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Aggiornato: 9 min 2 sec fa

Covid-19, il vaccino non ci libererà dalla mascherina

Mer, 11/25/2020 - 12:35

Il vaccino protegge dalla malattia. Ma, da vaccinato, posso contrarre l’infezione ed essere contagioso, anche se il vaccino sicuramente riduce moltissimo la quantità di virus. Lo ha detto la virologa Ilaria Capua, direttrice dell’One Health Center of Excellence dell’università della Florida a “Dimartedì”. In altre parole, “Chi si vaccina non si ammala, ma può infettarsi e infettare gli altri se non indossa la mascherina”.

Non sarà un liberi tutti

“Esistono pochissimi vaccini che danno immunità sterile, cioè tali da essere, se incontro il virus, totalmente impermeabile. Nel mondo reale, se io sono vaccinato, ho una barriera che mi protegge dall’effetto nocivo del virus, ovvero dalla malattia, ma posso infettarmi e trasmettere quell’infezione se non indosso la mascherina”. Insomma, quando arriverà il vaccino non saremo liberi tutti, come se niente fosse, anche perché ci vorranno mesi per vaccinare tutta la popolazione, servirà un’organizzazione molto ben pensata, saranno eventualmente necessari anche un piano B e un piano C. “Il vaccino non è la panacea, è uno degli strumenti che ci accompagneranno al di là della pandemia“.

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Teatro in lutto: addio a Saviana Scalfi paladina del femminismo

Mer, 11/25/2020 - 12:27

L’attrice e regista teatrale Saviana Scalfi ci ha lasciato pochi giorni fa, all’età di 82 anni, a causa del Covid-19. La ricordiamo oggi, 25 novembre, nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, con un breve excursus della sua carriera straordinaria, che l’ha vista tutta la vita parte attiva delle lotte femministe e delle avanguardie teatrali in Italia.

Carriera e neofemminismo

Milanese di nascita, Saviana Scalfi si formò all’Accademia dei Filodrammatici e all’Actor’s Studio di New York, e successivamente lavorò nelle compagnie Fantasio PiccoliElsa Merlini-Paolo Carlini, e nel 1968 con Giorgio Strehler presso il Teatro Azione, di cui Saviana fece parte, e ancora, nel 1971 con Bruno Cirino al Teatro di Centocelle.

Con l’ondata rivoluzionaria del Sessantotto il teatro si era trasformato in un mezzo di rivendicazione per le donne e tutte le categorie oppresse della società. Saviana Scalfi partecipò alla fondazione, con Adele CambriaDacia Maraini e Lù Leone, di uno dei più interessanti collettivi di quegli anni: quellodel Teatro “La Maddalena” (1973-1989) di Roma, epicentro del neofemminismo, la corrente culturale in voga a partire dagli anni Settanta, che ebbe la peculiarità di svilupparsi soprattutto a partire dal teatro. Su quei palchi avveniva la rivoluzione: viene definito “teatro di parola” e “teatro di strada” e difatti era proprio questo, un teatro militante e mai ideologico, strumento di lotta politica e mezzo attraverso il quale la comunicazione con il pubblico si fece più diretta e dialogante. Attraverso il teatro e il ruolo dei collettivi sorti in tutta Italia, le donne si riconoscevano come soggetti, emancipandosi dall’essere solo mogli e madri. Nel collettivo, infatti, tutti i ruoli erano ricoperti da donne, che si preoccupavano anche di impartire corsi e laboratori formativi per la preparazione ai mestieri del teatro.

Il Collettivo “Isabella Morra”

Dopo l’esperienza di via della Stelletta, Saviana fondò nel 1978 assieme a Dacia Maraini e Rita Corradini il Collettivo “Isabella Morra“, di cui fu direttrice artistica, attrice e regista, e a cui presero parte successivamente Pia Mancini e altre artiste come Renata Zamengo, Ornella Ghezzi, Marisol Gabrielli, Mariella Fenoglio, Giuliano Manetti, Lina Bernardi, Alessandra Casella, Enzo Saturni.

Il Collettivo “Isabella Morra” rimase in vita per oltre 25 anni (1978-2005), producendo circa uno/due spettacolo all’anno, e assunse un ruolo attivo sulla scena europea ed extraeuropea, con la partecipazione ai principali festival internazionali.

Recitando e dirigendo spettacoli come Maria StuardaLa regina di cartoniDue donne di provinciaCasa Matriz e attraverso una forte presenza scenica, non solo nei maggiori teatri italiani e internazionali, ma anche in luoghi disagiati e nelle carceri, Saviana è stata capace di innovare, interpretare e mutuare i linguaggi teatrali a favore delle lotte politiche in cui credeva e per cui si è sempre battuta.

