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Aggiornato: 56 min 21 sec fa

Inaugurato al Muse il primo bagno maschile con fasciatoio

Gio, 09/19/2019 - 15:00

Si tratta del primo Museo trentino con postazione fasciatoio e cambio bebè nei bagni maschili.
​Il taglio del nastro, accompagnato da una nuvola di palloncini e dalla posa di una targa con il disegno stilizzato di un papà che cambia il pannolino ad un neonato, è avvenuto in occasione dell’”EuregioFamily#Day”, il grande evento dedicato alle famiglie del Trentino, dell’Alto Adige e del Tirolo.

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Farmaci da banco: lo sai che in Italia costano di più?

Gio, 09/19/2019 - 15:00

In Italia diversi farmaci da banco costano di più che nel resto d’Europa. Con differenze a scapito delle tasche degli italiani anche sostanziali. A metterlo in evidenza è un’indagine di Altroconsumo, l’associazione per la tutela e difesa dei consumatori più diffusa in Italia, che per capire quali siano le differenze tra noi e altri Paesi d’Europa ha paragonato il costo medio di 15 medicinali senza obbligo di prescrizione (stessa formulazione, forma e casa farmaceutica) molto utilizzati nel nostro Paese con i prezzi degli stessi farmaci venduti in Portogallo, Spagna, Belgio, Francia, Olanda, Germania e Regno Unito.

Il paracetamolo

In generale si legge nell’indagine, “la variabilità dei prezzi medi è notevole: per la stessa molecola si arriva a pagare anche cinque volte di più. L’Italia non è quasi mai il paese meno caro, anzi a volte è proprio il più costoso“. Tra i farmaci il cui costo risulta maggiorato, e non di poco, nel nostro Paese, troviamo ad esempio il paracetamolo generico: una compressa da 500 mg costa 16 centesimi, mentre in Francia costa 12, in Germania 5 e in Belgio, Olanda, Spagna e Regno Unito soltanto 3. Per quanto riguarda il paracetamolo la differenza nei prezzi si nota anche con i marchi leader di mercato: se, infatti, una compressa da 500 mg di Tachipirina da noi costa 23 centesimi, in Francia il Doliprane che contiene lo stesso principio attivo ne costa 13 mentre in Olanda il Panadol ne costa 8.

L’ibuprofene e l’Imodium

Stesso discorso per l’ibuprofene: in Italia una compressa da 200mg costa 29 centesimi, mentre in Germania ne costa 10, in Belgio 9, in Portogallo 8, in Francia 7, nel Regno Unito 6 e in Olanda 5. Quanto all’Imodium, in Italia una capsula da 2mg costa in media 83 centesimi contro i 23 della Francia, quindi più del triplo. In tutti gli altri paesi in media costa comunque meno che da noi: tra i 39 centesimi del Belgio e i 58 del Regno Unito.  

I motivi dell’aumento dei prezzi

Diversi i motivi che sono all’origine di questi aumenti di prezzo. Primo tra tutti, spiega l’indagine di Altroconsumo, il fatto che “In Italia i farmaci venduti senza ricetta non sono rimborsabili salvo rare eccezioni”, mentre in Europa valgono altre regole: “In Francia e Germania, per esempio, se questi farmaci vengono prescritti dal medico possono essere in parte rimborsati, il che può incidere sul prezzo al pubblico”. Nel caso di farmaci con brevetto scaduto, poi, “il rimborso è definito dal farmaco meno caro, se il cittadino sceglie un farmaco più caro paga la differenza. La definizione di un prezzo di rimborso, come avviene in Italia per i farmaci in fascia A, potrebbe fungere da stimolo ad abbassare i prezzi per allinearsi o almeno avvicinarsi alla quota di rimborso”. Infine, anche l’Iva ha un suo ruolo, dal momento che ogni Paese la applica in percentuali diverse (20% nel Regno Unito, 19% in Germania, 10% in Francia e Italia, 4% in Spagna).

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Presta attenzione in particolare al costo del paracetamolo generico, dell’antipiretico leader di mercato a base di paracetamolo (che in Italia è la Tachipirina, ma che nei vari Paesi è conosciuta con nomi differenti), dell’ibuprofene generico e dell’Imodium (loperamide cloridrato, conosciuto all’estero spesso con lo stesso nome).

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Miracolo San Gennaro, il sangue si è sciolto!

Gio, 09/19/2019 - 11:46

(…) Come ogni 19 settembre a Napoli e in tutto il mondo si celebra San Gennaro, il grande Santo Patrono partenopeo; e come ogni San Gennaro che si rispetti la comunità di fedeli attende con ansia e partecipazione al possibile miracolo della Liquefazione del Sangue contenuta nell’ampolla conservata nella Cappella del Tesoro di San Gennaro. Nella Cattedrale sono contenute le ossa del Patrono assieme alle due antichissime ampolle contenenti per l’appunto il presunto sangue (la scienza da secoli si interroga sull’autenticità o meno del miracolo) di San Gennaro raccolto da una pia donna (Eusebia, ndr) dopo il martirio del vescovo cristiano morto il 19 settembre dell’anno 305 D.C.. Queste ampolle vengono esposte alla venerazione dei fedeli provenienti da ogni parte del mondo per ben tre volte l’anno: il sabato precedente la prima domenica di maggio, il 19 settembre ed il 16 dicembre. Non sempre il miracolo della Liquefazione e scioglimento si rinnova e proprio questo fattore anomalo “scatena” una così grande attesa e aspettativa nel popolo cristiano napoletano che in massa accorre nella Cappella in queste tre date per pregare e assistere al rinnovo del miracolo. Continua a leggere (Fonte: ILSUSSIDIARIO.NET di Niccolò Magnani)

Dalla stampa nazionale:

È il giorno di San Gennaro: tutti in fila per il miracolo. ‘ampolla viene portata in processione nel duomo. Il sangue si è sciolto nelle mani dell’arcivescovo Crescenzio Sepe che l’ha mostrato a tutti i fedeli. Il prodigio dello sciogliemento del sangue di San Gennaro si è ripeteuto da pochi minuti. Alle 10 si è sciolto con l’annuncio festoso del cardinale Crescenzio Sepe. “Cari amici, ancora una volta vi do la bella notizia. Il sangue si è sciolto. Noi vogliamo ringraziare il Signore perché questo è innanzitutto un segno della sua bontà e del suo amore per noi per Napoli per la Campania per la Chiesa. E anche un invito a tenerci stretto stretto. Viva San Gennaro”.Continua a leggere (Fonte: NAPOLITODAY.IT – È il giorno di San Gennaro: tutti in fila per il miracolodi Vincenzo Sbrizzi e Alessandra De Cristofaro)

(Fonte: Napoli, Miracolo San Gennaro 2019: si è sciolto il sangue nelle ampolle

L’OMELIA DEL CARDINALE SEPE – “Purtroppo il male che fanno a Napoli i sicari di odio e di violenza è senza limiti. Essi in effetti tentano di uccidere sul nascere la possibilità di fare futuro, quindi di guardare avanti, di porre le basi per una vita ordinata, per la crescita di una comunità attenta ai valori fondamentali e quindi naturalmente orientata al bene comune”, dice  il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, nella sua omelia pronunciata in occasione della festività di San Gennaro.

La violenza è il primo baluardo, il primo grande ostacolo che si pone su questa strada. Essa – aggiunge  Sepe – genera paura, insicurezza, favorisce connivenza e complicità e ogni forma di comportamento che va contro il bene comune. Certo a nessuno si può chiedere di essere eroe, anche perché chi tradisce Napoli alle spalle, essendosi arruolato nelle formazioni della violenza organizzata e no, sa scegliere con lucida protervia i lati deboli. E occorre dirlo, alla fine Napoli si trova a vivere pienamente una condizione che toglie libertà e mina alla base i diritti dei cittadini, rendendo la loro vita difficile, per non dire proibitiva”.

