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Aggiornato: 58 min 43 sec fa

Io non esco più di casa, mi fate paura!

Sab, 06/13/2020 - 12:00

Guardo dentro la finestra del mio computer e vedo persone con la bava alla bocca. Perché dovrei uscire? Qui in casa sono al sicuro. Di fuori se provi a dire come la pensi ti bombardano di insulti. Ma così, alla cieca, senza neanche fare lo sforzo di capire cosa hai detto. Sei una merda, deficiente, stronzo… e chi ha più tasti nella tastiera, più ne mette.

La rabbia diventa insensata. Un ristoratore sardo ha distrutto la sua pizzeria perché non ce la fa coi soldi. Senza neanche aspettare di vedere quanto denaro c’è per lui nel nuovo decreto legge.
Salvini aveva chiesto 25 miliardi. Solo in questo decreto ce ne sono 55, e altri miliardi sono già stati stanziati. E l’Europa si sta comprando miliardi del nostro debito pubblico. Ma dillo ancora che l’Europa ci ruba i soldi…

E quanto odio per quella povera ragazza, Silvia Romano. Gente che dice che è un falso rapimento, che s’è fatta sequestrare dal suo amante islamico, che ha rubato i soldi nostri, che un semplice abito femminile di moda nei paesi islamici, non un burqa, è la divisa dei terroristi, terroristi con i pantaloni a fiori…

E quello furbo che ha detto: «È come se un ebreo liberato da Auschwitz si presentasse con la divisa nazista…» Coi pantaloni a fiori? Cattivi. Chiudono gli occhi su chi si frega i miliardi o li butta dalla finestra ed è lei adesso il nostro problema. Lei e i neri.

E quello della federazione dei gestori dei bagni al mare che urlava ancora un mese fa c: «Dobbiamo sapere domani come si riaprirà!» Bravo, ma prima dovevi regalare a Conte la sfera di cristallo per vedere il futuro.

Non c’è nessuno che sa come andrà avanti. Dipende dalla gente, da quanta attenzione faremo. Dipende dal Presidente della Lombardia, se si deciderà a fare tamponi a tappeto e isolamenti mirati. E dipende dal virus, quel che farà: diventerà più cattivo? Sparirà col caldo?

E quell’altro che dice che non può riaprire il ristorante perché le distanze richieste dal governo sono troppo lunghe e non ci stanno abbastanza clienti per pareggiare i conti. Hai ragione, ma non lo devi dire a Conte. Vai dal virus e patteggi due carbonare se rinuncia a contagiare la gente a una distanza superiore dei 30 centimetri. A volte la buona cucina fa miracoli.

Mamma, il complotto!

E quelli che dicono che il virus non c’è, che è tutto un imbroglio, i numeri sono truccati perché spacciano i morti di tumore per vittime del Coronavirus. Lo fanno per tenerci a casa e impedirci di ribellarci. Come se prima del virus ci fossero le barricate. E se gli dici che i morti globali, per tutti i malanni, sono aumentati più del 40% ti dicono che non è vero, che loro hanno letto i dati dell’Istat e i morti non sono aumentati. Ma di quale anno li hanno letti, i dati?

Altri ti dicono che l’Istat fa parte del complotto. Insieme ai cinesi, alla Cia, al club dei super miliardari, a Bill Gates (perché lui, insieme a centinaia di virologi, c’aveva avvertito del pericolo epidemie).

La fine della logica mi fa paura. Resto a casa, va’… Mi faccio una bella tisana e vi guardo dalla finestra del computer. E quando mi siete venuti a noia mi disconnetto.

Da il blog de Il fatto quotidiano.it

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Foto di PublicDomainPictures da Pixabay

Idea in cucina: 3 insalate di riso leggere, facili e veloci

Sab, 06/13/2020 - 10:00

In compagnia di Carlotta, dal canale YouTube Cucina Botanica, tre idee per realizzare delle insalate di riso perfette per affrontare il caldo.

Tre ricette veloci tutte senza glutine e lattosio (sono vegane). Idee alternative capaci di sorprendere anche i nostri ospiti più difficili!

Fonte: Cucina Botanica

Di seguito trovate gli ingredienti di ciascuna ricetta per iscritto:

n.1 Mediterranea

  • 200 g riso basmati integrale (potete sostituire a preferenza);
  • 2 piccole melanzane (striate o normali);
  • 1 spicchio d’aglio;
  • 10 pomodorini;
  • 2 cucchiai pinoli;
  • 150 g ceci già cotti;
  • 2 cucchiai olive taggiasche;
  • 5-10 foglie di basilico;
  • Sale;
  • Olio.

n.2 Curcuma

  • 200 g riso basmati integrale (potete sostituire a preferenza);
  • 1 cucchiaino di curcuma;
  • 200 g piselli freschi;
  • 3 carote;
  • 2 cucchiai di anacardi;
  • 3 cucchiai di uvetta;
  • Pepe nero;
  • Sale;
  • Olio.

n.3 Alternativa

  • 200 g riso venere;
  • 1 mela golden;
  • Mezza arancia;
  • Scorza di arancia;
  • 3 gambi di sedano;
  • 1 ciuffetto di prezzemolo;
  • 3 cucchiai pistacchi;
  • 1 cucchiaio semi di zucca;
  • 1 cucchiaino semi di sesamo;
  • Sale;
  • Olio.

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Tanti auguri, Francesco!