25 novembre 2020

Come se non bastasse una pandemia globale e tutto il dolore che essa si trascina, questo 25 novembre sembra essere ancora più triste per il significato intrinseco della Giornata Internazionale dedicata alla lotta alla violenza di genere. Negli anni Settanta, quando si sviluppò il neofemminismo (chiamato così per differenziarsi dal femminismo a cavallo tra Ottocento e Novecento) la parola femminicidio nemmeno esisteva. Nel 2020 constatiamo invece che viene uccisa una donna ogni 3 giorni quasi sempre a seguito di pregresse violenze subite.

Una delle ultime apparizioni di Saviana Scalfi fu esattamente due anni fa, a Foggia, con il monologo Stupri impuniti… ma non per sempre, tratto da La passione di Artemisia di Susan Vreeland e Lo stupro di Franca Rame. All’epoca aveva 80 anni e di certo non le mancava l’energia per andare in scena, per interpretare ancora una volta il punto di vista femminile e in particolare il dramma dell’abuso subito.

Covid-19, violenza donne: 470mila occupate in meno, sono fragili nella coppia

Mer, 11/25/2020 - 11:53

Non cambia la posizione delle donne: sempre le più fragili nella coppia, perché nei fatti quelle che rinunciano al lavoro più facilmente. Con la pandemia e il conseguente aumento del carico del lavoro domestico, l’incertezza sull’apertura delle scuole, e la vulnerabilità dei nonni, sono loro – sono sempre loro – a correre ai ripari. E questo è l’antefatto alla violenza: una donna senza indipendenza economica è una donna legata a doppio filo al suo uomo, nel bene e nel male.

Penultimi in Europa

E i dati non lasciano dubbi: il tasso di occupazione femminile con la pandemia ha fatto marcia indietro segnando ben 470mila occupate in meno. Nel secondo semestre di quest’anno si è attestato al 48,4%, contro i 66,6% di quello maschile. Sono i dati riportati ieri dal presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, nel riferire lo studio condotto dall’Inapp dal titolo “Il post lockdown: i rischi della transizione in chiave di genere”. Siamo al penultimo posto in Europa.

Congedi covid? Sempre alle donne

E indovinate chi, nella coppia, ha scelto di utilizzare il congedo Covid dedicato a chi avesse figli in quarantena durante la pandemia? Nonostante la norma consentisse di dividere il congedo a metà con il partner, il 90% delle donne lo ha utilizzato interamente.

Disparità salariale

Perché succede? Perché il percepito resta che è il papà a portare la pagnotta, e la realtà lo agevola con il fatto che le retribuzioni femminili sono in media più basse (17% in meno nel privato secondo Eurostat), anche a parità di ruolo con gli uomini. Ovvero, l’assurda magia per la quale due manager di pari livello hanno stipendi diversi a scapito delle donne. Così, suona logico che il primo stipendio a essere sacrificato in caso di necessità sia quasi sempre quello femminile. A scapito della sicurezza personale e famigliare. Ma anche a scapito dell’economica generale.

Un sistema malato per tutti

“Questo sacrificio delle donne, per la tenuta del sistema familiare e per la salvaguardia del reddito (maschile) più forte, significa meno crescita e meno contributo al Pil e aumento del carico sulle politiche passive”, ha aggiunto il presidente Inapp Sebastiano Fadda.

Sebbene siano donne le più formate

E tutto questo nonostante le donne siano mediamente le più formate. “Nel 2019, in Italia, avevano il diploma quasi 2 donne su 3; una quota di circa 5 punti percentuali superiore a quella degli uomini (64,5%contro 59,8%). Un gap che in Europa è invece mediamente di solo un. Infine, il 22,4% delle donne ha una laurea (22,6% nel secondo trimestre 2020), contro il 16,8% degli uomini.

Giornata contro la violenza alle donne: “Ma dove sono? Non le vedo!!”

Video ricetta: crema di Broccoli

Mer, 11/25/2020 - 10:00

Una ricetta di stagione, buona e salutare! Ingredienti per 4 persone:

  • 100 gr sedano;
  • 100 gr cipolla;
  • 100 gr carota;
  • 400 gr broccoli;
  • 1,5 gr acqua;
  • Sale & pepe

Dal canale YouTube Cucina Semplice:

Cucina Semplice

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Maltempo e dolori: confermato legame

Mer, 11/25/2020 - 08:00

“Il dolore alla schiena diventa insopportabile quando l’umidità nell’aria aumenta”. “Il ginocchio duole di più quando fuori piove”. “Il mal di testa si scatena con la bassa pressione”. Quante volte abbiamo sentito fare queste affermazioni? E quante volte abbiamo pensato che fosse frutto della suggestione? E invece non è solo “l’impressione” dei diretti interessati: i  dolori si intensificano davvero quando l’umidità aumenta, e se c’è vento forte si acuiscono ulteriormente.