 “C’è da chiedersi: esiste ancora la Napoli dal ‘core’ grande e sincero?”,  chiede l’ arcivescovo . E poi risponde: “A noi cittadini della Napoli di oggi è dato di dover rispondere a questa domanda con verità, quindi, con realismo, con onestà e con coraggio, senza lasciarci prendere da una falsa nostalgia dei tempi che furono”. “Dobbiamo sapere distinguere dagli eccessi di un folklore che tingeva e calcava la mano per trasformare a tinta rosa tutta la realtà intorno – conclude – dalle estremizzazioni di chi pensa che sia inarrestabile la deriva della Napoli dei nostri giorni”. Continua a leggere (Fonte: NAPOLI.REPUBBLICA.IT di Antonio di Costanzo)

La Serra Attiva di Sfera Agricola

Gio, 09/19/2019 - 07:28

Recupero delle acque piovane, lotta biologica ai parassiti, un risparmio idrico fino al 90% rispetto alle coltivazioni su suolo. Queste sono alcune delle caratteristiche della “serra attiva” di Sfera Agricola, un’azienda toscana. Intervista a Luigi Galimberti, CEO di Sfera Agricola.

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Una incredibile zebra a pois è nata nel parco del Masai Mara in Kenya

Gio, 09/19/2019 - 07:00

Le incredibili foto di un puledro di zebra ‘a pois’ scattate nella riserva del Masai Mara in Kenya stanno scuotendo il mondo dei social media e, in attesa delle opportune verifiche scientifiche, anche quello dei biologi.

L’animale è stato chiamato Tira, dal soprannome della guida naturalistica che ha scattato le foto e le ha pubblicate sulla pagina Facebook Wildest Africa.

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Nuovi divieti per la vendita delle sigarette elettroniche

Mer, 09/18/2019 - 15:00

New York diventa il secondo stato americano, dopo il Michigan, a vietare la vendita delle sigarette elettroniche aromatizzate, accusate di incitare i giovani a svapare e oggetto d’indagine per sette morti e centinaia di malattie respiratorie di persone che ne fanno uso. Unica eccezione le e-cig aromatizzate al tabacco e al mentolo. La decisione, che entra in vigore subito, è stata presa dal Consiglio per la salute pubblica, su proposta del governatore dem Andrew Cuomo.

I venditori avranno due settimane di tempo per rimuovere le sigarette elettroniche dagli scaffali. Secondo dati del Dipartimento sanitario statale, quasi il 40% degli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori e il 27% di quelli delle classi precedenti usa la e-cig. Un uso che è aumentato dal 10,5% del 2014 al 27,4% del 2018. Anche il presidente americano Donald Trump ha ventilato l’ipotesi di mettere al bando le e-sigarette aromatizzate a livello federale. (Fonte: Usa, anche lo Stato di New York bandisce le sigarette elettroniche aromatizzate)

Dalla stampa nazionale:

Le sigarette elettroniche, come è noto, generano questo vapore che di solito avrà un lieve odore del sapore del liquido utilizzato. È significativamente meno pungente dell’odore del fumo di sigaretta e svanisce del tutto in pochissimi istanti. Ciò significa che gli utenti di sigarette elettroniche evitano che i vestiti, le mani e l’alito puzzino del fumo delle sigarette tradizionali.

Composizione delle sigarette elettroniche

Generalmente sono quattro i componenti che si prendono in considerazione nella descrizione del funzionamento delle e-cigarettes: il liquido, il serbatoio, l’atomizzatore e la batteria. Il liquido, che viene anche chiamato e-liquido e che viene vaporizzato nella sigaretta elettronica, contiene tre ingredienti principali: glicole propilenico, glicerina vegetale ed aromatizzanti. In aggiunta può contenere anche nicotina.

Il glicole propilenico e la glicerina vegetale sono spesso usati negli alimenti trasformati, mentre il componente aromatizzante può essere organico o artificiale ed è anche lo stesso utilizzato in molti prodotti dell’industria alimentare. Il serbatoio è chiuso e contiene il liquido da vaporizzare, può essere realizzato in metallo, in vetro oppure in plastica. Varia per dimensioni/forma (in ragione dell’ergonomicità) e capacità. Sono ovviamente ricaricabili e sono realizzati per poter essere utilizzati con una varietà di liquidi diversi. L’atomizzatore (ovvero una sorta di bobina) è l’elemento riscaldante che riscalda il liquido convertendolo in vapore per consentirne l’inalazione. Gli atomizzatori sono generalmente realizzati con un filo metallico ed uno stoppino di cotone racchiusi in una custodia di metallo. Questi sono collegati direttamente alla base del serbatoio per consentire allo stoppino di assorbire il liquido. Infatti, nel momento in cui viene attivato il dispositivo, la batteria rilascia energia all’atomizzatore che riscalda il liquido e lo trasforma in vapore. Continua a leggere (Fonte: ADNKRONOS.COM )

SIGARETTE ELETTRONICHE, SOTTOVALUTATO IL PERICOLO PER IL CUORE – Tra i rischi attacco cardiaco e malattie coronariche, oltre ad ansia e depressione. Un nuovo studio mostra che “svapare” non elimina i problemi per la salute. L’uso delle sigarette elettroniche comporta lo sviluppo di problematiche per la salute cardiovascolare e mentale da non sottovalutare: secondo una nuova ricerca che verrà presentata alla 68° sessione scientifica annuale dell’American College of Cardiology che si terrà questo fine settimana a New Orleans (Louisiana, Stati Uniti), le persone che “svapano” hanno una probabilità significativamente maggiore di subire un attacco cardiaco, di sviluppare una malattia coronarica e di soffrire di ansia o depressione rispetto a chi non usa le e-cig (e, ovviamente, nessun altro prodotto a base di tabacco).

Quasi 100 mila soggetti coinvolti – Lo studio, che ha coinvolto un totale di 96.467 persone tra il 2014 e il 2017, è uno dei più grandi finora condotti sul rapporto tra l’uso della sigaretta elettronica e problematiche cardiovascolari ed è tra i primi a stabilire un’associazione tra questi fattori.

Rischio cardiovascolare sottovalutato – Dopo aver aggiustato i risultati ottenuti tenendo conto di altri fattori di rischio cardiovascolare come età, sesso, indice di massa corporea, colesterolo alto e ipertensione, dalla ricerca è emerso che gli “svapatori” rispetto ai non utilizzatori di sigarette elettroniche hanno il 34% in più di probabilità di avere un attacco cardiaco. Continua a leggere (Fonte: PEOPLEFORPLANET.IT di Miriam Cesta)

Agrivoltaico: combinare agricoltura e produzione di energia solare per sfruttare meglio terreni e risorse

Mer, 09/18/2019 - 15:00

Si chiama agrivoltaico ed è un approccio che, combinando l’agricoltura con la produzione di energia solare, promette di dare benefici per il raccolto, lo sfruttamento delle risorse, l’efficienza energetica e, non ultimo, la salute degli agricoltori, oltreché per le loro finanze. A studiarlo sul campo in modo rigoroso sono gli agronomi e gli ingegneri dell’Università dell’Arizona, che hanno raccontato su Nature Sustainability la loro singolarissima esperienza, riferendo anche quanto ottenuto in tre mesi di sperimentazioni.

I ricercatori hanno scelto come terreno di prova la parte esterna della Biosfera 2, una struttura creata negli anni Novanta nel deserto dell’Arizona da Roy Walford per sperimentare condizioni il più possibile simili a quelle di un ipotetico pianeta da colonizzare, e in seguito utilizzata per esperimenti di vario tipo. Lì sono stati montati i pannelli solari, elevati di 3-4 metri rispetto al suolo, in modo da consentire al di sotto la coltivazione di due varietà di peperoncino e una di pomodori ciliegini. La stessa cosa è stata fatta, come controllo, anche nei terreni circostanti,  in pieno campo sotto il sole. 