Sab, 06/13/2020 - 09:30

Più che cantautore, Guccini può essere definito un cantastorie, nel senso più letterale del termine, perché le sue canzoni sono delle vere e proprie storie, da La Locomotivalanciata bomba contro l’ingiustizia – ad Autogrillbella di una sua bellezza acerba, bionda senza averne l’aria – tante piccoli racconti che in pochi minuti raccontano la vita.

Se a un ragazzo di oggi volessimo spiegare come erano i rapporti sentimentali prima degli anni ’70 basterebbe fargli ascoltare Eskimo,  una storia d’amore tra un ragazzo che portava un eskimo innocente dettato solo dalla povertà e una ragazza che cercava di uccidere la sua coscienza immacolata con foto di famiglia e paletò.

Quando si faceva l’amore alla boia d’un Giuda/ E al freddo in quella stanza di altri e spoglia/ Vederti o non vederti tutta nuda/ Era un fatto di clima e non di voglia.

E poi Piccola città, L’avvelenata, Amerigo, Venezia, Dio è morto, e tutta l’Opera Buffa… perché il nostro ottantenne di Pavana ha anche un gran senso dell’umorismo.

La lista è lunghissima e del tutto personale per ognuno di noi.

E alzi la mano chi quando è passato da Bologna non ha fatto una sorta di pellegrinaggio in via Paolo Fabbri, 43 o non è andato a bere un bicchiere di rosso in una delle tante Osterie di Fuori Porta.

Credo che tutti quelli che hanno qualche anno sul groppone abbiano nel cuore una canzone di Francesco Guccini, magari neanche una delle più famose.

Per me è Cirano:
Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto, infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perché con questa spada vi uccido quando voglio…

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Lockdown, il ritorno alla normalità cancella lo stress da isolamento

Sab, 06/13/2020 - 07:45

La situazione può essere davvero stressante e mettere a dura prova anche gli animi più pazienti. E, soprattutto se il periodo di isolamento sociale si protrae, gli effetti negativi possono essere diversi, dal peggioramento dell’umore fino ad arrivare all’alterazione dei livelli di espressione genica. Ma c’è speranza: il ritorno alla quotidianità della vita normale, unito a una sorta di fiducia interiore, è in grado di cancellare la maggior parte degli effetti negativi che un isolamento prolungato può causare a mente e corpo. È questo che emerge da uno studio condotto su un gruppo di ricercatori vissuti in Antartide per un anno, isolati dal resto del mondo, realizzato dall’Istituto superiore di sanità in collaborazione con diversi enti e università italiane (tra cui la “Sapienza” Università di Roma, l’Università di Perugia, e lo European Brain Research Institute – EBRI) e pubblicato su Translational Psychiatry.

“Ogni anno un piccolo gruppo internazionale di 10-16 tra ricercatori e tecnici trascorre un periodo di circa un anno nel posto più sperduto del suolo terrestre: la stazione italo-francese Concordia, un avamposto di ricerca collocato su un altipiano a circa 3300 metri sul livello del mare in Antartide – spiega Simone Macrì, ricercatore dell’Iss a capo dello studio -. Le condizioni climatiche particolarmente avverse (la temperatura minima può toccare punte di -80°C) limitano la possibilità di uscire dalla stazione di ricerca e la distanza dalla costa, il forte vento e il buio costante rendono impraticabili eventuali viaggi di rientro per un periodo di circa sei mesi”.

Lockdown simile a quello da Covid-19

La presenza di questi “reclusi” che hanno accesso al mondo esterno solo tramite risorse come Skype e WhatsApp, rappresentano un patrimonio importante per comprendere cosa accade a una persona quando è costretta a isolarsi dai propri cari e a confinarsi in un ambiente ristretto per un periodo di tempo prolungato. “Sono innegabili – continua lo studioso – le similitudini tra l’isolamento a cui hanno volontariamente aderito i partecipanti allo studio e quello a cui ci siamo responsabilmente sottoposti per fronteggiare l’epidemia da Covid-19, e viene naturale chiedersi se, almeno in parte, i risultati di quest’indagine possano aiutarci a capire come reagiremo al lungo periodo di isolamento a cui siamo stati costretti”.

Il ritorno alla normalità cancella gli effetti negativi

Per capire le conseguenze della “quarantena” in Antartide i ricercatori hanno ottenuto dati fisiologici e psicometrici da questi “astronauti terrestri” prima, durante e al termine della campagna antartica. In particolare, ha analizzato se e come l’esposizione all’isolamento e al confino alterasse le concentrazioni di cortisolo (l’ormone dello stress), l’espressione dei circa ventimila geni che costituiscono il progetto di vita di ciascuno di noi e lo stato di benessere psicofisico valutato tramite questionari.

“I risultati del nostro studio ci rassicurano su diversi aspetti: in primo luogo, sebbene durante la permanenza in Antartide l’isolamento prolungato abbia provocato diversi effetti negativi tra cui l’aumento dei livelli di stress, l’alterazione dei livelli di espressione genica e il peggioramento dell’umore, il ritorno alla vita normale ha di fatto cancellato la maggior parte di questi effetti. Abbiamo inoltre avuto modo di osservare – conclude l’esperto – che le persone caratterizzate da una certa fiducia e sicurezza in se stesse sono quelle che hanno risentito meno di uno stress prolungato e inevitabile come quello vissuto in Antartide. In ultima analisi, vengono dimostrate ancora una volta le straordinarie capacità dell’essere umano di adattarsi a condizioni di stress mettendo in moto tutta una serie di risposte biologiche di cui l’evoluzione ci ha fatto dono”.

