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Geranio (l’antizanzare naturale), come coltivarlo e fare talee

People For Planet - Gio, 06/04/2020 - 10:00

Tra i molti rimedi naturali che possiamo mettere in pratica per tenere lontane le zanzare, le piante del geranio, sono sicuramente uno dei metodi migliori!

Facile da reperire e da coltivare, la pianta del geranio è conosciuta più per le sue qualità decorative, grazie alle generose fioriture che arrivano tra i mesi di maggio e ottobre. Ma forse non tutti sanno che, tra le specie di geranio, il Pelargonium odoratissimum, conosciuto anche come geranio odoroso, ha la caratteristica di emanare dalle sue foglie un profumo pungente di limone e citronella, potente repellente naturale contro le zanzare e i moscerini.

Dal canale YouTube Portale del Verde ecco come realizzare delle talee da una pianta madre e come prendersi cura di questa pianta.

Fonte: Portale del Verde

I mesi di marzo e aprile sono i più indicati per compiere la taleazione, ma si può procedere anche in quelli estivi.

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Covid-19, Oms riavvia sperimentazioni sull’idrossiclorochina

People For Planet - Gio, 06/04/2020 - 09:45

L’Organizzazione mondiale della sanità ha dato nuovamente il via alle sperimentazioni cliniche sull’idrossiclorochina come potenziale trattamento contro l’infezione Covid-19 causata dal nuovo coronavirus Sars-Cov-2. La decisione arriva dopo che L’Executive group del programma di sperimentazione Solidarity trial, in rappresentanza di 10 paesi partecipanti al trial sperimentale, ha stabilito che “non ci sono evidenze sui dati relativi alla mortalità che giustifichino modifiche al protocollo originale del trial”.

La sospensione del trial

La corsa all’individuazione di uno o più farmaci già esistenti realizzati per la cura di altre patologie che siano in grado di trattare anche il Covid-19 è iniziata ormai diverse settimane fa, con l’obiettivo di trovare, nel più breve tempo possibile, una o più sostanze che possano risultare d’aiuto nella cura dell’infezione. Così sono partite alcune sperimentazioni e tra queste quella che prevede la somministrazione dell’idrossiclorochina, un farmaco antimalarico facente parte dei farmaci antireumatici e utilizzato nella terapia, oltre che della malaria, anche di malattie autoimmunitarie come l’artrite reumatoide e il lupus eritematoso sistemico.

Il 25 maggio, però, l’Organizzazione mondiale della sanità ha sospeso i test sull’idrossiclorochina e sulla clorochina (altro farmaco antimalarico) nei pazienti Covid-19 per problemi di sicurezza: la decisione è arrivata in seguito alla pubblicazione di uno studio su Lancet che aveva messo in evidenza un tasso di mortalità più elevato tra i pazienti Covid-19 in trattamento con questi due medicinali. “L’Executive group del programma di sperimentazione Solidarity trial, in rappresentanza di 10 paesi partecipanti – ha spiegato il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus – ha disposto una sospensione temporanea dei trial con questi due farmaci, decidendo di avviare una revisione critica su tutti i dati disponibili sulla sicurezza di questi trattamenti per valutare adeguatamente potenziali danni e benefici“. Di conseguenza, alla luce della decisione dell’Oms anche l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha sospeso i 5 studi attivi per la sperimentazione di clorochina e idrossiclorochina.

Ieri la marcia indietro

Ieri la marcia indietro da parte dell’Oms che ha optato per riprendere la sperimentazione sull’idrossiclorochina. La decisione è arrivata dopo che il comitato per la sicurezza e il monitoraggio dei dati del programma Solidarity trial ha concluso che non ci sono motivi per modificare il protocollo originale della sperimentazione. Quanto alla decisione relativa alla sospensione, ha spiegato ieri in conferenza stampa Ghebreyesus, era stata presa “a titolo precauzionale” durante la revisione dei dati sulla sicurezza.

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Se non riapriamo le scuole non andrà affatto tutto bene

People For Planet - Gio, 06/04/2020 - 08:00

Le scuole hanno le serrande abbassate, sono state aperte per qualche riunione tra gli insegnanti, per le pulizie, per consegnare i libri o quanto avessero lasciato i bambini. Le scuole materne e gli asili sono anch’essi chiusi, con i giardini vuoti, l’erba non calpestata, a volte alta. Tutto sta ripartendo, eccetto la scuola.

I danni dell’isolamento per i più giovani

Una batosta a livello psichico per tantissimi ragazzi e ragazze, bambini e bambine, forse peggiore che per gli adulti perché tuttora permane il loro isolamento. Isolamento che per loro significa perdita di energia creativa, di voglia di stare fisicamente con gli altri.
Bambini che non vogliono più uscire di casa neanche ora che potrebbero, ragazzi che non hanno più la sensazione di avere uno scopo o una possibilità nel mondo. E il trattamento che ha riservato la politica all’educazione, tra indecisione e ripensamenti, non li ha certo aiutati: il balletto sulla maturità, la didattica a distanza malgestita, l’incapacità di pianificare una riapertura seria delle scuole, ripensando gli spazi e le modalità.

Riapriamo tutto ma le scuole no

Perché i bambini e i ragazzi nella fascia 0-14 anni, quasi otto milioni di persone, dopo la fine del lockdown, in questa incertezza e assenza di programmazione sono stati letteralmente abbandonati, inesistenti.

Sì, è vero, dalle ultime disposizioni lo sport è di nuovo possibile, anche se solo a porte chiuse, e niente agonismo: allenamento puro. È vero che in piscina ci puoi andare anche se devi arrivare già vestito da nuoto e ti ricambierai a casa. Ed è vero anche che puoi tornare a giocare a basket ma il pallone lo devi portare tu e niente contrasti.

Anche i centri estivi apriranno, ma solo il prossimo 15 giugno, e nel frattempo è passato ancora un mese. Ogni Regione ha un suo percorso e avrà una sua determinazione, per ora non chiarite. Quindi centri estivi sì, possibili anche al chiuso, con modalità precauzionali, ma scuola no.

La scuola, che è insieme socialità, svago, attività fisica e naturalmente educazione. Educazione che, neppure in tutte le scuole né continuativamente, è stata portava avanti con la DAD, la didattica a distanza, che ha rivelato tutti i suoi limiti. Enormi limiti e sono d’accordo sempre più genitori e sempre più esperti pedagogisti che deve essere considerata per quello che è stata, ovvero una necessità, e non può essere una scelta per il futuro.

