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Aggiornato: 2 ore 5 min fa

Imparare ad orientarsi

2 ore 11 min fa

Come si legge dal canale YouTube Edizioni AtlasDove sei? E dove stai andando? Non sempre è facile rispondere a queste domande, ma la geografia viene in nostro soccorso fornendoci le basi dell’orientamento“.

Edizioni Atlas

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È la paura di parlare in pubblico: cos’è la glossofobia e come si combatte

4 ore 11 min fa

Tra le 13 paure che tengono sveglie le persone di notte la fobia di parlare in pubblico – tecnicamente definita glossofobia – è la terza più comune. Il dato arriva da uno studio dell’organizzazione YouGov UK e mette in evidenza come questa paura, di cui si racconta soffrissero personaggi famosi come Barbra Streisand, Adele e Luciano Pavarotti, sia tutt’altro che rara e anzi piuttosto democratica, interessando circa 1 persona su 4.

Sudorazione e crampi, come in un attacco di panico

I sintomi ricordano quelli di un attacco di panico: aumento della frequenza cardiaca, sudorazione eccessiva, affanno, crampi alla pancia, giramento di testa, vomito e, in alcuni casi, anche svenimento.

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Ecco come imparare a gestire la glossofobia

La buona notizia è che possiamo imparare a gestire la paura di parlare in pubblico attuando dei piccoli espedienti. A spiegarli è Massimiliano Cavallo, esperto di Public Speaking e autore del libro “Parlare in Pubblico Senza Paura”:

·       Provare il discorso più volte. “Può sembrare una regola banale, ma alla fine è anche la più disattesa”, sottolinea l’esperto. “Non basta leggere e rileggere le slide – precisa – ma è necessario provare il discorso nella stessa modalità che si userà poi realmente. Quindi, se l’intervento lo richiede, bisogna alzare la voce o abbassarla come se si avesse di fronte il pubblico”.

·       Prendere familiarità con il luogo in cui avverrà il discorso, magari andando a visitarlo in anticipo di qualche giorno.

·       Non leggere il discorso e non impararlo a memoria perché il più delle volte si finisce per sbagliare. “Una delle paure più diffuse è proprio quella di smarrire il filo del discorso, oltre a perdere in naturalezza, ecco perché non va imparato a memoria. Il discorso non va letto perché focalizzeremmo lo sguardo sul foglio anziché sul nostro pubblico. Se usi le slide scrivi poco testo; se parlerai a braccio, schematizza il tuo intervento in poche parole e appunti”, dice l’esperto.

·       Guardare la platea negli occhi. “Mai guardare nel vuoto o fissare le slide”, sottolinea Cavallo. “Bisogna cercare di guardare le persone negli occhi e, se l’aula è grande, guardarla a blocchi di persone”, aggiunge.

·       Alzare leggermente il volume della voce. “So che è difficile per chi ha paura di parlare in pubblico – sottolinea l’esperto – ma posso garantire che funziona. Se infatti la voce è più alta del solito, il cervello trasmetterà più sicurezza. Inoltre, con un volume di voce più alto sarà difficile sentire la voce che trema”.

“Perché le ragazze vanno al bagno in due?”

Ven, 01/15/2021 - 17:00

“Perché voi ragazze andate sempre in bagno in due?”, ci avete chiesto in tantissimi, in più di una fase della vita. E, per quanto abbiamo provato a spiegarvelo, no: non vi è ancora chiaro.

Se un uomo si alza da tavola a una cena, l’amico non dice “vengo anch’io”. Il bagno è il luogo dell’intimità; e l’intimità noi donne la raggiungiamo con innata naturalezza. Per gli uomini, tendenzialmente, è un processo più complesso. 

Al di là delle declinazioni dei singoli casi – e al netto del rischio insito in ogni generalizzazione – si può dire che noi ci prendiamo tempo e spazio per analizzare e condividere emozioni e sentimenti. Andare a “incipriarci il naso” ci fornisce uno spazio comodo per commentare la serata e la compagnia, oltre a un tempo più dilatato di quanto non serva per un sintetico “Hai visto che bona?”.

Prima di chiederci se queste siano argomentazioni sessiste – e non “sessiste all’incontrario”, come dice qualcuno: il sessismo è tale in entrambe le direzioni – è il caso di citare una lezione ormai divenuta famosa sulla connessione tra mente e corpo, tenuta alla Stanford University dal Direttore del Dipartimento di Psichiatria.

“Una delle cose migliori che un uomo possa fare per il suo benessere e la sua salute è sposarsi con una donna” – ha esordito il Prof.  “Mentre, per una donna, la cosa migliore è coltivare i rapporti con le sue amiche”.
Se con tale apertura ad effetto ha conquistato in breve l’attenzione e il sorriso dei più, ha proseguito rapidamente dimostrando quanto il discorso avesse basi del tutto credibili.

Le donne, infatti, si relazionano tra loro in modo diverso dagli uomini, condividendo profondamente i sentimenti. Tale modalità crea, poi, sistemi di supporto molto utili in caso di stress o di difficili esperienze di vita. 
“Il tempo dell’amica” – ha continuato il relatore – “stimola la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore che contrasta la depressione e contribuisce a determinare un positivo supporto per il benessere e la salute. Gli uomini, al contrario non hanno questo vantaggio, perché nelle loro amicizie quasi sempre limitano la condivisione ad attività concrete o superficiali.”

“L’approccio femminile è più profondo” – ha concluso – “ed è un atteggiamento molto positivo per il benessere e la salute. Trascorrere del tempo con un’amica, per una donna, è utile quanto fare jogging o ginnastica in palestra.

Comunemente si pensa che un’attività fisica apporti concreti benefici nostro corpo. Ma la mancata creazione e mantenimento di positive relazioni con altre persone può essere pericoloso per la salute fisica quanto il fumo”. 

Rivolgendosi alle donne presenti, ha quindi chiosato: “Ogni volta che condividete del tempo con un’amica, datevi una pacca sulla spalla e congratulatevi con voi stesse: avete fatto un’ottima cosa per la vostra salute.”

Alla luce di tale illuminante lezione – oltre alla tentazione di chiedere al Prof. se anche lui, a casa, quando suona il telefono, lo passi alla moglie dicendo “rispondi tu, perché tanto è per te” – la domanda, allora, potremmo farvela noi.

“Ma perché non andate mai in bagno in due?”. Oltre alla paura o del sospetto nei confronti dell’omosessualità – atavica e negli anni 2000 anche abbastanza ridicola, fatevelo dire – non sarà invece paura di andare in profondità?

D’altra parte, ci sarà un motivo se da adolescenti noi ci prendiamo per mano, per andare in bagno, e voi siete nei campi a fare a gara a chi la fa più lontano…

Però poi si cresce, eh. Si cresce.

Immagine di Angela Prati

Come iniziare a osservare il cielo

Ven, 01/15/2021 - 15:00

Come si legge dal canale YouTube Oneira “in questo video faremo un’introduzione all’osservazione della volta celeste, con piccoli trucchi per iniziare ad osservare al meglio il cielo notturno e l’orientamento nelle sue costellazioni“.

