People For Planet

Abbonamento a feed People For Planet People For Planet
Aggiornato: 2 min 10 sec fa

Il video del turista austriaco mentre vandalizza la statua di Canova

1 ora 16 min fa

Dopo avere identificato il turista austriaco che sabato scorso aveva danneggiato la “Paolina Bonaparte” di Antonio Canova, custodita nel Museo Gipsoteca di Possagno, le autorità di Treviso hanno diffuso il video dell’uomo che, sedendosi sui piedi della statua per scattarsi un selfie, si accorge di del danno, e scappa. A risalire all’identità dell’uomo, un cinquantenne, sono stati i carabinieri della stazione di Pieve del Grappa.

«Io rimango a completa disposizione per questo incidente – ha precisato successivamente l’uomo in una mail inviata a Vittorio Sgarbi, presidente della Fondazione Antonio Canova di Possagno – è stato un comportamento irresponsabile da parte mia, le conseguenze non mi erano note, pertanto ho continuato normalmente la visita al museo e l’intero soggiorno in Italia, non sono ‘fuggito’». Il video, però, mostra tutt’altro:

Conosci il modo corretto di lavarsi i denti?

2 ore 16 min fa

Come si legge dal canale YouTube Salzano Tirone “Spesso i pazienti credono che i loro denti siano perfettamente puliti perché se li lavano più volte al giorno. Ma non sempre sanno come lavarsi i denti in modo efficace, semplicemente perché nessuno gli ha mai spiegato come si fa. Questo video ti darà qualche informazione sull’argomento“.

Siete pronti? Armatevi di spazzolino e al via il video!

Fonte: Salzano Tirone

Leggi anche:
L’inutile business dell’igiene intima femminile
L’igiene fa bene! Ma se è troppa fa molto male
L’eccesso di igiene in casa può far male alla salute? (VIDEO)

Il porto di Livorno ha ridotto le emissioni grazie al 5G

3 ore 16 min fa

L’adozione del 5G nel Porto di Livorno ha ottimizzato le attività logistiche portuali e generato una riduzione di CO2 dell’8,2%, ovvero un taglio di quasi 148.000 kg di CO2. Il progetto pilota può portare a un risparmio di 2,5 milioni di euro l’anno e a un incremento di produttività del 25%. Risultati di tutto rispetto, se si pensa che lo scalo toscano movimenta ogni anno circa 780mila container a cui si uniscono 2,5 milioni di passeggeri tra traghetti e navi da crociera. Con questi numeri, Ericsson, alla base del progetto, ha vinto il premio “Industrial Energy Efficiency Award” agli Hannover Messe Digital Days del mese scorso. Ma cosa ha reso Livorno così efficiente?

Come avviene il risparmio di CO2

Gru controllate da remoto per il carico e lo scarico delle merci, sistemi per il tracciamento in tempo reale delle operazioni logistiche e scambi massicci di informazioni tra le varie infrastrutture per evitare le movimentazioni non necessarie: servizi dalla precisione e programmabilità futuristiche, votate al risparmio energetico. Ma anche servizi di videosorveglianza avanzata e di gestione delle crisi, con riconoscimento biometrico, boe equipaggiate con dispositivi e sensori impermeabili per il controllo ambientale dell’acqua e dell’aria nella zona portuale. Tutto questo ha permesso tali risparmi da rendere Livorno la regina incontrastata della tecnologia 5G applicata all’ambiente.

I risultati dopo un anno

Tutto era iniziato a fine estate del 2019 a Livorno, quando la collaborazione tra Ericsson, Porto di Livorno e Consorzio nazionale interuniversitario delle telecomunicazioni (Cnit) ha fatto nascere il programma 5G for Italy per coinvolgere industrie, università e istituzioni pubbliche per sviluppare utilizzi innovativi delle tecnologie di comunicazione mobile di quinta generazione. Ma l’ambiente non era il solo obiettivo.

Più sicurezza sul lavoro

L’obiettivo – centrato – era anche dimostrare come le informazioni integrate provenienti da diversi dispositivi e navi presenti all’interno dell’area portuale, potenziate dalle tecnologie di realtà aumentata e combinate con algoritmi di controllo avanzati e centralizzati, potessero aumentare l’efficienza delle operazioni di carico e scarico e nello stesso tempo migliorare la sicurezza sul lavoro dei dipendenti. Non da ultima, appunto, la sostenibilità: l’iniziativa è stata iscritta lo scorso anno tra le 10 solution initiatives che meglio rispettano i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalle Nazioni Unite per il 2030. Inoltre, il progetto è stato presentato al Global Solutions Forum organizzato dal Network per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDSN).

Un progetto europeo

Il porto di Livorno non è però l’unico ad essere coinvolto in un progetto di trasformazione digitale di ampio respiro. L’iniziativa rientra nel progetto europeo “Corealis, port of the future”, che sta interessando anche i porti di ValenciaPireoAnversaHaminakotka nell’ambito del programma Horizon2020. Insomma, sotto la spinta del 5G i porti così come li abbiamo conosciuti finora potrebbero presto non esistere più.

