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Aggiornato: 1 ora 24 min fa

Com’è la situazione a 3 anni dal terremoto di Amatrice?

Ven, 08/23/2019 - 10:52
Fonte: La Repubblica

Dalla stampa nazionale:

A 3 ANNI DAL SISMA. SENZA CASE (E SENZA SPERANZA), AMATRICE RESTA NELLA POLVERE (…) Profondi rossi. Tre anni dopo, nulla è troppo diverso. Neanche la notte ad Amatrice, neanche a Pescara del Tronto o ad Arquata. E sono ancora troppi i profondi rossi. Come le zone, i centri storici spesso, che furono devastate e che stanno lì, tutte, come millenovantacinque giorni fa. Come gli occhi dei vecchi, che non si riaccendono. In Umbria, uno striscione scritto con lo spray è firmato dallo “Spi Valnerina”, che ha scritto «I terremotati pensionati vogliono ricostruire prima di morire».

Macerie. Sommati, Retrosi e via via le altre frazioni di Amatrice sono vuote e abbandonate. Da qualche parte, qui e là, un po’ di macerie sono state portate via, ma nei 138 Comuni del cratere creato dalle tre grandi “botte” che sbranarono il Centro Italia (il 24 agosto e il 30 ottobre 2016 e il 18 gennaio 2017) il trenta, trentacinque per cento rimane dov’era. S’incontrano panni stesi alle finestre, stanze squarciate, letti e tavoli di cucina, docce affacciate sul vuoto, lampadari che sul vuoto oscillano, scarpe, tovaglie, coperte. Chilometri e poi chilometri, tornanti, tratti di Salaria, Lazio, Umbria e Marche, fino a Visso, Norcia, Camerino, passando per altre frazioni come Campi e Preci, fra casette (le “<+CORSIVO50> Soluzioni abitative di emergenza<+TONDO50>”) arrivate dopo due anni e che hanno già dato un bel po’ di problemi, verde di colline, cantieri, pochissimi, qui e là, cimiteri sempre sfasciati, animali, cavalli e mucche tornati a pascolare, avvilimento, tristezze, sensazione fra la gente d’esser stata lasciata sola e neppure più troppa rabbia. «Abbiamo avuto tre governi e tre commissari, ma non sappiamo ancora chi sono i nostri interlocutori», dice Aleandro Petrucci, sindaco di Arquata. «Non sappiamo come andare avanti. Continua a leggere (Fonte: – AVVENIRE.IT DI Pino Ciociola)

TERREMOTO, ALLE 3.36 DEL 24 AGOSTO UN BOATO: “AMATRICE NON C’È PIÙ” (…) Alle 3.36, un boato nel centro Italia. Terremoto di magnitudo 6.0 nella zona tra Lazio, Marche e Umbria. La terra trema per 142 interminabili secondi, devastando i paesi di Accumoli  (Rieti), Amatrice (Rieti), Arquata del Tronto e la frazione di Pescara del Tronto (Ascoli Piceno).

Dopo meno di un’ora, alle 4.33, un’altra scossa di magnitudo 5.3 farà tremare Norcia, la cittadina di San Benedetto. In attesa dei soccorsi, le dirette televisive danno voce ai sindaci dei paesi più colpiti. ”C’è gente sotto le macerie, al momento la cosa più importante è sgomberare le strade di accesso per far arrivare i mezzi di soccorso”, è l’appello del sindaco di Amatrice . ”Vedo crolli dappertutto, siamo inermi, non abbiamo mezzi, c’è gente sotto le macerie”, dice con voce rotta il sindaco di Accumoli, Stefano Petrucci.“ Terremoto, nel 2016 la scossa che rase al suolo Amatrice

Dopo poche ore, le immagini dall’alto dei Vigili del Fuoco mostreranno senza scampo tutta la devastazione provocata dal sisma“ Continua a leggere (Fonte: L’Amazzonia brucia, Bolsonaro gode: ora è lui la più grande minaccia per il Pianeta – TODAY.IT)

Fonte immagine: www.lavoripubblici.it

Brutti, sporchi e cattivi: puntata 39

Ven, 08/23/2019 - 09:29

Cuore, assolti latte intero formaggi grassi e uova

Ven, 08/23/2019 - 08:22

Latte, formaggi e yogurt prodotti con latte intero così come le uova non aggravano il rischio di malattie di cuore o ictus, mentre la carne rossa dovrebbe essere limitata a non più di tre pasti a settimana. Sono le raccomandazioni aggiornate della Fondazione per il Cuore in Australia su questi alimenti dopo che un gruppo di esperti ha condotto un’estesa rassegna di ricerche australiane e internazionali. Dati alla mano infatti non vi sono evidenze che sia necessario limitarne il consumo per le persone sane.

La Heart Foundation in passato raccomandava a tutti di limitarsi ai prodotti caseari con ridotto contenuto di grassi, ma ora la raccomandazione è limitata a chi soffre di ipertensione, malattie cardiache o diabete tipo due. Secondo le nuove linee guida, non vi è un limite raccomandato per il consumo di uova per adulti sani, mentre per chi soffre di diabete tipo due il limite è uno al giorno.

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Quarant’anni di “Apocalypse Now”…

Ven, 08/23/2019 - 07:00

“Apocalypse Now” capolavoro assoluto di sua maestà Francis Ford Coppola compie 40 anni e si propone agli estimatori anziani e giovani in una versione che il regista annuncia definitiva per durata e scelta.

Presentato in anteprima nella versione restaurata al Tribeca festival negli USA, poi al Festival del cinema ritrovato di Bologna alla presenza del regista che ha incantato centinaia di giovani con le sue parole, arriva ora nelle sale americane, e in autunno in quelle italiane. 183  minuti di “Final Cut” che dovrebbe dare un assetto definitivo al film summa sul Vietnam, metafora dell’esistenza umana e della follia della guerra desunto dalla letteratura di Conrad rielaborata da John Milius.