Emicrania, artrite, fibromialgia

O, almeno, così sembra essere secondo uno studio realizzato dall’Università di Manchester (Regno Unito), da cui emerge che le persone che soffrono di condizioni di salute croniche (emicrania, dolore neuropatico, artrite, fibromialgia) hanno il 20% in più di probabilità di soffrire di dolore proprio nei giorni caratterizzati da elevati livelli di umidità e vento. I ricercatori sono giunti alle loro conclusioni esaminando i dati inseriti in una app per smartphone da più di 2600 persone che dovevano registrare i sintomi quotidiani, e incrociandoli con quelli delle condizioni climatiche del luogo rilevate dallo stesso smartphone.

Leggi anche: Come ho guarito l’emicrania con aura con un semplice gesto

Umidità e vento peggiorano il dolore

Lo studio  ha mostrato che “nei giorni umidi e ventosi e con bassa pressione le probabilità di provare più dolore, rispetto a un giorno medio, sono circa del 20%”, spiega Will Dixon, del Centro di epidemiologia contro l’artrite dell’università. In particolare il fattore che fa la differenza nell’intensificarsi del dolore è l’umidità, soprattutto in presenza di bassa pressione e vento forte. Nessuna associazione è stata invece osservata con la temperatura. Lo studioso precisa però che, “nonostante molte ricerche abbiano esaminato l’esistenza e la natura di questa relazione, non vi è alcun consenso scientifico”.

Russia: “Mascherine? Fino al 2022” | Borse mondiali festeggiano svolta alla Casa Bianca | Sci, stop europeo?

Mer, 11/25/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Scelto il nuovo commissario alla sanità della Calabria: è Narciso Mostarda;

Il Giornale: Quello strano caso in Russia: “Le mascherine? Fino al 2022”;

Il Manifesto: Conte gela le regioni: «Impossibile aprire le piste da sci a Natale»;

Il Mattino: Macron in tv: «Picco passato, dal 28 negozi e librerie aperti. Ma niente sci a Natale»;

Il Messaggero: Abusi, la Cassazione: «Se stupratore non risarcisce, paghi lo Stato» Nel 2020 uccise 91 donne;

Ilsole24ore: Le Borse mondiali festeggiano la svolta alla Casa Bianca. Dow Jones record a 30mila – Tesla vale oltre 500 miliardi $ – Bene Enel dopo il piano – Risiko bancario, le prossime mosse in Italia – Il virus colpisce i titoli «aristocratici»;

Il Fatto Quotidiano: Sci, stop europeo? Dalla Baviera ok alla linea italiana. La Francia non apre a Natale, l’Austria resta contraria. A marzo – La ressa sulle Alpi, il maxi focolaio tirolese;

La Repubblica: Conte-Von der Leyen: “Coordinamento Ue sulle feste”. Speranza: “Limitare i posti a tavola agli affetti più stretti”;

Leggo: Ilaria Capua: «Chi si vaccina non si ammala ma può infettare lo stesso. Terza ondata? Con le feste a Natale è sicura»;

Tgcom24: Il sogno di papà Fulvio: “Felice quando su Google non comparirà Yara nella cronaca nera ma per la sua associazione”;

Tutti i tipi di yoga (Infografica)

Mar, 11/24/2020 - 18:00

Ashtanga yoga, Bikram yoga, Hatha yoga, fino alla Kundalini. Respirazione, movimenti lenti, equilibrio fisico, flussi di energia. Come funziona la pratica dello Yoga?

Per vedere l’infografica più grande clicca qui

Monolite scoperto per caso dal Dipartimento Usa: “Vietato, da qualsiasi pianeta provengano”

Mar, 11/24/2020 - 16:30

Mistero nello Utah, anche se tutta l’attenzione che questo monolite metallico sta attirando pare essere (solo!?) una trovata artistica.

Rinvenuto per caso

Mercoledì scorso il Dipartimento di pubblica sicurezza dello Stato americano stavano sorvolando in elicottero una zona a sud-est per un progetto di tutela della fauna selvatica. Ecco però comparire qualcosa di stranamente luccicante: un monolite argentato alto 3 metri e perfettamente piantato nel terreno.