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Italia Sicilia Gela, seconda stagione, episodio 2: Cristian

Sab, 06/13/2020 - 07:00

Cristian Capizzello è un agronomo gelese e nell’azienda di famiglia coltiva carciofi e cereali. Non usa intermediari, vende solo al dettaglio e ha imparato il rapporto con la terra dagli insegnamenti del nonno.

In questa puntata Cristian ci guida in un viaggio nel mondo dell’agricoltura gelese. In un supermercato ha trovato delle fave essiccate provenienti dall’Australia: “Ma che in Sicilia mancano fave?!?”

Prossimo episodio: 16 giugno! Clicca qui per vedere tutti gli episodi della webserie

Juventus – Milan nel silenzio e senza gol| Genitori di Regeni: “Traditi dall’Italia” | Anche la Spagna ha il suo Floyd

Sab, 06/13/2020 - 06:25

Il Mattino: La Spagna ha il suo Floyd: marocchino soffocato da sei guardie in carcere | Video ​Statue e simboli abbattuti, furia iconoclasta. Amazon e Microsoft: contro gli abusi sui neri stop al riconoscimento facciale per la polizia Rilasciato su cauzione un altro degli agenti arrestati per la morte di Floyd: pagati 750mila dollari E dopo Colombo negli Usa è bufera pure sui cagnolini di Paw Patrol;

Leggo: Coronavirus, lo studio: «Alcuni raffreddori possono proteggere per anni»;

Corriere della Sera: Juventus – Milan nel silenzio e senza gol. Bianconeri primi finalisti di Coppa Italia. Senza il calore del tifo niente spettacolo tv;

Tgcom24: Armi all’Egitto, i genitori di Regeni: “Traditi dallo Stato italiano”;

Il Manifesto: I 100 modi in cui Trump sta distruggendo l’ambiente;

llsole24ore: Ecobonus al 110%, i tre nodi da sciogliere per farlo decollare – Riqualificare la casa a costo zero: la guida completa al superbonus;

Il Fatto Quotidiano: Infermieri “anti-Covid”, la Lombardia sbaglia i conti: il premio promesso è dimezzato. E per rimediare Fontana deve attingere ai fondi del decreto Rilancio;

Il Messaggero: Pensioni, scattano mini tagli alle contributive: la modifica dal 2021 La tabella;

La Repubblica: Inchiesta mancate zone rosse, la pm: “Piena collaborazione premier e ministri. Responsabilità del governo? Mai detto” video ;

Il Giornale: Scatta la vera “patrimoniale”: è in arrivo la batosta sulla casa;

Alaska: il sì di Trump alla caccia con tecniche “inumane e barbare”

Ven, 06/12/2020 - 18:30

Donald Trump abolisce le regole introdotte dall’Amministrazione Obama nel 2015, dando il via libera ai cacciatori di tornare ad uccidere lupi ed orsi e i loro cuccioli nei parchi nazionali dell’Alaska. La motivazione? Secondo i cacciatori, i divieti imposti rappresentano una violazione delle pratiche tradizionali dei nativi della regione.

A sconcertare non è tanto il tema generale dalla caccia, da sempre campo di scontro tra chi dice e chi dice no a questa pratica, ma sono le tecniche ri-autorizzate dall’amministrazione USA corrente.

Infatti, dal 9 luglio 2020, tornerà ad essere normale poter risvegliare gli orsi dal letargo direttamente nelle loro tane usando come esche i dolci. O stanare lupi e coyote con i loro cuccioli durante lo svezzamento abbagliandoli con i fari, per poi sparargli. Ma non solo… sarà possibile anche sparare agli animali direttamente dalle proprie autovetture, imbarcazioni e velivoli in generale, elicotteri e snowmobile compresi.

Il provvedimento pubblicato sul Federal Register, (la Gazzetta Ufficiale degli Stati Uniti Usa), è frutto di una serie di pressioni fatte all’amministrazione Trump da parte dei funzionari eletti dell’Alaska che, per la maggior parte amanti della caccia, considerano i divieti imposti cinque anni fa da Obama come più severi rispetto ai vigenti nel resto degli USA. Di contro, questa decisione non poteva che suscitare l’ira delle associazioni ambientaliste, gestori dei parchi nazionali compresi, che definiscono queste nuove libertà concesse ai cacciatori come inumane e barbare, sottolineando anche che i parchi dove saranno applicate “sono i posti dove arrivano turisti da tutto il mondo nella speranza di vedere questi animali, vivi e nel loro habitat naturale”.

Una scelta che ha tutta l’aria essere stata presa più per interessi politici ed economici che nell’interesse della tutela della fauna e delle tradizioni locali, come dichiarato.

Tra i sostenitori della nuova misura, tra gli altri Lisa Murkowski, senatrice repubblicana dell’Alaska, la quale afferma che il provvedimento “protegge le tradizioni di caccia e di pesca dell’Alaska e difende i diritti dello stato“, affermazione non passata inosservata e severamente criticata da Theresa Pierno, presidente del National Parks Conservation Association:  sparare ad una mamma orso ed al suo cucciolo in letargo non è il tipo di tradizione che i nostro parchi nazionali dovrebbero preservare”.