Ne durava 153 di minuti la prima versione originale massacrata dalle prime recensioni e portata incompleta a Cannes dove a sorpresa trionfa vincendo la Palma d’oro e salvando una produzione titanica che registra tifoni assassini, incidenti di ogni sorta e un montaggio durato anni. Sarà consenso di critica e di pubblico universale con sequenze memorabili e dialoghi celebri entrati nell’immaginario collettivo con una colonna sonora capace di mettere nella stessa compilation “La cavalcata delle Valchirie” di Wagner e “The end” dei Doors.

Nel 2001 Coppola tornerà a Cannes per presentare la versione Redux di ben 202 minuti che viene distribuita di nuovo nelle sale per poter far ammirare gli episodi che erano stati tagliati nella travagliata vicenda produttiva di un film monumento. A distanza di anni e per il quarantennale Coppola ha sentenziato che era una durata troppo lunga quella di Redux e ha elaborato la versione definitiva del film. 

Il suono di Walter Murch e le immagini di Vittorio Storaro premiati all’epoca con l’Oscar sono stati rimasterizzati e digitalizzati in 4 K ricavati dal negativo originale con il lavoro di un maestro del cinema che rielabora sempre ossessionato dalla perfezione. Coppola sta infatti lavorando a un nuovo restauro del capolavoro del muto, il “Napoleon” di Abel Gance di cui ha ritrovato sequenze inedite, che con la partitura musicale scritta dal padre Carmine fu un evento indimenticabile dell’Estate romana dell’assessore Nicolini segnando una delle più felici stagione della cinefilia italiana.

In questa nuova versione rivedremo certamente i monologhi del colonnello Kurz, il viaggio sul fiume, i deliri psichedelici, risentiremo l’odore del napalm e squadreremo con emozione una cast stellare che declina Marlon Brando, Martin Sheene, Robert Duvall, Denis Hopper, Harrison Ford quest’ultimo nella parte del colonnello Lucas (dichiarato omaggio all’omonimo regista che si occupò della sceneggiatura e che doveva essere l’autore del film).

Sarà «Il miglior Apocalypse Now possibile», parola di Francis Ford Coppola.

Combatte l’ansia e migliora la memoria: 5 motivi per apprezzare il silenzio

Gio, 08/22/2019 - 15:00

In estate e soprattutto in vacanza aumenta la voglia di socializzare e divertirsi. Ecco allora che, complici il bel tempo e le temperature calde, ci si lascia trasportare da cene all’aperto con gli amici, tra chiacchiere e musica, a tutto vantaggio del buonumore e del benessere mentale (del resto, i benefici della socializzazione sulla salute del cervello sono noti da tempo: gli anziani che hanno una regolare vita sociale, ad esempio, corrono minori rischi di incappare nel declino cognitivo).

Eppure, se si vuole favorire la propria salute psichica è importante imparare ad apprezzare il silenzio. Intendiamoci: nulla contro il ritrovarsi con gli amici tra una risata e l’altra (non può che far bene). Ma i neuroscienziati che hanno preso parte a ICONS (International conference on the neurophysiology of silence), la prima conferenza internazionale sulla neurofisiologia del silenzio, per avere una buona salute mentale invitano a riscoprire il silenzio. Una situazione ambientale troppo spesso sottovalutata che, invece, porta diversi vantaggi tra cui la riduzione dell’ansia e il miglioramento della memoria.

Cinque in particolare sono le ragioni emerse durante il convegno ICONS – organizzato in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma e l’Haifa University di Israele dalla Fondazione Patrizio Paoletti, da vent’anni impegnata nella ricerca neuroscientifica e psicopedagogica – per “allenarsi” al silenzio.

1. Migliora la memoria

Secondo uno studio diretto da Imke Kirste della statunitense Duke University, due ore di silenzio al giorno solleciterebbero lo sviluppo dell’ippocampo, la regione del cervello collegata alla formazione della memoria. Il silenzio, inoltre, aiuta a concentrarsi e rimanendo concentrati la nostra memoria guadagna punti giorno dopo giorno.

2. Riduce l’ansia

L’effetto anti-ansia è stato spiegato Adam Hanley, ricercatore all’Università dello Utah (Usa), che ha condotto tre studi sperimentali volti a indagare gli effetti su corpo e mente derivanti dal silenzio indotto dalla meditazione. Il risultato? Alcuni gruppi di persone in procinto di sottoporsi a interventi chirurgici hanno riportato sollievo dal dolore, riduzione del desiderio di antidolorifici e livelli più bassi di ansia.

3. Potenzia l’immaginazione

Il silenzio è un grande alleato dell’immaginazione: basti pensare a quando dopo un input sonoro come una canzone, che poi si interrompe improvvisamente, spesso si continui lo stesso a cantarla tra sé e sé. L’apparente mancanza di input, dunque, sembra essere essa stessa un input, che consente alla nostra mente di “ricavarsi lo spazio giusto per fare le sue cose, per tessere ciò che siamo”, spiegano i ricercatori.

4. Aumenta la capacità di elaborare le emozioni altrui

Olga Capirci, ricercatrice dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), ha presentato uno studio secondo cui l’assenza dei suoni consente alle persone sorde di percepire ed elaborare in modo più profondo le emozioni degli altri. Osservare in silenzio le persone mettendo da parte l’opportunità di comunicare verbalmente – ha spiegato la studiosa – può dunque aiutarci a comprendere meglio le emozioni che passano dalle espressioni dei volti, spesso influenzate dalle parole.

5. Facilita l’ascolto di se stessi

Infine nel corso del convegno Moshe Bar, neuroscienziato di fama internazionale, ha spiegato che il silenzio ha anche il merito di renderci più presenti a noi stessi e a quello che ci circonda: “Attraverso la meditazione e il silenzio è possibile godere delle piccole cose che sono intorno a noi e che molto spesso si danno per scontate”, mentre al contrario i rumori “ci allontanano dalla conoscenza di noi stessi”.

