane, ben sviluppate ed invecchieranno più lentamente; ma se non saranno usate e lasciate inattive, queste diventeranno facili ad ammalarsi, difettose nella crescita ed invecchieranno precocemente”.

Per vedere l’infografica più grande clicca qui

L’estinzione silenziosa delle giraffe

Mer, 05/05/2021 - 16:30

Dal canale YouTube Alessandro Nicoletti – Keep the Planet un breve video per conoscere più da vicino questo animale simbolo della savana. Lo sapevi che è l’animale terrestre con il cuore più grande? E che non ci sono due giraffe con la stessa forma e posizione di macchie sulla cute?

Queste e altre curiosità che ci aiutano a renderci conto del perché è così tanto importante preservare e tutelare questo animale che, anno dopo anno, perde una percentuale altissima di esemplari.

Alessandro Nicoletti – Keep the Planet

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Vacanze: cosa è il green pass?

Mer, 05/05/2021 - 15:30

Si potrà tornare a viaggiare in tutta Italia con un “pass verde nazionale”, ha annunciato il premier Mario Draghi, senza più bisogno di isolarsi in quarantena al rientro. Ma anche gli italiani che vanno all’estero e i turisti stranieri che arrivano qui sarà un liberi tutti, o quasi. Si inizia dai Paesi europei, ma anche da Gran Bretagna, Stati Uniti e Israele: dove le vaccinazioni sono molto avanti. In attesa che entri in vigore il green pass europeo, previsto per la metà di giugno, l’obbligo di quarantena decade il 15 maggio. L’obiettivo è calamitare l’interesse dei turisti, per essere appetibili come chi, la Grecia ad esempio, ha ideato isole covid free per potenziare il turismo.

Cosa deve esserci nel green pass?

Il green pass sarà costituito dall’attestato di avvenuta vaccinazione oppure da un certificato di guarigione o anche solo da un tampone antigenico o molecolare con esito negativo, effettuato nelle 48 ore precedenti l’arrivo in Italia. L’obiettivo però sarà tentare di uniformare le certificazioni europee, entro appunto la metà di giugno, e per questo i ministri della Salute Ue si dovrebbero incontrare a breve.

Le regole fino al 15 maggio

Fino ad allora la regola è, per chi proviene dall’Unione europea e dalla Gran Bretagna, un tampone in entrata, quarantena di 5 giorni e secondo tampone. Per tutto il resto del mondo – ad eccezione degli Stati per i quali e dell’India, che non possono al momento entrare nel nostro paese – gli arrivi devono rispettare una quarantena di 14 giorni. Dopo il 15 maggio, niente quarantena per tutti, tranne i paesi inseriti nella black list (Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana).

Covid-19: mentre l’Italia festeggia in piazza lo scudetto, il mondo fa record di contagi

Insetti: i repellenti consigliati dai pediatri

Mer, 05/05/2021 - 14:30

Zanzare, tafani e zecche tormentano spesso i bambini. La maggior parte ha solo reazioni lievi, alcuni invece hanno reazioni importanti. Un modo per proteggerli è quello di adoperare i repellenti, ma è importante che siano usati prodotti sicuri e che vengano applicati correttamente. Lo scrive sul proprio sito l’Associazione Culturale Pediatri (Acp), per mano dei suoi esperti Vincenza Briscioli e Giuseppe Primavera, che hanno considerato gli studi più recenti in materia.

Tipi di repellenti

I repellenti esistono sotto forma di creme, sticks, liquidi, spray; alcuni contengono principi attivi chimici, altri hanno invece solo ingredienti naturali. Possono prevenire le punture di zanzare, zecche, pulci, acari e tafani, ma non quelle di api, vespe e calabroni. La tabella sotto si base sulle informazioni fornite dall’Accademia Americana di Pediatria (AAP):

Gli ultrasuoni?

Non sono considerati efficaci i braccialetti imbevuti di repellenti chimici o naturali, come gli estratti di geranio, e purtroppo neppure i device che emettono ultrasuoni.

Altre informazioni sul DDET
La sua concentrazione nei repellenti varia da un prodotto all’altro, da meno del 10% a più del 30%, è quindi necessario leggere bene le etichette. I prodotti contenenti DEET al 10% tengono lontani gli insetti per circa 2 ore, quelli che ne contengono il 24% hanno una durata d’azione di circa 5 ore. Concentrazioni superiori al 30% non offrono alcuna protezione aggiuntiva. Alcune creme solari contengono in aggiunta DDET, la cui concentrazione varia dal 4% fino al 99.9%: non è consigliato l’uso di questo tipo di creme solari.