Una delle principali sfide che i porti oggi devono affrontare è quella di evolvere per diventare più efficienti, competitivi e sostenibili nello scenario globale. Con la sua bassa latenza, l’elevata capacità e maggiore flessibilità, il 5G sembra da questo punto di vista una piattaforma d’innovazione senza precedenti, capace di aumentare l’efficienza operativa e ridurre significativamente i costi e l’impatto ambientale degli scali portuali.

La potenzialità è alta

Rossella Cardone, Head of Sustainability and Corporate Responsibility, Europa e America Latina di Ericsson, ha dichiara: “Il progetto pilota 5G Port of the Future ha dimostrato che la connettività 5G può aiutare a far evolvere i tradizionali modelli di business e modelli operativi portuali, ottenendo un migliore rapporto costi-benefici e una maggiore sostenibilità dal punto di vista ambientale. Il 5G e le tecnologie digitali stanno razionalizzando il modo in cui i porti gestiscono i loro processi e flussi di merci a favore di modalità più ecologiche. L’innovazione e la tecnologia possono produrre un reale valore economico e di sostenibilità”.

Ecofuturo 2020

Una civiltà multiplanetaria (Video 6)

Fuori le auto dai cortili medievali: scatta la protesta dell’Università di Pavia

Repellenti anti-zanzare: attenzione agli effetti collaterali nei bambini

4 ore 16 min fa

E nei bambini al di sotto dei due anni si rischiano effetti tossici a carico del sistema nervoso centrale.

Si possono acquistare sia in farmacia che nei negozi che vendono prodotti per l’igiene personale e della casa: le creme e gli spray anti zanzare sono ormai molto diffusi, e in particolare quando è il momento di andare in vacanza sono un prodotto irrinunciabile per molti viaggiatori, soprattutto – ma non solo – per coloro che hanno come meta Paesi in cui le zanzare sono molto presenti, come quelli caldo-umidi del Sud del mondo. Ma anche mamme di bambini piccoli non se li fanno sfuggire, e li hanno sempre in borsa a portata di mano. Ma quali sono gli effetti collaterali delle creme e degli spray anti zanzare? E quali sono gli errori da non commettere e il giusto modo per utilizzarli?

Spray e creme anti zanzara. Non abbassare la guardia con i bambini sotto 2 anni

Il fatto che molti di questi prodotti oltre a essere venduti in farmacia vengano venduti in normali negozi per la cura della persona genera, in qualche modo, un abbassamento della guardia, perché vengono visti come prodotti perlopiù innocui. “Eppure innocui non sono – spiega Francesco Castelli, docente di Malattie infettive all’Università di Brescia – Qualsiasi prodotto, una volta applicato sulla cute, è soggetto a un seppur modesto assorbimento transcutaneo, che risulta maggiore nei bambini piccoli, ai quali bisogna prestare particolare attenzione. E questo vale anche per i repellenti anti-zanzare“.

Durata d’azione ed efficacia

In linea generale bisogna usare il prodotto in base alla sua durata di azione, e riapplicarlo solo quando necessario. “E’ fondamentale aderire al foglietto illustrativo che accompagna il prodotto nella sua confezione: ogni repellente ha specifici principi attivi, e le modalità di applicazione variano in base alle concentrazioni di questi ultimi e in base all’età del soggetto”.

Sconsigliato l’uso fino ai due anni di età

Quanto ai bambini piccoli, fino ai due anni è sconsigliato l’utilizzo di qualsiasi repellente per le zanzare e si raccomanda l’impiego esclusivamente di barriere cosiddette “meccaniche” (zanzariere e vestiario). “Dopo i due anni, in caso di necessità, è possibile fare uso di prodotti repellenti ma è necessario che siano prodotti appositi per i bambini, con concentrazioni di principio attivo inferiori. E anche il numero di applicazioni giornaliere deve essere ridotto rispetto a quello di un adulto”, precisa l’esperto.

Leggere bene l’etichetta

Il consiglio, per capire cosa ci stiamo spalmando sulla pelle, è leggere bene l’etichetta per capire cosa c’è dentro il prodotto: in un repellente indicato in etichetta come “naturale” potrebbe infatti nascondersi la presenza di sostanze chimiche come il Deet (dietiltoluamide) o l’icaridina, composti di cui, anche se risultano perlopiù ben tollerati, è bene avere consapevolezza. “Inoltre bisogna sempre seguire le istruzioni relativamente alle quantità e al numero massimo di applicazioni al giorno. Indicazioni che non vanno mai trascurate, soprattutto se il prodotto va applicato sui bambini”, sottolinea Castelli.

Occhio alle irritazioni locali (ma non solo)

Gli effetti collaterali che possono eventualmente insorgere in seguito all’utilizzo dei prodotti anti-zanzare sono dovuti  soprattutto alla presenza del Deet e dell’icaridina, contenute nella maggior parte dei repellenti. “Il Deet risulta meno tollerato dell’icaridina. Per questo i nuovi repellenti sono a base di icaridina, meglio tollerata soprattutto dai bambini piccoli. L’effetto collaterale più frequentemente rilevato sono le irritazioni cutanee locali dovute al contatto col prodotto. Importante: soprattutto nei bambini piccoli, lattanti e minori di due anni, sono stati segnalate encefaliti (effetti tossici a carico del sistema nervoso centrale) in seguito all’impiego del Deet. Non dimentichiamo mai di chiedere consiglio al pediatra prima di utilizzare un qualsiasi prodotto sulla pelle dei nostri bambini, poiché l’assorbimento transcutaneo nei piccoli è maggiore”.