Photo by Kristina Flour on Unsplash

Tesla lancia il noleggio dei pannelli fotovoltaici anche in Italia

Gio, 08/22/2019 - 15:00

Tesla ha lanciato una nuova modalità di accesso all’impianto fotovoltaico: il contratto mensile. Si paga soltanto una piccola rata mensile senza vincoli a lungo termine, e la pagina di prenotazione è disponibile anche in Italia.

Tesla ha lanciato un nuovo servizio di noleggio degli impianti solari. In pratica, invece di pagare subito tutto l’impianto, si paga una piccola rata da 50 dollari al mese senza contratti a lunga scadenza. Semplicemente, l’impianto produce energia elettrica finché si paga.

È una rivoluzione copernicana del settore, che fino ad oggi ha visto l’utente dover affrontare un costo di avvio dell’impianto piuttosto alto. Tesla invece, con l’obiettivo di far tornare a crescere la controllata SolarCity, ha deciso di lanciare questo progetto, economicamente decisamente aggressivo. 

La pagina di prenotazione del servizio è disponibile anche per l’Italia e richiede una caparra (restituibile) di 100€, oltre ai dati della carta di credito. I formati di impianti disponibili sono tre: Small, Medium e Large. Il primo è da 3,8 kW e produce in media dagli 8 agli 11 kWh al giorno, il secondo è da 7,6 kW e ne produce dai 16 ai 23 kWh. Infine il terzo è da 11,4 kW e produce in media dai 24 ai 34 kWh al giorno.

Continua a leggere DMOVE.IT

L’Amazzonia continua a bruciare: complotto di governo o psicosi ambientalista?

Gio, 08/22/2019 - 11:07
Fonte: TG2000

Dalla stampa nazionale:

La foresta amazzonica brucia a un ritmo doppio rispetto dello scorso anno. A denunciarlo è l’Istituto Nazionale per la ricerca spaziale (Inpe) che, immagini satellitari alla mano , ha parlato di un aumento dell’83% rispetto al 2018. Il grido d’allarme arriva qualche settimana dopo il licenziamento del capo dell’agenzia Ricardo Galvao per volere del presidente brasiliano Jair Bolsonaro. Lo riporta la Bbc.

(…) Secondo la Nasa, l’agenzia spaziale americana, la situazione non è così allarmante. Anzi. Mentre gli incendi sono aumentati in Amazzonia e Rondonia sono diminuiti negli Stati Mato Grosso e Parà. Chi avrà ragione? Dati alla mano l’Inpe conta 72mila incendi tra gennaio e agosto 2019, nel 2018 erano stati 40mila. Da giovedì scorso si sono contati 9,500 incedi, soprattutto in Amazzonia. Il presidente Bolsonaro ha parlato di psicosi ambientalista ma Galvao ha difeso il lavoro della sua agenzia: «Posso essere licenziato ma non si può attaccare l’Inpe. Vista la solidità scientifica delle nostre ricerche da oltre 30 anni mai avrei pensato che sarebbe intervenuto addirittura il presidente della Repubblica».Continua a leggere (Fonte L’Amazzonia brucia, record d’incendi: sono cresciuti dell’83% – CORRIERE.IT di Monica Ricci Sargentini)

  • (…) Dalla NASA arriva infatti un’immagine che mostra chiaramente dal satellite il fuoco che divampa nella foresta. La foto risale al 13 agosto.

Continua a leggere (Fonte: L’Amazzonia brucia: l’immagine ripresa dal satellite – NOTIZIE.VIRGILIO.IT)

  • (…) La deforestazione dell’Amazzonia brasiliana ha superato la soglia dei di tre campi da calcio al minuto, secondo gli ultimi dati del governo. Dal punto di vista areale a luglio sono scomparsi 1.345 kmq, un terzo in più rispetto al precedente record mensile sotto l’attuale sistema di monitoraggio del sistema satellitare Deter B, iniziato nel 2015. Solo in agosto si sono verificati 71.497 incendi di medie e grandi dimensioni, sostiene l’Institut Nacional d’Indagacions Espacials (INPE), un centro di ricerca specializzato in analisi fotosatellitari (il direttore dell’INPE Ricardo Galvão, è stato licenziato da Bolsonaro proprio per le sue ricerche sugli incendi). Dati fuori scala, che mostrano come si stia spingendo rapidamente la più grande foresta pluviale del mondo verso un punto di non ritorno entro il quale si rischia di compromette l’intero ecosistema. Condannando piante e animali alla scomparsa.

Per il mondo ecologista brasiliano, allevatori e agricoltori hanno colto la palla al balzo e non sapendo quanto a lungo durerà il governo di Jairo Bolsonaro, dichiaratamente climanegazionista e fin dal primo giorno promotore dell’espansione delle aree agricole in Amazzonia, stanno cercando di acquisire e disboscare foreste pluviali quanto più rapidamente possibile. «La “notte” di San Paulo è la cartina tornasole di questa follia», continua Paulo. Terreni che spesso vengono sottratte a comunità indigene, violandone i diritti fondamentali. «Oggi i difensori della terra sono a rischio. Gli omicidi sono aumentati esponenzialmente». Pochi giorni fa a Brasilia per protestare contro l’ecocidio sono sfilate le “Margherite”, oltre 2000 donne indigene. Ma Bolsonaro ribadisce: nemmeno un centimetro di terra in più alle comunità indigene. Continua a leggere(Fonte: L’Amazzonia brucia, Bolsonaro gode: ora è lui la più grande minaccia per il Pianeta – LINKIESTA.IT di Emanuele Bompan)

Brutti, sporchi e cattivi: puntata 38

Gio, 08/22/2019 - 09:29

NASA: scoperti tre nuovi pianeti fra cui una nuova ‘super Terra’

Gio, 08/22/2019 - 09:11

Sono stati infatti scoperti ben tre nuovi mondi, fra cui una ‘super Terra’ dalle caratteristiche uniche!