Oneira

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“Cucina, pulisci e cura il tuo aspetto”: le assurde linee guida di Seoul alle donne incinte

Ven, 01/15/2021 - 12:00

Prima di partorire, controlla che la tua famiglia abbia carta igienica sufficiente per il periodo in cui non sarai presente in casa. Lascia a tuo marito dei pasti pronti, che sicuramente non è bravo a cucinare. Procurati un cerchietto per fermare i capelli, in modo da non sembrare spettinata. E dopo l’arrivo del bambino, tieni in vista un vestito di una taglia piccola, servirà da motivazione per tornare in forma più velocemente.

Questi alcuni dei consigli diramati online dalle autorità di Seoul e rivolti alle donne in dolce attesa che hanno, ovviamente, suscitato forte interesse da parte delle comunità e Associazioni femministe, ma non solo.

Un vero scivolone da parte di un governo patriarcale che cerca di convincere la popolazione femminile ad avere più figli e così cercare di invertire il tasso di natalità che oggi è tra i più bassi al mondo.

Pubblicate già nel 2019, le linee guida sulla gravidanza, hanno catturato l’attenzione a livello mondiale solo da pochi giorni provocando proteste sui social media. E’ stata avviata anche una petizione online firmata, ad oggi, da quasi 25.000 persone che chiede, oltre alla rimozione delle assurde linee guida, anche le scuse pubbliche da parte dei funzionari, nonché azioni disciplinari contro gli stessi.

In tutta risposta, tramite una mail inviata al New York Times, alcuni responsabili della sanità pubblica coreana avrebbero affermato di sentirsi colpevoli di negligenza per “non aver monitorato e rivisto certi contenuti in modo accurato e completo”, promettendo una revisione del testo e una maggior attenzione ai temi legati alla parità di genere. Nonostante il governo di Seoul abbia cercato di aggiustare il tiro, ormai tra screenshot e copia/incolla i “consigli” continuano a circolare uscendo anche dai confini nazionali grazie al web.

Anche il mondo scientifico si è unito al coro di protesta definendo quest’azione del governo come un’opportunità persa, e come si evince anche dalla dichiarazione riportata sul The New York Times di Kim Jae-yean, presidente dell’Associazione coreana di ostetrici e ginecologi “Penso che sia stato scritto da qualcuno che non ha mai partorito”, aggiungendo che il governo avrebbe dovuto fornire consigli pratici su questioni come l’allattamento al seno.

Covid-19, nuovo Dpcm: posso invitare amici a cena?

Ven, 01/15/2021 - 10:30

Non è ancora formalizzato ma sono state confermati gran parte dei dubbi che preoccupano gli italiani e che riguardano il prossimo futuro: possiamo spostarci? Che colore saremo? Potrò ancora bere un bicchiere di vino allìaperto con gli amici. Tutte queste risposte le trovate qui.

Per quanto riguarda la possibilità di aprire casa propria ad amici e parenti, è possibile farlo se non sono più di due persone, eventualmente con bambini al di sotto dei 14 anni o con disabili a carico, e una sola volta al giorno. Allo stesso modo, noi possiamo andare ospiti con le stesse condizioni. Come già detto, fino al 15 febbraio non si può uscire dalla propria regione, neppure se gialla.

Come sarà tornare al museo

I musei riapriranno esclusivamente nelle zone gialle e le eventuali bianche ma mai nei week end e con un meccanismo di prenotazione che permetterà il massimo distanziamento. Saranno aperte solo le esposizioni permanenti, nessuna mostra sarà aperta. Cinema e teatri restano chiusi ovunque.

Posso raggiungere il fidanzato?

Se non si può sconfinare in altra regione neppure per far visita ai parenti più stretti (eccezion fatta per familiari è in condizioni di necessità, soli e non autosufficienti), è invece ammesso il ricongiungimento con il partner, previsto tra le cause di necessità da giustificare con autocertificazione. Le coppie potranno però ritrovarsi nell’abitazione che normalmente condividono e non, ad esempio, in una seconda casa fuori regione. Così come è sempre consentito il ritorno al proprio comune di residenza, domicilio o abitazione.

Covid-19, nuovo Dpcm: basta asporto dai bar e divieto di spostamento tra Regioni anche gialle fino al 15/2

Scienza: animali cooperativi, altruisti e dotati di senso morale

Ven, 01/15/2021 - 08:30

L’elefantessa che difende una giovane femmina, ferita a una zampa, dall’aggressione di un maschio e poi si avvicina alla giovane femmina accarezzandole con la proboscide la zampa dolorante; i ratti che rinunciano al cibo se schiacciando il pulsante dell’erogatore causano una scossa elettrica a un ratto rinchiuso in una gabbia vicina; i ratti che soffrono se vedono un altro ratto provare dolore; i corvi che nutrono un loro simile cieco; le scimmie bonobo che dividono il cibo; le femmine bonobo che rifiutano il cibo più gustoso se le altre hanno ricevuto bocconi meno ricchi.

Il libro L’intelligenza morale degli animali di Marc Bekoff e Jessica Pierce, raccoglie molti esempi di comportamenti solidali in molte specie animali e ipotizza che lupi, scimmie, balene, ratti abbiano addirittura un livello elementare di empatia e senso della giustizia, senso morale quindi. Questo testo offre un panorama di tutte le sperimentazione realizzate per comprendere il ruolo della cooperazione nella selezione naturale.

La concezione corrente, dell’evoluzione della vita, è oggi ancora incentrata sull’idea che la competizione per il cibo e per il sesso sia stata centrale.

Solo negli anni ’80 Lynn Margulis si rese conto che le cellule, e quindi la vita stessa, esistono grazie alla cooperazione tra il nucleo della cellula e i mitocondri, proto organismi capaci di trasformare gli zuccheri in energia.

Lynn Margulis osservò che i mitocondri esistevano già prima della nascita delle cellule. Essi hanno un loro Dna, diverso da quello della cellula e si riproducono con tempi loro.

Quindi la cellula non è, come mi hanno insegnato a scuola, “il più piccolo organismo unitario”, bensì il frutto di una simbiosi; il nostro corpo è formato da miliardi di invisibili cooperative: la Coop sei tu!

A partire da questa constatazione Margulis ha riscritto i fondamenti della teoria dell’evoluzione, dimostrando che nella capacità di adattamento la cooperazione e la simbiosi sono addirittura più determinanti della competizione per il cibo e per il sesso; la vita stessa, nelle sue basi fisiologiche si è evoluta grazie alla capacità di cooperare.

E tutti gli esseri superiori vivono solo grazie alle loro capacità simbiotiche. Il numero dei batteri che vivono nel nostro organismo è maggiore del numero di cellule che formano il nostro corpo.

Senza queste migliaia di miliardi di batteri non potremmo neppure nutrirci perché sono loro a demolire il cibo e a trasformarlo in nutrimento che il nostro possiamo assimilare.

Quando alle superiori contestavo, la mia professoressa di lettere, prima di bocciarmi, mi disse che ero un illuso a sognare un mondo di pace e di fratellanza perché gli animali più simili a noi, gli scimpanzé, sono violenti, autoritari, uccidono i loro simili e addirittura si danno al cannibalismo… E concludeva che la guerra e il dominio sono connaturati con la natura umana quindi impossibili da estirpare.

Ma si sbagliava perché i nostri più vicini parenti sono i bonobo che, dividono equamente il cibo e la cura dei piccoli, invece di fare guerra con altri gruppi di bonobo usano il sesso per aumentare la capacità di collaborazione e sancire alleanze… E sono tutti bisessuali.