Le regole per usarli in sicurezza:


:: Leggere attentamente le istruzioni.
:: Non usare prodotti con concentrazioni di DEET superiori al 30%.
:: Non adoperare i repellenti contenenti DEET sotto i due anni di vita.
:: Applicare solo sui vestiti e sulle parti esposte. Non applicare la permetrina sulla cute.
:: Adoperare i repellenti spray in spazi aperti, evitandone l’inalazione.
:: Non utilizzare i repellenti vicino al cibo
:: Evitare dosi eccessive, non correlate a maggiore efficacia.
:: I prodotti devono essere applicati solo con la supervisione di un adulto.
:: Lavare la cute dei bambini con acqua e sapone quando i repellenti non sono più necessari.
:: Per l’applicazione sul viso di bambini e adulti occorre molta attenzione. Spruzzare il prodotto sul palmo della mano e poi applicare la quantità necessaria sul viso e sulle orecchie, evitando occhi e bocca.
:: Non spruzzare su ferite o cute irritata, né su una precedente puntura, perché la pelle può infiammarsi maggiormente e il principio attivo può essere assorbito in quantità maggiore.
:: Non usare il DEET insieme ai filtri solari, che vengono resi meno efficaci dal DEET.
:: Se si sospetta una reazione allergica, interrompere l’applicazione, lavare la cute con acqua e sapone e consultare un Centro anti-veleni.

Mai sotto i 2 anni

Secondo la Direttiva 2010/51/UE, valida fino al 2022 e un rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità del 2011, i prodotti contenenti DEET sono sconsigliati sotto i 2 anni. L’EPA (Agenzia per la Protezione Ambientale USA) non ritiene invece che sussistano rischi, anche per i bambini.

Altri accorgimenti

:: Raccomandare ai bambini di evitare le aree che attraggono gli insetti, come le acque stagnanti, i campi in fioritura, i contenitori della spazzatura.
:: Vestire i bambini che hanno importanti reazioni alle punture di insetti con pantaloni leggeri ma lunghi, magliette o camicie a manica lunga. Passeggini e culle possono essere coperti con zanzariere.
:: Evitare i vestiti con colori accesi e i profumi, che sembrano attirare gli insetti.
A fine giornata controllare la cute del bambino, se ha giocato in aree dove sono presenti zecche.

Repellenti anti-zanzare: attenzione agli effetti collaterali nei bambini

Gli insetticidi sono velenosi!

L’Ue dà l’ok al consumo di insetti (ma tranquilli le lasagne non spariranno)

Mer, 05/05/2021 - 12:00

Finalmente, l’Unione Europea ha dato il via libera agli insetti usati come cibo. O meglio, per ora, a un solo insetto: la larva della tarma della farina, un coleottero il cui nome scientifico è Tenebrio molitor. La decisione è arrivata dopo che, lo scorso gennaio, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) aveva dichiarato le larve delle tarme della farina sicure per il consumo umano. Possono dunque essere vendute e consumate come cibo, e in due formati: disidratate e intere, oppure come farina da usare come ingrediente in altri alimenti.

Spariranno le lasagne?

Del resto si sa: gli insetti sono il cibo del futuro perché sani e nutrienti, e con un bassissimo impatto ambientale. Resta solo da superare la nostra barriera culturale, e in questo naturalmente gli chef stellati – che portano avanti la cucina tradizionale italiana – non aiutano. Sfugge loro un concetto molto semplice: l’introduzione di un nuovo alimento non deve necessariamente (perché dovrebbe?) cancellare la cucina Made in Italy, la tradizionale cucina mediterranea. Le due cose possono convivere, dar vita a esperimenti e fusioni, ma viene difficile pensare che gli insetti soppianteranno la carne. Se però riuscissero a limitarne l’uso, avremo intaccato una delle principali fonti inquinanti al mondo, responsabile di buona parte delle morti premature (sia direttamente per le emissioni di Co2, sia per i cambiamenti climatici, sia per le tante patologie associate al consumo di carni rosse).