Diversi mesi fa la NASA annunciò la scoperta di una nuova “super Terra”, Pi greco Mensae Cdi raggio doppio rispetto al nostro pianeta, con una massa 4,5 volte superiore e distante 60 anni luce da noi.

Tutto ciò è stato reso possibile grazie al TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite), telescopio spaziale ideato per ricercare pianeti extrasolari nell’ambito del Programma Explorer della NASA.
Le sorprese che il TESS ha in serbo per noi però non sono affatto finite.

Tramite un tweet di qualche giorno fa, la NASA ha infatti annunciato di aver individuato grazie al TESS tre nuovi corpi celesti, situati a livello del sistema GJ 357 orbitante intorno a una stella nana piccola e fredda (di tipo spettrale M).

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Se cercate un paradiso sostenibile andate in vacanza a Lidö

Gio, 08/22/2019 - 07:00

Il set di questa missione è quello dell’isola di Lidö, nell’arcipelago svedese, dove giorno dopo giorno sono state introdotte 18 soluzioni sostenibili per renderla carbon neutral e tagliare del 78% le emissioni di CO2.

Combustibili ricavati da fonti rinnovabili, pannelli solari, biogas, infissi smart per gli edifici, sistemi di riscaldamento e rinfrescamento a impatto ridotto, in più tante idee per garantire ai turisti in visita un soggiorno confortevole e allo stesso tempo sostenibile. Non è un caso se le Zero Cabin e lo Zero Menu sono due pilastri del progetto.

Il progetto Zero Island si inserisce in un lavoro più ampio, la Journey to Zero iniziative. Come spiegano da Neste, tutto parte in realtà dall’obiettivo già fissato a livello nazionale secondo cui la Svezia sarà fossil-free entro il 2045. Considerando questa tappa già scritta nero su bianco, l’azienda si è dedicata a valutare il successo di alcune soluzioni per diminuire l’impatto ambientale di ogni cittadino nella vita concreta. Il luogo di sperimentazione è stato appunto l’isola di Lidö, dove sono stati apportati cambiamenti tanto progressivi quanto radicali lungo l’arco di un anno.

Quello di Neste non è un nome sconosciuto. Nell’indice Corporate Knights 2019 delle 100 società più sostenibili figura al terzo posto ed è la tredicesima volta che compare in questa lista. Ma la storia di quest’azienda è più lunga e controversa, trattandosi della compagnia petrolifera di stato svedese, fondata nel 1948 e negli ultimi decenni diventata anche bersaglio di Greenpeace per l’acquisto di olio di palma – necessario alla produzione di biodiesel – proveniente dalla deforestazione dei polmoni verdi di Malaysia e Indonesia. Poi il cambio di rotta, l’introduzione del MY Renewable Diesel e una serie di progetti che ne hanno cambiato i connotati (la storia aziendale si può leggere qui).

Zero Island impone di ripensare il modo di viaggiare e di vivere le esperienze turistiche e, allo stesso tempo, dimostra come sia possibile ridurre drasticamente le emissioni di CO2. Tuttavia, non c’è spazio per la noia e la scomodità per chi arriva a Lidö: le Zero Cabin vanno per la maggiore su piattaforme come AirBnb e lo Zero Menu offre la possibilità di scoprire i prodotti locali grazie ai piatti preparati dallo chef Jonas Svensson, che oltre ad essere buoni generano una carbon footprint (emissioni di gas serra) pari a un quarto rispetto a un piatto equivalente.

Con l’isola divenuta climate neutral il progetto comunque non si ferma: sarà un luogo dove educare le persone a scelte responsabili e sostenibili, dove sperimentare le Zero Vacations e, addirittura, dove sposarsi per la prima volta a impatto zero con le nozze Zero Weddings.

https://www.neste.com/releases-and-news/climate-change/nestes-zero-island-project-cuts-emissions-lido-78

Immagine di copertina: Disegno di Armando Tondo

Nell’Artico ‘nevicano’ microplastiche

Mer, 08/21/2019 - 15:00

L’Artico è considerato uno degli ultimi ambienti incontaminati del mondo, ma una ricerca dimostra che non è più così.

Dopo aver trovato microplastiche nelle acque e sui fondali dell’Artico, ora il team di ricercatori dell’istituto tedesco Alfred Wegener, guidati da Melanie Bergmann e Gunnar Gerdts, ha scoperto che queste particelle inquinanti si trovano anche sullo strato più superficiale delle neve dei ghiacciai. Un dato che avvalla l’ipotesi secondo cui le microplastiche possono essere trasportate nell’atmosfera coprendo grandi distanze, come in passato è stato appurato per il polline. Questa scoperta preoccupa i ricercatori anche per un altro motivo: se le microparticelle sono nell’aria, allora è molto probabile che possiamo respirarle.

Continua a leggere e guarda il video su REPUBBLICA.IT – A cura di Valentina Ruggiu

Quanto si stanno sciogliendo davvero i ghiacciai della Groenlandia?

Mer, 08/21/2019 - 13:00

La notizia che in Groenlandia si siano sciolte, in un solo giorno, undici miliardi di tonnellate di ghiaccio ha creato grande allarme tra gli esperti e nell’opinione pubblica. Ma qual è la situazione reale? I dettagli 

Secondo quanto riportato da Agi, quasi il 60% della calotta glaciale groenlandese ha perso, il 31 luglio 2019, un millimetro di spessore di ghiaccio, subendo il peggior scioglimento – complice l’ondata di caldo record di quei giorni in Europa – dal 2012.

Ma quanto è importante la calotta glaciale groenlandese e qual è attualmente la situazione? Andiamo a vedere i dettagli.

Come avevamo scritto in un nostro precedente articolo sul tema, sono 15 milioni i chilometri quadrati coperti dai ghiacci sulla Terra, circa il 10% delle terre emerse, e se questa massa di ghiaccio si sciogliesse integralmente il livello dei mari si alzerebbe di circa 70 metri.