Un riferimento colto?

Biologists of the Utah Division of Wildlife spotted the monolith from a helicopter while conducting a routine count of bighorn sheep in the area. https://t.co/nkm29yJbhl

— The Art Newspaper (@TheArtNewspaper) November 24, 2020

Il pilota dell’elicottero ha detto alla tv locale KSL di credere che si tratti di un’installazione artistica di qualche fan di 2001: Odissea nello spazio (il film di Stanley Kubrick inizia con una scena in cui è presente un grosso e misterioso monolite nero).

L’ironia Usa

Il Dipartimento non ha specificato la zona in cui è stato trovato il monolite e ha detto che non è chiaro al momento chi lo abbia messo lì, precisando tuttavia in un comunicato che è illegale posizionare strutture o installazioni artistiche nei luoghi pubblici “a prescindere dal pianeta da cui si proviene”.

oh this is just great https://t.co/PTbFQm3TrC

— Ryan Perkins (@perkmcgerk) November 24, 2020 Leggi anche:

Perché la Sirenetta Ariel ha la coda verde?

È possibile essere sostenibili anche quando si mangia fuori casa?

Mar, 11/24/2020 - 16:00

Perché limitare la propria attenzione nei confronti dell’ambiente e dell’ecologia solo perché ci troviamo fuori casa? È assolutamente possibile ridurre drasticamente i proprio rifiuti con un semplicissimo metodo, anche dai fa te!

Scopriamo insieme ad Alessia Poliandri – Mamma in blu, vediamo quali sono le alternative possibili per un pranzo al sacco nel rispetto dell’ambiente.

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I vegani hanno un maggior rischio di frattura delle ossa

Mar, 11/24/2020 - 14:00

Il britannico New Scientist, uno dei magazine di divulgazione scientifica tra i più accreditati al mondo, pubblica i risultati di uno studio recente. 

Le persone che seguono una dieta vegana hanno un rischio maggiore di fratture, soprattutto alle anche. È quanto rivela una ricerca realizzata da BMC Medicine. Per giungere a questa conclusione, i ricercatori di BMC Medicine hanno utilizzato un campione di 65.000 individui seguiti sin dal 1993.

Lo studio era stato realizzato inizialmente con un obiettivo diverso, valutare l’influenza della dieta sul rischio di sviluppare il cancro.

“Il lavoro  ha dimostrato che i vegetariani hanno ossa più fragili dei mangiatori di carne”, ricorda il New Scientist. 

In particolare  i vegani (che non mangiano carne, pesce o prodotti animali) hanno il doppio delle probabilità di frattura alle anche rispetto alle persone che mangiano carne. Questo rischio è superiore rispetto ai “carnivori”, ma meno fortemente, nei vegetariani (né carne né pesce) così come tra coloro che mangiano pesce ma non carne.

Complessivamente, sull’insieme della popolazione, il rischio di frattura delle ossa è comunque basso, pari a 20 fratture ogni 1.000 persone in dieci anni. “E’ probabile che il tasso di fratture sia più alto nelle persone anziane, afferma il ricercatore Tammy Tong dell’Università di Oxford, il primo autore dello studio.

Insieme ai suoi colleghi, ha scoperto che le persone che mangiano carne assumono più calcio e proteine. Ricorda il New Scientist: “Il calcio è un componente importante delle ossa e le proteine possono facilitare l’assorbimento del calcio dal cibo”. 

Per Heather Russell, dietista presso la Vegan Society (un’associazione per la promozione del veganismo) nel Regno Unito: ”È del tutto possibile prendersi cura delle proprie ossa seguendo una dieta vegana ben costruita, ma essere informati è essenziale per fare scelte salutari “.

Foto di Louis Hansel

Giornata contro la violenza alle donne: “Ma dove sono? Non le vedo!!”

Mar, 11/24/2020 - 10:46

Lo stanco tweet di Alessandro Laterza sia spunto di riflessione nella Giornata contro la violenza alle donne, che cade domani, ché anche questa ne è una forma. Le donne non sono forse oggetto di violenza perché invisibili? Contano poco, e si vedono poco in tutti i ruoli di potere, prestigio e rispetto: dalla cucina, alla scrittura, alla politica, alla formazione. Il celebre, e non più giovane editore, su Twitter s’è lasciato andare a un’analisi ben poco lusinghiera, e ben poco ragionata, nei confronti delle scrittrici contemporanee italiane. “Essere scrittori è altro dal saper scrivere bene: è avere uno “stile”, un proprio uso del lessico, sintassi, figure retoriche, ecc.. Trama, personaggi, soggetto sono marginali. Cerco lumi sulle scrittrici italiane contemporanee. Per mia lacuna mi fermo a Ginzburg e Morante. Grazie”.