INDICE articoli sul tema “Zanzare e Insetticidi”

Gli insetticidi sono velenosi!

Per le zanzare è una “questione di sangue”

Gli elettroemanatori contro le zanzare possono far male alla salute (non solo delle zanzare)

Repellenti anti-zanzare: attenzione agli effetti collaterali

Creme e spray anti-zanzare: gli errori da non commettere

Zanzare: miti da sfatare, consigli e curiosità

Enormi esplosioni a Beirut, almeno 73 morti | «Lontani anni luce da immunità di gregge» | Scuola, pubblicate linee guida da 0 a 6 anni

5 ore 51 min fa

Corriere della Sera: «Lontani anni luce da immunità di gregge» I numeri del contagio | Risalgono i ricoverati;

Il Giornale: Libano, l’inferno di Beirut. Un incendio o un attentato? | Esplosioni causate da nitrato di sodio esplosivo? Attentato non escluso. L’esperto: “A rischio stabilità del paese”;

Il Mattino: Covid Center in Campania, indagata dirigente | Ufficio Gabinetto di De Luca;

Il Messaggero: Treni, più passeggeri ma bagagli piccoli: ecco le nuove regole;

llsole24ore: Inaugurato il nuovo ponte San Giorgio, si farà o no la Gronda di Genova?;

Il Fatto Quotidiano: Autostrade, i soci di Atlantia vogliono uscire guadagnandoci. E propongono di vendere al miglior offerente: “Cdp? Partecipi alla gara”;

La Repubblica: Scuola, pubblicate linee guida da 0 a 6 anni. Mascherina non obbligatoria per i bambini;

Leggo: Virus, focolaio con 97 casi positivi in azienda agricola;

Tgcom24: Migranti, dal 10 agosto riprendono i rimpatri con la Tunisia: 80 a settimana;

Cacciatori di zanzare (Video completo)

Mar, 08/04/2020 - 17:00

L’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con Eni, sta studiando i virus trasmissibili dalle zanzare nella Repubblica Democratica del Congo. Un nome su tutti: “chikungunya“.
Questi studi sulla biologia degli insetti sono fondamentali per riuscire a prevenire eventuali epidemie.
Si è svolta la prima missione dove sono stati raccolti alcuni insetti che ora verranno analizzati.
Interviste a Giovanni Rezza, Direttore Dipartimento Malattie Infettive ISS, Claudia Fortuna, Virologa Dipartimento Malattie Infettive ISS, Francesco Saverini, Entomologo Dipartimento Malattie Infettive ISS.

flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_337"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/337/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/337/output/Cacciatori_di_zanzare_Master.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/337/Cacciatori_di_zanzare_Master.mp4' } ] } })

Clicca qui per vedere il trailer del video

Mamma in Blu: mascherine per terra in città (VIDEO)

Mar, 08/04/2020 - 15:00

La sfida di oggi di Alessia, la nostra Mamma in Blu: quante mascherine pensi sia possibile trovare per terra nelle nostre città d’Italia in una sola ora (o poco più)?

Spoiler: non solo mascherine, ma anche monouso, calzini…

Fonte: People For Planet

Leggi anche:
Estate 2020: ecco quali sono le spiagge più belle e più pulite d’Italia
I 7 alimenti che non possono mancare sulla nostra tavola in Estate
Vacanze italiane: la guida per viaggi in sicurezza a due passi da casa

7 segreti per far fiorire la tua orchidea tutto l’anno

Mar, 08/04/2020 - 11:00

Dal canale YouTube Lo so tutto quello che devi sapere sulle orchidee.

Un fiore spesso non facilissimo ma che può regalarci moltio se sappiamo come prendercene cura! Dall’esposizione, all’annaffiatura, quali sono i principali problemi… insomma una guida completa dedicata anche ai meno esperti!

Fonte: Lo so

Leggi anche:
La “bufala” mondiale delle piante da interni che purificano l’aria
Pollice nero? Ecco 7 piante facili per la casa
2020 anno internazionale della salute delle piante

“Non spararmi, agente. Per favore, amico”: il video esclusivo del fermo di George Floyd prima dell’uccisione

Mar, 08/04/2020 - 10:00

Il quotidiano inglese Daily Mail, pubblica in esclusiva le immagini riprese dalle webcam poste sulla divisa di due poliziotti, Thomas Lane, e Alex Kueng, presenti durante il fermo e l’uccisione del 46 enne George Floyd, lo scorso 25 maggio, a Minneapolis, sotto il ginocchio dell’agente Derek Chauvin.

Il video mostra un signor Floyd terrorizzato di fronte agli agenti che gli puntano direttamente la pistola in faccia, già durante il fermo: “Non spararmi, agente. Per favore, amico”. Una violenza automatica, sistemica.

Il video integrale a questo link:

https://www.dailymail.co.uk/news/article-8576371/Police-bodycam-footage-shows-moment-moment-arrest-George-Floyd-time.html#v-4049160131241488932

Salute: meglio il mare o la montagna?