Alla voce di protesta di Theresa, si aggiunge quella di Jim Adams, direttore della medesima associazione, che considera questa autorizzazione un escamotage per ridurre la popolazione di lupi e altri predatori in generale, e determinare un aumento significativo di agli altri animali del parco, come caribù e alci. Vittime preferite dai cacciatori.

Il delicato momento storico che l’America si trova a vivere in questi giorni (l’incertezza della pandemia del Coronavirus tra i migliaia di decessi e disoccupati e il dilagante malcontento di migliaia di manifestanti per l’omicidio Floyd) sembrerebbe essere stato terreno fertile per Donald Trump che, approfittando della situazione, ha dichiarato ufficialmente aperta la stagione di caccia di orsi e lupi dopo che la discussione sulle regole era ferma dal 2018.

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Pornografia online: bisogna parlarne ai ragazzi

Ven, 06/12/2020 - 18:00

Il Governo della Nuova Zelanda ha realizzato uno spot molto divertente per far comprendere ai genitori la necessità di affrontare il tema della pornografia online e per comunicare l’esistenza di un sito dedicato ai problemi in cui bambini e ragazzi possono imbattersi navigando su Internet.

Nel video, una coppia di attori di film a luci rosse suona alla porta di una mamma che sta facendo colazione: “Buongiorno, siamo qui perchè suo figlio Matt ci ha appena visto online. Volevamo dirgli che quello che succede nei nostri film non ha a che fare con la vita vera”, dice l’attrice, che speicfica che in effetti nei film non si fa cenno nemmeno ai temi del consenso. L’attore replica:”si, infatti, io non mi comporto così nella vita vera”.

La mamma capisce, prende fiato e decide di parlare con il figlio delle differenze tra quello che vede online e le relazioni reali.

La campagna di spot ne ha anche altri dedicati al bullismo e ai contenuti pericolosi online.

Fonte: YouTube campagna KeepItRealOnline

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Varato il Family Act: congedi parentali, assegno universale, incentivi al lavoro femminile

Ven, 06/12/2020 - 15:02

Al termine del Consiglio dei Ministri di ieri, durante il quale è stato approvato il Family Act, il premier Giuseppe Conte ha riassunto così gli obiettivi delle nuove misure:

«Sostenere la genitorialità, contrastare la denatalità, favorire la crescita dei bambini e giovani e la conciliazione della vita familiare con il lavoro, soprattutto femminile»

Il provvedimento, voluto fortemente dalla ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti, rivede e introduce misure come smart working, congedo parentale, assegno universale. Introdotto anche un sostegno economico per la cosiddetta “educazione non formale” e le attività che integrano quelle scolastiche.

Donne e lavoro: la pandemia ha appesantito il carico

Nella nostra società sono in prevalenza ancora le donne a lasciare il lavoro per dedicarsi ai figli e alla famiglia. Nel caso delle donne lavoratrici, in ogni caso, il carico mentale derivante dalla cura della famiglia tende a restare sulle loro spalle, spesso non equamente condiviso con gli uomini.
Non sorprende, quindi, che durante la fase più severa di lockdown le donne si siano ritrovate addosso il peso dell’organizzazione di una vita quotidiana stravolta. La presenza costante dei figli tra le mura domestiche e gli ostacoli di un lavoro che di smart ha ancora ben poco hanno lasciato emergere tutte le pecche di un welfare mal ritagliato sulle reali difficoltà delle famiglie italiane.

Il Family Act tenta di rimediare e di rendere i piatti della bilancia più equilibrati attraverso una serie di misure di sostegno: assegno universale, rimodulazione dei congedi parentali, incentivazione del lavoro femminile, semplificazione nelle modalità di accesso alle forme di sostegno esistenti, con un attenzione particolare rivolta alle donne e alla parità di ruolo.

Assegno universale

È prevista l’istituzione di un assegno universale e, parallelamente, la revisione delle misure di sostegno economico per i figli a carico.
L’assegno sarà destinato indistintamente a tutti nuclei familiari con figli: sarà composto da una quota base a cui si aggiungerà una quota variabile in base all’Isee e all’età dei figli a carico. Per ogni figlio oltre al primo l’importo sarà maggiorato del 20%. L’assegno sarà erogato a partire dal settimo mese di gravidanza e fino ai 18 anni di ogni figlio; nel caso di figli disabili il limite di età non esisterà.

Sostegno alle famiglie

Oltre all’assegno sono previsti contributi alle famiglie a copertura della retta di micronidi, nidi, scuole dell’infanzia o altre forme di supporto in atto presso le abitazioni per bambini con meno di sei anni.

“Educazione non formale”

Il decreto introduce un concetto per indicare le attività dotate di un ruolo educativo fondamentale che di fatto integrano quelle scolastiche: musei, spettacoli, lettura, laboratori. Saranno previste agevolazioni fiscali per le famiglie che investiranno in attività di “educazione non formale” per i propri figli, sotto forma di detrazioni fiscali o somme di denaro vincolate al fine specifico.