Una lacuna non da poco

Come ricorda su Facebook la scrittrice Stefania Prandi, “C’è un bellissimo libro del 1983, “How to Suppress Women’s Writing” di Joanna Russ. (…) Racconta di come la scrittura delle donne sia stata ignorata, minimizzata, esclusa dal canone, nel corso dei secoli, e di come le scrittrici siano state umiliate, molestate, ricattate sessualmente.

“Quando Charlotte Brontë portò il suo primo manoscritto a un agente letterario si sentì rispondere di essere troppo bella per essere una romanziera. L’uomo cercò poi di stuprarla, lasciandola andare solo dopo avere tenuto il suo manoscritto e 50 dollari, per costringerla così a tornare. “Ero ferita e tremavo di rabbia”.

“Il riconoscimento del valore delle opere delle donne, che siano scrittrici o altro (dalle artiste alle scienziate) è uno dei problemi cardine dei nostri giorni, quasi per niente affrontato in Italia rispetto a quanto invece accade negli Stati Uniti, dove si vedono gli effetti del lavoro fatto fino ad ora”.  Il tweet di Laterza è conseguenza di questa lacuna, conclude.

Le pubblicazioni per genere

Secondo una indagine di Andrea Zanni, che lui stesso posta a commento del contributo di Laterza, le cose dai tempi della Brontë non sono cambiate tantissimo.  Considerando il catalogo di ebook di MLOL, che comprende oltre 90mila libri, e può considerarsi una buona approssimazione dell’offerta editoriale italiana, possiamo farci un’idea della differenza nelle pubblicazioni tra autori maschi e femmine. Prendendo i primi 16 editori per numero di ebook, e mettendo da parte HarperCollins, casa editrice molto settoriale (pubblica gli Harmony) i libri scritti da donne sono sempre sotto il 40%.

Una giornata contro la violenza

PS. Sono quasi sette milioni (il 31,5 per cento della popolazione femminile tra i 16 e i 70 anni), le donne che nell’arco di una vita subiscono violenza fisica o sessuale (dati Istat). E a metà novembre 2020 – secondo il ministero dell’Interno – erano giunti a 96 i femminicidi compiuti quest’anno. Con la nota 23622 del 20 novembre, il ministero dell’Istruzione invita le scuole a promuovere iniziative sulla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita il 25 novembre di ogni anno dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Qui qualche spunto.

8 trucchi fai-da-te per sopportare meglio le fredde giornate!

Mar, 11/24/2020 - 10:00

Dal canale YouTube di Sagace: L’inverno è alle porte e il freddo in arrivo: è il periodo dell’anno in cui tutti desideriamo rimanere a letto al calduccio e quando finalmente ci alziamo, ecco che inizia una vera e propria lotta contro il freddo. Per questo abbiamo deciso di mettere insieme alcuni trucchi che renderanno le vostre fredde giornate invernali leggermente più sopportabili, sia fuori che dentro casa.”

Sagace

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Ti ricordi “La vita segreta delle piante”?

Mar, 11/24/2020 - 08:00

È quel libro, di Cleve Backster, che più di 40 anni fa raccontò esperimenti condotti sulle piante con attrezzature simili alla macchina della verità: sensori elettrici attaccati alle foglie… Tramite questi test si dimostrava la telepatia vegetale, svenimenti vegetali di fronte alla violenza e addirittura la capacità della verdura di ricordare una persona che aveva ucciso dei gamberetti di fronte a loro.

Ne uscì anche uno sceneggiato televisivo: Andromeda, che fece furore. Grazie alla testimonianza di un ficus benjamin veniva smascherato un assassino!

Le piante non sono telepatiche

La cattiva notizia è che da allora nessuno scienziato è riuscito a ottenere risultati simili. Quindi possiamo supporre che le piante non siano telepatiche e non siano validi testimoni nei processi per omicidio. La buona notizia è che le piante sono capaci di fare parecchie cose che ce le fanno apparire quasi senzienti.

Curioso notare incidentalmente che nonostante in 40 anni nessuno sia riuscito a replicare gli esperimenti di Backster, il web è pieno di articoli che parlano di questi esperimenti come se fosse scontato che funzionano veramente. E alcuni arrivano a citare questi esperimenti come se fossero novità dell’ultima settimana…
Ma torniamo alle cose straordinarie che fanno le piante.