Mar, 08/04/2020 - 09:00

È meglio scegliere il mare o la montagna? In fatto di salute, cosa ci aiuta di più a rigenerarci? La domanda è fallace, perché naturalmente la prima e più importante motivazione è ciò che amiamo di più, ciò che ci fa stare bene. Detto questo, se amiamo entrambi gli scenari e allo stesso modo anche le diverse tipologie di attività praticabili in quota o in spiaggia, secondo una analisi condotta da Top Doctors, l’ideale – guarda un po’ – sarebbe fare un mix delle due esperienze. Dovendo scegliere, soprattutto se parliamo di bambini: meglio il mare. Ma vediamo nel dettaglio perché.

Al mare, sì alla vitamina D e no ai pollini

Il sole e le onde del mare fanno sicuramente bene a corpo e spirito. Esporsi ai raggi solari – stando molto attenti a rispettare modalità e orari raccomandati (ovvero crema protettiva UVA e UVB 50+, maglietta protettiva e all’ombra tra le 11 e le 16) – permette al nostro organismo di sintetizzare la vitamina D, una sostanza essenziale per la salute delle ossa e della pelle, che favorisce inoltre il miglioramento di alcune funzioni mentali e aiuta a prevenire l’insorgere di malattie autoimmuni. Come tutti sanno, l’aria aperta e la luce rinforzano molto anche il nostro sistema immunitario: mai tanto prezioso come in questo anno infausto. In più, l’acqua del mare ha molteplici effetti positivi per il nostro corpo: contiene infatti diversi minerali e altri composti utili per rafforzare – anch’essi – il sistema immunitario e anche utili a liberare il corpo dalle tossine – oltre che, come tutti abbiamo sperimentato, a guarire tagli e ferite più velocemente.

Un mare di salute…

Un effetto benefico aggiuntivo lo apporta poi l’aria di mare. Ne trae vantaggio il sistema respiratorio, grazie alla presenza di iodio, che fornisce ulteriore sostegno alle difese naturali del nostro corpo, aiuta la salute di bronchi e polmoni, libera il naso fluidificando eventuale muco presente. Infine, il mare è la meta giusta per chi soffre di allergia da pollini – pur considerando che in estate alcune fioriture sono terminate e quindi il problema è meno diffuso. Nelle località di mare, la produzione di pollini è infatti minore, poiché essendo ridotto l’ambiente terrestre, anche la presenza di piante è ridotta, e la brezza marina contribuisce ad allontanare i pollini dalla terraferma e ripulire l’aria.

In montagna: distanziamento sociale naturale, pace, niente allergeni e ottimo sport

Le vacanze in montagna saranno probabilmente scelte da molti, quest’anno, poiché tra cime e vallate, il distanziamento sociale viene naturale. Ma gli aspetti positivi non finiscono qui. Allontanarsi dal cemento e respirare aria pura e non inquinata per alcuni giorni, genera energia positiva: la montagna è amata dalle persone più dinamiche non solo per le molteplici attività da praticare, ma anche perché la rarefazione dell’aria permette un maggior apporto di ossigeno ai muscoli che si traduce in migliori performance sportive. L’aria fresca aiuta poi chi soffre di problemi respiratori – anche se, per questi soggetti, è consigliabile evitare località sopra i 2500 metri di quota e, in generale, è preferibile salire di altitudine con gradualità, passando prima qualche giorno a quote intermedie per acclimatarsi.

Il paradiso degli asmatici

Tornando in tema di allergie, la montagna è perfetta per chi ne soffre poiché molti allergeni al di sopra di una certa altitudine non sopravvivono. Questo vale ad esempio per le muffe e gli acari, questi ultimi tra le principali cause degli attacchi d’asma: necessitano di umidità per prosperare e non sono compatibili con il clima secco della montagna, in particolare oltre i 1500 metri.

Cosa scegliere per i bambini?

“Nel caso di soggetti con patologie respiratorie, è bene fare dei distinguo a seconda dell’età del paziente e della presenza o meno di allergeni, e soprattutto quali”, spiega Simone Bianconi, pneumologo. Per il bambino con allergie respiratorie un mix mare e montagna sarebbe l’optimum ma, dovendo scegliere, non andrebbe assolutamente privato dell’ambiente marino per tanti motivi: assenza di pollini, fluidificazione delle alte vie aeree grazie all’acqua ricca di sale, effetto dello iodio sulla crescita, effetto del sole sulla vitamina D fondamentale per la crescita ossea, effetti benefici dell’acqua e del nuoto sulla muscolatura respiratoria”.

Al mare un occhio in più alla pulizia

“Chi ha allergia agli acari dovrà in generale fare attenzione alle case di vacanza, che essendo chiuse per la maggior parte dell’anno possono favorire accumulo di acari nelle camere da letto. In montagna, però, l’allergico agli acari trova un ambiente migliore per l’assenza della crescita dell’acaro legata l’altitudine mentre chi soffre di allergie alle graminacee potrà avere problemi estivi legati alla falciatura dei prati per il fieno”, continua Bianconi. 

Cosa scegliere per i nonni?

Il paziente anziano con bpco troverà un ambiente migliore in montagna, “ma non oltre i 1000 metri sul livello del mare – spiega l’esperto – per l’assenza dell’umidità e la presenza di aria fresca e non viziata dai climatizzatori. Questo stimolerà il moto con benefici enormi. Infine, in tempi di covid-19, naturalmente in montagna è più facile assicurare il famigerato distanziamento” conclude l’esperto, per una categoria che resta quella a maggior rischio complicazioni.