Congedi parentali

Il governo potrà adottare una serie di decreti riguardanti i congedi parentali e, in particolare, il congedo di paternità. Quest’ultimo è previsto nella misura obbligatoria di almeno 10 giorni nei primi mesi di nascita del figlio.
Il congedo parentale prevede un permesso retribuito di almeno 5 ore in un anno scolastico da dedicare ai colloqui con gli insegnanti. Previste modalità flessibili nella gestione dei congedi in relazione alle esigenze del datore di lavoro e un minimo di 2 mesi di congedo non cedibile all’altro genitore.
Il congedo di paternità è previsto indipendentemente dallo stato civile o di famiglia. Va fornito preavviso adeguato al datore di lavoro e, in sede di attuazione, andranno previste misure specifiche per i lavoratori autonomi in relazione alle caratteristiche della professione.

Smart working

Sono previste misure che portino ad una modulazione graduale della retribuzione del genitore in caso di assenza dal lavoro per malattia del figlio e premialità per i datori di lavoro che incentivano la conciliazione tra vita privata e lavoro, a partire dallo smart working e specialmente per le donne fino alla maggiore età del figlio.

Lavoro femminile

Il Family Act contiene anche la delega al governo all’adozione di decreti di incentivazione del lavoro femminile.
Prevista un’indennità integrativa pari al 30% della retribuzione per le madri lavoratrici che verrà erogata dall’Inps per il periodo in cui rientrano al lavoro dopo il congedo obbligatorio.
Introdotta anche la deducibilità delle spese per le baby sitter sulla base dei parametri Isee. Inoltre, saranno accolte le richieste di lavoro agile di genitori con figli under 14.
Una quota di riserva della dotazione del Fondo di garanzia per le pmi sarà destinata all’avvio di nuove imprese start up femminili e all’accompagnamento per i primi 2 anni di attività.
Il governo dovrà prevedere detrazioni per le spese di acquisto dei libri universitari dei figli e di affitto di abitazioni di figli regolarmente iscritti ad un corso di laurea.

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Nuova Zelanda: assorbenti gratis alle studentesse

Ven, 06/12/2020 - 14:00

Il ciclo mestruale accompagna la vita delle donne per almeno 30 anni e, in media, un donna consuma circa 12 mila assorbenti durante tutto il periodo fertile, dalla pubertà alla menopausa. Considerato che ogni pacco di assorbenti costa, in media, 4 euro, le spese che ogni donna deve affrontare durante tutto l’arco della sua vita non sono trascurabili, anzi.
Ciò che in Italia è ancora un costo irrinunciabile, in altri Paesi, come l’Irlanda e la Nuova Zelanda, viene considerato (giustamente) un bene di prima necessità.

Come abbiamo spiegato in quest’articolo, lo scorso dicembre, anche l’Italia ha abbassato l’Iva dal 22% al 5% sugli assorbenti biodegradabili e lavabili (e introvabili), mentre quelli a uso comune, utilizzati dalla maggior parte delle donne, vengono tassati quanto sigarette, benzina e automobili. Vi chiederete perché. La spiegazione dei nostri governanti è la seguente: gli assorbenti inquinano. E molto. Quindi li dovete pagare cari, anche se il ciclo mestruale non è una vostra scelta e nonostante le alternative ecologiche siano poco pubblicizzate e non siano propriamente alla portata di tutte.

Di ciclo mestruale non si può parlare ed è ancora un tabù che s’inserisce perfettamente negli stereotipi costruiti intorno all’identità delle donne, e il gap di genere, già radicato nel nostro Paese, viene ulteriormente alimentato, come se le donne e i processi naturali che riguardano il loro corpo avessero un valore inferiore rispetto alle necessità maschili: basta pensare che le lamette usa e getta vengono tassate al 4%, anche se non propriamente considerabili beni di prima necessità.

La Nuova Zelanda abbatte la disparità di genere

Per combattere la “period poverty” e abbattere la disparità di genere e sociale, Julie Anne Genter, la ministra per le donne della Nuova Zelanda, ha preso una decisione per andare incontro alle giovani donne per cui i prezzi di tamponi e assorbenti potrebbero essere troppo alti; per questo motivo, a partire dal 20 luglio le studentesse neozelandesi della regione nord di Waikato riceveranno gratuitamente questo bene di prima necessità, con la speranza di poter estendere quest’iniziativa a tutto il Paese entro il 2021.

Sappiamo che circa 95mila ragazze tra i 9 e i 18 anni restano a casa durante il ciclo perché non possono comprare i prodotti sanitari. Rendendoli disponibili gratuitamente, sosteniamo queste persone e la loro educazione scolastica“, ha commentato la premier Jacinta Ardern.

La situazione nel mondo

Intanto nel resto del mondo si fanno passi avanti: l’Inghilterra ha diminuito la tampon tax dal 17,5% al 5%, in Francia è stata portata al 5,5%, in Portogallo, Olanda e Belgio è al 6%, in Spagna al 10%, in Irlanda e in Canada è stata abolita.

In Kenya il governo ha abolito la tampon tax e dal 2011 fornisce assorbenti gratuiti a 4 milioni di studentesse. In Uganda e Namibia, invece, si distribuiscono gratuitamente nelle scuole.

L’esempio della Nuova Zelanda rappresenta un passo avanti verso l’equità di genere, e l’Italia sembra essere ancora molto lontana da questi traguardi.
La Nuova Zelanda non dovrebbe essere l’eccezione, ma la regola universale.