La mimosa è veramente pudica?

Se fai cadere per un metro e mezzo una pianta di mimosa pudica, questa sviene afflosciandosi istantaneamente per ammortizzare la caduta. Se però la prendi al volo, evitandole l’impatto col terreno, dopo un po’ che ripeti questa pratica la pianta capisce che non c’è pericolo e smette di afflosciarsi. E a distanza di 28 giorni è ancora capace di ricordarsi che le cadute che provochi non la mettono in pericolo e continua a non afflosciarsi. Il che è interessante perché molti insetti hanno una memoria che non va oltre le 48 ore.

Il meccanismo a rete

Le piante compiono parecchie azioni affascinanti e gli scienziati si stanno dedicando a risse selvagge sull’interpretazione di queste capacità. Alcuni sostengono che da qualche parte devono avere qualche cosa di simile a un cervello al momento che ricordano e sono capaci di prendere decisioni… Non proprio un cervello nel senso classico del termine, una specie di “meccanismo a rete”…
Se fai sentire a una pianta la registrazione del suono che fa un bruco quando mangia una foglia, quella inizia a produrre tossine per rendersi indigeribile.
Il mais e il fagiolo di Spagna, quando vengono attaccati dai bruchi, emettono un odore che attira alcune vespe che si mangiano i bruchi.
Le piante sentono se le proprie radici si stanno avvicinando a sostanze tossiche o ad altre piante e cambiano direzione.
Le piante producono segnali elettrici e chimici, serotonina e dopamina (DOPAMINA, quella sostanza che ci rende … Sulle piante fa lo stesso effetto?).
E se vengono colpite emettono anche una sostanza che sugli animali ha un effetto anestetico, l’etilene. Quindi c’è da sospettare che sentano il dolore.
E se le piante individuano un pericolo emettono odori capaci di mettere in allarme altre piante… Sono in grado di emettere fino a tremila sostanze diverse… Diversi odori… Se queste sostanze fossero un vocabolario avrebbero più parole dell’italiano medio.
Le piante sanno dove sono, sentono l’acqua, sentono il sole, i rumori, hanno il senso dell’alto e del basso e percepiscono la vicinanza di altre piante e riconoscono le loro simili.

Anche i vegetariani sono cattivi?

Questo fatto che le piante sono meno stupide di quel che si pensava, pone una serie di domande filosofiche molto profonde.
Tanto per cominciare c’è da domandarsi: i vegetariani sono cattivi? Sinceramente da tempo mi pongo il problema. Non saprei dire se dal punto di vista etico esista una grande differenza tra un carnivoro e un vegano. Personalmente ho individuato una mia particolare dieta per quando sto male e ho bisogno di riconciliarmi con l’universo: rinuncio a cibarmi di qualsiasi creatura senziente, sia essa vegetale o animale. Quindi mangio solo semi, miele, latte e uova non fecondate. Questa dieta l’ho chiamata RUBISMO, mangi quel che puoi rubare senza uccidere. Cioè, le piante lo sanno che se fanno i semi così buoni poi arriva qualcuno che se li ruba. La loro strategia riproduttiva anzi si basa proprio su questo tipo di comportamento. Quindi non dovrebbero incavolarsi troppo. Con il latte, le uova e il miele la questione è eticamente un po’ bastarda, ma comunque non ammazzi nessuno.
Ovviamente in casi estremi potrei scegliere di alimentarmi solo di semi e di frutti (ciliegie, cereali eccetera). Ovviamente una visione restrittiva potrebbe sostenere che mangiare un chicco di grano è un’azione simile a un infanticidio. Quindi resterebbe eticamente valido solo alimentarsi della polpa non fruttifera dei frutti: cioè posso mangiare ciliegie, albicocche, prugne, cocco e pomodori, fragole e mele, a patto di non masticare i semini (anzi mangiare pomodori sarebbe molto etico visto che il nostro processo digestivo non danneggia i semi, a patto di farla poi in mezzo ai prati, infatti se i semini finiscono nelle fogne poi marciscono a causa della lunga permanenza a mollo).