E di sicuro sono molto più intelligenti degli scimpanzé: fare sesso e cooperare apre la mente!

Riane Eisler nel libro Il piacere è sacro raccoglie decine di ricerche archeologiche che dimostrano che le prime civiltà umane, che hanno colonizzato le pianure lungo i grandi fiumi del mondo, dal Nilo al Fiume Giallo, tra 9.000 e 3.500 avanti Cristo, vivevano in case di pietre e fango munite di cardini per le porte e camini per il fumo; furono capaci di imprese colossali, cento volte più impegnative della costruzione delle piramidi: milioni di individui collaborarono per millenni riuscendo a bonificare le immense paludi lungo i fiumi, per coltivare le piante che li nutrivano: dovettero scavare centinaia di chilometri di canali, costruirono argini imponenti, svilupparono di tecnologie complesse (tessitura, ceramica, edilizia, selezione delle piante fruttifere, allevamento dei pesci); essi non conoscevano la guerra, non costruivano mura difensive, non avevano un’aristocrazia dominante che abitava in dimore lussuose o veniva sepolta in modo dispendioso. Erano società nelle quali uomini e donne avevano ruoli sociali paritari, l’orgasmo e il ridere erano considerati sacri momenti di comunione con la Dea Madre.

E poi ci sono i neuroni specchio. Ovvero la capacità di empatia della mente è fisiologica: quando vedi una persona sorridere si attiva la parte del tuo cervello che usi quando tu sorridi. E se vedi una persona piangere idem.

Come spiega Laila Craighero in Neuroni specchio un piccolo meraviglioso libro, il nostro cervello si è evoluto fisiologicamente sviluppando la capacità di identificazione fisica con l’altro. La cooperazione è scritta nel nostro Dna!

Dal che discende, tra l’altro, che la capacità di provocare dolore nelle altre persone esiste solo in individui che hanno subito la distruzione del sistema dei neuroni a specchio; ma ancora la nostra cultura non riconosce la mancanza di empatia degli assassini come il frutto di una gravissima e invalidante lesione celebrale.

Dovremmo parlare di più di questo argomento.

Una delle colonne del pensiero reazionario e aggressivo (che spesso si incontra anche tra i progressisti) è la convinzione che l’umanità sia sostanzialmente malvagia, che gli animali agiscano solo per convenienza e che il senso morale sia presente solo negli esseri umani (raramente).

La gentilezza, il senso della giustizia, l’empatia, la pietà, sono bei sentimenti, ma la storia la fanno la competizione per il cibo, il sesso e il potere…

E dobbiamo educare i figli con durezza perché il mondo è crudele. E dobbiamo temere gli immigrati perché vogliono solo prenderci quello che è nostro.

Proviamo a spiegare che la natura sa essere amorevole e senza la simbiosi la vita non esiste… Magari capiscono… In fondo, istintivamente, sono buoni anche loro.

Cambia il mondo! Sorridi a un leghista!

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Foto di luxstorm da Pixabay

Covid-19, nuovo Dpcm: basta asporto dai bar e divieto di spostamento tra Regioni anche gialle fino al 15/2

Ven, 01/15/2021 - 07:30

Il nuovo Dpcm in vigore da domani 16 gennaio e fino al 5 marzo inasprisce le regole di prevenzione della trasmissione da coronavirus. Resta il coprifuoco dalle 22 alle 5, sarà vietato uscire dalla propria regione fino al 15 febbraio, e anche all’interno dei confini regionali ci si potrà spostare verso un domicilio diverso dal proprio solo una volta al giorno e accompagnati al massimo da un’altra persona ed eventuali ragazzi al di sotto dei 14 anni. Apertura dei musei dal lunedì a venerdì, ma solo nelle zone gialle. Divieto di asporto per bar senza cucina e locali dalle 18, per evitare gli assembramenti illegittimi, ma di fatto molto diffusi, che ad oggi si verificano in strade e piazze, appena di fronte ai bar. Per i ristoranti rimane confermata la possibilità di asporto fino alle 22. Tutte le scuole, dunque anche le superiori, riapriranno il 18 gennaio con un minimo del 50% di attività in presenza, e fino a un massimo del 75%. Le Università potranno organizzare piani ad hoc per la didattica in presenza. Dal 15 febbraio, inoltre, ci sarà la possibilità di effettuare concorsi con un massimo di 50 candidati per ogni sessione di prova. Librerie aperte nei weekend. Impianti sciistici fermi almeno fino al 15 febbraio, poi si valuteranno le linee guida del Cts.

Più difficile muoversi

Sarà più difficile l’ingresso nelle regioni arancione, che saranno definite tali con maggiore facilità: succederà con una incidenza del virus superiore a 50 casi per 100mila abitanti, oppure se l’indice di rischio è alto o anche se c’è uno scenario di tipo 2 (rt maggiore di 1) e già con un rischio moderato. In zona arancione rimangono chiusi i musei, mentre saranno fruibili le biblioteche, ma solo su prenotazione.

Non si potranno superare i confini anche se le regioni sono in fascia gialla. Secondo il nuovo provvedimento «fino al 15 febbraio 2021 è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione».

Le zone rosse

Una regione diviene zona rossa in caso di scenario di tipo 3 (rt superiore a 1,25) e indice di rischio almeno moderato. In questo caso è confermata la regola di potersi spostarsi solo all’interno del proprio Comune verso una abitazione diversa dalla propria, e anche qui solo una volta al giorno dalle 5 alle 22, al massimo in due ed eventuali under 14. Ammessi anche gli spostamenti tra i Comuni con meno di 5mila abitanti nel raggio massimo di 30 km.

Lombardia, EmiliaRomagna e Calabria rischiano il rosso

Secondo gli ultimi dati da lunedì 18 gennaio potrebbero essere fascia arancione Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, provincia autonoma di Bolzano, provincia autonoma di Trento, Puglia, Umbria e Veneto. In bilico verso il rosso ci sono invece la Lombardia, l’Emilia-Romagna e la Calabria. Potrebbero rimanere in giallo Toscana, Molise e Campania.

Le zone bianche

Sembrano al momento un miraggio, ma il Dpcm conferma l’istituzione della zona bianca per le Regione che abbiano un’incidenza inferiore a 50 casi per 100 mila abitanti e con un Rt inferiore ad 1.

La verità sull’assalto negli Usa | Egitto, nel nuovo Parlamento 30% sono donne | Svezia è record di vittime

Ven, 01/15/2021 - 06:25

Corriere della Sera:  Conte punta sui «responsabili»: lunedì va alla Camera per il voto di fiducia La giornata. Sì a scostamento di bilancio per 32 miliardi;

Il Giornale: La verità sull’assalto negli Usa la svela il corpo dello sciamano;

Il Manifesto: Il contagio corre, l’Irlanda fa i conti con la riapertura;

Il Mattino: Bozza Dpcm, stop asporto bar alle 18. Anche in zona rossa sì visite ad amici ma solo in due e nel proprio Comune;

Il Messaggero: Egitto, nel nuovo Parlamento 30% sono donne e una giornalista ha aperto la nuova sessione;

Ilsole24ore: Recovery Plan, 5 passaggi-chiave per il via libera dell’Europa;

Il Fatto Quotidiano: La Francia anticipa il coprifuoco alle 18. In Svezia è record di vittime: 351 da mercoledì. Germania, 60% delle morti in ultimi 45 giorni;

La Repubblica: La sfida iraniana al gigante americano. Un elicottero di Teheran sorvola l’Uss Georgia, il sottomarino nucleare mandato da Trump nelle acque del Golfo;

Leggo: I vestiti sono a rischio Covid? Le parole del virologo per vivere al meglio i saldi invernali;

Tgcom24: Whatsapp, Garante per la privacy: “Poco chiara l’informativa agli utenti”;

Ambiente: nuovo record nel 2020 per il riscaldamento degli oceani

Gio, 01/14/2021 - 19:00

E’ stato completato il primo studio sul riscaldamento globale degli oceani con i dati relativi all’anno 2020 elaborato da un team internazionale di scienziati tra cui ricercatori italiani dell’istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e ENEA.