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Crisanti, “I bambini non si ammalano di Covid-19”

Ven, 06/12/2020 - 12:53

Nuova conferma alla presunta immunità dei bimbi a covid-19. I bambini sono molti più resistenti al coronavirus degli adulti. Nel nostro studio a Vo abbiamo visto bambini che, nonostante l’esposizione al virus, non si sono infettati. Le ragioni non le sappiamo ma le conclusioni dei nostri studi sono chiare: i bambini sono molto meno suscettibili all’infezione e se si infettano si tratta di una infezione transitoria di cui non si rendono nemmeno conto”. Lo riporta Andrea Crisanti, Direttore del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Padova, incontrando dirigenti e docenti delle scuole padovane all’incontro “Infanzia e adolescenza in tempo di Covid-19”.

Adolescenti più a rischio

Gli adolescenti tra i 12 e i 18 sono più resistenti al virus degli adulti, ma in alcuni casi si ammalano, soprattutto verso i 16 e 17 anni“. Crisanti ha citato gli studi effettuati a Vo, epicentro di uno dei primi focolai in Italia, dove analizzando 250 bambini tra 1 e 10 anni non è stato trovato un solo positivo, nonostante alcuni avessero convissuto con genitori infetti.

Bambini sotto l’anno si ammalano

L’analisi di 230 ragazzi d’età tra 11 e 18 anni ha invece riscontrato 2 casi di positivi al tampone. “Per i bambini sotto un anno di età la cosa è diversa – ha infine concluso – perché loro si ammalano, e non si sa perché da un anno in poi sono molto più resistenti ma sotto l’anno si ammalano».

Per approfondire:
Covid-19, studio: i bimbi non sono diffusori rilevanti
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Abbattere le statue: giusto o sbagliato?

Ven, 06/12/2020 - 12:30

Il 9 aprile del 2003 fu tirata giù da una folla inferocita la statua di Saddam Hussein in piazza Firdos a Baghdad. Pare, si mormora, che tutta l’operazione fosse stata orchestrata dagli americani a favore di telecamere per dare un segnale, come a dire: “Baghdad è libera, la guerra è finita” poi sappiamo che non è andata proprio così.

Nella notte tra il 24 e il 25 giugno 2010 a Gori, in Georgia, città natale di Stalin fu smantellato il monumento in bronzo alto sei metri che lo raffigurava.

E quel monumento aveva subito la stessa sorte delle statue dedicate agli zar pochi decenni prima, durate la rivoluzione bolscevica.

I Talebani il 12 marzo 2001 distrussero i Buddha di Bamiyan. Le due statue giudicate Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco.

Per parlare solo degli episodi recenti, che se andiamo indietro nella storia potremmo ricordare la Rivoluzione Francese: i rivoluzionari giacobini distrussero e saccheggiarono chiese (centinaia), decapitarono statue e altre amenità del genere.

E in questi giorni ci risiamo: le proteste per l’assassinio di George Floyd hanno portato all’abbattimento delle statue di Cristoforo Colombo e in Inghilterra a quella di Edward Colston e di Winston Churchill e abbiamo appena iniziato.

In Italia si discute molto sulla rimozione della statua di Indro Montanelli ai giardini omonimi, il giornalista è accusato di avere comperato una bambina eritrea come schiava sessuale.

Ogni rivoluzione, ogni sconvolgimento storico se l’è presa con la toponomastica, i simboli religiosi, i monumenti, con l’intento di cancellare interi periodi storici, dimenticare quello che si è stato, rinascere a nuova vita e a nuova verginità.

Giusto o sbagliato? Ognuno ha la sua idea. Giordano Bruno Guerri, storico e giornalista afferma in articolo su Agi.it: “Se dovessimo abolire le personalità storiche che hanno avuto delle macchie nella loro vita, non rimarrebbe quasi più nessuno“.

E aggiunge riferito a Montanelli “È chiaro che lui ha fatto una cosa deprecabile, acquistando una bambina eritrea. La pedofilia e, tanto meno l’acquisto di qualcuno, è assolutamente inaccettabile. Però non si può giudicare un protagonista della storia da un solo episodio. Montanelli ha fatto anche altro, è stato uno dei più grandi giornalisti italiani del ‘900, gambizzato dalle Brigate Rosse“. 

Ci lascia perplessi l’ultima affermazione: il fatto che sia stato gambizzato non lo rende un eroe e qui non si parla di fatti accaduti nel Medioevo, Montanelli è un uomo contemporaneo, non ci si dica che l’acquisto di un essere umano non era disprezzabile anche ai suoi tempi.

Allora è giusto distruggere la sua statua? Forse sì, forse no, ma è giusto che si sappia, e forse quella statua non doveva mai neanche essere costruita, forse ora, che i tempi stanno cambiando si può pensare di metterla in un altro posto, creare una sorta di Museo della Memoria dell’iconoclastia. Per non dimenticare chi e cosa sono stati gli eroi di altri tempi e per guardare avanti.

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Stiamo esagerando con il politically correct?

Fase 3: niente calcetto, niente discoteche, niente terme

Ven, 06/12/2020 - 10:45

Doveva essere il lunedì delle riaperture: verso l’estero, ma soprattutto riaperture ai giochi di contatto – calcetto, basket e beach volley, persino boxe – e a molte attività di intrattenimento finora vietate. E invece ieri sera il Consiglio dei Ministri ha ascoltato i dubbi del ministro della Salute Speranza ed è tutto rimandato. Di calcetto e altri sport di “contatto” se ne riparla il 25 giugno, di discoteche il 14 luglio. Riaprono i parchi giochi e i centri estivi per i bambini, i primi dei quali nei fatti sono aperti e frequentati da diverse settimane. Per le terme e i centri benessere si dovrà attendere una curva dei contagi al minimo.