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Foto di Jeon Sang-O da Pixabay

Rider vince la causa contro Glovo | “Patrimoniale, sarà pagata dai poveri” | Rinvio tasse per le imprese con perdite

Mar, 11/24/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Rider vince la causa contro Glovo: verrà assunto a tempo indeterminato;

Il Giornale: “Patrimoniale voluta dalle élite sarà pagata soltanto dai poveri”;

Il Manifesto: In aumento i dati della violenza contro le donne;

Il Mattino: Conte chiude le piste da sci: «A Natale non ripeteremo Ferragosto»;

Il Messaggero: Covid, il talento dei cani che fiutano i positivi: più affidabili dei tamponi Foto;

Ilsole24ore: Gualtieri: rinvio tasse per tutte le imprese con perdite – Fisco, verso nuova rottamazione delle cartelle e niente più tasse «inutili» – Lo stop all’acconto di novembre – Occupazione, welfare e famiglia: le misure della manovra;

Il Fatto Quotidiano: “No a strade affollate e scuole chiuse”: la ministra Azzolina spinge per la riapertura prima di Natale;

La Repubblica: Governo-Regioni, nuovo fronte. Quelle alpine: “Lo sci è sicuro, non chiudete gli impianti”;

Leggo: Coronavirus, De Luca riapre asili e prime elementari in Campania. Il Tar sospende la chiusura in Calabria;

Tgcom24: Con Biden due donne (le prime) al Tesoro e a capo degli 007, alla Sicurezza un ispanico (il primo);

ENOUGH – Momenti di perdita di autocontrollo

Lun, 11/23/2020 - 19:00


Un divertente corto in stop-motion sulle piccole frustrazioni quotidiane e sulla voglia di ribellarsi.

Dallo stile inconfondibile il cortometraggio della giovane svedese Anna Mantzaris nel quale, ammettiamolo, noi a molti di piacerebbe immedesimarci.

Anna MantzarisPLUS

Autodifesa Finanziaria: le parole che non ti hanno detto (in banca!)

Lun, 11/23/2020 - 17:00

Una delle prime cose che ci ha spiegato Vincenzo Imperatore quando abbiamo iniziato la collaborazione con People For Planet è stata che in banca non ti dicono bugie ma omettono tantissimo, l’omissione è la regola. Omettere tutte quelle informazioni che in qualche modo possono spaventare il cliente… Scopriamole!

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Vincenzo Imperatore è il redattore della rubrica settimanale di People For Planet Bancomatto.

Milano, pubblicità choc di un’agenzia funebre: “Promozione Covid, bara in omaggio”

Lun, 11/23/2020 - 13:19

Da tempo, ormai, siamo stati abituati ai contenuti irriverenti promossi dalla celebre agenzia funebre Taffo Funeral Services e al lavoro geniale del suo Social Media Manager, Riccardo Pirrone.

L’ultima fantastica trovata risale a qualche giorno fa, in risposta al fenomeno delle scarpe targate Lidl andate a ruba nei supermercati italiani, con un botta e risposta tra i due brand che non ha fatto altro che accrescere la notorietà dei due famosi marchi.

Tuttavia, non tutti gli addetti alla comunicazione delle aziende hanno l’ironia e l’intelligenza di Riccardo Pirrone.

Così, a Milano, è comparsa una pubblicità choc di un’agenzia di pompe funebri, la SVE, in cui appare un guantone da boxe che dà un pugno al coronavirus, accompagnato dalla scritta “Promozione Covid. Bara in omaggio, te la regaliamo noi!”, oppure “In regalo il cappotto di legno”.

In un momento storico come quello che stiamo vivendo, popolato da incertezza e paura sul presente e sul futuro, con persone che lottano tra la vita e la morte contro una malattia ancora non conosciuta del tutto, promuovere la propria azienda in termini così superficiali e poco delicati, non sembra affatto il modo adatto di fare pubblicità.

Le parole hanno un peso in tutti gli ambiti, soprattutto in quello della comunicazione.

L’unica conclusione a cui possiamo giungere è che non tutti i Social Media Manager sono Riccardo Pirrone!

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Covid-19, anche l’Italia chiude i suoi allevamenti di visoni

Lun, 11/23/2020 - 10:50

Sospese anche nel nostro Paese le attività degli allevamenti di visoni, su tutto il territorio nazionale, almeno fino alla fine di febbraio 2021, quando verrà effettuata una nuova valutazione sullo stato epidemiologico. Lo ha stabilito il Ministro della Salute, Roberto Speranza, firmando un’apposita ordinanza.

Abbattuti solo se malati

Pur essendo il numero degli allevamenti in Italia molto ridotto rispetto ad altri paesi europei, si è valutato di seguire il principio della massima precauzione in osservanza del parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità. Secondo l’ordinanza, in caso di sospetto di infezione, le autorità locali competenti dispongono il sequestro dell’allevamento, il blocco della movimentazione di animali, liquami, veicoli, attrezzature e l’avvio di una indagine epidemiologica. “In caso di conferma della malattia, i visoni dell’allevamento sono sottoposti ad abbattimento”, precisa l’ordinanza.