La maggior parte si trova nello strato glaciale (ice sheet) che ricopre l’Antartide e la Groenlandia, ma l’isola è seconda a grande distanza rispetto al continente antartico. Se si sciogliesse la calotta glaciale che ricopre il Polo Sud, secondo uno studio accademico del 2018 in proposito, il livello delle acque si alzerebbe infatti di 58,3 metri, mentre se si sciogliesse solo quella groenlandese i mari salirebbero di “solo” 7,4 metri. Terzi in classifica arrivano i ghiacciai alpini che, se si sciogliessero integralmente, farebbero innalzare le acque di 41 centimetri.

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I Casanova degli emoji

Mer, 08/21/2019 - 11:36

Uno studio su Plos dimostra che chi ne fa largo uso ha una vita sentimentale più attiva. Gli psicologi: “Aiutano a creare l’intimità con il potenziale partner”

Un tempo si spedivano i fiori. Poi, sono arrivati gli sms. Ora per avere un appuntamento basta qualche emoji. Anzi, chi più ne fa uso oggi sembra avere una vita sessuale più attiva. Lo dimostra uno studio della Kinsley Institute su abitudini e relazioni intessute attraverso i social media che – da Whatsapp a Tinder – sono ormai parte integrante della nostra vita sociale.

Così, studiando il corteggiamento digitale, gli psicologi esperti di “amore, sessualità e benessere” dell’Università dell’Indiana hanno visto che per la maggior parte delle persone intervistate un uso frequente degli emoji coincideva con un maggior successo nelle conquiste. Se la persona con cui parliamo è un potenziale partner, insomma, le faccine sembrano essere di grande aiuto nel far sbocciare un amore. O comunque nel creare i presupposti perché si passi ai fatti.

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Mimmo Lucano e l’esilio da Riace: “Non voglio carità, ma giustizia”

Mer, 08/21/2019 - 11:08

Mimmo Lucano, petizione a Mattarella: “Possa tornare a Riace per salutare il padre in fin di vita”. Zingaretti: “Siamo con lui”- A lanciare la raccolta firme, via Facebook, è il Comitato undici giugno, nato a sostegno dell’ex sindaco del comune calabrese, per il quale vige il divieto di dimora nella città amministrata per tre mandati

Intervenire “urgentemente” per consentire a Mimmo Lucano “di poter tornare nel comune di Riace” per un ultimo saluto all’anziano padre malato. È la richiesta contenuta in una petizione su Change.org indirizzata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. A lanciarla, via Facebook, il Comitato undici giugno, nato a sostegno dell’ex sindaco del comune calabrese. A sostegno di Lucano si schiera su twitter Nicola Zingaretti, segretario del Pd: “Caro Mimmo, ti sono vicino e mi unisco alla mobilitazione del Comitato Undici Giugno per garantirti quello che per me è un diritto umano, fare visita a tuo padre in fin di vita. Siamo con te”.

Nella petizione si ricorda come Lucano,primo cittadino per tre mandati consecutivi, “dal 4 ottobre 2018, a seguito della richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Locri , è stato sottoposto a misure cautelari restrittive della libertà personale, ovvero agli arresti domiciliari prima ed al divieto di dimora nel comune di Riace poi, misura quest’ultima ancora efficace”. Continua a leggere (Fonte: Mimmo Lucano, petizione a Mattarella: “Possa tornare a Riace per salutare il padre in fin di vita”. Zingaretti: “Siamo con lui – ILFATTOQUOTIDIANO.IT)

Dalla stampa nazionale:

Tanti gli appelli in favore di Mimmo Lucano, l’ex sindaco di Riace esiliato che non può tornare in paese per stare con il padre morente.

“Mimmo Lucano ha il diritto di poter tornare a Riace per riabbracciare per l’ultima volta suo padre anziano, malato e in fin di vita”, scrive su Facebook Roberto Saviano. “Mi unisco all’appello del “Comitato Undici Giugno” perché sia immediatamente consentito a Mimmo Lucano di rientrare nella sua città – continua lo scrittore – Mimmo è un uomo esiliato, tenuto lontano dalla sua terra e dai suoi affetti. Nel processo in cui è coinvolto, la Cassazione ha demolito l’ordinanza del Riesame, ma l’esilio è stato confermato e ora è di nuovo al vaglio della Suprema Corte”.

(…)C’è poi il tweet di Giuseppe Fiorello, protagonista della fiction sul modello Riace che è stata cancellata dalla Rai: “Camorristi, mafiosi, politici corrotti, evasori ai domiciliari o la libertà totale e, in alcuni casi addirittura sui banchi del parlamento, #mimmolucano invece non può nemmeno stringere la mano del padre nel momento più duro dell’esistenza umana, l’addio alla vita. Vergogna!”. Continua a leggere (Fonte Roberto Saviano: “Mimmo Lucano ha il diritto di riabbracciare il padre in fin di vita” – REPUBBLICA.IT)

  • “Riace non si arresta!” il video di People For Planet sulla manifestazione di sabato 6 ottobre 2018 contro l’arresto del Sindaco Domenico Mimmo Lucano alla quale hanno partecipato oltre 5.000 persone. (Fonte: Riace non si arresta PEOPLEFORPLANET.IT)

L’Italia trasformata in un “social media reality show”

Mer, 08/21/2019 - 10:59

NEW YORK TIMES (Usa) “Il caos si è trasformato in incertezza”. Finisce così il governo più “nazionalista, populista e anomalo” che l’Italia abbia conosciuto negli ultimi decenni.
I leader di Movimento 5 Stelle e Lega “hanno trasformato il Paese in un social media reality show”.  “Nel frattempo il Paese è diventato sempre più isolato in Europa e la situazione finanziaria si è progressivamente aggravata”: crescita zero e un debito pubblico di oltre duemila miliardi di euro, con lo spread tra titoli italiani e tedeschi che è rimasto alle stelle per tutta la durata dell’esecutivo.
L’Italia “indebolita finanziariamente e sempre meno influente all’estero” si ritrova nel bel mezzo di un “disastro creato con le proprie mani”.