Secondo lo studio dal titolo ‘Upper Ocean Temperatures Hit Record High in 2020’, appena pubblicato sulla rivista internazionale Advances in Atmospheric Sciences, la temperatura media globale dell’oceano nel 2020 è il valore più caldo finora registrato. Ma non è tutto. L’analisi mostra anche che i cinque anni più caldi mai registrati si sono verificati tutti a partire dal 2015. 

I dati del 2020 evidenziano che lo strato dell’oceano tra la superficie e i 2.000 metri di profondità, ha assorbito 20 Zettajoule di calore rispetto all’anno precedente, equivalenti al calore prodotto da 630 miliardi di asciugacapelli in funzione giorno e notte per un anno intero.

Per il ruolo che l’oceano riveste nel modulare il clima della Terra, il contenuto di calore dell’oceano rappresenta il miglior indicatore del fatto che il pianeta si stia riscaldando o meno. Come peraltro affermato pochi giorni fa per l’ambito atmosferico dal servizio europeo Copernicus Climate Change, il 2020 e il 2016 sono i due anni più caldi mai registrati considerando, però, che il 2016 è stato l’anno de El Niño, il fenomeno climatico periodico che determina un forte riscaldamento delle acque oceaniche.

Il 90% del calore del riscaldamento globale finisce negli oceani quindi in realtà il ‘riscaldamento globale’ non è altro che il ‘riscaldamento dell’oceano’ ”, sottolinea Simona Simoncelli dell’INGV di Bologna e co-autrice italiana dello studio insieme a Franco Reseghetti del Centro Ricerche Ambiente Marino S. Teresa dell’ENEA. 

Oceani più caldi influiscono notevolmente sulle condizioni meteorologiche locali, generando tempeste più potenti e favorendo l’innalzamento del livello del mare. I risultati della ricerca rappresentano un ulteriore chiaro dato che indica la necessità di agire al più presto per limitare gli effetti del cambiamento climatico in atto”, aggiunge Simoncelli.

Il valore del riscaldamento determinato in questo lavoro fornisce, inoltre, un quadro anche sul lungo termine. Infatti, è risultato che ciascuno degli ultimi nove decenni è stato più caldo del decennio precedente. Il grafico seguente confronta il valore relativo al 2020 con alcuni decenni precedenti.

Il riscaldamento dell’oceano, per decennio, dagli anni ’40.

Il riscaldamento osservato ha delle conseguenze”, evidenzia il ricercatore ENEA Franco Reseghetti. “Il pianeta Terra sta diventando ogni anno sempre più caldo, questo non è un problema solo del mondo accademico, perché il cambiamento climatico influisce quotidianamente sulle nostre vite e sulla nostra società. La vita di un numero sempre maggiore di persone viene messa in serio pericolo e purtroppo non si sta facendo abbastanza per cercare di limitare gli effetti nefasti del cambiamento climatico globale“.

Pianeta e oceani sempre più caldi determinano effetti sorprendenti e terribili come, ad esempio, gli incendi di vastissime dimensioni scoppiati in Australia, in parti della regione amazzonica e negli Stati Uniti occidentali. Tali fenomeni così estremi sono, purtroppo, destinati a divenire sempre più comuni nel futuro. Inoltre, oceani più caldi portano ad un riscaldamento maggiore dell’atmosfera e un’atmosfera più calda provoca piogge più intense, un numero maggiore di tempeste e uragani, per giunta di maggiore intensità, aumentando anche il rischio di inondazioni.

Ad esempio, nel Nord Atlantico quest’anno si è verificato un numero record di tempeste che hanno colpito il nord America, lo stesso fenomeno si è verificato in Vietnam e l’arcipelago delle isole Fiji è stato recentemente devastato da un uragano di categoria 5 (valore massimo). È quindi tutto il pianeta ad essere interessato dal fenomeno del riscaldamento, non solo qualche area specifica.

Immagine da satellite del ciclone Yasa, 17 Dicembre 2020.

Anche i Paesi dell’area mediterranea sono stati colpiti da importanti incendi estivi (Spagna, Portogallo, Grecia e Italia), e hanno subito danni da trombe d’aria e piogge di intensità estrema nell’anno più caldo mai misurato in Europa.

Secondo i ricercatori “Il mar Mediterraneo non è da meno, anzi: tra tutte le aree analizzate in dettaglio in questa ricerca il Mediterraneo è il bacino che evidenzia il tasso di riscaldamento maggiore negli ultimi anni, confermando peraltro quanto già riscontrato nel Rapporto sullo Stato dell’Oceano del Servizio Marino Europeo Copernicus del 2016 e del 2018, proseguendo un processo iniziato una trentina di anni fa ma con un incremento più elevato rispetto alle altre aree oceaniche”.

Gli scienziati del team hanno potuto portare a termine lo studio, malgrado le difficoltà legate alla pandemia, grazie all’utilizzo di nuove metodologie per l’analisi dei dati di temperatura delle acque marine e vari tipi di sonde che hanno permesso di raggiungere i 2000 m. di profondità. 

I risultati ottenuti sono la riprova che sono in atto effetti globali di ampia portata sull’ambiente e sulla società, pertanto, forte è l’invito ad intervenire per limitare in modo importante le emissioni di gas serra e allo stesso tempo ad adattarsi alle conseguenze ormai inevitabili dell’incessante riscaldamento avvenuto negli ultimi decenni”, concludono i ricercatori.

Oltre alla collaborazione internazionale di altissimo livello, lo studio è frutto di una solida partnership pluriennale tra INGV ed ENEA relativa all’analisi dei dati del monitoraggio della temperatura della colonna d’acqua lungo la linea marittima commerciale “Genova-Palermo” che proseguirà nei prossimi tre anni nell’ambito di un progetto INGV.

Il monitoraggio continuo lungo questa tratta è infatti una componente importante del sistema osservativo globale degli oceani.

Fonte Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV: Lo studio è stato pubblicato sulla rivista internazionale Advances in Atmospheric Sciences  Link: https://link.springer.com/article/10.1007/s00376-021-0447-x%20

Per maggiori informazioni: 

Carrara: i banchi con le rotelle finiscono sui tetti

Gio, 01/14/2021 - 18:16

Banchi nuovi, azzurri e neri, monoposto e con le rotelle, come disposto dal Ministro della Pubblica Istruzione Azzolina per il rispetto delle normative anti Covid-19, accatastati l’uno sull’altro sul tetto della scuola, con dei teli verdi, probabilmente sacchi dell’immondizia.