L’ultimo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte entra in vigore lunedì 15 giugno, lo stesso giorno in cui tutta Italia potrà scaricare “Immuni” l’applicazione per tracciare i positivi al coronavirus.

Come saranno cinema e concerti

Al via lunedì cinema, teatri e concerti ma con regole ben precise. Saranno fruibili con “posti a sedere preassegnati a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 spettatori per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala”.

Sale giochi, terme e bingo

Possono ripartire le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo a condizione che le Regioni e le Province Autonome ne abbiano preventivamente accertato la compatibilità con la situazione epidemiologica “e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi”. Stesso principio per i centri termali.

Viaggi all’estero

“Fino al 30 giugno 2020, restano vietati gli spostamenti da e per Stati e territori diversi da Unione europea e Gran Bretagna, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”. Diverso il discorso all’interno dell’Unione europea, gli Stati parte “dell’accordo di Schengen; Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord; Andorra, Principato di Monaco; Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano; Albania, Bosnia e Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del nord, Serbia”.

Ripartono i processi

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha annunciato nella stessa sede l’imminente emanazione di una circolare che riequilibra “il rapporto tra lavoro in presenza e lavoro da remoto del personale amministrativo in modo da garantire, per quanto possibile, la regolare celebrazione delle udienze già a partire dal 1 luglio 2020 assicurando che la ripresa avverrà senza rischi per la salute dei cittadini e degli addetti ai lavori, grazie all’installazione nei tribunali di tutti i presidi di sicurezza”.

Come sarà giocare a calcetto?

Se dobbiamo basarci su quanto anticipato finora da un’ordinanza della Regione Abruzzo, ma speriamo di no, le regole del gioco del calcio, della pallacanestro e della pallavolo saranno quelle di giochi nuovi, non appena e quando saranno permessi. Per tutti vale il divieto assoluto di sputare o starnutire a terra (ma in un fazzoletto sì) e il recupero fisico sedendosi o sdraiandosi nel campo.

Consentito il tocco del pallone con le mani solo se muniti di guanti (e qua avrebbero molto da dire, dopo che l’Oms ha sconfessato la cosa pure per il supermercato), che devono essere comunque igienizzati prima e dopo la partita. Il pallone si può recuperare tassativamente senza contatto; sono vietate addirittura le scivolate e la “marcatura ad uomo”.

Anche pallavolo e beach volley richiedono guanti igienizzabili prima e dopo la pratica sportiva, ed è vietato invadere il campo opposto.

Le partite in tv

La Serie A sentirà echeggiare il fischio d’inizio ufficiale il 12 giugno (giorno di Juventus-Milan, ritorno della semifinale di Coppa Italia) e il 20 (quando ci sarà la prima parte dei recuperi di campionato prima della ripresa regolare del calendario). La regola è praticamente una sola: basta un caso di positività in squadra e naufraga tutto il torneo appena salpato.

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L’olio è stanco, anzi esausto!

Ven, 06/12/2020 - 09:00

Si è calcolato che in Italia ogni cittadino produca circa 5 kg all’anno di olio derivante dalla frittura, dalla conservazione di alimenti e dalla cottura dei cibi. Come smaltirlo in modo corretto e sostenibile.

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Covid-19, no alla respirazione bocca-bocca. Cambiano le manovre di primo soccorso

Ven, 06/12/2020 - 08:15

La pandemia dovuta al Covid-19 oltre a cambiare le abitudini di vita di ciascuno di noi ha cambiato anche le procedure di primo soccorso. Dalle “Indicazioni nazionali per il contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nelle operazioni di primo soccorso e per la formazione dei soccorritori” pubblicate dal ministero della Salute emergono modifiche ai protocolli di rianimazione per le ostruzioni delle vie aree, per arresto cardiaco e per annegamento, che prevedono di eseguire “le sole compressioni toraciche senza la ventilazione”, ovvero evitare la respirazione “bocca-bocca o bocca-naso” e raccomandano di mettere una mascherina o un telo sul volto della persona da rianimare durante il massaggio cardiaco per evitare l’eventuale diffusione di droplets, le goccioline di saliva infette considerate le principali responsabili della trasmissione dell’infezione.

Unica eccezione, i bambini

L’unica eccezione è quando a essere soccorsi sono bambini o neonati: per loro infatti secondo le raccomandazioni internazionali “nelle manovre per contrastare l’arresto pediatrico la ventilazione rappresenta una discriminante importante”, poiché il più delle volte è causata da un’ostruzione delle vie aree. Dunque in questi casi la manovra di primo soccorso può essere eseguita in modo completo, compresa di respirazione bocca-bocca o bocca-naso.

Vittima “potenzialmente infetta”

Anche il massaggio cardiaco deve essere eseguito considerando la persona da soccorrere come potenzialmente infetta: i soccorritori devono quindi “utilizzare i dispositivi di protezione individuale adatti a evitare l’esposizione ad aerosol generati dalle procedure”.  

Maschera e boccaglio per salvataggi da annegamento

Per quanto riguarda le vittime di annegamento, è importante che “il bagnino in occasione di un intervento di salvataggio indossi maschera e boccaglio per limitare la possibilità di contatto e minimizzare la trasmissione di secrezioni respiratorie ipoteticamente veicolanti il virus”.