CNN (Usa): “In un discorso di un’ora, Conte ha lanciato un caustico attacco a Matteo Salvini, il ministro dell’Interno e leader della Lega, che era seduto giusto alla sua destra”

LIBERATION (Francia) “Giuseppe Conte sbatte la porta ma mantiene la posizione.” “Spinto lo scorso anno alla presidenza del Consiglio su proposta del M5S, questo professore universitario senza alcun mandato politico ha sempre sostenuto che questa esperienza alla guida della coalizione populista sarebbe stata temporanea e avrebbe quindi ripreso la sua vita professionale. Ma all’età di 55 anni, Conte potrebbe dover cambiare idea. Alla fine di luglio, solo pochi giorni prima della pausa decisa da Salvini, il governo Conte era ancora supportato dal 54% degli italiani, al presidente del Consiglio era stato personalmente attribuito il 58% delle opinioni favorevoli, prima di tutti gli altri politici. Assumendo il ruolo di arbitro, apparendo – con i suoi modi educati e il suo stile sobrio – come baluardo contro gli eccessi dei suoi due vice-premier anti-sistema, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, Giuseppe Conte si è imposto all’opinione pubblica come una sorta di garante del governo. Soprattutto a livello internazionale, l’avvocato Conte ha lavorato regolarmente per rassicurare i partner di Roma, in particolare in Europa.”

LE MONDE (Francia): “L’Italia non ha più un governo. L’alleanza inedita tra il partito di estrema destra, la Lega, ed il movimento antisistema M5S vive dunque la sua ultima giornata alla guida dell’Italia”.

LE FIGARO (Francia): “Dopo un discorso accusatore e molto duro contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini, definito ‘irresponsabile’, il premier Conte ha annunciato le sue dimissioni mentre l’Italia attraversa una crisi di governo”.

BBC (Gran Bretagna): “Dopo un feroce attacco al partner della coalizione, Matteo Salvini, il premier Giuseppe Conte ha detto che presenterà le dimissioni. Conte ha definito Salvini ‘irresponsabile’ per aver creato una nuova crisi politica in Italia per interessi personali e di partito'”.

GUARDIAN (Gran Bretagna): “Conte si è dimesso dopo aver attaccato Salvini come ‘opportunista’ per aver scatenato la crisi di governo che potrebbe avere ‘serie conseguenze’ per l’Italia. Conte, solitamente mite, ha alzato la posta contro Salvini nel weekend, accusandolo di slealtà e di essere ‘ossessionato’ con la chiusura dei porti ai migranti”.

EL PAIS (Spagna): “Il primo ministro italiano annuncia le dimissioni e chiama ‘irresponsabile’ Salvini per aver provocato la crisi di governo… Mattarella dovrà adesso avviare le consultazioni con i leader dei partiti per vedere se c’è la possibilità di formare un nuovo governo o, al contrario, se è necessario anticipare il voto, come chiede Salvini”.

EL MUNDO (Spagna): “Il premier italiano Giuseppe Conte ha annunciato in senato le sue dimissioni come capo del governo. Conte evita così di sottoporsi alla mozione di sfiducia che aveva sollecitato il vice premier Matteo Salvini per forzare la caduta del governo ed arrivare ad elezioni anticipate”.

DAILY SABAH (Turchia): “Il primo ministro Conte annuncia che si dimetterà, accusa Salvini per la crisi di governo in Italia”.

AL JAZEERA (Qatar): “Il primo ministro italiano Giuseppe Conte attacca Salvini e annuncia che si dimetterà”.

BILD (Germania): “Il primo ministro Conte si dimette, governo nel caos”

FRANKFURTER ALLGEMEINE ZEITUNG (Germania): “Il primo ministro Conte annuncia le dimissioni dopo un discorso molto critico contro Salvini, accusato di irresponsabilità”.

Fonte immagine: Faz.net

Brutti, sporchi e cattivi: puntata 37

Mer, 08/21/2019 - 09:29

Pellicola alimentare? Se la conosci, non ti fa male

Mer, 08/21/2019 - 07:00

Alzi la mano chi non le usa: le pellicole trasparenti sono comodissime per isolare i cibi e mantenerli freschi più a lungo, permettono di riconoscere immediatamente cosa abbiamo incartato e controllarne lo stato. Non da ultimo, isolano dagli odori.

Tuttavia si tratta di plastica, uno dei materiali meno conosciuti per i suoi effetti sulla salute, anche perché alcune sostanze plastiche potenzialmente dannose possono migrare nel cibo a seconda del genere di conservazione, e dunque non a tutti sono chiare le mille regole da seguire per usarli in (presumibile) sicurezza. Ad esempio le pellicole possono rilasciare sostanze dannose al variare della temperatura (come quasi tutte le plastiche: motivo per cui sarebbe bene non metterle in lavastoviglie), oppure a seconda dei cibi che contengono, ad esempio i grassi (un discorso simile si applica all’alluminio). Generalmente le pellicole sono a base di polivinilcloruro (PVC), prodotte e utilizzate da decenni, ma a maggior rischio; oppure a base di polietilene (PE), relativamente più recenti, più costose, meno performanti e meno pericolose.

Il PVC, che ha un’aderenza perfetta, un’ottima resistenza, e una bassa permeabilità, può rilasciare cloruro di vinile, un noto cancerogeno, mentre gli ftalati, aggiunti al polimero durante la produzione per dare elasticità, sono interferenti endocrini che, in caso di contatto con alimenti oleosi o grassi, tendono a fuoriuscire migrando nel nostro alimento. Generalizzando molto, possiamo dire che la pellicola in PVC non è adatta per avvolgere burro, margarina, cioccolato, sottoli o formaggi. Nessun problema invece per alimenti conservati sotto sale o cibi acidi (al contrario dell’alluminio), e via libera al PVC anche per frutta, verdura e pesce.