Tutte le piante sono state monitorate per tre mesi. In particolare, sono stati misurati parametri come  la quantità di luce sotto i pannelli, la temperatura dell’aria e la necessità di acqua, con particolare attenzione ai primi cinque centimetri di suolo. Entrambe le coltivazioni sono state irrigate con la stessa quantità di acqua tutti ogni 1-2 giorni.  I risultati sono andati al di là delle più ottimistiche aspettative.

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I due Matteo in cerca di rivincita. La politica italiana sulla stampa internazionale

Mer, 09/18/2019 - 10:33
LE MONDE (Francia)

Matteo Renzi lascia il Partito Democratico e crea il suo movimento. L’ex capo del governo italiano Matteo Renzi vuole combattere meglio le idee del leader di estrema destra Matteo Salvini. L’annuncio preoccupa i ranghi del Partito Democratico.
Matteo Renzi ha tuttavia assicurato che lui e gli eletti che lo seguiranno continueranno a prestare il loro sostegno parlamentare al nuovo governo di Giuseppe Conte.
«Oggi il PD è un insieme di correnti e temo che non sarà in grado di rispondere da solo agli attacchi di Salvini e alla difficile convivenza con i 5 stelle», ha spiegato Matteo Renzi.
«Voglio passare i prossimi mesi a combattere il salvinismo nelle strade, nelle scuole, nelle fabbriche. Voglio fare la guerra a Salvini, non a Nicola Zingaretti» ha assicurato.
«Il populismo non conosce l’intelligenza artificiale, il populismo è una naturale stupidità», ha detto il politico, noto per la sua schiettezza che non gli ha dato solo amici nel PD.

EL PAIS (Spagna)

Il freddo inverno di Matteo Salvini. Il leader della Lega, sconfitto quest’estate e privato di parte del suo apparato di propaganda, infiammerà le strade per fare pressione sul governo in un momento delicato per l’Italia.

Matteo Salvini è stato una settimana fa sul set di Porta a Porta, il leggendario programma di Rai 1 presentato dal giornalista Bruno Vespa da 23 anni.
È stata la prima grande intervista dopo la crisi del governo in Italia. Aveva tutti gli ingredienti per radere al suolo gli altri programmi TV. Ma il veterano pilota della trasmissione ha visto lo share crollare di sei punti rispetto allo stesso formato di un anno fa. Salvini, eroe del pubblico e re assoluto dei media, ha perso un po’ di magnetismo. Il calo sullo schermo è quasi identico a quello della stima del voto fornita dai sondaggi. È per lui uno spavento che lo costringe a ripensare l’intera strategia per affrontare un lungo inverno fuori dal governo e trasferire la tensione in strada in un momento delicato per l’Italia. E questo è, soprattutto con il vento a favore, ciò che sa fare meglio.

Lunedì 9 agosto, durante il dibattito sull’investitura del nuovo esecutivo, la Lega e i Fratelli d’Italia hanno convocato una grande manifestazione per bloccare l’accesso al palazzo di Montecitorio. «Siete la maggioranza lì dentro, non qui fuori», ha urlato l’ex ministro degli Interni dopo aver saltato una recinzione metallica ed essere stato acclamato con l’inno nazionale in sottofondo e alcune braccia alzate con il saluto romano dei militanti di CasaPound. Un riassunto del messaggio che proverà a lanciare nei prossimi mesi e che cercherà di rafforzare con un buon risultato alle prossime elezioni regionali che si terranno in Umbria, Campania ed Emilia-Romagna.

La strada, pensa un Salvini sempre più isolato nella sua partita all’interno della Lega, è ancora sua. E le tre prossime elezioni, in cui M5S e il Partito Democratico potrebbero stare insieme in un’alleanza stravagante, saranno cruciali nel determinare la vera forza dell’ex Ministro degli Interni.

Oggi mantiene ancora circa il 30% dell’intenzione di voto e il contesto gli sarà favorevole, afferma il politologo ed esperto di sondaggi Roberto D’Alimonte. «C’è una recessione in arrivo. La produzione del settore automobilistico è diminuita del 19% rispetto all’anno precedente e gli indicatori, in generale, non sono buoni. Il suo intervento continuerà ad essere aggressivo nei confronti della sicurezza, dell’immigrazione e dei tagli fiscali. E diciamo che avrà il vento a suo favore. In un periodo di recessione, meglio essere nell’opposizione». La domanda ora è se avrà  il sostegno necessario del suo partito, la cui classe dirigente non è stata coinvolta nella rischiosa decisione di far saltare il governo e ora inizia a mettere in discussione la sua strategia.

GUARDIAN (Gran Bretagna)

L’ex premier italiano Renzi potrebbe dividere la coalizione PD-M5S con un nuovo partito. L’uscita dal Partito Democratico per raggiungere il centro dell’elettorato rischia di destabilizzare la vecchia alleanza.

«La vittoria che abbiamo ottenuto in parlamento contro il populismo e Salvini è stata importante per salvare l’Italia, ma non è abbastanza», ha scritto Renzi su Facebook. «Ora è il momento di costruire una casa giovane, innovativa, femminista … dove vengono lanciate idee per l’Italia e l’Europa. C’è un enorme spazio per diverse politiche».

Salvini, ex ministro degli interni e leader della Lega, ha fatto precipitare l’Italia nel caos politico ad agosto dopo aver staccato la spina del governo mentre cercava di sfruttare la sua popolarità e innescare elezioni anticipate. Al fine di contrastare la possibilità di un governo di estrema destra, Renzi ha progettato i colloqui tra un PD inizialmente riluttante e M5S.

«Vede che questa alleanza si sta muovendo troppo verso sinistra e manca un grosso pezzo dell’elettorato che non si identifica con esso … potrebbe afferrare quel 10% e spingere il sistema più verso il centro», ha detto Franco Pavoncello, professore di scienze politiche e presidente della John Cabot University di Roma.

Renzi ha tuttavia oggi uno degli indici di consenso più bassi tra i politici italiani e i sondaggisti prevedono che il suo nuovo partito potrebbe inizialmente catturare il 3-5% del sostegno dell’elettorato.

«Renzi è imprevedibile e le sue mosse audaci in passato hanno provocato gravi sconfitte … quindi dobbiamo vedere cosa succede questa volta», ha aggiunto Pavoncello.

CLARIN (Argentina)

Sottosopra il nuovissimo governo italiano. L’ex primo ministro Matteo Renzi ha diviso il Partito Democratico, parte della coalizione al potere. Renzi ha detto che la scissione è giustificata nella “mancanza di una visione del futuro” nel partito democratico.

Il colpo di karate ricevuto dal PD rafforza la rigida opposizione di Salvini.

La decisione di Renzi ha colpito duramente la delicata leadership di Nicola Zingaretti nel Partito Democratico, che come consolazione riacquista il controllo dei gruppi parlamentari dalle mani del suo rivale.

PUBLICO (Portogallo)

Dopo diversi mesi di minacce e avvertimenti, Matteo Renzi ha ufficializzato le dimissioni dal partito, per il quale ha ricoperto l’incarico di Primo Ministro tra il 2014 e il 2016, e ha dato il via a una campagna per riconquistare il centro politico in Italia.  

«Ho deciso di lasciare il PD e costruire una nuova casa con gli altri in modo diverso», ha scritto l’ex capo del governo su Facebook. «Dopo sette anni di fuoco amico, credo che i nostri valori, idee e sogni non possano continuare a essere oggetto di controversie interne giornaliere».