Leggi anche:

Solventi per smalto: i migliori per salute e ambiente

Capraia regina delle microplastiche. Nel Tirreno è boom

Calcolata la velocità della morte: due millimetri l’ora

Mar, 08/04/2020 - 08:00

Misurata la velocità della morte: un gruppo di studiosi della Stanford University (California, Stati Uniti) ha calcolato che la morte di una cellula ha una velocità precisa: trenta millesimi di millimetro al minuto, ovvero due millimetri all’ora. La scoperta, spiegano gli autori dello studio, sebbene possa apparire bizzarra potrebbe invece avere in futuro importanti implicazioni per la cura di malattie come il cancro e l’Alzheimer.

Lo studio
I ricercatori si sono concentrati sullo studio delle uova di rana della specie Xenopus laevis che, per tenere sotto controllo il numero di cellule e contribuire a un sano sviluppo dell’organismo, vanno incontro a morte programmata (processo noto in linguaggio scientifico con il termine di apoptosi). I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Science.

La morte programmata delle cellule
La morte programmata delle cellule, detta anche apoptosi cellulare, è un processo che avviene in modo ordinato ed è importante per il corretto sviluppo dell’organismo. A volte, però, i meccanismi cellulari possono andare incontro a malfunzionamenti, inducendo l’eliminazione di cellule che dovrebbero continuare a vivere e, al contrario, mantenendo in vita cellule che sarebbero destinate alla morte. Per questo, spiegano gli autori dello studio, tanto più sono conosciuti i processi di morte cellulare, tanto più si possono studiare modalità per intervenire nei processi stessi.

Cose incredibili per cancro e Alzheimer?

Come hanno spiegato i due autori dello studio Xianrui Cheng e James Ferrell al The Guardian, “se conosciamo la velocità con cui le cellule muoiono, o più precisamente il modo in cui muoiono, possiamo fare cose incredibili per malattie come il cancro o l’Alzheimer. Ad esempio, curare il cancro incoraggiando cellule cancerose ad autodistruggersi, oppure fermare la degenerazione cellulare nei pazienti a rischio Alzheimer”.

 

Ecco come si tornerà a scuola | Migranti, Conte si allinea a Di Maio: «Basta irregolari» | Covid: positivi 6 volte più di quelli registrati

Mar, 08/04/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Orari, aule, bagni, intervallo: ecco come si tornerà a scuola;

Il Giornale: Lo schiaffo di Trump a Angela. Così sposta i soldati in Europa | Per decenni l’Ue è stata il centro della politica Usa grazie alle basi militari. Ma oggi gli equilibri sono pronti a cambiare;

Il Manifesto: Migranti, Conte si allinea a Di Maio: «Basta irregolari»;

Il Mattino: L’Italia spaccata. Vita più corta e malattie: il divario che umilia il Sud;

Il Messaggero: Virus, sorpresa dai test sierologici: positivi 6 volte più di quelli registrati;

llsole24ore: Sindacati, dati shock sul lavoro: «A rischio fino a 850mila posti» – Dl Agosto: nuova cassa integrazione e sconti sui contributi – Perché mantenere il divieto di licenziamento danneggia anche i lavoratori;

Il Fatto Quotidiano: Ponte di Genova, Conte: “Italia sa rialzarsi”. Mattarella incontra i familiari delle vittime: “Responsabilità hanno un nome e cognome”;

La Repubblica: Salvini fa dietrofront sulle mascherine: “Sì nei luoghi chiusi, usate la testa”;

Leggo: Mamma e figlio di 4 anni scompaiono dopo un incidente in autostrada: ricerche in corso;

Tgcom24: Dispersi su un’isola del Pacifico, si salvano grazie a un SOS scritto sulla sabbia;

Consigli utili per salvare un animale in difficoltà

Lun, 08/03/2020 - 17:00

Torniamo al Giardino delle Capinere di Ferrara per chiedere a Lorenzo Borghi, Responsabile Lipu sezione Ferrara, alcuni consigli su come comportarsi in caso si trovi un animale selvatico ferito e in difficoltà.

flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_324"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/324/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/324/output/Lipu-ferrara-consigli-uccelli-ok.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/324/Lipu-ferrara-consigli-uccelli-ok.mp4' } ] } })

Ricetta del cocktail naturista contro droghe e alcol estivi (VIDEO)

Lun, 08/03/2020 - 16:00

Il grande cocktail analcolico che che prende il nome di “Il Mozambico fa bene” sta impazzando nei posti più “in” della costa! Un cocktail salutare, lungimirante e tonificante! Per una percezione della vita terrena superiore alla media! Ecco cosa serve:

  • 1 limone;
  • 1 peperoncino rosso (il più tosto che trovate!!);
  • zenzero;
  • 1 bottiglia di Coca biologica;
  • Ghiaccio;
  • Shaker.
Fonte: Il Teatro fa bene

Leggi anche:
Il Teatro come strumento di informazione sanitaria (in Mozambico)
Limone: si può mangiare la buccia?
Arriva la grappa igienizzante spray

Niente distanziamento su treni e mezzi pubblici in Lombardia, Piemonte e Liguria.