Succede a Carrara, nel plesso dell’Itis Galileo Galilei in via Campo D’Appio ad Avenza e le immagini hanno preso a circolare dapprima nelle chat dei genitori e poi nei giornali locali, passando per i social.

Perché i banchi sono finiti sul tetto? Interpellata sulla questione dal Tirreno, la dirigente dell’istituto scolastico ha tenuto a precisare che si tratterebbe di una misura momentanea: “siamo in attesa che la Provincia ci trovi nuovi spazi, alcuni dei nuovi banchi sono in palestra ed è qui che i ragazzi fanno lezione. Le normative anti covid sono molto rigide e noi le stiamo seguendo alla lettera. 

Al di là della necessità di distanziamento dettata dall’emergenza sanitaria, i banchi a rotelle, se correttamente utilizzati, veicolano un’idea di scuola diversa, dove la staticità delle lezioni frontali viene superata da un’idea fluida della trasmissione della conoscenza e dello stare insieme. Come riportato dal sito orizzontescuola.it, con i banchi a rotelle, “gli studenti possono aggregarsi in funzione delle loro esigenze di studio. È oltrepassata la comunicazione unidirezionale e la scansione dei tempi di lavoro non è più dettata dal libro di testo”. Tutto molto bello, prima, però, preoccupiamoci di aspetti basilari, come la logistica.

Capitalismo, ti piace solo se non ce l’hai

Gio, 01/14/2021 - 17:00

Solo un tedesco su 8, il 15% del totale, apprezza i lazzi del capitalismo. Emerge da una ricerca Edelman, anticipata dal quotidiano FAZ, proprio nel 30ennale della caduta del Muro, che fu una festa per l’allora povera e socialista DDR, ammessa finalmente nei fasti del benessere.

Oggi, immersi in quel modello appunto da 30 anni, solo un tedesco su quattro, il 23%, guarda con ottimismo al futuro: e la mancanza di fiducia, come noto, è il peggior nemico dell’attuale sistema economico. Per i francesi, la percentuale scende addirittura al 19%, mentre i giapponesi resistono al 15%. I più ottimisti sono gli indiani (il 77 %), seguiti dai cinesi con il 69%.

L’Italia sfiduciata

Anche l’Italia è nel gruppo degli sfiduciati, messa solo poco meglio della Germania. A crederci ancora, solo Cina, Indonesia, India, Emirati, Sud Arabia e Singapore. Peggio della Germania, sono Regno Unito, Irlanda, Spagna, Giappone e Russia. Il nostro Paese è tra quelli che più gravemente hanno perso la fiducia anche nelle organizzazioni non governative (NGO) e nel proprio governo. Siamo tra i più sfiduciati verso i media, che resistono invece in Germania tra le istituzioni che ancora meritano un qualche rispetto. Francia, Giappone e Russia hanno perso fiducia anche nei confronti delle Nazioni Unite.

Il problema? La gestione del clima

Secondo gli esperti dell’agenzia Edelman, tra i principali motivi di scontento c’è l’inquinamento e il modo in cui i Paesi “sviluppati” affrontano (o non affrontano) l’emergenza climatica. “Le aziende dovrebbero essere in grado di reagire ancora più rapidamente agli sviluppi sociali come il movimento di protezione del clima nato intorno all’attivista svedese Greta Thunberg”, ha detto a FAZ la manager di Edelman, Christiane Schulz. L’agenzia interroga ogni anno 36mila persone in 28 paesi, a partire dal Duemila.

«Negli anni trascorsi – continua Christiane Schulz  – le persone interrogate erano alla ricerca di risposte ai grandi problemi del nostro tempo, dal clima alla stabilità economica, e ora tirano le somme e notano che le imprese, le grandi società internazionali, non hanno dato risposta. Basta guardare a Davos».

Quebec, porta al guinzaglio il marito per evitare le norme covid: “È il mio cane”


Gio, 01/14/2021 - 16:00

L’irriverente storia che stiamo per raccontarvi non è frutto di una fantasia un po’ feticista, ma è successa davvero, come escamotage per sfuggire alle norme anti-Covid

In Quebec, una donna è stata sorpresa a “portare a spasso” il marito al guinzaglio, infrangendo le regole del coprifuoco Covid.

Il singolare episodio, riportato dai media locali, è avvenuto sabato scorso, la sera in cui scattava il coprifuoco che prevede la possibilità di uscire di casa solo per determinati motivi di urgenza e necessità, tra cui portare a spasso il cane per i suoi bisogni fisiologici. 

La coppia canadese non se lo è lasciato ripetere due volte; quando i coniugi sono stati fermati dalla polizia, hanno fatto riferimento proprio a questa clausola. 

Si tratta di una chiara provocazione, visto che i due sono stati individuati dalla polizia intorno alle 21 di sabato, poco dopo l’entrata in vigore delle nuove regole, e non lontano da casa loro.

I coniugi sono stati, così, multati con una sanzione di 1.546 dollari canadesi.

Una bella somma per un po’ di divertimento!

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Cos’è il web e come funziona?

Gio, 01/14/2021 - 15:00

Come si legge dal canale YouTube Cuore Basilicata “La presenza sul web è diventata oggi una prerogativa fondamentale per il successo di qualsiasi iniziativa commerciale, imprenditoriale ma anche sociale e di solidarietà.

Ognuno di noi quando deve cercare un prodotto, un’informazione, una recensione, prende in mano il cellulare o si siede davanti al computer e inizia una ricerca in internet. Essere presenti in questo mondo virtuale è quindi importantissimo.

Questo corso di alfabetizzazione web nasce proprio per rispondere a questa necessità e dare a tutti gli iscritti alcuni fondamenti base del web e una prima vetrina, gratuita, dove poter iniziare a farsi conoscere.”

Qui la prima lezione per partire dalle basi

Cuore Basilicata

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Patrimoniale occulta? L’obiettivo è tassare meno il lavoro e rendere più equo il Catasto

Gio, 01/14/2021 - 12:30

Dopo la proposta bocciata di una patrimoniale alla luce del sole avanzata da Leu e parte del Pd, una nuova proposta di patrimoniale – già definita “occulta” – torna a fare capolino alla luce dei suggerimenti della Banca d’Italia di spostare la pressione fiscale dal lavoro agli immobili, e considerata anche la proposta di legge di riforma del Catasto appena depositata in Commissione Finanze. Il risultato potrebbe essere l’arrivo di una tassazione più equa sui beni immobili degli italiani.

Più tasse sulla ricchezza

In realtà, non si parla solo di immobili ma di un generale “maggiore carico fiscale sui consumi e sulla ricchezza” per alleggerire il peso della tassazione sul lavoro (l’Irpef) e dunque incentivare nuove assunzioni da parte delle aziende. Questo maggior carico comprenderebbe anche un aumento dell’Iva e una tassazione dei patrimoni, compresi i beni immobili. Sta ora al governo la valutazione finale, che sarà presa anche alla luce di un atteso parere degli esperti della Banca d’Italia.

Vantaggi e svantaggi della patrimoniale

Gli aspetti positivi di un’eventuale patrimoniale sono una redistribuzione del reddito, danni meno gravi per la crescita, impieghi più produttivi delle risorse. Non si celano naturalmente i possibili effetti negativi: rischio di trasferimenti all’estero delle componenti mobili della ricchezza e l’aumento del costo del capitale per le imprese.