Nei visoni il virus è cambiato

Gli allevamenti di visoni continuano a spaventare ovunque, e dopo la Danimarca, anche la Francia ha recentemente rinvenuto la presenza di coronavirus tra questi animali, allevati per la produzione di pellicce.

Già iniziato oltralpe l’abbattimento degli animali in forma preventiva, per evitare che la mutazione del ceppo di coronavirus rinvenuto negli animali si diffonda anche tra le persone, proprio come accaduto in Danimarca. Altri contagi tra questi animali sono stati registrati anche nei Paesi Bassi, in Svezia e in Grecia.

Le preoccupazioni per il vaccino

Il fatto che nei visoni sia stato trovato un virus mutato preoccupa l’Organizzazione Mondiale per la Sanità Animale, soprattutto in vista della diffusione su larga scala del vaccino. Sebbene la pandemia covid-19 viaggi al momento attraverso la trasmissione da uomo a uomo, l’OIE ha espresso preoccupazione per “l’introduzione e la circolazione di nuovi ceppi virali nell’uomo, come quello dai visoni, possa comportare modifiche della trasmissibilità o virulenza e una diminuzione del trattamento e dell’efficacia del vaccino.  Le conseguenze complete rimangono sconosciute e sono necessarie ulteriori indagini per comprendere appieno l’impatto di queste mutazioni. Una stretta collaborazione tra le autorità sanitarie pubbliche e degli animali è fondamentale per identificare e ridurre meglio l’impatto”.

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Come essiccare fiori in maniera naturale

Lun, 11/23/2020 - 10:00

Dal canale YouTube Arte Green un video tutorial semplicissimo su come seccare i fiori e abbellire gli ambienti della nostra casa! Risultato assicurato!

Arte Green

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Gli strani casi dell’animo umano: “Quelli che… attenzione ai complimenti!”

Lun, 11/23/2020 - 08:00

C’è una vecchia barzelletta che recita:
«Sai, sei davvero la donna più bella che abbia mai visto»
«Lo dici solo perché mi vuoi portare a letto»
«Anche intelligente!!!»

Fanno piacere, i complimenti. Gli apprezzamenti, le manifestazioni di stima. E spesso, per carità, sono onesti e sinceri. A volte, però, possono nascondere richieste implicite o addirittura una affermazione di ruoli ben precisa.

Vediamone alcuni esempi:

“La donna ha una marcia in più, è superiore all’uomo”

Affermazione spesso attribuibile a uomini che si ritengono particolarmente illuminati. Peccato che, a seguito di tale affermazione, si tenda poi a dare per scontato che certe rogne terrificanti siano proprio appannaggio di “quella con la marcia in più”.
#LazzaroAlzatiDalQuelDivanoEcammina

“Di solito i tuoi articoli non mi piacciono, ma in questo caso sono d’accordo con te: bravo!” 

L’interlocutore ti sta usando per ricordare a te, se stesso e a tre quarti della vostra palazzina, che la misura del valore è sempre data da sé medesimo. Di fatto, mentre ti dice che sei bravo, ti ricorda che lui è quello che dà il voto.
#AbbiamoMisterSimpatiaAbbiamo

“Tesoro, questa lasagna è buona quasi quanto quella di mia madre”

Si preferisce non commentare ulteriormente questo passaggio.
#MaPorcMaggiaggAccidentiAllaPutt

“Sto con te perché mi fai ridere”

A me personalmente viene detto, solitamente, sotto le coperte, abbracciati, dopo una attività che – al di là della sempre ben accetta allegria – non dovrebbe far ridere.
#CeDiPeggioSoloOraNonMiVieneInMente

“I complimenti sull’età”

Quelli che te ne devono dare 25 anche se ne hai 40. Allora tanto vale che ci mettiate in mano la chiave di una camera al motel: si capisce che ci state provando. 
#MancoLeBasiDelMestiere

Attenzione!

I complimenti sono stra-bene accetti. Soprattutto quelli spontanei, ma anche quelli “fatti per far piacere”.
Se una persona a te cara ti riempiva di osservazioni lusinghiere e ad un certo momento smette, magari c’è qualcosa che non va:

a) Siete dannatamente peggiorati voi
b) Si è un po’ abituato lui
c) Ma non è che avete smesso di fargliene anche voi? 

Ecco.

#FateviLeCoccole
#AttenzioniAllAltroSenzaDoppiFini #ComunqueSeMiDiteCheFaccioRidereSonoContentaEh

Foto di Gerhard Gellinger da Pixabay