La pellicola in PE è più sicura, ma meno aderente e flessibile, quindi isola meno gli alimenti ed è praticamente inutile per gli alimenti secchi. Si adatta bene a salumi, insaccati, formaggi e carni.

Ma come sappiamo se la pellicola che stiamo scegliendo è in PE o in PVC? Solo per la buona volontà delle aziende produttrici, che possono indicarlo o meno sulla confezione: infatti la legge non impone regole. Il nostro consiglio è di valutare l’acquisto delle pellicole – molto più care, ma lavabili e riutilizzabili davvero a lungo – a base di cere d’api, oggi prodotte in modo sostenibile da molte aziende.

Nessuna delle pellicole in plastica trasparente oggi in commercio può essere impiegata nel forno, ovviamente, dove molti di noi usano le carte da forno per cuocere i cibi senza farli aderire. La carta da forno è composta da polpa di cellulosa ricoperta da uno strato di silicone, che la rende impermeabile, antiaderente e resistente a temperature sino a 220°C. Oltre questa temperatura la carta si annerisce e può essere dannosa per la salute.  

Immagine di copertina: Fonte https://pianetadelleidee.altervista.org/2017/12/dove-si-butta-la-pellicola-gli-alimenti.html

Trump vuole comprare la Groenlandia

Mar, 08/20/2019 - 15:00

Comprare la Groenlandia «per gli Stati Uniti sarebbe bello strategicamente». Sembra una battuta ma non lo è, il presidente americano Donald Trump ha confermato il suo interesse per l’acquisto del territorio autonomo danese della Groenlandia: «Sarebbe in sostanza un grande affare immobiliare». L’interesse era trapelato venerdì scorso, quando da un’indiscrezione del Wall Street Journal aveva riferito che Trump si era informato «ripetutamente» con i suoi collaboratori – anche se «con vari gradi di serietà» – sulla possibilità che gli Usa acquistino l’isola. Tanto era bastato perché, sempre venerdì, con una dichiarazione ufficiale il governo danese commentasse: «La Groenlandia non è in vendita». La premier Mette Frederiksen ha definito «assurdo» l’interesse del presidente americano: «La Groenlandia non è danese. La Groenlandia appartiene alla Groenlandia», ha spiegato Frederiksen al quotidiano Sermitsiaq. «Spero vivamente che non faccia sul serio». 

L’operazione prospettata dalla Casa Bianca richiama alla memoria la vicenda dell’Alaska, che nel 1867 gli Usa acquistarono dalla Russia. La Groenlandia è un’isola situata nell’emisfero boreale per tre quarti il suo territorio si trova a nord del Circolo Polare Artico. Di notevoli dimensioni (è la seconda isola più grande del mondo, subito dopo l’Australia) la Groenlandia è vista come una risorsa per il futuro: dallo sfruttamento delle sue ricchezze ittiche e minerarie a quello di terra abitabile nel caso si realizzassero i più estremi scenari legati ai cambiamenti climatici, sono molti gli aspetti che la rendono appetibile agli occhi delle potenze mondiali. 

Intanto in Groenlandia prosegue un’estate con temperature record fino a 22 gradi, con risvolti sull’ambiente disastroso quanto inattesi: 12 miliardi di tonnellate d’acqua riversate in mare in un solo giorno a seguito dello scioglimento dei ghiacciai. Le immagini aeree trasmesse dai media sulle condizioni dell’area intorno al paese di Kangerlussuaq sono impressionanti, nel solo mese di luglio (il più caldo dal 2012) si sono riversate nell’oceano 197 miliardi di tonnellate d’acqua. 

Il 2 agosto, a 3200 metri, nel cuore della Groenlandia, nel punto più alto della calotta glaciale dell’isola nella stazione chiamata Summit, si sono registrati 4.7 gradi centigradi. Un record assoluto che ha stracciato quello precedente di 2.7 gradi, rilevato addirittura il giorno prima, l’1 agosto. Per meglio comprendere la rapidità del fenomeno, basta pensare che, tra l’1 e il 2 agosto, nelle acque intorno alla Groenlandia, a causa della fusione dei ghiacci, si è riversata una quantità di acqua sufficiente a coprire l’intera Florida: 10 miliardi di tonnellate.

I 10 miliardi di tonnellate d’acqua hanno contribuito ad alzare il livello dei mari di circa 0.5 millimetri, un dettaglio tutt’altro che trascurabile se sommato all’innalzamento medio annuale di circa 3.2 millimetri. Tutto ciò comporta una maggiore probabilità di inondazione di zone costiere in occasione di tempeste ed uragani e i primi a scontarne i rischi sono ovviamente gli abitanti della Groenlandia, che già nel 2017 avevano dovuto subire uno tsunami per via di un terremoto di magnitudo 4 che causò morti, feriti e i dispersi in numero ingente, specie se rapportato alla bassissima densità del territorio. La popolazione sull’isola, pari a circa 57.000 abitanti, vive prevalentemente lungo i fiordi della costa sud-occidentale ed è composta per la stragrande maggioranza da inuit, noti anche come eschimesi. Date le condizioni climatiche e idrogeologiche del suolo, in Groenlandia la maggior parte delle case sono poco più che dei prefabbricati senza fondamenta e poco basta perché il suolo venga dilavato e tutto venga distrutto. Durante lo tsunami, il centro abitato più colpito fu Nuugaatsiaq, a soli 230 metri sul mare, a 4 chilometri da esso. Niente a che vedere con le Golden Tower a cui ci ha abituati Trump, che per il momento scherza via Twitter: «Prometto, non costruirò grattacieli in Groenlandia».