La Riforma del Catasto

Per quanto riguarda la riforma del Catasto, la proposta depositata in Commissione Finanze dai 5S punta a rimettere in carreggiata il progetto di riforma archiviato nel 2015. Ovvero, le rendite degli immobili verrebbero riviste in base ai metri quadri e non più al generico numero dei vani, e prevedrebbe una generale riconsiderazione delle classificazioni delle case. L’obiettivo è livellare i contributi dei singoli cittadini senza andare a intaccare l’introito complessivo per lo Stato, che resterebbe intorno ai 41 miliardi di euro.

Piccoli imprenditori, individuate formalmente gli s-collaboratori e risolverete i vostri problemi di produttività

Le pillole manageriali: 50 consigli pratici per la gestione delle piccole imprese

Piccoli imprenditori, individuate formalmente gli s-collaboratori e risolverete i vostri problemi di produttività

Gio, 01/14/2021 - 10:00

Sono trenta anni che frequento, per professione e per questioni genealogiche, il piccolo imprenditore del nostro paese, tipico e caratteristico nel panorama del mondo industriale occidentale per ragioni storiche, antropologiche e culturali anche trattate su queste colonne.

In questo ultimo periodo, però, mi si rivolge sempre più frequentemente una insolita domanda di assistenza relativa al problema della gestione dei ridotti livelli di produttività dei propri esigui collaboratori che sembra essere legata anche agli stati depressivi prodottisi in questo ultimo anno.

Una richiesta che parte da un assunto sbagliato: i piccoli imprenditori fanno di tutta una erba un fascio, aggregano cioe’ in un unico campione di valutazione quasi tutte le risorse umane a loro disposizione e non individuano invece i veri responsabili del calo di produttività.

Ecco l’errore!

L’imprenditore deve innanzitutto riconoscerli (soprattutto a se stesso) per sviluppare gli “anticorpi” gestionali.

Sulla base della nostra esperienza, abbiamo più volte constatato che il piccolo imprenditore si rifiuta di individuarli perché influenzato dal tipico delirio di onnipotenza di non dare la giusta importanza al contributo dei lavoratori perché convinto del fatto che il successo della propria azienda, quasi sempre composta da un numero limitato di risorse umane, sia soprattutto merito suo (ed al massimo dei propri familiari).

Il problema sta tutto nel riconoscimento formale dei cosiddetti s-collaboratori, quel particolare genere di risorsa umana che, anche se produttivo e competente, rappresenta una fonte di costante preoccupazione per l’azienda.

Specialista del problem creating, il dipendente s-collaboratore è sempre in disaccordo con le decisioni dell’azienda, spesso non rispetta gli impegni/eventi e produce energia negativa per il gruppo di lavoro creando un effetto emulazione per cui le persone attorno a lui producono poco e manifestano le stesse problematiche 

Questo tipo di dipendente, con i suoi comportamenti, produce sul piccolo imprenditore effetti che rappresentano dei freni nella attività gestionale.

Quali?
  • EFFETTO FILA: l’imprenditore si ritrova costantemente, fuori dalla porta dell’ufficio, la fila di collaboratori che si lamentano; passa molte ore del suo tempo a dover gestire i problemi delle persone che, interagendo di routine o incidentalmente con lo s-collaboratore, sono stati trattate a pesci in faccia o hanno avuto attriti o diverbi.
  • EFFETTO SUOCERA: ogni volta che l’imprenditore ha a che fare con lo s-collaboratore, deve stare super attento a come si esprime, quali parole usa, che idee propone, cercando in tutti i modi di non creare malcontento o di non esporsi a potenziali critiche; ogni iniziativa o proposta deve essere “filtrata” per non offendere o creare risentimento allo s-collaboratore, che comunque non sarà d’accordo
  • EFFETTO DEL DISCO ROTTO: l’imprenditore si ritrova costantemente a dover gestire sempre gli stessi disaccordi con lo s-collaboratore; spiega, spiega e rispiega, il disaccordo sembra gestito e invece no, tutto riemerge ancora una volta, e ancora, e ancora. Sempre le stesse discussioni, sempre gli stessi problemi.
  • EFFETTO DELL’OSPITE IN CASA PROPRIA: l’imprenditore, temendo di essere abbandonato da uno s-collaboratore competente e produttivo, evita in ogni modo di entrare nel suo “territorio”; accetta a scatola chiusa le scelte e i punti di vista dello s-collaboratore e si rimette al suo insindacabile parere; così facendo evita di entrare nel merito e addirittura nell’ufficio dello s-collaboratore, sentendosi estraneo in casa propria.
  • EFFETTO DELL’IMPOSSIBILE: l’imprenditore si sente frustrato dai continui “non è possibile”, “è difficile”, “bisognerebbe cambiare tutto” che, quando provengono da uno s-collaboratore competente, vengono accettati come pareri autorevoli ed erodono la carica positiva dell’imprenditore

A questo punto mi viene rivolta un’altra domanda: una volta individuati, come si gestiscono gli s-collaboratori?

Fino a prima della pandemia l’unica soluzione che gli imprenditori proponevano era molto semplice: me ne devo liberare al più presto!

Ma abbiamo visto nelle settimane scorse che, proprio in questi momenti di crisi, la familiarità (che non significa armonia) nei team di lavoro fa la differenza.

La soluzione sta invece proprio nel fondamentale e spesso evitato passaggio del riconoscimento che deve diventare di dominio collettivo in una piccola azienda. Fate una riunione e presentate formalmente gli s-collaboratori al gruppo di lavoro ragionando, in una azione di coinvolgimento e non di disgregazione, sul costo degli effetti.

In tal modo si evita l’effetto dell’appiattimento valutativo che non accredita invece il contributo dei dipendenti collaborativi e soprattutto, riconoscendosi nei comportamenti talvolta parossistici, gli s-collaboratori correggono gli atteggiamenti perché assumono consapevolezza degli effetti.

Crisi di Governo, per un pugno di euro: povera Italia

Gio, 01/14/2021 - 08:45

Inizio 2021, dopo un anno che che ricorderemo tutti, chiunque. Pandemia mondiale, più di 80 mila morti in Italia, 500 al giorno da mesi. Sacrifici e scene mai viste nelle corsie degli ospedali, crisi, recessione, migliaia di commerciali già fallite, interi reparti collassati, terzo settore in primis, chiusure forzate, volute, titubanti, ineluttabili, fallimenti, a breve un’onda di licenziamenti semplicemente congelati, così come gli sfratti, con migliaia di persone e famiglie che rischiano di finire in strada all’indomani del blocco degli sfratti. Un piano eccezionale di finanziamento europeo mai visto, superiore al piano Marshall, da gestire. Un partito, Italia Viva, non votato da pressoché nessuno, stando alle elezioni di due anni fa non superava il 3%, con una rappresentanza quasi nulla nel Paese, è in grado di mettere sotto ricatto un’ intera Nazione alle prese con una crisi epocale, che si protrae da un anno, del tutto inedita.

Indipendentemente da come si giudichi il governo Conte II e le sue alleanze, al di là della volontà di capire, circostanziare l’operato in una situazione assolutamente nuova, mai sperimentata nella storia della Repubblica, aprire una crisi di governo ora è nella migliore delle ipotesi irresponsabile, nella peggiore, colpevole. Il banchetto della crisi di governo è chiaro: Recovery plan, ristori, elezione del prossimo Capo dello Stato.