Per saperne di più: leggi le indicazioni del ministero della Salute

Leggi anche: Covid-19: in spiaggia no ai giochi di gruppo. E in acqua a distanza di sicurezza

A Tokyo sono scomparse le auto! (Video)

Ven, 06/12/2020 - 07:41

Dal 2008 il calo delle vendite di automobili a Tokyo dimostra che sempre più persone preferiscono utilizzare i mezzi pubblici per spostarsi. Merito di un sistema di trasporto efficiente e leggi che scoraggiano l’acquisto di auto private.
Prima dell’emergenza Coronavirus la nostra videoker Martina De Polo è stata in Giappone, toccando con mano il loro sistema di trasporto pubblico.

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Vaccino, UE più avanti degli Usa | La sanità torna ciellina | Varato il Family Act | Rinnovabili: il nemico è la burocrazia;

Ven, 06/12/2020 - 06:25

Il Mattino: Oms: Europa meglio, nel mondo peggiora. Africa 207.617 casi, Usa oltre 2 milioni, Cina, a Pechino primo caso di coronavirus dopo 56 giorni. In tutto il Paese 11 nuovi contagi (importati) L’Europa riapre le frontiere esterne da luglio: «Ma le misure saranno graduali» È emergenza totale in America Latina: boom di contagi in Perù, il Brasile torna a mostrare i dati;

Leggo: Ricciardi (Oms): “In autunno le prime dosi di vaccino agli italiani. Lo produrremo anche noi: Europa più avanti degli Usa“;

Corriere della Sera: Fmi: il virus può spingere 100 milioni di persone all’estrema povertà;

Tgcom24: Borsa, seduta nera per i mercati europei: Piazza Affari chiude a -4,81% | In Europa bruciati 328 mld. Quanto ci costerà il Coronavirus? Tutte le stime sull’impatto del lockdown;

Il Manifesto: Operazione salva Fontana. La sanità torna ciellina;

llsole24ore: ITALIA FASE 3 Le rinnovabili che investono: burocrazia il vero nemico ;

Il Fatto Quotidiano: Atlantia in rosso di 10 milioni: “Continuità aziendale se accordo sulla concessione di Autostrade”;

Il Messaggero: Dpcm: eventi sportivi, via da domani. Discoteche chiuse fino al 14 luglio. Bonafede: da 1 luglio via ai processi. Gravina: «Il virus? Se i numeri sono questi, chiederemo di rivedere la quarantena». Ipotesi 4 giorni Atalanta, Gasperini al Valencia: «Polemica offensiva» Coronavirus, no alla respirazione bocca a bocca: ecco come cambia il primo soccorso;

La Repubblica: Varato il Family Act, Conte: “Concilia famiglia e lavoro, soprattutto per le donne” Video “Sosteniamo la genitorialità;

Il Giornale: Sulla mancata zona rossa ora gli scienziati scaricano Conte. Il presidente Locatelli: “Abbiamo fatto velocemente tutte le analisi per permettere al governo di fare le scelte del caso”;

Michele Dotti: l’albero dei soldi

Gio, 06/11/2020 - 18:00

Per sensibilizzare la popolazione del mondo sull’importanza di piantare alberi per il nostro benessere, Michele Dotti ha creato l’albero dei soldi, attirando una certa attenzione da parte dei passanti…
Secondo voi quanto valore economico genera un albero all’anno?

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Processo a Cristoforo Colombo

Gio, 06/11/2020 - 17:30

In questi giorni si torna a nominare Cristoforo Colombo e le sue statue vengono abbattute…. . Jacopo Fo e Mario Pirovano hanno fatto un processo a questa figura tanto controversa

Fonte: Youtube Alcatraz Channel

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Germania e Italia unite per riciclare il legno

Gio, 06/11/2020 - 16:30

“Italia e Germania sempre più unite nel segno dell’economia circolare”, così Alessandro Saviola, Presidente del Gruppo mantovano leader tra i riciclatori di legno al mondo, dopo la sigla dell’accordo con la tedesca Nolte, l’inventrice del pannello in truciolato. La collaborazione tra i due gruppi industriali, a distanza di pochi mesi dalla joint venture, produrrà arredamenti a basso costo ma nel rispetto della natura. Saviola, con 13 stabilimenti e 1500 dipendenti, è conosciuto a livello internazionale come l’inventore del pannello di legno riciclato al 100%.

Una crescita pulita

“C’è grande fiducia e collaborazione reciproca per questa joint venture tra Italia e Germania, dalla quale ci aspettiamo tanto”, ha aggiunto Saviola. Dopo l’annuncio dell’ingresso di Saviola Holding nel capitale della società tedesca Nolte Holzwerkstoff Gmbh & Co.Kg (azienda situata a Germersheim nella Regione tedesca della Renania-Palatinato) di proprietà della famiglia Nolte, è stato sottoscritto ieri il closing tra le due società.

Una nuova realtà sostenibile

“Con questo ulteriore passaggio nasce Rheinspan GmbH & Co.KG e la firma di oggi permette al Gruppo Saviola di diventare azionista della società”, spiega il comunicato diffuso. “Inizia nella forma e nella sostanza il percorso comune di gestione della società da parte dei due azionisti. Un percorso che in questi mesi è stato possibile grazie alla stretta collaborazione tra le due società attraverso la realizzazione di un business plan triennale di visione futura predisposto congiuntamente”.

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