DAD solo per necessità, adesso pensiamo a riaprire

Ne è convinto anche il pedagogista Daniele Novara, il quale in un articolo sul Fatto Quotidiano dice: “Dobbiamo anche porci una domanda: quale didattica a distanza stiamo facendo? Se si tratta di fare videolezioni o incalzare gli alunni con i voti e le crocette è grottesco. Fare qualcosa di tradizionale in una scuola innovativa è impossibile. In questa fase bisogna dare degli stimoli agli alunni, non farli restare in ascolto davanti a uno schermo”.

E spiega meglio: “Non si può pretendere che un bambino o un ragazzo resti attento davanti allo schermo come in un’aula. Il videonozionismo è la morte di ogni pedagogia. Passare dalle lezioni frontali alle video lezione online è una tortura”.

Nei giorni passati è circolata la notizia che le intenzioni ministeriali potrebbero essere quelle di andare avanti con la didattica a distanza per tutto il 2020 e questo ha scatenato molte reazioni da parte di insegnanti, genitori e pedagogisti, che non vogliono assolutamente che questa situazione permanga oltre settembre. Lo stesso Novara ha lanciato un appello, una cosa molto semplice e fattibile in Italia grazie alle temperature miti e alla ampia disponibilità di spazi aperti: riaprire le scuole a giugno, come sta facendo l’Europa, almeno gli asili nido e le scuole dell’infanzia. È una stagione calda, si potrebbe misurare la temperatura ai bambini, dare le mascherine, lavorare a piccoli gruppi, anche con un tempo più limitato, usare gli spazi all’aperto, far lavare le mani, sanificare gli ambienti in assoluta sicurezza anche per le educatrici.

E allo stesso modo e con le stesse accortezze, perché non riaprire le scuole elementari e medie, con piccoli gruppi e in spazi aperti, con insegnanti a turno e gli accorgimenti necessari? E cercare di recuperare quanto perso, in termini di vita, gioia e ovviamente programma educativo, nei mesi di giugno e, perché no, anche luglio? E poi la sera a casa a fare i compiti come da consuetudine.

“L’alternativa alle scuole e all’istruzione è la depressione” continua Novara “e quindi mi permetto di dire che per educare ci vuole coraggio. Se non c’è coraggio c’è solo depressione, e iperaccudimento e stress dei poveri genitori che non ce la fanno più, sono stremati, ma specialmente, signori, se le scuole restano chiuse il nostro futuro rischia davvero la compromissione”.

La protesta di genitori, lo sciopero della DAD

In tante città sono iniziate forme di protesta per ottenere dal Ministero risposte certe e adeguate, una sorta di boicottaggio della DAD: la richiesta primaria è di avere certezza della riapertura delle scuole a settembre e sarebbe meglio riuscire ad aprirle anche prima. Non essendo pervenuto dal Governo nessun messaggio chiaro riguardo alla riapertura e siccome sarà necessario assumere disposizioni per farlo, pare impossibile che tali disposizioni si possano realizzare in poco tempo. E quindi la prospettiva del proseguimento della DAD si fa tangibile, e allora genitori stanchi e preoccupati per i loro figli, e anche insegnanti frustrati da questo modo innaturale di insegnare, hanno deciso di protestare con uno sciopero a distanza: non facendo collegare i bambini e ragazzi alle lezioni di didattica a distanza. Altri gruppi hanno scritto direttamente al Ministero o al presidente del Consiglio, le voci che si alzano aumentano.

Ogni gruppo organizzato, nelle varie città, al di là delle modalità di comunicazione e protesta scelte, ha una convinzione comune agli altri: la DAD non può andare avanti, se non c’è più la reale necessità, ele scuole devono riaprire in sicurezza.

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Torna Ecofuturo Tv!

People For Planet - Gio, 06/04/2020 - 07:58

Dopo il grande successo delle prime 8 puntate torna Ecofuturo TV, il primo format televisivo completamente dedicato al mondo delle ecotecnologie, dell’economia circolare, delle soluzioni alternative sostenibili.

Qui l’elenco delle emittenti televisive che hanno la trasmissione nella loro programmazione.

Qui per vedere la prima puntata sul sito dela Fatto Quotidiano.

Si ringrazia Sergio Ferraris, Elena Pagliai per l’enorme lavoro svolto, oltre ovviamente al mitico conduttore Michele Dotti, a Jacopo Fo, Licia Coló, Lucia Cuffaro, Valerio Rossi Albertini e molti altri.

Ovviamente un ringraziamento sentito alle aziende della rete di Ecofuturo che, nonostante la crisi, hanno ncora una volta puntato su di noi!

Bolsonaro: “Moriremo tutti” | Conte: “Valuterò il Ponte sullo Stretto” | Nominati 57 Cavalieri antiCovid, chi sono

People For Planet - Gio, 06/04/2020 - 06:25

Il Fatto Quotidiano: Nel nuovo libro di Matteo Renzi il condono sul contante in nero e una revisione storica: “Tangentopoli? Nasce con la politica debole”;

Leggo: Mattarella nomina 57 Cavalieri antiCovid: chi sono, dall’infermiera stremata al rider;

Tgcom24: La Svezia (sola in Europa senza lockdown) fa mea culpa: “Troppi morti” | Dramma Brasile, Bolsonaro però insiste: “Mi dispiace, ma moriremo tutti“;

Il Messaggero: Germania, nuovo focolaio: Gottinga richiude le scuole, 80 infezioni per una festa. Germania, netto aumento di contagi e morti ​Vacanze, Ue riapre al turismo tra Paesi con gli stessi contagi: «Gli aerei? No posti vuoti» In Germania indice di contagio cala a 0.9;

Il Manifesto: Roma, l’assembramento delle destre. È la festa della disunità antiConte;

Corriere della Sera: Covid: oltre metà delle società mettono gli utili in cassa e non li spartiscono;

Il Giornale: Farmaco contro il Covid già pronto entro giugno;

Il Sole 24 Ore: Conte: avanti con reti ad alta velocità. Valuterò anche il Ponte sullo Stretto. Fisco iniquo, serve riforma – Grandi opere, 8 anni persi in burocrazia;

Il Mattino: Trump e la linea dura sul caso Floyd:«Alle elezioni potrebbe aiutarlo». Trump vs Biden, due “Americhe” diverse Floyd, 200 arresti a New York e Trump onora il polizotto ucciso nei saccheggi La figlia di George: «Mi manca papà», ma non sa ancora com’è morto La figlia di Martin Luther King: «Stop alle violenze, l’unica via è l’insegnamento di mio padre»;

La Repubblica: Roma, il giallo dell’avviso di sgombero per CasaPound. La Questura smentisceIncontro della polizia con gli attivisti della formazione di ultradestra. La Polizia: “Nessun atto notificato“. Ma la viceministra grillina del Mef, Laura Castelli, e la sindaca Virginia Raggi festeggiano: “Qualcosa finalmente si muove” .