In un sistema politico in costante ebollizione, visto dentro e fuori l’Italia come un palcoscenico privilegiato per l’instabilità e la polarizzazione, Renzi ha cercato a lungo di ritagliarsi la figura del saggio politico e dello statista esemplare.

Era quella la pelle che voleva indossare quando, nel 2016, ha associato il suo destino politico all’approvazione di una riforma costituzionale, ha votato e fallito in un referendum e, più recentemente, quando è uscito dall’ombra per accelerare una coalizione di governo tra il PD e M5S e impedire il ricorso voluto da Salvini per nuove elezioni: «uno dei risultati che esporrò con orgoglio nel CV», ha affermato Renzi.

Roma, trova portafogli con duemila euro, lo restituisce e rifiuta ricompensa

Mer, 09/18/2019 - 10:00

Quando ha notato il portafogli in via Nazionale il giovane, 23enne originario del Bangladesh, non ci ha pensato un attimo ed è andato subito dai carabinieri

Stava passeggiando lungo via Nazionale quando ha notato un portafogli caduto tra la strada e il marciapiede. All’interno, insieme ai documenti e alle carte di credito, c’erano anche 2000 euro in contanti. E non ci ha pensato un istante il giovane, 23enne originario del Bangladesh: si è diretto alla caserma dei carabinieri della stazione Macao. Ai militari ha riferito dove ha ritrovato il portafogli consegnandolo.

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Imprese oltre la crisi anche grazie alla green economy e all’economia circolare

Mer, 09/18/2019 - 07:00

“Investire in questi modelli, per un territorio, è fondamentale, va a beneficio dell’ambiente ed è un’opportunità per le imprese: il miglior marketing per attrarre nuove imprese e per aiutare le imprese ad essere ancora più competitive”.

“La bellezza e la cura dell’ambiente sono il miglior marketing che possiamo avere per il nostro territorio, per le nostre aziende. Lo sapevano già i cittadini senesi che intorno al 1300 fecero mettere per iscritto nella loro Costituzione che il buon governo deve avere a cuore massimamente la bellezza della città. E scommettere sulla qualità, sempre. La scommessa sulla quantità in Italia non paga, ce ne sono di esempi. Per cui di certo la competitività di un territorio e delle sue imprese sta massimamente in tre fattori, tutti fondamentali: bellezza, ambiente e qualità”.

Ne abbiamo parlato con Elisa Poggiali, ingegnere con esperienza di lavoro sia nel pubblico che nel privato, sia nella progettazione che nella consulenza ed un filo conduttore ricorrente: l’ambiente, l’economia e le loro relazioni. Dal 2017 è tra le 100 esperte nazionali nei Settori STEM (Scienza Tecnologia Ingegneria e Matematica) raccolte in un database: 100eperte.it. Un progetto a cura dell’Osservatorio di Pavia e dell’associazione Gi.U.Li.A., in collaborazione con la Fondazione Bracco e con il supporto della RAI Radiotelevisione italiana, volto a dare voce ad esperte, nelle materie di loro competenza, attraverso i media. Scrive di tecnologie e soluzioni per l’ambiente e di modelli di green economy ed economia circolare per riviste specializzate.

Le imprese, che ha conosciuto o che ha intervistato, che hanno investito in green economy ed economia circolare, specie laddove sostenute dalle associazioni e delle pubbliche amministrazioni, si può dire che sono uscite dalla crisi: hanno visto aumentare export o hanno sviluppato più innovazione e, trainato da questi trend, è cresciuto il loro fatturato.

Quali sono gli obiettivi della green economy e dell’economia circolare?

In generale riguardano l’efficienza energetica, la riduzione degli inquinanti immessi e della CO2 prodotta, l’uso di fonti rinnovabili, la riduzione rifiuti attraverso il principio delle tre R (Riciclo/Riuso/Recupero) e la riprogettazione a monte dei prodotti, in un sistema ciclico (da qui il termine circolare) verso il progressivo azzeramento degli scarti. L’economia circolare è un sottoambito della green economy: la creazione di un sistema ciclico di processo dove per tutti gli scarti ottenuti si è trovato il modo di: riciclare o recuperare o riusare. E laddove ciò non è possibile, si agisce sulla ri-ideazione e riprogettazione: dei materiali componenti (riciclati, riciclabili, recuperati, recuperabili), delle migliori soluzioni per rendere un oggetto/prodotto scomponibile (per il successivo riciclagio/recupero), anche grazie ai più avanzati sistemi di automazione.

Come si capisce bene, i risparmi ottenuti, sono davvero importanti. A tal punto da diventare un fattore di competitività rispetto a chi non ha investito in questi modelli.

Dall’ambiente come costo e limite, all’ambiente come opportunità di crescita

La tutela dell’ambiente e delle risorse, dal 1992 con la prima importante Conferenza ONU sull’Ambiente, il Summit ONU di Rio de Janeiro che definisce lo sviluppo sostenibile e fin dai primi trattati sottoscritti dai Paesi del mondo, non sono più visti come un obbligo, un limite, un adempimento da assolvere e basta, ma diventano – in questi quasi 30 anni – sempre più un’opportunità per le imprese.

Un modo funzionale per superare le crisi, come già sapevano e facevano in passato gli imprenditori dei distretti, per citarne due, del tessile di Prato e del cartario di Lucca. L’utilizzo degli scarti come materia “prima seconda”, gli stracci e la carta usata, era già praticato dalle imprese che sapevano quanto fosse importante, specie per un Paese povero di risorse come l’Italia, poter reperire materie prime a basso costo.

Quali sono i dati della Green economy italiana?

Che la green economy sia un’opportunità per le aziende lo confermano i dati: già 385.000 sono le aziende che in Italia hanno scommesso sulla green economy per superare la crisi. 1/4 delle imprese italiane del manifatturiero. 110 mld € di valore, il 13% dell’economia nazionale.

Imprese che, nel 2017, hanno avuto visto aumentare l’export rispetto a chi non ha investito in green (34% contro 29%), che hanno sviluppato di innovazione (il doppio delle imprese che hanno investito rispetto a quelle che non hanno investito). E trainato da export e innovazione, che hanno visto aumentare il fatturato (32% contro 24%).

C’è poi il primato dell’Italia per il biologico (export) e il primato in Europa per l’Italia come recupero di materia prima secondaria (terza la Germania). Altro dato significativo: la green economy e l’economia circolare producono occupazione: 3 milioni di green jobs, il 13% degli occupati. Nel 2018 nella green economy si registrano 474.000 nuovi occupati e, cosa ancora più importante, si tratta di dati in crescita.

Questi valori provengono del Rapporto GreenItaly di Unioncamere e Fondazione Symbola (2018), ma ce ne sono altri che, con altri parametri valutati, ci rappresentano lo stesso quadro: una fetta importante di economia e di lavoro che cresce, e l’Italia che su questo ha anche un peso in Europa.

Leggi anche:
Dalla green economy in 5 anni 800mila nuovi posti di lavoro e 682 miliardi di Pil

La green economy conviene anche perché ce lo dice il marketing

La green economy conviene perché si risparmia e rende le aziende più competitive, ma la green economy conviene anche perché si aumentano le fette di mercato e ce lo dice il marketing. Tanti sono i settori in cui i consumatori – sempre più attenti e consapevoli – cercano prodotti che hanno basso impatto sull’ambiente e sicuri per la salute, e che scelgono aziende che hanno questo atteggiamento “responsabile” (verso l’ambiente e verso i lavoratori). Pensiamo ad aziende della cosmetica, del tessile, alle imprese agricole e agroalimentari: tutti settori dove questa attenzione è massima e sempre crescente, ma non solo.