A rendere parossistico, grottesco, il quadro attuale è poi l’entità degli attori principali: il Paese è preda di una crisi di governo totalmente al buio, dove cui si fatica a comprendere gli obiettivi di ciascuno. Promotori della crisi sono esponenti di una forza politica (Italia Viva) che uscirebbe disintegrata dalle urne. A far muro contro Italia Viva è un’altra forza politica, dichiaratamente opposta, che oggi controlla mezzo Parlamento ma che tuttavia uscirebbe più che dimezzata dal voto (M5S). Nel mentre, in Europa, nella nostra casa, i casi di Covid crescono a velocità esponenziale. Tutto ciò per un pugno di euro. Cui prodest?

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I 10 migliori film sull’Olocausto

Gio, 01/14/2021 - 08:00

Il cinema, da sempre, ha contribuito a tener vivo e attualizzare la riflessione sulla Memoria, attraverso moltissimi film che si sono presi la responsabilità di far sapere quello che era accaduto, anche se ancora mancano di narrare le persecuzioni di altri perseguitati che non siano ebrei. Ho scelto i miei migliori dieci film contemplando capolavori assoluti della storia del cinema e storie che hanno un’originalità narrativa e di linguaggio che meritano di essere viste dalle giovani generazioni. Una scelta che può tornare utile in concomitanza della Giornata della Memoria, che tutto il mondo celebra per ricordare l’Olocausto. 

IL GRANDE DITTATORE di Charlie Chaplin, 1940 

Primo film parlato di Chaplin che mette da parte il personaggio di Charlot per dare voce a quello che era necessario dire in uno straordinario film che ha il merito di essere stato girato mentre i terribili avvenimenti nazisti erano in corso di svolgimento e non conosciuti nel loro drammatico svolgimento di “soluzione finale”. L’uso della satira riuscitissima vede Chaplin interpretare la storia di un barbiere ebreo che perde la memoria durante la prima Guerra mondiale e resta estraneo all’ascesa del dittatore Adenoid Hynkel che gli somiglia come una goccia d’acqua. La commedia contamina il film di personaggi ispirati dalla Storia. Non solo Hitler ma anche Mussolini, la moglie, Goebbels, e le vicende dell’annessione dell’Austria.

L’oppressione nazista nei quartieri ebrei è impressionante per veridicità in un’epoca che ancora non aveva compreso quello che stava accadendo. Lo sberleffo al dittatore che gioca con il mappamondo, con il tappeto sonoro della musica di Wagner musicista di riferimento del nazismo, è una delle scene madri di una massima pietra d’inciampo del cinema. Nello splendido finale il barbiere prenderà il posto del dittatore e al balcone tiene un discorso teso ai valori della pace e della fratellanza che ancora oggi non ha perso forza morale nel trascorrere del tempo. Ha scritto Anna Falliranno “Chaplin aveva colto perfettamente gli stereotipi della rappresentazione del potere […]; evidente appare anche lo studio dei filmati di propaganda e l’analisi attenta delle pose e della tecnica oratoria di Hitler”. A guerra finita Chaplin ebbe a dire: “Se avessi saputo com’era spaventosa la realtà dei campi di concentramento, non avrei potuto fare Il grande dittatore; non avrei trovato niente da ridere nella follia omicida dei nazisti”. 

SCHINDLER’S LIST di Steven Spielberg, 1993

Uno dei più grandi registi si sporca le mani con la tragedia della propria razza e religione e gira un altro film capolavoro. Spielberg  fuoriesce dalla sua precedente filmografia di puro intrattenimento, non prende alcun compenso di un film che voleva solo produrre e mette la sua arte al servizio della Memoria. Il film s’ispira alla vera storia di Oscar Schindler, un industriale tedesco che, mettendo a rischio la propria vita e la propria carriera, riesce a salvare migliaia di ebrei da un tragico destino. Molte riprese a spalla con uno straordinario bianco e nero per aumentare la drammatica veridicità dei tragici avvenimenti, fondendo stilemi del documentarismo e del neorealismo. Ci sono alcune scene a colori: all’inizio con le luci delle candele accese per la festa ebraica dello Shabbat, nella sottolineatura indimenticabile del cappotto rosso di una bambina che perisce nella mattanza (accusa spietata agli Alleati di non aver fatto tutto per fermare l’Olocausto nazista) e nel finale quando gli ebrei sopravvissuti e gli attori insieme al regista pongono delle pietre, secondo l’usanza ebraica, sulla vera tomba di Schindler. Ben 7 premi Oscar e definitiva consacrazione di Spielberg. Grazie al film tutti conoscono oggi la frase del Talmud: “Chi salva una vita salva il mondo intero”.

LA VITA È BELLA di Roberto Benigni, 1997

Un comico e regista italiano si assume la grande responsabilità di affrontare la tragedia dell’Olocausto con una fiaba comica dai delicati sentimenti universali. Durante la dittatura fascista, merito contestuale sulle nostre colpe nazionali, un giovane ebreo (lo stesso Benigni) conosce una maestra elementare (Nicoletta Braschi) e con lei costruisce una famiglia. L’aggravarsi delle leggi razziali e i rastrellamenti nazisti portano l’uomo ad essere deportato in campo di concentramento con il figlioletto Giosuè. Per proteggere il piccolo dagli orrori dello sterminio, il papà costruisce un gioco che lo preserva da quello che sta accadendo. Grande successo internazionale con tre premi Oscar (miglior film straniero, Benigni miglior attore e la colonna sonora di Piovani) ma anche film da incassi stratosferici in tutto il mondo e con 16 milioni di spettatori alla prima televisiva italiana. Molte le polemiche. Monicelli e alcuni esponenti comunisti contestarono duramente la scelta di stravolgere la Storia con la liberazione dei campi da parte americana e non sovietica giudicata una benevolenza opportunistica per la corsa all’Oscar. Anche in America la contesa fu al calar bianco. Durissimo tra i tanti il New Yorker che scrisse “Benigni nega l’Olocausto” illustrando l’articolo con una vignetta del celebre fumettista ebreo Art Spiegelman che mostra un reduce dei lager con l’Oscar in mano. Polemiche oggi dimenticate nei confronti di un grande film che continua a parlare al cuore e alla mente di chi ha la fortuna di vederlo per la prima volta. 