I dubbi (facili) della politica

“Così si concretizza la strategia “Farm to fork” per la Transizione verde? Nell’individuare gli insetti come una fonte proteica alternativa, penalizzando invece la zootecnia, trattata come causa di tutti i mali, non si comprende bene in base a quale evidenza scientifica?”, ha detto il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali, Gian Marco Centinaio, che dimostra di non aver ripassato la lezione negli ultimi 10 anni.

Gli chef che alzano le barricate

Lo chef Andrea Pasqualucci ha rincarato: “Non è nella nostra tradizione e non è nella nostra cultura. Probabilmente, fino a quando non sarà imposto, non entreranno nelle cucine”. Facile obiettare che anche il sushi o i ravioli cinesi non erano parte della nostra tradizione, ma, come la pizza in Cina, hanno trovato un loro dignitosissimo spazio. Negli Stati Uniti, gli insetti si mangiano da tempo e hanno i “loro” chef. Come il messicano José Andrés, che prepara cavallette saltate come piatto forte. La Food and Drug Administration americana non ha imposto standard specifici, solo limita l’immissione sul mercato di grilli, formiche, cicale e scorpioni a quelli allevati specificamente al fine del consumo umano. “Non ho nessuna preclusione, anzi secondo me, gli insetti sono un alimento sostenibile. Come si mangiano verdure strane e puzzolenti, non vedo come non si possano mangiare insetti», ha detto controcorrente, a La Stampa, lo chef Massimo Viglietti. “L’importante è essere liberi di testa, non farne una campagna per una cosa che dal punto vista estetico non piace. Sono molto intrigato da un cibo differente”. Se cercate ricette, o assaggi, il web ne è già pieno.

Gli insetti, cibo del futuro. Potrebbero risolvere il problema della fame nel mondo?

Anche il pene vive di emozioni

Mer, 05/05/2021 - 08:00

Da sempre gli uomini e le donne hanno un diverso rapporto con il loro corpo e con il sesso. Tendenzialmente la maggior parte degli uomini vive il corpo in maniera meccanica e distaccata, per la serie “l’uomo comanda e il corpo risponde”. Le donne invece fin da bambine sperimentano un corpo che dá loro tante sensazioni, ma che è estremamente difficile da vedere con chiarezza in tutte le sue parti.

La vagina essendo nascosta non è di facile accesso alla vista della donna e ciò ha reso necessario sviluppare una maggiore sensibilità alle sue sollecitazioni e sensazioni. Così, a causa di una vincolante condizione imposta da madre natura, la donna sviluppa la capacità di sentire piccolissime tensioni, movimenti, variazioni di lubrificazione, pizzicori e formicolii provenienti dalla vagina e ad interpretarli. Infatti una cosa che la donna impara piuttosto presto è che la vagina muta di “umore” a seconda della fase del ciclo in cui si trova e i segnali che manda sono di volta in volta differenti. Non solo l’area genitale  ma tutto il corpo cambia durante l’arco del mese. Si percepiscono sensazioni di gonfiore, tensione, contrazione o rilassamento e in conseguenza a questi stati fisici anche l’umore può essere soggetto a variazioni. Insomma grazie alla naturale conformazione del corpo e alle mestruazioni le donne sanno che c’è una stretta connessione tra i genitali e la condizione emotiva.

Sembra invece che gli uomini abbiano un’ altra coscienza di sé. L’uomo infatti ha tutto un altro tipo di esperienza con il proprio corpo: il bambino fin da piccolo ha il vantaggio di poter vedere ogni sua parte e di poterla prendere e toccare. I bambini giocano con il loro pene, lo manipolano, lo tirano, lo premono e quindi maturano una sorta di controllo su questa parte del corpo. Il pene è sempre di facile accesso alla vista e al tatto. Questo fa sì che si possa maturare l’illusione di poter agire su di esso, sempre e comunque, a proprio piacimento senza particolari complicazioni. Ma allora che cosa centra la conoscenza che i bambini hanno del loro organo genitale con le disfunzioni sessuali degli adulti?

Quando un uomo adulto incorre in una disfunzione sessuale, ad esempio un disturbo dell’orgasmo o dell’erezione o ancora un calo del desiderio, difficilmente collega queste difficoltà ad uno stato emotivo. Raramente il maschio si chiede “Come mai il mio corpo sta reagendo così? Come mai il mio pene non mantiene l’erezione? Che cosa mi starà dicendo?“.