Una ricerca, generica per quanto riguarda i prodotti, della Ipsos Italia, ma recente (maggio 2019) ci dice che secondo il 77% degli italiani le aziende dovrebbero ridurre le emissioni e gli impatti ambientali, per il 50% degli italiani dovrebbero essere attente alle condizioni di lavoro dei propri dipendenti e per il 37% si dovrebbero migliorare la qualità dei propri prodotti/servizi a beneficio dei consumatori.

Quali sono i settori dove la green economy ha preso maggiormente piede?

Dall’agricolo, all’agroalimentare, all’edilizia e poi l’arredo, i rivestimenti, l’automotive, il tessile, la cosmetica, il chimico. Le aziende più circolari, più green, sono già distribuite in tanti settori, ma le applicazioni di green economy ed economia circolare sono quanto mai necessarie proprio dove si hanno gli impatti maggiori, in termine di inquinamento prodotto e di scarti da smaltire. Che sono anche i settori dove il consumatore più chiede attenzioni e accorgimenti, sia nei prodotti che nei processi. Per entrambi questi motivi anche dove più conviene all’impresa.

Faccio qualche esempio. Nell’edilizia, una start up fiorentina ha messo a punto un nuovo sistema di costruzione, tutto circolare: una filiera di produzione dei mattoni che parte dalla demolizione dell’edificio esistente e attua il recupero in loco e diretto dei materiali grazie a una pressa ad alta compressione, che dai mattoni recuperati “rigenera” nuovi mattoni. Nell’arredo: molte le aziende che producono mobili di design, realizzate con materiali riciclabili e oggetti monomaterici o facilmente disassemblabili, in modo da agevolarne il riciclo al 100%. Con una qualità dei materiali e con una bellezza dei prodotti che contribuiscono ad allungarne la vita, rendendo più efficiente l’uso della materia e dell’energia impiegate.

E poi, nei rivestimenti: tutto (o quasi) si ricicla diventando altra materia, senza sacrificare estetica, qualità e funzionalità. Aziende che producono pavimenti e rivestimenti continui a base d’acqua, atossici e certificati, materiali eco-compatibili, di riciclo e completamente riciclabili come inerti.

E ancora, nella cosmesi, produzioni che utilizzano scarti agroalimentari come materia prima, ricchi di antiossidanti, leviganti, idratanti, al pari o più di materie prime vergini. E nella moda: tessuti e coloranti, sempre più naturali, sempre più frequentemente ricavati dagli scarti agricoli.

Un interessante progetto in corso riguarda anche più settori: l’automotive, il ferroviario e la nautica. Si chiama REVYTA e il nome sta per riciclo vetroresina camper nautica e ferroviario. È partito nel 2018 in Toscana, a Livorno e molti sono i partner di progetto: le aziende coinvolte in questi tre settori nei distretti regionali presenti, le aziende chimiche, i centri di ricerca e poli tecnologici. Gli obiettivi riguardano l’automazione avanzata per il disassemblaggio dei prodotti a fine vita e il riciclo o recupero della vetroresina, finora di difficile attuazione ma che potrebbe evitare ingenti costi di smaltimento e di materia prima e impatti significativi dal punto di vista ambientale.

Ogni anno in Europa sono prodotte 800.000 tonnellate di vetroresina, di queste, 100.000 ton in Italia con un trend in continua crescita, anche perchè le applicazioni del materiale sono svariate e riguardano anche ulteriori settori come l’edile, l’arredo urbano, l’elettrico. Il 90% di questa vetroresina è ad oggi destinato alla discarica, per cui sistemi di riciclo e recupero validi sono di indubbio e significativo vantaggio dal punto di vista dell’ambiente. Ma anche per i costi evitati: la resina vergine ha un prezzo che va dai 1.500 ai 6000 euro alla tonnellata; utilizzare resina riciclata che abbia le stesse caratteristiche meccaniche e funzionali della vergine può offrire risparmi importanti a tanti settori. Il progetto sta raccogliendo i primi risultati, sono in corso di valutazione questi processi e taluni prototipi. L’aspetto essenziale è che il recupero o riciclo avvenga senza aggravio ambientale, ovvero senza l’utilizzo di sostanze pericolose, con basso livello di emissioni e altri impatti prodotti. In modo che il bilancio ambientale sia effettivamente positivo.

Tecnologie, innovazione e salvaguardia dell’ambiente, che davvero vanno a beneficio di tutti.

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Perché avere un hobby potrebbe salvare la tua carriera

Mar, 09/17/2019 - 15:00

Fare qualcosa che amiamo rilascia dopamina, una sostanza che viaggia lungo il percorso mesocorticale, responsabile della pianificazione, delle responsabilità e definizione delle nostre priorità

Quest’estate avevate voglia di una vacanza diversa, volevate lasciarvi alle spalle le nuvolette di smog, quelle che hanno avvolto le vostre mattinate per tutto l’inverno. Alzare gli occhi al cielo, limpido e azzurro, e farvi vezzeggiare dai raggi del sole. Magari avete una nonna che vive in un piccolo paesino in montagna che, quando eravate bambini, vi preparava sempre dei manicaretti con le sue mani, e vi siete decisi, finalmente, ad andare a trovarla. E quindi, per qualche settimana, addio ad aperitivi last minute, passare intere serate a mangiare buste di patatine sul divano a guardare Netflix, o ad ordinare pizza e panini vegan super colorati a cena senza osare mettere la testa fuori di casa perché, il giorno dopo, dovete lavorare e svegliarvi presto. Molto presto.

Appena arrivati, oltre a ricevere una doppia razione di qualsivoglia pietanza perché vostra nonna vi trovava “sciupati”, vi siete sentiti strani. Ossigeno puro nella testa, la vostra mente era sgombra da qualsiasi preoccupazione, deadline, mail da ricevere o inviare, e vi siete rilassati. Siete stati con vostro zio in campagna, a raccogliere le ciliege dagli alberi, o siete andati con i vostri cugini al lago. Avete provato il campeggio, preparato la marmellata di more con la nonna, letto un libro stesi su un’amaca e dormito sotto le stelle. Vi siete divertiti, avete fatto nuove esperienze, conosciuto persone, avete provato cosa sia trascorrere una giornata senza corse e scadenze, e adesso, tornati a casa, oltre alla malinconia, vi sentite rigenerati.

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Lettera aperta alla (presunta) “mamma di Bibbiano”

Mar, 09/17/2019 - 15:00

Cara mamma (forse non) di Bibbiano ti scrivo, 
così mi distraggo un po’. 

“Parlateci di Bibbiano”, dicevano dal pubblico a cui ti sei rivolta domenica dal palco di Pontida durante il raduno annuale del partito della Lega. Bene, parlacene tu, madre di Greta. Tu che, stando a quanto è emerso, non sei un genitore vittima del sistema degli affidi andato in scena per anni a Bibbiano, sei semplicemente una attivista organizzatrice della manifestazione che lo scorso luglio ha protestato davanti Montecitorio contro il sistema nazionale degli affidi dei minori e ha cavalcato il fatto di cronaca, l’inchiesta sul Comune di Bibbiano.

Non sappiamo se tu e tua figlia siate state coinvolte in altre vicende simili, legate ad affidi illeciti, non sappiamo nemmeno se tua figlia si chiami davvero Greta.

E comunque con questo nome l’ha accolta Matteo Salvini, domenica, sul palco a Pontida prima di abbracciarla durante i saluti finali. Così l’ha apostrofata via Twitter nei giorni seguenti: «Ringrazio questa mamma e questa bimba, che hanno avuto coraggio: Greta è una delle tante, troppe bambine (decine di migliaia) portate via alla mamma e al papà, a Bibbiano e in altri Comuni Italiani. Greta per fortuna è tornata a casa, altri ancora no». 

Perché non ci parli tu, mamma di Greta, di Bibbiano? 