Biden e Ocasio-Cortez attaccano Trump: “Sei un razzista e un ipocrita”

People For Planet - Mer, 06/03/2020 - 19:00

Dopo oltre una settimana di proteste contro la violenza della polizia, i raduni dei manifestanti sono per lo più tranquilli durante il giorno. In serata, i manifestanti sfidano il coprifuoco fissato alle 20 nelle maggior parte delle principali città.

Mobilitazione nelle città Usa

Continuano le giornate di mobilitazione per denunciare la violenza della polizia negli Stati Uniti dopo l’uccisione di George Floyd, un afroamericano di 46 anni, a Minneapolis (Minnesota), il 25 maggio durante il suo arresto da parte della polizia.

La protesta non mostra anzi nessun segno di indebolimento a Washington, New York, Los Angeles, Minneapolis e nelle altre città in cui si è accesa.

E ciò, nonostante le minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di schierare l’esercito armato contro i manifestanti.

Biden: “Trump sembra un capo della polizia razzista degli anni 60”

Joe Biden, il candidato democratico per le elezioni presidenziali del 3 novembre, ha criticato severamente la gestione delle proteste di Donald Trump. “Dopo una settimana di disordini nazionali e mesi di quarantena imposta, Biden davanti al caos nelle città americane ha detto che il presidente Trump sembra un leader autoritario uscito dai tempi bui della segregazione razziale”, riporta il giornale online Politico.

Joe Biden ha criticato la decisione della Casa Bianca di far disperdere una manifestazione con gas lacrimogeni e granate stordenti per consentire al presidente di poter posare per una foto di fronte a una chiesa con una bibbia in mano, come abbiamo già raccontato.

Lo ha definito l’atto di un uomo più preoccupato di “alimentare le emozioni della sua base elettorale piuttosto che i bisogni delle persone che governa”.

Rivolto a Trump, Biden ha scritto “Se twitti ‘quando inizia il saccheggio, iniziano gli spari’, usi parole che non sono parole degne di un presidente. Queste sono le parole di un capo della polizia razzista di Miami degli anni ’60”. Biden ha assicurato poi che” non darebbe fuoco alle fiamme dell’odio ” come sta facendo Trump se dovesse essere eletto.

Alexandria Ocasio-Cortez a Trump: “Sei un ipocrita”

Alexandria Ocasio-Cortez, la giovane senatrice democratica autrice della proposta del Green New Deal, ha usato parole molto dure contro Trump in un video che ha pubblicato su Instagram e che potete vedere qui nella su versione integrale.

Tra l’altro Alexandria dice “Se pretendi che finiscano i disordini ma non riconosci che l’assistenza sanitaria sia un diritto umano, se hai paura di dire che le vite dei neri contano come le altre e hai paura di denunciare la brutalità della polizia, allora non stai davvero chiedendo che cessino i disordini, sei un ipocrita.

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If you want to end unrest, work to end the conditions that create it.

A post shared by Alexandria Ocasio-Cortez (@aoc) on May 30, 2020 at 8:47am PDT

Le immagini delle proteste

Di seguito una selezione di immagini delle proteste riprese dai giornali Usa

Martha Asencio-Rhine per il Tampa Bay Times David J. Phillip per AP Alyssa Pointer per Atlanta Journal Ringo H. W.Chin per AP

La foto in copertina è: Oakland, corteo per Floyd. Jim Wilson per il NYT

La prima volta al mare per i cani di un rifugio

People For Planet - Mer, 06/03/2020 - 18:30

Lee Asher, amante degli animali che vive in Oregon, ha un camper che si chiama “The Asher House” e viaggia cercando di sensibilizzare le persone al salvataggio degli animali.

Qui ha voluto fare una sorpresa ai suoi amati cani e li ha portato a vedere il mare per la prima volta…

Fonte: YouTube The Asher House

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Riaperture, Trenitalia potenzia i treni

People For Planet - Mer, 06/03/2020 - 15:59

Con il via libera agli spostamenti tra regioni diventano 80 le Frecce a disposizione di chi vuole andare in vacanza in treno o raggiungere finalmente la famiglia. Si tratta di 6 mezzi in più rispetto a quelli annunciati fino a ieri per quanto riguarda le Frecce. Saranno poi 48 gli Intercity e 4.653 le corse regionali in circolazione in Italia. Queste ultime saranno come sempre modulate a seconda della domanda nei diversi contesti territoriali e anche dalle disposizioni governative. Nelle aree metropolitane e sulle linee a maggiore mobilità questo significherà – secondo quanto riporta il sito FsNews – un’offerta che raggiunge il 100% di quella precedente a Covid-19 come convogli, e superiore per capienza, grazie all’utilizzo di convogli con più carrozze e più posti a sedere.

Vacanze in treno, la novità è il Frecciarossa Torino-Reggio C.

Sui sistemi di vendita Trenitalia sono già acquistabili i biglietti di molti dei treni che prevede l’offerta estiva, in partenza il 14 giugno. Fra i viaggi già da oggi acquistabili, oltre ai parecchi treni in più disponibili sulla rotta alta velocità fra Torino, Milano, Roma, Napoli e Salerno, c’è anche la novità della nuova rotta Frecciarossa tra Torino e Reggio Calabria, oltre a quelli da e per tutta la costa adriatica dalla Romagna fino al Salento. Sempre da e per la costa adriatica, sono in vendita i biglietti del Frecciarossa fra Bolzano e Ancona, che uniscono rapidamente mare e montagna.

90 Intercity anziché 48

Molto ricca anche l’offerta di Intercity, che da 48 diventeranno 90, con 76 Intercity Giorno e 14 Notte in circolazione da Nord a Sud, sia lungo la costa tirrenica che adriatica. Ripristinato il collegamento diretto fra Genova e Fiumicino Aeroporto. L’aumento di corse, calibrate per incentivarne un uso lavorativo ma anche turistico, riguarda anche i treni regionali, destinati a crescere di un altro 20% in queste due prime settimane di giugno, nell’ottica di un loro progressivo inserimento nei sistemi commerciali di Trenitalia.

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Giornata Mondiale dell’Ambiente: gli appuntamenti online

People For Planet - Mer, 06/03/2020 - 15:00
La salute dell’ambiente è la nostra salute

La Giornata mondiale dell’ambiente, istituita nel 1972 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, si celebra il 5 giugno di ogni anno per coinvolgere istituzioni, aziende, cittadini su una determinata tematica ambientale di interesse collettivo.

Quest’anno la giornata sarà dedicata alla riduzione della biodiversità del nostro Pianeta, un tema che preoccupa ricercatori e politici e per il quale sono necessarie misure urgenti.