È necessario precisare che le disfunzioni sessuali possono essere causate anche da particolari patologie fisiche, che possono ostacolare il normale funzionamento dei genitali. Ma se c’è la salute l’uomo può avere un’iniziale difficoltà a comprendere come mai stia accadendo qualcosa del genere, sentendosi profondamente spiazzato e disorientato. L’ apparente assenza di cause fisiologiche fa inevitabilmente percepire il corpo e il pene, in particolare, come un traditore della virilità. Come un antagonista che impedisce il lieto fine del rapporto sessuale. Come una macchina che si ostina a non partire quando il proprio guidatore va di fretta; è solo inopportuna e fastidiosa!

Ma cosa succede in realtà?S i potrebbe dire che anche il pene vive di emozioni. Esattamente come la vagina, l’organo sessuale maschile subisce il condizionamento emotivo e l’impatto che lo stress ha su tutto l’organismo. L’erezione, l’orgasmo e il desiderio sessuale per esprimersi n tutta la loro bellezza hanno bisogno di una condizione favorevole di rilassamento psicofisico. Se si sta vivendo un momento di profonda tensione lavorativa o uno stato di conflittualità con la partner o ancora ci si sente confusi e ansiosi verso la vita e il futuro, è molto probabile che sia difficile lasciarsi andare a uno stato di rilassamento profondo che permetta di vivere il sesso in piena libertà e disinvoltura. Una mente attanagliata dalle preoccupazioni non permette al corpo di lasciarsi attraversare dalla leggerezza del momento, dai sospiri e di farsi trasportare dal suono dei tamburi della passione erotica.

Per una volta le donne sono avvantaggiate su questo terreno, vale a dire che sanno benissimo che ciò che si prova emotivamente può avere un forte corrispettivo sul piano fisico. L’ansia, la tristezza e la rabbia sono delle palle di piombo legate alle caviglie del desiderio sessuale, lo trascinano giù rendendolo lento e pesante. La conflittualità di coppia e l’ansia da prestazione facilmente possono scoraggiare l’entusiasmo del pene in erezione. Che soffocato dal peso delle aspettative non sentirà la curiosità per il gioco erotico e sessuale. L’ insicurezza, la rabbia e la preoccupazione di dover dimostrare qualcosa alla partner e “al mondo intero” sono dei perfetti guastafeste per l’orgasmo; impediscono di godere delle sensazioni e di stappare lo spumante sul più bello.

Perché si possa godere appieno del piacere sessuale è necessario avere la mente sgombra, libera dalle pressioni e dalle ansie. È necessario iniziare a smettere di pensare al corpo come un oggetto privo di emozioni che come una macchina funzioni indipendentemente dalle condizioni, come se bastasse “infilare la chiave per attivare il motore in tutta la sua potenza”.

Il pene, esattamente come la vagina, fa parte di un corpo e quindi di un organismo, che vive ed è in contatto con ciò che lo circonda, persone, oggetti, esperienze da cui trae beneficio o anche malessere. Se non ci sono condizioni mediche alla base che inficiano il corretto funzionamento dell’organo genitale, allora è il caso di chiedersi se magari si sta vivendo un periodo difficile, di infelicità e sofferenza oppure se ci siamo dati degli obbiettivi che non possono soddisfatti veramente.

Qualcuno potrebbe obiettare “ma fare l’amore non è anche un modo divertente per distrarsi dalle incombenze?” Sì certo, se si riesce a lasciare le incombenze fuori dalla camera da letto!

Dr.ssa Ilaria Fontana – Psicologa clinica, psicoterapeuta. www.ilariafontana.com

Italia riapre ai turisti | Incidenti sul lavoro, 8 aziende su 10 non in regola | Madrid, trionfa la popolare Ayuso

Mer, 05/05/2021 - 06:25

Corriere della Sera: Biden: pronti a vaccinare gli adolescenti Entro luglio una dose al 70% degli adulti

Il Giornale: Cosa cambia sul blocco sfratti: ecco le novità per i proprietari;

Il Manifesto: Sostegni bis, 40 miliardi in gran parte alle imprese;

Il Mattino: Madrid, alle elezioni trionfa la popolare Ayuso;