Noi, di Bibbiano sappiamo quello che è emerso dalle 277 pagine di ordinanza di custodia cautelare scritte dai magistrati. Sappiamo che dei presunti responsabili, 29 in tutto, alcuni sono stati arrestati, altri indagati, altri ancora verranno processati. Sappiamo che nulla si sta facendo per nascondere il presunto (fino a prova contraria l’Italia è ancora un Paese garantista) e orribile sistema criminale a danno di decine di famiglie e bambini. Per tutta l’estate non è passato giorno senza che trasmissioni di approfondimento come Mattino 5 non abbiano raccolto e diffuso novità, inchieste e scoop, finti o presunti, sul caso di Bibbiano. Se il Tg per una sera non diffonde un servizio su Bibbiano non significa che le indagini si arrestino o non vadano avanti. Sembra incredibile, mamma (forse non) di Bibbiano, ma è così. 

Se tu, però, hai ritenuto necessario prestare l’immagine tua e di tua figlia alla propaganda di chi strepita che il Pd sapeva tutto, che ha sempre saputo tutto e ha sempre taciuto, che invischiato in traffici illeciti, che è al soldo delle lobby omosessuali, forse sai qualcosa in più, tu.

Diccelo, per favore. Vogliamo sapere tutto, anche quello che ci sfugge ma che con ogni evidenza tu sai. Noi sappiamo che il sindaco, iscritto al Pd di Bibbiano, è stato arrestato per non aver seguito “la procedura amministrativa corretta per l’affidamento dei servizi e di un immobile”. Che lo stesso Procuratore Mescolini ha dichiarato che il sindaco «Non è coinvolto nei crimini contro minori». Testuali parole. Che il sindaco di Bibbiano sia del Pd, lo troviamo insignificante. Fosse stato della Lega avremmo pensato lo stesso, e cioè che, in questa vicenda, l’appartenenza partitica del sindaco di un paesetto coinvolto solo di striscio sia insignificante. Ovviamente, l’abuso di ufficio, quando di mezzo ci sono i bambini, risulta particolarmente odioso. Ma il Pd, come partito, non c’entra, come non c’entrerebbe nessun altro partito. C’era un passaggio, nel d.d.l. di Simone Pillon firmato da Lega e approvato da 3 Senatori su 5 del Movimento 5 stelle (contrari solo Giarrusso e Piarulli, Di Maio ha letto solo i tempi paritetici dell’affidamento senza leggere il resto) che forse ti è sfuggito, mamma presunta di Bibbiano. 

“Il giudice, nei casi di cui all’articolo 342-bis, può in ogni caso disporre l’inversione della residenza abituale del figlio minore presso l’altro genitore oppure limitare i tempi di permanenza del minore presso il genitore inadempiente, ovvero disporre il collocamento provvisorio del minore presso apposita struttura specializzata, previa redazione da parte di servizi sociali o degli operatori della struttura di uno specifico programma per il pieno recupero della bigenitorialità del minore”. 

Il d.d.l. di Pillon prevedeva l’eventualità che un giudice potesse stabilire di togliere l’affidamento a uno dei due coniugi (separati) sulla base del sospetto che l’altro ex partner potesse avere “convinto” il figlio ad “alienare” il padre o la madre. Se ritenuto plagiato, il figlio sarebbe stato affidato al genitore “rifiutato”. Una manovra pericolosa, vischiosa, che avrebbe aperto la strada a forzature a danno dei minori. Proprio come è successo a Bibbiano. La politica, però, non c’entra niente, lo sappiamo, e mai ci sogneremmo di strumentalizzare il d.d.l. di Pillon con l’inchiesta di Bibbiano. Stiamo a Bibbiano, non nei partiti politici, non su un palco e neppure su Twitter.

Se hai portato tua figlia, spacciandola per una bambina coinvolta nei fatti di Bibbiano, è perché tu, mamma di Greta, sai qualcosa che i magistrati non sanno e che noi ignoriamo. Perché taci sui fatti di Bibbiano? Il comizio a Pontida è finito. Corri, mamma (forse non) di Bibbiano e denuncia tutto ai magistrati. Poi dicci tutto quello che sai.

Oppure taci. E comunque tua figlia portala al mare anziché a Pontida.

Immagine di copertina: Madame Le Brun – Autoritratto (1789)

Continua la mattanza delle tigri nel mondo

Mar, 09/17/2019 - 10:50
(Fonte: Natura Tv)

Dalla stampa nazionale:

Oltre metà delle 147 tigri sottratte tre anni fa da un tempio in Thailandia accusato di sfruttarle a scopi turistici sono morte. Lo hanno rivelato oggi le autorità di Bangkok, specificando che le 86 tigri decedute dopo il tentativo di salvataggio avevano problemi respiratori dovuti a una paralisi alla laringe, e altre malattie causate dalla riproduzione per endogamia nella ristretta comunità nei due siti dove erano allevate. Il caso riaprirà con ogni probabilità le polemiche sul trattamento dei maestosi animali selvatici salvati nel 2016 dal famoso Tiger Temple nella provincia di Kanchanaburi, che attirava decine di migliaia di turisti all’anno che si facevano fotografare con le docili tigri. Il tempio era sospettato di traffico di animali selvatici, maltrattamenti e uso di narcotizzanti, oltre che di allevare tigri allo scopo di guadagnare dalla vendita di prodotti da loro derivanti. (Fonte: ANSA –Thailandia, 86 tigri morte di stenti)

Oltre 2.300 tigri sono state uccise e trafficate illegalmente dal 2000 a oggi. È il gruppo ambientalista esperto in traffico illegale di animali, Traffic a lanciare l’allarme: in media sono più di 120 gli esemplari sequestrati dai bracconieri ogni anno, circa 2 alla settimana.

L’autrice del rapporto Kanitha Krishnasamy, a capo delle operazioni di Traffic nel Sud-est asiatico, ha espresso la sua preoccupazione parlando con Afp: “Sembra che stiamo perdendo questa lotta”. “Il tempo per parlare è finito: le parole devono essere trasformate in azioni per prevenire ulteriori perdite”. Continua a leggere  (Fonte:REPUBBLICA.IT)

GIRAFFE, ELEFANTI E LEONI: LI VEDI OVUNQUE MA QUELLI VERI SPARIRANNO A BREVE. Giraffe, elefanti e leoni (e molti altri animali “famosi”) sono condannati all’estinzione in natura, anche perché Donald Trump non ha l’hobby del trophy hunting e dunque, in poche parole, chissenefrega.

Il trophy hunting è quell’attività regolamentata che consente a ricchi stranieri di andare in Africa a uccidere esemplari selezionati, magari anziani o malati, al fine di rimpinguare le casse dei parchi che ospitano gli ultimi animali-simbolo (detti anche big 5: leone, leopardo, giraffa, bufalo ed elefante). È una pratica tristemente fondamentale per la loro sopravvivenza, e presidenti Usa molto poco ambientalisti, ma pur sempre amanti del trophy hunting, hanno in passato agito al fine di evitare l’estinzione dei big 5. Il tema è fondamentale quando si parla di protezionismo. L’errore più grande che potremmo fare, da occidentali, è quello di disprezzare i bracconieri e accusarli di essere il male. Si tratta spesso di uomini e donne che semplicemente vedono nella caccia illegale l’unica possibile risorsa per sopravvivere. In Kenya, Mozambico e Zambia, nulla ha aiutato a fermare il bracconaggio come dare loro un’alternativa, ad esempio – paradossalmente – arruolarli come guardie forestali nei parchi: questo ha ridotto del 90% il numero degli animali uccisi (fonte: Earth.com). In fondo il turismo da safari fotografico è attualmente una delle poche ricchezze di quelle terre.