Si stima che su circa 8,7 milioni di specie viventi, un milione siano a rischio estinzione: secondo gli scienziati siamo di fronte alla sesta estinzione di massa e abbiamo al massimo 15 anni per adottare misure che possano salvarci.

Il tasso di estinzione delle specie viventi sta infatti aumentando a un ritmo sempre più rapido, circa 800 volte in più rispetto a quello che si registrerebbe naturalmente.

In assenza di interventi la perdita di specie animali e vegetali avrà conseguenze inevitabili sulla popolazione umana poiché metterà a rischio la fornitura di alimenti e legname e la disponibilità di acqua e di medicinali.

Inoltre, la distruzione e la frammentazione degli ecosistemi avrà ripercussioni sulla crisi climatica in atto e potrebbe portare alla diffusione di nuove malattie, come è accaduto con il nuovo coronavirus.

Giornata mondiale dell’ambiente: è il momento della natura

Il motto scelto per l’edizione 2020 della Giornata mondiale dell’ambiente è “Tempo per la Natura”, a ricordare che il declino della biodiversità è un tema ambientale e anche esistenziale, che deve essere affrontato in modo efficace.

La necessità di adottare misure e azioni concrete per tutelare le specie animali e vegetali, arrestare il declino ambientale e sensibilizzare la popolazione sull’importanza della protezione degli ecosistemi è sempre più urgente: a questo scopo l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) organizzerà una tavola rotonda, per discutere e condividere idee e soluzioni per proteggere gli ecosistemi.

L’incontro, cui parteciperanno anche i Ministri Sergio Costa e Teresa Bellanova, si terrà venerdì 5 giugno alle 10,30 e sarà trasmesso anche in diretta web.

La Living Chapel per il recupero di alberi antichi e di biodiversità

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, sarà presentata la Living Chapel, installazione temporanea progettata per ospitare e nutrire una collezione di alberi antichi umbri e di giovani specie forestali europee.

Il progetto, nato da un’idea del compositore Julian Darius Revie, è stato sviluppato da un team internazionale guidato dall’architetto Gillean Denny con la collaborazione di oltre un centinaio di studenti del Dipartimento di architettura della Pennsylvania State University.

Le piante saranno ospitate all’interno di una maestosa struttura in alluminio riciclato e, grazie a un sistema di irrigazione alimentato da pannelli solari, verranno costantemente raggiunte da gocce d’acqua che, colpendo la struttura metallica, produrranno una suggestiva melodia.

Al termine dell’estate gli alberi nutriti nella Living Chapel e ormai cresciuti saranno messi a dimora in tutta Italia nell’ambito del progetto 60 Milioni di Alberi, iniziativa per riforestare le aree verdi del Paese.

La Living Chapel sarà presentata ufficialmente venerdì 5 giugno alle 17,00 dalla Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale presso l’orto botanico di Roma e in diretta Facebook.

Riferimenti:
Vertebrates on the brink as indicators of biological annihilation and the sixth mass extinction, Gerardo Ceballos, Paul R. Ehrlich, Peter H. Raven ISPRA Ambiente
SISEF
The Living Chapel project

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Foto di Mylene2401 da Pixabay

Ritorniamo ad ammirare i capolavori degli Uffizi

People For Planet - Mer, 06/03/2020 - 12:00

Può essere una bella occasione per vedere o rivedere i capolavori di Botticelli, Michelangelo, Caravaggio, Giotto e tanti altri.

Mancano i turisti stranieri e la coda all’ingresso probabilmente sarà più corta o forse no perché anche l’ingresso a uno dei musei più famosi di Italia e del mondo dovrà seguire delle regole anti-covid.

Gli ingressi sono stati dimezzati da 900 a 450 cos’è che ogni visitatore avrà in media 44 metri quadri di spazio e davanti ai capolavori più importanti sono stati piazzati sul pavimento degli indicatori di distanza per mantenere il distanziamento sociale.

«Sarà una giornata storica» ha spiegato il direttore Eike Schmidt «Solo quattro volte, nell’ultimo secolo, la Galleria ha dovuto chiudere i propri battenti. È successo durante la seconda guerra mondiale; quindi nel 1966, quando ci fu l’alluvione di Firenze, poi nel 1993, dopo l’infame strage mafiosa di via dei Georgofili. Tutte le volte gli Uffizi hanno riaperto, più belli e magici di prima. Sarà così anche questa volta.»

Non ne abbiamo dubbi, l’arte parla ed emoziona sempre.

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Foto di dalibro da Pixabay

Park Therapy: camminare a piedi nudi nel bosco per il bene di corpo e anima

People For Planet - Mer, 06/03/2020 - 11:05

Il primo percorso di Park Therapy è stato inaugurato circa un anno fa nella Val di Rabbi, nel parco dello Stelvio, in Trentino Alto Adige e consiste nel camminare a piedi nudi nella natura per il benessere di corpo, mente e spirito.

E’ ormai risaputo che, in quanto esseri interconnessi con l’universo, abbiamo bisogno del contatto diretto col verde per trarre benefici fisici e psicologici: come vi abbiamo spiegato in quest’articolo, bastano solo due ore alla settimana in mezzo alla natura per sentirsi meglio. Meglio ancora a piedi scalzi.

Camminare a piedi nudi, infatti, dona tantissimi benefici: miglioramento della circolazione sanguigna, dell’equilibrio, della postura, dei dolori alla schiena, rafforzamento dei piedi e delle dita dei piedi. Ma non solo: questa pratica, nota come shinrin-yoku in Giappone, aiuta anche a ridurre lo stress, favorisce un aumento delle energie, stimola i sensi e genera un aumento del senso di libertà fisica e mentale. Vi abbiamo già spiegato, infatti, che il profumo degli alberi fa bene, soprattutto di primo mattino.

Park therapy nella Val di Rabbi

Il percorso ideato nella Val di Rabbi, in località Coler, nel Parco dello Stelvio, è lungo circa 500 metri ed è una porzione di bosco in cui è possibile calpestare diversi materiali: pietre di fiume levigate, muschio ed erba, pigne secche di abete, ma anche tronchi di abete e larice, per poi immergersi nell’acqua di una sorgente con temperature tra i 4 e i 7 gradi.

Il percorso richiede soltanto 30 minuti di cammino che saranno davvero rigeneranti.

Se quest’anno siete alla ricerca di una vacanza alternativa, lontana dal caos delle spiagge, potete sicuramente scegliere questa meravigliosa località, adatta a tutta la famiglia.

Fonte immagine: Il Trentino dei bambini

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Dal seme della ciliegia alla pianta. Ecco come fare!

People For Planet - Mer, 06/03/2020 - 10:00

È arrivata la stagione delle ciliegie, frutto ricco di proprietà e tra i più amati! Chi ne è veramente ghiotto se lo sarà già domandato: è possibile far crescere una pianta di ciliegio direttamente dal seme? La risposta è sì!