Lun, 08/03/2020 - 14:59

Non sono bastati l’ordinanza di sabato del ministro della Salute Roberto Speranza e l’allarme, arrivato un giorno prima, del Comitato tecnico scientifico: le regioni Lombardia, Piemonte e Liguria, tutte e 3 amministrate dal centrodestra, confermano le proprie ordinanze e quindi in queste regioni continua a rimanere possibile l’utilizzo di tutti i posti a sedere nel trasporto pubblico locale e l’intasamento nelle carrozze, nonostante la curva del contagio risulti in crescendo negli ultimi giorni.

Stamattina, a Radio Popolare, l’assessore comunale ai trasporti di Milano Granelli ha detto che nella città si mantengono le regole di distanziamento indicate da Governo e Comitato Tecnico Scientifico per ridurre la diffusione del contagio, prontamente smentito da telefonate di ascoltatori che testimoniavano di metropolitane e mezzi di superficie intasati e senza nessun controllo.

La situazione si presenta particolarmente grave e allarmante anche in considerazione del periodo che tradizionalmente è destinato ai viaggi per le vacanze verso le località di villeggiatura.

Una ulteriore conferma che da parte di alcune amministrazioni si antepongono gli interessi economici a quelli della salute pubblica.

Leggi anche:
Quelli che: di Covid non è mai morto nessuno!
Covid 19. Via le distanze sui treni: ma siete matti o cosa?
Lombardia, Commissione d’inchiesta ferma, manca il presidente: “Molto da nascondere”

Evasione fiscale e apertura dei conti correnti: c’è qualcosa che mi sfugge.

Lun, 08/03/2020 - 12:00

Chissà se questa volta i “tecnici” diranno la verità al presidente Conte. Perché se davvero si vuole fare la lotta alla “grande evasione fiscale”, così come dichiarato dal governo, allora togliamoci la maschera e diciamo una volta per tutte dove si trovano i grandi patrimoni delle categorie “protette” tra cui, così come denunciato nel libro Io vi accuso (Chiarelettere), ci sono anche i rappresentanti del clero e la potente lobby dei commercianti cinesi. E soprattutto, senza filtri, chiariamo chi sono i complici! L’evasione fiscale sta nelle banche (anche) italiane ma non si vede.

Caro presidente Conte, chieda quindi ai suoi preparatissimi tecnici come fa una banca a coprire la grande evasione fiscale delle categorie “protette”? Offrendo un servizio chiamato «società fiduciaria», anche conosciuto come “intestazione fiduciaria”. Che cosa sono di preciso? Sono delle società, appunto, che ogni gruppo bancario ha al suo interno, che garantiscono l’anonimato nei confronti di terzi e quindi anche del fisco. Tu cliente puoi cedere il patrimonio e scomparire facendo perdere le tracce. Un conto «fantasma» intestato alla fiduciaria con un numero segreto inaccessibile a tutti.

Oppure chieda come mai nessun “tecnico”  accenni mai alla grave incongruenza di eliminare il contante senza imporre, pero’, per legge il diritto di chiunque a disporre di un semplice conto corrente bancario, anche se solo su “basi attive”, cioe’ operando solo su proprie disponibilità e senza chiedere un euro di finanziamento?

Mi spiego meglio.

Sappiamo tutti che per combattere la nano-evasione fiscale (e non la grande evasione) ed imporre un maggior controllo sulla possibilita’ di riciclare danaro sporco, si e’ deciso di eliminare l’uso del contante. Dal gennaio 2020 Il nuovo limite per il pagamento in contanti è, infatti, di 2.000 euro, destinata a scendere a 1.000 euro da gennaio 2022.

Senza entrare nel merito della disposizione, noi tutti sappiamo che il contribuente italiano paga le tasse bestemmiando lo Stato; non ha coscienza di esercitare, pagando, una vera e propria funzione sovrana. E’ convinto che l’imposta gli sia imposta.

Talvolta pero’ si trova davvero nella impossibilita’ di pagare le tasse. E non per mancanza di denaro.

Perché c’è una  illogicità di fondo che occorre sistemare.

Come sappiamo, le banche possono negare l’apertura del conto corrente a “loro insindacabile giudizio” (senza dover neppure motivare).

Negli ultimi tempi pero’ si sta verificando un fatto davvero strano: gli istituti di credito rifiutano l’accensione del conto a coloro che presentano qualsiasi tipo di “segnalazione” nelle banche dati creditizie (Centrale Rischi, Crif, Experian, ecc).

Premesso che, così come prescritto dalle disposizioni di Bankitalia, al fine di valutare eventuali rischi di solvibilità e la moralità commerciale connessa alla gestione del rischio, la richiesta di informazioni creditizie alle banche dati può essere fatta solo se il potenziale correntista avanza, contestualmente alla istanza di accensione di conto corrente, anche una domanda di finanziamento che deve formalizzare apponendo una firma su apposito modulo che autorizza la banca ad interrogare gli archivi di Centrale Rischi & Co., mi chiedo se ormai è divenuta consuetudine per le banche far firmare (!!!!) questo modello anche quando non si presenta la necessità, cioè anche quando il cittadino vorrebbe semplicemente utilizzare uno strumento (il conto corrente) di servizio per la gestione della finanza ordinaria (pagamento bollette, accredito stupendo o incasso di emolumenti, ecc) senza far correre alcun rischio alla banca visto che utilizzerebbe solo ed esclusivamente proprie disponibilità.