IL PIANISTA di Roman Polanski, 2002

Il racconto dell’Olocausto, visto con gli occhi di un pianista ebreo che sopravvive all’occupazione della Polonia e tratto dall’autobiografia di Wladyslaw Szpilman. Roman Polanski, che aveva rifiutato di girare il film di Spielberg, aggiunge un altro film imprescindibile alla filmografia dell’Olocausto facendo leva anche sui propri ricordi autobiografici di ebreo polacco. Diviso nella trama in due parti, tra la storia corale di una comunità e la solitudine di un uomo braccato come un topo, ha il merito, come ha  scritto Morandini “di spiegare a ritroso il cinema che ha fatto Polanski per 40 anni, le sue radici e gli incubi, con un costante controllo della materia narrativa e delle emozioni”. Musiche stupende. Messe di premi in tutto il mondo in cui svettano tre Oscar e la Palma d’Oro a Cannes

TRAIN DE VIE di Radu Mihaileanu, 1998 

Diffidate da chi lo considera un piccolo grande film. È un grande film di un regista rumeno che affida alla scemo di un villaggio ebraico dell’Europa dell’Est il compito di narrare una paradossale storia sulla persecuzione. Stanno arrivando i nazisti per deportare tutti e la comunità s’inventa un finto treno tedesco che confonde ruoli, situazioni e verismo spalmando su tutta la trama una comicità lunare e surreale. La commedia contamina la tragedia senza mostrare lo sterminio poggiandosi sui personaggi tipo del rabbino, del comunista, dei perseguitati rom, di veri e falsi nazisti. Sostenuto dalle possenti musiche klazmer di Goran Bregovic l’opera buffa nell’edizione italiana si avvale delle competente consulenza di Moni Ovadia. Battute, situazioni farsesche, pericoli scampati, scambi di persona in salsa yiddish ne fanno un’opera perfetta.

ARRIVEDERCI RAGAZZI di Louis Malle, 1987

Film di formazione ispirato a una storia realmente accaduta nella Francia collaborazionista e vissuta dal regista che ne firma anche la sceneggiatura. Alcuni ebrei si nascondono in un collegio di gesuiti registrati sotto falso nome, ma quando la Gestapo si accorge dell’inganno arresta il direttore e tutti i ragazzi da lui protetti. Come ricorre spesso nel cinema francese gli ebrei vengono scoperti a causa della denuncia di un inserviente francese zoppo e povero che nella delazione trova la sua vendetta sociale. Film sul passaggio dell’infanzia all’eta adulta che ti fa scoprire l’orrore del mondo. Sublimi la corsa nel bosco, la lettura proibita de “Le Mille e una notte”, la proiezione di un film di Charlot e la battuta finale che giustifica il titolo del film. Applauditissimo Leone D’Oro a Venezia

IL FIGLIO DI SAUL di László Nemes, 2015 

Strepitosa opera prima. Ad Auschwitz un prigioniero ungherese diventa Sommerkommander,  ossia quel tipo di prigioniero, che nella speranza di sopravvivere, aiuta i nazisti nella loro opera di sterminio. Secondo Andrea Chimento: “Lo stile concitato e la splendida messinscena (la cinepresa è perennemente attaccata al volto del protagonista) lo rendono un prodotto struggente e imperdibile”. Gli orrori del lager sono spesso fuori campo lasciandoli intuire e dotando il film di grande originalità. Un film indipendente che ha saputo mostrare un nuovo approccio alla filmografia dell’Olocausto con grande perizia cinematografica e svolgimento di racconto che non è solo scelta stilistica ma anche morale. Premio Oscar e Gran Prix speciale a Cannes.

IL DIARIO DI ANNA FRANK di George Steven, 1959

Film da recuperare nelle programmazioni scolastiche per la Giornata della Memoria. Ebbe il merito di diffondere al grande pubblico, a tre lustri dalla conoscenza dell’orrore, i contenuti del celebre diario che era stato adattato per il teatro. Quasi tre ore di durata con il padre che torna nella soffitta rifugio e trovando il diario di Anna ripercorre  il tempo e le vicende della sua famiglia prima di entrare nell’orrore dell’Olocausto. Il regista, che aveva realizzato un documentario “sconvolgente” sulla liberazione di Dachau, ha ottima mano nel tenere un’altissima tensione in un film claustrofobico interamente girato in un appartamento. Tre Oscar, uno a Shelley Winters fantastica attrice non protagonista nei panni tragicomici di una donna angosciata dai nazisti. Il miglior film di sempre su Anna Frank. 

MR KLEIN di Joseph Losey, 1976

Nella Parigi del 1942 un mercante d’arte specula sui quadri posseduti dagli ebrei perseguitati da nazisti e francesi di Petain. Ma viene scambiato per un ebreo con il suo stesso nome inseguendo in una trama molto labirintica il suo doppio. Klein finirà nella storica e realmente avvenuta deportazione degli ebrei al Velodromo nei giorni della Grande Rafle del 16 e 17 luglio ’42. Film profondamente kafkiano secondo Morandini “non è un film sull’antisemitismo ma sull’indifferenza, sull’ideologia della merce”. Losey si avvale della sceneggiatura di Solinas, di una riuscitissima fotografia e di una superba interpretazione di Alain Delon

KAPÒ di Gillo Pontecorvo, 1960 

Anche questo film poggia sulla sceneggiatura di Franco Solinas, uno dei migliori scrittori del nostro cinema. Anni fa Silvio Berlusconi apostrofò all’europarlamento il capogruppo socialista tedesco Schulz come “Kapò”. Voleva dargli del nazista. Ma kapò era la vittima che collaborava con i nazisti, in un ruolo simile a quello del film ungherese di Nemes. In questo film una giovane  donna ebrea vede morire i suoi genitori nella camera a gas. Una disperata paura di morire spinge la ragazza a concedersi freddamente ai suoi aguzzini e a schierarsi dalla loro parte. L’amore provocherà una presa di coscienza. Furibonda polemica critica da parte di Rivette dei Cahiers du Cinema che contestò la scelta registica di Pontecorvo. Resta un film di gran vigore e di originale riflessione. 

Alex Zanardi: “è tornato a parlare” | Oltre 80mila morti per Covid | Genitore 1 e 2 tornano sui documenti

Gio, 01/14/2021 - 06:25

Corriere della Sera: Alex Zanardi «è tornato a parlare, ha comunicato con la famiglia, nessuno ci credeva»;

Il Giornale: “Il più avanzato è Astrazeneca” Così l’Italia ha sbagliato vaccini;

Il Manifesto: «Puntare ancora sul cemento è un modo vecchio di pensare allo sviluppo»;

Il Mattino: Genitore 1 e 2 tornano sui documenti;

Il Messaggero: Scuola, si torna il 18? Se è zona arancione dad fino a febbraio: il calendario;

Ilsole24ore: Renzi ritira i ministri dal governo. «Ma nessuna pregiudiziale a Conte premier» – Perché l’ex premier ha deciso di rompere – Il Colle: uscire rapidamente da incertezza;

Il Fatto Quotidiano: Oltre 80mila morti per Covid, 507 in 24 ore. Oggi 15.774 nuovi casi con 175.429 tamponi. Speranza: “Epidemia di nuovo in espansione”;

La Repubblica: #ioapro, il 15 gennaio la rivolta dei ristoranti: “Basta divieti, riapriamo i nostri locali”;

Leggo: Renzi ritira le ministre: «Il Re è nudo, la democrazia non è un reality show» Zingaretti: «Grave errore contro l’Italia» Meloni e Salvini: «Elezioni subito»;

Tgcom24: Caso Yara, la Cassazione accoglie il ricorso di Bossetti sull’accesso ai reperti;

Le pillole manageriali: 50 consigli pratici per la gestione delle piccole imprese

Mer, 01/13/2021 - 20:30

Pillole manageriali: 50 consigli pratici per la gestione delle piccole imprese da attaccare come post-it alla lavagna del tuo ufficioImperatore Consulting, società di consulenza aziendale specializzata nei processi di ristrutturazione delle piccole imprese, ha raccolto in un e-book una serie di indicazioni, frutto di studi ed esperienze, fondamentali per la conduzione di una piccola impresa.

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