Per capire quanto poco manchi all’estinzione basta aprire la versione americana di Amazon, Ebay o Etsy: comprare un oggetto decorato con ossa di giraffa costa circa 200 dollari, visto che nessuna legge lo vieta, sebbene la popolazione delle giraffe sia diminuita del 40% negli ultimi 30 anni. Continua a leggere (Fonte: PEOPLEFORPLANET.IT di Michela Dell’Amico)

Sindaco iscrive 15 pecore a scuola per riempire la classi

Mar, 09/17/2019 - 10:00

Francia, mancano alunni, iscrivono le pecore. È il curioso caso in un paesino montano non lontano dall’Italia

Niente alunni, niente lezioni. A seguito del numero sempre minori di studenti nella sua scuola elementare del paese il sindaco Jean-Louis Marais è stato costretta a chiedere la diminuzione delle ore scolastiche.

Una notizia che ha scatenato l’ira delle famiglie di Crêts-en-Belledonne, piccolo borgo montano nella regione dell’Alvernia-Rodano-Alpi, Sud-Est transalpino.

Continua a leggere su TPI.IT di Francesca Ceccarelli

Mobilitazione contro le microplastiche

Mar, 09/17/2019 - 09:28

Riceviamo dalla nostra Mamma Chimica questo appello alla mobilitazione, lanciato dal portale EcoBioControl di Fabrizio Zago, Chimico industriale, esperto di chimica amica dell’ambiente e creatore del Biodizionario.

La ECHA (l’agenzia chimica europea) non sembra impegnarsi troppo: ha elaborato una proposta che è molto indulgente nei confronti dell’approvvigionamento e delle tecnologie di produzione di particelle solide solubili e insolubili per cosmetici e detergenti. Le soluzioni ci sono, dovrebbero essere più drastici. Inoltre molti metodi di analisi per valutare la biodegradabilità di un certo prodotto sono adatti alle microplastiche, così sfuggenti dai filtri e spesso insolubili. Altra richiesta importante presente nel testo è di evitare il più possibile l’uso e quindi l’emissione in ambiente di queste sostanze ma che ci sia grande chiarezza sui prodotti nello scaffale, per esempio scrivendo in etichetta se un prodotto si avvale di queste sostanze non sostenibili. Mancano pochi giorni e poi ECHA trasmetterà una posizione comune al Parlamento Europeo.

Se volete farvi sentire e supportare questa posizione potete inviare una segnalazione da questo link echa.europa.eu/it/contact/other

Il testo potrebbe essere questo:
“Buongiorno, io supporto il contenuto e le finalità del documento sulle microplastiche: https://www.ecobiocontrol.bio/media/1206/posizione-microplastiche-italiano.pdf
Firmato: la Comunità di EcoBioControl”

È presto per criticare Sarri e Giampaolo (e ricordatevi di Sacchi)

Mar, 09/17/2019 - 07:00

Sembra esserci anche una vena di sadismo nella critica che media (soprattutto) e tifosi (loro, però, con sofferenza più che con sadismo) nei confronti delle prime uscite non brillanti di Juventus e Milan. Critica anche comprensibile considerato che il gioco del calcio, e soprattutto una modalità di applicazione e di concezione del gioco del calcio, è negli ultimi anni assurta a una sorta di religione. Di cui Arrigo Sacchi è l’indiscusso leader nonché guru che viaggia ormai al ritmo di quasi una settimana al giorno. I suoi discepoli parlano di calcio come se stessero parlando di qualcosa da cui dipendono i destini del mondo e talvolta – più Giampaolo di Sarri – utilizzano termini che sembrano più adatti a un convegno di filosofia che a interviste calcistiche.

Esaurita questa fondamentale premessa, è del tutto naturale che qualsiasi allenatore abbia bisogno di tempo per riuscire a infondere le proprie idee alla nuova squadra. A maggior ragione se queste idee sono totalmente (come nel caso di Sarri-Allegri) o parzialmente (per Giampaolo-Gattuso) diverse da quelle del proprio predecessore.

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È come se il calcio – e la narrazione del calcio – avvertisse una urgenza che potremmo definire impropria. Non c’è nulla di male nel pareggio della Juventus a Firenze. È un risultato che potremmo definire possibile. Sembra che non lo sia più. È vero che la Juventus non perdeva la testa della classifica da 560 giorni. Ma prima o poi doveva succedere. E se la società, dopo otto campionati consecutivi vinti, di cui cinque con Allegri, ha deciso che fosse giunto il momento di cambiare, vuol dire che ha messo in conto un periodo di metamorfosi. Poi, il trapianto potrebbe non riuscire. È difficile fare previsioni. Ma anche chi è scettico sull’innesto – e chi scrive è tra questi – sa bene che non è dopo tre partite che si può alzare la mano e cominciare a criticare. Bisogna concedere a Sarri il tempo fisiologico. Lo stesso tempo che trent’anni fa il Milan concesse ad Arrigo Sacchi. Se Berlusconi avesse ascoltato la critica dell’epoca (densa di “non mangia il panettone”), la storia calcistica avrebbe preso un’altra piega e molto probabilmente oggi il Milan non avrebbe sette Coppe dei Campioni in bacheca. 

È un discorso che vale per Sarri come per Giampaolo. Che ovviamente è un allenatore che sulla carta scalda di meno. Il suo curriculum è meno pretenzioso. Non ha raggiunto secondi posti in Serie A, non ha mai vinto in Europa, non ha mai allenato in Premier. Ma in questo periodo, in cui un certo modo di giocare al calcio (diciamo “alla Guardiola”), è un tecnico che gode di una discreta fama e che si è guadagnato una panchina gloriosa come quella del Milan. Anche se, effettivamente, fin qui il gioco espresso è stato piuttosto deprimente. 

È un periodo poco favorevole ai cosiddetti guardiolisti. Il City del maestro Pep è stato battuto in Premier dal Norwich. Ma non è stato solo il risultato a destare scalpore. È stato soprattutto il modo in cui il City ha subito il terzo gol, con una palla rubata in area mentre la difesa era intenta a palleggiare. Può capitare anche a loro che hanno vinto gli ultimi due campionati inglesi. E che sono al quarto anno di Guardiola allenatore. Figuriamoci se la Juventus di Sarri non può pareggiare contro la Fiorentina del simpatico e intelligente Commisso.

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Nel calcio italiano non esistono tifosi contenti

Il Governo “Conte 2” e il silenzio sulle banche

Lun, 09/16/2019 - 15:00

Ho aspettato e ascoltato il discorso del premier Conte alle Camere per chiederne la fiducia. Volevo capire se eventualmente ci fosse stata l’opportunità di conoscere qualcosa in più del programma del nuovo governo. Ma niente, solo silenzio sul tema. E tre indizi fanno una prova.

Veniamo ai fatti.

Ho letto e riletto i 29 punti del programma del nascente governo giallo-rosso, sostenuto da Movimento 5 Stelle e Partito democratico e ho fatto fatica a trovare la parola “banca” e suoi derivati. Qualcosa che faccia riferimento alla riforma del sistema bancario malato.

Per la precisione ho trovato al punto 19 una generica indicazione al lancio di  “un piano straordinario di investimenti per la crescita e il lavoro al Sud, anche attraverso il rafforzamento dell’azione della banca pubblica per gli investimenti, che aiuti le imprese in tutta Italia e che si dedichi a colmare il divario territoriale del nostro Paese” che dovrebbe presupporre il miraggio della nascita di una banca pubblica degli investimenti; e al punto 21 un contraddittorio e vago riferimento alla “necessità di porre in essere, in armonia con il diritto dell’Unione europea (lo stesso diritto, ricordiamo che ha generato la disciplina del bail-in), politiche per la tutela dei risparmiatori e del risparmio, anche agendo sul sistema bancario”.