Dal canale YouTube L’Arca delle idee – Stefano Gullotta ecco il video tutorial che spiega bene come far crescere una pianta con pochi e semplici passaggi. Da dove iniziare? Mangiando le ciliegie!

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Da oggi tutte le regioni aperte senza condizioni o patentini

People For Planet - Mer, 06/03/2020 - 09:43

Alla fine il ministro degli affari regionali Boccia ha spaventato tutti, e con il paventato ricorso al Tar per le regioni che avessero imposto patentini e misure ritenute troppo rigide, ha fatto subito cambiare idea anche ai duri e puri, come la Sardegna. Oggi cade il divieto di spostarsi tra le regioni, e cade ovunque senza se e senza ma. Termina oggi anche il divieto di ingresso in Italia dai paesi Schengen – che però fino al 15 giugno non faranno altrettanto, a parte, dall’8 giugno, la Gran Bretagna, e la Francia, che ha sempre richiesto solo un’autodichiarazione agli italiani per varcare il confine. Ma anche Albania, Portogallo e Olanda sono già da adesso accessibili.

Italia Unita senza se

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte terrà oggi un discorso “molto forte” nel quale dirà che “il lockdown ha funzionato, che la battaglia contro il virus è (quasi) vinta e che i turisti possono venire sul nostro territorio in sicurezza”. Anche sul fronte economico il premier prepara un “annuncio importante”, che secondo Palazzo Chigi restituirà ottimismo alle famiglie e alle imprese. «Si apre una nuova fase in cui, aumentando i rischi, è necessario tenere alta la guardia”.

Conte annuncerà anche il cosiddetto recovery plan, con “proposte innovative per l’economia”. Boccia ha intanto assicurato al presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini lo sblocco dal 15 giugno di 12 miliardi di euro di vecchi debiti delle pubbliche amministrazioni: ossigeno per le casse regionali e l’economia.

Gli unici obblighi per chi viaggia

Alcuni richiedono il contact tracing, come il Lazio, chi con un’app regionale, come la Sicilia, chi la compilazione di un questionario e l’iscrizione a una piattaforma per la registrazione di chi arriva, come la Sardegna. La settimana prossima, inoltre, sarà in funzione Immuni, la app per il contact tracing del governo, si parte l’8 nelle quattro regioni in cui si avvia la sperimentazione (Liguria, Marche, Abruzzo e Puglia) e poi, dopo una settimana, si allarga a tutta l’Italia.

Oltre all’obbligo di distanziamento e al divieto di assembramento, che naturalmente permangono, da oggi diventa obbligatoria la misurazione della febbre non solo per chi viaggia in aereo ma anche per chi viaggia con l’Alta Velocità o con gli Intercity: ci saranno degli ingressi dedicati nelle stazioni e a chi avrà 37,5 C°, non sarà consentito l’accesso a bordo del treno.

Come avviene il tracciamento

Il tracciamento avviene con la compilazione di un modulo dove si devono indicare le proprie generalità, l’indirizzo di residenza e/o il domicilio. Se non è prevista la misurazione della temperatura si dovrà autodichiarare di non avere febbre o altri sintomi quali la tosse. Potrà essere richiesto di dichiarare se si è entrati in contatto con persone affette da covid-19 e anche gli spostamenti effettuati per arrivare. I moduli potranno essere conservati per 14 giorni.

La Sicilia batticuore

Solo ieri la Sicilia ha annunciato ai turisti ma soprattutto ai suoi tanti figli sparsi per l’Italia che si può rientrare senza sottoporsi a controlli particolari, da oggi 3 giugno. Dopo un lungo tira e molla, il governatore Nello Musumeci ha detto: “Bisogna mettere insieme il cervello e il cuore, dunque la prudenza e la voglia di ripartire. Sono preoccupato per l’economia e dobbiamo fare di tutto per far ripartire il turismo. L’app ci sarà – ha aggiunto – ma sarà solo su base volontaria perché lo scopo non è tracciare ma assistere”.

La Sardegna capitola

Anche qui, il braccio di ferro con il Governo è finito e l’Isola più bella del mondo riapre le porte agli arrivi in aereo da Roma e Milano e alle navi senza imporre passaporti sanitari, certificati di negatività, test salivari o sierologici. “Il presidente della Sardegna Solinas non ha più posto una condizione pregiudiziale, sta lavorando con tutti gli altri su meccanismi che consentano di rafforzare la prevenzione territoriale”, ha cantato vittoria ieri il ministro Francesco Boccia. Ogni passeggero che arrivi in Sardegna dovrà obbligatoriamente registrarsi e potrà (in questo caso è facoltativo) compilare un questionario nel quale indicare se può essere stato in contatto col virus. La registrazione avverrà sul sito della Regione o attraverso la App “Covid 19 Regione Sardegna” (Google e Apple).

Puglia, nessun obbligo

Non c’è nessun obbligo di segnalare la propria presenza sul sito della regione, solo un invito del presidente della Regione Michele Emiliano.

Molise, avanti tutta

Educare la popolazione alla prudenza è la linea scelta dalla Regione Molise che, nonostante l’incremento recente dei casi di contagio, riapre totalmente e senza condizioni i confini interregionali

Campania, test rapidi

Vincenzo De Luca (centrosinistra) è stato il governatore più ostile alla strategia del governo di riaprire indiscriminatamente i confini. Per evitare nuovi focolai la Campania promette controlli e test rapidi, ma insomma nulla di troppo impegnativo.

Lazio, via libera

Non è consentito l’ingresso nel Lazio, né lo spostamento sul territorio regionale alle persone con febbre superiore ai 37,5° C o che siano state sottoposte a sorveglianza sanitaria in isolamento fiduciario. Lo prevede un’ordinanza del presidente Nicola Zingaretti: anche qui, insomma, tutto regolare.

Liguria, solo l’app

La Regione Liguria, insieme a Puglia, Marche e Abruzzo, ha dato il via alla sperimentazione dell’app che dovrebbe aiutare a tracciare la rete dei contagi da Coronavirus

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Covid-19, l’epidemia ha cambiato il nostro rapporto con la natura?

People For Planet - Mer, 06/03/2020 - 09:36

La chiusura degli spazi di verde pubblico ci ha fatto vivere una condizione d’isolamento del tutto nuova. Obiettivo del sondaggio è elaborare processi e strumenti utili a progettare aree di verde urbano ottimizzando i costi e i consumi delle risorse naturali

La distanza forzata dal verde urbano ha modificato la nostra percezione del patrimonio ambientale? Per capire se la pandemia da Covid-19 e il lungo periodo di quarantena che abbiamo vissuto in questi ultimi mesi ha cambiato il nostro rapporto con la natura, fino al prossimo 30 luglio sarà possibile rispondere al sondaggio “Natura interiore: percezioni e sensazioni del verde urbano in quarantena”, realizzato dall’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile in collaborazione con Forum Plinianum Onlus, associazione che opera nel campo della tutela della natura e dell’approfondimento delle relazioni esistenti tra uomo ed ecosistemi naturali.