Il Messaggero: IL DIBATTITO Insetti da mangiare, arriva l’ok dall’Unione europea e gli chef stellati si dividono;

Ilsole24ore: Vaccini: ipotesi richiami già in autunno per sanitari, over 80 e fragili – I dati;

Il Fatto Quotidiano: Incidenti sul lavoro, 8 aziende su dieci non in regola. “Oggi parlano tutti, ora la politica passi alla pratica”. La madre di Luana: “Giovani o no, basta tragedie così”;

La Repubblica: Il Piccolo riapre tra applausi e commozione: “Finalmente torniamo  a teatro”;

Leggo: Daniela Molinari, la madre biologica ha accettato di sottoporsi al prelievo che potrebbe salvarla dal cancro;

Tgcom24: L’Italia riapre ai turisti, arriva un pass per viaggiare | Vaccinazioni in aziende dalla seconda metà maggio: protocollo pronto;

Gli EcoShots di Jacopo Fo: la casa ecologica

Mar, 05/04/2021 - 20:00

Come si progetta un edificio verde? Come possiamo costruire un cappotto termico per un edificio? La casa ecologica passa per l’architettura bio.

E Jacopo Fo ci spiega in modo semplice e divertente che per ottenere un grande risparmio energetico…bisogna partire dalla coibentazione.

Greenpeace: “Voli a impatto zero? Un inganno”

Mar, 05/04/2021 - 19:00

Sappiamo che il traffico aereo è uno dei contributi più pesanti al cambiamento climatico e, per questo, alcune compagnie da tempo si impegnano compensando le pesanti emissioni con progetti di riforestazione. Un’indagine internazionale di Greenpeace, condotta con il Guardian, sostiene tuttavia che il mercato della compensazione del carbonio per la protezione delle foreste, utilizzato dalle principali compagnie aeree per sostenere voli a emissioni zero, non è credibile.

L’associazione ambientalista, assieme ad alcuni giornalisti britannici, hanno condotto un’indagine sugli schemi di compensazione utilizzati da alcune delle più grandi compagnie aeree del mondo, scoprendo pesanti inesattezze.

Come si certifica un volo?

L’indagine ha esaminato 10 schemi di protezione forestale certificata da Verra, un’organizzazione no profit statunitense che utilizza il principale standard mondiale di credito di carbonio, il VCS (Verified Carbon Standard). Funziona così. I progetti stimano le emissioni che hanno prevenuto ipotizzando la quantità di deforestazione e disboscamento che si sarebbero verificati senza di loro, e le riduzioni vengono “rivendute” come crediti. Quel che è emerso è che “le loro previsioni erano spesso incoerenti con i precedenti livelli di deforestazione nell’area, e in alcuni casi la minaccia per gli alberi sembrerebbe essere stata sopravvalutata”. In altre parole, si ipotizza quale sarebbe stata l’area disboscata senza il loro intervento e, secondo l’analisi, lo si ipotizza in eccesso, a proprio vantaggio.

Le reazioni

Il risultato dell’indagine è stato aspramente criticato da Verra, che risponde che questi metodi, invece, hanno ampiamente sostenuto la lotta contro i cambiamenti climatici e la deforestazione, contribuendo anche a migliorare le economie locali.

Air India: il primo volo pilotato da sole donne è anche green!

Smart working? Attenzione alla postura davanti al computer

Mar, 05/04/2021 - 17:00

La giusta posizione del monitor, come sedersi, come stare rilassati, gli esercizi per sgranchire la mano che muove il mouse… In tempi di smart working è importante fare attenzione al benessere fisico.

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Lavare i piatti: meglio a mano o in lavastoviglie?

Mar, 05/04/2021 - 15:00

Casa.it presenta i video tutorial di Dario, Lo Scienziato del risparmio. Facili esperimenti per scoprire come si può risparmiare ogni giorno in casa riducendo gli sprechi con semplici trucchi.

Tutorial divertenti e simpatici come questo primo video in cui Dario ci svela se si consuma meno lavando i piatti a mano, in lavastoviglie con acqua e sapone?

Casa.it

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High tech e green, ecco come sarà la nuova arena del Colosseo

Mar, 05/04/2021 - 13:32

Un pavimento in legno dall’anima super tecnologica e green, con un sistema di pannelli fibra di carbonio che, muovendosi e ruotando come una sorta di brie soleil super sofisticato, garantirà sia la vista del seminterrato che la loro ventilazione.