Se così fosse saremmo di fronte ad un comportamento illecito. Giusto?

Dall’altro lato, ecco il paradosso che gli esperti tecnici dei ministeri non hanno ancora metabolizzato, i titolari di Partita Iva sono obbligati a pagare le tasse (anche se solo di 100 euro) tramite modello F24 solo ed esclusivamente con addebito su c/c.

E allora? Oggi chi ha debiti con lo Stato cosa deve fare?

Fate presto. Bisogna agire non nella testa ma nella pancia dell’italiano medio, li dove il Big Bang sta per scoppiare.

Leggi anche:
Vuoi soldi in prestito dalle banche? Chiediti prima a che fine
Anche nascondere i soldi sotto al materasso comporta dei rischi
Evasione fiscale: per combatterla sono necessari alcuni “distinguo”?

Antiparassitario per cani 100% naturale fai da te

Lun, 08/03/2020 - 10:00

Dal canale YouTube Fatto in Casa da Benedetta ecco la ricetta e il procedimento per fare un antiparassitario per cani in modo 100% naturale a base di Olio di Neem. Cosa serve:

  • 15g di olio di Neem;
  • 10g di olio di Mandorle dolci;
  • 10 gocce di olio essenziale di Citronella (in alternativa lavanda);
  • 10 gocce di olio essenziale di Chiodi di Garofano (in alternativa Tea Tree).

Con un contagocce distribuirlo lungo tutta la schiena del cane con una frequenza di 7/10 giorni, massaggiare poi cute e pelliccia.

Fonte: Fatto in Casa da Benedetta

Leggi anche:
Oli essenziali per lo stress e il relax
Dalla nascita allo svezzamento: cosa sapere sui cuccioli di cane
Il mio cane può diventare vegetariano? E il mio gatto?

Se uno spot Nike è meglio di qualunque politico abbiamo un problema

Lun, 08/03/2020 - 08:45

Nike rientra tra le 83 aziende straniere e cinesi che avrebbero «beneficiato direttamente o indirettamente dell’uso di lavoratori uiguri al di fuori dello Xinjiang attraverso programmi di trasferimento del lavoro potenzialmente abusivi fino al 2019», riferisce il report (questo) di un think thank australiano. Ciò non impedisce all’azienda di sfornare spot straordinari, come l’ultimo, il cui motto è “You can’t stop sport. Because you can’t stop us”. Un capolavoro di video editing in cui compaiono, tra gli altri, stelle internazionali dello sport come Megan Rapinoe, Serena Williams, Lebron James, Naomi Osaka, Cristiano Ronaldo e Leo Baker.

Un capolavoro di storytelling motivazionale, un concentrato di speranza e progressismo che nessuna campagna elettorale ha finora trasmesso, nessun politico ha ancora pronunciato. Se però a dare coraggio e speranza alle persone è un’azienda come Nike, invece che la politica, Houston, abbiamo un problema.


Fairbnb, l’alternativa etica ad Airbnb

Lun, 08/03/2020 - 08:00

Se dovessimo descrivere in poche parole Fairbnb, basterebbe dire che si pone come un’opzione più sostenibile rispetto a piattaforme come Airbnb, che offrono un servizio simile per i viaggiatori alla ricerca di una sistemazione temporanea. La differenza che salta immediatamente all’occhio è che, in questo caso e secondo le promesse, al territorio rimangono metà dei profitti.

Resta però una questione aperta: la sharing economy porta indubbi vantaggi ma a volte sa anche mietere vittime: gli alberghi lamentano di essere stati colpiti duramente da questi nuovi competitor che si muovono su un terreno normativo più agevole. Di sicuro al cliente non dispiace questa nuova forma di ospitalità.

Fairbnb.coop nasce nel 2016. Tre anni fa era un movimento con l’obiettivo di creare un’alternativa alle piattaforme di home sharing esistenti che fosse equa.

Le città di partenza sono state Venezia, Amsterdam e Bologna, poi hanno iniziato ad aderire altri gruppi da tutta Europa che hanno contribuito a sviluppare il modello finale che ad oggi è in fase di attuazione.

Alla fine dello scorso anno è stata creata una cooperativa che agisse da entità legale di supporto al progetto, un’organizzazione aperta in cui si pensa di accogliere altri aderenti.

Fairbnb.coop si definisce come “una comunità di cittadini attivi, ricercatori e persone provenienti dalle più varie esperienze professionali che mirano a riportare la parola share (condivisione) nella sharing economy”.

L’idea alla base è che la comunità ospitante va posta al centro e che vanno privilegiate le persone prima che il profitto. Allo stesso tempo, l’offerta ai turisti è di esperienze di viaggio autentiche e sostenibili, con ricadute positive a livello sociale.

Secondo il progetto, metà dei ricavi vanno investiti in progetti di sostenibilità locali che mirano a contrastare gli effetti negativi del turismo. Se i profitti restano il più possibile all’interno delle comunità e dei territori la piattaforma si pone anche come mezzo di supporto e miglioramento attraverso iniziative che spaziano dal social housing ai giardini comunitari.