Chiusura degli spazi di verde urbano

Nelle settimane passate, quando erano vigenti le misure di distanziamento sociale più restrittive, “la chiusura degli spazi di verde pubblico e le limitazioni alle uscite a un raggio di 200 metri da casa ci hanno costretto a vivere una condizione nuova d’isolamento e di limite alla libertà di movimento”, spiega Patrizia Menegoni del Laboratorio biodiversità e servizi ecosistemici dell’Enea. “Nell’emergenza abbiamo potuto osservare una natura dinamica, vitale, che ha riconquistato spazi urbani, e abbiamo avuto tempo per pensare, per riscoprire ciò che ci circonda e riflettere sul rapporto tra uomo e natura”.

Pochi minuti per compilare il sondaggio

Il sondaggio, online sul sito anthosart.florintesa.it, è anonimo e prevede un impegno di circa 15 minuti. Chiunque può partecipare e scegliere di compilare uno o entrambi i blocchi che lo compongono: il basic survey “Il tuo verde in città” e l’advanced survey “Verdi desideri & amori botanici”.

Il questionario mira infatti a raccogliere e analizzare riflessioni, percezioni e sensazioni sul verde delle nostre città durante il lungo periodo di lockdown recentemente vissuto. I risultati verranno utilizzati nell’ambito delle attività di ricerca condotte dall’Enea sulla vegetazione italiana e sul verde urbano con l’obiettivo di elaborare processi e strumenti utili a progettare aree e infrastrutture verdi, ottimizzando i costi e i consumi di acqua e di altre risorse naturali, nel rispetto della biodiversità.

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Chiesa: «Stop industria armi | Morta la sorella di Gattuso | Estate 2020: per italiani solo “microvacanze”

People For Planet - Mer, 06/03/2020 - 06:25

Il Fatto Quotidiano: Riaprono i confini, cosa si può fare e cosa no da ora. Dati – Malati sotto 40mila, 8 Regioni con zero contagi. App già a 500mila download: “Cittadini hanno capito”;

Leggo: I documenti top secret dell’Oms accusano la Cina: «Nascose i dati sul virus»;

Tgcom24: Paura del contagio e difficoltà economiche, per molti italiani solo “microvacanze” | Allarme di Confturismo;

Il Mattino: Salvini e Meloni in piazza: «Il governo si dimetta»,ma è ressa coi gilet arancioni. Centrodestra in piazza anche a Napoli, Forza Italia non molla: Caldoro o Martusciello contro De Luca E Pappalardo accusa: «Salvini mi ha rubato l’intervista»;

Il Messaggero: Fisco, trappola Irpef nella busta paga di 900 mila lavoratori: servono 3 mld. MES, Gualtieri non chiude: “Valuteremo” Coronavirus, Gualtieri calcola al barista i benefici delle misure del Governo Dl rilancio, Gualtieri: “Misure senza precedenti contro choc”;

Il Sole 24 Ore: Borse ai massimi dal 6 marzo, non spaventano le proteste Usa. Il petrolio rivede quota 40 $ – Tiffany a picco, in forse l’operazione Lvmh – Eni brilla con il riassetto – Wall Street: utili in calo, prezzi al top;

Il Giornale: L’ebola non è da sottovalutare. I rischi della nuova epidemia;

Il Manifesto: La Chiesa di base: «Chiudere i conti con l’industria delle armi»;

Corriere della Sera: Addio a Francesca, la sorella di Gattuso aveva un figlio di 5 anni: «Era una combattente»;

La Repubblica: Trump: “Ho fatto per i neri più di qualsiasi altro leader dopo Lincoln”. Biden: “Parla come un poliziotto razzista”.

Zerocalcare dà voce agli infermieri

People For Planet - Mar, 06/02/2020 - 21:30

Il fumettista Zerocalcare racconta attraverso la voce dell’infermiere Lele la condizione in cui vivono e lavorano gli infermieri in Italia. Un video da guardare, perchè non riguarda solo il loro lavoro ma anche il nostro diritto alla salute.

Fonte You Tube CAD

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Trump: le proteste per Floyd sono “terrorismo interno”

People For Planet - Mar, 06/02/2020 - 18:30

Lunedì 1 giugno Donald Trump ha definito “terrorismo interno “ le proteste, in alcuni casi degenerate in saccheggi, che si stanno verificando negli Stati Uniti a seguito dell’assassinio di George Floyd, l’afro-americano, 46 anni, ucciso dalla polizia il 25 maggio a Minneapolis, Minnesota.

Benzina sul fuoco nel suo discorso televisivo

Il presidente americano ha tenuto il suo primo discorso televisivo dopo che massicce proteste si sono diffuse in tutto il paese.

Ha parlato dal roseto di “una Casa Bianca assediata dai manifestanti”, scrive il New York Times. Ha detto che si aspetta che le forze dell’ordine “dominino le strade” e che se i governatori non sapranno porre fine alla violenza manderà l’esercito “a fare il lavoro per loro.”

Trump ha affermato di essere tra gli americani “giustamente preoccupati e indignati” per la morte di Mr. Floyd. Ma ha utilizzato gran parte del suo tanto atteso discorso non per mostrare empatia verso le ragioni della protesta e cercare così di sedare gli animi ma presentandosi viceversa come presidente della legge e dell’ordine, gettando benzina sul fuoco di una situazione già tesissima.

Una passeggiata in una strada sgombrata dalla polizia con le granate stordenti

Quindi, subito dopo il suo intervento, ha camminato lungo una strada in cui si era svolta una manifestazione pacifica pochi minuti prima dispersa dalla polizia con l’uso di gas lacrimogeni e granate stordenti.

Foto da Twitter. New York Times: granate lacrimogene contro i dimostranti per fare passare Trump

Ha camminato con i suoi assistenti fino alla vicina chiesa di San Giovanni, dove il giorno prima era scoppiato un incendio, facendosi fotografare con una Bibbia in mano.

Un duro attacco ai governatori “troppo teneri”

Durante una telefonata lunedì mattina con i governatori americani, il capo dello stato Usa ha attaccato duramente il governatore del Minnesota, lo stato che a suo dire è diventato “lo zimbello di tutto il mondo”, ha invitato i governatori a essere duri nella repressione delle proteste e a trattenere “a lungo” i manifestanti fermati in prigione, per dare l’esempio agli altri.