Ideato un elettrodo che stimola il nervo ottico

Mar, 08/20/2019 - 13:00

Può inviare informazioni visive direttamente al cervello, senza passare per l’occhio. Il funzionamento della nuova tecnologia, sviluppata dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dal Politecnico federale di Losanna è stato testato con successo sui conigli.

 ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e del Politecnico federale di Losanna (Epfl) hanno sviluppato OpticSeline, uno speciale elettrodo che in futuro potrebbe aiutare i non vedenti a svolgere le attività quotidiane: una volta inserito all’interno del nervo ottico, è in grado di stimolarlo inviando informazioni visive direttamente al cervello, senza passare per l’occhio. I risultati dei primi test, condotti con successo sui conigli, sono stati pubblicati sulle pagine della rivista di settore Nature Biomedical Engineering e potrebbero portare presto a una sperimentazione sull’uomo. “Da un punto di vista puramente tecnologico, potremmo iniziare i test clinici anche domani”, dichiara Diego Ghezzi, professore di neuroingegneria presso il Politecnico federale di Losanna.

Un valido supporto per i non vedenti

La versione di OpticSeline utilizzata per condurre i test sui conigli è composta da un fascio di 12 elettrodi molto sottili. Quella destinata all’uomo, invece, potrebbe contenerne fino a 60: si tratta di un numero troppo limitato per restituire completamente la vista ai non vedenti, ma sufficiente a fornire loro un valido aiuto nello svolgimento delle attività quotidiane. “Crediamo che la stimolazione intraneurale possa essere una valida soluzione per molti dispositivi neuroprostetici mirati al recupero della funzione sensoriale e motoria”, dichiara Silvestro Micera, ricercatore dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore di Sant’Anna di Pisa. In passato questa tecnologia è già stata impiegata con buoni risultati nelle mani artificiali destinate ai pazienti amputati.

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Foto di Rudy and Peter Skitterians da Pixabay 

Trump conferma il suo interesse verso la Groenlandia

Mar, 08/20/2019 - 10:34

Secondo un’indiscrezione pubblicata dal Wall Street Journal, Donald Trump vorrebbe comprare la Groenlandia dalla Danimarca. Tra chi afferma che sia il regalo di Natale per la moglie Melania a chi invece ipotizza che il presidente americano abbia come obiettivo a Risiko la conquista del Nord America e dell’Oceania, ecco come gli utenti su Twitter hanno ironicamente reagito alla notizia

Fonte: La Repubblica

Dalla stampa nazionale:

La Groenlandia finirà come l’Alaska? L’amministrazione americana continua a mostrare interesse a un eventuale acquisto dell’Isola autonoma della Danimarca. Eppure dopo le prese di posizione della premier danese Mette Frederiksen: “Conversazione assurda” e del primo ministro della Groenlandia, Kim Kielsen: “La Groenlandia non è in vendita“, Trump pubblica un tweet, poco serio, con un fotomontaggio. “Prometto di non realizzarla”, con riferimento alla Trump Tower.

Che Usa e Groenlandia abbiano una buona collaborazione è risaputo. Nonostante le frasi shock sull’eventuale acquisto della grande isola da parte degli Usa, l’amministrazione autonoma della Groenlandia aveva risposto in maniera serena: “Abbiamo una buona cooperazione con gli Usa e consideriamo il paese come espressione di grande interesse per gli investimenti nel nostro paese. Ma ovviamente la Groenlandia non è in vendita”. Mire immobiliari che avevano irritato la giovane Ministro di Stato della Danimarca Mette Frederiksen che, appurati i reali interessi del tycoon, ha deciso di recarsi nell’isola artica per lanciare un chiaro monito al presidente americano. Al fianco del primo ministro della Groenlandia, Kim Kielsen, Mette ha visitato il Comando Artico congiunto di Nuuk e definito gli Stati Uniti come stretti alleati pur precisando che: “Nessuno deve decidere per noi, dobbiamo essere rispettati e i nostri interessi devono essere prima di tutto“. Un messaggio chiaro, che sembra aver raggiunto Trump. La risposta del presidente è con un tweet tra il serio e il faceto.

Continua a leggere (Fonte: Donald Trump e il giuramento via tweet: “Prometto di non costruirla (la Trump Tower) in Groenlandia– RAINEWS.IT)

Trump ha confermato di voler comprare la Groenlandia. Ha detto che sarebbe «un grande affare immobiliare», ma ha aggiunto che al momento non è una priorità degli Stati Uniti (…)

Trump per motivare la sua idea ha aggiunto che la Groenlandia sta pesando molto negativamente sull’economia della Danimarca. «Sarebbe un grande affare immobiliare. Ci si possono fare molte cose. La Danimarca sta perdendo quasi 700 milioni di dollari all’anno per sostenerla. […] Strategicamente per gli Stati Uniti sarebbe molto bello, siamo un grande alleato della Danimarca, proteggiamo la Danimarca e aiutiamo la Danimarca e lo faremo». Trump ha anche detto che a settembre visiterà la Danimarca nel corso di un viaggio istituzionale in Europa, ma che non lo farà per discutere dell’acquisto della Groenlandia.

(…) Secondo le fonti sentite dal Wall Street Journal, per Trump un’acquisizione della Groenlandia sarebbe una specie di eredità da lasciare al paese, un po’ come l’inclusione dell’Alaska portata a termine da Dwight Eisenhower nel 1959. L’idea era stata accolta con un misto di attesa e preoccupazione nello staff di Trump, secondo il Wall Street Journal, perché non si è capito quanto in là voglia spingersi davvero Trump con questo progetto.

Non sarebbe la prima volta che gli Stati Uniti provano a comprare l’isola: era già stata presentata un’offerta da 100 milioni di dollari nel 1946, e un’altra volta c’era stato un tentativo nel 1867. In quelle occasioni, la Danimarca aveva rifiutato di vendere, e non ci sono indicazioni che l’orientamento del paese sia cambiato. Continua a leggere (Fonte: Trump ha confermato di voler comprare la Groenlandia – ILPOST.IT)