Ecco come sarà la nuova arena del Colosseo nel 2023, la sfida più ambiziosa del ministro della Cultura Dario Franceschini. “Ancora un passo avanti verso la ricostruzione dell’arena, un progetto ambizioso che aiuterà la conservazione e la tutela delle strutture archeologiche recuperando l’immagine originale del Colosseo e restituendogli anche la sua natura di complessa macchina scenica”.

La nuova arena sarà fruibile per l’intera superficie, apribile in diverse configurazioni, gestibili da remoto e garantirà la corretta conservazione delle strutture ipogee.

Si tratterà di “una struttura estremamente leggera e completamente reversibile”, assicurano i progettisti di Milan Ingegneria, azienda veneta che si è aggiudicata, insieme ad altri specialisti, la gara indetta da Invitalia per la realizzazione del progetto, finanziato con 18,5 milioni di euro.

Lo studio di ingegneria che guida il gruppo vincitore vanta un ricchissimo portafoglio di progetti in tutto il mondo e di collaborazioni con i grandi nomi dell’architettura a cominciare da Renzo Piano con cui stanno realizzando, tra l’altro, l’ospedale Emergency in Uganda, ma anche Mario Cucinella, Arata Isozaki, Rem Koolas, solo per citarne alcuni. Il loro nome è legato anche al restauro della Basilica Palladiana a Vicenza.

Il progetto

Il progetto, redatto insieme all’architetto Fabio Fumagalli di Labics e altri, è stato scelto da una commissione redatta da Invitalia e composta da Salvatore Acampora, Alessandro Viscogliosi, Stefano Pampanin, Michel Gras e Giuseppe Scarpelli.

Alla base l’idea di un passo in avanti nella tutela unitamente al recupero dell’immagine originaria del monumento e del suo funzionamento come complessa macchina scenica.

La piattaforma, spiega l’architetto Fumagalli, è stata collocata, grazie al suo spessore estremamente ridotto, al livello che aveva all’epoca dei Flavi. E “prende forma e funzioni dal piano originale“.

Le travi “vengono appoggiate direttamente sulle strutture murarie senza ancoraggi meccanici” e questo per rendere la struttura il più possibile meno invasiva oltre che reversibile: “Se ci sarà la necessità di rimuoverla sarà possibile ripristinare lo stato attuale”, sottolinea Massimiliano Milan.

Il nuovo decking sarà costituito da pannelli mobili in fibra di carbonio e rivestiti in legno Accoya, un materiale “ottenuto attraverso un processo di acetilazione delle fibre di legno” per aumentarne la resistenza ma anche la durata.

Alta tecnologia e sostenibilità, che nasce dalla scelta di non demolire essenze preziose e dal riciclo dell’acqua piovana. Un sofisticato meccanismo di “rotazione e traslazione” dei pannelli che compongono la pedana servirà a garantire sia la visuale del piano interrato che la loro ventilazione e illuminazione. Distribuite lungo il perimetro del monumento, 24 unità di ventilazione meccanica controlleranno l’umidità e la temperatura dei locali interrati. “In 30 minuti sarà possibile garantire il completo ricambio dell’intero volume d’aria”, assicurano i progettisti.

Non sono mancate però le critiche: “Ottimi professionisti messi al servizio di un brutto progetto”, commenta lo storico dell’arte Tomaso Montanari.

Pompare più risorse nel luogo più visitato d’Italia quando ci sono tanti siti minori ancora asciutti, mi sembra a priori inappropriato”, fa eco l’archeologo Paolo Liverani.

L’ex presidente del consiglio superiore dei beni culturali applaude invece Giuliano Volpe (“Adesso l’arena diventa una piazza per i romani”) e ringrazia volentieri l’archeologo Manacorda.

Gli autori del progetto sono convinti che la nuova arena aiuterà prima di tutto la conservazione del monumento che fino al 2019 veniva visitato da 7 milioni di persone all’anno: “Il nuovo pavimento dell’arena – assicurano – proteggerà gli ambienti sottostanti dagli agenti atmosferici, anche lo scarico dell’acqua sarà notevolmente ridotto grazie ad un sistema di raccolta dell’acqua piovana che verrà poi riutilizzata nei wc del Colosseo”.

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