Prima, ha fatto sapere, aveva avuto “una conversazione amichevole con Vladimir Putin da cui avrebbe ricevuto sostegno.

La scelta di Trump: alzare lo scontro per mobilitare la sua base elettorale

La scelta di Trump, apparentemente irrazionale, sicuramente contraria agli interessi della pacificazione e della giustizia sociale, è una scelta dettata da calcoli di interesse elettorale.

In autunno si voterà per la presidenza Usa e Trump al momento è sotto il fuoco delle critiche, anche da una parte della destra, per la sua cattiva gestione della pandemia Covid-19 e per una politica economica che non riesce a far fronte all’esplosione della disoccupazione, arrivata a quasi 40 milioni di persone.

Il calcolo è fare appello allo zoccolo duro del suo elettorato conservatore, ben sapendo di non avere chance di consenso tra la minoranza afro-americana e, al contempo, creare preoccupazione tra l’opinione pubblica moderata spaventandola con il fantasma del “terrorismo interno” per attirarne i voti.

Foto di Brendan Smialowski per AFP.

Gli antichi cristiani si godevano l’hashish in preghiera

People For Planet - Mar, 06/02/2020 - 16:30

A cercare hashish o marijuana su google news in questo periodo è una cascata di notizie di arresti e segnalazioni di piccoli e medi spacciatori di hashish e marijuana, che dal lockdown in poi non sono mai stati così richiesti e insomma hanno segnato la voglia generale di relax. Eppure a loro favore arriva una curiosa scoperta archeologica, dal Medio Oriente. Nel santuario di Tar Arad, secondo uno studio appena pubblicato, si bruciava hashish negli altari presenti nell’allora Regno di Giuda, nell’attuale Mar Morto.

La scoperta del tempio risale agli anni Sessanta, ad opera dell’Istituto di Archeologia dell’università ebraica di Gerusalemme, la culla della cristianità e delle principali religione da essa derivate, tra cui il cattolicesimo e l’ebraismo. Dagli scavi emersero sei fasi ben conservate di due fortezze quadrangolari sovrapposte, datate tra il IX e i primi del VI secolo a.C., e che servivano a difendere il confine meridionale del regno giudaico. Il santuario era dotato di un cortile recintato e una stanza principale con all’interno una cella più piccola. Era il luogo più sacro, detto Debir, e lì si trovavano due altari, al centro dei quali, in una depressione, venivano bruciati incensi ed altre resine. Quali resine fossero è la domanda che si sono posti i ricercatori Eran Arie, Baruch Rosen e Dvory Namdar.

L’idea di analizzare le ceneri

Nel 1965, per l’inaugurazione dell’Israel Museum, il tempio fu spostato a Gerusalemme. Durante i lavori di ammodernamento del 2007 però il tempio è stato spostato e sono stati prelevati circa 5 milligrammi di materiale di combustione trovato sugli altari per analizzarli con strumenti all’avanguardia.

Da cosa nasce cosa

L’idea è stata vincente. I ricercatori anno infatti trovato tracce di THC (tetraidrocannabinolo, il principio attivo responsabile degli effetti psicoattivi della cannabis), CBD (cannabidiolo) e CBN (cannabinolo) e altri terpeni delle foglie di cannabis sia sativa che indica. Tra le sostanze rinvenute c’era anche grasso animale e incensi, a dimostrare che l’hashish sia stato utilizzato a scopo rituale.

Non è la prima volta

Che l’hashish sia parte della nostra cultura da tempi remoti si sapeva già. Molti studi simili avevano mostrato anche in altre culture utilizzi liturgici dei derivati della cannabis, a scopo allucinatorio. Ad esempio, nelle tombe a Yanghai, nel deserto del Gobi in Cina (700 a.C.) e nelle montagne del Pamir, nel cimitero di Jirzankal (500 a.C).

Tra l’altro, secondo i ricercatori, le tracce di incenso e hashish confermano il florido commercio dalla Somalia e Yemen, da cui provenivano le sostanze utilizzate. “L’uso della cannabis sull’altare di Arad aveva un deliberato ruolo psicoattivo”, hanno poi precisato i ricercatori. “Gli odori di cannabis non sono attraenti e non giustificano il commercio delle infiorescenze da Paesi lontani. L’uso frequente di materiali allucinogeni per scopi di culto nel Vicino Oriente antico è inoltre ben noto e risale al periodo preistorico“. Addirittura.

Bruciare resina ricavata dalle inflorescenze femminili della cannabis sarebbe stata un’usanza utilizzata anche direttamente dai sacerdoti del tempio di Gerusalemme. “Il santuario di Arad è stato costruito secondo la planimetria del Tempio di Gerusalemme: perché le pratiche religiose non dovrebbero essere le stesse?”, ha aggiunto uno degli autori dello studio. Secondo loro, tra l’altro, l’uso era talmente diffuso che è solo un caso che non ne parli direttamente nella Bibbia, dove invece compare spesso nominato l’incenso. Secondo gli studiosi, con ogni probabilità la parola incenso era usata come sinonimo oppure la pratica era stata esclusa poco prima della versione definitiva del testo sacro.

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Non c’è 2 giugno senza 25 aprile: Salvini, Meloni ed estrema destra, oggi in piazza, lo sanno?

People For Planet - Mar, 06/02/2020 - 14:43

Ulivo, stella, ruota, quercia, sono questi gli elementi che compongono il simbolo della Repubblica Italiana, che troviamo impresso sul passaporto e che vediamo sventolare oggi nelle piazze e nei social. Il ramo di quercia simboleggia la forza del popolo italiano, la ruota dentata d’acciaio simboleggia il lavoro, la stella è simbolo patrio italiano dai tempi dell’Antica Grecia, mentre l’ulivo simboleggia la pace. Una pace raggiunta faticosamente, al prezzo di migliaia di morti, migliaia di giovani hanno combattuto il fascismo, i suoi soprusi, le sue stragi, pagando il prezzo della vita. Non c’è 2 giugno senza 25 aprile, chissà se Matteo Salvini e Giorgia Meloni lo sanno. In questi mesi di emergenza sanitaria, lavorativa, economica, sociale, politica, culturale, totale, hanno protestato per ogni cosa, contro ogni cosa, offrendo, in cambio poco. “Siamo qui per ascoltare, non per protestare” ha detto Matteo Salvini oggi a Roma, salvo poi aggiungere “Ci saranno partite IVA, commercianti, artigiani e medici, raccogliamo proposte da trasformare in proposte di leasigge in Parlamento, in emendamenti. Noi oggi chiediamo che siano coperti tutti i lavoratori del pubblico e del privato, è una giornata di ascolto, di memoria e di passaggio. Domani cadranno i muri, ci si potrà spostare di regione in regione nella nostra splendida Italia”. 