Poi nulla altro!

Molto ma molto meno di quanto dichiarato, ma mai realizzato, dal precedente governo gialloverde sul tema della riforma della finanza malata.

Sicuramente più coerente e meno bugiardo ma l’attuale governo conferma l’inclinazione europeista al problema della malafinanza: tutelare lo status quo e la lobby finanziaria.

Mettiamoci l’anima in pace e aspettiamo il prossimo giro (elettorale) perché, lo dico con largo anticipo, questo governo non realizzerà neppure quelle poche (ma quali?) cose promesse.

Ma ciò che più mi turba è che non ricordo (o mi sarà sfuggito) giornale o media che abbia fatto questa semplice analisi. Nessuno che si sia chiesto dove siano finiti i propositi pre-elettorali del M5S sui temi della malafinanza. Nessuno che abbia accennato ai pericoli imminenti (Banca Popolare di Bari, Carige, ecc) per migliaia di italiani e alla necessità di riformare un sistema malato.

Ricordino Di Maio &Co che tra i sei milioni (!!!) di elettori persi alle ultime elezioni dal M5S ci sono i truffati dalle banche, ci sono quelli che credevano finalmente di vedere facce pulite negli organi di controllo, c’è chi ci aveva sperato. Queste erano le premesse e le promesse. Ma mentre i risultati del precedente governo sono stati deludenti, peggio ancora è successo con il piano programmatico del nuovo esecutivo: i proclami del contratto di governo del M5S sono completamente scomparsi dai radar mediatici.

Sul tema della malafinanza l’unico strumento finora utilizzato per calmierare la delusione dei cittadini è stata la dilazione.

La tutela dei risparmiatori è stata rafforzata? Chiedetelo ai rappresentati delle associazioni dei truffati dalle banche fallite.

Riforma delle banche di credito cooperativo, cosa è cambiato? Nulla.

Per quanto riguarda una maggiore responsabilizzazione del management bancario e delle autorità di controllo? Niente.

Nulla di fatto anche per la revisione dei parametri dei protocolli di rating di Basilea.

Nessun inasprimento delle pene per i fallimenti dolosi, nessuna revisione della normativa antiriciclaggio e dei processi interni delle banche che occultano ingenti patrimoni derivanti dall’evasione fiscale del clero, dei commercianti cinesi e degli speculatori immobiliari.

Si tratta delle promesse fatte agli italiani dal M5S nella ultima campagna elettorale. E ora sono alleati con quel PD, nel frattempo sicuramente cambiato nei nomi, che ha prodotto i governi più bancocentrici dell’ultimo ventennio

Non hanno rispettato le premesse e le promesse. Non hanno rispettato gli italiani.

Si affrettino a rimediare.

Francia, il caldo estremo ha ucciso 1.500 persone durante l’estate

Lun, 09/16/2019 - 15:00

Il ministero della Salute francese ha indicato in quasi 1.500 il totale delle vittime del caldo estremo che ha colpito la nazione europea durante l’estate

Un’autentica strage. Il bilancio delle vittime delle due ondate di caldo estremo che hanno colpito la Francia dapprima alla fine di giugno, quindi durante il mese di luglio, è agghiacciante. Secondo quanto comunicato dal ministro della Salute di Parigi, Agnès Buzyn, sono quasi 1.500 le persone che hanno perso la vita a causa della canicola.

567 morti per il caldo a giugno, altri 868 a luglio – Il governo francese ha quindi specificato nel dettaglio che “1.435 morti” sono considerati “in eccesso” rispetto alla media. Dunque imputabili, secondo le autorità di Parigi, al caldo eccessivo. In particolare, “567 nel corso della prima ondata, e 868 durante la seconda, il che equivale ad una sovra-mortalità del 9,1 per cento”. 

Continua a leggere su LIFEGATE.IT di Andrea Barolini

Consigli per gli acquisti

Lun, 09/16/2019 - 14:06

La sezione “Consigli per gli acquisti” su People For Planet è uno spazio dedicato a una selezione di prodotti e servizi corrispondenti alla filosofia del nostro magazine da consigliare ai nostri lettori.
Ambiente, ecologia, sostenibilità: ogni giorno i nostri lettori cercano sulle nostre pagine informazioni utili per avere un modello di vita più sostenibile e una condotta migliore nel rispetto dell’ambiente.

Abbiamo quindi deciso di andare incontro alle esigenze delle migliaia di persone che manifestano la volontà di contribuire a cambiare le cose, anche nel proprio piccolo. Non sempre ci si rende conto delle possibilità che abbiamo per portare un cambiamento significativo nella nostra quotidianità, e proprio per far fronte a questa lacuna abbiamo pensato a una sezione del sito aperta ad aziende e produttori indipendenti che funga da collante tra il venditore e il fruitore.

Vuoi proporre i tuoi prodotti? Aderire è semplice!

Mandaci una email a consigli@peopleforplanet.it indicandoci il sito e/o i social su cui trovare i prodotti che vuoi pubblicizzare e noi ci metteremo in contatto con te.

Il lavoro di squadra è la capacità di lavorare insieme verso una visione comune. La capacità di dirigere la realizzazione individuale verso degli obiettivi organizzati. È il carburante che permette a persone comuni di raggiungere risultati non comuni.

[Andrew Carnegie]

Reborn Ideas: upcycling nella moda e nel design

Lun, 09/16/2019 - 14:06
Reborn Ideas: ecodesign e moda sostenibile Made in Italy Reborn Ideas è il primo ecommerce italiano di ecodesign e moda sostenibile Made in Italy. I prodotti che troverete sul sito sono realizzati tramite upcycling, recycling, e materiali innovativi ecosostenibili.

Questa Start-Up è il principale punto d’incontro dove consumatori consapevoli trovano la risposta alle loro esigenze di consumo selettivo, facendoli incontrare con la variegata offerta di prodotti Made in Italy da designer, makers e artigiani della qualità e della sostenibilità.

Reborn Ideas vuole dimostrare che tramite il principio dell’upcycling e del recycling è possibile generare articoli di qualità elevata con un ridotto impatto ambientale. Recuperare materia prima o prodotti lavorati, lavorarli per dare una nuova vita tramite upcycling, usare materiali innovativi ed ecologici sono azioni fondamentali per ridurre gli sprechi e l’impatto sull’ecosistema.

Le scelte di acquisto che compiamo tutti i giorni raccontano chi siamo e siamo convinti che sia possibile esprimere il proprio impegno verso il cambiamento anche attraverso l’acquisto di prodotti belli e originali, pezzi unici e distintivi che uniscono qualità, estetica e sostenibilità.

Su Reborn Ideas troverete borse prodotte con il PVC dei cartelloni pubblicitari, cuscini per bicicletta realizzati con scampoli di jeans e imbottiture dei divani, tappeti e cuscini creati con avanzi di pellame dell’industria calzaturiera, costumi da mare in Econyl, occhiali di carta riciclata e borse con vele delle barche, sedie e tavolini con sughero recuperato dai tappi usati, lampade in bioplastica, copertine per l’infanzia di cashmere e seta di fine rocca, mobili di cartone, fasce da donna con avanzi di tessuto, borse create con mute da sub e tanti prodotti ancora.

Sono pezzi unici belli ed originali, che dimostrano come sprecare sia sbagliato e che tramite l’upcycling è possibile creare qualcosa di nuovo e migliorato.

La sostenibilità e l’economia circolare passa anche tramite i prodotti che decidiamo di acquistare!

Hanno parlato di Reborn Ideas i principali giornali italiani come Il Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Il Resto del Carlino, Donna Moderna e Q.

Visita il sito per scoprire fra oltre 300 idee regalo ecosostenibili da scegliere o approfondisci alcuni di questi prodotti direttamente da questa pagina.

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