Quel “fair” che compare nel nome della piattaforma è frutto di più fattori, tra cui l’intenzione di condividere, con la massima trasparenza, i propri dati con le amministrazioni locali perché possano analizzare il reale impatto del turismo; inoltre, si applica la regola “1 casa – 1 host” per evitare l’ingresso di multi-proprietari nella piattaforma e poter identificare un tipo di host sostenibile con il mercato immobiliare per i residenti. Fin qui nessuna obiezione. Ma le anche idee tanto sostenibili possono avere ripercussioni.

Abbiamo già affrontato il problema di come la sharing economy e la sua degenerazione, soprattutto in città d’arte e mete turistiche, abbia portato ad una trasformazione sregolata del patrimonio immobiliare e della sua destinazione d’uso, sottratto ai residenti a favore del turista mordi e fuggi. Venezia è l’esempio più citato: l’overtourism sta soffocando la città e la maggior parte degli annunci immobiliari  sono ormai transitori e per non residenti. Conviene affittare per periodi brevi, con ricavi anche fino a mille euro alla settimana, piuttosto che ai residenti. Nel caso di Venezia abbiamo documentato il paradosso per cui mancano alloggi di edilizia residenziale pubblica per i veneziani, case che in realtà esisterebbero ma restano sfitte e non recuperate né recuperabili per anni: i residenti che vogliono riappropriarsi della propria città non trovano spazi e si ritrovano “costretti” a occupare quelle case sfitte, a rimetterle in sesto a proprie spese, nell’illegalità di fatto, ma ripopolando giorno dopo giorno un territorio privato dell’autenticità che soltanto un residente sa conferire. Tutto questo mentre le strade sono invase selvaggiamente da turisti per lo più ignari della situazione, che alloggiano in appartamenti affittati a caro prezzo o edifici interi anche di pregio trasformati in hotel di lusso.

Ma il problema è molto più ampio. Parallelamente all’affermarsi di Airbnb e simili c’è una categoria particolare che si è sentita minacciata e lamenta la carenza di regole ferree applicate agli host. Gli albergatori si sentono minacciati. L’associazione che li rappresenta, Federalberghi, ha denunciato più volte, l’ultima proprio recentemente, il fenomeno: si moltiplicano gli alloggi su Airbnb così come le attività extralberghiere, con un conseguente aumento di servizi fai-da-te che producono una concorrenza sleale senza precedenti. Un far west, in cui gli annunci online non sono affatto una forma integrativa del reddito ma una vera attività, spesso con soggetti che gestiscono più alloggi, peraltro messi a disposizione ben oltre i sei mesi all’anno fissati come regola.  I dati confermano i timori: si registra un notevole calo di presenze e di fatturato per gli hotel. Solo a Roma, nel 2018 i numeri parlano di un -7,3% dei ricavi rispetto al 2017 nonostante l’aumento del prezzo delle stanze. Airbnb ha replicato più volte alle accuse, intanto varie città nel mondo sono corse ai ripari. A Barcellona  si possono affittare al massimo due stanze per appartamento, per non oltre 4 mesi all’anno e a patto che il proprietario vi risieda. Stessa regola della residenza del proprietario anche a New York, non è possibile affittare appartamenti interi. A Parigi si può affittare non oltre i 120 giorni all’anno, i proprietari devono iscriversi in un registro pubblico e l’amministrazione comunale ha dichiarato di voler vietare l’affitto nei primi quattro arrondissement per evitare uno spopolamento ulteriore del centro cittadino.

Fonte foto: https://fairbnb.coop/it/

Roma: “spazzatura ritirata anche dopo 15 giorni” | 1 italiano su 4 senza mascherina | Focolaio su crociera in Norvegia

Lun, 08/03/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Nel decreto di agosto spunta il bonus per i pagamenti con il Pos fino alla fine dell’anno;

Il Giornale:Vermi, topi e cinghiali in casa così la Raggi ci copre di rifiuti” La spazzatura ritirata anche dopo 15 giorni. Lo sfogo di una residente: “Mia figlia rincorsa da un maiale selvatico“;

Il Manifesto: L’esercito dei negazionisti si assembra a Berlino;

Il Mattino: Più di un italiano su 4 non indossa mascherina;

Il Messaggero: Coronavirus, focolaio su nave da crociera in Norvegia: 40 positivi, ma 178 sono già sbarcati;

llsole24ore: Genova, tra i dimenticati del ponte Morandi: «Dalla tragedia non è cambiato nulla» – Pregi e difetti del nuovo Ponte di Genova;

Il Fatto Quotidiano: Caos treni dopo ripristino del distanziamento. Italo taglia 8mila biglietti e attacca Speranza. Trenitalia: “Cerchiamo di garantire i viaggi”;

La Repubblica: SpaceX Dragon è rientrata: i due astronauti sono tornati sulla Terra dopo una missione sulla Iss. Un successo per Elon Musk ;

Leggo: Case scoperchiate, volano i tetti: alberi sradicati, maltempo da incubo. Colpa del downburst. COS’E’ Meteo, caldo con ore contate: previsioni;

Tgcom24: Obbligo di mascherina fino a ferragosto: ma già si pensa a nuova proroga;