Cosa c’entrino le partite IVA, la politica, i viaggi al mare a partire da domani con la celebrazione di oggi è un mistero. Ad ogni modo, niente proteste oggi, assicurano protestando Salvini e Meloni. L’ultima protesta rivendicata apertamente l’hanno fatta quando gli è stato negato il permesso di recarsi oggi all’altare della patria, “che democrazia è mai questa – hanno tuonato via – che non permette di onorare con un fiore i caduti per la patria?”. Mai come negli ultimi mesi la destra, compresa l’estrema destra che oggi ha sfilato al fianco di Fratelli d’Italia e Lega, ha mostrato attaccamento per la democrazia. Mai come negli ultimi mesi la destra, compresa l’estrema destra, si è fatta sentinella della democrazia e, novella depositaria dei principi della Costituzione, mai come in questi mesi la destra, compresa l’estrema destra, ha gridato ai quattro venti la morte della democrazia.

“Non si tratta di immaginare di sospendere, o annullare, la normale dialettica politica. La democrazia vive, e si alimenta, di confronto fra posizioni diverse. Ma c’è qualcosa che viene prima della politica, e che segna il suo limite. Qualcosa che non è disponibile per nessuna maggioranza e per nessuna opposizione: l’unità morale, la condivisione di un unico destino, il sentirsi responsabili l’uno dell’altro”, ha detto oggi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

La cerimonia all’Altare della Patria non ha certo il carattere di un “onore alle armi”, è piuttosto un pietoso, amaro riconoscimento alle tante, troppe vittime, che costellano il nostro passato “nazionale”, prima dell’avvento della Liberazione. Oggi non si celebra “Dio, patria e famiglia”. Oggi si celebra il cosiddetto “referendum istituzionale” del 2 giugno 1946, che è ben altra cosa. Oggi si celebra un’idea di patria intesa come res publica, un bene pubblico regolamentato con leggi giuste e garantito da una Costituzione, qualcuno dice la più bella del mondo, scritta, sì, da italiani, ma guidati da principi universalistici. Vista l’aria sovranista che tira, vale la pena chiarirlo: oggi si celebra la sovranità di un popolo che ha rifiutato ogni continuità con il passato violento, razzista e antidemocratico del Paese. Oggi la memoria va a quei 12.718.641 italiani che il 2 giugno 1946 votarono per una nuova idea di patria, lontana anni luce dalla retorica nazionalistica, militarista, monarchica e fascista. Non c’è tempo, né spazio, per i 10.718.502 italiani attaccati al passato monarchico, razzista, militarista, nazionalista e fascista che il 2 giugno votarono contro l’istituzione della Repubblica. Niente di personale o politico, è la democrazia, bellezza. 

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Covid-19: frenano i contagi, dato più basso dal 26 febbraio

People For Planet - Mar, 06/02/2020 - 13:30

Sei regioni hanno comunicato nella giornata di ieri zero nuovi contagiati – Marche, Sicilia, Umbria, Molise, Calabria e Basilicata – e in generale il numero dei nuovi contagi nel nostro Paese risulta essere il più basso dal 26 febbraio, con un incremento di soli 178 casi registrati.

Oltre 233 mila casi di Covid-19 in tutta Italia

Secondo i dati diffusi dalla Protezione civile i contagiati dal nuovo coronavirus Sars-Cov-2 in Italia sono complessivamente 233.197. Gli attualmente positivi sono 20.861 in Lombardia (-135), 5.062 in Piemonte (-99), 3.068 in Emilia-Romagna (-95), 1.468 in Veneto (-32), 1.082 in Toscana (-29), 611 in Liguria (-58), 2.894 nel Lazio (-89), 1.327 nelle Marche (-11), 939 in Campania (-41), 1.155 in Puglia (-22), 293 nella Provincia autonoma di Trento (-11), 967 in Sicilia (-19), 266 in Friuli Venezia Giulia (-12), 744 in Abruzzo (-9), 123 nella Provincia autonoma di Bolzano (-4), 31 in Umbria (+0), 161 in Sardegna (-24), 17 in Valle d’Aosta (+2), 135 in Calabria (-9), 135 in Molise (-10), 28 in Basilicata (-1).

Le vittime rese note ieri sera e registrate nelle precedenti 24 ore erano 60, in calo rispetto alle 75 del giorno precedente. I morti a livello nazionale salgono così a 33.475. I guariti e i dimessi sono saliti a 158.355.

Zangrillo, San Raffaele: “Il virus dal punto di vista clinico non esiste più”

Numeri che lasciano ben sperare ma che non devono farci abbassare la guardia. Appena due giorni fa Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva del San Raffaele di Milano, ha dichiarato a ‘Mezz’ora in più’ su Rai 3 che “circa un mese fa sentivamo epidemiologi temere per la fine di maggio-inizio giugno una nuova ondata e chissà quanti posti di terapia intensiva da occupare. In realtà il virus dal punto di vista clinico non esiste più. Questo lo dice l’università Vita e Salute San Raffaele, lo dice uno studio fatto dal virologo direttore dell’Istituto di virologia, professor Clementi, lo dice il professor Silvestri della Emory University di Atlanta”. (Guarda il video).

Androni, Simit: “Affermazione non corretta”

Ma è davvero così? Massimo Andreoni, primario delle Malattie infettive del Policlinico di Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Simit, la Società italiana di malattie infettive e tropicali, intervenendo nel programma radiofonico Genetica Oggi su Radio Cusano Campus spiega che “basterebbe vedere quello che sta succedendo nel Sud America per capire che dire una cosa del genere non è corretto”. “Capisco – continua Andreoni – che quando uno deve fare dichiarazioni deve usare toni forti da una parte e semplici dall’altra, ma in questi termini non condivido l’espressione del prof. Zangrillo. Il dato a cui si riferisce è un dato importante, nella virologia del San Raffaele su 200 campioni circa si è visto che c’è una riduzione della carica virale presente nella gola dei malati, e questo può voler dire che il virus possa essere meno aggressivo e si replichi meno. Questo è un dato che si è già visto in altre epidemie, però c’è ad esempio da capire se questo aspetto sia solo legato a Milano oppure a tutta Italia. Dal Niguarda, sempre di Milano, fanno sapere che su 400 campioni non hanno osservato modificazioni virali che lasciano intendere che il virus si sia attenuato: quindi già nella stessa Lombardia ci sono dati differenti che devono essere capiti prima di fare affermazioni così forti. Bisognerebbe parlare per tutta la situazione in generale e non solo per il San Raffaele, altrimenti il messaggio che arriva potrebbe essere frainteso“.

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